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12 Monkeys

12 Monkeys: Recensione dell’episodio 1.10 – Divine Move

I  viaggi nel tempo sono qualcosa di difficile da gestire e ancor più difficile da comprendere. Fino ad ora 12 Monkeys se l’è cavato molto bene con quest’aspetto, gestendo con sicurezza e precisione i salti temporali tra anni e realtà diverse. Questo episodio, un po’ volontariamente e un po’ no, si lascia andare circa questo aspetto, proponendoci un episodio interessante ma non perfetto come ci sarebbe da aspettarsi dagli standard a cui il telefilm ci aveva abituato.

12monkeys_110_4Cole riesce infatti a riunirsi con la Cassie del 2015 ma solo per scoprire che il suo arrivo, una volta tanto, non è il benvenuto. Penso che da un certo punto di vista Cole si fosse quasi abituato alla routine che avevano stabilito con Cassie, gli faceva immensamente piacere essere atteso e cercare con lei una soluzione per non scatenare l’epidemia. Ma anche (e soprattutto) le cose migliori hanno sempre una fine. Cole lo scopre a sue spese, prima quando l’incredulità negli occhi di Cassie e di Ben gli conferma che non fosse atteso, poiché entrambi pensavano che fosse morto, ponendo un punto all’intera faccenda dell’epidemia, e quindi con la confessione di Cassie al bar, dopo qualche bicchierino di troppo. In vino veritas, la donna gli conferma ciò che probabilmente sapeva anche lui, ovvero che il suo arrivo – malgrado il legame che li unisce e che li ha uniti – non è più gradito ma è solo un tacito ricordo del fallimento e della continuazione di una missione che non sembra avere fine. Comprendiamo a pieno lo stato d’animo di Cassie, sfido chiunque a dire il contrario, ma probabilmente è una cosa a cui dovremo abituarci: qualcosa succederà di qui a due anni e quel qualcosa porterà l’orologio della donna a non 12monkeys_110_3essere graffiato da Cole al loro primo incontro? O c’è dell’altro?

La verità, quella che ormai non sfugge più a nessuno, è che il tempo sta scadendo e la salute di Cole con esso: non c’è più tempo per tirare ad indovinare cosa potrà fermare l’epidemia, in che anno ha avuto inizio e cosa sarà necessario per impedirne la diffusione. E’ tempo di agire. Peccato che non tutti siano d’accordo con il piano iniziale e che alcuni (eh si, parlo di te Ramse) decidano di fare di testa propria soltanto perché hanno scoperto una famiglia di cui non sapevano neppure l’esistenza. E’ ammirevole questo ritrovato spirito paterno di Ramse, dico sul serio, ma tradire Cole in questo modo, voltargli le spalle nel suo più grande momento di bisogno? Non è che ha preso una botta in testa, a un certo punto, tra una sparatoria e l’altra, responsabile per questa lucidità perduta?

Se non altro riusciamo a vedere Ramse centrale, per una volta, con l’episodio che è concentrato più su di lui e la sua ricerca della verità per salvare la sua famiglia che non sui vaneggiamenti di Cassie o i salti di Cole. Ramse cerca una risposta, una che lo soddisfi e gli permetta di salvare la sua famiglia, dando un futuro al figlio, dandogli un mondo in cui poter vivere e non morire. Nel farlo ritrova un gruppo che inizialmente scambia per le 12 Scimmie ma che in realtà non è altro che un gruppo di alcoliste anonime al femminile, guidate da niente poco di meno che Jennifer. Non avevamo ancora mai visto Jennifer nel futuro e questo rende subito evidente come sia immune al 12monkeys_110_5virus e come sia sopravvissuta a proteste e alla diffusione del morbo. Il suo ruolo di saggia zen, che sembra parlare per enigmi peggio dell’oracolo cieco di Vikings, le si addice particolarmente ma non riesce a svelarci nulla che non sapessimo già, almeno a primo avviso: che ci fosse un messaggio nelle sue parole che deve essere ancora colto? E’ di Jennifer, in fondo, che siamo parlando: quanta sanità mentale può aver conservato, a quell’età per giunta?

Un episodio che ruota più intorno al passato che intorno al presente e per una ragione ben precisa: mettere in evidenza come lo sfaldarsi nel futuro finisca con l’influenzare la possibilità di un futuro migliore per il passato. Ramse è pronto a dare il tutto per tutto per salvare il figlio, anche se significa impedire a Cole di incontrare Goines nel passato, nell’anno 1987, quando lo stesso Goines aveva detto di averlo già incontrato. La presenza sia di Ramse che di Cole nel passato potrebbe rivelarsi interessante, se solo non fosse così dannatamente preoccupante: i due promettono di scannarsi a vicenda e noi non siamo affatto entusiasti di assistere alla scena.

Nel mentre restano ancora irrisolte diverse domande, moltissime a cui non vediamo l’ora di dare una risposta. Come? Continuando a guardare, naturalmente: magari, tra un anno e l’altro, scopriamo davvero che diamine ha provocato questa epidemia e come si sia diffusa. Io sono troppo curiosa, voi no?

Per tutte le informazioni e novità su 12 Mokeys vi consigliamo di passare per Mi nutro di serie tv

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