News

Will & Grace: e la ricerca della retta via – Recensione 9.04

Uno dei motivi che ha reso Will & Grace un’icona all’interno del mercato televisivo è stato il suo grande coraggio. Fin dagli inizi la serie non si è mai fatta problemi nel punzecchiare la politica o l’opinione pubblica proponendo tematiche scomode o rivoluzionarie per quegli anni. Pensiamo per esempio a tutta la tematica omosessuale, da sempre trattata con il giusto peso e intelligenza senza mai cadere negli stereotipi del genere come poteva invece accadere in prodotti contemporanei.

Arrivati alla quarta puntata di questo tanto temuto e amato revival è finalmente arrivata la puntata didattica, se così la possiamo definire. Will & Grace non vuole infatti essere una serie che propone la risata facile abusando di riferimenti pop, ma ogni tanto, indossando la propria leggerezza, si prende del tempo per istruire e far riflettere il proprio pubblico.

JACK E IL RUOLO DI NONNO

Vicenda centrale della puntata Grandpa Jack è la scoperta da parte del coprotagonista di avere un nipote di nome Skip. Dopo aver lasciato New York per andare a vivere in Texas, Elliot è infatti diventato papà. Malgrado le volontà di crescere il figlio in un ambiente conservatore e fortemente legato alle tradizioni Skip sembrerebbe gay.

La scoperta della sessualità del bambino avviene in modo abbastanza giocoso e vista l’età dell’elemento in causa non poteva avvenire altrimenti. Will e Jack scoprono infatti che Skip idolatra Lady Gaga e tende ad assumere pose o a fare uso di espressioni tipicamente gay.

Dopo un primo momento di ilarità che vede Jack scherzare con il nipote, l’atmosfera si fa più densa alla scoperta che Skip sta per venire mandato ad un campo di conversione per omosessuali. Elliot e la moglie non vogliono infatti avere un figlio diverso che segua le orme del nonno. Lo sgomento di Will e Jack è pressoché immediato e i due decidono di andare al campo per soccorrere skip.

LEGGI ANCHE: Will & Grace, la cristallizzazione degli anni ’90.

QUANDO LA RETTA VIA NON ESISTE

Una volta sul luogo scopriamo come l’immagine del campo sia fortemente parodica. I due istruttori sono palesemente due repressi che tentano di indottrinare i giovani ragazzi al modello di famiglia tradizionale, quello previsto dalla religione.

Ed è solo dopo che Skip viene sottratto dal campo che arriva il momento più bello della puntata. Jack spiega infatti al nipote che non c’è nulla di sbagliato nell’essere se stessi e di quanto quello che lo aspetta non sarà facile. Non esiste infatti una soluzione al non riuscire a farsi accettare dagli altri che non sia quella di crearsi una famiglia fatta di persone che possano amarci e comprenderci per quello che siamo.

Particolarmente toccante è la domanda di Skip rivolta al nonno “Cosa farò quando non sarai con me?” intesa come “Chi mi aiuterà quando nessuno sarà in grado di appoggiarmi?”. Questa è la scena che forse fa aprire gli occhi allo spettatore. Nel 2017 la tematica gay in televisione è ormai una costante che sta cercando di vendersi come normalità agli occhi della gente. Tuttavia Will & Grace ci ricorda che non è tutto oro quel che luccica e la strada per l’accettazione e il riconoscimento della comunità LGBTQ è ancora molto lunga.

Jack dice infatti al nipote che le cose purtroppo non diventeranno più facili col tempo, ma l’importante è rimanere sinceri con se stessi. Non esistono vie giuste, esistono solo modi giusti per affrontare la vita ed uno di questi è la sincerità.

IL CONTRALTARE DELLA PUNTATA

Will & Grace

Se da un lato vediamo Will e Jack fare da ambasciatori della comunità omosessuale e prendersi in carico il lato didattico della puntata, la goliardia spetta a Grace e Karen. La prima è infatti infuriata con la dipendente per le continue molestie rivolte verso Tony, il nuovo assistente dello studio. Ma passa poco tempo dal rimprovero di Grace a Karen che è lei stessa a dover fare i conti con il proprio atteggiamento dopo aver involontariamente fatto apprezzamenti su Tony. 

Diciamo che rispetto alla interessante e toccante parte della puntata dedicata a Skip, quella di Grace è decisamente più traballante. Questo giudizio tiepido non è dovuto al fatto di come sia stata resa la sottotrama – del resto dove c’è Karen ci sono le lacrime e su questo non si discute – quanto al fatto che Grace si ritrova sempre nelle stesse situazioni. Che fosse dieci anni fa o adesso, puntualmente questo personaggio si ritrova single e quindi in crisi.

Il rischio di riproporre la nona stagione di una serie idealmente conclusa è quella di avere dei personaggi molto approfonditi. Per questo motivo risulta difficile stupire lo spettatore quando si tratta di farli evolvere. Finché le interazioni avvengono con il mondo moderno e nuovi personaggi è possibile mantenere fresco il prodotto, ma nel momento in cui guardiamo ai protagonisti ci viene difficile scoprire qualcosa che non sapevamo già. Sta quindi agli autori ingegnarsi per introdurre delle dinamiche nuove che sappiamo mantenere vivo il nostro interesse nei confronti dei nostri beniamini.

WILL & GRACE: UN REVIVAL SOLIDO

Malgrado il difetto sopra menzionato il revival di Will & Grace continua ad essere assolutamente valido. Dopo quattro puntate la scrittura si riconferma intelligente con un umorismo sempre efficace ed assolutamente iconico. Ovviamente tireremo le somme solo a revival finito, ma per il momento possiamo ritenerci soddisfatti avendo tra le mani un prodotto che non sembra sentire il peso degli anni.

 

Comments
To Top