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12 Monkeys

12 Monkeys: Recensione dell’episodio 1.07 – The Keys

Questo settimo episodio è stato secondo me uno dei più belli, sia per tensione emotiva, sia per ritmo, sia per come gli sceneggiatori hanno saputo sfruttare i salti temporali. Poi il bel cliffhangerone finale ha chiuso con il botto.

Insomma, mi ci sono messa nei panni di Cassie che in quell’ultima scena vede scomparire Cole per sempre. Per lui tutto finisce ed è come se questo casino non fosse mai esistito. La sua esistenza praticamente resettata. Per lei invece tutto si conclude con quello smozzicato saluto. Due anni di completi stravolgimenti che si concludono in un semplice annullamento, l’annullamento di una persona, che per un verso o per l’altro è diventata il centro della sua vita. Hanno vinto. Hanno fatto sì che la POSSIBILITA’ di una catastrofe venisse rimossa ed ora quello che resta è tornare a vivere la propria vita come se nulla fosse. E in più c’è la bugia o meglio l’omissione, l’aver mandato a morire Cole consapevolmente, diventando esattamente come lui le ha insegnato ad 12_monkeys107-04essere. La voglio vedere a tornare ai suoi microscopi, alle code in autostrada e alla spesa del sabato. Auguri, Cassie.

I’m glad I got to know you, Cassie.

Okay, dai, lasciatemi essere un po’ drammatica fino al prossimo episodio. Per quanto la sorte dei nostri sia scontata la carica emotiva degli avvenimenti è stata notevole. E’ ovvio che qualcosa succederà e rimetterà tutto in gioco, solo che non riesco ad immaginare cosa. Che Cole sia tornato indietro un millesimo di secondo prima che il missile colpisse? Se così fosse ci toccherebbe vederlo ricomparire per annunciare che qualcosa è andato nuovamente storto e che l’epidemia è stata spostata di qualche altro mese. Avrebbe senso? Funzionerebbe? Questo continuo, anche se minimo, alterarsi della storia non rischierebbe di causare piccoli movimenti in grado sconvolgere lo stesso futuro del 2043 da dove Cole viene rispedito indietro?
In verità non mi vengono in mente altre possibilità per rimettere in ballo tutta la storia… in fondo è chiaro che solo una piccola parte del virus sia esplosa in Cecenia. Da qualche parte il governo ne conserva ancora una bella scorta.

Come ho detto l’episodio funziona molto bene: ha un buon ritmo, un perfetto dosaggio di pause e azione. Infatti, una scena per me molto bella è stata quella al museo. In altre occasioni avevamo visto Cole meravigliarsi brevemente del passato e di tutto quello di cui la pestilenza lo ha privato, ma in questo caso, dove la narrazione rallenta perché è lui stesso a fermarsi per qualche attimo, tutto funziona meglio e aggiunge profondità al personaggio più di quanto potrebbero fare mille parole. Okay, forse anche la gigante testa di Tirannosauro in mezzo alla sala ha aiutato l’atmosfera. Cole ruba tutti g12_monkeys107-02li spiedini (e mi ha fatto sinceramente ridere), cerca di toccare il quadro che tanto lo ha affascinato e poi chiede a Cassie di ballare, come se presagisse che la conclusione è vicina. Cerca di godersi il momento, quel punto nel tempo in cui non è solo di passaggio ma in cui ha lentamente piantato radici.
Al museo è Cassie a mettergli fretta e a ricordargli la missione, ma poi al negozio sarà lei stessa a chiedergli di fermarsi un attimo per condividere il momento con lei. Lui lo dimenticherà ma a lei resterà impresso per sempre. Chiacchierano di sogni e di luoghi da visitare, ma Cole, scioccamente imbarazzato, non ha il coraggio di dirle che da piccolo sognava di vedere le Keys (bel riferimento al film originale). Glielo dirà poi in una telefonata dalla Cecenia, in un futuro che per Cassie è passato. Splendidi aggrovigliamenti dei viaggi temporali.
Gli sceneggiatori diventano più bravi nel gestirli e un po’ più coraggiosi, ma commettono ancora l’errore di considerare i propri spettatori un po’ tonti costringendo Cassie a fare la beota e ad ostinarisi (più volte) a chiedere spiegazioni a Cole. Ormai ci siamo, vi seguiamo, non perdetevi in esposizioni inutili.

Altro bel tocco sono le realistiche ambientazioni della Cecenia, che se non erano in Cecenia erano sicuramente in un qualche posto nell’Est Europa. E’ quasi commuovente vedere dei boschi europei che per una volta non sembrino irrimediabilmente delle pinete canadesi. Apprezzatissimo sforzo che un po’ si perde nella ovvietà e sc12_monkeys107-03ontatezza della trama politico-militare. Alex Wexler è pomposo e retorico nel suo ruolo di spione per la libertà e l’esercito fa la solita bella figura di imbecillità quando, per non compromettersi, decide di usare un’arma biologica pericolosissima contro un pirla e poi non ci pensa neanche mezzo secondo a lanciargli contro un missile… alla faccia delle relazioni internazionali. In questo caso, l’unica a fare una bella figura è Cassie, che tirati fuori gli attributi, si decide a non passare più per la pazza lunatica ma per quella che da sola sa cosa realmente stia succedendo. Daje Cassie!

Gli sceneggiatori sapranno stupirci con il prossimo episodio? Sapranno trovare un modo intelligente per proseguire la narrazione? Sarebbe già bello se facessero tesoro di questo episodio e continuassero su questa strada.

PS: Cole continua a vedere il bicchiere che si infrange (tutto in blu), mentre Cassie continua a vedere il campo di sangue (tutto in rosso). Devo dire che questi piccoli dettagli sono quelli che mi intrigano di più
PPS: Per ora non commento queste 12 scimmie a metà tra il militare e lo sciamanico… sospendo il giudizio.
PPPS: che bello il vestito rosso di Cassie! Glielo avranno prestato quelli di Suits?

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