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Young Sheldon: una buona prima stagione. Recensione

Young Sheldon
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Quando si inizia a parlare dello spin-off di una serie TV, tra gli spettatori aleggia sempre un po’ di curiosità ed entusiasmo misto alla perplessità dell’andare a toccare qualcosa che funziona. Oppure, al contrario, qualcosa che non funziona più e con cui gli autori vogliono provare un estremo tentativo per rivitalizzare l’attenzione sul proprio prodotto o per cavalcare le ultime onde del successo. Young Sheldon, come tutti sappiamo spin-off di The Big Bang Theory, in tutto questo non fa eccezione visto che era stato accolto con interesse da alcuni e tiepidi pruriti da altri.

Già il pilot di Young Sheldon aveva fatto ben sperare perchè aveva mostrato molti elementi positivi. Ovviamente da rivalutare e confermare al termine della prima stagione. Ed ora che siamo giunti al completamento della visione di tutti e ventidue gli episodi, si può dire che la serie, a parere di chi scrive, ha superato l’esame.

Young Sheldon: promosso!

Certamente tutto ruota attorno al protagonista, Sheldon, con la voce narrante di Jim Parsons, quindi la figura di spicco rimane lui come avviene per la serie madre, ma in soldoni è proprio ciò che dovrebbe essere, ossia un telefilm diverso che ci fa conoscere lo Sheldon bambino ed il suo mondo, con personaggi di cui noi spettatori avevamo solo sentito parlare ed in un contesto differente da quello californiano.

Young Sheldon

Una ambientazione come quella texana così legata alla religione ed al contempo un po’ buzzurra e contadina, che cozza inevitabilmente con le credenze scientifiche e con i modi precisi, delicati e schizzinosi di uno Young Sheldon che in questo contesto pare proprio un pesce fuori dall’acqua. E così assistiamo a molti momenti comici derivanti dallo scontro di questi due modi di essere, ma che nascono anche dalla sua intelligenza fuori dalla media che si confronta con la normalità della sua famiglia e delle altre persone che gli girano attorno (come ad esempio i professori).

Lungo tutto l’arco della stagione abbiamo avuto il piacere di conoscere la famiglia di Sheldon (di cui avevamo conosciuto solo la mamma in The Big Bang Theory, almeno fino agli ultimi episodi dove abbiamo visto anche i fratelli) ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità. Allora vediamo la sorella gemella Missy che è probabilmente la carica in più della famiglia, con le sue uscite brillanti e simpatiche ed una piccola attrice bravissima. Il fratello maggiore Georgie, un ragazzino svogliato e attento solo alle frivolezze, che deve sopportare Sheldon messo nella sua stessa classe.

Il papà George, tipico uomo della periferia un po’ sovrappeso che beve birra e porta avanti il suo lavoro di insegnante di ginnastica più per inerzia che per passione e che delega tutto a sua moglie. Tutti loro guardano Sheldon con un po’ di “timore” e sopportazione mista a meraviglia.

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Poi c’è la mamma Mary (interpretata da Zoe Perry, vera figlia di Laurie Metcalf che interpreta lo stesso personaggio nella serie madre), donna molto religiosa e casalinga che cerca di proteggerlo e capirlo in tutti i modi, nonostante la difficoltà di crescere un bambino così intelligente ed unico, tanto da doversi scontrare spesso anche con i professori. E poi abbiamo conosciuto finalmente la nonna, quella Meemaw di cui spesso abbiamo sentito parlare, persona eccentrica ed un po’ sopra le righe che vive i suoi anni da pensionata con spensieratezza e ironia. Spesso si prende cura dei nipoti e questo crea molte situazioni comiche.

E quindi la vita di Young Sheldon (molto bravo Iain Armitage nel ruolo) va avanti in questo contesto. In cui spesso vediamo emergere tutte le sue tipiche caratteristiche: l’ingenuità, la poca empatia, la super intelligenza, la fobia dei germi, la passione per i treni, i fumetti ed i primi computer, il voler tenere tutto sotto controllo come fa ad esempio con la relazione amorosa della nonna, il suo impuntarsi su alcune questioni, le paure assurde, come quella di una bambina, vicina di casa un po’ aggressiva, che lui non riesce a gestire. Questo suo essere così diverso da tutto e tutti lo porta ed essere un po’ isolato e questo può rappresentare l’aspetto malinconico della serie. Ci fa riflettere, anche se superficialmente, sulla condizione di queste persone speciali.

Young Sheldon

Alcuni dubbi

Credo che comunque qualche elemento negativo ci sia, più che altro perchè troppo estremizzato. Ad esempio, per quanto Sheldon sia molto intelligente, non significa che debba essere bravo in tutto e quindi trovo troppo esagerato che lo abbiano mostrato un talento pazzesco anche nella recitazione e nella musica. Come anche l’interesse amoroso della nonna che a quanto pare presenta le stesse identiche caratteristiche di Sheldon e di cui Meemaw pare si innamori proprio perchè le ricorda il nipote. Non è per nulla semplice trovare una persona con quelle caratteristiche e qui mi paiono davvero troppe le somiglianze tra i due.

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Sinceramente come prima stagione mi ha soddisfatto, ma bisogna comunque porsi un interrogativo che può rientrare negli elementi potenzialmente negativi e che accomuna molte comedy di questo tipo: quanto potrà andare avanti questo tipo di “format”? Per quanto tempo si potrà continuare a presentare queste stesse dinamiche e situazioni comiche senza stancare? Solo il tempo ce lo dirà ed intanto attendiamo la seconda stagione di Young Sheldon che andrà in onda in autunno.

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