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Westworld: 17 curiosità sulla serie più attesa del 2018

Westworld
HBO

Il 2018 ci ha restituito Westworld, una delle migliori serie (forse la migliore) prodotta in questi anni. Dopo un anno di pausa, ormai si moltiplicano sul web diverse speculazioni sui prossimi episodi: dalle ambientazioni (oltre al western, c’è chi parla dell’Antica Roma, chi del Giappone dei nobili samurai), al cast. Puntuali arrivano le pillole a fomentare l’attesa e i problemi di produzione.

Mentre recuperate i primi 10 episodi per cercare di capire meglio le sottigliezze dell’evoluzione dei cyborg, i sottotesti psicologici, sociologici ed evolutivi, cogliere gli indizi per darvi di gomito con gli amici perché alla fine quel determinato dettaglio vi avrebbe fatto capire tutto fin dal pilot, vi possiamo intrattenere fino alla visione della nuova stagione con una serie di curiosità. Sono 17, perché nel 2017 la serie non è andata in onda e perché ci vollero 17 anni per realizzarla:

1. La storia del concepimento di Westworld è abbastanza complessa.

La Warner Brothers voleva fare un remake de Il mondo dei robot fin dagli anni Novanta. Nel ’96 Michael Crichton, sceneggiatore e regista del film originale, incontrò J.J. Abrams chiedendogli di scrivere il nuovo film. Ma Abrams dovette rinunciare perché non riusciva a trovare un modo per far funzionare la sceneggiatura. Nel 2000, Joel Silver, produttore di un centinaio di pellicole come Sherlock Holmes, The Nice Guys, V per Vendetta, Matrix, Arma Letale, Predator e diverse serie tv, annunciò di star lavorando al remake del film e mise sotto contratto Richard D’Ovidio, che si era appena fatto notare per cose come Ferite mortali (con Steven Seagalone) e I 13 spettri. Ma anche questa volta la lavorazione si interruppe.

Nel 2002 fu addirittura Arnold Schwarzenegger a dichiarare di star lavorando alla produzione del remake, grazie all’aiuto di John Brancato e Michael Ferris (sceneggiatori di The Game, Terminator 3 e Terminator Salvation, Il mondo dei replicanti), ma il buon austriaco dovette abbandonare il progetto quando fu eletto Governatore della California. Nel 2005 Tarsem Singh (regista dello storico videoclip di “Loosing My Religion” dei R.E.M., di Immortals, Biancaneve e The Cell) fu annunciato come regista del nuovo adattamento. Ma fu abortito. Nel 2007 il film fu offerto a Quentin Tarantino. Nel 2008 Billy Ray, sceneggiatore di Hunger Games, Captain Philips e di quel piccolo caso mediatico che divenne Progetto Eden, fu ingaggiato per la nuova sceneggiatura, ma ancora una volta la lavorazione fu un buco nell’acqua.

Poi, nel 2013, dopo 17 anni di tentativi, sempre J.J.Abrams propose a Nolan e a Joy di trasformare il film in una serie tv, perché dalla questione non se ne veniva fuori. Fu la volta buona.

 

2. L’interesse di Arnold Schwarzenegger per il remake di “Il mondo dei robot” partiva da lontano.

L’attore infatti studiò e si inspirò moltissimo all’interpretazione di Yul Brynner nel film del 1973 per portare in vita il proprio Terminator nel 1984.

3. Westworld come Blade Runner

Jonathan Nolan, ideatore della serie insieme alla moglie Lisa Joy, ha descritto Westworld come il prossimo capitolo della storia dell’umanità, nel quale noi umani smettiamo di essere i protagonisti. I due autori volevano permeare la serie dello stesso sentimento che circonda Blade Runner, creando una visione più oscura e cerebrale.

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4. Nolan prese l’ispirazione da alcuni videogiochi

E volle chiamare la città Sweetwater ispirandosi alla fattoria del suo film western preferito: C’era una volta il West. Il nome di Dolores (Evan Rachel Wood), invece, deriva dal culto spagnolo della Madonna, conosciuta anche come “La virgen de los Dolores”.
Come nei moderni videogiochi, i giocatori possono scegliersi il proprio personaggio (la fase di vestizione al momento di entrare in Westworld), affrontano diversi livelli di difficoltà e il loro equipaggiamento subisce costanti upgrade. Inoltre la storia è cosparsa di easter eggs e i giocatori possono dotare i propri personaggi di uno stile tutto personale.

5. Westworld è il remake del film “Il mondo dei robot” del 1973.

In un certo qual senso ne vuole essere anche un proseguimento della storia. Il film, in effetti, ebbe un sequel: “Futureworld – 2000 anni nel futuro”, datato 1976. In un’area del parco di Westworld, dedicata allo smantellamento degli androidi, è possibile scorgere un globo ai piedi di una fatiscente scala mobile. Sul globo campeggia la scritta “Delos”,  ovvero il nome della compagnia proprietaria del parco. La stessa scultura, con la stessa scritta, era presente in Futureworld e sembra quasi voler suggerire come il parco di Westworld sia stato costruito nell’area del vecchio parco ormai abbandonato.

6. In Westworld l’unica regola è che non si può morire.

Il nome della compagnia proprietaria del parco, Delos, è anche il nome di un’isola greca, divenuta famosa nella storia dell’umanità poiché nel 5° secolo prima di Cristo fu emanato il decreto che proibiva di morire. L’isola infatti era ritenuta sacra e per gli antichi greci era proibito morire nei terreni consacrati agli dei. Un secolo prima, Pisistrato, tiranno di Atene in diversi periodi fra il 561 e il 527, ordinò che tutte le aree cimiteriali che avevano la vista sul tempio dell’isola di Delos fossero rimosse e i corpi spostati.

7. Doveva esserci Clint Eastwood

Inizialmente la produzione aveva pensato a Clint Eastwood per il ruolo poi andato ad Ed Harris. E a Gary Oldman nei panni di Bernard (Jeffrey Wright). Al posto di Anthony Hopkins, invece, nei panni del dottor Ford, si pensò anche a Max von Sydow e Christopher Plummer.

8. Ben Barnes si ruppe il piede prima dell’inizio della registrazione della serie.

Per paura di perdere il lavoro, non disse a nessuno dell’infortunio. La frattura tuttavia non gli permetteva di camminare normalmente, così fece finta che la sua zoppia fosse una sua genialata per il personaggio di Logan. E a quel punto gli toccò zoppicare per tutta la durata delle riprese, che ad un certo punto furono stoppate di 6 mesi per permettere al team di sceneggiatori di creare il miglior finale possibile.

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9. La colonna sonora

Nelle scene di pericolo vengono suonate una serie di note molto famose nel mondo del western cinematografico. Appartengono infatti al brano di Morricone “Man with a Harmonica”, famosissima e iconica colonna sonora di C’era una volta il west.

10. Il pianoforte di Westworld

Il pianoforte di Westworld intona diversi brani durante i 10 episodi. Per lo più sono trasposizioni di canzoni molto famose: The House of the Rising Sun degli Animals, No Surprises dei Radiohead, Something I Can Never Have dei Nine Inch Nails e una versione di Paint it Black dei Rolling Stones riarrangiata da Ennio Morricone

11. La serie ha ottenuto 22 nomination agli Emmy, record per un drama-tv.

 

12. Quanto costa andare a Westworld

Vi siete mai chiesti quanto possa costare un biglietto per il parco di Westworld? Io sì e la risposta è 40.000 $ al giorno (non è chiaro se per una o due persone). Una cifra abbordabile per chiunque. Considerando poi che è la cifra che Logan svela a William, quindi un prezzo vecchio di oltre 30 anni, l’inflazione deve aver portato il parco ad essere aperto a pochissssssime persone.

13. Le teorie più pazze

Durante la messa in onda di Westworld, su internet, sono proliferati i forum nei quali, al termine di ogni puntata, gli spettatori buttavano giù le proprie personali teorie su quanto appena visto. Molti riuscirono anche a prevedere alcuni colpi di scena del racconto (rovinando a molti utenti la visione della serie): capirono che William è in realtà l’uomo in nero e che la linea temporale sempre di William e Dolores si svolge molto tempo prima rispetto alla storia di Dolores e Ford. Solo che dovettero passare diverse ore di messa in onda, i cervelli si dovettero fondere e gli schermi bruciare a furia di vedere e rivedere i singoli episodi.

Tutti sforzi inutili perché in realtà Westworld lo aveva apertamente dichiarato fin da subito che le due trame principali fossero sfalsate nel tempo. Bastava fare attenzione al logo dello stesso Westworld. Nel presente la “W” del parco ha dei tratti dritti e marcati, mentre nella plotline di William la “W” è più arrotondata. Il logo arrotondato è ben visibile quando Bernard si reca nei vecchi livelli sotterranei ormai scarsamente utilizzati, facendoci capire come il logo appartenesse al passato e fosse mutato nel corso degli anni di esistenza del parco. Di conseguenza, di come la storia di William fosse ambientata nel passato.

14. Chi sapeva la verità e chi no

La cosa ulteriormente curiosa, però, è che a Jimmi Simpson (William) dissero ben presto che William era in realtà l’uomo in nero, cosicché potesse replicare alcuni piccoli percettibili dettagli del personaggio di Ed Harris (d’altronde, al trucco, cercarono di riportare sul volto di Simpson alcuni aspetti del volto di Harris). Ad Harris, invece, non spiegarono e non dissero un bel nulla, fino a quando l’attore non lo capì dal copione che gli veniva consegnato episodio dopo episodio. Il punto di vista sulla storia dell’attore, quindi, coincideva sostanzialmente col punto di vista dello spettatore, al punto tale che Harris, in un’intervista dello scorso dicembre, dichiarò tranquillamente di non aver ancora chiara la storia del labirinto e di esserci rimasto molto male quando aveva scoperto che l’oggetto tanto cercato era in realtà un giocattolo per bambini che non serviva per arrivare a livelli più profondi di Westworld, ma ai cyborg per raggiungere l’autocoscienza.

15. E Bernard?

Lo stesso avvenne per Jeffrey Wright (Bernard), che imparò di star dando vita ad un robot, nonostante alcuni indizi disseminati nelle puntate precedenti, la mattina stessa in cui furono girate le scene dove tutto viene rivelato. E anche la sua mandibola cadde sul tavolo.

16. Il dottor Ford è davvero morto?

Una delle speculazioni sulla seconda stagione che gira su internet riguarda la presenza del personaggio del dottor Ford (Anthony Hopkins). Secondo la teoria di alcuni fan, il dottor Ford ucciso da Dolores nell’ultimo episodio della prima stagione, in realtà, è a sua volta un automa e il vero dottor Ford è da qualche parte a tramare di nascosto (a proposito, tutta la scena finale era già stata presentata in uno dei modellini col quale ogni tanto il dottor Ford viene ritratto). Tuttavia, al momento di accettare la parte, Hopkins chiese, come condizione sine qua non per firmare, un contratto di un solo anno e che il suo personaggio non sopravvivesse alla prima stagione.

 

17. Lo sapete che al termine dell’ultima puntata c’era una scena post-credit, vero?

 

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