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12 Monkeys

12 Monkeys: Recensione dell’episodio 1.03 – Cassandra Complex

Anche con questo terzo episodio si confermano le impressioni avute dai primi due: non c’è da strapparsi i capelli dall’emozione ma si procede di filata senza cadere nella noia o in assurdità troppo smisurate.

La ricerca del laboratorio segreto, e fonte di ogni male, procede di passo in passo, questa volta dirigendosi verso lo scienziato sfuggito al massacro. A dire la verità è qui che ancora una volta si possono notare alcuni passaggi di trama un po’ pigri (come lo era stata la foto coreana nel secondo episodio), con delle botte di culo che cadono addosso ai nostri protagonisti manco fosse Natale. Cassandra viene infatti chiamata per un interrogatorio dalla polizia, ma non perché sia stata scoperta la sua bugia, ma solo per essere interrogata sulla paziente rapita; fortuna vuole che la poliziotta che la interroga sia molto volenterosa nel rivelarle quelli che non sono fattacci suoi e pure nel mostrarle foto esplicative, che addirittura le rivelano che l’uomo che lei e Cole stanno cercando altri non è che una vecchia conoscenza. Com’è piccolo il mondo, eh!?
Ma glielo concediamo, perché la trama avanza, e il salto nel passato permette agli autori di mantenere entrambi i protagonisti al centro delle vicende pur senza farli int12_monkeys103-04eragire direttamente.

Il gioco dei salti temporali è un gioco affascinante e se sdoganato da regole troppo ferree, permette di muoversi avanti e indietro, aprendo scorci sul passato e in questo caso sulla vita di Cassandra (un nome una garanzia), senza dover ricorrere a flashback che spesso risultano forzati e non fanno altro che appesantire le vicende.
Ci viene così data la possibilità di buttare un’occhiata a Cassie nel suo periodo più nero, quando vedeva pandemie pronte a cancellare la razza umana in ogni dove e la sua sanità mentale era seriamente messa in dubbio. Le vicende ad Haiti sono un po’ scolastiche con dei tendoni anonimi ripieni di gente che vaga tossendo e infermieri e dottori che corrono di qua e di là senza meta; anche l’abboccamento sbucato dal nulla proprio con Henri appare un filo scontato o per lo meno forzato, ma se ne sta tranquillo in un angolino e non infastidisce troppo. Funziona invece alla perfezione la rivelazione finale sulla vera causa della morte di Henri: è stato Cole ad ucciderlo.
Potremmo probabilmente trascorrere tutta la giornata a discutere sul perché lo abbia fatto o se in realtà non lo avesse già fatto. Cole gli spara fa per impedire all’inquietante uomo con la cicatrice (che se la guadagna in questo episodio) di arrivare prima di loro alla Night Room? O lo fa per preservare l’integrità della linea temporale? In entrambi i casi siamo portati a domandarci fino a che punto Cole sia disposto a spingersi pur di riuscire a cambiare il risultato12_monkeys103-03 della storia. Cassie non lo sa o forse preferisce ancora non pensarci troppo, mentre la loro insolita relazione procede su solidi binari diventando più forte ad ogni episodio. Come potrebbe essere altrimenti quando, entrambi si ritrovano investiti di una tale missione e così soli nel metterla in pratica?

Momento interessante dell’episodio sono state anche le teorizzazioni sui pericoli dei viaggi temporali discussi dalla squadra di Jones, che pur avendo il principale scopo di togliere di mezzo soluzioni troppo semplici (andiamo indietro e uccidiamo tutti), incominciano a delineare qualche regola di buon comportamento per i viaggi temporali. Non si temono tanto i paradossi, anche se non sembra consigliabile incontrare il proprio se stesso nella stessa linea temporale, ma la paura maggiore è che piccole interferenze possano mutare drasticamente il corso della storia e rendere vani i progressi raggiunti. Ma è davvero possibile cambiare la storia? O Cole sta ripercorrendo passi già percorsi che hanno portato il futuro 2043 ad essere quello che è? I12_monkeys103-02l graffio dell’orologio elimina l’ipotesi di un’immobilità totale del passato ma altri elementi sembrano sostenerla. Ci toccherà aspettare e farci venire un mal di testa domandandocelo.

Intanto nel 2043 Kirk Acevedo deve ritagliarsi il suo spazio, anche se per ora ci riesce con una certa fatica. Difficile appassionarsi alle vicende del futuro quando tutta la nostra attenzione è puntata su altro; ma con le premesse gettate in questo episodio e l’arrivo del passato di Cole pronto a bussare alla sua porta, ci costringe a prestarci attenzione. Positiva o negativa l’introduzione di questi nuovi selvaggi armati? Dovremo aspettare un po’ per scoprirlo. Bilanciare le due narrazioni non sarà facile ma il bello si vedrà quando esse si scontreranno inevitabilmente. Qualcuno ha sentito puzza di triangolo amoroso?

12 Monkeys resta piacevole senza prendersi troppo seriamente. Il rischio è che la ricerca di Cole a Cassie proceda all’infinito senza mai arrivare al dunque. Sarebbe anche importante capire quale organizzazione si nasconda dietro all’uomo con il cappello che per ero risulta fin troppo inquietante per essere vero. Ma noi, come sempre, vogliamo essere fiduciosi.

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