Mad Men

Mad Men: recensione degli episodi 6.09 – The Better Half e 6.10 – A Tale of Two Cities

“She doesn’t know that loving you is the worst way to get to you.”

È tempo di riunione di famiglia per i Draper, che hanno l’occasione di recuperare i rapporti quando Don e Betty accompagnano Bobby al campeggio. Immersi nella natura, gli ex coniugi Draper condividono sigarette e alcool, parlano, si divertono.

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E poi arriva il 27esimo minuto e accade l’impensabile: Don e Betty si baciano e si ritrovano a letto insieme dopo tanto tempo (io non riuscivo a smettere di urlare, anche voi?)

Mi manchi”, confessa Don ad una Betty che appare più fredda e distaccata di quanto pensassi. Una Betty che sembra essersi liberata dall’oscura forza che lo legava a lui e che ora prova pena per Megan, perché non ha capito che amare Don è il modo peggiore per essergli vicino. Sembra di essere di fronte ad una inversione di ruoli, quando vediamo una Betty così calma e un Don sull’orlo di una crisi di nervi. E che pena ci fa il poverino quando la mattina dopo è costretto a far colazione da solo mentre Mrs e Mr Francis si godono la compagnia l’uno dell’altra.

Intanto alla SCDPocomediavolohannointenzionedichiamarla, la situazione è tesa a causa dell’ideazione della campagna per la margarina, che è ennesima occasione per un confronto tra Don e Ted. E c’è sempre Chevrolet che continua a rifiutare tutte le loro proposte.
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Le cose vanno male soprattutto per la povera Peggy che, oltre ad essere costantemente tra due fuochi, ha dei problemi anche personali. Abe l’avrà anche convinta a fare la pioniera, ma lei non si sente al sicuro nel quartiere dove abitano. E ha così paura che una notte per sbaglio colpisce il fidanzato con un coltello. Come direbbe Liz Lemon, accoltellare il proprio fidanzato è un dealbreaker. La povera donzella corre dal suo ultimo spasimante per un po’ conforto, ma Ted non sembra più essere interessato.

Problemi di “cuore” anche per il povero Roger che, dopo essersi beccato una bella ramanzina dalla figlia per non essere stato un buon nonno, si trova costretto ad affrontare il fatto che Joan non vuole accettarlo come padre per suo figlio.

“They don’t know our name because we don’t know our name”

Due storyline che seguono i creativi della SCDPCGC in due città molto diverse ci permettono di vedere quanto le cose stiano cambiando per i nostri Mad Men. Da un lato Don e Roger, insieme ad Harry, in California sembrano completamente fuori luogo con i loro completi inamidati e i capelli perfetti rispetto agli hippie della West Coast; dall’altro Ted e Jim si trovano a gestire l’agenzia ancora divisa a metà – e Ted cerca di mandar via “their people” – mentre Joan e Peggy portano a casa un possibile contratto con la Avon e Cambpell continua la sua evoluzione in un Mr. Draper depresso e oscuro.

Il tema centrale dell’episodio è l’identità in continua evoluzione, non solo dei protagonisti, ma anche quella dell’agenzia. Bisogna trovare un nome perché SCDPCGC è impronunciabile. Chi rinuncerà ad avere un posto nel brand name?

mad_men-610 (1)Tutti, e dico tutti, passano il loro tempo ad essere frustrati, arrabbiati, delusi gli uni con gli altri. In ufficio c’è una forte tensione, a partire da Ginsberg che finisce per insultare Jim fino a Joan che “ruba” il lavoro a Campbell, passando per Jim che urla a Bob “Why are you always down here!? Go back upstairs!” – per poi offrirgli una promozione. Insomma, è tempo di cambiamenti per i nostri creativi.

Ne è un esempio Joan che pensava di andare ad un appuntamento al buio e, trovandosi di fronte il nuovo Direttore Marketing della AVON, pensa bene di trasformare l’appuntamento in un incontro d’affari, portando all’agenzia un nuovo cliente. Sappiamo bene come Joan abbia guadagnato la sua posizione, ed è giunto il momento di dimostrare che è molto di più di una bravissima segretaria. AVON è un suo cliente, ecco perché quando Jim lo assegna a Pete, pensa bene di organizzare un mad_men-610 (2)incontro con lui di nascosto. Peccato che non sia così pronta come crede di essere e che l’incontro non è stato proprio il massimo. Le due donne riescono comunque a conquistare il cliente che mostra il suo interesse inviando loro dei campioni di trucco.

La rivoluzione all’interno dell’agenzia è rappresentata in generale dal clima di tensione che caratterizza gli Stati Uniti in quel periodo. Sullo sfondo dell’episodio c’è la protesta organizzata in occasione della convention del partito Democratico, passata alla storia come una delle manifestazioni più volente. Come sempre Weiner più che mostrarci questi eventi, ci mostra come i personaggi reagiscono ad essi donandoci una versione della storia assolutamente originale e perfettamente legata alla trama. Stavolta è Megan ad avere la reazione più emotiva, preoccupata per le sorti del Paese e impotente perché non può votare.

Roger Sterling (John Slattery), Don Draper (Jon Hamm) and Harry Crane (Rich Sommer) check things outMolto diverso è il clima sulla West Coast, dove Don e Roger sono assolutamente fuori luogo e il protocollo è completamente diverso. Quando Don va in California succede sempre qualcosa di interessante. Stavolta è caduto – o si è buttato? – in piscina. E mentre il suo corpo galleggia in acqua in attesa che Roger si accorga di quanto successo e lo salvi, Don ha un’esperienza molto particolare.
Una serie di allucinazioni ci permettono un ulteriore viaggio nella mente sempre più confusa di Don: tra una Megan incinta e libertina e il soldato conosciuto alle Hawaii che gli dice di essere morto e che “dying doesn’t make you whole“, quando la conquista della serata lo chiama Don, lui risponde “I told you that’s not my name”. Don sembra di nuovo rifiutare l’identità Don Draper e rimpiangere il suo vero io, rappresentato da Dick Whitman.

Quest’uomo riuscirà mai ad avere un momento di pace? Ho paura che il continuo riferimento alla morte in questa stagione sia la risposta alla mia domanda.

Intanto Roger è alle prese con Danny, che ha abbandonato la sua carriera pubblicitaria per intraprendere quella cinematografica. E a quanto pare se la passa bene, di certo meglio di Roger che viene steso con un pugno da Danny. Così.

mad_men-610 (2)Magistrale la chiusura con Pete, in ufficio, che fuma uno spinello (un Emmy a Vincent Kartheiser, grazie!) con la colonna sonora di Janis Joplin. Povero Campbell, mi fa sempre più pena ad ogni episodio. Farò una fine simile a quella di Lane?

Ah, dimenticavo. Habemus Name.

Benvenuti alla Sterling, Cooper & Partners.

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