Pilot 2017

La White Princess è all’altezza della White Queen? Recensione degli episodi 1.01 e 1.02

white princess elizabeth
credits: STARZ

La vita di un telefilm addicted è fatta, in media, di tre/cinque categorie di serie tv distinte. Nessuna prevale sulle altre, anche se spesso si finisce con il restare impigliati nella rete di una specifica categoria di polizieschi o di fantasy, ma tutte coesistono e aggiungono fondamentali elementi alla nostra primaria necessità: guardare serie tv che ci soddisfino e ci aiutino a migliorare la giornata. Tra queste categorie – che elencare ora qui non sarebbe nè opportuno né tantomeno possibile (per questioni di tempo e di spazio) – c’è sicuramente quella dei “giulty pleasure”. Si definisce guilty pleasure, di solito, una serie tv senza troppe pretese di trama, recitazione o ambientazione che, tuttavia, riesce a catturare l’attenzione dello spettatore a tal punto da renderne impossibile la non-visione.

Spesso i guilty pleasure sono una foresta nera di buchi di trama, pessime prove recitative, trash a valanghe e, se proprio si vuole esagerare, un titolo davvero insulso. Ben venga, ci sta: non possiamo mica vivere esclusivamente di grandi capolavori del piccolo schermo! Sai che noia dopo dieci The Leftovers e un paio di Homeland a caso? Non tutti possiedono gli elementi sopraelencati (in alcuni casi se ne conta uno, in altri un paio, raramente tutti e quattro), però una verità resta universale. I guilty pleasure sono fondamentali ed indispensabili, al di là di tutte le loro possibili lacune e mancanze. Sono i pilastri della nostra giornata, quelle serie tv che, una volta viste, ci incatenano e ci trascinano a fondo come il canto delle sirene.

The White Princess e l’eredità della serie tv con Rebecca Ferguson e Max Irons

white princess elizabeth henry

credits: STARZ

Correva l’anno 2013. La BBC, desiderosa di sfruttare il potenziale di una serie di romanzi come quelli di Philippa Gregory, aveva deciso di adattare in otto episodi i primi romanzi della saga, intitolandoli The White Queen. Le vicende della guerra delle due Rose erano state qui analizzate attraverso il punto di vista femminile. Prima quello di Elizabeth Woodville (Rebecca Ferguson), poi quello di Margaret Beaufort (Amanda Hale) ed infine quello di Anne (Faye Marsay).

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The White Princess riprende la vicenda esattamente dove la serie tv precedente l’aveva abbandonata. Sconfitto re Riccardo III, il figlio di Magaret Beaufort, Enrico, sale al trono come Enrico VII. Dal momento che l’Inghilterra è ancora divisa tra i sostenitori dei Tudor e degli York, Enrico, incoraggiato dalla madre, sposa la figlia di Edoardo IV ed Elisabetta di Woodville, Elisabetta di York. Malgrado il suo sia uno scacco politico agli oppositori, dimentica che Elisabetta è figlia di sua madre e, in quanto tale, in grado di creargli tanti problemi quanti i ribelli fuori dalle mura del castello.

Il primo fortissimo impatto con cui lo spettatore deve fare i conti (no, non mi riferisco alle scollature stravaganti di Elisabetta di York) sono i protagonisti. O meglio, gli attori che li interpretano. Nessuno degli attori della serie tv originale ha ripreso il proprio ruolo e questo provoca un iniziale smarrimento, benchè presto sanato da una passiva accettazione dell’ovvio. La BBC aveva cercato una storia in un romanzo rosa travestito da vicenda storica (o quasi), e ne aveva pagato le conseguenze. Starz non fa lo stesso errore. Il canale sa che va incontro ad un certo tipo di narrazione e, proprio per questo, sceglie un cast adatto a questa esigenza.

I protagonisti di The White Princess, a metà tra un calendario e Game of Thrones

essie davis

credits: STARZ

I volti di Elisabetta ed Enrico sono quelli di Jodie Cormer e Jacob Collins-Levy. I due non potrebbero essere più lontani dall’ideale di “ship” di una serie tv. In parte la colpa è di una forzata distanza che non ci ha permesso di vederli interagire a sufficienza. Abbiamo visto poche scene – persino godibili, diamogliene atto – ma siamo ancora ben lontani dalla scintilla, da quel “colpo di fulmine” che ci faccia innamorare di colpo di una coppia. Certo, sappiamo che hanno una discreta capacità di flirtare nelle loro lettere: sono sicura che tra tutti quei “Mi hai tradito!” e “Dovevi aspettartelo!” ci siano baci e abbracci a volontà.

Per ora, sorprendente ma vero, il maggior impatto arriva dai personaggi secondari della White Princess, dove la principessa è troppo impegnata a pensare alle sue orribili pettinature che al marito. Elizabeth Woodville e Margaret Beaufort sono il vecchio regime prima del cambio della guardia. La prima è stata regina ma non madre di un re, se non per pochi giorni, la seconda è madre di re che però regina non è mai stata. Avversarie fino all’ultimo sangue, Essie Davis e Michelle Fairley sono quasi fin troppo perfette per i ruoli che interpretano. La prima è parzialmente guidata dalla magia che le scorre nel sangue, da un paganesimo che vorrebbe rivendicare il trono per un bambino il cui destino è ancora incerto. La seconda è religiosa fino al fanatismo, fredda e composta come solo una donna devota a Dio, che crede fermamente nel suo potere, può essere. Questi due giganti della corte inglese sono i due lati opposti di una stessa, oscura medaglia. Nessuna è immune dai giochi di potere, nessuna è disposta a lasciar andare quel briciolo di potere su cui ancora può contare.

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Un period drama con un guardaroba che, per una volta, non sembra stonare (troppo)

white princess henry

credits: STARZ

Tra le prime cose per cui si giudica un period drama – It is known! – ci sono sicuramente i costumi. Nel caso di The White Queen, che la memoria mi assista, la critica più forte era stata senz’altro quella della banalità e semplicità di un guardaroba piuttosto spoglio, sciatto. Stavolta invece no. Stavolta abbiamo due categorie di costumi. Da una parte c’è il cast di The White Princess e degli abiti particolarmente pittoreschi, ma logici, di una corte inglese del tempo. Dall’altro c’è Elisabetta di York con i suoi abiti di velluto rosso e nero (che nemmeno Mortisia!) e le scollature che Federica Panicucci levate. E’ ancora poco chiaro il perché questi abiti particolari e rocamboleschi siano stati scelti per la protagonista visto che potevamo tranquillamente farne a meno. Il resto del cast si salva, per fortuna, quindi chiudiamo un occhio e tiriamo avanti.

In particolare spiccano gli abiti dignitosi del re Enrico, che non va mai in giro senza il suo mantello svolazzante o la corona d’oro; quelli della regina madre, austera e rigida, intenzionata a non mostrare nemmeno un centimetro di pelle che non sia quella del suo volto, costantemente contrariato. Meraviglioso anche l’abito ciano di Elisabetta di Woodville, con i capelli costantemente sciolti (perchè, poi?) e un guardaroba che sembra ricordare la passata gloria di una regina ormai deposta. 

Nemmeno le scenografie sembrano tanto fuoriluogo. Se in The White Queen potevamo costantemente lamentarci di palazzi e cortili fin troppo puliti, stavolta nulla è eccessivamente pulito, ed è anche sufficientemente spoglio. Insomma, un re che ha conquistato un castello, una nazione, non si può mica pensare che abbia già un salotto Luigi XIV, non vi pare? Due bandiere, un trono, qualche tappeto e cassapanche quanto basta: in fondo, di cos’altro potranno aver bisogno?

Una promessa che speriamo di non veder delusa… se non altro nella più pura forma di “guilty pleasure” che esista

michelle fairley

credits: STARZ

Eccoci, dunque, alla domanda più temuta: promossi o bocciati questi primi episodi? In verità una pagella a The White Princess aspetterei a darla. La verità è che, per adesso, gli aspetti positivi sembrano superare ampiamente quelli negativi e questo ci porta a sperare nel meglio. C’è drama, ci sono intrighi, ci sono i novelli sposi che si odiano a dovere. Insomma, tutto quello che un period drama di Starz può e deve essere. I costumi non sono nè troppo scollati (Elisabetta a parte) nè troppo scialbi, le sorelle si odiano come se fosse un episodio di The Bachelor ed il principe Harry fosse il premio, le ambientazioni sembrano appropriate. La recitazione, almeno in parte, si salva, come ho già detto prima. Le due regine-che-furono sono il vero gioiello del cast, per adesso, ma anche la faccia di gesso della protagonista non scherza! Per ora le speranze sono riposte in Jacob Collins-Levy. Sconosciuto lo è sicuro (per adesso) ma è certo che non lo sarà ancora per molto. 

Fateci sapere che ne pensate di questi primi episodi di The White Princess. E’ puro trash, un guilty pleasure impossibile da non guardare, una serie da archiviare senza darle nemmeno una chance? In ogni caso, Long live the King! O forse… Long live the Queen

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White Princess - 1.01 e 1.02
  • Godibile
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