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	<title>VirtuAlias - la prima stagione virtuale italiana di Alias!</title>
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	<description>Alias continua sul web!</description>
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		<title>2&#215;14 LA CURA</title>
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		<comments>http://www.telefilm-central.org/virtualias/2010/06/22/2x14-la-cura/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 21:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montanaro87</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seconda stagione virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>LUOGO SCONOSCIUTO</strong>

Sloane era ancora scosso per tutto quello che era successo. La profezia di Rambaldi, Isabelle, la grande esplosione al monastero, i mesi di segregazione con Irina...
Non riusciva a pensare ad altro mentre l'autista lo guidava verso uno dei sui innumerevoli nascondigli.
La macchina si fermò, e Arvin Sloane scese immediatamente.
Quando aprì la porta della stanza in cui avrebbe passato la maggior parte del suo tempo, avvertì immediatamente la presenza della bambina vicino a sé.
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1844" title="02x14_01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_01.jpg" alt="02x14_01" width="110" height="108" align="left" /></a>Isabelle era cosciente, fortunatamente non abbastanza.
Arvin s’era allontanato per il tempo strettamente necessario a svolgere il suo compito. Il messaggio era stato inviato e ora doveva solo aspettare.
Isabelle era sdraiata nel suo letto, muoveva la testa in modo frenetico e cercava di divincolarsi dalla presa salda dei lacci che le tenevano le braccia e le gambe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LUOGO SCONOSCIUTO</strong></p>
<p>Sloane era ancora scosso per tutto quello che era successo. La profezia di Rambaldi, Isabelle, la grande esplosione al monastero, i mesi di segregazione con Irina&#8230;<br />
Non riusciva a pensare ad altro mentre l&#8217;autista lo guidava verso uno dei sui innumerevoli nascondigli.<br />
La macchina si fermò, e Arvin Sloane scese immediatamente.<br />
Quando aprì la porta della stanza in cui avrebbe passato la maggior parte del suo tempo, avvertì immediatamente la presenza della bambina vicino a sé.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1844" title="02x14_01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_01.jpg" alt="02x14_01" width="110" height="108" align="left" /></a>Isabelle era cosciente, fortunatamente non abbastanza.<br />
Arvin s’era allontanato per il tempo strettamente necessario a svolgere il suo compito. Il messaggio era stato inviato e ora doveva solo aspettare.<br />
Isabelle era sdraiata nel suo letto, muoveva la testa in modo frenetico e cercava di divincolarsi dalla presa salda dei lacci che le tenevano le braccia e le gambe.<br />
Arvin aveva sperimentato su di sé i poteri di guarigione di Rambaldi, ma faceva ancora fatica a crederci, forse perché era passato così tanto tempo che quei ricordi gli sembravano distorti, finti. Aveva vissuto talmente tanti anni chiuso in quella tomba di pietra in Mongolia, che ora non riusciva più a distinguere le ore dai minuti, il giorno dalla notte, i mesi dai giorni.<br />
Il tempo era diventato un concetto confuso e incomprensibile per lui.<br />
Isabelle era lì, proprio davanti a lui. La pallottola che l&#8217;aveva colpita non aveva lasciato traccia, e per lei era come se non fosse mai successo niente.<br />
Arvin le si avvicinò e le accarezzò la fronte, madida di sudore.<br />
La bambina aprì leggermente gli occhi.<br />
“Arvin…” sussurrò con la sua voce ormai incolore e inespressiva.<br />
“Ciao Isabelle…” rispose Arvin sorridendole e sedendosi accanto a lei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object id="sigla" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="quality" value="high" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="src" value="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" /><embed id="sigla" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="270" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" bgcolor="#000000" quality="high" allowscriptaccess="sameDomain" align="middle"></embed></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UFFICI C.I.A.</strong></p>
<p>Kendall entrò nell&#8217;ufficio a passo spedito, con una cartellina in mano. Tutti gli agenti lo attendevano incuriositi e allo stesso tempo con un po’ di timore. Dopo aver assaporato il pugno di ferro di Patrick Malone, non era facile intuire cosa aspettarsi dal nuovo direttore.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1845" title="02x14_02" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_02.jpg" alt="02x14_02" width="110" height="106" align="right" /></a><br />
“Vi ringrazio di essere venuti. Sarò breve” iniziò Kendall, voltando lo sguardo dall’uno all’altro agente.<br />
“La costituzione garantisce a ogni cittadino un processo equo e rapido…Garantisce una difesa e vieta qualunque punizione non sia stata approvata dalla giuria. Abbiamo giurato sulla costituzione, tutti noi, e spero che questo non creerà tentennamenti sulla prossima parte del discorso” detto ciò si bloccò, quasi volendo creare maggior attesa fra i suoi interlocutori.<br />
“Patrick Malone non sarà processato e non avrà una difesa, e la punizione che gli riserveremo sarà a nostra discrezione”<br />
Il direttore aprì la cartella ed estrasse il primo foglio, spaginato dal resto.<br />
“Nella lista dei più ricercati d&#8217;America, Patrick Malone è entrato diretto al terzo posto”<br />
Prese una penna e cancellò i due nomi antecedenti, poi mostrò nuovamente il foglio agli agenti che lo ascoltavano: “Per noi è il primo”<br />
A queste parole, Vaughn, Weiss e Dixon si scambiarono un’occhiata. Condividevano pienamente tutto ciò che stava dicendo Kendall.<br />
“Il vostro obiettivo è trovare Patrick Malone, e in relazione a quello che ho detto poc‘anzi, questa missione non sarà inserita negli atti ufficiali. Chiunque dovesse essere interrogato al riguardo, negherà tutto”<br />
Kendall passò lo sguardo sopra a ognuno degli agenti: “Ci sono domande?”<br />
In realtà il pensiero del direttore era il pensiero di ognuno: erano sollevati dal supporto di Kendall.<br />
“Ne ero sicuro, potete andare”<br />
Gli agenti si dispersero e, in meno di un minuto, nell’ufficio riprese la routine delle telefonate e dei documenti da firmare.<br />
Kendall si avvicinò a Jack, che era rimasto stranamente in disparte durante il suo discorso.<br />
“Jack, questa indagine la gestirai tu in prima persona”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1846" title="02x14_03" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_03.jpg" alt="02x14_03" width="110" height="108" align="left" /></a>“A cosa devo questo onore?”<br />
“Sei stato l’unico a contrastare Malone durante il suo dominio sconsiderato, la tua squadra ha fatto di tutto per trovare le prove della sua colpevolezza. Lo devo solo a voi se ora sono qui”<br />
Jack annuì e si guardò intorno per controllare che non ci fossero orecchie indiscrete.<br />
“L’indagine sarà svolta in via ufficiosa…I vertici non hanno autorizzato le ricerche di Malone?”<br />
“Naturalmente…Ma anche il <em>Tempio</em> sarà coinvolto direttamente, così ho preferito preparare il terreno…Ogni informazione su Malone sarà riservata, non accetterò fughe di notizie…E non sappiamo se Malone abbia ancora talpe all’interno dell’agenzia, quindi sarà meglio essere prudenti”<br />
“Non ti sembra di essere un po’ paranoico?”<br />
Kendall sorrise: “Jack, tu per primo dovresti sapere che se una cosa la sa la C.I.A.…allora la sanno tutti”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LUOGO SCONOSCIUTO</strong></p>
<p>Irina rientrò nella stanza che da mesi era diventata una specie di purgatorio dove espiava le proprie colpe nell&#8217;attesa che le cose si mettessero a posto. Stavolta, però, la stanza era vuota. Poggiò la mano sulle lenzuola e sentì che erano ancora calde. Erano andati via da poco, eppure sembrava non ci fossero mai stati. Tutte le ricerche, i campioni biologici, i referti medici…tutto sparito. Temeva che prima o poi sarebbe successo: fidarsi di Sloane era come mettere la testa dentro le fauci di un leone. Ma non aveva scelta&#8230;per sé, per <em>lei</em>&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il suono assordante dell’esplosione echeggiò alle spalle di Irina. La ferita la faceva soffrire molto, ma non era grave. Di certo ne aveva subite di peggiori.<br />
Stava aspettando di capire cosa sarebbe successo, se avrebbe rivisto sua figlia, Jack e Vaughn…Li aveva delusi, aveva nascosto loro la verità, ma non poteva fare altrimenti. Loro non avrebbero mai compreso la verità. Erano troppo razionali, non credevano in Rambaldi come lei. E Sloane.<br />
Quasi come si fosse materializzato al suono dei pensieri di Irina, Arvin Sloane apparve dinanzi a lei. Teneva in braccio Isabelle, che sembrava morta.<br />
Dopo che Sloane le aveva sparato, la bambina aveva perso i sensi. Ma Arvin sapeva che non sarebbe morta, almeno non finché si trovava sopra la fonte della vita. Erano stati fortunati a sopravvivere all&#8217;esplosione. Sloane era stato l&#8217;unico a notare che l&#8217;acqua defluiva intorno alla vasca. Rambaldi era tipo da nascondere la risposta nella domanda. Quando il passaggio si era richiuso sopra le loro teste, sentivano il fragore delle fiamme, e il riverbero delle esplosioni. Erano scoraggiati, sanguinanti e senza meta, ma per lo meno erano vivi.<br />
Le fiamme divampavano dietro di loro, sembrava di trovarsi all’inferno.<br />
“Cosa hai fatto, Arvin?” gridò Irina.<br />
“Ho dovuto spararle…Non mi ha lasciato scelta” rispose lui, la voce inespressiva.<br />
“Oddio…”<br />
“Lei…voleva uccidere Jack…” commentò l’uomo, accarezzando il volto della bambina.</em><em><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_04.jpg"><img class="alignnone size-full  wp-image-1847" title="02x14_04" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_04.jpg" alt="02x14_04" width="110" height="100" align="right" /></a></em><br />
<em> “E’ morta Arvin?”<br />
“No…ma è peggio che morta…Ho creato un mostro, non immaginavo che il Quinto Profeta fosse un potere simile…Io volevo solo…”<br />
“Non c’è tempo per i tuoi volevo, ora! Dobbiamo trovare la mia macchina…Se ci scoprissero, tutto sarebbe perduto…Dobbiamo muoverci rapidamente e nascondere le nostre tracce”<br />
“Scopriranno subito che io e Isabelle non eravamo lì dentro quando c’è stata l’esplosione” replicò lui, sempre in tono apatico e distante.<br />
In quel momento Irina scorse un gruppetto di persone che si muoveva poco lontano: erano Jack e Vaughn, che trasportavano rapidamente Sydney mentre Renée li seguiva.<br />
“Cosa le è successo?” chiese bisbigliando ad Arvin.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1848" title="02x14_05" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_05.jpg" alt="02x14_05" width="103" height="110" align="left" /></a>“Il suo destino non era legato a quello di Isabelle…e nemmeno il loro. Dovevamo fermarli…”<br />
Irina capì subito che Sloane doveva aver sparato anche a Sydney. Il suo modo di agire aveva messo in pericolo tutta la sua famiglia. Ma ora avevano tempo sufficiente per muoversi e confondere la C.I.A..<br />
“Andiamo, Arvin…La mia macchina non è lontana”<br />
Detto questo cominciò a trascinarsi nella boscaglia, seguita da Sloane che reggeva la sua diretta discendenza fra le braccia.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Isabelle dormiva stesa sul letto che aveva preparato Sloane. Aveva un ago infilato nel braccio, e alcuni macchinari collegati al petto e al cervello.<br />
Arvin la guardava come stesse guardando una reliquia sacra.</em><em><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_06.jpg"><img class="alignnone size-full  wp-image-1849" title="02x14_06" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_06.jpg" alt="02x14_06" width="103" height="110" align="right" /></a></em><br />
<em> “Mi avevi assicurato che l&#8217;avresti salvata” disse Irina cambiando il tampone sulla sua ferita.<br />
“E infatti l’ho fatto” rispose Sloane senza caricare quelle parole di alcuna emozione.<br />
La donna ebbe un moto d&#8217;ira: “Dannazione, ma ti rendi conto di quello che stai dicendo? Ti sembra che stia meglio ora?”<br />
Arvin si voltò a guardarla.<br />
“E&#8217; stato un effetto che non avevo calcolato. Si è trattato di un imprevisto, ho commesso un errore”<br />
“I tuoi errori costano la vita sempre ad altre persone, però…” disse mentre si avviava verso il bagno.<br />
“Sembra che non riesca mai a fare la cosa giusta…”<br />
“Puoi anche smetterla ora con questa recita, sapevi benissimo cosa sarebbe successo!”<br />
“Ti sbagli, sapevo che c&#8217;era dell&#8217;altro, ma non immaginavo tutto questo…”<br />
“Ma hai deciso di rischiare con la vita di mia nipote!”<br />
“Che altro potevamo fare? Sarebbe morta comunque…”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TEMPIO – ALA OSPEDALIERA</strong></p>
<p>La sezione ospedaliera del <em>Tempio</em> non era mai stata così in subbuglio come durante quei giorni. Da quando Rachel vi era stata ricoverata, era iniziato un via vai continuo: Marshall passava ogni mattina per aggiornarla sulle novità in campo tecnologico.<br />
“Ogni giorno sul mercato c’è qualcosa di nuovo, non vorrei che ti perdessi qualcosa! Con queste nuove tecnologie si deve stare al passo coi tempi e poi ci sono tutti questi mini-computer, fra un po’ li faranno anche tascabili…certo, gli basterebbe copiare i miei progetti!” le aveva detto una mattina, suscitando in lei un sorriso radioso e sereno.<br />
Sydney, al contrario, visitava l’amica non appena aveva un momento libero. Nonostante Rachel l’ammonisse di non farlo, lei non voleva sentire ragioni. Continuava a pensare che avrebbe potuto perderla, come era accaduto pochi mesi prima con Regina. Non avrebbe mai potuto perdonarselo, se fosse successo.<br />
Così le sue visite erano momenti per raccontarle nuovi aneddoti del suo passato che Rachel ancora non conosceva. Il più delle volte ripensava a vecchie missioni in cui le era successo qualcosa di divertente, tanto per farla ridere un po’.</p>
<p>La quarta mattina dopo il suo ricovero, Sydney raggiunse l’ala in cui era ricoverata e trovò nella stanza Kane, Marshall e Sark.<br />
Julian non aveva lasciato la sedia accanto al suo letto quasi mai. Si comportava con Rachel come Sydney si era spesso comportata con Michael, o viceversa. Vederli insieme le faceva sentire un piccolo morso allo stomaco, che aveva le sfumature dell’invidia e della malinconia. Se Rachel stava guarendo così in fretta, lo doveva anche alle amorevoli cure di Sark.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_07.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1850" title="02x14_07" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_07.jpg" alt="02x14_07" width="106" height="110" align="left" /></a>“L’iPad è una bomba, veramente! Sto già pensando ai ritocchi per farlo diventare l’accessorio fondamentale di ogni spia!”<br />
“Per esempio?” chiese Kane a un esaltatissimo Marshall.<br />
“Non so, pensavo a un gps che si colleghi ai satelliti della difesa per consentire la visione termica e infrarossi, qualche software di decodifica Flinkman…”<br />
“E magari un’applicazione che mi consenta di tenere sotto controllo JJ in ogni stanza della casa?” si intromise Sydney.<br />
“Ciao, Syd!” la salutò Rachel, raggiante come ogni volta in cui vedeva la sua più cara amica andare a trovarla.<br />
Sydney appoggiò una scatola di cioccolatini sul suo comodino e l’abbracciò, obbligando Sark a scostarsi leggermente per lasciarle spazio.<br />
“Oggi ti trovo in gran forma!”<br />
“Infatti mi sento meglio, sto cercando di convincere i dottori a farmi uscire di qui…”<br />
“Non devi avere fretta di tornare in azione” la ammonì Sark.<br />
“Il signor Sark ha ragione – intervenne il dottore, che stava entrando in quel momento – I suoi valori sono tutti nella norma e la ferita è completamente rimarginata, ma anche quando uscirà di qui dovrà restare non operativa per almeno un paio di settimane, per precauzione”<br />
“Per precauzione…” ripeté Rachel, insoddisfatta della diagnosi.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_08.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1851" title="02x14_08" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_08.jpg" alt="02x14_08" width="110" height="107" align="right" /></a><br />
“Avanti Rachel, non è così male…Considerala una vacanza” le disse Sydney.<br />
“Già, magari puoi tornare ad aiutare me nel reparto…informatico!” esclamò Marshall.<br />
“Mi sembra un’ottima idea, Marshall…” gli diede man forte Sydney.<br />
“Dopotutto…E’ quello che sai fare meglio” continuò Sark.<br />
Rachel annuì, rimanendo poco entusiasta dell’idea di essere trattata come una bambina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anderson stava cercando i suoi agenti alle loro postazioni, ma aveva già intuito che non li avrebbe trovati in ufficio; sicuramente erano andati tutti a trovare Rachel prima di iniziare a lavorare. L’unica persona che si trovava nei paraggi della sala riunioni era Renée. Chris continuava a non concepire la linea di condotta della Keller. Sembrava che fosse attratta da ex-mercenari di cui ci si poteva fidare solo fino a un certo punto. Ma forse il problema che aveva nei confronti di Renée Rienne non era tanto legato alla sua fedina penale, quanto alla sua parentela con Michael Vaughn. Sospirando fra sé e sé, la raggiunse alla sua scrivania. Nonostante Renée fosse stata <em>assunta</em> già da un paio di giorni, non aveva trovato il tempo per decorare il suo angolo in alcun modo. O forse non aveva intenzione di farlo.<br />
“Agente Rienne”<br />
Renée stava lavorando al computer, e non si degnò nemmeno di alzare lo sguardo al richiamo del suo nuovo capo.<br />
“Sì?” chiese distrattamente.<br />
Anderson, sentendo che la sua pazienza non sarebbe durata molto, la riprese: “Quando un superiore diretto le dà un ordine, lei risponde senza nemmeno guardarlo?”<br />
Finalmente interessata alla discussione, Renée si voltò. Anderson notò che era avvolta in un abito di pelle che la copriva fino a poco più sopra delle ginocchia.<br />
“Christopher… &#8211; iniziò, con il suo spiccato accento francese – Posso darti del tu?”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_09.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1852" title="02x14_09" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_09.jpg" alt="02x14_09" width="110" height="108" align="left" /></a>“Se lo ritieni necessario…”<br />
“Ci sono due cose che devi sapere di me. La prima è che se sono qui, è solo perché mi annoiavo a morte in quel patetico hotel in cui mi aveva rinchiusa mio fratello. La seconda è che io non prendo ordini da nessuno”<br />
“Nemmeno da tuo fratello?” replicò lui, sferzante.<br />
Renée sembrò voler rispondere, poi si bloccò: “Touchée”.<br />
Chris sorrise, fiero di avere avuto l’ultima parola. Ma si illudeva.<br />
“In ogni caso ho fatto ciò che mi diceva mio fratello anche per il bene di Sydney: mi dispiaceva che sprecasse il suo tempo con te”<br />
Anderson cambiò espressione: “Non mi pare che lui fosse tanto disponibile a collaborare con sua moglie”<br />
“Sicuramente tu non hai avuto alcuna esitazione ad attirarla fra le tue braccia” replicò lei, alzando la voce.<br />
“Sappi che il mio interesse per lei non ha mai mirato a quello!” gridò Christopher, avvicinandosi alla donna.<br />
“Certo, tu sei attratto solamente da criminali incallite” replicò Renée, il suo volto di fronte a quello di Anderson.<br />
“Non penso, altrimenti vorrebbe dire che sono attratto anche da te!”<br />
“E non lo sei?” sussurrò Renée, mentre un sorrisetto le appariva sul viso.<br />
In quel momento una terza persona si intromise nella discussione schiarendosi la voce. Anderson voltò lo sguardo e notò che tutti i suoi agenti li stavano osservando incuriositi.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_10.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1853" title="02x14_10" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_10.jpg" alt="02x14_10" width="104" height="110" align="right" /></a><br />
“Abbiamo interrotto qualcosa?” domandò Sark, senza lasciarsi sfuggire l’occasione.<br />
Dopo qualche secondo di spaesamento, Anderson si ricompose: “Tutti in sala riunioni fra dieci minuti, ci sono novità di cui discutere”<br />
Sydney trattenne un sorrisetto finché l’uomo non si fu allontanato, ma lo mostrò palesemente agli occhi di Sark, che lo contraccambiò con gusto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LUOGO SCONOSCIUTO</strong></p>
<p>La mano di un uomo, di un vecchio a giudicare dalle dita raggrinzite e le ossa rattrappite, accostava la tendina di una piccola finestra all&#8217;altezza del petto. Era magro, come al solito ma più del solito, quasi fragile, se non fosse stato per quella forza d&#8217;orgoglio che lo aveva tenuto in piedi per tutta la vita.<br />
Si girò verso la ragazza stesa sul letto mostrandole un sorriso che voleva dire: “Tieni duro ancora per un po&#8217;”.<br />
La ragazzina gli tese la mano, e il vecchio la strinse subito tra le sue. Provò a dire qualcosa, ma la voce non riusciva a scavalcare i denti.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1854" title="02x14_11" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_11.jpg" alt="02x14_11" width="110" height="96" align="left" /></a>L&#8217;uomo accostò l&#8217;orecchio alla bocca della ragazzina.<br />
“Che c&#8217;è piccola?”<br />
“Per quanto tempo ancora, Arvin?”<br />
Sloane dopo tutto quel tempo ancora non si era abituato ai poteri di Isabelle.<br />
Sorrise: “E&#8217; questione di giorni, oramai, forse ore&#8230;”<br />
Poi preparò un&#8217;altra iniezione di morfina, e infilò l&#8217;ago sulla farfalla della flebo al braccio della ragazza. Con la mente tornava al periodo che aveva passato in balia di Irina. Si era comportata come una tata imbufalita per molto tempo, prima di capire che lui aveva risolto davvero la situazione. Era stato semplice consigliarle di andare a Wittenberg, per scoprire se la cura aveva funzionato o no.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nella cassetta di sicurezza a Wittenberg c&#8217;erano le informazioni più preziose della loro vita, che per un beffardo scherzo del destino si erano intrecciate perfettamente come le radici sulla terra. I documenti erano invisibili a occhio nudo, senza la lampada a ultravioletti sembravano dei banali estratti di conti in banca.<br />
C&#8217;era scritta tutta la vita di Sydney tra quelle righe. Irina leggeva e valutava.<br />
C&#8217;era la sua finta morte di quando avevano scoperto la sua vera identità.<br />
C&#8217;era l&#8217;autorizzazione all&#8217;avvio del</em> Progetto Natale<em>.<br />
E c&#8217;era anche una folta cartella clinica su Sydney Bristow. I suoi valori erano inspiegabili per la poca parte del mondo scientifico che aveva potuto avere accesso a quelle informazioni. Il suo cuore era sensibilmente più grande della media, il numero di piastrine sopra la norma e persino la sequenza del DNA aveva alcune piccole anomalie. Anomalie di nessuna importanza, ma comunque uniche.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1855" title="02x14_12" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_12.jpg" alt="02x14_12" width="110" height="83" align="right" /></a><br />
E quelle anomalie erano state la chiave che aveva condotto Isabelle verso una morte certa. Sydney e Vaughn non potevano saperlo, e non ne avevano alcuna colpa. Ma era proprio il fatto che Isabelle fosse nata dalla loro unione, che l’aveva segnata per sempre.<br />
Irina annotò i valori delle anomalie di Sydney con frenesia. Forse Sloane aveva ragione…Forse c’era ancora una speranza.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TEMPIO – SALA RIUNIONI</strong></p>
<p>“Marshall ha compiuto dei notevoli progressi nella decifrazione dei <em>Documenti Vespertini</em>” disse Anderson, introducendo l’argomento senza convenevoli, non appena i suoi agenti furono seduti tutti intorno al tavolo.<br />
“Sì, mi ha già spiegato che ha scoperto la formula che potrebbe riprodurre l’immagine speculare del liquido di Rambaldi” rispose Sydney.<br />
“Fermi, fermi…Di cosa stiamo parlando esattamente?” chiese Sark, che negli ultimi giorni era rimasto in disparte per accudire Rachel.<br />
Senza lasciare intervenire Marshall, fu Sydney a parlare in modo chiaro: “In pratica i documenti nascondevano una formula che se sintetizzata può creare un composto che iniettato a una persona sotto l’effetto del liquido di Rambaldi potrebbe portare all’annullamento dei suoi effetti”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_13.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1856" title="02x14_13" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_13.jpg" alt="02x14_13" width="86" height="110" align="left" /></a>“Una cura per tua figlia?” tagliò corto Kane.<br />
Sydney espirò e annuì mestamente: “Esatto”<br />
Sark la guardò sorpreso, ma allo stesso tempo esprimendole tacitamente il suo sollievo per la notizia.<br />
“In realtà – riprese parola Christopher – Marshall è andato oltre questo stadio” poi diede un’occhiata al tecnico, che si alzò e si schiarì la voce.<br />
“Ehm…Come Sydney vi ha spiegato il composto della formula potrebbe diventare una cura per chiunque sia stato sottoposto agli effetti del virus…Ma ho scoperto alcune note allegate alla formula da Rambaldi, in pratica una sorta di foglietto illustrativo per la medicina”<br />
Kane sorrise.<br />
“Il composto è sintetizzabile, ma non è utilizzabile in modo generico: si deve realizzare un campione di antidoto univoco per ogni persona alla quale si vuole iniettare, altrimenti il suo effetto può essere letale”<br />
“Cosa intendi per univoco?” domandò Sark.<br />
“Il liquido si lega alle cellule e va a modificare in modo permanente la struttura molecolare del sangue dell’infetto…Quindi occorre il codice genetico della persona infetta per poter creare l’immagine speculare perfetta del liquido di Rambaldi”<br />
“In altre parole per curare Isabelle avremo bisogno del suo sangue infetto?” chiese Sydney.<br />
Marshall annuì: “Ho paura di sì”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_14.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1857" title="02x14_14" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_14.jpg" alt="02x14_14" width="106" height="110" align="right" /></a><br />
“La cosa ha senso – intervenne Sark – Sydney ricordi quando Vaughn fu contaminato dal virus di Rambaldi a causa dell’esposizione prolungata alla <em>Circonferenza</em>?”<br />
Sydney sorrise: “Ricordo che per procurarmelo sono dovuta entrare in contatto con te e per poco non mi hai lasciata morire sotto una doccia di acido”<br />
Marshall abbassò gli occhi, preoccupato e Anderson si stupì di questo particolare del passato condiviso fra i due colleghi.<br />
Sark ripensò per un momento alla scena e poi sorrise, trovando una smorfia da parte di Sydney: “E’ stato molto tempo fa…” le disse.<br />
Sydney continuò: “Anche in quel caso dovemmo utilizzare un campione di sangue di Vaughn per sintetizzare l’antidoto…” spiegò agli altri.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_15.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1858" title="02x14_15" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_15.jpg" alt="02x14_15" width="110" height="98" align="left" /></a>“A quanto pare nel grande piano di Rambaldi è presente sempre la stessa logica” disse Kane.<br />
“La stessa follia” lo corresse Sydney.<br />
Kane annuì e si zittirono tutti per qualche istante.<br />
“Se abbiamo bisogno del sangue di mia figlia, in questo momento non possiamo fare nulla per lei…”<br />
“Io avrei un suggerimento” intervenne Renée, che fino a quel momento aveva ascoltato in religioso silenzio.<br />
“Non credo che tu possa avere qualche piano valido per trovare Isabelle, al momento” la incalzò Anderson.<br />
“Se può essere d’aiuto, ogni idea sarà ben accetta” lo squadrò Sydney, ignorando il suo ridicolo modo di comportarsi.<br />
“Contattiamo Michael”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_16.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1859" title="02x14_16" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_16.jpg" alt="02x14_16" width="110" height="90" align="right" /></a><br />
“Coinvolgere la C.I.A.? Dopo quanto successo a Venezia non mi sembra una buona idea” replicò Anderson.<br />
“Loro hanno dei contatti che noi non abbiamo, possono essere utili nella ricerca…ed è anche sua figlia” sussurrò poi guardando Sydney.<br />
Anderson bloccò Sydney che stava per intervenire: “Nego il consenso, non ho intenzione di avvalermi dell’aiuto di persone di cui non posso fidarmi”<br />
“Vi autorizzo io” intervenne Marie Keller, apparsa silenziosamente sull’uscio della sala.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_17.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1860" title="02x14_17" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_17.jpg" alt="02x14_17" width="107" height="110" align="left" /></a>“Ma…E’ sempre stata lei a vietare ogni contatto con le agenzie che siamo tenuti a supervisionare!” esclamò Christopher.<br />
“La politica cambia, da questo momento”<br />
Anderson si inumidì le labbra, scettico: “Posso sapere come mai?”<br />
Tutti gli agenti pendevano dalle labbra di Marie Keller, ora.<br />
“Patrick Malone è scappato. L’uomo che più temevamo è al momento un latitante ricercato dalla C.I.A., affiliato a Beth Luciani”<br />
A sentire il suo nome, Anderson sussultò.<br />
“Il nuovo capo della C.I.A. è stato ufficialmente scelto, si tratta del direttore Kendall…Mio marito”<br />
Sydney spalancò gli occhi: “Suo marito?”<br />
Marie Keller annuì: “Questa informazione doveva rimanere segreta, ma da questo momento in poi ogni collaborazione con l’ufficio di Kendall sarà autorizzata e sostenuta. Questo implica che gli agenti scelti Dixon, Weiss e Vaughn potranno essere contattati, così come Jack Bristow, principale artefice della <em>resistenza</em> a Patrick Malone”<br />
“Beh, per lo meno ora il cerchio si chiude” affermò Sark, trovando piena condivisione da parte di Sydney.<br />
“Abbiamo saputo che Malone voleva acquisire informazioni su Irina Derevko, prima di andarsene. Questo ci lascia presupporre che lui la stia cercando, o ancora peggio che stiano già collaborando”<br />
“Sarebbe una catastrofe” affermò Kane, che ormai conosceva la fama dei due personaggi.<br />
“Trovare Patrick Malone e Irina Derevko è il nostro obiettivo principale, da ora in poi… E&#8217; ovvio che tutti stiamo cercando la stessa cosa. Trovatela, e troverete anche loro. Per qualsiasi cosa avrete il massimo appoggio dell&#8217;agenzia” spiegò la Keller.<br />
Sydney annuì e la osservò uscire dalla stanza. Gli altri sembravano allibiti e preoccupati, così prese in mano la situazione: “Mettiamoci al lavoro”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UFFICI C.I.A.</strong></p>
<p>Michael stava attendendo da qualche minuto Jack. Era ancora nell’ufficio di Kendall e stavano concordando una linea di condotta per trovare Malone, a ogni costo. Michael sapeva che Kendall non avrebbe esitato a chiedere a Jack di usare i suoi contatti, anche quelli <em>ufficiosi</em>.<br />
Improvvisamente la porta dell’ufficio di Kendall si aprì e ne uscì Jack, che sembrava visibilmente più sereno da quando tutto era tornato alla normalità.<br />
Michael, però, sapeva che aveva ancora un cruccio che doveva sistemare: Sydney.<br />
“Novità interessanti?” chiese Vaughn, richiamando l’attenzione di Jack.<br />
“In effetti sì. Devi contattare Sydney immediatamente”<br />
“Certo che è bello poter parlare così apertamente e senza sotterfugi…” disse Vaughn, lieto di non avere più il fiato di Malone sul collo.<br />
Ignorando il suo vagheggiare, Jack continuò: “Ho ricevuto una visita inaspettata e dobbiamo parlarne solo tu, Sydney ed io”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_18.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1861" title="02x14_18" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_18.jpg" alt="02x14_18" width="105" height="110" align="right" /></a><br />
Michael sentì suonare il suo cercapersone e lo prese in mano, staccandolo dalla cintura. Appena notò di chi era il messaggio sorrise.<br />
“Sembra che tu e Sydney siate telepatici…” spiegò, leggendo il messaggio e mostrandolo poi a Jack.</p>
<p><em>Sul ponte fra mezz’ora.<br />
Freelancer</em></p>
<p>“Quale ponte?” chiese Jack, che non capì il messaggio.<br />
“E’ una cosa che riguarda…il nostro passato”  rispose Michael, un po’ imbarazzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trenta minuti dopo Jack e Michael facevano la loro apparizione sul ponte in cui lui e Sydney tante volte si erano incontrati. Lei era già lì che aspettava, le mani conserte sulla ringhiera e lo sguardo a perdersi verso il mare.<br />
Senza sapere come mai, Vaughn sentì il battito del suo cuore accelerare leggermente.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_19.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1862" title="02x14_19" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_19.jpg" alt="02x14_19" width="98" height="110" align="left" /></a>Sydney si voltò e notò immediatamente che lui non era solo.<br />
“Perché l’hai portato?” ringhiò, rivolta a suo padre.<br />
“Anche io sono contento di rivederti, Sydney” disse Jack, sferzante.<br />
“Non possiamo aggrapparci all’orgoglio proprio ora, Syd…Jack ha incontrato qualcuno e…”<br />
“Non mi interessa, non voglio avere a che fare con te” esclamò lei, voltandosi e iniziando a muoversi verso l’altro lato del ponte.<br />
Jack attese qualche secondo e poi urlò: “Tua madre è venuta da me”.<br />
Sydney si bloccò all’istante e si voltò lentamente. Poi tornò sui suoi passi e guardò suo padre a occhi sgranati.<br />
“La mamma è venuta da te?”<br />
Jack annuì e Michael guardò Sydney facendole un cenno d’assenso. Se volevano ritrovare Isabelle, ora avevano la chiave per farlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LUOGO SCONOSCIUTO</strong></p>
<p>Natasha avanzava decisa sui suoi tacchi fino alla stanza dove la stava aspettando Irina Derevko. Era un enorme salone arredato da mobili dell&#8217;ottocento, da tappeti faraonici e quadri immensi.<br />
“Ho già messo in allerta i nostri uomini” disse Natasha varcando la porta aperta.<br />
“Ottimo. Tuttavia senza una traccia è impossibile ritrovare Sloane. Dobbiamo capire il motivo della sua fuga.”<br />
“Hai qualche idea?”<br />
“No, ma ero certa che prima o poi sarebbe successo. Quello che mi sono domandata è perché proprio adesso. Cos&#8217;è che ha sconvolto gli equilibri?”<br />
“La scomparsa di Patrick Malone?” domandò Natasha.<br />
Irina si limitò a sorridere compiacendosi della scaltrezza della sua alleata.<br />
“Dirotta le ricerche da Arvin Sloane a Patrick Malone, potrebbe essere una perdita di tempo, ma nel primo caso lo sarebbe senz&#8217;altro”<br />
“Agli ordini, preparo un volo anche per te?”<br />
“No, io devo prima rivedere una persona&#8230;”<br />
“D&#8217;accordo. Ti terrò aggiornata per telefono”<br />
“Grazie Natasha, puoi andare”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Arvin Sloane e Irina Derevko discutevano animatamente di fianco a Isabelle, addormentata in un coma farmaceutico.<br />
Irina aveva pensato molto nelle ultime ore. Mentre l’uomo effettuava i test su Isabelle basandosi sui valori delle anomalie di Sydney, lei aveva atteso con trepidazione i risultati. Fortunatamente potevano confrontare i valori attuali della bambina con quelli precedenti alla cura attuata da Sloane. Quel confronto avrebbe stabilito se era guarita o no.</em><em><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_20.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1863" title="02x14_20" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_20.jpg" alt="02x14_20" width="110" height="92" align="right" /></a></em><br />
<em> “E&#8217; finita, il nostro accordo è sciolto” disse Sloane.<br />
Irina si indispettì: “Il nostro accordo è in piedi fino a quando Isabelle non sarà completamente guarita!”<br />
Sloane allungò una cartella verso il petto della donna.<br />
Finalmente i risultati, pensò Irina.<br />
“Guarda tu stessa&#8230;”<br />
Irina cominciò a sfogliare la cartella medica. Riconobbe subito i test e le analisi, erano gli stessi che aveva fatto anche Sydney molte volte.<br />
“Come puoi vedere, la malattia di Isabelle è guarita”<br />
Irina sfogliò il fascicolo fino alla fine. Arvin aveva ragione: le anomalie ereditate erano sparite dal corpo di Isabelle.<br />
“Questo significa che la cura ha funzionato…Significa anche che io ho rispettato la mia parte di accordo” aggiunse Sloane.<br />
Irina chiuse la cartella e fissò l&#8217;uomo negli occhi: “Cosa ti serve?”<br />
“E&#8217; evidente che lo scopo della cura non era solamente quello di guarire. C&#8217;è dell&#8217;altro che ancora non capisco, quello che è chiaro è che non si è verificato per caso. Fa tutto parte di un disegno, un disegno che non poteva essere fermato. Siamo stati chiamati a fare una scelta che comunque sarebbe stata sbagliata. Se non avessimo assecondato la profezia, ora Isabelle sarebbe condannata, ma dal momento che lo abbiamo fatto abbiamo risvegliato dei poteri che forse era meglio lasciare sopiti. Finché non troveremo il modo di isolarli, o di controllarli, Isabelle deve rimanere sedata. Sarebbe troppo pericoloso svegliarla”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rivedere Jack era stato difficile, rivedere Sydney lo sarebbe stato anche di più. Come sarebbe riuscita a spiegarle tutto? Non le avrebbe mai creduto, anche se quello che aveva da dirle, Syd lo conosceva più che bene. Come avrebbe fatto Irina a spiegare a sua figlia che anche Isabelle aveva le sue stesse caratteristiche e che l&#8217;avrebbero portata presto alla morte?<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1864" title="02x14_21" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_21.jpg" alt="02x14_21" width="110" height="85" align="left" /></a>Quando Arvin Sloane le aveva mostrato le analisi alcune settimane dopo l&#8217;esplosione del monastero, stentava a credere a quello che vedeva. La cura, malgrado la follia di Isabelle, aveva funzionato. Ora dovevano trovare il modo di isolare, o almeno controllare tutto quel potere, che per una ragazzina sola sembrava insostenibile…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LOS ANGELES – BAIA DI ANAHEIM</strong></p>
<p>Sydney stentava ancora a credere alla rivelazione di suo padre. Sapeva che sua madre era viva, pericolosa e probabilmente a conoscenza di ciò che era successo a Isabelle, ma non avrebbe mai immaginato che avesse il coraggio di presentarsi faccia a faccia con suo padre.<br />
“Tua madre è stata da me l’altra sera…mi ha iniettato una sostanza paralizzante e ho potuto solo ascoltare”<br />
Sia Sydney che Vaughn conoscevano la sensazione di non poter muoversi in alcun modo. Michael l’aveva provata quando gli avevano fatto credere che suo padre fosse vivo e volevano dargli informazioni al riguardo; Sydney aveva dovuto soffrirla il giorno in cui aveva assistito al suo finto funerale rinchiusa in un camioncino. Fortunatamente, però, non ricordava quella sensazione: sapeva solo di avere dovuto sottostare a quella tortura.<br />
“Ha detto che sapeva della fuga di Malone”<br />
“Come?” domandò Michael, che come Sydney non aveva ancora ascoltato i dettagli della storia.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_22.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1865" title="02x14_22" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_22.jpg" alt="02x14_22" width="110" height="100" align="right" /></a><br />
“E’ irrilevante, visto di chi stiamo parlando”<br />
“La Derevko ha i suoi contatti…” affermò Sydney, guardando Vaughn annuire.<br />
“Secondo Irina, Malone sta cercando la stessa cosa che ha sempre ossessionato anche lei…” continuò Jack.<br />
“L’odio dei suoi famigliari?” replicò ironicamente Sydney.<br />
“Il potere” rispose, secco, Jack.<br />
“Perché affiliarsi al terrorismo, allora? Aveva tutto il potere che voleva come capo della C.I.A.” commentò Syd.<br />
“Non stiamo parlando del bisogno di governare gli altri, di politica o di denaro…” rispose Jack, riportando poi le parole di Irina. Erano impresse nella sua mente in modo indelebile.</p>
<p><em>“Sto parlando del potere. E non mi riferisco al potere che la gente banale e mediocre crede governi il mondo, come il denaro o il potere politico. Io intendo qualcosa di completamente diverso, di molto più alto: il potere del</em> Quinto Profeta<em>, Jack, il potere di Isabelle”</em></p>
<p>“Isabelle? Vuoi dire che tutti quei discorsi di Malone sul <em>Quinto Profeta</em> non erano dei semplici vaneggiamenti?” chiese Michael.<br />
“Temo di no…”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_23.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1866" title="02x14_23" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_23.jpg" alt="02x14_23" width="110" height="82" align="left" /></a>Sydney, che conosceva la psicologia di sua madre quasi quanto Jack, capì subito qual era la prossima domanda da fare.<br />
“Lei è viva?”<br />
Jack la guardò intensamente.<br />
“La mamma ti ha detto se Isabelle è viva?” chiese ancora Syd.<br />
Jack espirò lievemente, soppesando le parole che stava per dire.<br />
“Sì, è viva…”<br />
Sydney e Michael si guardarono, entrambi con gli occhi lucidi. Mentre lui riuscì a trattenersi, lei scoppiò a piangere. Vaughn le prese la mano destra, mentre con la sinistra Syd si copriva la bocca come era solita fare ogni volta che le emozioni prendevano il sopravvento su di lei. Poi Michael la trascinò a sé e l’abbracciò, mentre Jack attendeva in disparte con discrezione.<br />
Intervenne solo dopo qualche secondo, quando notò che Syd si allontanava dalla stretta di Michael di sua spontanea volontà.<br />
“Tua madre mi ha detto di sapere dove si trova…E mi ha anche detto di essere disposta a portarmi delle prove”<br />
“Sangue?” chiese Syd, improvvisamente più lucida.<br />
Jack scosse la testa indeciso: “Forse, ma che importa?”<br />
“Importa, molto…E’ per questo che ti ho chiamato…Marshall ha scoperto una cura”<br />
“Per Isabelle?” chiese Michael.<br />
Syd annuì: “L’ha decifrata nei <em>Documenti Vespertini</em>…Ma per avere effetto su di lei, deve essere sintetizzata con il suo sangue…”<br />
“Ecco perché li vuole…” si intromise Jack.<br />
“Cosa?” domandò Sydney.<br />
“Tua madre non fa mai niente per niente…Mi ha chiesto di consegnarle i <em>Documenti Vespertini</em> in cambio delle prove che Isabelle è viva”<br />
“Non avrai accettato, spero!” esclamò Sydney.<br />
“Come avrei potuto, paralizzato dalla testa ai piedi?” ringhiò Jack.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_24.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1867" title="02x14_24" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_24.jpg" alt="02x14_24" width="104" height="110" align="right" /></a><br />
Vaughn sentì che era arrivato il momento di intervenire per placare gli animi: “Non mi fido di Irina, Jack…Sei sempre stato tu a insegnarci che quella donna non si fa mai scrupoli…Per quanto ne sappiamo potrebbe avere lei Isabelle in custodia”<br />
“Vaughn ha ragione, non scenderemo a patti con lei…E quei documenti non sono in possesso della C.I.A., bensì del <em>Tempio</em>”<br />
“Se finalmente pronunci quel nome con me, è proprio vero che le cose stanno cambiando” disse Michael, con un po’ di risentimento legato al recente passato.<br />
“Io credo che dovremmo fidarci di Irina…” ammise Jack, sconvolgendo i due interlocutori.<br />
“Papà – E Jack notò con piacere il ritorno di Sydney a chiamarlo così – Una volta hai definito Irina Derevko come un’opportunista asociale patologica…Ha sempre usato la stessa tattica: si cerca di procurare le cose con le minacce e le uccisioni, e quando non ci riesce torna da noi come madre…e come moglie”<br />
“Questa volta è diverso, Sydney: si tratta di sua nipote!”<br />
“E’ stata responsabile della sua sparizione, insieme a Sloane. O te ne sei dimenticato?” ringhiò la donna.<br />
“Non ha più niente da perdere, ormai…Quei documenti parlano solo di Isabelle, non può avvalersene per i suoi scopi. E poi ora abbiamo tutti un nemico in comune: Malone” replicò Jack.<br />
Michael ora sembrava poco convinto: “Non lasciare che la tua sete di vendetta nei confronti di Malone ti accechi, Jack. Non possiamo collaborare con Irina!”<br />
“Io non ho avuto la sfortuna di conoscerlo, quindi non ho idea di quanto sia spietato…Per il momento sto solo pensando a come trovare mia figlia”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_25.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1868" title="02x14_25" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_25.jpg" alt="02x14_25" width="101" height="110" align="left" /></a>“Possiamo riuscirci proprio sfruttando un nemico che conosciamo meglio!” rispose Jack a Sydney.<br />
Sydney espirò lentamente.<br />
“Hai detto bene, papà. Lei è il nemico. Ora abbiamo un solo compito, scoprire dove si trova Isabelle e riportarla a casa. E se troverò Irina Derevko sulla mia strada, questa volta non le la caverà a buon mercato…La ucciderò”<br />
Jack non poteva credere a quelle frasi così cariche di odio. Ma lo sguardo di Sydney valeva più di mille parole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LUOGO SCONOSCIUTO</strong></p>
<p>Arvin Sloane aveva allestito una nuova camera per Isabelle. Per lei quel viaggio era durato un istante, forse meno. Forse al suo risveglio neanche se ne sarebbe resa conto. Intanto continuava a fare quello che finora aveva fatto sotto gli occhi di Irina, vegliava sul sonno della piccola in attesa di trovare una soluzione, di trovare il modo di svegliarla senza che fosse un pericolo per lui, per se stessa, e forse per il mondo intero. Perché tanto potere espresso in un modo tanto folle? Era una domanda che, a trovarci un verso, aveva reso folle pure lui. Notti insonni a decifrare carte, analisi, profezie e ipotesi. L&#8217;ultima volta stava per costargli molto cara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Dici che funzionerà?” domandò Irina infilando la siringa nella farfalla sul braccio di Isabelle.<br />
“Lo sapremo solo provando” rispose lui.<br />
La donna premette lo stantuffo e iniettò nelle vene il liquido che avrebbe contrastato l&#8217;effetto del narcotico.<br />
Di lì a poco si sarebbe svegliata, e avrebbero scoperto l&#8217;efficacia della terapia.<br />
Quando Isabelle si destò, alzò la schiena e reclinò la testa all&#8217;indietro, come se le avessero tirato in faccia un secchio di ricordi o di nuove esperienze.<br />
Non disse una parola, solo un gemito, poi scaraventò Arvin Sloane contro il muro con la sola forza del pensiero. Un decimo delle sue piene facoltà ancora assopite dalle droghe, non abbastanza per mettere a terra anche Irina, che strinse le cinghie del letto serrandole polsi e caviglie. Il corpo fragile e vecchio di Arvin Sloane non riusciva a staccarsi dal muro. Intervenne Natasha, che digitando qualcosa su un computer, aumentò la dose di Sodium Amytal, e rispedì poco a poco Isabelle nel mondo dei sogni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Erano passati interi mesi da quella volta, l&#8217;ultima in cui avevano tentato di svegliarla. Arvin Sloane sedeva di fronte a un tavolo appoggiato sulla parete opposta al letto. Su un piatto le bucce di una mela che aveva mangiato solo per metà. Teneva la testa tra le braccia, mentre passava le mani tra i capelli grigi, gli ultimi che l&#8217;età non gli aveva ancora strappato. Se li sentiva ogni giorno più radi.<br />
“Dovresti smettere di torturarti in questo modo” disse Isabelle.<br />
Arvin si girò di scatto, lo scatto che si poteva permettere un uomo della sua età. Isabelle era lì, stesa sul letto, calma come l&#8217;acqua di un lago. Eppure lui l&#8217;aveva sentita.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_26.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1869" title="02x14_26" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_26.jpg" alt="02x14_26" width="110" height="71" align="right" /></a><br />
“Lo sai che non avrò pace finché non sarà tutto finito” rispose Sloane senza muovere le labbra.<br />
“Non è colpa tua, rassegnati all&#8217;inevitabile. Lascia che le profezie si compiano, non puoi fare nulla per fermarmi.”<br />
“No, forse io no. Ma finché avrò fiato per respirare, non lascerò che ti accada nulla piccola mia. Non mi è rimasto molto, e non voglio vederti bruciare all&#8217;inferno come me. Non hai fatto nulla per meritarlo. Non ancora.”<br />
“La tua devozione è patetica. Irina, Syd, Jack, non ti perdoneranno comunque. Non c&#8217;è niente che tu possa fare per riconquistare la loro fiducia. Rassegnati a morire solo come un cane, dimenticato da tutti, e rinnegato dalla sola famiglia che tu abbia mai avuto!”<br />
Era inutile nascondersi con lei, era inutile tentare di celare i propri pensieri, le proprie angosce, era come giocare una partita a carte scoperte. Arvin si alzò per aumentarle la dose di farmaci, si sentiva così nudo di fronte a lei che si vergognava per quello che era. Qualcun altro oltre a sé stesso poteva sapere chi era.<br />
“Dici di volermi salvare, ma sarai tu che mi ucciderai”<br />
“Stai mentendo!”<br />
“Lo sai che non ho bisogno di mentire&#8230;”<br />
“Non ti credo!”<br />
“E allora guarda tu stesso”<br />
Di colpo fu attraversato come da una scossa, e gli passarono in mezzo agli occhi ricordi che non gli appartenevano, ricordi di eventi che ancora non erano accaduti. Li vide scorrere dapprima velocissimi e indecifrabili, fino a quando il tempo non cominciò a fluire normalmente.</p>
<p><em>Vedeva una stanza, i contorni erano sfumati, e ondeggiavano come se tutto fosse immerso in una vasca. Vedeva dagli occhi di Isabelle, ne era sicuro, anche se il punto di vista sembrava troppo in alto per la sua statura. Jack invece lo vedeva bene, definito, come  fosse l&#8217;unica cosa importante in un ricordo vago, o come se fosse l&#8217;unica cosa concreta di qualcosa che  ancora doveva accadere. Jack e la sua pistola, che in quel momento aveva puntata alla fronte.<br />
“Jack spara, fallo ora prima che sia troppo tardi!”. Arvin riconobbe la sua voce nel ricordo.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_27.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1870" title="02x14_27" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_27.jpg" alt="02x14_27" width="107" height="110" align="left" /></a>Jack esitava e per Sloane era comprensibile. Come poteva uccidere sua nipote?<br />
“Dannazione Jack, spara, non c&#8217;è altro modo. Non ci sarà un&#8217;altra possibilità”<br />
Jack chiuse gli occhi.<br />
“Fallo, ogni altra cosa sarebbe un dolore ancora maggiore. Per te, per me, per Isabelle, per Sydney!”<br />
Jack sparò, e il ricordo si fece sangue, poi si fece nero, poi si interruppe.</em></p>
<p>“Adesso mi credi?” domandò Isabelle, prima di svenire di nuovo.<br />
“Sì, adesso ti credo” disse stravolto ad alta voce, come se in quel modo la potesse raggiungere. Non sapeva come, non ne capiva il motivo, ma sapeva che sarebbe finita in quel modo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>Vestita con il suo classico tailleur grigio, Rachel fece il suo primo ingresso in ufficio da quando era stata ferita. Si stava sforzando di mostrarsi sana e abile, ma in realtà la schiena le faceva ancora male.<br />
Il primo a vederla fu Marshall, che le corse incontro abbracciandola.<br />
“Che gioia riaverti qui” le disse.<br />
“Grazie Marshall…Allora, a che punto siamo con la formula?” domandò, pronta a rigettarsi nel lavoro.<br />
“Tutto procede bene, ma non posso fare molto finché non avremo un campione del sangue di Isabelle”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_28.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1871" title="02x14_28" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_28.jpg" alt="02x14_28" width="106" height="110" align="right" /></a><br />
Rachel annuì e cominciò a guardare i dati che apparivano sul computer di Marshall.<br />
“Sai…Ridare a Sydney la possibilità di riavere sua figlia…intendo com’era prima…sarebbe importantissimo per me. È la cosa che desidero di più al mondo”<br />
“Hai ragione Marshall…Ma so che farai del tuo meglio”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Allora, com’è andata con Michael?” chiese Renée a Sydney non appena la vide apparire in sala riunioni.<br />
“Irina Derevko ha contattato mio padre” venne subito al punto lei.<br />
“Perché?” chiese Sark, seduto di fianco a Renée.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_29.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1872" title="02x14_29" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_29.jpg" alt="02x14_29" width="110" height="101" align="left" /></a>“Sa dove si trova Isabelle, ma per dircelo in cambio vuole i <em>Documenti Vespertini</em>”<br />
“Che senso ha?” domandò Anderson, poco convinto dal modo di agire della donna.<br />
“La logica di mia madre è sempre stata coerente…Se non ottiene una cosa con la forza, allora usa le maniere dolci”<br />
Sark annuì: “Però se desidera così fortemente una cosa da contattare tuo padre, vuol dire che ha davvero qualcosa da dare in cambio, di altrettanto valore”<br />
“Come hanno deciso di agire alla C.I.A.?”<br />
“La Derevko non sa che abbiamo noi i documenti, s’è rivolta al Bristow sbagliato…” esclamò Sark, senza esitare nel notare l’ironia della situazione.<br />
Marie Keller apparve sulla porta, lo sguardo quasi sconvolto.<br />
“Ho appena sentito il direttore Kendall…Alla C.I.A. hanno un ingresso”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_30.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1873" title="02x14_30" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_30.jpg" alt="02x14_30" width="106" height="110" align="right" /></a><br />
Sydney lanciò uno sguardo annoiato a Sark, che rispose con un sorrisetto.<br />
“Fammi indovinare…Irina Derevko?” chiese alla Keller.<br />
Lei annuì, colpita dal modo in cui Sydney stava prendendo la cosa.<br />
“Voi due iniziate a spaventarmi” concluse Anderson.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRIGIONI C.I.A.</strong></p>
<p>Sentire il rumore dei cancelli che delimitavano l’ingresso alla cella di Irina, fece tornare indietro di dieci anni Sydney.<br />
Le sembrava tutto tornato come in quel periodo in cui aveva conosciuto sua madre per la prima volta. Si era insinuata nelle loro vite, aveva fatto in modo che si fidassero di lei e poi li aveva traditi. Era fuggita con Sloane. Era stata la causa della morte di Emily. L’unica cosa positiva che aveva fatto era stata aiutarli a porre fine all’SD-6. Peccato che solo dopo avessero capito che quella società terroristica poteva essere un male necessario, rispetto all’opera del singolo Arvin Sloane.<br />
Al suo fianco c’erano Michael, Jack e Kendall. Nemmeno Dixon e Weiss avevano avuto il permesso di assistere a quel primo interrogatorio.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_31.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1874" title="02x14_31" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_31.jpg" alt="02x14_31" width="94" height="110" align="left" /></a>Dovevano essere solo loro, <em>proprio come allora</em>, pensò Sydney.<br />
“Allora…Come si sente?” chiese Kendall interrompendo il silenzio. Erano ancora in un’ala antistante rispetto alla cella di Irina.<br />
“Come una finta civile” sorrise Sydney, rimirando il suo cartellino con scritto sopra <em>Visitatore</em>.<br />
Kendall non poteva sapere cosa aveva in mente Sydney. Stava aspettando con ansia il momento in cui avrebbe rivisto sua madre.<br />
“Cerchi di non esagerare, so che i suoi sentimenti per sua madre…”<br />
“Con tutto il rispetto, direttore Kendall…Lei non lo sa”<br />
Kendall annuì e poi li guidò fino alla cella di Irina. A differenza del passato, era racchiusa in una gabbia di acciaio, non c’era un vetro a delimitare la visione per il <em>pubblico</em>.<br />
Irina stava lì, impietrita, con indosso il suo tailleur marrone gessato con il quale si era consegnata, ancora una volta, alla C.I.A.<br />
La donna sorrise, con gli occhi lucidi: “Ciao, Sydney” sospirò.<br />
“Ciao mamma” replicò lei senza intonare la sua frase.<br />
In un secondo aveva portato il braccio alla cintola e aveva estratto la sua pistola. Attraverso i buchi lasciati dalle sbarre, sparò due colpi nella direzione di sua madre. Il primo la ferì alla spalla destra e il secondo alla gamba sinistra.<br />
“Sydney sei impazzita?” gridò Michael.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_32.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1875" title="02x14_32" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_32.jpg" alt="02x14_32" width="105" height="110" align="right" /></a><br />
Lei lo ignorò e puntò la pistola contro Kendall: “O si fa a modo mio, o non se ne fa niente”<br />
L’uomo annuì, quasi impaurito dalla ferocia di Sydney. Irina era a terra e respirava velocemente, tenendosi la gamba.<br />
“Non ti ho preso la rotula, la cartilagine che le permette di scivolare non si rigenera e non volevo rischiare di gambizzarti”<br />
Sydney aveva imparato quella lezione proprio nel periodo in cui sua madre era in consegna alla C.I.A., quando era stata intrappolata da Kabir in Afghanistan e lui aveva cercato di romperle il ginocchio con un martello.<br />
“Grazie…” disse Irina a denti stretti.<br />
“Ma lo farò se non mi dirai entro cinque secondi dove si trova Isabelle”<br />
“Sydney!” gridò Jack.<br />
“Non vi immischiate!” urlò lei.<br />
Kendall era stranamente poco coinvolto da quella scena. Sembrava quasi che intuisse il fermento che c’era nella mente di Sydney, la sua necessità di comportarsi in quel modo. Non avrebbe mai ucciso l’unica persona che sapeva cos’era successo a sua figlia. Si limitò a prendere in mano la radio: “Avremo bisogno di un medico fra quindici minuti, non prima”<br />
“Sì, signore” gracchiò la voce di un uomo alla radio.<br />
Irina perdeva sangue, ma non eccessivamente. Pareva che Sydney avesse colpito con una precisione millimetrica. Ora che sapeva di avere l’appoggio di Kendall, poteva continuare con la sua tattica.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_33.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1876" title="02x14_33" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_33.jpg" alt="02x14_33" width="110" height="96" align="left" /></a>“I cinque secondi sono scaduti” e sparò un altro colpo che colpì Irina alla spalla sinistra.<br />
Michael sudava, senza capire se fosse per l’eccitazione o per la paura. Jack aveva lo sguardo contrito in una smorfia di terrore.<br />
“Non…Non so d-dove sia Isabelle” spiegò Irina.<br />
“Davvero? Papà è convinto che tu gli abbia detto che è viva”<br />
“Era con me… &#8211; disse Irina compiendo il grande sforzo di alzarsi in piedi – Ma ora è scappata”<br />
“Pretendi che io ti creda? Non hai più molti arti inutili da colpire”<br />
Michael sorrise. La cosa stava iniziando a diventare quasi divertente.<br />
“Hai tutte le ragioni di avercela con me…Ma devi lasciarmi il tempo di spiegarti tutto, dal principio…”<br />
“Avevi giurato di averlo già fatto, ricordi?” le rammentò Vaughn, ripensando al loro colloquio al cimitero di un anno prima.<br />
“Ho dovuto tenere per me alcuni dettagli, ero convinta di potere risolvere la situazione da sola…Ma lui è stato più scaltro di me. Ha preso Isabelle e sono spariti”<br />
“Stai parlando di Sloane?” domandò Jack, rendendosi conto che era la prima volta che rivolgeva la parola a sua moglie da tanto tempo.<br />
Irina annuì rapidamente: “Sydney, Vaughn…vi giuro che se mi lascerete parlare…vi spiegherò ogni cosa. Ho agito veramente nell’interesse della bambina, non pensavo di essere stata contaminata dall’ingenuità”<br />
Sydney abbassò l’arma, la mano perfettamente ferma. Guardò Michael cercando di capire cosa stesse pensando, ma non ne aveva bisogno.<br />
“Fate venire il dottore. Dopo parleremo” concluse Sydney, muovendosi verso il corridoio d’entrata delle prigioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>Anderson e Marie Keller stavano confabulando di fronte alle scrivanie dei loro sottoposti. Certamente non era facile per Rachel e Marshall concentrarsi mentre loro bisbigliavano per non farsi sentire; tutti sapevano di cosa stavano parlando. Incredibilmente, però, fu Renée a parlare per prima.<br />
“Sydney è alla C.I.A.?”<br />
Anderson e la Keller si interruppero e si voltarono verso di lei, trovando l’attenzione improvvisa anche da parte di Kane, Marshall, Rachel e Sark.<br />
“Sì, si trova lì…Stanno parlando con la Derevko e presto avremo notizie più dettagliate”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_34.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1877" title="02x14_34" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_34.jpg" alt="02x14_34" width="110" height="110" align="right" /></a><br />
“Come ha reagito Sydney?” chiese Rachel, preoccupata per la tensione accumulata dall’amica.<br />
“Sembra che l’abbia presa…abbastanza bene…” rispose la Keller.<br />
“Abbastanza?” chiese Kane.<br />
Anderson guardò la Keller, poi sorrise: “Le ha sparato…”<br />
“Cosa?” esclamò Rachel.<br />
“Tre volte” continuò Anderson.<br />
Sark rise e tornò a sedersi, molto più tranquillo. Sydney sapeva gestire quella donna meglio di chiunque altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRIGIONI C.I.A.</strong></p>
<p>“Grazie, dottore” disse Kendall all’ufficiale medico, che ancora stentava a credere a ciò che aveva appena dovuto fare.<br />
“La prossima volta consiglierei…dei metodi più ortodossi di interrogatorio” disse rivolto a Sydney, prima di uscire dalla zona di detenzione.<br />
“Non le ho sparato per interrogarla” ripose Sydney.<br />
Ora Irina respirava normalmente, era seduta sul suo letto e si teneva il braccio destro con il sinistro. Michael aveva sequestrato l’arma di Sydney, non tanto per sfiducia, ma per evitare altre scene tragiche. Certo, doveva ammettere di essersi divertito a vederla torturare Irina Derevko.<br />
“Ora possiamo parlare, <em>mamma</em>”<br />
Irina non poté fare a meno di notare la nota di disprezzo nella voce di Sydney mentre pronunciava quella parola. Inspirò e si alzò, portandosi a fatica davanti ai suoi interlocutori.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_35.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1878" title="02x14_35" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_35.jpg" alt="02x14_35" width="106" height="110" align="left" /></a>“Sono stata da Jack…per metterlo in guardia su Patrick Malone”<br />
“Sapeva benissimo che tipo di uomo fosse, l’ha gestito efficacemente anche senza di te” ringhiò Vaughn, difendendo Jack. Questi si sentì molto onorato dall’atteggiamento del suo collega.<br />
“Non sapete tutto, di lui…I suoi traffici sono stati ben mascherati. Ad esempio non sapete che era in contatto con Beth Luciani e Johnny Sorrentano da molto tempo. Stava lavorando con loro”<br />
“E tu come facevi a saperlo?” chiese Jack.<br />
“Perché anche io stavo lavorando con loro”<br />
A Sydney scappò una risatina: “Non faccio fatica a crederlo”<br />
“Li ho assoldati per un solo motivo: trovare i <em>Documenti Vespertini</em>”<br />
“Sarai stata contenta quando hanno ripetutamente fallito”<br />
“Non sono stata abbastanza lungimirante, altrimenti avrei fatto tutto da sola fin dall’inizio…”<br />
“Hai assoldato un commando di terroristi per stanare quei documenti alla Union Station, senza curarti del fatto che migliaia di persone hanno rischiato la vita!” commentò Vaughn.<br />
Sydney lo guardò con la coda dell’occhio. Nonostante quella giornata fosse stata terribile, la ricordava quasi con gioia.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_36.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1879" title="02x14_36" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_36.jpg" alt="02x14_36" width="100" height="110" align="right" /></a><br />
Irina, stranamente, sorrise: “Quando si è decisi a intraprendere un cammino, non ci si cura degli ostacoli che bisogna evitare”<br />
Dopo una pausa di qualche secondo, la donna continuò.<br />
“Quando finalmente mi sono decisa a muovermi personalmente, me li sono procurata da sola nei magazzini della C.I.A. e li ho portati al mio contatto per farglieli analizzare. Ancora una volta, sono stata un’ingenua”<br />
Jack ora stava perdendo la pazienza: “Non ci interessa la storia della tua vita, ora quei documenti sono in mano nostra. Inizia a dirci qualcosa che ancora non sappiamo”<br />
Sydney concordava pienamente col padre, anche se non l’avrebbe mai ammesso.<br />
“Il progetto Crisalide era nato per uno scopo: scoprire il modo per stabilizzare i poteri del <em>Quinto Profeta</em>. Sloane lo ha finanziato per anni, prima di sparire quella notte in Mongolia. In seguito l’obiettivo cambiò: i finanziatori volevano fare in modo di risvegliare quegli stessi poteri anche in altri individui, sfruttando le conoscenze su Isabelle”<br />
Sydney ascoltò la madre fare il riassunto di ciò che anche lei aveva scoperto negli ultimi mesi.<br />
“La Seconda Convenzione aveva preso in mano il progetto, e in seguito furono Sorrentano e Luciani a farne parte. Io non ho fatto altro che finanziarlo e mettermi a capo delle loro ricerche”<br />
“Per soddisfare la tua solita fanatica sete di potere!” gridò Sydney.<br />
“No, Sydney…per trovare una cura per Isabelle…” rispose Irina.<br />
Ora tutti erano in silenzio. Cosa nascondevano le parole di Irina?<br />
“Dopo anni eravamo finalmente riusciti a sintetizzare un campione di sangue stabile, lo stavamo trasportando e dovevo entrarne in possesso. Ma siete intervenuti voi e me lo avete portato via”<br />
Syd e Michael ricordarono la loro missione in Texas e il modo in cui si erano scontrati per portare via il <em>bottino</em>.<br />
“Avete commesso un errore fatale: avete consegnato a Malone un pezzo fondamentale del puzzle. In quel momento lui ha capito che c’era una speranza di sfruttare il potere su di sé”<br />
Michael ripensò al colloquio avuto con il suo ex-capo. Malone aveva parlato di potere oltre l’immaginabile, di vita eterna, di preveggenza. Forse aveva cercato di usare in qualche modo quel campione su di sé?<br />
“Fortunatamente quel campione è inutilizzabile. Non conta niente averlo a disposizione, è impossibile risvegliare il potere di Isabelle in qualcun altro. Lei e solo lei è stata prescelta da Rambaldi per questo scopo”<br />
Sydney si avvicinò alla gabbia di acciaio dietro la quale stava sua madre, causando in Irina una reazione quasi istantanea e facendola allontanare di un passo.<br />
“Cosa intendevi dire quando hai detto che cercavi una cura per lei? Come facevi a sapere che era viva?”<br />
“Quella notte, al monastero, sono fuggita insieme a lei e Sloane. Ci siamo rintanati in un mio rifugio segreto e ho iniziato a fare numerose ricerche per salvarla da ciò che le era accaduto”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_37.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1880" title="02x14_37" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_37.jpg" alt="02x14_37" width="110" height="106" align="left" /></a>“Non è stata una casualità, siete stati voi due a ridurla in quelle condizioni!” gridò Sydney picchiando con forza sulle sbarre della cella.<br />
“Ho collaborato con Sloane perché ero convinta che in quel modo Isabelle sarebbe guarita!”<br />
“Non aveva niente prima, siete stati voi due a farla impazzire” ringhiò Michael, i pugni stretti per la rabbia.<br />
“C’è una cosa che non sapete…Diversi mesi fa, durante le mie ricerche, sono venuta in possesso di un manoscritto di Rambaldi, non avevo idea della sua esistenza. Si chiama <em>Il flagello</em>. Per anni è stato ritenuto un falso perché c’erano diverse incongruenze rispetto agli altri scritti. La calligrafia e altri dettagli erano diversi dal solito modo di redigere i documenti di Rambaldi”<br />
“Perché nemmeno Sloane ci ha mai parlato di questo manoscritto?” chiese Jack, guardando con fare interrogativo Kendall, che sembrava più sorpreso di lui.<br />
“Nemmeno lui sapeva che esisteva, è stata una sorpresa per entrambi. Quando l’ho trovato ero convinta che fosse un falso, ma ho deciso di fare delle ulteriori ricerche. E ho scoperto una serie di lettere che testimoniavano una fitta corrispondenza fra Isabella d’Aragona e Milo Rambaldi, risalente agli ultimi anni della vita del profeta. Analizzando la calligrafia e traducendole, ho scoperto che il manoscritto era stato redatto da Isabella, che accudiva segretamente il suo antico maestro e compagno. Rambaldi glielo dettò in punto di morte e le fece giurare di non parlarne mai con nessuno”<br />
“Cosa dice questo manoscritto?” domandò Kendall, curioso anche dal punto di vista del <em>Progetto Black Hole</em>.<br />
“Parla di una cosa sola: del <em>Quinto Profeta</em>. Descrive la sua vita, le sue origini e anche…la sua tragica malattia che si manifesterà, secondo lui, una volta che il <em>Quinto Profeta</em> avrà raggiunto la maturità fisica”<br />
“Isabelle è solo una bambina!” gridò Sydney.<br />
“Ma lei è il <em>Quinto Profeta</em>, non c’è modo di negarlo. E sai benissimo che le profezie di Rambaldi si sono sempre avverate! La malattia deriva dall’unione del codice genetico di Rambaldi con le malformazioni presenti nella <em>Prescelta</em>”<br />
“Grandezza del cuore, numero delle piastrine, sequenza del DNA” le elencò Sydney a memoria.<br />
Irina annuì: “Isabelle era condannata proprio perché vostra figlia…E io dovevo salvarla…Per questo motivo mi sono alleata con Sloane, che mi ha giurato che la cura per la bambina stava nella somministrazione del liquido creato dalla <em>Sfera della Vita</em>…”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_38.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1881" title="02x14_38" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_38.jpg" alt="02x14_38" width="110" height="98" align="right" /></a><br />
“Il rito nel monastero…Sarebbe stato tutto un modo per salvarle la vita?” chiese Michael, poco convinto.<br />
“Anche io come te, ero scettica. Ma <em>Il flagello</em> parlava chiaramente. Solo il liquido rosso può lenire le ferite e guarire dalla malattia. Anni fa, quando Sloane ed io ne abusammo, credemmo per un attimo di poter diventare immortali…La nostra era solo una chimera: l’immortalità non era un dono, ma una maledizione. Legava la persona al luogo in cui l’aveva ottenuta per sempre. Una volta lasciata la grotta, Sloane ha perduto quel dono una volta per tutte”<br />
Sydney non riusciva a credere a tutto ciò che le stava raccontando sua madre. Ma le sue parole avevano senso, sembravano rispondere a ogni singola domanda che si era fatta negli ultimi anni.<br />
“L’immortalità…era solo un’illusione? Ma io…sono sopravvissuto, e anche voi due” commentò Jack.<br />
“E’ vero…il liquido ha poteri curativi, il <em>Graal</em> di Rambaldi. Ma il suo potere si esaurisce lì. Quando il rito è stato compiuto su Isabelle, ero convinta che Sloane mi avesse mentito e che per lei non esistesse cura. Poi ho deciso di tentare l’impossibile e mi sono introdotta nella banca di Wittenberg che cela i segreti del tuo passato, Sydney”<br />
“Cosa stavi cercando?”<br />
“I valori delle tue anomalie…I reparti speciali della C.I.A. ti hanno sempre considerata speciale, anche dopo la tua uscita dall’agenzia dopo la presunta morte di Sloane. Avevano aggiunto tutta una serie di file contenenti informazioni sul tuo fisico, sul tuo corpo…”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_39.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1882" title="02x14_39" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_39.jpg" alt="02x14_39" width="110" height="108" align="left" /></a><br />
“A cosa ti servivano?” domandò Sydney, quasi schifata da quella discussione.<br />
“Una volta scoperti i valori delle malformazioni, ho capito che Sloane aveva ragione: Isabelle era guarita e la malattia di Rambaldi non si sarebbe mai manifestata, in lei. I valori che avevamo rilevato dopo il rito al monastero, erano diminuiti rispetto ai tuoi…Indicavano che vostra figlia era sana”<br />
“Peccato che quella cura le abbia causato ben altri problemi…” sussurrò Sydney, ora sull’orlo del pianto. Chissà cosa stava passando la sua bambina. Michael le strinse la spalla con la mano destra.<br />
“Ho cercato in ogni modo i <em>Documenti Vespertini</em>, sapevo che erano la chiave per trovare la cura per Isabelle…Ma voi mi avete ostacolato e non ci sono riuscita”<br />
“Perché non l’hai riportata da noi, se volevi aiutarci?” gridò Vaughn, esprimendo tutto il rancore represso fino a quel momento.<br />
“Non mi avreste mai creduto, forse mi avreste uccisa…”<br />
“Volevi salvarti la pelle” commentò Jack, che la conosceva meglio di chiunque altro.<br />
Irina sorrise per la prima volta dall’inizio del colloquio.<br />
“So che sei una donna testarda, Sydney…Ma ora devi fidarti di me…”<br />
“Ti sei consegnata solo perché sapevi che non avresti mai avuto i documenti!” urlò Vaughn.<br />
“Ti sbagli. Mi sono consegnata perché Sloane è fuggito con Isabelle. Era sotto il mio controllo, credevo che la sua mente fosse debole e incapace, invece mi ha solo presa in giro!”<br />
“Per l’ennesima volta” continuò Kendall.<br />
Sydney si risollevò e si asciugò gli occhi. Aveva un’arma segreta da usare: Irina non sapeva che loro avevano già scoperto la formula per curare Isabelle. Doveva continuare la recita e fare buon viso a cattivo gioco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>WASHINGTON SQUARE – PHILADELPHIA</strong></p>
<p>La limousine scura si fermò proprio di fronte all&#8217;ampio viale sotto l&#8217;ombra degli alberi.<br />
“Grazie Alfred, ci vediamo fra cinque minuti”<br />
Sloane aprì la portiera e scese dalla macchina. Si guardò intorno con gli occhi socchiusi. Indossò il suo paio di occhiali, aggiustò il colletto del cappotto di mezza stagione, e si avviò verso il viale.<br />
Neanche il tempo di fare dieci metri che Beth Luciani e Patrick Malone gli erano di fianco, sbucati da chissà dove.<br />
“E così lei è il famoso Arvin Sloane&#8230;” esordì il nuovo ricercato C.I.A..<br />
“Lo sono ancora?”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_40.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1883" title="02x14_40" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_40.jpg" alt="02x14_40" width="108" height="110" align="right" /></a><br />
“Beh&#8230;in certi ambienti non si è mai smesso di parlare di lei. La davano tutti per spacciato”<br />
“Lei no?”<br />
“Diciamo che ho abbastanza stima di lei per non credere a certe chiacchiere”<br />
Sloane si limitò a sorridere, rispondergli che la stima non era reciproca probabilmente non avrebbe iniziato col piede giusto la loro collaborazione.<br />
“Nonostante questo, non le nascondo che il suo contatto mi ha sorpreso&#8230; e a proposito, voglio scusarmi per la mia diffidenza ma a Langley non hanno preso troppo bene la mia fuga, e ho temuto fosse una trappola”<br />
“E ha fatto bene a temerlo. La circospezione è l&#8217;unica soluzione per uomini come noi”<br />
“Perché ha scelto questo posto per vederci?”<br />
“E&#8217; un campo neutro, è tranquillo ma non è isolato, è popolato ma è discreto…Ho pensato che facesse al caso nostro”<br />
“E&#8217; vero, ma ce ne sono centinaia di posti così, perché proprio questo?”<br />
Arvin Sloane tornò indietro con la memoria. <em>Philadelphia</em> era uno dei film preferiti di Emily, lo era da prima che scoprissero la malattia, dopo era diventato il simbolo della lotta e della speranza nel periodo in cui aveva temuto di morire per il cancro. Era stato l&#8217;ultimo film che avevano visto insieme.<br />
“E&#8217; solo un posto come un altro” rispose.<br />
“Allora forse mi potrà dare più delucidazioni sul motivo per cui siamo qui” incalzò prendendolo per un braccio e costringendolo a fermarsi.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_41.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1884" title="02x14_41" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_41.jpg" alt="02x14_41" width="110" height="102" align="left" /></a>“E&#8217; semplice: tutti noi vogliamo qualcosa, e ognuno di noi ha bisogno dell&#8217;altro per ottenerlo”<br />
“Voglio prima vedere la bambina”<br />
“E&#8217; escluso. E&#8217; l&#8217;unica cosa che mi tiene in vita. Finché io avrò la bomba e voi il detonatore, non ci sarà niente da temere per nessuno”<br />
“E quando bomba e detonatore saranno rimessi insieme?”<br />
“C&#8217;è da pregare Dio di non morire nell&#8217;esplosione, quando ciò accadrà…”<br />
Arvin Sloane abbassò lo sguardo, forse il <em>Quinto Profeta</em> era proprio il dio a cui si stava riferendo.<br />
“Qual è l&#8217;accordo?”<br />
Sloane tirò fuori una piccola busta dalla tasca.<br />
“Qui ci sono le indicazioni. Al termine dell&#8217;accordo io mi terrò la bambina e voi avrete il <em>Quinto Profeta</em>”<br />
“Credevo che il <em>Quinto Profeta</em> <em>fosse</em> la bambina” ribatté Malone temendo un inganno da parte di Sloane.<br />
“La bambina è l&#8217;unico mezzo che può farlo manifestare, ma una volta che il suo potere è stato rivelato, chiunque può impossessarsene”<br />
Dopo interi minuti di silenzio, Beth Luciani scoppiò: “E&#8217; assurdo, quest&#8217;uomo è un folle. Patrick vuoi veramente dare credito a questo pazzo? Ci sta prendendo in giro. Non ha nulla in mano!”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_42.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1885" title="02x14_42" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_42.jpg" alt="02x14_42" width="110" height="110" align="right" /></a><br />
“Allora sai anche parlare, non sei solo una bella presenza da portarsi dietro…”<br />
Beth lo bruciò con gli occhi.<br />
“E&#8217; lo stesso sguardo che ti ha riservato Christopher Anderson quando ha scoperto chi eri?”<br />
Dopo alcuni secondi in cui la donna si trattenne dal rispondergli per le rime, Sloane continuò: “Gli accordi sono questi…Avete quarantott’ore. Alla scadenza mi troverò un altro partner”<br />
Sloane riprese a camminare, dall&#8217;altro lato lo stava aspettando Alfred con la sua limousine.<br />
Aprì la portiera e si girò a guardare i due ancora immobili a metà del viale.<br />
“Signor Malone, è sicuro di sapere quello che vuole?” gridò Sloane prima di salire in macchina.<br />
“Più di ogni altra cosa” replicò lui.<br />
“Allora cominci a rinunciare alla sua vita, per buona o cattiva che sia&#8230;”<br />
Malone e Luciani rimasero impassibili mentre la macchina si allontanava. Fu la donna la prima a commentare quello strano incontro.<br />
“Hai veramente intenzione di affidarti a lui? Forse un tempo era l’uomo più temuto del pianeta, ma ora mi sembra solo un povero vecchio matto!”<br />
“Matto o no quell’uomo ha la bambina, ne sono certo. Ed è molto furbo…Collaboreremo finché avremo il nostro tornaconto”<br />
“E quando avremo trovato la ragazzina?”<br />
Malone sorrise all’idea: “Manderemo in pensione Arvin Sloane una volta per tutte”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>Christopher sedeva nel suo ufficio e guardava il computer senza dargli troppa importanza. Ogni volta che aveva dei pensieri per la testa si isolava e fingeva di lavorare, ma in realtà dentro di sé soffriva molto.<br />
Sollevò il viso solo quando si rese conto che Renée era in piedi all’ingresso, forse da diversi minuti.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_43.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1886" title="02x14_43" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_43.jpg" alt="02x14_43" width="110" height="93" align="left" /></a>“Avevi lasciato la porta aperta” gli disse.<br />
“Sì, mi piace il rumore dell’ufficio, mi fa pensare che qualcuno ancora riesce a fare il suo lavoro”<br />
“Cosa ti preoccupa?” chiese Renée, sedendosi sulla scrivania di fianco a lui. Stranamente, l’uomo non la rimproverò per quel gesto così informale.<br />
“Sono là da più di un’ora…Starà andando tutto bene?”<br />
Chiedendosi se l’uomo tenesse a Sydney al punto da soffrire in sua assenza, Renée cercò di rassicurarlo: “Michael non permetterebbe mai che le accada niente di male, Chris”<br />
“Su questo non c’è alcun dubbio… &#8211; replicò lui, sorridendo – E’ carino detto da te”<br />
“Cosa?”<br />
“Il mio nome…Quel tuo accento francese lo rende quasi irresistibile”<br />
Renée sorrise e Christopher fece una risatina. In quel momento furono interrotti da Rachel, Marshall e Sark, che apparvero trafelati di fronte alla porta d’ingresso.<br />
“Signore…Abbiamo un grosso problema” disse Rachel.<br />
“Di che si tratta?”<br />
Marshall gli porse un foglio stampato pochi istanti prima: “Echelon ha rilevato una trasmissione in Codice Sloane”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_44.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1887" title="02x14_44" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_44.jpg" alt="02x14_44" width="110" height="89" align="right" /></a><br />
Anderson lo guardò in modo interrogativo, Sark sorrise.<br />
Marshall iniziò a spiegare: “Ehm…si tratta di un codice criptato che Sloane usava per comunicare con i suoi contatti in modo segreto, gliel’avevo creato io! Però lui non sa che io lo so decifrare grazie al mio ZiSloane”<br />
Ancora una volta, Anderson lo guardò male.<br />
“Mi sono ispirato ai programmi per craccare il software dell’iPhone e ho realizzato un decodificatore per diversi linguaggi criptati di mia creazione”<br />
“Geniale…” disse Renée.<br />
“Beh ZiSloane è programmato per stanare in Echelon qualunque comunicazione di questo genere che Sloane immetta in rete!”<br />
“Per chi era la comunicazione?” domandò Renée.<br />
“Patrick Malone” comunicò Anderson, leggendo il foglio.<br />
“Dobbiamo avvisare subito Sydney” suggerì Sark.<br />
“Maledizione…” sussurrò Anderson, dirigendosi al telefono. Doveva avvisare Marie Keller.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRIGIONI C.I.A.</strong></p>
<p>“Come hai fatto a lasciarti sfuggire Sloane?” chiese Sydney a sua madre.<br />
“E’ stata la notte in cui sono stata da Jack…Quando sono tornata al rifugio, era sparito…E con lui Isabelle e tutte le ricerche che abbiamo fatto su di lei, ogni campione di sangue, ogni referto medico”<br />
“Non riesco a credere che tu abbia collaborato con lui fino ad ora!” disse Jack.<br />
“Non avevo scelta…Isabelle ha con lui un legame particolare…”<br />
“Che vuoi dire?” chiese Michael.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_45.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1888" title="02x14_45" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_45.jpg" alt="02x14_45" width="110" height="105" align="left" /></a>“E’ come se fossero in simbiosi, ogni volta che è sveglia si manifestano in lei gli stessi segni di trance mistica e diventa aggressiva e parla in modo diverso…Ma rimane fedele a Sloane, l’uomo che ha compiuto il rito. <em>Il Flagello</em> annunciava anche questo, finché Isabelle non sarà curata, seguirà solo la voce di Arvin Sloane, non potremo eliminarlo prima che ciò avvenga”<br />
“Mi sembra logico…Ha trovato l’ennesima clausola del contratto per salvare la pelle sia a se stessa che a Sloane…” disse Kendall.<br />
“Però io sono qui…In vostra custodia…Voi sapete come trovare Sloane: sfruttando il database di Echelon”<br />
“Alla C.I.A. non siamo mai stati in grado di scovare tracce delle sue comunicazioni, si è sempre coperto fin troppo bene…” spiegò Jack.<br />
Sydney volse lo sguardo a terra, rattristata da quella notizia.<br />
“Ma forse…Questo non è un lavoro che può svolgere un semplice tecnico della C.I.A.” continuò l’uomo.<br />
Sydney alzò rapidamente il viso e sorrise a suo padre. Ce l’aveva lei il miglior tecnico del pianeta!<br />
Sydney non ebbe il tempo di dire altro, perché il cercapersone di Kendall suonò interrompendo per la prima volta il lungo interrogatorio di Irina.<br />
Kendall lesse il messaggio senza lasciar trasparire in alcun modo ciò che diceva. Si limitò a rimettere l’apparecchio nella sua custodia legata alla cintura e ad alzare lo sguardo verso i suoi colleghi.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_46.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1889" title="02x14_46" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_46.jpg" alt="02x14_46" width="110" height="101" align="right" /></a><br />
“Signori, per il momento dobbiamo sospendere”<br />
“Problemi?” chiese Irina.<br />
“Questioni che non la riguardano” replicò Kendall, innervosito dalla sua domanda.<br />
I tre agenti si mossero contemporaneamente verso l’uscita delle celle, ma Sydney attese che gli altri fossero davanti a lei. Guardava Irina con sommo disprezzo, senza riuscire a capire come una donna del genere potesse davvero essere sua madre.<br />
“Tu mi credi, vero Sydney?” le chiese Irina.<br />
Nonostante Kendall e Jack stessero uscendo dalla zona detentiva, Michael si arrestò per ascoltare cosa avesse ancora da dire Irina Derevko.<br />
Lei scosse la testa: “<em>Credere</em> è un verbo che non può essere adottato nei tuoi confronti”<br />
“Lo so. Ti ho già illustrato molte volte l’importanza del libero arbitrio. So di averti delusa terribilmente…Ero riuscita a riacquistare la tua fiducia e l’ho persa nuovamente…Ma non avevo scelta: per curare Isabelle dovevo seguire le indicazioni di Sloane”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_47.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1890" title="02x14_47" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_47.jpg" alt="02x14_47" width="106" height="110" align="left" /></a>“Dovevi parlarne con me. Se tenevi veramente a mia figlia, dovevi permettere a me e Vaughn di trovare la cura” replicò Sydney, i suoi occhi stretti in un’espressione rabbiosa.<br />
“Mi avresti creduto, se ti avessi rivelato che la tua bambina aveva una malattia curabile solo con l’aiuto di Rambaldi?”<br />
Sydney levò lo sguardo da sua madre e lo posò sul volto del suo ex-marito. Sembrava teso quanto lei, in quel momento. Vaughn non aveva nemmeno contemplato la possibilità che Isabelle fosse viva per molto tempo. Lui avrebbe dato una chance a Irina Derevko, pronta a rovinare le loro vite diagnosticando una malattia della loro primogenita?<br />
E lei, le avrebbe dato una possibilità?<br />
Sydney non rispose a questa domanda, né a sua madre, né a se stessa. Si limitò a raggiungere Michael e i due si incamminarono verso l’uscita.<br />
Sydney quasi non sentì la mano sinistra di Vaughn accarezzare la sua destra e cominciare a stringerla dolcemente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>“Sydney, finalmente!” disse la voce di Anderson.<br />
Il suono era più lontano del solito, così la donna capì immediatamente che dovevano essere tutti al vivavoce del telefono della sala riunioni.<br />
“Com’è andata?” chiese Rachel.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_48.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1891" title="02x14_48" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_48.jpg" alt="02x14_48" width="110" height="100" align="right" /></a><br />
“Come sempre, quando si tratta di Irina Derevko. Rambaldi, profezie, malattie e morti simulate”<br />
Kane e Sark si scambiarono un’occhiata divertita.<br />
“Abbiamo un’importante notizia da darvi” spiegò Christopher.<br />
“Aspetta…” lo bloccò Sydney. Anche lei passò la chiamata al vivavoce, in modo che anche gli altri agenti, seduti nell’ufficio di Kendall, potessero ascoltare.<br />
“Eccomi…Marshall, devi assolutamente aiutarmi a trovare Sloane…E’ la chiave di tutto, in questo momento”<br />
Marshall sorrise, un po’ tronfio e un po’ compiaciuto: “Sembra che tu mi legga nel pensiero, Syd…Lo abbiamo già trovato”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_49.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1892" title="02x14_49" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_49.jpg" alt="02x14_49" width="110" height="94" align="left" /></a>“Come? Sapete dove si trova?” chiese Vaughn, intromettendosi.<br />
A Kane ed Anderson sembrò un po’ strano sentire la sua voce in una conversazione così riservata. Ma le cose erano diverse, ora. Potevano fidarsi della task force di Kendall, che era di fatto un prolungamento della loro agenzia.<br />
“Merito di Marshall…Abbiamo intercettato una comunicazione di Sloane tracciando i database di Echelon…E tenetevi forte: stava contattando Patrick Malone” spiegò Rachel.<br />
“Un’alleanza fra i due sarebbe veramente un problema difficile da gestire” disse Dixon, con Jack che annuiva in modo deciso.<br />
“Oh, che bello sentirti Dixon! Come stanno i tuoi figli?” chiese Marshall.<br />
Anderson riprese la parola: “Per il momento Sloane gli ha proposto un incontro a Santa Fe, non sappiamo altro se non le coordinate del posto”<br />
“Come ci muoviamo?” chiese Sydney.<br />
“Malone non si muoverà senza un’adeguata protezione…Occorre una squadra preparata e completa, non possiamo permetterci di sbagliare. Se li prendiamo entrambi, questa storia si conclude oggi” spiegò Kendall.<br />
“Concordo – disse la Keller – Manderemo entrambi una squadra, vi incontrerete prima di raggiungere il rifugio di Sloane”<br />
“Noi intanto chiederemo informazioni alla Derevko. Ha tenuto Sloane in custodia per quasi un anno, forse potrà esserci utile. Marie, preparate la squadra tattica, si parte fra mezz’ora”<br />
Prima che Kendall chiudesse la chiamata, Sydney intervenne di nuovo: “Grazie Marshall, sono in debito con te veramente, questa volta…”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_50.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1893" title="02x14_50" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_50.jpg" alt="02x14_50" width="110" height="99" align="right" /></a><br />
Rachel lanciò uno sguardo raggiante al suo collega, che era diventato rosso e silenzioso.<br />
“Ho fatto solo il mio dovere, Syd”<br />
“Se troveremo Isabelle sarà solo grazie a te” continuò Vaughn.<br />
“Ci vediamo all’aeroporto fra mezz’ora” tagliò corto la Keller.</p>
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<p><strong>PRIGIONI C.I.A.</strong></p>
<p>“Come sarebbe a dire che io non posso venire?” gridò Irina.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_51.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1894" title="02x14_51" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_51.jpg" alt="02x14_51" width="110" height="95" align="left" /></a>“Se non le fosse chiaro, sarò più esplicito: lei non metterà mai più piede fuori di qui. Un tempo abbiamo compiuto l’enorme sbaglio di fidarci di lei, ma non siamo più così sprovveduti” replicò Kendall.<br />
“Non riuscirete a fermare Sloane senza di lei” disse Jack, provocando stupore in tutti i suoi colleghi.<br />
“Jack, non essere ingenuo…” disse Dixon, appoggiato da Weiss che guardava la Derevko in cagnesco. Kendall scosse la testa, ma lasciò che fosse Sydney a parlare: “Forse non hai ancora capito la situazione, papà… – e gli scoccò un’occhiata arcigna – Si tratta di salvare nostra figlia, non il tuo orgoglio”<br />
“Se pensi che mi interessi solo per rimediare ai miei sbagli…”<br />
“Non è così?” lo bloccò Syd.<br />
Jack si bloccò. Cosa avrebbe dovuto rispondere? Che erano mesi che cercava di aiutarla in ogni modo per darle il tempo necessario di trovare Isabelle prima che la rintracciasse Malone? Che ogni volta che vedeva una foto di sua nipote gli veniva voglia di piangere? Sapeva che la colpa della sparizione della bambina era anche sua, <em>soprattutto</em> sua. Ed era per quel motivo che doveva essere lui a trovarla e a riportarla a casa, altrimenti non avrebbe mai recuperato il suo rapporto con Sydney.<br />
“Se non ci sono altre obiezioni, possiamo partire”<br />
“State commettendo un errore” commentò Irina.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_52.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1895" title="02x14_52" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_52.jpg" alt="02x14_52" width="110" height="95" align="right" /></a><br />
“L’unico vero errore che ho commesso nella mia vita è stato crederti morta su quel tetto. Ma non potrai più farci del male…” concluse Sydney.<br />
Il suo sguardo era glaciale, la sua espressione fredda. Irina capì che sua figlia ormai la odiava al punto da disinteressarsi di lei. L’aveva fatta soffrire così tanto, con i suoi continui errori…<br />
“Potete andare…Ci sentiamo quando atterrate a Santa Fe…”<br />
Mentre gli agenti attivi se ne andavano, per lo più ignorando Irina e in silenzio, Jack lanciò uno sguardo preoccupato a sua moglie. Irina sarebbe rimasta per sempre in quella cella, e forse non avrebbe più nuociuto a nessuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IN VOLO PER SANTA FE</strong></p>
<p>L’elicottero militare approntato dalla C.I.A. per ogni missione non era mai stato così pieno. Negli anni passati Sydney ricordava di averne usufruito quasi sempre insieme a Vaughn e Weiss, più raramente con Dixon e una volta con Julian Sark.<br />
In quel momento, nella zona in cui erano state caricate le armi, c’erano Eric Weiss, Marcus Dixon, Julian Sark, Renée Rienne e Christopher Anderson. Se a Sydney qualcuno avesse detto che un giorno quel gruppo così eterogeneo avrebbe affrontato un viaggio per andare a salvare sua figlia, probabilmente gli avrebbe riso in faccia. La presenza di agenti del <em>Tempio</em> insieme a loro confermava la nuova linea di comportamento adottata da entrambe le agenzie. Sembrava quasi che Marie Keller e Kendall avessero fatto far pace ai rispettivi figli dopo una lunga lite durata alcuni mesi.<br />
“La famiglia s’è riunita, eh?” commentò Sark per sciogliere il ghiaccio.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_53.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1896" title="02x14_53" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_53.jpg" alt="02x14_53" width="110" height="102" align="left" /></a>“Non che ci tenessi particolarmente a ricominciare ad andare in missione con te, Sark…” replicò Dixon.<br />
“Oh, avanti – si intromise Renée – Fate i bravi bambini”<br />
Anderson rise e per un attimo tornò il silenzio, rovinato solo dal forte rumore dell’elicottero.<br />
“Sai – riprese Dixon – Ancora non riesco a credere al tuo radicale cambiamento”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_54.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1897" title="02x14_54" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_54.jpg" alt="02x14_54" width="98" height="110" align="right" /></a><br />
Sark fece una delle sue classiche smorfie: “Se non sbaglio, Marcus…Anche tu hai lavorato per i cattivi”<br />
“Io però non sapevo di stare dalla parte sbagliata!”<br />
“Beh…non lo sapevo nemmeno io”<br />
Eric guardò Dixon sorpreso da quella risposta. Sembrava di aver assistito alla crescita di un adolescente ribelle, ora diventato finalmente più saggio.</p>
<p>Sydney era seduta in disparte, in quel momento non aveva voglia di fare conversazione. Continuava a pensare a Isabelle, a sperare di poterla riabbracciare una volta trovati Sloane e Malone. Gli altri sembravano intuire il suo momentaneo treno di pensieri e l’avevano volutamente lasciata sola. Vicino a lei si trovava solamente Michael, che però aveva mantenuto un silenzio religioso per tutto il viaggio. Quando udirono il pilota comunicare che in dieci minuti sarebbero atterrati, però, l’uomo si fece coraggio.<br />
“Cattivi pensieri?” le chiese.<br />
Sydney scosse lentamente la testa. Aveva bisogno di sfogarsi con lui, per non impazzire.<br />
“Se li perdiamo questa volta…Sloane non sarà così stupido da farsi rintracciare di nuovo”<br />
Michael annuì. Poi si alzò e raggiunse lo spazio libero vicino a lei, sedendosi infine sul pavimento freddo e duro del velivolo.<br />
“Le cose sono complicate, come sempre…Dobbiamo andare a trovare un uomo che è stato per breve tempo immortale, per portare a casa nostra figlia, in questo momento in balia di una strana malattia psichica…”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_55.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1898" title="02x14_55" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_55.jpg" alt="02x14_55" width="90" height="110" align="left" /></a>“Sembra il racconto di un brutto incubo” commentò Syd.<br />
“E’ quello che deve diventare…Troveremo Isabelle e la porteremo via, Marshall sintetizzerà quell’antidoto e finalmente sarà tutto finito”<br />
Sydney abbozzò un sorriso, cercando di pensare in modo positivo.<br />
“Tu hai sempre saputo che lei era viva…E’ solo grazie alla tua caparbietà se stiamo per riabbracciarla” le sussurrò Michael.<br />
“Anche io non ci speravo più, Vaughn…E’ stato ingiusto da parte mia accusarti in quel modo, allontanarti da casa…Dio, cosa avevo in mente?”<br />
Sembrava passata una vita da quando l’aveva obbligato a firmare i documenti del divorzio. Seriamente non erano più marito e moglie?<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_56.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1899" title="02x14_56" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_56.jpg" alt="02x14_56" width="120" height="104" align="right" /></a><br />
“Credo che l’orgoglio ci avesse accecato entrambi…Ma è stata colpa mia, io non ti ho dato fiducia e non ho avuto fede in te…In noi…Io…sentivo che nostra figlia era viva, ogni mattina mi svegliavo con la sensazione di averla sognata, ma non volevo ammettere che una cosa simile potesse essere vera”<br />
“Avrei dovuto darti forza, starti vicino…Non cacciarti di casa e lasciarti! E’ solo colpa mia se siamo finiti in questa situazione”<br />
“Ok, è stata colpa tua” sentenziò Vaughn, facendola ridere per la prima volta da ore. Era strano provare sollievo anche in quel momento così drammatico. Ma per Sydney era sempre stata un’abitudine trovare la serenità grazie a lui.<br />
Sentendo le lacrime continuare a scendere, si asciugò un po’ il volto. Michael la guardava intensamente, ora.<br />
“Potrai perdonarmi?” le chiese.<br />
Sydney annuì: “Se tu farai lo stesso con me”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_57.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1900" title="02x14_57" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_57.jpg" alt="02x14_57" width="150" height="101" /></a><br />
Michael sorrise e non attese un secondo di più per baciarla. E in quel frangente fu come farlo per la prima volta. Si celavano tantissime cose non dette, in quel gesto. E ancora di più se ne trovavano nel lungo abbraccio che i due si scambiarono subito dopo.<br />
Almeno per il loro amore, la tortura era finita.</p>
<p>Renée, che aveva osservato la scena come gli altri, sorrideva. Stranamente le scappò una piccola lacrimuccia, che non mancò di essere notata da Christopher.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_58.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1901" title="02x14_58" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_58.jpg" alt="02x14_58" width="97" height="110" align="left" /></a>“Non pensavo che una donna come te si emozionasse per le smancerie”<br />
“Oh, sta zitto”<br />
Anderson fece una risatina e poi guardò nuovamente la coppia appartata. Non provava gelosia o rancore in quel momento, ma una grandissima pace interiore. Era felice che le cose fossero tornate alla normalità per Sydney. E, stranamente, vedere la felicità affiorare sui volti di tutti i suoi colleghi – soprattutto su quello di Renée – gli fece dimenticare ogni minimo sentimento d’attrazione che aveva provato per l’agente Bristow.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SANTA FE – RIFUGIO DI SLOANE</strong></p>
<p>“Ho già attrezzato la sala. L&#8217;equipe medica è pronta. Kevin Leithman e la ricercatrice Jade Cooper arriveranno domani mattina con il primo volo”<br />
“Bene” rispose Sloane soddisfatto.<br />
“Isabelle è in quella stanza. La porta è chiusa a chiave, ma potrete guardarla attraverso il vetro…”<br />
Malone e Beth Luciani si avvicinarono alla finestra; la bambina dormiva beatamente su un letto, con una flebo sul braccio.<br />
“E&#8217; incosciente&#8230;” sussurrò la ragazza.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_59.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1902" title="02x14_59" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_59.jpg" alt="02x14_59" width="87" height="110" align="right" /></a><br />
“E dovrà rimanerlo” puntualizzò Sloane.<br />
“Naturalmente” concluse Malone.<br />
Sloane inspirò profondamente e poi distolse lo sguardo dalla piccola.<br />
“Vado a preparare la valigia. Partiremo immediatamente, non c&#8217;è tempo da perdere”<br />
Malone attese che Sloane fosse scomparso, prima di rivolgersi alla sua socia: “I nostri uomini?” domandò.<br />
“Hanno già accerchiato l&#8217;edificio” rispose Luciani.<br />
“Eccellente, controlla il vecchio, io mi occupo della porta” disse cominciando a forzare la serratura con un piccolo kit da scasso. Una volta effettuata l’operazione, entrò nella stanza e si avvicinò al letto di Isabelle.<br />
In pochi istanti bloccò la flebo e aspettò di ricevere qualche segnale. L’effetto dei farmaci somministrati sarebbe svanito entro pochissimo tempo.<br />
Dopo qualche minuto le pupille della bambina cominciarono a muoversi sotto le palpebre chiuse.<br />
“E così sei tu colui che vorrebbe il mio potere” disse Isabelle, senza nemmeno aprire gli occhi. Malone rimase sbigottito.<br />
“Sei solo uno sciocco…Una mente fragile come la tua non saprebbe che farsene, non riuscirebbe neanche a contenerlo!” continuò la bambina, con una voce stranamente fredda e inespressiva.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_60.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1903" title="02x14_60" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_60.jpg" alt="02x14_60" width="100" height="100" align="left" /></a>“Ti sbagli Isabelle, sono qui per portarti via. Qui fuori c&#8217;è la mamma che ti aspetta!”<br />
Mentire fu la prima cosa che gli venne in mente. I deliri lucidi di quella bambina lo avevano spaventato a morte. E Malone si considerava un ottimo mentitore, aveva ottenuto la sua grandezza grazie alla solidità delle sue bugie.<br />
Isabelle rise, e l’eco della sua voce attraversò tutta la stanza semivuota.<br />
“Non sai davvero con chi hai a che fare, dico bene? Non puoi mentire, sei un libro aperto per me. So perfettamente chi sei e cosa vuoi!”<br />
L&#8217;ex direttore della C.I.A. sentì un brivido freddo scorrergli lungo la schiena. La risata della bambina risuonava nelle sue orecchie come il rullo di un tamburo, sempre più forte. Per la prima volta in molti anni Patrick Malone provò un&#8217;emozione che pensava fosse riservata ai suoi sottoposti: puro terrore. Una rapida serie di flash passò davanti ai suoi occhi: erano i volti di tutte le persone che aveva ingannato, ucciso o torturato. Facce contorte dal dolore, dal disgusto; bocche che imploravano pietà o si spalancavano per la sorpresa. In mezzo ai dannati, Isabelle sorrideva soddisfatta, come se avesse appena finito di mangiare un gelato.<br />
Malone reagì come faceva sempre quando si sentiva minacciato: provò a ucciderla.<br />
Prese un cuscino dalla sedia lì accanto e lo spinse contro la faccia della bambina.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_61.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1904" title="02x14_61" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_61.jpg" alt="02x14_61" width="99" height="110" align="right" /></a><br />
Beth Luciani, qualche passo più indietro, assisteva incredula alla scena. Nemmeno lei in quell’occasione sapeva cosa fare. Isabelle la stava ignorando, per il momento: la donna non aveva assistito alle allucinazioni di Malone, ma non poteva fare a meno di provare una sensazione di paura e sconforto ogni volta che cercava di muoversi e avvicinarsi al suo capo.<br />
Passavano i secondi e l&#8217;uomo continuava a soffocare la bambina, ma a ogni istante che passava sentiva le sue braccia e le sue gambe più deboli, e sentiva che l&#8217;aria cominciava a mancargli. All&#8217;improvviso il suo corpo iniziò a tremare. Malone urlò in preda al panico.<br />
I volti delle sue vittime erano aumentati: il rumore delle urla e dei lamenti lo stava assordando.<br />
&#8220;Non siete reali, andatevene!&#8221; strillò Malone.<br />
Invece di allontanarsi, le facce si avvicinarono rapidamente: se fossero state vere, le avrebbe potute toccare. Beth Luciani si riscosse dalla sua paralisi e provò ad avvicinarsi, ma si allontanò con un urlo di terrore quando le apparve davanti agli occhi il corpo senza vita di Johnny Sorrentano.<br />
Malone sollevò un braccio, cercando di scacciare gli spettri della sua coscienza. I volti gli franarono addosso: una valanga di lacrime, sangue e dolore lo travolse. Non c&#8217;era scampo. Il suo battito cardiaco schizzò alle stelle. Malone sentì un dolore insopportabile al petto; nella sua mente, le sue vittime lo avevano raggiunto e lo stavano schiacciando. Si sentì soffocare.<br />
Dopo attimi che sembrarono interminabili, Malone mollò la presa: riusciva a malapena a reggersi in piedi. Il cuscino scivolò di fianco al letto.<br />
Isabelle non aveva mosso un muscolo e non aveva neppure aperto gli occhi.<br />
“Questo è il mio potere” disse.<br />
Malone sentiva il cuore rallentare. Lo sentì perdere un battito, poi un altro, e un altro ancora. I fantasmi del suo passato si erano placati: sembravano soddisfatti, alcuni addirittura sorridevano. Una donna messicana che Malone ricordava appena, la prima persona che aveva ucciso, gli sussurrò: &#8220;Ci rivedremo presto&#8221;<br />
Con la vista appannata, Malone si aggrappò alla colonna della flebo, dopodiché franò a terra portandosi dietro tutto.<br />
Era morto.<br />
“Non essere dispiaciuta per lui, ti avrebbe uccisa stasera stessa” disse la bambina, ora rivolgendosi a Beth Luciani.<br />
Beth si sentì come se si fosse appena svegliata da un lungo incubo.<br />
“Adesso hai una possibilità, ma devi andare: stanno venendo a prenderti…”<br />
“Chi sta venendo a prendermi?” chiese Beth con una voce stridula da ragazzina terrorizzata. Isabelle si limitò a sorridere.<br />
Sloane arrivò nella stanza col fiato corto.<br />
“Ciao Arvin” sorrise Isabelle, sempre a occhi chiusi.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_62.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1905" title="02x14_62" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_62.jpg" alt="02x14_62" width="110" height="110" align="left" /></a>“Mi dispiace piccola&#8230;” disse l&#8217;uomo premendo un bottone con la mano dentro la tasca della giacca. La piccola capsula di tranquillante che Sloane le aveva fatto ingoiare nel sonno rilasciò il suo liquido e riportò la calma in quella stanza.<br />
Ne era sempre più convinto: Isabelle era capace di vedere molto lontano, eppure le sue azioni rimanevano spesso celate. Forse la sua mente era talmente incrinata da non potere essere letta, forse c&#8217;era qualche legame tra loro, o forse aveva manipolato così tanta gente in vita sua che oramai era capace di ingannare anche sé stesso, e quindi anche Isabelle.<br />
Mentre faceva questa riflessione Beth Luciani era già scappata dalla stanza.<br />
D&#8217;un tratto il rumore delle pale degli elicotteri sembrava aver circondato l&#8217;edificio. Beth ne contava almeno due, forse tre. Intanto le guardie nel perimetro avevano cominciato a fare fuoco. Come avevano fatto a trovarli? Sloane aveva fatto il doppio gioco? Non poteva nemmeno biasimarlo, erano arrivati con le stesse intenzioni. Adesso bisognava portare almeno a casa la pelle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Abbandonare il perimetro!” urlò alla radio il comandate dei mercenari.<br />
“Siamo bersagli troppo facili, arrocchiamoci nell&#8217;edificio, non fateli passare, sparate per uccidere!”<br />
Uno a uno, chi in strada, chi sui balconi e chi sopra al tetto, entrarono nel palazzo.<br />
“Difendete la vostra postazione! Non devono entrare!”<br />
Gli uomini si appostarono in gruppi, alcuni agli ingressi principali, alcuni ai piani e altri alle finestre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Christopher Anderson, Kane, Sark e Renée erano già scesi dall&#8217;elicottero e attendevano in strada che qualcuno desse il segnale. Gli altri agenti si trovavano su un elicottero.<br />
“Vaughn, Sidney, voi vi calerete fino alla finestra del penultimo piano. Io ed Eric li impegneremo sul tetto &#8211;  disse Dixon &#8211; Forse li coglieremo di sorpresa…”<br />
“Marshall, altezza?” domandò Michael in cuffia.<br />
Dal suo ufficio Marshall stava monitorando tutta la missione, come suo solito. Diede un&#8217;occhiata al monitor e rispose senza esitare: “Se l&#8217;elicottero rimane a questa quota, sono esattamente nove metri e venti centimetri”<br />
Syd e Vaughn regolarono l&#8217;altezza sul display. Agganciarono il moschettone sopra la porta e si tuffarono nel vuoto. Il cavo scorse fino a portarli esattamente alla finestra.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_63.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1906" title="02x14_63" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_63.jpg" alt="02x14_63" width="110" height="94" align="right" /></a><br />
Dixon ed Eric avevano il tetto a poco più di un metro. Tra l&#8217;elicottero e il parapetto però, c&#8217;era uno strapiombo da paura.<br />
“Saltiamo?” domandò l’ex-direttore.<br />
“Vai pure avanti, devo allacciarmi una scarpa” rispose ironicamente l&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vaughn si calò la maschera sulla faccia: “Lancerò un lacrimogeno, al tre stai pronta a lanciarti!”<br />
Syd fece un cenno con la testa.<br />
“Uno..due&#8230;tre!”<br />
Michael sparò dal suo fucile di assalto una capsula che ruppe i vetri della finestra e inondò di fumo il corridoio.<br />
Syd si diede uno slanciò con i piedi sulla parete, dondolò all&#8217;indietro e poi si raggomitolò per sfondare la vetrata. Non appena vide il pavimento sotto gli occhi, si sganciò dal cavo e cadde sul corridoio. Michael la seguì subito dopo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Sono al terzo piano &#8211;  urlò Beth Luciani alla radio &#8211; Ho bisogno di assistenza!”<br />
“Arriviamo” rispose uno dei suoi uomini.</p>
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<p>Eric aveva già raggiunto la porta di servizio e ucciso i due uomini in attesa oltre essa. <em>Pivelli</em>, pensò.<br />
“Forza, Dixon!” esortò il suo collega che stava ancora correndo per il tetto.<br />
“Ho sentito degli spari all&#8217;ultimo, andate a controllare!” gracchiò la radio di uno dei due uomini a terra.<br />
“Sentito? Siamo già diventati famosi…” commentò Eric.</p>
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<p><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_64.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1907" title="02x14_64" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_64.jpg" alt="02x14_64" width="120" height="115" align="left" /></a>“Qui libero” disse Vaughn guardando attraverso il visore termico.<br />
Syd esplose due colpi nella nebbia: “Adesso lo è”<br />
“Forse questo coso ha bisogno di un collaudo…Non era più semplice una scansione satellitare?” domandò a Kendall, che stava monitorando la situazione dal suo ufficio alla C.I.A., così come sua moglie in quello del <em>Tempio</em>.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_64bis.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1908" title="02x14_64bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_64bis.jpg" alt="02x14_64bis" width="110" height="97" align="right" /></a><br />
“Mi dispiace ragazzi, questo è quello che ho potuto fare. C&#8217;è il discorso del presidente oggi, volevano portarmi via anche il custode” rispose lui.<br />
“Vaughn controlla le stanze, io li fermerò al piano!”<br />
Michael fece un cenno con la testa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eric e Dixon dietro le colonne continuavano a far rotolare cadaveri dalle scale.<br />
“Maledizione, sono troppi!” urlò Eric.<br />
“Dobbiamo trovare una posizione più favorevole. Coprimi, lancio una stordente!”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Sono stato colpito!”<br />
“Mark è morto!”<br />
“Stanno avanzando!”<br />
Beth Luciani non sentiva che frasi del genere: “Branco di incapaci!”<br />
Estrasse la pistola e cominciò a muoversi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vaughn aveva setacciato ogni stanza: “Tutto libero, ti raggiungo e poi scendiamo al piano di sotto.”<br />
“Quarto piano pulito” confermò Syd, urlando per sovrastare il suono degli spari.</p>
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<p><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_65.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1909" title="02x14_65" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_65.jpg" alt="02x14_65" width="110" height="91" align="left" /></a>Eric freddò la guardia nascosta all&#8217;angolo, Dixon con un balzo scese una rampa e lanciò la granata al piano di sotto. Una luce accecante e poi solo un sibilo sordo per tutti quelli intorno all&#8217;esplosione. Gli agenti spararono tre colpi ognuno.<br />
“Quinto piano libero” disse Dixon.<br />
“Anderson, dove diavolo sei, vuoi un invito ufficiale?” gridò Weiss in cuffia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Andiamo!” disse il direttore del <em>Tempio</em> al suo gruppo.<br />
Sark, Renée e Kane lo seguirono, contenti di entrare in azione.</p>
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<p>Una bomba a mano tintinnò proprio sotto i piedi di Syd, accucciata accanto allo stipite della porta sulle scale.<br />
Vaughn afferrò la donna per il colletto della divisa e la scagliò a terra lungo il corridoio, lanciandosi sopra di lei per proteggerla. Il botto li assordò e un calore intenso li percosse.<br />
Tutti e due a terra, uno sopra l&#8217;altra, storditi ma vivi, che si guardavano occhi negli occhi, con le punte del naso che si solleticavano.<br />
“Ti sembra questo il momento?” domandò sorridendo Syd.<br />
“Perché no, sono sicuro che gli altri se la sapranno cavare anche senza di noi”  rispose Vaughn.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_66.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1910" title="02x14_66" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_66.jpg" alt="02x14_66" width="110" height="96" align="right" /></a>Kane sparò due colpi sulla serratura del portone e con un calcio spalancò l&#8217;ingresso. Avanzarono tutti e quattro, accucciati ma lesti. Renée colpì una guardia spuntata dal corridoio. Anderson e Sark le altre due al lato opposto.<br />
“Per le scale” suggerì Kane.<br />
Christopher, con un cenno della testa indicò invece l&#8217;ascensore: “Che piano?”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Interrompiamo qualcosa?” domandò Dixon vedendo Syd e Vaughn ancora uno sull&#8217;altro.<br />
Syd tese una mano.<br />
“In piedi” la esortò Eric tirandola su.<br />
“Restano tre piani. Marshall conferma che dall&#8217;edificio non è uscito nessuno, e secondo le nostre informazioni Sloane e Malone dovrebbero essere al terzo. La squadra di Anderson li bloccherà se tenteranno di scendere” spiegò Dixon.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le guardie stavano pronte con i mitra spianati verso la porta dell&#8217;ascensore. Si era messo in moto da qualche secondo e aspettavano il bip della cabina come i centometristi aspettano il via, i loro indici tutti pronti sui grilletti.<br />
La porta si aprì: c&#8217;erano almeno due uomini accucciati all’interno, e i soldati cominciarono a crivellarli di colpi.<br />
La squadra di Anderson si materializzò alle spalle dei soldati, che stavano svuotando tutto il caricatore sui cadaveri delle guardie morte al primo piano. Con un paio di colpi ciascuno li misero fuori combattimento.<br />
“La prossima volta prendiamo davvero l&#8217;ascensore” disse Anderson col fiatone per aver corso due rampe di scale.<br />
“Ricontrollate i piani, io salgo al terzo” ordinò.<br />
I tre agenti si dispersero per le stanze, aprendo porte su porte con la massima cautela.<br />
Anderson invece salì la prima rampa di scale. Girato l&#8217;angolo fu sorpreso da un calcio sulla faccia. Portò la mano al naso che aveva cominciato a sanguinare.<br />
“Ciao Chris, ti sono mancata?” chiese Beth Luciani.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_67.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1911" title="02x14_67" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_67.jpg" alt="02x14_67" width="110" height="105" align="left" /></a>“Non vedevo l&#8217;ora di rivederti” rispose l&#8217;uomo caricandola con una spallata al petto.<br />
Finirono a terra. Beth prese Anderson per il colletto e facendo leva sulla gamba lo fece ruzzolare oltre la sua testa. L&#8217;uomo con un colpo di reni si rimise in piedi.<br />
“Quanto sei focoso! Ma giochiamo un po&#8217;, prima!”<br />
“E&#8217; quello che stiamo facendo” rispose Christopher, con una spazzata alle gambe che la fece di nuovo cadere a terra.<br />
La prese per i lembi della giacca e la scaraventò verso il muro.<br />
“Ti piace?”<br />
Beth gli tirò un pugno in faccia: “E a te?”<br />
Gli diede una ginocchiata allo stomaco, poi colpì con tutti e due i pugni chiusi sulla schiena e con una spinta lo lasciò a terra. Raccolse l&#8217;estintore alla parete.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_68.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1912" title="02x14_68" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_68.jpg" alt="02x14_68" width="110" height="110" align="right" /></a><br />
“Proviamo qualcosa di nuovo”. Lo portò sopra la testa e cercò di colpire l&#8217;uomo, che schivò il colpo per un pelo rotolando alla sua destra. Una seconda volta lo fece muovendosi verso sinistra. Poi Anderson, con un calcio allo stomaco, fece indietreggiare la donna che lasciò cadere l&#8217;estintore.<br />
Le andò addosso, la colpì con una violenza che non credeva avrebbe mai usato contro una donna. La buttò a terra e la girò di schiena. Poi le prese il braccio.<br />
“E&#8217; di metallo, luccica ma non è una fede: cos&#8217;è?” ringhiò mentre la ammanettava.</p>
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<p>Syd, Vaugh, Weiss e Dixon entrarono al terzo piano. Videro la porta aperta nella stanza di Isabelle.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_69.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1913" title="02x14_69" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_69.jpg" alt="02x14_69" width="110" height="108" align="left" /></a>La donna entrò alla velocità della luce, seguita da Michael. A terra c’era il corpo senza vita di Patrick Malone, ma il letto era vuoto.<br />
Dixon cambiò espressione dall’esausto al distrutto, Weiss si piegò sulle gambe per riprendere fiato, il viso tutto sudato per la fatica.<br />
Vaughn, intuendo cosa passava per la testa di Sydney, la trascinò a sé. Stava già piangendo silenziosamente, quando l’abbracciò.<br />
“Kendall, qui Dixon…Malone è morto”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_70.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1914" title="02x14_70" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_70.jpg" alt="02x14_70" width="110" height="96" align="right" /></a><br />
“E Sloane?” chiese la voce di Marie Keller.<br />
“E’ scappato” concluse Weiss.<br />
Quelle parole si infransero sul cuore di Sydney come un macigno. Ancora una volta aveva fallito e la sua bambina era sparita.<br />
Michael si guardò intorno e notò i resti della flebo, del cotone e delle siringhe sul tavolo. A quanto pare Sloane non aveva avuto tempo per fare sparire tutto.<br />
“Sydney…guarda” sussurrò, allontanandola da sé.<br />
Eric e Dixon si avvicinarono al materiale medico e quasi gridarono dalla gioia quando notarono tracce di sangue residuo.<br />
“Ora finalmente abbiamo un campione del sangue di nostra figlia…” spiegò Michael.<br />
Sydney annuì mestamente e poi tornò ad abbracciarlo, mentre Eric e Dixon iniziavano a raccogliere tutto ciò che si trovava in quella stanza, incluso il cadavere di Patrick Malone.</p>
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<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>La presenza di Beth Luciani oltre il vetro non scalfiva minimamente la corazza di Sydney. Aveva perso di nuovo l’occasione di ritrovare sua figlia, in gran parte per colpa di quella donna spietata e crudele. Ma saperla rinchiusa al sicuro, osservare quello sguardo contrito e risoluto, le dava un po’ di sollievo.<br />
Avrebbe voluto <em>dialogare</em> con lei come aveva fatto poche ore prima con sua madre, ma il viaggio a Santa Fe l’aveva provata. Non aveva la forza per sostenere un incontro con quella donna, ora.<br />
Anderson le apparve alle spalle silenziosamente e iniziò a guardare oltre il vetro, proprio come lei.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_71.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1915" title="02x14_71" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_71.jpg" alt="02x14_71" width="110" height="101" align="left" /></a>“Mi dispiace per tua figlia…Ma non è finita, Marshall e Rachel stanno già lavorando alla sintesi dell’antidoto e stiamo vagliando ogni possibilità…Ora che possiamo contare sull’aiuto della squadra di Kendall, sarà tutto più semplice…La troveremo…”<br />
“Lo so…” rispose Sydney, convinta di quello che stava dicendo. Una parte di lei sentiva che sua figlia era da qualche parte e la stava aspettando.<br />
“Credi che collaborerà?” chiese, rivolgendo un cenno a Beth Luciani.<br />
Anderson assunse un’espressione seria: “No…Ma questo renderà più piacevole i tentativi per convincerla”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_72.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1916" title="02x14_72" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_72.jpg" alt="02x14_72" width="96" height="110" align="right" /></a><br />
Sydney sorrise e lo guardò: “Sono felice che tu abbia sconfitto i fantasmi”<br />
Anderson fece una risatina e il suo sguardo cadde sui suoi agenti, che si trovavano nella sala riunioni oltre il corridoio. Fra di essi c’era anche Renée, che parlava con a Sark e Kane.<br />
“Anche io” rispose annuendo convinto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRIGIONI C.I.A.</strong></p>
<p>Jack Bristow non era mai stato bravo a rispettare le regole. Fin dal suo ingresso alla C.I.A. aveva visto agenti inetti venire promossi prima di lui solo perché erano capaci di obbedire agli ordini. Lui provava rispetto per loro, sapeva che erano ligi al dovere e si comportavano da veri patrioti. Uomini come Bill Vaughn erano stati d’esempio per lui, ma dentro di sé Jack sapeva di essere diverso, di ambire a qualcosa di più che un buon posto nell’agenzia.<br />
Gli incarichi da direttore non erano mai stati il suo forte, nemmeno molti anni dopo, quando si era trovato a dirigere l’A.P.O. dopo l’arresto di Sloane.<br />
Mentre camminava nel corridoio che conduceva alla cella di Irina Derevko, Jack non faceva altro che pensare a quante volte anche lui era stato incarcerato dalla C.I.A., o per sospetti nei suoi confronti o per aver collaborato con criminali.<br />
Molte volte si era messo contro l’agenzia, specialmente ai tempi del <em>Quinto Profeta</em>, quando uomini di quell’enorme associazione si erano infiltrati nei ranghi più elevati delle agenzie di sicurezza di tutto il mondo.<br />
Tuttavia mai aveva tradito la C.I.A. come stava per fare in quel momento.</p>
<p>Irina era seduta in terra, voltava le spalle alle sbarre della sua cella. Nonostante questo si accorse subito della presenza di qualcuno, e capì dal modo di camminare lento nel corridoio e dal silenzio carico di tensione che si trattava proprio di suo marito.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_73.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1917" title="02x14_73" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_73.jpg" alt="02x14_73" width="101" height="110" align="left" /></a>Si voltò strisciando per terra, senza degnarsi di alzarsi o di rivolgergli altro che la sua espressione sconfitta. Persino lei, la grande Irina Derevko, in quel momento non sapeva più cosa fare. Sarebbe rimasta in quella cella per il resto dei suoi giorni, impotente di fronte al successo di Arvin Sloane.<br />
Jack strinse le mani di fronte a sé, mantenendo l’espressione austera che tante volte aveva rivolto a sua moglie. Con un impercettibile movimento dell’indice destro, sfiorò l’orologio che portava al polso sinistro e attese alcuni secondi.<br />
Non appena sentì un quasi impercettibile segnale sonoro, Jack cambiò rapidamente espressione e si avvicinò alle sbarre.<br />
“Sbrigati, abbiamo poco tempo” disse alla donna, infilando una chiave magnetica nella serratura della sua cella e aspettando che l’aggeggio codificasse la combinazione.<br />
“Che stai facendo?”<br />
La luce sulla serratura divenne verde e la porta della cella si aprì di scatto, lasciando Irina senza parole. Jack continuò a muoversi rapidamente ed estrasse da sotto la giacca un sacchetto che teneva nascosto. Lo porse a Irina e le sussurrò: “Mettitela, presto!”<br />
Mentre la donna obbediva, Jack controllò il suo orologio. Avevano esattamente cinque minuti prima che le telecamere tornassero a funzionare e terminasse il loop che Jack aveva registrato quel pomeriggio.<br />
Irina era pronta. Jack la guardò esterrefatto e poi la prese per la mano e la trascinò fuori dalla cella. Appoggiò un foglio sulla branda che era stata per pochissimo tempo della prigioniera e poi si rivolse di nuovo a sua moglie: “Non una parola”<br />
Irina annuì, consapevole che la situazione era delicata.</p>
<p>Jack e Irina arrivarono con calma alla porta d’ingresso delle prigioni. Le guardie addette al corridoio giacevano addormentata a terra, Jack aveva usato una pistola a dardi tranquillanti. Dovevano solo sorpassare il controllo dell’agente esterno alla zona detentiva. Jack aveva finito i colpi anestetizzanti, ma non aveva avuto tempo per trovarne altri.<br />
Il tempo stava per scadere, così Jack decise di saltare i convenevoli. Seguito da Irina si diresse alla porta e la aprì.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_74.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1918" title="02x14_74" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_74.jpg" alt="02x14_74" width="110" height="97" align="right" /></a><br />
“Agente Bristow!” esclamò la guardia, alzandosi e facendo sudare freddo anche a Irina.<br />
Jack si voltò lentamente, così come sua moglie.<br />
La guardia lo osservò un po’ sorpreso e poi gli rivolse una piccola scheda: “Il suo tesserino”<br />
“Ah…Grazie, Phil, che sbadato” commentò Jack prendendolo.<br />
La guardia annuì e poi spostò lo sguardo verso Irina: “Sa signorina Bristow…Anche se non lavora più con noi alla C.I.A. glielo devo dire…Con gli anni sta diventando ogni giorno più affascinante”<br />
Irina annuì goffamente e l’uomo le sorrise.<br />
“Andiamo Sydney, ti accompagno a casa…” disse Jack, ponendo la sua mano destra sulla schiena di Irina.</p>
<p>Un minuto dopo i due coniugi si trovavano all’esterno dell’edificio e salivano sulla macchina che Jack aveva preparato. La sua targa era irrintracciabile, non avrebbero avuto problemi a muoversi senza essere scoperti. Irina salì dal lato del passeggero, Jack si sedette al volante. Non appena furono seduti in macchina, Irina portò le mani al suo collo e si tolse la maschera che aveva indossato negli ultimi minuti. La maschera che raffigurava il volto di sua figlia.<br />
Jack tornò così a guardare negli occhi sua moglie, non più Sydney. Tuttavia la somiglianza fra le due era incredibile.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_75.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1919" title="02x14_75" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_75.jpg" alt="02x14_75" width="110" height="104" align="left" /></a>“Non credevo…che avrei mai impersonato Sydney” commentò Irina, respirando velocemente.<br />
Jack si limitò ad annuire.<br />
“Perché mi hai liberata, Jack?” chiese Irina. Quella domanda la perseguitava fin da quando suo marito aveva aperto la cella in cui si trovava poco prima.<br />
In quel momento delle sirene potenti e assordanti iniziarono a echeggiare nell’aria. Jack accese l’auto e accelerò immediatamente. Le spiegazioni potevano essere rimandate ancora per un po’.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CASA DI SYDNEY E VAUGHN</strong></p>
<p>Nonostante la missione non fosse andata come volevano, quella sera Michael e Sydney avevano qualcosa per cui valesse la pena sorridere. Finalmente potevano stare un po’ insieme con J.J., senza dover pensare a dividerselo scioccamente.<br />
“Credo si sia sentito un po’ come un giocattolo conteso fra due bambini viziati…” disse Michael sorridendo mentre, sul divano, contemplava il loro piccolino addormentato.<br />
Sydney affiorò dalla camera da letto, con in mano il telefono.<br />
“Ho chiamato l’avvocato…” commentò giocherellando nervosamente con l’apparecchio.<br />
Lui alzò lo sguardo e lo rivolse speranzosamente a Sydney: “Sì?”<br />
“Gli ho detto che…vorrei annullare la procedura di divorzio…Sembrava felice della notizia…”<br />
Michael si alzò e raggiunse Sydney, che lo guardava seria, quasi preoccupata della sua reazione.<br />
&#8220;Mai quanto lo sono io ora” sussurrò, dandole un bacio e abbracciandola.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_76.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1920" title="02x14_76" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_76.jpg" alt="02x14_76" width="150" height="110" /></a><br />
“Non sono mai stata convinta di volerlo fare…”<br />
“Lo so”<br />
Sydney sorrise, rasserenata da quella notizia. Poi invitò Michael a sedersi al tavolo in cucina, dove si trovavano tutta una serie di mappe satellitari di Santa Fe e il computer collegato ai database del <em>Tempio</em>.<br />
“Una volta esclusi l’aeroporto e la stazione, non è facile scoprire dove sia andato Sloane” commentò la donna.<br />
“Purtroppo abbiamo già studiato queste immagini centinaia di volte, non c’è molto altro che possiamo fare, se non aspettare la sua prossima mossa”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_77.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1921" title="02x14_77" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_77.jpg" alt="02x14_77" width="120" height="91" align="right" /></a><br />
Sydney dissentì: “Una cosa ci sarebbe…interrogare mia madre”<br />
“Credi che ci abbia nascosto qualcosa?”<br />
“Io so che non rivela mai le informazioni tutte in una volta, altrimenti perderebbe la propria utilità per l’agenzia. L’unico motivo per cui non la condannano alla pena di morte è che è una fonte troppo preziosa”<br />
“Allora lo faremo domani…Ora devi riposarti…E poi c’è Marshall che sgobba per noi, non dimenticarlo”<br />
Sydney rise e proprio in quel momento il suo cellulare suonò. Accarezzato il volto di Vaughn, si diresse verso la sala e prese l’apparecchio, sperando che si trattasse proprio del suo collega. Invece era Kendall, che la stava chiamando.<br />
“Agente Bristow, Irina Derevko è scappata…”<br />
“Cosa?” gridò lei.<br />
“Non è tutto…E’ sparito anche suo padre e l’agente di guardia giura che è stato lui l’ultimo a entrare nella zona detentiva”<br />
Michael, sentendo l’urlo di Sydney, si alzò e la raggiunse, notando immediatamente la sua faccia sconvolta.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_78.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1922" title="02x14_78" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_78.jpg" alt="02x14_78" width="110" height="86" align="left" /></a>“Come ha fatto a farla uscire senza che nessuno li fermasse?”<br />
“Non lo sappiamo, ma Jack ha lasciato un biglietto per lei”<br />
“L’indirizzo del loro nuovo recapito?” replicò lei, inviperita.<br />
“Glielo sto faxando proprio ora…Vista la situazione dobbiamo studiare un nuovo piano tattico, ci vedremo tutti al <em>Tempio</em> domani mattina presto”<br />
Kendall non disse una parola di più e riattaccò. Michael prese il foglio che stava uscendo dal fax in quel momento e lo porse a Sydney, che lo lesse ad alta voce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Tesoro,<br />
ti chiedo solo di darmi fiducia,<br />
come facesti quando nascondemmo Vaughn.<br />
Troveremo Isabelle e la riporteremo a casa,<br />
lo prometto.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Come ha potuto farlo? Come può essere così ingenuo?”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_79.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1923" title="02x14_79" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_79.jpg" alt="02x14_79" width="110" height="110" align="right" /></a><br />
“Syd…Sono l’ultima persona che oserebbe voltare le spalle a Irina Derevko, ma se dovessi scegliere una persona di cui fidarmi ciecamente…Beh, opterei per Jack”<br />
“Cosa dovremmo fare, stare qui con le mani in mano mentre danno la caccia ai vampiri?”<br />
“Credo che abbia i suoi buoni motivi, se ha liberato Irina…” spiegò Michael, sorprendendo Sydney con la sua calma. La donna corse da J.J. che, sentite tutte quelle urla, si era svegliato e la stava chiamando. Lo prese in braccio e lo coccolò, cullandolo dolcemente.<br />
Michael sorrise al bambino e poi guardò Sydney: “Diamo loro una chance…”<br />
Lei non rispose e pensò alla possibilità di dare retta a suo padre.<br />
“E poi…Mi sento molto più sicuro se Irina è sorvegliata dall’occhio di Jack che da decine di telecamere della C.I.A.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SANTA FE’</strong></p>
<p>Nel rifugio di Sloane non c’era più nessuno. La C.I.A. aveva transennato tutto con dei cartelli che dichiaravano il rischio di crolli nell’edificio, ma Jack e Irina non avevano motivo per starne lontani. Celati dal nero dei loro vestiti e dall’oscurità della notte, stavano camminando lentamente nell’enorme cortile antistante il luogo in cui per poco tempo si era trovata loro nipote.<br />
“Bene, sembra che non abbiano lasciato agenti di sorveglianza” spiegò Jack, che aveva controllato il perimetro dal lato est.<br />
“Lo stesso da questa parte…” rispose Irina.<br />
“Cosa cerchiamo qui?”<br />
Senza smettere di camminare, Irina rispose: “Sloane non ha avuto tempo per coprire la sua fuga questa volta. Alla C.I.A. potrebbe essere sfuggito qualcosa che colpirebbe noi due. Non conoscono Arvin come noi…”<br />
Jack annuì mestamente. Conoscere quell’uomo che un tempo considerava il suo migliore amico aveva rovinato la sua vita.<br />
“Jack…Prima non mi hai risposto…Perché mi hai liberata?” domandò Irina, bloccando per un momento la loro marcia.<br />
Jack la guardò. Non gli capitava da tempo di farlo e di pensare a quanto fosse attraente, nonostante gli anni.<br />
“Per una volta nella vita sento di dovermi fidare di te…Solo noi possiamo trovare Sloane e fermarlo una volta per tutte…Tocca a noi riportare Isabelle a casa sana e salva, Sydney e Vaughn non vivono questa faccenda in modo razionale”<br />
Irina sorrise: “Solo per questo, Jack?”<br />
L’uomo non sapeva cos’altro dire. Doveva ammettere tutto ciò che per anni le aveva taciuto? Era forse quello il momento adatto di dirle la verità?<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_80.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1924" title="02x14_80" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_80.jpg" alt="02x14_80" width="105" height="110" align="left" /></a>“Irina…Io…Non ti ho mai rivelato una cosa”<br />
La donna lo guardò con fare interrogativo: “Credi di avere mai avuto dei segreti per me, Jack? Io, che ti ho spiato e tradito per anni?”<br />
“Prima che sparissi – continuò l’uomo, convinto di dover arrivare al punto – Io…sapevo che eri del KGB…L’avevo scoperto…”<br />
Irina lo guardò stranita. Dove sarebbe arrivato quel discorso?<br />
“Dopo la tua fuga…Durante una missione in Russia…Scoprii che tu eri ancora viva…Irina, io sapevo che eri ancora viva dopo la tua sparizione…”<br />
La donna cercò di ritornare con la mente a quel passato così lontano, a quella vita che non le apparteneva più da molto tempo. Non ci mise molto a capire che non le importava niente di tutto quello che le aveva detto suo marito.<br />
“Jack…Abbiamo commesso tantissimi errori nella nostra vita…Ma ora, insieme, possiamo fare ammenda. Useremo il nostro libero arbitrio per salvare nostra nipote e liberare per sempre Sydney dai fantasmi del passato”<br />
Jack annuì con forza.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_81.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1925" title="02x14_81" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_81.jpg" alt="02x14_81" width="110" height="103" align="right" /></a><br />
“E dopo…forse…ci potrà essere un’altra occasione anche per…noi due” concluse Irina, quasi in lacrime.<br />
Jack non credeva alle sue orecchie. Decise di far finta di ignorare quelle parole e riprese a camminare, invitando Irina a seguirlo. Pochi istanti dopo erano nell’edificio e avevano dimenticato il discorso fatto poco prima.<br />
La stanza in cui Isabelle era stata isolata era ancora sottosopra, ma non c’era più niente. Jack la riconobbe perché aveva visto le foto del cadavere di Patrick Malone. Lo immaginò per un momento steso per terra, inerme e finalmente incapace di nuocere a qualcuno.<br />
“Odiavo Malone…Non ho mai detestato tanto un uomo come lui, nemmeno Sloane…Ma non avrei mai voluto che Isabelle si macchiasse di quel delitto”<br />
“Non l’ha fatto Jack – rispose Irina convinta – Quella non è nostra nipote. È solo un intermediario, un corpo capace di fare da tramite al grande potere di Rambaldi”<br />
“Lo so, ma…mi chiedo se dopo tutto questo tornerà mai a essere la bambina spensierata di prima…”<br />
Irina strinse gli occhi: “<em>Il Flagello</em> non è un manoscritto a lieto fine, Jack…Rambaldi l’ha scritto come testamento di una vita dedita a un solo scopo, trovare un potere che sconfiggesse la morte. Il <em>Quinto Profeta</em> va al di là di ogni comprensione umana…Non possiamo sapere cosa stia vivendo nostra nipote in questo momento, ma possiamo sperare che una volta curata, lei riesca a dimenticare”<br />
Jack annuì e inaspettatamente strinse la mano sinistra di Irina nella sua destra. Quel gesto, così innocuo e naturale, fece trasalire l’ex-terrorista del KGB.<br />
Subito dopo i due coniugi cominciarono a cercare tracce che la C.I.A. poteva avere trascurato, qualunque singolo particolare che rivelasse la presenza di Sloane. Per alcuni minuti non trovarono niente, ma a un certo punto Irina cominciò a tastare con le nocche le pareti, trovandone ben presto una che suonava in modo diverso dalle altre.<br />
Jack le si avvicinò e cominciò a cercare qualche elemento che avviasse un eventuale passaggio segreto; Sloane era solito cospargere le sue basi operative nel mondo con vie di fuga invisibili a chiunque. Jack si avvicinò al comò che si trovava in quella stanza e alla lampada sopra di esso. Quando fece per sollevarla, innescò un meccanismo che portò il mobile a spostarsi e a rivelare un passaggio segreto. Irina lo guardò sorridente e iniziarono a seguire il passaggio fino a trovarsi in una nuova stanza, doveva essere a diversi metri sotto il livello della strada e aveva una seconda porta di <a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_82.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1926" title="02x14_82" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_82.jpg" alt="02x14_82" width="110" height="105" align="left" /></a>accesso, che sicuramente portava all’esterno lontano dall’edificio.<br />
“Ecco come sono fuggiti” commentò Jack.<br />
“Jack, vieni qui!” gridò Irina, vicina a un tavolino.<br />
“Che c’è?”<br />
Irina sollevò quello che sembrava un libro sgualcito e iniziò a leggere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Siamo troppo esposti per rischiare di muoverci senza farci scoprire. Ma da quando ho sentito Irina parlare di questo Patrick Malone non faccio che chiedermi se possa essere una minaccia per noi.<br />
Isabelle sembra ogni giorno più forte: ogni volta che la sveglio mi pare di vedere in lei maggior vigore. Mi ricorda tanto sua madre quando era solo una bambina. Ma Isabelle è più importante, lei è la chiave&#8230;<br />
Ho contattato Malone per proporgli un patto. Se è così sciocco e avido di potere come dice Irina, allora non resisterà alla vista della bambina. Lui sarà la prima cavia e testerà per primo la forza del</em> Quinto Profeta<em>…In un certo senso avrà un grande privilegio: se la bambina reggerà, sarà il primo martire di una nuova era. L’era del</em> Quinto Profeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ALTROVE</strong></p>
<p>“Non credi che sia arrivata l&#8217;ora di svegliarmi?” domandò Isabelle nella sua semiveglia.<br />
“No, non è il momento, sei ancora troppo debole, non possiamo rischiare…” rispose Arvin Sloane.<br />
“O forse sei tu che non vuoi rischiare&#8230;”<br />
“Cosa intendi?”<br />
“Che mi temi. Sappiamo cosa accadrà, e potrei agire in modo che non accada…”<br />
“Sai meglio di me che se l&#8217;hai visto non puoi fermarlo” disse Sloane.<br />
Fece una pausa e continuò: “Se quello che hai visto è vero, significa che non mi ucciderai, significa che prima o poi saremo tutti in quella stanza. Io, tu, e anche Jack. Significa che nonostante le nostre azioni, non sarà possibile cambiare le nostre sorti, anche se adesso ci appaiono incomprensibili. Oppure&#8230;”<br />
“Oppure?”<br />
“Oppure è solo un sogno&#8230;”<br />
“La tua supponenza comincia a stancarmi. Se sei ancora vivo è perché sei parte del disegno che io ho preparato. Così come l’ho creato, lo posso disfare. Nella tua mente miserabile e <a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_83.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1927" title="02x14_83" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x14_83.jpg" alt="02x14_83" width="105" height="110" align="right" /></a>confusa cerca di non confondere mai i nostri ruoli. Te lo ricordi con chi stai parlando?”<br />
Sloane si girò di spalle, a guardare la porta, quasi a nascondere il proprio volto.<br />
“Certo che me lo ricordo&#8230;”<br />
Come poteva dimenticarsi di stare parlando con il profeta che aveva guidato tutta la sua esistenza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Episodio scritto da: Alex64, Montanaro87</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/2x14_La-Cura.doc" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Scarica l&#8217;episodio in formato .doc</strong></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CAST ARTISTICO:</strong><br />
<strong>Jennifer Garner </strong>- Sydney Bristow<br />
<strong>Michael Vartan </strong>- Michael Vaughn<br />
<strong>Rachel Nichols </strong>- Rachel Gibson<br />
<strong>Carl Lumbly </strong>- Marcus Dixon<br />
<strong>Kevin Weisman </strong>- Marshall J. Flinkman<br />
<strong>Greg Grunberg </strong>- Eric Weiss<br />
<strong>Victor Garber </strong>- Jack Bristow<br />
<strong>Patrick Dempsey </strong>- Christopher Anderson<br />
<strong>David Anders </strong>- Julian Sark<br />
<strong>Ryan Reynolds </strong>- Robert Kane<br />
<strong>Peter Weller </strong>- Patrick Malone<br />
<strong>Amy Jo Johnson </strong>- Beth Luciani</p>
<p><strong>GUEST STARS:</strong><br />
<strong>Alberta Watson </strong>- Marie Keller<br />
<strong>Lena Olin </strong>- Irina Derevko<br />
<strong>Terry O’Quinn </strong>- Director Kendall<br />
<strong>Élodie Bouchez </strong>- Renée Rienne<br />
<strong>Ron Rifkin </strong>- Arvin Sloane<br />
<strong>Margarita Levieva </strong>- Natasha</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>02&#215;13 CAMBIO DI STRATEGIA</title>
		<link>http://www.telefilm-central.org/virtualias/2010/05/13/02x13-cambio-di-strategia/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 17:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MacSloane87</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seconda stagione virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>C.S.N. UFFICIO DI ROBERT  LINDSEY
3 Anni prima</strong>
<p>&#160;</p>
<em>Christopher Anderson attendeva pazientemente il permesso di sedersi. Era la prima volta che il vice-direttore Lindsey lo convocava nel suo ufficio, e Christopher continuava guardarsi i piedi, impacciato come un ragazzino delle superiori nell’ufficio del preside. Non sapeva cosa aspettarsi dal suo superiore, un uomo ambizioso e spesso meschino, che fino a quel momento gli aveva a malapena rivolto la parola.
“Per quale motivo vuole vedermi, signore?” chiese educatamente, alzando lo sguardo e osservando la reazione del suo capo. Lindsey, stranamente, sembrava essere di buon umore. “Che cosa sa di Milo Rambaldi, agente Anderson?” lo interrogò.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_01.jpg"><img class="size-full wp-image-1791" title="02x13_01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_01.jpg" alt="02x13_01" width="92" height="98" align="left" /></a>
“E’ la prima volta che lo sento nominare” rispose Christopher.
“E’ stato uno dei geni del Rinascimento. Era un inventore, come Leonardo da Vinci, ma anche un profeta, come Nostradamus” lo indottrinò Lindsey.</em>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C.S.N. UFFICIO DI ROBERT  LINDSEY<br />
3 Anni prima</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Christopher Anderson attendeva pazientemente il permesso di sedersi. Era la prima volta che il vice-direttore Lindsey lo convocava nel suo ufficio, e Christopher continuava guardarsi i piedi, impacciato come un ragazzino delle superiori nell’ufficio del preside. Non sapeva cosa aspettarsi dal suo superiore, un uomo ambizioso e spesso meschino, che fino a quel momento gli aveva a malapena rivolto la parola.<br />
“Per quale motivo vuole vedermi, signore?” chiese educatamente, alzando lo sguardo e osservando la reazione del suo capo. Lindsey, stranamente, sembrava essere di buon umore. “Che cosa sa di Milo Rambaldi, agente Anderson?” lo interrogò.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_01.jpg"><img class="size-full wp-image-1791" title="02x13_01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_01.jpg" alt="02x13_01" width="92" height="98" align="left" /></a><br />
“E’ la prima volta che lo sento nominare” rispose Christopher.<br />
“E’ stato uno dei geni del Rinascimento. Era un inventore, come Leonardo da Vinci, ma anche un profeta, come Nostradamus” lo indottrinò Lindsey.<br />
“Interessante” rispose Anderson, dominando a fatica la sorpresa. Si aspettava un richiamo disciplinare, o un nuovo incarico all’interno dell’agenzia, non un test di cultura generale.<br />
“Molto più di quanto lei pensa. Le profezie di quell’uomo sono precise, con tanto di data e ora. Ha predetto il naufragio del Titanic, la Seconda Guerra Mondiale e l’attentato di Oklahoma City. Con cinque secoli di anticipo” continuò Lindsey.<br />
Christopher si chiese se il direttore non stesse mettendolo alla prova. Robert Lindsey era del tutto privo del senso dell’umorismo: o, per una volta, stava scherzando o aveva perso la testa. Le profezie erano una cosa da film di serie B, non un argomento che potesse interessare un uomo pragmatico e ambizioso come lui. Christopher si limitò ad annuire, cercando di capire il senso di quel discorso.<br />
“Ciò che sto per riferirle è strettamente confidenziale. Esiste un’agenzia che studia da anni le opere di Rambaldi e altri casi di eventi sovrannaturali. E non intendo l’area Cinquantuno dei fumetti, sto parlando di veri agenti, finanziati dal nostro governo, con tanto di vere strutture segrete nel Nevada. Sto parlando del Dipartimento delle Ricerche Speciali”. Lindsey si interruppe per lasciare ad Anderson un attimo di respiro.<br />
“Recenti sviluppi richiedono una collaborazione a strettissimo livello fra il D.R.S. e la nostra agenzia. Ho scelto lei per fare in modo che il tutto avvenga nella maniera più discreta possibile.”<br />
Anderson non sapeva come reagire. Si pizzicò il braccio, per assicurarsi di non essersi addormentato davanti al suo computer. La faccenda era troppo surreale per essere vera.</em><em><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1792" title="02x13_02" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_02.jpg" alt="02x13_02" width="101" height="98" align="right" /></a></em><br />
<em> “Che cosa dovrei fare, signore?” si limitò a chiedere.<br />
Lindsey si alzò in piedi e gli porse un faldone grigio.<br />
“Il D.R.S. vuole che permettiamo un accesso completo a un suo agente, senza rivelare la nostra collaborazione a nessuno, né alla C.I.A. né al direttore Harrison. Ufficialmente il loro agente sarà un nostro tecnico di basso livello. Sarà compito suo affidargli informazioni riservate.”<br />
Christopher afferrò il faldone meccanicamente.<br />
“Mi raccomando &#8211; lo ammonì Lindsey &#8211; Non una parola. Se tutto va bene, mi hanno promesso una raccomandazione per la direzione del C.S.N., e potrebbe esserci qualcosa anche per lei, diciamo l’incarico di agente scelto?”<br />
Chris sapeva che il suo capo puntava alla dirigenza da anni, ma non aveva mai avuto la possibilità di scavalcare il direttore Harrison. Bob Lindsey avrebbe venduto sua madre per quel posto: ecco spiegato il suo sorrisetto soddisfatto.<br />
“Ti sta già aspettando” concluse Lindsey, facendo cenno a Chris di uscire dall’ufficio.  Christopher obbedì, ma gli sembrava di agire in trance. Un anno di documenti da firmare e telefonate da deviare nell’ufficio del capo lo aveva abituato a considerare lo spionaggio come qualcosa di molto più noioso delle avventure di James Bond, ma quella breve conversazione con Lindsey lo aveva scosso.<br />
Deve essere uno scherzo. Una bella candid camera, si ripeté fra sé e sé.<br />
Chissà chi è questo “agente” del D.R.S. … Probabilmente un clown di McDonald’s, vista l’aria che tira.<br />
“Christopher Anderson?” lo chiamò una voce femminile. Chris si girò di scatto, e quando vide la donna che gli stava di fronte le riflessioni sulla chiacchierata con Lindsey e il D.R.S. svanirono come neve al sole.<br />
Christopher poteva essere molte cose, ma di certo non era un adolescente alla prima cotta. Aveva avuto la sua serie di storie, di solito frenetiche e poco soddisfacenti. Non era mai stato il tipo da colpi di fulmine, ma qualcosa di quella donna lo colpì come una martellata alla testa. Certo, era una gran bella ragazza, ma ne aveva viste di belle ragazze, no? E allora perché non riusciva formulare un pensiero coerente?<br />
“Sono Elizabeth Luciani, il vostro nuovo tecnico. Il suo capo le ha parlato di me, vero?” si presentò la donna, porgendogli la mano. Christopher annuì senza rispondere. La donna sorrise, nervosa. “Ho qualcosa di molto schifoso fra i capelli?” scherzò.<br />
Christopher scosse la testa: “No, certo che no, mi scusi. Ero solo confuso, cioè &#8211; si schiarì la gola &#8211; Posso esserle utile?” Che diavolo gli stava succedendo? Non si sentiva così dalle medie, da quando aveva baciato la sua vicina di casa per la prima volta.<br />
“Eccome! Mi sento persa” rispose Beth, sorridendo di nuovo.<br />
“A chi lo dice, ho appena avuto una chiacchierata con il mio capo. Parlavamo di lei, ed è stato piuttosto vago” rispose Christopher, senza staccare lo sguardo da Beth, che sembrava lusingata dall’interesse del collega.<br />
“Da quello che ho capito, dovremo lavorare insieme” spiegò Beth.<br />
“Sono sicuro che sarà un’esperienza interessante, Miss Luciani” fu la risposta di Christopher.<br />
“Per favore, non chiamarmi Miss Luciani, mi fa sentire un personaggio di Via col Vento. Beth può andare” spiegò la Luciani.<br />
“Allora puoi chiamarmi Chris, non mi formalizzo” rispose Anderson.<br />
“Beth e Chris. Non è male. Penso che lavoreremo bene insieme” annunciò Beth, mentre Anderson le stringeva la mano.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object id="sigla" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="quality" value="high" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="src" value="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" /><embed id="sigla" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="270" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" bgcolor="#000000" quality="high" allowscriptaccess="sameDomain" align="middle"></embed></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LOS ANGELES<br />
Oggi</strong></p>
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<p>“Ti stringerei la mano, se per farlo non dovessi slegarti &#8211; iniziò Beth, seduta nel rimorchio del camion a pochi passi da Sydney e Christopher &#8211; E’ stato seguendo Chris che siamo riusciti a catturare voi del <em>Tempio</em> e tuo marito, Sydney &#8211; continuò Beth &#8211; O dovrei dire il tuo ex?” aggiunse, facendo l’occhiolino a Syd e Anderson.<br />
“Chi è la talpa?” domandò Christopher, scoccando uno sguardo carico di odio alla donna che lo aveva catturato.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1793" title="02x13_03" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_03.jpg" alt="02x13_03" width="82" height="89" align="left" /></a>“Sono io. Sono sempre io, sono la persona al mondo che ti conosce meglio di chiunque altro, anche di te stesso” rispose Beth, divertita.<br />
“Smettila con i giochetti e dicci cosa vuoi da noi” si intromise Sydney, stanca dei discorsi senza significato di Beth.<br />
“Nulla. E’ il mio capo a volere qualcosa da te. Quanto agli altri, sono antipasti rispetto al piatto forte.” spiegò Beth.<br />
“Non puoi avermi trovata da sola. Deve esserci qualcuno che ti passa informazioni” insistette Anderson.<br />
“Povero caro, il problema è che sei dannatamente prevedibile. Sei un libro aperto per me, non puoi ingannare l’unica persona di cui ti sei fidato per anni &#8211; Beth sorrise &#8211; Mi ricordo quanto era divertente la tua assoluta fiducia nei miei confronti. Mi amavi veramente così tanto, Chris?”<br />
Christopher tentò di liberarsi dalle corde che legavano le sue braccia.<br />
Sydney si limitò a osservare la scena, scioccata: “Non riuscirai a farla franca &#8211; si limitò a minacciare &#8211; Un giorno pagherai per quello che hai fatto.”<br />
“Puoi fare di meglio in quanto a minacce, Syd &#8211; la provocò Beth &#8211; A proposito, trovo molto divertente che Chris si sia preso una sbandata per te; fisicamente siamo molto simili. E’ ancora innamorato di me, in fondo. Non è terribilmente romantico?<br />
“Sei pazza &#8211; commentò Chris in tono gelido &#8211; Tutto ciò che provo per te è il desiderio di piazzarti una pallottola fra gli occhi!”<br />
“Non è un bel regalo di San Valentino. Preferirei dei fiori” si limitò a rispondere Beth, divertita dalla rabbia di Chris.<br />
Il camion si fermò bruscamente proprio in quel momento. Beth scattò in piedi, impugnando la sua pistola.<br />
“Che diavolo succede?” chiese. L’unica risposta furono degli spari e dei gemiti. Tre uomini armati fino ai denti fecero irruzione dal retro.<br />
“Butta la pistola a terra immediatamente” le intimò uno degli agenti, mentre gli altri due liberavano Chris e Sydney.<br />
Sydney ne approfittò per rovesciare a terra l’agente che la aveva appena liberata e sottrargli la mitraglietta: “State tutti indietro!” ordinò.<br />
“Che diavolo fai?” si lamentarono gli altri agenti.<br />
“Non so chi diavolo siete o chi vi manda, ma non riuscirete a catturarci. Gettate le vostre armi. Chris, tu prendine una e andiamocene da qui”.<br />
“Siamo con Kendall, dannazione! Siamo del D.R.S.!” imprecò uno degli uomini della squadra. “Vogliamo solo liberarvi e portarvi a casa”<br />
“Commovente, se fosse vero &#8211; rispose Sydney, senza mollare la presa dell’arma &#8211; Come ci avete trovato?”<br />
Beth colse l’attimo e si tuffò fuori dal rimorchio.<br />
“Ferma!” le ordinò Sydney, inseguendola d’istinto.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1794" title="02x13_04" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_04.jpg" alt="02x13_04" width="77" height="94" align="right" /></a><br />
Fuori dal camion la attendevano altre due squadre che stavano combattendo contro Beth e ciò che restava dei suoi uomini.<br />
“Posa l’arma, sono davvero del D.R.S.” urlò Christopher alle sue spalle.<br />
Sydney lasciò cadere l’arma a terra, sconcertata.  Beth, approfittando della distrazione, iniziò a sparare all’impazzata. Tre uomini del D.R.S. caddero a terra.<br />
“Sparatele, maledizione!” urlò Christopher, afferrando una mitraglietta. Beth rispose all’ordine con un’altra raffica che costrinse Sydney e Chris a ripararsi dietro al camion. Il resto della squadra di Kendall rispose al fuoco.<br />
“E’ da sola! Sparate per uccidere!” continuò a urlare Christopher. La squadra di Beth fece uscire da un secondo camion Vaughn, Sark, Kane e Rachel.<br />
“Cessate il fuoco o moriranno tutti” minacciò Beth.<br />
Furiosa, Sydney si fece lanciare una pistola e con due colpi precisi eliminò due scagnozzi di Beth. “E’ finita, sei in inferiorità numerica. Arrendersi è l’unico modo che hai per sopravvivere”.<br />
“Non credo, io non ho nulla da perdere, ma tu sì, Sydney” rispose Beth.<br />
Gli ultimi due superstiti della sua squadra puntarono le loro armi su Vaughn e Rachel.<br />
“Dì addio ai tuoi amici, agente Bristow”<br />
Uno sparo di uno degli uomini del D.R.S. eliminò uno dei due uomini di Beth. Vaughn e Rachel ne approfittarono per liberarsi. Anche Sark e Kane non si fecero attendere, e riuscirono a sbattere a terra l’ultimo alleato della Luciani. Furiosa, Beth sparò alla schiena di Rachel, che cadde a terra.<br />
“No!” urlò Sark, afferrando Rachel, che aveva iniziato a sanguinare. Beth si fece largo fra i cadaveri dei suoi uomini e si mise alla guida di un’automobile della sua scorta. Gli uomini del D.R.S. tentarono inutilmente di fermarla, sparando alle gomme.<br />
Sydney si precipitò da Rachel: “Fatele spazio, adagiala piano! &#8211; ordinò &#8211; Qualcuno chiami una dannata ambulanza, che aspettate?”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1795" title="02x13_05" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_05.jpg" alt="02x13_05" width="94" height="77" align="left" /></a>Sark stringeva la mano di Rachel fra le sue e sembrava incapace di muoversi: “No…” si limitò a sussurrare.<br />
“Andrà tutto bene, Sark, andrà tutto bene” rispose Sydney, cercando di convincersi delle sue stesse parole.<br />
“Ci stavano tenendo d’occhio da quando abbiamo lasciato l’aeroporto. Quando Kendall è stato arrestato, hanno deciso di liberarci subito, invece di aspettare di vedere dove ci avrebbe portato Beth” spiegò Christopher a Kane e Vaughn, che si limitarono ad annuire.<br />
“L’elicottero è in arrivo &#8211; annunciò uno degli uomini del D.R.S. &#8211; Gli ordino di inseguire la Luciani?” “Lasciala perdere, l’elicottero ci serve per portare Rachel in ospedale” rispose Christopher. L’uomo alzò le sopracciglia.<br />
“Non ammetto discussioni” concluse Christopher.<br />
Tutti osservavano attentamente Rachel, mentre Kane e gli uomini del D.R.S. spostavano i camion per dare modo all’elicottero di atterrare. Vaughn mise una mano sulla spalla di Sydney, che scattò in piedi. I due si scambiarono uno sguardo che valeva più di mille parole. Sark, nel frattempo, accarezzava dolcemente il volto di Rachel, cercando di tenerla sveglia.<br />
“Sto bene, ci vuole ben altro per uccidermi” sussurrò debolmente la donna.<br />
“Non ti sforzare, cerca solo di non addormentarti” rispose Sark.<br />
“Julian &#8211; lo chiamò Rachel, facendolo trasalire &#8211; Grazie” continuò. Sark si limitò a stringerle la mano, senza rispondere.<br />
L’elicottero atterrò pochi secondi dopo. Gli uomini del D.R.S. fecero scendere una barella e trasportarono Rachel a bordo. Sark si rifiutò di lasciarla sola, obbligando uno degli uomini dell’elicottero a scendere a terra.<br />
Vaughn e Sydney rimasero a osservare l’elicottero mentre scompariva fra le nuvole. A pochi passi da loro Christopher Anderson non riusciva a sollevare lo sguardo da terra.<br />
“Abbiamo recuperato i <em>Documenti Vespertini</em>, signore” disse Kane. Christopher annuì senza convinzione.<br />
“La prenderemo, prima o poi. Non può sparire per sempre.” continuò Kane.  Christopher non rispose: si limitò a stringere la sua pistola.</p>
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<p><strong>PRIGIONE C.I.A. </strong><br />
“Vogliamo vedere il prigioniero della cella cinque” ordinò Dixon. Ritrovarsi fra quelle celle da visitatore gli fece tornare in mente il periodo della sua prigionia. Anche lui era stato in carcere per una colpa che non aveva commesso, esattamente come Kendall.<br />
Fortunatamente quelle celle erano abbastanza confortevoli, per gli standard della C.I.A.. Kendall non era stato incriminato: si limitavano a trattenerlo secondo il <em>Patriot Act</em>, il che rendeva meno difficile avvicinarlo.<br />
La guardia della prigione si limitò a scrutare il suo tesserino C.I.A. e quello di Weiss prima di farsi da parte.<br />
“Avete dieci minuti. Fossi in voi, cercherei di metterlo in contatto con un avvocato entro oggi” suggerì.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_06.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1796" title="02x13_06" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_06.jpg" alt="02x13_06" width="89" height="99" align="right" /></a><br />
Dixon aggrottò le sopracciglia: “Che cosa significa?” chiese, sconcertato.<br />
“L’udienza del processo inizierà domani a mezzogiorno” si limitò a riferire la guardia.<br />
“Non è possibile &#8211; obiettò Weiss &#8211; Ci vogliono almeno cinque giorni per istruire un processo, per non parlare dei testimoni, e-“<br />
“Non ditelo a me, non ho mai visto niente del genere” rispose la guardia.<br />
“Kendall è un agente federale, come possono trattarlo così?” sbottò Weiss.<br />
“Quando Malone vuole accelerare i processi, ha i suoi contatti per farlo” osservò Dixon con disprezzo mentre si avvicinavano alla cella di Kendall.<br />
“Qualcuno si insospettirà, Malone non è così potente da controllare tutto il governo!” si sfogò Weiss.<br />
“Non è il primo processo irregolare a un ex dirigente di agenzia, quest’anno” gli ricordò Dixon.<br />
I due si fermarono davanti al muro di vetro che divideva la cella dal corridoio. Kendall si alzò dal letto al centro della sua stanza e si avvicinò al vetro. Dixon pigiò sul quadrante del suo orologio. “Le cimici sono fuori uso” comunicò.<br />
“Notizie di Vaughn e Sydney?” domandò con impazienza. Dixon osservò che Kendall, nonostante la prigionia, era attento e vigile, come se fosse nel suo ufficio, pronto a ricevere ordini. A differenza di quanto aveva pensato Dixon, Kendall sperava ancora di uscire presto dalla sua cella e farla pagare a Malone.<br />
“Vaughn mi ha mandato un messaggio tre minuti fa. Sta bene, anche se è salvo per miracolo. Come faceva a sapere che era in pericolo?” commentò Weiss, stupito dall’interesse di Kendall. “Appena prima di essere catturato avevo ordinato a una squadra di seguire i movimenti dei miei agenti: li conoscete come il <em>Tempio</em>” rispose Kendall, sorridendo per le espressioni sorprese di Dixon e Weiss.<br />
“Pensavamo fosse un organizzazione terroristica” rispose Weiss.<br />
“E’ una sezione segreta che indaga sulla C.I.A. e le altre agenzie americane. Potete capire da cosa ha preso l’idea” Dixon sorrise, ripensando all’SD-6 e all’A.P.O..<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_07.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1797" title="02x13_07" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_07.jpg" alt="02x13_07" width="90" height="89" align="left" /></a>“Perfetto &#8211; commentò Weiss &#8211; Non mi fiderò più nemmeno del mio pesce rosso”.<br />
“Il problema, adesso, è come riuscire a fermare Malone e a tirarti fuori di qui &#8211; disse Dixon &#8211; Qualche idea?”<br />
Kendall scosse la testa: “Malone è abbastanza furbo da avere creato abbastanza false prove di miei contatti con i terroristi da convincere dieci giurie. In più ci sono i fondi che ho destinato al <em>Tempio</em>, e che non posso giustificare senza compromettere Sydney e i miei uomini. No, è una trappola troppo astuta.”<br />
“Jack potrebbe aiutarci, se riuscissi a capire perché diavolo sta fingendo di sostenere Malone &#8211; commentò Weiss &#8211; Fra tutti questi doppi e tripli giochi non capisco più niente”<br />
Dixon e Kendall si scambiarono un altro sorriso.<br />
“Jack ha fatto la cosa giusta, ci ha dato l’opportunità di rimanere fuori di prigione e indagare &#8211; rispose Dixon &#8211; Se ci fosse anche solo un appiglio, un modo per dimostrare che Malone è un bugiardo…”.<br />
Kendall sembrava sul punto di parlare, ma si limitò a scuotere la testa: “Non esistono vie legali per farlo. Seguo la carriera di Patrick Malone da cinque anni e non ho trovato nemmeno una macchia sul suo curriculum.”<br />
“Hai parlato di vie legali” osservò Dixon.<br />
“Quali altre vie esistono?” rispose Kendall, che sembrava sapere benissimo a cosa si riferiva Dixon.<br />
“Malone, come tutti, deve avere un armadio in cui nascondere i suoi scheletri” disse Dixon.<br />
“No. E’ uno dei dieci edifici meglio sorvegliati al mondo. E’ impossibile” obiettò Kendall.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_08.jpg"><img title="02x13_08" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_08.jpg" alt="02x13_08" width="88" height="90" align="right" /></a><br />
“Questo vuol dire che sai dove potremmo trovare informazioni su Malone?” chiese Weiss in tono speranzoso.<br />
“Non hai sentito? E’ impossibile” rispose Kendall.<br />
“Noi dell’A.P.O. abbiamo violato più edifici governativi di tutti i terroristi di questo pianeta. <em>Impossibile</em> non è nel nostro vocabolario” spiegò Weiss.<br />
“Se siete abbastanza pazzi da venire da me ora, non avete tutti i torti &#8211; commentò Kendall &#8211; Come tutti i direttori di agenzia, Malone dispone di un cellulare criptato. Le sue telefonate, però, passano dal centro operativo di <em>Camp Harris</em>. Forse, ma dico, forse, potreste riuscire a recuperarne i tabulati. Se riusciste a non essere catturati dalla Decima Divisione della Delta Force, che pattuglia l’intera zona. E a sorpassare le mura. E a trovare la sala server senza farvi prendere. E a rifare il percorso al contrario” spiegò contando gli ostacoli sulla punta delle dita.<br />
“Possibilità di successo basse. Rischi enormi &#8211; rispose Weiss &#8211; Proprio come ai vecchi tempi. Quando si comincia?”<br />
Dixon sorrise.<br />
Dopo un attimo di smarrimento, Kendall ricambiò il suo sorriso.</p>
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<p><strong>UFFICIO DI PATRICK MALONE</strong><br />
“Devo dire, Jack, che ancora una volta sei riuscito a sorprendermi &#8211; osservò Malone, mentre giocherellava con una matita &#8211; Non mi sarei mai aspettato un sostegno spontaneo alle mie accuse a Kendall. Del resto, un padre farebbe qualsiasi cosa per sua figlia.”<br />
Jack gli rivolse uno sguardo gelido: “Se tu non fossi il direttore della C.I.A., non ti avrei lasciato vivere abbastanza a lungo da finire questa frase”<br />
“Quindi penso che il mio ruolo sia una buona difesa &#8211; rispose Malone, vagamente divertito &#8211; Sai Jack, mi chiedo perché tu non abbia mai voluto sederti sulla poltrona che io occupo ora. Saresti stato un eccellente direttore”.<br />
“E’ molto facile cadere da quella poltrona &#8211; osservò Jack in tono asciutto &#8211; Finiamola con la finta cortesia. Ti ho fatto un favore, tu ne devi uno a me”<br />
“Mi sembra giusto, ma ho già fatto in modo che tua figlia non sia più considerata una terrorista. Che cosa vuoi oltre a questo? &#8211; chiese Malone, intrecciando le dita e fissando attentamente Jack &#8211; Il <em>do ut des</em> prevede un favore per un favore, e per adesso siamo pari”.<br />
“Disattiva il congegno che mi hai impiantato” ordinò Jack.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_09.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1799" title="02x13_09" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_09.jpg" alt="02x13_09" width="94" height="98" align="left" /></a>“E perché mai dovrei farlo? &#8211; chiese Malone, annoiato &#8211; E’ un eccellente laccio per il mio mastino migliore. Non posso certo rischiare che tu ti liberi e mi morda”.<br />
“Non farà una grande figura, se lo mostrerò nel bel mezzo del processo a Kendall. Sospetto altamente che non sia legale” ribatté Jack.<br />
Malone alzò le sopracciglia, irritato: “Sai che non sono uno stupido, Jack. Un passo falso e ho mille modi per toglierti di mezzo.”<br />
“Stai solo facendo un favore a te stesso. Se mi togli il congegno, firmerò una dichiarazione ricca di particolari interessanti su Kendall e i terroristi. Sarò il tuo testimone chiave” spiegò Jack.<br />
“Molto bene. Firma e ti lascerò libero” rispose Malone, brusco.<br />
“Non funziona così. Prima mi liberi, poi firmerò quello che tu vuoi io firmi” disse Jack. I due ingaggiarono un duello di sguardi. Malone fu il primo a cedere. Aprì un cassetto, rivelando un bisturi.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_10.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-1800" title="02x13_10" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_10.JPG" alt="02x13_10" width="97" height="89" align="right" /></a><br />
“Ti farà male. Non lamentarti” osservò.<br />
“Ci sono molte cose peggiori del dolore fisico, tu ed io lo sappiamo bene” rispose Jack, porgendogli la mano.<br />
Malone afferrò la mano del suo avversario e iniziò a inciderne la pelle, senza smettere di fissare Jack negli occhi. Jack, dal canto suo, non abbassò lo sguardo, e non fece nemmeno una smorfia di dolore, neppure quando Malone riuscì a estrarre il congegno di sorveglianza.<br />
“Ecco fatto” annunciò Malone, buttando la cimice nel cestino della carta straccia e porgendo a Jack una bottiglietta di disinfettante e delle bende. “Spero che tu riesca ancora a scrivere”<br />
“Sono ambidestro, non lo hai letto sul mio profilo?” commentò Jack, fasciandosi la mano. Malone gli porse una pratica burocratica piena di righe in bianco. “I dettagli li aggiungeremo dopo. Firma due volte qui e una qui” ordinò. Jack obbedì senza esitazioni.<br />
“Ora, Jack, passiamo alla seconda parte del nostro accordo. I <em>Documenti Vespertini</em>. Cattura tua figlia e consegnameli, e Sydney risponderà solo di furto, e non di alto tradimento. Niente pena di morte.”<br />
“Quei documenti valgono molto di più. Voglio l’amnistia totale, su tutte le accuse &#8211; rispose Jack &#8211; Sydney non dovrà passare neppure un giorno in prigione”<br />
“Sei diventato pazzo, Jack? E’ stata nella lista dei nemici dello Stato, non posso certo rilasciarla così, come se non fosse successo niente!” sbraitò Malone.<br />
“Niente amnistia, niente <em>Documenti Vespertini</em>. La scelta è tua &#8211; rispose Jack &#8211; E la voglio firmata da te in persona, entro due minuti.”<br />
Malone prese un’altra pratica e iniziò a firmarla di malavoglia: “Se anche solo provi a fregarmi farò in modo che Sydney finisca nella prigione federale di Cherry Hill. Sai come trattano le nuove detenute in quel posto, vero?” minacciò Malone.<br />
Jack si limitò a leggere attentamente il documento firmato da Malone: “E’ a posto. Ora lasciami andare, o non otterrai nulla.”<br />
Malone gli fece cenno di uscire. Appena Jack lasciò la stanza, Malone aprì un altro cassetto della sua scrivania, estraendo una cartella intitolata “Protocollo Secondario”.<br />
“Non sei l’unico ad avere assicurazioni, Jack. Solo che le mie non sono di carattere legale” sussurrò Malone fra sé e sé.</p>
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<p><strong>IL TEMPIO – UFFICIO DI ANDERSON</strong><br />
Anche se cercava di concentrarsi sul lavoro, Anderson non poteva smettere di pensare a ciò che era successo il giorno prima. Era passato quasi un anno dall’ultima volta che aveva visto Beth. la donna che gli aveva rovinato la vita, il motivo principale per cui aveva deciso di lasciare il C.S.N. e, in seguito, di entrare a far parte del <em>Tempio</em>. Mentre era immerso nei suoi pensieri, sentì bussare alla porta del suo ufficio.<br />
“Posso entrare?” chiese Sydney, affacciandosi, quasi timorosamente, alla porta.<br />
Anderson le fece cenno di accomodarsi. Dopo quello che era successo il giorno precedente, entrambi sapevano che quella conversazione non poteva essere rimandata a lungo.<br />
“I <em>Documenti Vespertini</em> sono stati consegnati a Marshall &#8211; disse Christopher per rompere il ghiaccio – Se la Luciani, e i suoi superiori volevano entrarne in possesso, forse sono più importanti di quanto abbiamo immaginato sino ad ora. Appena ci saranno novità ti farò sapere. Ma penso che non sia solo per questo che sei venuta nel mio ufficio”.<br />
Sydney fece un cenno di assenso: “Perché non mi hai mai detto che conoscevi Beth Luciani? Hai sempre evitato di parlarmi del tuo passato, di quando lavoravi per il C.S.N. e dei motivi che ti hanno portato ad abbandonare l’agenzia. E forse adesso inizio a capire il perché” disse Syd in tono accusatorio.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1801" title="02x13_11" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_11.jpg" alt="02x13_11" width="90" height="107" align="left" /></a>“Non è facile parlare del mio passato, di quel passato, Sydney &#8211; le rispose profondamente turbato Anderson &#8211; Avrei voluto cancellarlo per sempre. Ma, visto come stanno le cose, non credo che sia più possibile”.<br />
“Sai che puoi fidarti di me &#8211; il tono di Sydney si fece più comprensivo &#8211; E io ho bisogno di fidarmi di te, per lavorare al tuo fianco. Non possono esserci segreti tra noi due”.<br />
“Hai ragione. Non è più il momento dei segreti: hai il diritto di sapere la verità. Ho conosciuto Beth Luciani circa tre anni fa, durante una task force congiunta tra il C.S.N. e il D.R.S.”  Christopher cominciò a raccontare.<br />
“Beth era il mio contatto con l’altra agenzia. Credo di essermi innamorato di lei a prima vista. O almeno mi sono innamorato dell’immagine che mi ero fatto di lei”.</p>
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<p><strong>RISTORANTE THE PALM, LOS ANGELES<br />
3 Anni prima</strong><br />
<em>“Finalmente ti sei deciso a chiedermi di uscire” disse in tono malizioso Beth, arricciandosi una ciocca di capelli con le dita, e lanciando uno sguardo carico di sottointesi al suo accompagnatore.<br />
Anderson aveva scelto il ristorante più elegante di tutta Los Angeles per il suo primo appuntamento con Beth Luciani, la sua collega, la donna che lo aveva stregato dal momento stesso in cui si erano incontrati. Voleva che tutto fosse perfetto, perfetto come la donna che aveva seduta di fronte a sé.<br />
“Sai che la politica delle nostre agenzie sconsiglia le relazioni tra colleghi, e anche io per un po’ ho pensato che non fosse la cosa giusta frequentarci, visto che lavoriamo tutti i giorni fianco a fianco”. “Invece io credo che sia perfetto così. L’affiatamento al di fuori del lavoro può aumentare l’affiatamento anche sul lavoro &#8211; rispose Beth con tono divertito &#8211; E poi lo sai che non vedevo l’ora di uscire con te”.<br />
“Ma sì, forse vale la pena trasgredire a qualche piccola regola ogni tanto” Anderson sorrise alla sua bellissima accompagnatrice. Beth contraccambiò il sorriso, affermando: “Non dirmi che sei uno di quegli agenti noiosi, sempre ligi al dovere, che non hanno mai trasgredito alle regole una sola volta nella loro vita…”.<br />
“Quindi tu pensi che io sia noioso?” chiese Anderson, fingendo di essere offeso.<br />
“No, non lo penso. Non lo penso affatto, Christopher…”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Ci siamo frequentati per più di due anni. E in tutto questo tempo non ho mai sospettato una sola volta di chi fosse in realtà. Come ho potuto essere così ingenuo?” disse Anderson, rimproverando se stesso. Nell’ultimo anno, cioè da quando Beth si era rivelata per ciò che era davvero, una doppiogiochista e una traditrice, non era passato un solo giorno in cui Christopher non avesse posto a se stesso questa domanda.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1802" title="02x13_12" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_12.jpg" alt="02x13_12" width="106" height="88" align="right" /></a><br />
E farlo a voce alta, di fronte a Sydney, rendeva tutto reale e doloroso, come il primo giorno.<br />
“Non puoi continuare a rimproverare te stesso in questo modo &#8211; disse Sydney cercando di consolare il collega &#8211; Beth Luciani è un’abile manipolatrice, una persona senza scrupoli. Non sei certo l’unico che ha creduto che fosse una persona leale al proprio lavoro e al proprio paese, una patriota”.<br />
&#8220;Io sono l&#8217;uomo che in quegli anni le è stato più vicino. Non potrò mai perdonarmi per non averlo capito prima, per essere stato così cieco”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CASA DI ANDERSON<br />
2 Anni e mezzo Prima</strong><br />
<em>“Ed ecco qua la spesa &#8211; disse Beth entrando in casa del suo compagno &#8211; Sei pronto per una cenetta con i fiocchi?”.<br />
Anderson la baciò dolcemente sulle labbra: “Lo sai, sono sempre pronto per una delle tue meravigliose cenette. Lascia che ti aiuti” Christopher prese i sacchetti della spesa, appoggiandoli sul tavolo di cucina.<br />
“In fondo non sono così brava. E poi tu sei di parte &#8211; disse sorridendo Beth &#8211; Per te qualunque cosa faccia è perfetta”.<br />
“E’ perché tu sei perfetta &#8211; rispose Anderson guardando negli occhi Beth &#8211; O almeno sei la donna perfetta per me, quella che ho sempre desiderato di avere accanto per il resto della vita. Lo so che probabilmente avrei dovuto cercare un momento più romantico, ma non ce la faccio ad aspettare ancora” così dicendo l’uomo tirò fuori dalla tasca della giacca una piccola scatolina rilegata in velluto blu e si inginocchiò ai piedi della propria compagna.<br />
“Beth Luciani, vuoi essere mia moglie?”.</em></p>
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<p>“Tu e Beth stavate per sposarvi?” chiese Sydney sempre più sorpresa e sconvolta da ciò che Anderson le stava raccontando.<br />
“Sì &#8211; le rispose l’uomo &#8211; Per fortuna non siamo mai arrivati all’altare. Gli agenti dell’A.P.O. hanno scoperto appena in tempo la sua copertura, e lei si è dovuta rivelare per ciò che è in realtà.”.<br />
“Mi dispiace davvero molto per tutto quello che hai dovuto sopportare. Posso solo immaginare quanto hai sofferto. E capisco perché non hai mai voluto parlarmi del tuo passato”. Sydney cercava di consolare l’amico.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_13.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1803" title="02x13_13" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_13.jpg" alt="02x13_13" width="102" height="96" align="left" /></a>“La cosa peggiore è che lei diceva di amarmi &#8211; disse Christopher in tono sconsolato &#8211; e io non l’ho mai messo in dubbio. In realtà era tutta una finzione. Lei stava solo recitando un ruolo, svolgendo il suo compito. Non era affatto interessata a me, ma solo alle informazioni che io potevo darle. E ho pagato a caro prezzo questa mia leggerezza, molto più di quanto tu possa immaginare”.<br />
“Cosa vuoi dire Christopher?” chiese a quel punto Sydney. Anderson si portò una mano sulla faccia. Ripensare al passato lo faceva stare ancora troppo male.<br />
“Quando il doppiogioco di Beth è stato scoperto, il C.S.N. ha pensato che avessi collaborato con lei, che anche io fossi un traditore. Sono stato incarcerato e processato. Per fortuna la verità è uscita fuori. Ma niente potrà mai ripagarmi di tutto il dolore e l’umiliazione che sono stato costretto a subire a causa di quella donna.”<br />
Sydney lo guardava con aria dispiaciuta, senza sapere cosa dire. Solo adesso riusciva a capire i silenzi di Anderson, la sua reticenza a parlare del suo lavoro al C.S.N., il dolore che sembrava celarsi dietro il suo sguardo.<br />
Christopher riprese a parlare: “Una volta scagionato da tutte la accuse decisi di non lavorare più per il C.S.N.. Mi sentivo tradito dalla mia stessa agenzia. E poi quel lavoro aveva troppi ricordi dolorosi per me. Avevo chiuso con quel mondo, o almeno così pensavo al momento”.</p>
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<p><em>“Non so perché mi abbia portato qui, signora Keller” disse Anderson stupito dal posto in cui si trovava: un’agenzia nascosta all’interno di una chiesa sconsacrata. Nel suo lavoro di cose bizzarre ne aveva viste tante, ma questa le superava tutte di molte lunghezze.<br />
“Sa bene che con lo spionaggio ho chiuso. Mi sembra di essere stato chiaro. Non intendo più lavorare per il C.S.N., né tanto meno per la C.I.A.. Non cambierò idea.”<br />
“Perché prima non ascolta cosa ho da dirle? &#8211; chiese in tono gentile Marie Keller &#8211; Per quel che conosco di lei e della sua storia, non potrà dire di no alla proposta che sto per farle”</em></p>
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<p>“Una volta lasciato il C.S.N., sei stato contattato per entrare a far parte del <em>Tempio</em>” disse Sydney.<br />
“Esattamente &#8211; rispose l’uomo &#8211; E qui mi sono di nuovo trovato a scontrarmi con le azioni riprovevoli della Luciani. Come vedi il lavoro che abbiamo svolto qui al <em>Tempio</em> in questi mesi non era importante solo per te, ma anche per me. Volevo fermare Beth Luciani a tutti i costi. Anche per me la nostra missione ha sempre avuto una motivazione personale”.<br />
“Riusciremo a fermarla, Christopher, te lo prometto. Non permetteremo a quella donna di fare altro male” disse Sydney. Anderson guardò la collega cercando di sorridere: “Le assomigli davvero tanto. Mi ricordi tantissimo Beth. O almeno l’idea che io avevo di lei, una donna leale, idealista e coraggiosa. Forse è anche per questo che mi sono avvicinato così tanto a te, e mi dispiace se ti ho fatto delle pressioni in passato”.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_14.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1804" title="02x13_14" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_14.jpg" alt="02x13_14" width="100" height="97" align="right" /></a><br />
“Non mi devi nessuna scusa, Chris &#8211; lo incalzò la donna &#8211; Se in questa stanza c’è qualcuno che deve all’altro delle scuse, beh, quella sono io. So di avere fatto molto affidamento su di te nei mesi passati, e forse così facendo ti ho illuso”.<br />
Anderson la interruppe: “Sono adulto e vaccinato, Syd. Ho sempre saputo come stavano le cose. Ho sempre saputo che, nonostante il momento difficile, il tuo amore per tuo marito è sempre stato tanto forte da non lasciare spazio per nessun altro uomo nella tua vita. Sydney, io voglio che tu sia felice, davvero. E non potrai mai esserlo lontana da Michael”.<br />
Sydney sorrise al collega e lo strinse a sé in un abbraccio. Finalmente avevano parlato senza più maschere, senza più segreti. E questo aveva dissolto tra loro ogni fraintendimento o incomprensione.</p>
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<p><strong>LABORATORIO DI MARSHALL</strong><br />
“Marshall Flinkman, hai di nuovo superato te stesso” gongolò Marshall, sollevando due stampate e sovrapponendole. “Caro il mio Rambaldi, sarai anche stato un genio, ma nessuno ha creato un codice che superi il metodo Flinkman &#8211; continuò, tracciando una serie di linee sui fogli &#8211; Sembra proprio una bella formula chimica, vediamo a cosa serve”<br />
“Hai fatto progressi?”. La voce di Sydney, carica di aspettative, fece sobbalzare il tecnico.<br />
“Oh, ciao, Syd. Stavo proprio per venire a chiamarti. Ho appena trovato la chiave per accedere al vero contenuto di questi documenti”. Afferrò altri due fogli e li sovrappose.<br />
“Vedi queste lettere? Se metti due fogli consecutivi uno sopra l’altro, sono le uniche a non essere sovrapposte. Semplice, ma geniale: può battere ogni programma di decrittazione, ma non me”.<br />
“Lo hai già decifrato?” chiese Sydney, impaziente.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_15.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-1805" title="02x13_15" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_15.JPG" alt="02x13_15" width="101" height="81" align="left" /></a>“Non del tutto, Syd, ma… &#8211; Marshall afferrò un pennarello e iniziò a scrivere sulla sua lavagna &#8211; Sai che le molecole dei composti viventi sono levogire, no?”<br />
Sydney scosse la testa.<br />
“Beh, allora mettiamola così. Questa formula, qualunque essa sia, è quella dell’ immagine speculare del liquido di Rambaldi, ti ricordi no,quello della grossa palla rossa che avete fatto saltare in aria in Russia” spiegò Marshall.<br />
“La sua immagine speculare dici? Che cosa vuol dire?” domandò Sydney, incuriosita.<br />
“E’ tutta teoria, per ora &#8211; chiarì Marshall &#8211; Questo composto sembra essere, diciamo così, instabile. In parole povere, io non me lo inietterei nemmeno se stessi per morire, anzi forse sì, se stessi per morire sì, tanto non rischierei molto, anche se potrei mutare in un super-zombie, il che sarebbe spiacevole…” continuò Marshall, fermandosi per tirare il fiato.<br />
“E se fosse una persona sotto l’effetto del liquido di Rambaldi a iniettarsi questo siero, cosa succederebbe?” Il volto di Sydney era carico di speranza.<br />
“In teoria dovrebbe crearsi un racemo, cioè, gli effetti dovrebbero annullarsi a vicenda. Potrebbe essere un antidoto, una sorta di cura. Credo che Rambaldi potesse avere immaginato dei possibili effetti negativi del suo siero”.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_16.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-1806" title="02x13_16" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_16.JPG" alt="02x13_16" width="92" height="100" align="right" /></a><br />
“Una cura &#8211; mormorò Sydney &#8211; Ma certo, ecco perché questi documenti erano così importanti. Grazie Marshall, sei unico” concluse, baciando il piccolo tecnico sulla guancia.<br />
Marshall arrossì fino alla punta dei capelli: “Ehm, meno male che Carrie non è qui &#8211; scherzò &#8211; Comunque Syd non dovresti illuderti, la teoria è una cosa, la pratica è un’altra”<br />
“Mi fido di te” rispose Sydney, uscendo dal laboratorio. La possibilità di una cura aveva accesso una speranza in fondo al suo animo.<br />
<em>Ora so che sei viva, Isabelle</em>, sussurrò. <em>E ti guarirò. Tornerai a essere come prima.</em></p>
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<p><strong>UFFICIO DI MARIE KELLER</strong><br />
Quando aveva ricevuto una telefonata da Marie Keller, che le chiedeva un incontro al <em>Tempio</em>, Renée Rienne non aveva creduto alle sue orecchie. Che cosa poteva volere una come la Keller da lei, che era ricercata dalle agenzie di mezzo mondo? Proprio la curiosità di scoprire di cosa si trattava l’aveva spinta ad accettare di incontrare la donna.<br />
“La ringrazio di avermi concesso questo incontro in così breve tempo &#8211; cominciò Marie Keller &#8211; Ieri una delle nostre agenti, Rachel Gibson, è rimasta ferita durante un conflitto a fuoco. Per fortuna, indossava un giubbotto antiproiettile, quindi le ferite sono marginali. Si riprenderà presto…”<br />
“Sono contenta per il vostro agente &#8211; la interruppe Renée, in tono ironico &#8211; ma non capisco cosa c’entri tutto questo con me”.<br />
“Ora arriviamo al motivo che ci ha portate qui, oggi &#8211; rispose la Keller &#8211; E’ vero, la nostra agente non è grave, ma per il momento ha bisogno di riposo, quindi non sarà operativa per un certo periodo. Ed è per questo motivo che il <em>Tempio</em> ha bisogno di lei. E’ da qualche tempo che la teniamo sotto controllo, e crediamo che un agente come lei potrebbe dare un aiuto prezioso al <em>Tempio</em>”.<br />
“Non ho alcuna intenzione di lavorare per il governo americano!” rispose decisa la francese.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_17.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-1807" title="02x13_17" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_17.JPG" alt="02x13_17" width="95" height="93" align="left" /></a>“Il <em>Tempio</em> non è il governo &#8211; le spiegò Marie &#8211; Ma un’organizzazione nata per vigilare sull’operato degli agenti della C.I.A., del C.S.N. e delle altre agenzie governative. Noi agiamo in maniera autonoma e indipendente”.<br />
“Non metto in dubbio che il vostro fine sia più che onorevole &#8211; affermò decisa Renée &#8211; Nonostante questo non ho alcuna intenzione di lavorare per voi. Non sono il tipo che lavora in gruppo. Mi definirei più una solitaria”.<br />
“Sapevo che avrebbe opposto resistenza. Lasci che le spieghi meglio. Prima di tutto non lavorerebbe ufficialmente per l’agenzia, ma collaborerebbe da esterna per le task force più delicate. In poche parole sarebbe una freelance. Inoltre se accetta sarà ricompensata”<br />
“Di cosa sta parlando?” chiese la Rienne, finalmente interessata alla discussione.<br />
“Di ciò che conta di più per lei in questo momento&#8230; &#8211; rispose la Keller &#8211; Sto parlando della sua libertà. In cambio della sua collaborazione avrà l’immunità completa. Sarà nuovamente una donna libera.”.<br />
“Ma se il <em>Tempio</em> non fa parte della C.I.A. o di altre organizzazioni governative, come può promettermi una cosa simile?” chiese sempre più curiosa la francese.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_18.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1808" title="02x13_18" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_18.jpg" alt="02x13_18" width="103" height="106" align="right" /></a><br />
“Non posso dirle molto al riguardo” Marie Keller la guardò in modo serio.<br />
“Le basti sapere che le persone che finanziano il <em>Tempio</em> hanno il potere di concederle l’immunità che tanto desidera. Se fossi in lei non rifiuterei. Una proposta del genere potrebbe non ripresentarsi mai più.”<br />
Renée ripensò a tutti i mesi passati in quello squallido motel, nascosta per non essere arrestata come la più pericolosa delle criminali. Se c’era un modo per riavere la sua libertà non avrebbe esitato a coglierlo al volo. Sul volto di Renée comparve un sorriso compiaciuto: “Affare fatto!”</p>
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<p><strong>CAMP HARRIS</strong><br />
Lo spettacolo della terra di nessuno pattugliata da jeep e militari armati fino ai denti avrebbe dissuaso anche il ladro più spericolato. Le torrette, le mura elettrificate e il filo spinato completavano la vista, facendo sembrare il campo della Delta Force una via di mezzo fra una prigione e una banca.<br />
In realtà era un posto molto più importante di tutte le prigioni o le banche degli Stati Uniti. Era il grande server dei servizi segreti, il luogo dove passavano le chiamate più riservate, i segreti a cui neppure il Congresso o il Presidente potevano avere accesso senza un’autorizzazione. Nessuno era mai riuscito a rubare uno dei molti segreti di <em>Camp Harris</em>. Non che non ci avessero provato, ma si contavano più di venti intrusi imprigionati nelle celle (e praticamente morti, per quello che riguardava le loro interazioni con il resto del mondo) e una trentina di ladri di segreti uccisi dagli uomini della Delta Force. Nessuno tranne alcuni direttori di agenzia ne sapeva nulla. Anche quello era uno dei molti segreti di <em>Camp Harris</em>.<br />
Dixon e Weiss, seduti ai loro posti nel C-130 che stava per atterrare nel vicino aeroporto militare, sudavano freddo sotto le loro divise da elettricisti. Vaughn, che fingeva di essere il capo della loro squadra, continuava a tormentare la sua carta d’accesso. Un falso perfetto: del resto Kendall aveva dato a Dixon e Weiss tutte le informazioni necessarie per accedere agli account della difesa e aggiungere una falsa squadra composta da lui, Weiss e Dixon agli elenchi delle società elettriche autorizzate.<br />
Vaughn si era aggiunto a Dixon e Weiss senza tornare alla C.I.A.: non c’era motivo di rischiare di essere trattenuto da Malone per alcune domande su Sydney e il <em>Tempio</em>. Tutto si sarebbe chiarito in quella missione altamente illegale: o riuscivano a incastrare Malone con i tabulati del suo cellulare, o sarebbero finiti tutti in prigione, e nessuno avrebbe potuto fermarlo.<br />
“Stiamo scendendo. Tenetevi pronti” annunciò il pilota. Gli altri passeggeri, tutti militari, iniziarono a prepararsi all’atterraggio, allacciandosi le cinture. Alcuni lanciarono degli sguardi carichi di curiosità ai tre finti elettricisti.<br />
L’aereo atterrò rapidamente: il pilota non si curava degli scossoni che avrebbero infastidito dei passeggeri civili. Vaughn chiuse gli occhi e mormorò una preghiera silenziosa. Da quel momento erano nella tana del lupo: un minimo errore, e sarebbero spariti dalla faccia della terra.<br />
“Alzate le braccia” li accolse un sergente una volta scesi dall’aereo, scrutando i loro tesserini e controllandoli con un metal detector. Un soldato semplice verificava le loro identità su un computer. “I dati corrispondono, signore” annunciò.<br />
“Aprite le vostre borse” ordinò il sergente. Dixon, Vaughn e Weiss svuotarono il contenuto dei loro borsoni. Il sergente e il soldato semplice ispezionarono il materiale a terra pezzo a pezzo.<br />
“A che vi serve?” chiese il sergente, osservando un nastro di scotch grigio come se fosse una granata.<br />
“Per legare i fili. E’ un isolante” rispose Vaughn. Dixon e Weiss annuirono: avevano stabilito di fingersi non troppo svegli, per destare meno sospetti. Il sergente sollevò una lancia termica: “E questa?”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_19.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1809" title="02x13_19" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_19.jpg" alt="02x13_19" width="104" height="100" align="left" /></a>“Per i lavori pesanti” commentò Weiss.<br />
“Le gomme da masticare sono mie &#8211; aggiunse Dixon &#8211; E gli altri attrezzi sono tutti a norma”<br />
“Potete entrare, vi accompagnerò io &#8211; annunciò il sergente &#8211; Se proverete a muovere un passo in un’area non autorizzata verrete arrestati. Perdetevi e verrete arrestati. Seguite esattamente le mie istruzioni, altrimenti-“<br />
“Verremo arrestati. Ho capito, ho capito, non sono scemo sai?” rispose Vaughn, cercando di dare l’impressione di essere annoiato dalla sicurezza e indifferente alla presenza del sergente. I quattro si avviarono verso il complesso principale, superando diversi checkpoint prima di arrivare al cancello dell’edificio che ospitava i server.<br />
“Puoi lasciarci qui, capo. La revisione dell’impianto la facciamo anche da soli” proclamò Vaughn.<br />
“Voi tre non farete un passo senza di me” rispose il sergente. Dixon e Weiss sbuffarono, fingendo insofferenza.<br />
“Certo che se lo avessi saputo non avrei mai accettato questo lavoro, soldi o non soldi” commentò Weiss. Il sergente lo squadrò, infastidito. Alle sue spalle, Dixon e Vaughn si scambiarono un cenno di intesa.<br />
I quattro scesero nei sotterranei dell’ edificio: era l’unica area priva di personale, a parte le guardie a tutti gli ingressi.<br />
“Direi di cominciare dagli ascensori, che ne dite?” suggerì Vaughn, apparentemente in tono casuale. Dixon e Weiss si scambiarono un’occhiata stupita prima di acconsentire.<br />
“Dobbiamo aprire la scatola di giunzione e fare dei controlli, quindi dì a tutti di non usare gli ascensori per un po’, ok?” aggiunse Vaughn.<br />
Il sergente afferrò la sua radio e premette un tasto: “Sono Stammel. Avverti tutti di non usare gli ascensori finché gli elettricisti non hanno finito.”<br />
Vaughn annuì, soddisfatto, mentre Weiss e Dixon aprivano la scatola di giunzione.<br />
“Dove li blocchiamo gli ascensori?” chiese Dixon.<br />
“Ma è ovvio, qui nei sotterranei, no? Che razza di domande fai? &#8211; rispose Vaughn, alzando gli occhi al cielo &#8211; Mi perdoni, capo, ma erano gli unici disposti a venire. Sono un po’ fessi, ma gran lavoratori” sussurrò al sergente.<br />
Vaughn pigiò i tasti della scatola di giunzione: i tre ascensori dell’edificio iniziarono a scendere. Dopo alcuni secondi uno si bloccò al terzo piano.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_20.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1810" title="02x13_20" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_20.jpg" alt="02x13_20" width="92" height="100" align="right" /></a><br />
“Dannazione” imprecò Vaughn, armeggiando con i tasti. “Che cavolo hai fatto, Simmons? &#8211; aggiunse, rivolgendosi a Weiss &#8211; Perché hai staccato questo filo?”<br />
Weiss rimase a bocca aperta, fingendo stupore: “Non dovevo accorciare quel contatto?”<br />
“No, idiota, adesso hai bloccato un ascensore al terzo!” rispose Vaughn.<br />
“Ragazzi, ragazzi, calmatevi. Basta andare al terzo e potremo sbloccarlo.” intervenne Dixon.<br />
Il sergente squadrò i membri della squadra con sospetto: “Perché dovete andare al terzo piano?” domandò, appoggiando la mano sulla fondina della sua pistola.<br />
“Perché questo fesso ha bloccato un ascensore. Ora devo farlo ripartire manualmente da lì, se per te non è un problema” rispose Vaughn.<br />
“E’ un enorme problema. Nessun civile è autorizzato a entrare al terzo piano” sbottò il sergente.<br />
“Beh capo, se volete che rimetta a posto quell’ascensore dovete proprio farmi salire” argomentò Vaughn, grattandosi la testa. Weiss e Dixon si scambiarono un rapido sguardo: la loro recita stava funzionando alla perfezione. Il sergente esitò per un attimo prima di afferrare di nuovo la sua radio.<br />
“Uno degli elettricisti ha bloccato un ascensore al terzo piano. Richiedo un accesso per un civile.” annunciò. La risposta arrivò subito: “Accesso consentito &#8211; gracchiò la radio &#8211; Informalo dei rischi legali che corre se fa una mossa falsa”.<br />
“Sali le scale fino al terzo piano. Verrai perquisito all’entrata e all’uscita dal piano. Se ti viene trovato addosso qualcosa verrai accusato di alto tradimento &#8211; ordinò il sergente a Vaughn &#8211; Io rimarrò qui con i tuoi colleghi”<br />
Vaughn annuì: “Mi servono gli strumenti &#8211; esclamò, afferrando una delle borse &#8211; Quell’ascensore sarà qui in meno di venti minuti”.<br />
Vaughn salì rapidamente le scale fino al terzo piano: la prima parte della missione era riuscita. Ora veniva il bello: doveva aprire il server della C.I.A. senza che nessuno se ne accorgesse, trovare la scheda contenente i tabulati del cellulare di Malone, rubarla senza farsi notare e uscire dal piano senza farsela trovare addosso. In teoria, un’impresa impossibile dopo l’altra.<br />
La perquisizione all’entrata fu molto approfondita: i militari ispezionarono ogni piega dei vestiti di Vaughn e ogni angolo dei suoi attrezzi prima di lasciarlo passare. Arrivato all’ascensore guasto, Vaughn aprì le porte manualmente.<br />
“Ora mi chiudo dentro, non vorrei che qualcuno mi scivolasse addosso” annunciò ai due soldati che lo avevano accompagnato fino a lì.<br />
“La tromba dell’ascensore è piena di telecamere. Fai una mossa falsa lì dentro e finirai i tuoi giorni in una prigione federale” lo ammonì uno dei soldati.<br />
“Non ti preoccupare, capo” lo rassicurò Vaughn, chiudendosi nel vano dell’ascensore. Rimasto solo, l’agente della C.I.A. finse di accendersi una sigaretta: in realtà l’accendino emetteva impulsi che mandarono in tilt le telecamere attorno a lui.<br />
Nel sotterraneo Weiss e Dixon continuavano ad armeggiare con la scatola di giunzione. Il sergente li interruppe all’improvviso: li teneva sotto tiro: “In alto le mani” ordinò.<br />
“Che?” rispose Dixon, fingendo di non avere capito l’ordine.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1811" title="02x13_21" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_21.jpg" alt="02x13_21" width="106" height="114" align="left" /></a>“Mani in alto!” ripeté il sergente.<br />
“Senti, che accidenti è successo?” si lamentò Weiss, fingendosi spaventato e a disagio.<br />
“Perché avete disattivato le telecamere nella tromba dell’ascensore?” chiese il sergente, senza abbassare l’arma.<br />
“Stiamo verificando gli impianti o no? &#8211; chiese Dixon &#8211; Capita che qualche sistema si blocchi, dovete solo avere pazienza” spiegò.<br />
Il sergente non sembrava completamente convinto, ma abbassò la sua arma: “Spero per voi che sia solo un piccolo guasto reversibile e che non abbiate nulla da nascondermi, perché se mi state mentendo non aspetterò un giudice: vi farò fuori qui e subito” li minacciò.<br />
Al terzo piano Vaughn era appena riuscito ad aprire un buco nella tromba dell’ascensore con la lancia termica. Al di là della parete lo attendevano i tabulati dei cellulari criptati della C.I.A.. Senza perdere tempo Vaughn infilò una pinza nel buco, muovendola lentamente tra le schede dei tabulati. Un movimento troppo brusco e avrebbe fatto partire l’allarme.<br />
Muovendo lentamente la pinza Vaughn agganciò la scheda numero quarantasette. Kendall aveva detto a Dixon e Weiss che proprio quella la scheda conteneva i dati del cellulare di Malone. Ora tutto ciò che doveva fare era estrarla abbastanza delicatamente da non fare scattare l’allarme. Vaughn iniziò a spostarla la scheda, millimetro dopo millimetro. La sua fronte stava sudando, i suoi nervi erano tesissimi. Questa era la fase più difficile della missione.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_22.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1812" title="02x13_22" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_22.jpg" alt="02x13_22" width="120" height="92" align="right" /></a><br />
Quando stava per completare l’estrazione, la pinza si incastrò nel foro. Vaughn cominciò a sudare come se fosse in un forno. <em>Calmati</em>, sussurrò a sé stesso. Vaughn appoggiò debitamente la pinza sul bordo inferiore del foro e afferrò la scheda con le mani. Kendall aveva detto che per non fare scattare l’allarme Vaughn doveva sostituire la scheda con qualcosa dello stesso peso.<br />
Vaughn afferrò il nastro adesivo e avvolse un foglio di carta con tre stati di nastro. Il peso doveva essere più o meno quello della scheda. Con un movimento rapidissimo Vaughn scambiò la scheda con il foglio ricoperto di nastro adesivo. L’allarme non suonò. Vaughn si concesse un sospiro di sollievo.<br />
“Hai finito lì dentro?” gli chiesero gli uomini che lo stavano sorvegliando al di là della porta chiusa. “Ancora due minuti e dovrebbe funzionare” rispose Vaughn, armeggiando con il nastro adesivo. “Finito &#8211; annunciò poco dopo, aprendo la porta &#8211; Bene gente, è stato bello ma devo tornare di sotto” annunciò.<br />
I soldati lo fermarono: “Che mi venga un colpo, mi dovete perquisire di nuovo?” chiese Vaughn, fingendo di esserne dimenticato. I soldati si limitarono a perquisirlo meticolosamente come quando era entrato. “E’ pulito” annunciò uno dei due soldati all’altro.<br />
“Bene, che vi avevo detto? Statemi bene, gente” li salutò Vaughn, mettendosi le mani nelle tasche.<br />
L’ascensore iniziò a scendere. Arrivò al piano sotterraneo mente Vaughn attraversava i checkpoint del primo piano.<br />
“Visto? &#8211; disse Dixon &#8211; Niente di cui preoccuparsi”. Il sergente annuì, non del tutto soddisfatto, ma convinto abbastanza da lasciare Weiss e Dixon in pace. Vaughn arrivò nel sotterraneo pochi secondi dopo.<br />
“Dovremmo salire e controllare il vano degli ascensori sul tetto &#8211; annunciò &#8211; Poi potremo scendere e fare ripartire il sistema.”<br />
Il sergente annuì di nuovo. Pochi minuti dopo Vaughn, Dixon e Weiss aprivano il vano dell’ascensore sul tetto. Vaughn finse un colpo di tosse e si chinò sul contrappeso, recuperando la scheda che aveva attaccato con il nastro adesivo prima di spedire l’ascensore nel sotterraneo. Il contrappeso era salito fino al vano nel tetto: era l’unico modo per fare uscire qualcosa dal terzo piano. “Abbiamo finito, direi che possiamo tornare di sotto” annunciò.<br />
“Voi non vi muovete da qui” annunciò il sergente, puntando la sua arma alla testa di Weiss. “Abbiamo fatto ripartire il sistema e le telecamere. C’è un bel buco al terzo piano che dovreste spiegarci.”<br />
Vaughn si lanciò sul sergente, strappandogli l’arma di mano e spedendolo a terra in un unico movimento fluido.<br />
“Piano B! Andiamocene!” urlò, premendo il quadrante del suo orologio. Dixon e Weiss si misero a correre e saltarono sul tetto dell’edificio vicino: era un eliporto sorvegliato da ben quattro guardie armate. Altri soldati stavano salendo sul tetto dell’edificio principale: Vaughn saltò, seguendo Dixon e Weiss. I tre si trovarono circondati dalle guardie dell’eliporto.<br />
“Non muovetevi!” gli intimò una delle guardie. Dixon, Weiss e Vaughn si sdraiarono a terra, le mani dietro la nuca.<br />
“Li abbiamo presi, non se ne vanno” annunciò una delle guardie ai soldati sul tetto dell’edificio principale.<br />
Proprio in quel momento un elicottero del D.R.S. fece la sua entrata in scena. Gli uomini di Kendall a bordo, richiamati dal segnale inviato dall’orologio di Vaughn, bersagliarono le guardie e i soldati di proiettili soporiferi. Le guardie di <em>Camp Harris</em> risposero al fuoco, ma i proiettili soporiferi li bloccarono rapidamente. Vaughn, Dixon e Weiss salirono a bordo dell’elicottero.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_23.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1813" title="02x13_23" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_23.jpg" alt="02x13_23" width="105" height="95" align="left" /></a>“Andiamocene subito!” ordinò Vaughn.<br />
“Hanno colpito il serbatoio. Siamo troppo pesanti, ci schianteremo!” rispose il pilota. Weiss si morse le labbra e si lanciò fuori dall’elicottero, atterrando sull’eliporto.<br />
“No! &#8211; gridò Vaughn, scioccato &#8211; Che diavolo fai, Weiss?”<br />
“Ti sto dando una via d’uscita, Mike!” rispose Weiss, mettendo la faccia a terra e le mani dietro la nuca.<br />
L’elicottero del D.R.S. iniziò a salire. Le guardie di <em>Camp Harris</em> che erano rimaste in piedi trascinarono Weiss all’interno dell’edificio.<br />
“Ce la farà. Lo faremo liberare da Kendall, quando uscirà di prigione” lo rassicurò Dixon. Vaughn annuì, ma non riuscì a cancellare lo sguardo preoccupato dal suo volto.</p>
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<p><strong>IL TEMPIO </strong><br />
Renée aveva appena finito la sua conversazione con Marie Keller, e stava dirigendosi verso l’uscita, accompagnata dalla segretaria della donna.<br />
“Le indico io l’uscita, Theresa, non si preoccupi. Torni pure al suo lavoro”.<br />
Renée si voltò per scoprire chi aveva pronunciato quelle parole. Davanti a lei si trovava Christopher Anderson, che la guardava in modo interrogativo.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_24.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1814" title="02x13_24" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_24.jpg" alt="02x13_24" width="98" height="103" align="right" /></a><br />
Mentre Theresa si stava allontanando, Renée prese la parola: “A cosa devo tanta galanteria?”.<br />
“Pura curiosità &#8211; rispose Anderson &#8211; Non abbiamo mai avuto modo di parlarci, anche se immagino che lei sappia diverse cose di noi, visto che tempo fa ha pedinato Sydney, e ha cercato informazioni su di me e sul <em>Tempio</em>. E poi c’è stato quell’incontro, o dovrei dire scontro, a Venezia”.<br />
“Signor Anderson, non vorrà portarmi rancore per queste storielle senza valore &#8211; disse Renée in tono ironico &#8211; Stavo solo aiutando mio fratello. Senza contare che da oggi siamo nella stessa squadra. Non so se è a corrente che la Keller ha richiesto il mio supporto a questa agenzia come freelance”<br />
“Sì, l’ho saputo &#8211; la interruppe Anderson &#8211; E in effetti non capisco come mai al <em>Tempio</em> cerchino la collaborazione di ex criminali.”<br />
“O di ex fidanzati di criminali, non è vero Anderson?” Renée aveva sempre la risposta pronta.<br />
<em>In fondo</em>, rifletté Christopher, <em>potrebbe essere pure divertente collaborare con una donna del genere.</em><br />
“Sono certa che faremo grandi cose assieme” concluse la francese, in tono ammiccante, prima di uscire dal <em>Tempio</em>.</p>
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<p><strong>UFFICIO DI PATRICK MALONE</strong><br />
“Direttore Malone? C’è Jennings da <em>Camp Harris</em>, sulla linea due. Glielo passo subito?” chiese la segretaria nell’anticamera. Malone aggrottò la fronte. Non era mai stato contattato da <em>Camp Harris</em>: doveva trattarsi di pessime notizie.<br />
“Non perda tempo” rispose. Se erano brutte notizie, era meglio saperle subito, per preparare le dovute contromosse.<br />
“Abbiamo avuto un’intrusione, signore” annunciò la voce nasale di Jennings al telefono.<br />
“Tre uomini. Erano accreditati come elettricisti. Sono arrivati al terzo piano e hanno trafugato la scheda dei tabulati del suo cellulare”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_25.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1815" title="02x13_25" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_25.jpg" alt="02x13_25" width="83" height="94" align="left" /></a>Malone si irrigidì per lo shock: “La avete recuperata?” chiese, cercando di mantenere la calma.<br />
“Purtroppo no, signore, sono stati recuperati da un elicottero. Abbiamo catturato uno degli intrusi e stiamo setacciando tutti gli eliporti in un raggio di cento chilometri. Li prenderemo.”<br />
Malone terminò immediatamente la telefonata.<br />
“Jack” mormorò. Il furto dei tabulati era sicuramente opera di Jack Bristow o dei suoi alleati, forse persino un colpo di coda di Kendall. Quella scheda avrebbe potuto distruggere la sua carriera, se qualcuno in grado di decifrarla avesse collegato i tabulati ai luoghi in cui era stata segnalata Beth.<br />
Malone si massaggiò le tempie: era meglio agire come se quella scheda fosse già nelle mani dei suoi nemici. Da bravo giocatore di scacchi Malone sapeva quando abbandonare una partita prima dello scacco matto. Malone riprese in mano il suo cellulare: ora che era sul punto di essere scoperto, non doveva più occuparsi della segretezza.</p>
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<p>Beth Luciani odiava i bagni dei motel. Sapeva apprezzare la riservatezza dei proprietari degli alberghi di infima qualità della provincia americana, ma non riusciva a sopportare la mancanza di igiene e comfort. Nel suo mondo ideale ogni persona che avesse permesso al suo bagno di ridursi come quello in cui si trovava in quel momento sarebbe stata linciata. Lo squillo del cellulare fu un gradito richiamo alla parte meno squallida del suo lavoro.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_26.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1816" title="02x13_26" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_26.jpg" alt="02x13_26" width="97" height="95" align="right" /></a><br />
“Non sono riuscita a portare la <em>Prescelta</em> al punto di incontro” si giustificò con Malone.<br />
“Non importa, ne sono già venuto a conoscenza. Kendall mi sta ostacolando, richiuderlo in cella non è servito a niente. Bisogna occuparsi della rimozione dei rami secchi” rispose il direttore della C.I.A..<br />
Beth trasalì, stupita: “Posso sapere perché ora?  Il mio contatto con l’organizzazione di Irina Derevko potrebbe ancora esserci utile”.<br />
“Sto mettendo in atto il mio piano di fuga, Beth. Da ora in poi gestiremo le cose di persona, niente intermediari” spiegò Malone.<br />
“Capisco, ma è proprio necessario ucciderlo? La Derevko non apprezzerà” si difese Beth.<br />
“Stai contestando il mio piano, Luciani?” chiese Malone, irritato.<br />
Beth si irrigidì, come se avesse ricevuto uno schiaffo in faccia: “No, signor Malone” rispose in tono freddo e professionale.<br />
“Benissimo. Avverti Rogers e il suo gruppo che il Protocollo Secondario è entrato in azione. Voglio fuoco e fiamme” concluse Malone.<br />
Patrick Malone iniziò a ripulire il suo ufficio di ogni oggetto compromettente. Mise il cellulare, il portatile e la memoria esterna in una borsa scura e si occupò di disattivare e ridurre in mille pezzi tutte le cimici e le micro telecamere installate illegalmente. L’ultimo passo era abbandonare l’edificio e possibilmente gli Stati Uniti entro venti ore.<br />
“Miss Charmain, sto andando all’aeroporto. Mi faccia trovare un biglietto per Jakarta, devo assistere a una conferenza con il capo della sicurezza indonesiana. Niente scorta, me la farò assegnare dal Dipartimento della Difesa” ordinò alla sua segretaria.<br />
Invece di andare all’aeroporto di Los Angeles e poi a Jakarta, Malone avrebbe preso un volo per Pechino da San Diego, con un’identità falsa. In Cina conosceva almeno dieci uomini in grado di portarlo fino al covo della Derevko in Russia. Lasciare una falsa traccia avrebbe confuso chi avrebbe cercato di rintracciarlo. Mentre passava per l’ultima volta attraverso i corridoi della sede di Los Angeles della C.I.A., Malone maledì mentalmente gli idioti di <em>Camp Harris</em>.</p>
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<p><strong>CASA SICURA DEL D.R.S.</strong><br />
Vaughn passeggiava davanti al camino in un tentativo inutile di placare la sua ansia. Dixon sedeva su una poltrona e leggeva una stampata dei tabulati tratti dalla scheda che avevano trafugato. “Non riesco a credere che abbiamo lasciato Weiss a marcire in quel lager” sbottò Vaughn.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_27.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1817" title="02x13_27" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_27.jpg" alt="02x13_27" width="90" height="102" align="left" /></a>“Weiss si è sacrificato per darci modo di completare la missione. Fa male, lo so, ma fa parte del nostro lavoro, Michael &#8211; rispose Dixon &#8211; Ora tutto ciò che possiamo fare è trovare una prova degli affari sporchi di Malone. Se riusciamo a liberare Kendall, sarà lui a tirare fuori Weiss da <em>Camp Harris</em>”.<br />
“E se non ci fosse nessuna prova? &#8211; chiese Vaughn &#8211; Se Weiss si fosse sacrificato inutilmente? Non so se a te è mai successo, Marcus, ma io non potrei mai perdonarmi di avere abbandonato un amico.”<br />
Dixon annuì: “Anni fa, a Granada, ho dovuto lasciare il mio partner alle cure di un dottore locale. E’ sopravvissuto, ma se non ce la avesse fatta mi sarei sentito colpevole.”<br />
“Sai cosa penso? Forse avrei fatto meglio a rimanere un insegnante di francese” rispose Vaughn.<br />
Un uomo del D.R.S. fece irruzione in quel momento: “Abbiamo contattato il direttore dell’N.S.A. Morgan. Ha accettato di visionare le nostre prove: anni fa Malone lo ha ricattato, e vuole rendergli il favore. Avete trovato qualcosa?”<br />
“Nulla di significativo. Dovreste fare dei controlli incrociati fra le coordinate di chi ha ricevuto queste telefonate e le segnalazioni di sospetti terroristi” rispose Dixon. L’uomo del D.R.S. annuì.<br />
“Quanto tempo ci vorrà?” chiese Vaughn.<br />
“Sei, forse sette ore &#8211; rispose l’agente del D.R.S. &#8211; Se tutto va bene Kendall verrà scarcerato non appena Morgan riceverà le prove della colpevolezza di Malone”.<br />
Vaughn e Dixon si scambiarono un’occhiata preoccupata. Sette ore a Camp Harris potevano essere abbastanza per torturare un uomo oltre ogni soglia del dolore immaginabile.</p>
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<p><strong>MOTEL SCONOSCIUTO</strong><br />
Nel corso della sua carriera Beth Luciani aveva ucciso molte persone. Alcune per coprirsi le spalle, altre per incastrare dei nemici, o per eliminare delle pericolose derive di informazioni segrete. Altre per motivi meno pragmatici, come quando a diciassette anni aveva fatto saltare in aria la casa dei suoi genitori, uccidendo Arthur Luciani, stimato ambasciatore americano in Grecia, e sua moglie, la matrigna di Beth.<br />
Uccidere suo padre e la sua matrigna era stato facile: non meritavano di vivere per come avevano programmato la sua vita con il Progetto Natale, condannandola a diventare uno strumento del Magnifico Ordine di Rambaldi, di cui erano affiliati. Tutti avevano sospettato un attentato degli estremisti islamici. Beth aveva iniziato la sua carriera nei servizi segreti, e il fatto di essere considerata un’orfana del terrorismo la aveva aiutata nella sua carriera di esperta di Rambaldi all’interno del D.R.S..<br />
Uccidere Johnny Sorrentano non sarebbe stato diverso. Si trattava solo di un ostacolo ai suoi piani e a quelli di Malone. Un “bersaglio che respira” secondo la poetica definizione di suo padre. Beth strinse la pistola e provò di nuovo mentalmente la sequenza. Johnny entrava. Lei, nascosta dietro la porta, gli puntava una pistola alla testa. Premeva il grilletto. Boom. Tutto molto semplice.<br />
Per quale dannato motivo, allora, non riusciva a immaginare il cadavere di Sorrentano? Si costrinse a ripercorrere la sequenza un’altra volta. Le fasi dell’omicidio erano tutte chiare nella sua mente, ma non riusciva ancora a vedere Sorrentano morto. Molti altri assassini avrebbero lasciato perdere, ma Beth sapeva che questa reticenza del suo subconscio la avrebbe potuta portare a esitare: sarebbe stato il più grosso errore della sua vita.<br />
Proprio in quel momento qualcuno bussò alla porta. Beth inspirò lentamente e si mise in posizione. “E’ per le pizze?” domandò.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_29.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1819" title="02x13_29" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_29.jpg" alt="02x13_29" width="80" height="93" align="right" /></a><br />
“Sono venti dollari” rispose la voce di Sorrentano.<br />
Beth si rilassò: era solo e nessuno lo stava seguendo. Meglio così.<br />
“Entra pure”. La porta si aprì e Sorrentano entrò nella stanza.<br />
Beth gli puntò rapidamente una pistola alla nuca. Prima che riuscisse a premere il grilletto, Sorrentano si era tuffato a terra: Beth aveva esitato un secondo di troppo. Riuscì comunque a sparare due colpi al braccio e alla schiena del suo partner.<br />
“Maledetta puttana” imprecò Sorrentano, cercando di estrarre la pistola dalla sua fondina ascellare. Beth gli diede un calcio in faccia e recuperò la sua arma. “Cosa aspetti a uccidermi?” le domandò Sorrentano. Beth non rispose: si limitò a calciarlo di nuovo in volto.<br />
“Se devi farmi fuori, fallo alla svelta, o te ne potresti pentire” la minacciò Sorrentano, sputando sangue. Beth avvicinò lentamente un dito al grilletto.<br />
“Non ci riesci? Non farmi ridere &#8211; continuò Sorrentano &#8211; Non dirmi che in qualche modo ti sei affezionata a me” concluse.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_28.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1818" title="02x13_28" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_28.jpg" alt="02x13_28" width="92" height="89" align="left" /></a>Beth sembrava paralizzata: osservava il sangue che sgorgava dalla schiena del suo partner come se fosse ipnotizzata. Sorrentano mugolò per il dolore: “Sei patetica. Non riesci nemmeno a portare a termine il tuo lavoro. Sai come chiamava quelle come te mio nonno? Sgualdrine da taver-“<br />
Sorrentano non riuscì a completare la frase: Beth lo uccise con un colpo alla nuca. Ora finalmente riusciva a vedere il corpo di Sorrentano ai suoi piedi. Senza versare una lacrima, iniziò a pensare a dove seppellire il corpo del suo defunto partner. Solo un osservatore molto attento avrebbe trovato i suoi movimenti innaturalmente rigidi e meccanici.</p>
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<p><strong>PRIGIONE C.I.A. </strong><br />
Quando era solo, Kendall pensava sempre a sua moglie. Chi lo conosceva non avrebbe mai immaginato che il direttore del D.R.S. potesse essere un marito affezionato e fedele: tutti si aspettavano che fosse sposato con il suo lavoro e la ricerca di soluzioni ai misteri di cui si occupava il D.R.S.. In realtà, Kendall avrebbe volentieri sacrificato tutti i manufatti di Rambaldi del mondo per la sicurezza di Marie. Uno dei motivi per cui era giunto a rispettare Jack Bristow era l’affetto che Jack provava per Sydney e la sua riservatezza nell’esprimerlo. In fondo lui e Jack erano molto più simili di quanto avessero pensato.<br />
Le voci di Vaughn e Dixon interruppero le sue riflessioni.<br />
<em>Ci sono riusciti</em>, pensò Kendall. Ora finalmente poteva uscire da quella cella e occuparsi di fare in modo che fosse Malone a essere ospitato in una prigione federale.  Dixon e Vaughn fecero la loro apparizione di persona pochi istanti dopo: erano accompagnati dal direttore dell’N.S.A. Morgan e da un giudice federale.<br />
“Direttore Kendall &#8211; lo salutò il giudice &#8211; Ci scusiamo per ciò che ha dovuto passare. E’ stato reintegrato nelle sue funzioni non appena abbiamo ricevuto la conferma che Patrick Malone ha avuto contatti con l’ex agente doppiogiochista Beth Luciani”<br />
Kendall lo ignorò: a interessarlo era l’assenza di Weiss.<br />
“Dove è Eric Weiss?” chiese in tono autoritario.<br />
“E’ stato catturato a Camp Harris” rispose Vaughn.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_30.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1820" title="02x13_30" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_30.jpg" alt="02x13_30" width="99" height="101" align="right" /></a><br />
“In una missione di recupero autorizzata dal direttore Kendall, per cui ne esigiamo l’immediato rilascio” aggiunse Dixon.<br />
Il direttore dell’N.S.A. fece un cenno di assenso: “Ho già contatto il responsabile della base &#8211; spiegò &#8211; Ci dispiace moltissimo per non averle creduto, direttore, ma chi poteva immaginare che fosse Malone la talpa?” tentò di giustificarsi il giudice.<br />
Kendall, Vaughn e Dixon gli lanciarono sguardi carichi di disprezzo: “Non avevate nessuna prova nemmeno sul mio conto, ma ciò non vi ha impedito di farmi arrestare” commentò Kendall.<br />
Il giudice annuì, a disagio.<br />
“Ciò che conta è che finalmente siamo riusciti a smascherare il vero colpevole” tagliò corto Dixon.<br />
“A proposito, avete mandato qualcuno ad arrestare Malone, non è vero?” si informò Vaughn.<br />
“Se ne sta occupando Jack Bristow. Stava collaborando con Kendall e gli agenti Dixon e Weiss, fingendo di appoggiare le tesi di Malone. Vaughn e Dixon lo hanno contattato poco fa &#8211; spiegò Morgan al giudice &#8211; Dovrebbe chiamarmi fra un minuto.”</p>
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<p><strong>UFFICIO DI PATRICK MALONE</strong><br />
Jack fece irruzione nell’ufficio vuoto dell’ex direttore e iniziò a rovistare nei cassetti, rovesciandone il contenuto sul pavimento.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_31.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1821" title="02x13_31" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_31.jpg" alt="02x13_31" width="102" height="100" align="left" /></a>“Dove è andato?” chiese alla segretaria, che osservava la scena, sgomenta.<br />
“Il direttore Malone mi ha detto di non informarla dei suoi spostamenti” balbettò la donna.<br />
“Malone non è più direttore, è un ricercato &#8211; la informò Jack &#8211; Allora, dove è andato?”<br />
“A Jakarta, per una riunione. E’ partito sei ore fa &#8211; ammise a fatica la segretaria &#8211; Ma se deve contattarlo può lasciarmi un messaggio” aggiunse, scrutando Jack con aria preoccupata.<br />
Jack uscì dall’ufficio, scoccando un’occhiata gelida alla segretaria, e afferrò un telefono: “Morgan, Malone è fuggito. Controllate gli arrivi a Jakarta, anche se non credo lo troveremo”.<br />
Si girò verso la segretaria: “Voglio l’accesso a ogni documento o dispositivo elettronico di Patrick Malone. Subito!” ordinò.<br />
La donna annuì: “Senta, io non capisco cosa sia successo, ma…”<br />
Jack le fece cenno di tacere: aveva sentito un tonfo sordo provenire dall’ingresso. Afferrò di nuovo il telefono: era muto.<br />
“Dannazione &#8211; imprecò, estraendo la pistola &#8211; Si metta a terra, dietro a una scrivania” ordinò alla segretaria. La donna obbedì senza fiatare.<br />
Un’esplosione riecheggiò nell’edificio. Diversi mercenari, armati fino ai denti, iniziarono un conflitto a fuoco con il personale di sicurezza della C.I.A..  Uno lanciò una bombola di gas lacrimogeno, mentre altri quattro si avviarono verso la prigione.</p>
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<p>“Che sta succedendo?” chiese il giudice, terrorizzato dal rumore degli spari.<br />
“Lei, Morgan e Kendall, entrate nella cella e lasciate fare a noi” suggerì Vaughn, impugnando la sua pistola.<br />
Kendall scosse la testa: “Se lei e Morgan volete mettervi in salvo, potete farlo &#8211; disse al giudice &#8211; Io so ancora difendermi, signor Vaughn”.<br />
“Allora prenda una pistola &#8211; commentò Dixon &#8211; E’ un regalo d’addio di Malone. Verranno qui per ucciderci”.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_33.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1823" title="02x13_33" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_33.jpg" alt="02x13_33" width="105" height="89" align="right" /></a><br />
I quattro mercenari tempestarono l’entrata della prigione di proiettili, uccidendo la guardia all’ingresso. Vaughn, Dixon e Kendall risposero al fuoco, uccidendo due degli uomini di Malone. “Sono qui dentro! Venite tutti qui!” urlò uno dei superstiti.<br />
Vicino all’ufficio di Malone Jack aveva ingaggiato un conflitto a fuoco con tre mercenari. Gli uomini di Malone cercavano di colpirlo in tutti i modi, sprecando pallottole. Jack rispondeva con pochi colpi precisi, costringendo i tre a ripararsi dietro a delle scrivanie.<br />
Altri mercenari sciamarono nell’edificio.<br />
“Perché Malone sta cercando di eliminarci? &#8211; si lamentò il giudice &#8211; Ormai è fuggito”.<br />
“Evidentemente sa che non ci daremo pace finché non lo troveremo, e ha deciso di eliminarci prima che possiamo danneggiare i suoi piani” rispose Kendall, concedendosi una pausa per ricaricare la sua arma. Vaughn e Dixon si scambiarono un’occhiata preoccupata.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_32.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1822" title="02x13_32" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_32.jpg" alt="02x13_32" width="96" height="104" align="left" /></a>“Ha detto che stavano liberando Weiss. Lo stanno portando qui?” chiese Vaughn a Morgan.<br />
Il direttore dell’N.S.A. annuì: “E’ accompagnato da una squadra di miei uomini. Dovrebbero allertare la Sicurezza Nazionale non appena vedranno i mercenari, ci salveranno loro”<br />
“Speriamo che ce la facciano prima che finiamo i proiettili” commentò Vaughn, rimettendosi a sparare. Proprio in quel momento i rinforzi dell’N.S.A. e della Sicurezza Nazionale entrarono nella sede della C.I.A., abbattendo i mercenari uno a uno.<br />
Quando la situazione si calmò, Weiss fece il suo ingresso trionfale nella prigione: aveva un occhio nero e una brutta cicatrice sotto l’orecchio sinistro, ma sembrava in buone condizioni.<br />
“Questa è la seconda volta in un giorno che vi salvo la pelle. Devi farci l’abitudine!” li salutò.<br />
Vaughn e Dixon corsero a stringergli la mano e dargli pacche sulla schiena.<br />
“Piano, piano, ragazzi, sono stato appena torturato!” scherzò Weiss.<br />
“Non lo abbiamo preso. Malone, intendo.” lo informò Vaughn.<br />
Weiss imprecò sottovoce.<br />
Davanti all’ufficio di Malone, Jack ringraziò gli uomini dell’N.S.A. e della Sicurezza. Scrutando i corpi dei mercenari, si accorse che uno degli uomini stringeva in mano il proprio cercapersone.<br />
Incuriosito lo prese in mano e notò la brevissima scritta rossa che vi appariva: “Recuperare materiale sulla Derevko dall’archivio del computer di Bristow” lesse ad alta voce.<br />
“Maledizione” imprecò. Malone era l’ultima persona che avrebbe voluto come alleato di Irina.</p>
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<p><strong>CASA DI SIDNEY BRISTOW</strong><br />
Sydney era intenta a preparare la cena, quando sentì suonare il campanello.<br />
“Questo deve essere papà” disse sorridendo al figlioletto.<br />
Si diresse verso la porta e l’aprì; la figura di Vaughn apparve confermando ciò che aveva detto a suo figlio e a se stessa.<br />
“Vaughn! Entra pure. J.J. è quasi pronto”.<br />
“Ciao Sydney!” poi si rivolse al figlio che stava giocando a terra con delle costruzioni.<br />
“Ciao piccoletto, come stai? Sei pronto per una bella serata con papà?”<br />
Poi rivolgendosi di nuovo a Sydney: “Per te va bene se te lo riporto domani verso le sette?”<br />
“Ok. Non ci sono problemi &#8211; rispose la donna &#8211; Ho saputo della vostra missione a Camp Harris. Grazie a voi adesso il doppio gioco di Malone è stato scoperto. Siete stati imprudenti, ma davvero coraggiosi”.<br />
La donna gli sorrise dolcemente.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_34.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1824" title="02x13_34" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_34.jpg" alt="02x13_34" width="87" height="101" align="right" /></a><br />
“Peccato che adesso Malone sia a piede libero, senza più nessun controllo o freno. Forse ora è ancora più pericoloso di prima..” rispose l’uomo avvilito.<br />
“Lo fermeremo, Vaughn. Lo faremo assieme &#8211; la donna carezzò la guancia dell’ex marito e continuò &#8211; Perché non ti fermi a cena?”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_35.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1825" title="02x13_35" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_35.jpg" alt="02x13_35" width="94" height="102" align="left" /></a>Vaughn spostò lo sguardo da lei a suo figlio.<br />
“Potrai portare dopo J.J. a casa tua…E poi stasera ho cucinato il pollo in agrodolce, il tuo piatto preferito”.<br />
Sydney cercò di non far trapelare troppo la sua impazienza. Non avrebbe mai ammesso a se stessa che aveva cucinato quel piatto proprio per convincere Michael a restare…<br />
“Beh, come potrei dire di no a un piatto di pollo in agrodolce!”.<br />
I due risero di gusto, incrociando i loro sguardi.</p>
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<p><strong>CASA DI JACK BRISTOW</strong><br />
Jack stava rientrando a casa, dopo una lunga giornata. Avevano trovato le prove della colpevolezza di Malone, ma lui era riuscito a scappare. In un modo o nell’altro quell’uomo riusciva sempre a farla franca. Jack strinse i pugni in un moto di rabbia. Malone prima o poi l’avrebbe pagata.<br />
Mentre varcava la soglia di casa, fu colto da una strana sensazione. Accese la luce: tutto sembrava a posto nel soggiorno, eppure sentiva di non essere solo in casa e il suo intuito non lo aveva mai tradito. Impugnò la pistola, estraendola dal fodero, cominciando a perlustrare ogni angolo della sua casa, stanza per stanza.<br />
Niente sembrava fuori posto. Si fermò per un istante, tenendo sempre la pistola saldamente tra le mani, pronto a sparare in caso di necessità. Non sentì nessun tipo di rumore. Forse questa volta il suo istinto aveva fatto cilecca.<br />
Aprì lentamente la porta della camera da letto; stava entrando nella stanza quando udì un tonfo sordo, seguito a breve da un pizzico sul collo. <a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_36.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1826" title="02x13_36" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_36.jpg" alt="02x13_36" width="103" height="93" align="right" /></a>Portò una mano al collo, ma fece particolarmente fatica a muoverla. Il suo corpo sembrava non rispondere più correttamente. In un attimo era a terra, immobilizzato.<br />
Non poteva più muoversi né parlare. Qualcuno doveva avergli iniettato del liquido paralizzante. “Ciao, Jack”<br />
Avrebbe riconosciuto quella voce tra mille: Irina.<br />
La donna si inginocchiò di fronte a lui, cominciando a parlare.<br />
“Non avrei voluto arrivare a tanto, ma come puoi immaginare ho dovuto prendere delle precauzioni, prima di poterti incontrare. Ma non preoccuparti, l’effetto del paralizzante sparirà in meno di un’ora”.<br />
Jack la guardava con uno sguardo carico d’odio.<br />
“Devi ascoltare attentamente ciò che sto per dirti. Ho saputo che oggi Malone è fuggito. Per tutti questi mesi avete avuto le risposte a molte domande sotto i vostri occhi, e non le avete viste: ciò che ha sempre cercato Malone, è la stessa cosa che per anni ha ossessionato anche me, Sto parlando del potere. E non mi riferisco al potere che la gente banale e mediocre crede governi il mondo, come il denaro o il potere politico. Io intendo qualcosa di completamente diverso, di molto più alto: il potere del Quinto Profeta, Jack, il potere di Isabelle”<br />
Quando Irina pronunciò il nome della nipote Jack sentì un tuffo al cuore. Che cosa poteva volere ancora quella donna dalla quella povera creatura, morta ormai molti mesi prima?<br />
“So a cosa stai pensando, Jack. Ti conosco bene. No, nostra nipote non è morta nell’esplosione di quel monastero in Francia. Isabelle è ancora viva, e io so dove si trova”.<br />
Jack era sconvolto. Sua nipote era davvero viva? Aveva visto l’esplosione con i suoi occhi. Come poteva essere vero?<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_37.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1827" title="02x13_37" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_37.jpg" alt="02x13_37" width="104" height="94" align="left" /></a>“So che sei un tipo razionale, scettico per natura &#8211; continuò la donna &#8211; Sai, sono sempre stata affascinata da questo lato della tua personalità. A differenza di me non hai mai creduto nel lavoro di Rambaldi, perché non lo potevi vedere, perché non lo potevi comprendere. Posso portarti delle prove, prove che ti dimostreranno che Isabelle è ancora viva. Ma in cambio voglio un favore da te Jack. Devi portarmi i <em>Documenti Vespertini</em>. Solo così potrai riavere indietro tua nipote”<br />
Così dicendo la donna si rialzò in piedi, lanciando un ultimo sguardo a Jack prima di allontanarsi. L’uomo stava a terra, senza potersi muovere. Odiava sentirsi così inerme, in balia degli eventi. Lui aveva sempre avuto il controllo della situazione, ma in quel momento i dubbi lo stavano lacerando. Irina aveva detto la verità? Isabelle era davvero viva? Oppure aveva un secondo fine nascosto, una strategia da portare a termine?<br />
Da quella donna, e lui lo sapeva bene, ci si poteva aspettare di tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LUOGO SCONOSCIUTO</strong><br />
Quel luogo era tetro e oscuro, e soprattutto isolato. Il posto ideale per un nascondiglio. Negli ultimi mesi quel bunker nascosto alla vista di estranei e fuori dai radar della maggior parte delle agenzie di intelligence era stato utilizzato come rifugio: Irina Derevko, però era stanca di nascondersi in un posto così poco accogliente. Presto, forse, la situazione sarebbe cambiata. Questi erano i pensieri della donna, mentre stava rientrando in quella che negli ultimi mesi era stata la sua base operativa.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_38.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1828" title="02x13_38" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_38.jpg" alt="02x13_38" width="100" height="106" align="right" /></a><br />
Nel bunker regnava un silenzio assoluto, quasi innaturale. La porta di ingresso era aperta, e i sistemi di allarme disattivati.<br />
<em>Cosa diavolo sta succedendo</em>, si chiese Irina entrando nell’edificio. Tirò fuori la pistola dal fodero, pronta, all’occorrenza, a difendersi. Iniziò a percorrere a passo svelto il corridoio situato subito dopo il portone di ingresso. Sapeva bene quale stanza doveva controllare per prima: si diresse verso una delle porte che si trovava in fondo al corridoio. Anche quella era aperta.<br />
L’angoscia iniziò a impadronirsi di lei. La stanza che stava osservando era arredata in modo minimalista. Un letto disfatto, una scrivania, e un piccolo armadio erano i soli mobili che la riempivano. E quella stanza, come temeva, era vuota.<br />
Dovette fare pochi passi al suo interno, per scorgere, dietro la scrivania, una donna distesa a terra: si trattava di Natasha, la sua collaboratrice. Irina corse verso di lei, chinandosi al suo fianco. Le appoggiò sul collo l’indice e il medio, e immediatamente senti il battito cardiaco. Non era morta, ma solo svenuta.<br />
Nello stesso momento notò, sul pavimento, una siringa. Probabilmente Natasha era stata sedata. Cominciò così a chiamare il suo nome, scuotendola, e cercando di animarla. Dopo alcuni secondi Natasha emise un debole gemito.<br />
“Natasha, puoi sentirmi?” chiese Irina, con un tono di voce che non celava tutta la sua agitazione.<br />
La ragazza aprì gli occhi a fatica.<br />
“Cosa ti è successo?” la incalzò Irina.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_39.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1790" title="02x13_39" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x13_39.jpg" alt="02x13_39" width="101" height="95" align="left" /></a>“E’ stato lui &#8211; rispose Nathasha, pronunciando queste parole a fatica &#8211; Mi ha colpito alle spalle con una siringa. Ci ha tradite, Irina, ci ha tradite”.<br />
“Sì. Ci ha tradite &#8211; lo sguardo di Irina era carico di furia &#8211; E purtroppo se n&#8217;è andato insieme a lei&#8230;”<br />
Irina strinse i pugni e si guardò ancora intorno, constatando il mesto vuoto lasciato dalla sparizione delle due persone che avevano occupato quella stanza per mesi.<br />
“Sloane…Isabelle&#8230;” sussurrò.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Episodio scritto da: MacSloane87, Irinaxx83</strong></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/2x13-Cambio-di-strategia.doc" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Scarica l&#8217;episodio in formato .doc</strong></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CAST ARTISTICO:</strong><br />
<strong>Jennifer Garner </strong>- Sydney Bristow<br />
<strong>Michael Vartan </strong>- Michael Vaughn<br />
<strong>Rachel Nichols </strong>- Rachel Gibson<br />
<strong>Carl Lumbly </strong>- Marcus Dixon<br />
<strong>Kevin Weisman </strong>- Marshall J. Flinkman<br />
<strong>Greg Grunberg </strong>- Eric Weiss<br />
<strong>Victor Garber </strong>- Jack Bristow<br />
<strong>Patrick Dempsey </strong>- Christopher Anderson<br />
<strong>David Anders </strong>- Julian Sark<br />
<strong>Ryan Reynolds </strong>- Robert Kane<br />
<strong>Peter Weller </strong>- Patrick Malone<br />
<strong>Edward Norton </strong>- Johnny Sorrentano<br />
<strong>Amy Jo Johnson </strong>- Beth Luciani</p>
<p><strong>GUEST STARS:</strong><br />
<strong>Alberta Watson </strong>- Marie Keller<br />
<strong>Kurt Fuller</strong>- Director Robert Lindsey<br />
<strong>Terry O’Quinn </strong>- Director Kendall<br />
<strong>Élodie Bouchez </strong>- Renée Rienne<br />
<strong>Lena Olin </strong>- Irina Derevko<br />
<strong>Margarita Levieva </strong>- Natasha</p>
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		<item>
		<title>2&#215;12 QUALCOSA DI PERSONALE</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 13:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montanaro87</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seconda stagione virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>VIRGINIA – UN MAGAZZINO C.I.A.</strong>

L’agente Connor diede una rapida occhiata al monitor di fronte a sé. Attese che le immagini delle cinque telecamere fossero passate una dopo l’altra, mostrando il solito ambiente vuoto. Nessuna minaccia incombente, tutto sembrava tranquillo.
Il turno di notte era quello che preferiva perché gli consentiva di leggere indisturbato. Mentre il suo collega sonnecchiava al suo fianco, lui si immergeva fra le pagine scritte da Isaac Asimov, il suo autore preferito. Ogni tanto lasciava la lettura per controllare i monitor, ma erano dieci anni che tutto scorreva al solito modo: senza problemi.
Dalton si teneva su la testa con la mano destra chiusa a pugno, a stento riusciva a tenere aperti gli occhi.
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12__01.jpg"><img class="size-full wp-image-1750" title="02x12__01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12__01.jpg" alt="02x12__01" width="102" height="110" align="left" /></a>“Dovresti andare a letto prima quando fai questo turno, Larry” gli sussurrò Connor.
“Fatti gli affari tuoi e continua a leggere, Charlie” rispose l’agente.
Connor fece un sorrisetto e l’occhio gli cadde sul monitor. L’immagine della camera di sorveglianza era appena cambiata, ma gli era parso di notare qualcosa di insolito in quella precedente. Forse era stato uno scherzo della sua immaginazione, ma aveva intravisto un’ombra muoversi di fronte all’ingresso della zona cinque, quella più importante che si trovava in quel magazzino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>VIRGINIA – UN MAGAZZINO C.I.A.</strong></p>
<p>L’agente Connor diede una rapida occhiata al monitor di fronte a sé. Attese che le immagini delle cinque telecamere fossero passate una dopo l’altra, mostrando il solito ambiente vuoto. Nessuna minaccia incombente, tutto sembrava tranquillo.<br />
Il turno di notte era quello che preferiva perché gli consentiva di leggere indisturbato. Mentre il suo collega sonnecchiava al suo fianco, lui si immergeva fra le pagine scritte da Isaac Asimov, il suo autore preferito. Ogni tanto lasciava la lettura per controllare i monitor, ma erano dieci anni che tutto scorreva al solito modo: senza problemi.<br />
Dalton si teneva su la testa con la mano destra chiusa a pugno, a stento riusciva a tenere aperti gli occhi.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12__01.jpg"><img class="size-full wp-image-1750" title="02x12__01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12__01.jpg" alt="02x12__01" width="102" height="110" align="left" /></a>“Dovresti andare a letto prima quando fai questo turno, Larry” gli sussurrò Connor.<br />
“Fatti gli affari tuoi e continua a leggere, Charlie” rispose l’agente.<br />
Connor fece un sorrisetto e l’occhio gli cadde sul monitor. L’immagine della camera di sorveglianza era appena cambiata, ma gli era parso di notare qualcosa di insolito in quella precedente. Forse era stato uno scherzo della sua immaginazione, ma aveva intravisto un’ombra muoversi di fronte all’ingresso della zona cinque, quella più importante che si trovava in quel magazzino.<br />
“Larry hai visto anche tu?” domandò, mentre il monitor cambiava immagine e si portava sulla terza videocamera.<br />
“Cosa?” chiese quello, aprendo gli occhi e cercando di svegliarsi.<br />
“Mi è sembrato di vedere qualcuno muoversi nella zona cinque” replicò Connor, mentre l’immagine cambiava di nuovo.<br />
Dalton si avvicinò alla tastiera e cominciò a digitare una serie di comandi che fecero apparire immediatamente la telecamera che inquadrava l’ingresso divenuto improvvisamente sospetto. Ma non si vedeva niente, se non le solite ombre notturne che circondavano la porta a vetri bloccata da un codice che solo il direttore conosceva.<br />
“Non c’è niente…Forse sei stato ingannato dal buio” gli disse Dalton, tornando a rilassarsi sulla sua sedia.<br />
Poco convinto, Connor prese in mano la radio e contattò il suo collega addetto alla sorveglianza della zona cinque.<br />
“Walton, hai notato movimenti sospetti lì da te?”<br />
La radio gracchiò in risposta, ma nessuno disse nulla dall’altro lato.<br />
“Walton, mi ricevi?”<br />
Niente nemmeno la seconda volta.<br />
“Sarà andato a prendersi un caffè, Charlie…” cercò di tranquillizzarlo Dalton.<br />
“Forse&#8230;Comunque meglio andare a controllare, non credi?”<br />
“Certo…Se non altro mi aiuterà a stare sveglio”.<br />
Dalton e Connor controllarono di avere l’arma pronta e carica, poi si avviarono nella zona cinque. I corridoio erano <a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12__02.jpg"><img class="size-full wp-image-1682" title="02x12__02" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12__02.jpg" alt="02x12__02" width="95" height="110" align="right" /></a>bui e deserti, come al solito, ma si avvertiva un senso di tensione nell’aria. Persino Dalton sembrava preoccupato, ora.<br />
Arrivati al cancello metallico che faceva da accesso all’atrio della zona, non ci misero molto a notare che la sedia solitamente occupata da Walton era vuota. L’unica prova della sua presenza era la torcia, caduta al fianco della sedia.<br />
“Dove sarà?” chiese Dalton.<br />
Charlie gli rivolse un’espressione interrogativa in risposta. In quel momento qualcuno li aggredì alle spalle. Charlie vide il suo collega cadere di fianco a lui, svenuto per un colpo alla testa; poi si sentì crollare a sua volta per un calcio alle gambe che lo mise fuori gioco. Una pistola apparve dinanzi a lui, indirizzata alla sua testa.<br />
“Saresti così gentile da fornirmi le chiavi di questo cancello?”<br />
“Anche se lo facessi non riusciresti mai a entrare dalla porta, e non conosco i codici d’accesso!” replicò lui, coraggiosamente.<br />
“Lo so benissimo, agente Connor. Ecco perché me li sono già procurati”<br />
Detto questo gli diede un colpo in faccia e l’agente Connor svenne all’istante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object id="sigla" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="quality" value="high" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="src" value="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" /><embed id="sigla" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="270" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" bgcolor="#000000" quality="high" allowscriptaccess="sameDomain" align="middle"></embed></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL TEMPIO SALA RIUNIONI</strong></p>
<p>“Scusate il ritardo, ma stavo provando quel nuovo tipo di kevlar di cui vi ho parlato, e wow, funziona sul serio! Blocca anche le pallottole di un fucile a pompa. Se riuscirò a farne un giubbotto antiproiettili indossarlo sarà come essere Superman!” si giustificò Marshall, chiudendosi alle spalle la porta.<br />
“Si sieda pure, signor Flinkman” esordì la donna seduta vicino ad Anderson, fulminandolo con uno sguardo glaciale.<br />
“Come stavo dicendo ai suoi colleghi prima della sua interruzione, mi chiamo Marie Keller. Alcuni di voi mi conoscono già” si presentò la superiore di Anderson.<br />
Sydney e Kane fecero rapidi cenni di assenso.<br />
“Christopher fa rapporto a me. Sono l’agente del Tempio più alto in grado con cui avrete  a che fare, il che fa di me il vostro direttore operativo”.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_01.jpg"><img class="size-full wp-image-1683" title="02x12_01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_01.jpg" alt="02x12_01" width="110" height="99" align="left" /></a>“Il suo grado ci è chiaro, ma il motivo della sua presenza a questo briefing mi sfugge” commentò Sark in tono asciutto. Rachel incrociò le braccia: Sark la aveva preceduta di pochi secondi. Marshall, Sydney e Kane sembravano farsi la stessa domanda.<br />
“Poche ore fa, qualcuno si è introdotto in un magazzino segreto della C.I.A. in Virginia. L’obiettivo erano i Documenti Vespertini, che erano stati trasferiti in quella località solo due giorni fa” cominciò Anderson, senza rispondere a Sark.<br />
“Abbiamo qualche idea sui possibili colpevoli?” chiese Sydney, senza perdere d’occhio Marie Keller.<br />
“Abbiamo molto di più” rispose Anderson, accendendo lo schermo alle sue spalle. L’immagine che apparve era in bianco e nero e a bassa definizione, ma non era difficile riconoscere la donna ripresa dalla telecamera di sorveglianza: Sydney, Rachel, Marshall e Sark reagirono immediatamente.<br />
“Dovevo aspettarmelo” mormorò Sydney, caricando la voce di amarezza, rabbia e frustrazione.<br />
Solo Kane rivolse ad Anderson un’occhiata interrogativa.<br />
“Irina Derevko, ex agente del KGB, ritenuta morta per ben tre volte, e attualmente ricercata dalle agenzie di sicurezza di mezzo mondo. E’ una seguace di Rambaldi” gli spiegò Anderson.<br />
“Nonché la madre dell’agente Bristow” aggiunse Marie Keller.<br />
Kane strabuzzò gli occhi, stupefatto: “E’ uno scherzo, non è vero? &#8211; rispose, tentando di sorridere &#8211; Tua madre sarebbe una specie di supercriminale immortale? Queste cose succedono solo nei fumetti” concluse, squadrando Sydney come se la vedesse per la prima volta.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_02.jpg"><img class="size-full wp-image-1684" title="02x12_02" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_02.jpg" alt="02x12_02" width="110" height="100" align="right" /></a><br />
“Purtroppo è tutto vero, anche se vorrei che non lo fosse” rispose Sydney, ancora scossa.<br />
Marshall annuì.<br />
“Per completare il profilo della Derevko potremmo aggiungere che è stata il mio capo per alcuni anni, quando ancora…stavo dalla parte sbagliata…” aggiunse Sark, lanciando un’occhiata a Rachel e Sydney.<br />
“Non ti preoccupare, all’inizio sembrava pazzesco anche a me. Dovrai abituarti all’assurdo” commentò Rachel. Kane si limitò a grattarsi la testa.<br />
“Christopher, per favore, veniamo al sodo &#8211; ordinò Marie &#8211; Non abbiamo tempo da perdere, non ora che la sicurezza del Tempio è stata compromessa” concluse, spostando lo sguardo su Sydney.<br />
“Mi scusi?” domandò Sydney in tono aggressivo.<br />
“Incontrando il tuo ex marito alla stazione, Sydney, hai messo in pericolo tutti noi” spiegò Anderson<br />
“Abbiamo recuperato i filmati, ma…”<br />
“Ma cosa? Credete che mi piaccia essere un ostaggio? &#8211; rispose Sydney, furiosa &#8211; Nemmeno voi sapevate degli uomini di mia madre.”<br />
“I tuoi contatti con Michael Vaughn sono sempre stati un pericolo per la sicurezza. Ti avevamo avvertito di essere prudente.” sbottò Anderson.<br />
“Se è Vaughn a darti fastidio, allora dillo, ma non scaricare i tuoi problemi personali su di me e sul Tempio &#8211; rispose a voce alta Sydney &#8211; E’ solo grazie a lui e a mio padre se sappiamo di Malone e di come sta usando la C.I.A. per i suoi scopi”<br />
“Sospettavamo di Malone da tempo, agente Bristow. Sapere più cose sul suo conto ci potrà aiutare, e abbiamo le nostre risorse nella C.I.A. per fermarlo, ma questo non giustifica la sua condotta. Si ricordi che per il governo americano la nostra agenzia non è mai esistita &#8211; rispose Marie  Keller &#8211; Il vero scopo di questo briefing è informarvi di ciò che sappiamo sulla Derevko. Grazie all’impronta vocale di Irina, abbiamo intercettato una sua comunicazione in tedesco con un uomo non identificato. A quanto pare quest’uomo sarà a Baden Baden fra tre giorni. La Derevko provvederà a fargli recapitare i Documenti Vespertini: probabilmente vuole farli analizzare, o decifrare.”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_03.jpg"><img class="size-full wp-image-1685" title="02x12_03" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_03.jpg" alt="02x12_03" width="88" height="110" align="left" /></a>“Quindi andiamo in Germania e li catturiamo?” azzardò Kane.<br />
“Non è così semplice &#8211; spiegò Anderson &#8211; Non penso che Irina si farà vedere di persona. C’è di peggio: probabilmente sa anche di essere stata intercettata. Non è detto che Baden Baden sia il luogo dello scambio, potrebbe essere una trappola”<br />
“Quindi qual è il piano? &#8211; chiese Sydney in tono di sfida &#8211; Non possiamo fare finta di niente!”<br />
“Scopriremo chi è il contatto dalla Derevko, ma non lo cattureremo. Irina penserà che nessuno ha abboccato alla sua trappola e si sentirà più sicura. Pedinando quell’uomo riusciremo a saperne di più” rispose Anderson senza accettare la provocazione.<br />
Sydney fece una smorfia: “E’ una mossa intelligente – ammise &#8211; Non dobbiamo mai sottovalutare Irina. E’ un’eccellente manipolatrice”<br />
<em>E io ne sono una prova vivente</em>, si trovò a pensare Sydney.<br />
“Partiremo fra un’ora &#8211; concluse Anderson – Preparatevi!”<br />
Marie Keller si alzò in piedi, dirigendosi verso la porta. Anderson la seguì fuori dalla sala riunioni.<br />
“Hai esagerato, Christopher. Ricordati che siamo stati noi a volere Sydney nella nostra unità, non possiamo pretendere di controllare la sua vita privata. E il tuo interesse per i rapporti fra la Bristow e Vaughn non mi piace. Rischia di essere troppo personale ” lo rimproverò Marie.<br />
“Ormai è più di un rischio, signora Keller…E non è l’unica cosa che mi rende coinvolto personalmente, in questa indagine…” rispose Anderson, senza guardare il suo superiore in viso.<br />
Marie Keller aggrottò le sopracciglia: “Se le cose stanno così, ti sollevo dal tuo incarico. Finché non ti sarai chiarito le idee sarò io a dare ordini a Sydney Bristow”<br />
Anderson si limitò ad annuire. Sul viso si leggeva il suo sconforto, ma nemmeno una traccia di sorpresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NEW YORK &#8211; NIGHT CLUB <em>LA PETITE JUSTINE</em></strong></p>
<p>La musica classica che si diffondeva nell’aria senza disturbare i discorsi dei ricchi uomini di mezz’età e delle loro giovani e belle accompagnatrici, le decorazioni eleganti ma sobrie e i mobili in ebano rendevano l’ambiente molto diverso dall’immagine classica di un club per incontri privati.<br />
La clientela, del resto, era di altissimo livello: scrittori e giornalisti famosi, registi e attori di Broadway, persino dei senatori. Le ragazze erano tutte istruite, molto eleganti e dalla parlantina facile. Non era facile essere assunte alla “Justine”.<br />
Un uomo sulla sessantina fece il suo ingresso nel locale, accompagnato da tre robuste guardie del corpo, due uomini e una donna. La barista lo salutò con affetto: era un cliente abituale. L’uomo rispose con un cenno del capo e si limitò a ordinare da bere.<br />
“Non l’ho mai vista qui” esordì una donna bionda che indossava un vestito blu bottiglia, sedendosi vicino all’uomo e sorridendo.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_03_bis.jpg"><img class="size-full wp-image-1686" title="02x12_03_bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_03_bis.jpg" alt="02x12_03_bis" width="93" height="110" align="right" /></a><br />
“Non le pare un approccio banale?” rispose l’uomo, girandosi per guardarla. Anche se indossava una parrucca bionda, la donna sarebbe stata facilmente riconoscibile da tutti coloro che avevano avuto a che fare con lei: Beth Luciani.<br />
“Nulla è banale finché non diventa raffinato” replicò Beth, ammiccando.<br />
“Vedo che conosce Wilde. Potrei rispondere che di solito sono gli uomini a sedurre, dato che le donne non ne hanno bisogno” commentò l’uomo, rispondendo al sorriso.<br />
“Ma gli uomini che non cercano di sedurre le donne sono destinati a essere vittime di donne che cercano di sedurli” rispose ancora Beth.<br />
“Questa non la conosco” ammise l’uomo.<br />
“Walter Bagehot” spiegò Beth, riempiendo il suo bicchiere di vino.<br />
“Vedo che è un esperta di seduzione, signorina…?” chiese l’uomo.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_03_bis1.jpg"><img class="size-full wp-image-1687" title="02x12_03_bis1" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_03_bis1.jpg" alt="02x12_03_bis1" width="110" height="104" align="left" /></a>“Sarah Lancaster. Come ha detto lei, noi donne non abbiamo bisogno di esserlo, signor…” rispose Beth con aria di complicità.<br />
L’uomo rise, divertito: “Gregg Philips. Lei sa che per un uomo con la mia reputazione non essere riconosciuti è seccante, non è vero?”<br />
Beth si limitò ad alzare le spalle: “Se vuole che la conosca meglio, non ha che da chiederlo, signor Philips. Possiamo proseguire la nostra conversazione in un luogo più appartato” concluse, accennando a un camerino.<br />
“Ne sarei felice” rispose Philips: “Ma prima, signorina Lancaster, dovrebbe permettere alla mia guarde du corp, Sheila, di perquisirla. Purtroppo non la conosco, e un uomo nella mia posizione ha bisogno di precauzioni.”<br />
Beth rise, alzando le braccia: “Frugatemi pure, può darsi che vi piaccia…”.<br />
Sheila si limitò a un rapido controllo per assicurarsi che Beth non stesse nascondendo armi o macchine fotografiche.<br />
“E’ pulita, signore” annunciò.<br />
Soddisfatto, Philips baciò la mano di Beth: “Vogliamo andare, signorina Lancaster? Voi potete rimanere qui” concluse, parlando ai suoi gorilla.<br />
I due uomini e Sheila si scambiarono sguardi di intesa: nulla di nuovo.</p>
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<p>Beth chiuse la porta alle sue spalle: “E ora, signor Philips, cosa farà a questa povera ragazza indifesa?”<br />
Philips rise di nuovo, divertito: “Scegli tu, Sarah &#8211; le suggerì &#8211; Ormai siamo intimi”<br />
“Allora chiudi gli occhi, Gregg &#8211; rispose Beth, sussurrando le parole all’orecchio dell’uomo &#8211; Ti piacerà da morire”<br />
Philips obbedì, divertito.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_03_bis2.jpg"><img class="size-full wp-image-1688" title="02x12_03_bis2" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_03_bis2.jpg" alt="02x12_03_bis2" width="90" height="110" align="right" /></a><br />
Beth strappò l’orlo del suo vestito, estraendo un sottile filo di nylon.<br />
“Che cosa stai facendo?” chiese Philips.<br />
“Zitto. Non rovinarti la sorpresa” rispose Beth, facendo scivolare il filo sul collo dell’uomo. Prima che Philips riuscisse a reagire, Beth strinse i capi del filo e iniziò a strangolarlo.<br />
Philips provò a divincolarsi, tentando di dibattersi e di strappare il filo , ma erano tutti sforzi inutili.<br />
Beth continuava stringere: “Se può consolarti, la tua morte avrà un senso. Un uomo colto e intelligente come te dovrebbe essere fiero di morire per uno scopo” sussurrò.<br />
Philips tentò di urlare, ma il filo gli impediva di fare vibrare le corde vocali. Dopo pochi secondi Beth lo lasciò cadere a terra, morto.<br />
“Addio, Gregg” commentò, rompendo la finestra del camerino.</p>
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<p><strong>UFFICI C.I.A.</strong></p>
<p>L’attività frenetica degli agenti, gli incessanti squilli dei telefoni e il brusio dei notiziari avevano trasformato gli uffici in caos di uomini e cose. Jack, Dixon, Vaughn e Weiss sembravano essere fra i pochi a mantenere la calma e un minimo di professionalità.<br />
“Hanno alzato il livello di allerta al codice arancione &#8211; annunciò Weiss &#8211; Siamo tutti bloccati ai nostri posti fino a nuovo ordine”.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_04.jpg"><img class="size-full wp-image-1689" title="02x12_04" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_04.jpg" alt="02x12_04" width="101" height="100" align="left" /></a>“Maledizione! Vorrei capire cosa diavolo hanno deciso di fare” rispose Vaughn afferrando il suo telefono.<br />
Jack lo costrinse ad appoggiare la cornetta, scuotendo la testa: “Ne sapremo di più molto presto” annunciò, indicando Patrick Malone, che era appena uscito dal suo ufficio scortato da tre robusti agenti della sicurezza.<br />
Malone appoggiò una cartelletta gialla su una scrivania.<br />
“E’ il protocollo Apocalisse &#8211; sussurrò Dixon, incredulo &#8211; Che cosa crede di fare Malone?”<br />
“Abbiamo avuto la conferma ufficiale due minuti fa &#8211; iniziò Malone in tono asciutto &#8211; Il direttore dell’N.S.A., Gregg Philips, è stato assassinato”<br />
Le reazioni degli agenti si fusero in un brusio sommesso e sgomento. Malone si schiarì la voce e alzò un braccio, richiamando tutti al silenzio.<br />
Il suo sguardo annunciava severe punizioni a chiunque non lo avesse rispettato.<br />
“Mai, nella storia dei servizi segreti, ci siamo trovati di fronte ad un’ emergenza tanto grave. Nessun terrorista, nessun traditore o nemico di questo paese è mai riuscito a colpire uno dei nostri capi di agenzia prima di quest’anno, ma in tre mesi abbiamo perso sia il direttore Yaeger che Philips. Non si può più credere all’ipotesi di un gesto isolato. Da questo momento siamo in guerra.”<br />
Malone si interruppe, sollevando la cartelletta gialla con un gesto teatrale e fulminando il suo pubblico con uno sguardo carico di rabbia e amarezza.<br />
“L’assassina del direttore Philips conosceva alla perfezione i suoi orari, i suoi itinerari, i protocolli della sua scorta. Queste informazioni non sono disponibili al pubblico, e l’ipotesi di un attacco informatico è da escludere.”<br />
Malone spostò il suo sguardo su Jack e fece una seconda pausa drammatica.<br />
“Signori, è difficile ammetterlo, ma c’è solo una spiegazione logica a quanto è accaduto. Una fuga di notizie da questo ufficio.”<br />
La frase suscitò un boato di commenti increduli. Dixon, Vaughn e Weiss si scambiarono occhiate significative. Sapevano troppo bene quale era lo scopo del discorso Malone. Jack si limitò a fissare il suo superiore, senza mostrare emozioni.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_05.jpg"><img class="size-full wp-image-1690" title="02x12_05" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_05.jpg" alt="02x12_05" width="100" height="100" align="right" /></a>Malone ordinò di nuovo di tacere: “Per quanto mi dispiaccia ammetterlo, uno o più degli agenti  che ha accesso a questo ufficio è una talpa. Questo mi costringe a dichiarare una quarantena su chiunque abbia la possibilità di ottenere informazioni riservate. Ho appena ricevuto una comunicazione del presidente che mi autorizza ad assumere l’incarico di direttore dell’N.S.A. fino alla cattura di chiunque sia coinvolto nell’omicidio di Philips: grazie ai poteri di questo nuovo incarico posso infrangere i diritti costituzionali di ogni sospetto. Le vostre telefonate saranno intercettate. I vostri spostamenti saranno monitorati. Internet, cellulari e fax verranno sottoposti al mio controllo, le vostre case sorvegliate. Chiunque non collaborerà sarà ritenuto un possibile sospetto e come tale soggetto a degli interrogatori approfonditi, con tutti i mezzi che riterrò necessari. Ogni violazione del protocollo di sicurezza sarà punita come un reato federale.”<br />
La folla di agenti reagì con un silenzio carico di terrore e sospetti. Weiss si abbandonò sulla sua sedia, mentre Dixon strinse i pugni, trattenendo a stento la sua rabbia.  Lo sguardo di Malone sembrava quello della Giustizia in persona.<br />
“Mi rendo conto che si tratta di provvedimenti eccezionali, ma non mi fermerò finché i colpevoli non verranno scoperti, Se dovrò usare la tortura o il carcere preventivo lo farò senza esitazioni, e mi aspetto una uguale determinazione da ogni onesto patriota in questa stanza” concluse.<br />
Le tre guardie al suo fianco iniziarono a distribuire delle fotocopie.<br />
“E’ il nuovo protocollo di sicurezza. Leggetelo attentamente e firmatelo &#8211; spiegò Malone &#8211; Come primo provvedimento inizierò una serie di colloqui nel mio ufficio. Gli agenti Jack Bristow e Michael Vaughn si possono accomodare subito”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_06.jpg"><img class="size-full wp-image-1691" title="02x12_06" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_06.jpg" alt="02x12_06" width="110" height="99" align="left" /></a>Le tre guardie separano Jack e Vaughn dagli altri agenti. La folla, tranne Dixon e Weiss, iniziò a guardarli come se fossero appestati.<br />
“Nessuno si deve sentire in diritto di avanzare sospetti a meno che non abbia delle prove per sostenere le sue affermazioni &#8211; commentò Malone, rispondendo agli sguardi &#8211; Tutti voi verrete interrogati, e se il colpevole vuole avere una possibilità di evitare la pena di morte, farebbe bene a consegnarsi subito. Presto conoscerò ogni segreto delle vostre vite”<br />
Due guardie aprirono la porta del suo ufficio, scortandolo all’interno con Jack e Vaughn.</p>
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<p><strong>C.I.A. – UFFICIO DI PATRICK MALONE</strong></p>
<p>Jack e Vaughn erano uno al fianco dell’altro, accomodati in due sedie scomode e poste di fronte alla scrivania di Malone. Sembrava che l’uomo li stesse esaminando, quasi fossero tornati ai tempi della scuola.<br />
Jack assunse la sua classica espressione sprezzante e parlò per primo: “Non abbiamo tempo da sprecare in attese inconcludenti, vuoi dirci perché ci troviamo qui?”<br />
Malone sorrise: “Sei sempre il solito Jack, i convenevoli per te sono una fastidiosa tradizione che preferiresti evitare”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_07.jpg"><img class="size-full wp-image-1692" title="02x12_07" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_07.jpg" alt="02x12_07" width="97" height="110" align="right" /></a><br />
Vaughn la pensava esattamente come Jack, ma si limitò a stare in silenzio e ad attendere.<br />
Malone riprese: “Jack sono stufo di doverti ricordare con chi hai a che fare. Non ti verrò più incontro e d’ora in poi la smetteremo di giocare a gatto e topo”<br />
“Di cosa stai parlando?” chiese Jack, fingendo di non capire.<br />
“Qualche giorno fa mi hai nascosto che l’agente Vaughn si trovava in una stazione piena di terroristi insieme alla sua ex-moglie Sydney Bristow, ecco di cosa sto parlando!” gridò Malone, cambiando improvvisamente tono di voce.<br />
Jack guardò Michael, che ricambiò la sua espressione contrita. Come diavolo aveva fatto a scoprirlo?<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_07_bis.jpg"><img class="size-full wp-image-1693" title="02x12_07_bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_07_bis.jpg" alt="02x12_07_bis" width="93" height="110" align="left" /></a>“Se vi state chiedendo come l’ho saputo, dovreste ricordare che <strong>noi </strong>siamo la C.I.A. e siamo in grado di recuperare delle immagini di videosorveglianza anche se i nastri sono stati inspiegabilmente trafugati”.<br />
Michael ripensò a quel giorno. Era convinto che gli uomini di Sydney avrebbero provveduto a far sparire i nastri, ma probabilmente non era stato sufficiente e la stazione aveva un metodo di salvataggio secondario che non avevano previsto.<br />
“Qualunque cosa stessi facendo nella stazione con mia moglie, non sono affari che la riguardano!”<br />
“E lei mi crede tanto stupido da pensare che sia una coincidenza che voi vi siate trovati in quel luogo proprio mentre dei terroristi lo assaltavano?”<br />
Michael avrebbe voluto sbattergli in faccia la verità, ossia che era stato veramente un caso fortuito; ma non era il caso di farsi accusare di insubordinazione in quel momento.<br />
“Io so che tua figlia nasconde qualcosa Jack. Sei andato da lei con uno scopo preciso e hai nascosto le informazioni ottenute durante quella conversazione. E quanto a lei, agente Vaughn, se non mi rivela subito tutto quello che Sydney Bristow le ha rivelato dovrò prendere dei seri provvedimenti!”<br />
Michael si calmò all’istante e capì che doveva convincere Malone con la sua bravura nel mentire.<br />
“Io non so niente. Mi sono incontrato con lei per discutere dettagli sull’educazione e la salute di nostro figlio, dato che al momento non vivo più con mia moglie. La stazione era un luogo come un altro per vederci, mi è parso logico scegliere un posto neutrale, pubblico”<br />
Malone parve per un attimo trattenere una risatina, poi inspirò profondamente.<br />
“Agente Vaughn…se non ho ancora arrestato lei, gli agenti Weiss e Dixon…e ovviamente te, Jack…E’ solo perché conto sul vostro aiuto.”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_08.jpg"><img class="size-full wp-image-1694" title="02x12_08" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_08.jpg" alt="02x12_08" width="81" height="110" align="right" /></a><br />
“Se speri che rischierò nuovamente il collo per te, preferisco marcire in prigione, Malone!” rispose Jack.<br />
“E invece penso che accetterete di collaborare con me per convincere Sydney a rivelarci tutto sulle sue attività. Non siete gli unici ad avere indagato su di lei”<br />
Michael ora sembrava spaventato. Poteva accettare di subire i soprusi di Malone sul lavoro, ma non avrebbe mai permesso che quell’uomo si intromettesse nella vita di Sydney e JJ.<br />
Jack prese la parola: “Se ci credi così pronti a essere leali nei tuoi confronti a cosa servono le minacce?”<br />
Malone sorrise ironicamente: “So benissimo che la prigione non vi farebbe paura. Molti di voi l’hanno già sperimentata in passato. Tuttavia conosco il vostro punto debole: il vostro affetto cieco e sconsiderato per una traditrice del nostro paese”<br />
“Ora basta! Con quali prove accusa Sydney Bristow di essere coinvolta in attività illecite?” gridò Michael, alzandosi in piedi.<br />
Malone schiacciò un pulsante sul suo apparecchio telefonico e comunicò con la sua segretaria: “Li faccia entrare, Susan”<br />
Quattro agenti di scorta, armati e in divisa, entrarono nell’ufficio e si sistemarono in fila di fronte alla porta.<br />
“Che significa tutto questo?” chiese Jack.<br />
“Proprio in questo momento un team di forze speciali sta aspettando il rientro della sua ex-moglie per prelevarla dal suo appartamento. Con i poteri che ho assunto dopo la morte di Philips, posso trattenerla senza processo finché non sarò convinto che non si tratti di una terrorista. Se invece deciderà di collaborare potrei essere indulgente nei suoi confronti…”<br />
“Figlio di puttana” sussurrò Vaughn, stringendo i pugni.<br />
“Stia attento agente Vaughn…da questo momento in poi voi due sarete in custodia nel mio ufficio e non potrete in alcun modo comunicare con i vostri colleghi per avvisare la signorina Bristow”<br />
Jack si alzò pronto a trattenere Michael, ma questi fu più rapido: si mosse verso i quattro agenti con l’obiettivo di liberarsene per uscire da quell’ufficio, ma quelli guardarono minacciosamente sia lui che Jack.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_09.jpg"><img class="size-full wp-image-1695" title="02x12_09" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_09.jpg" alt="02x12_09" width="80" height="86" align="left" /></a>“Sia sereno, agente Vaughn…suo figlio si trova in casa di sua madre, non rischia in alcun modo che gli venga fatto del male.”<br />
“Non quanto lo rischia lei in questo momento” rispose Michael.<br />
“Se proverete a reagire…Ordinerò ai miei uomini di uccidere Sydney Bristow”<br />
Jack guardò preoccupato Michael, che osservò con disprezzo il sorrisetto di Malone.</p>
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<p><strong>BADEN BADEN</strong></p>
<p>“Correte!” annunciò Rachel, agitando le braccia. Sark e Sydney non se lo fecero ripetere due volte. Gli agenti della polizia tedesca alle loro spalle si fecero più vicini. Due fecero fuoco, mancando Rachel di pochi centimetri. Sark si girò di scatto, sparando a raffica e costringendo i poliziotti a tuffarsi a terra.<br />
“Che cosa è successo?” urlò Sydney, correndo all’impazzata e facendo fuoco di copertura. Altri poliziotti sbucarono alla sua destra, intimandole di fermarsi. Rachel e Sydney girarono di scatto a sinistra, senza smettere di sparare.<br />
“Avevate ragione, era una trappola” rispose Rachel, senza fiato. Sydney si morse le labbra e sparò altri tre colpi. Proprio in quel momento Sark trascinò Rachel a terra, evitando le pallottole di un altro gruppo di agenti tedeschi apparso all’improvviso a sinistra. Sydney si voltò all’improvviso, svuotando un caricatore e obbligando i tedeschi a fare un rapido dietro front.<br />
“Pensavo che la polizia fosse disarmata, in questo paese” commentò, aiutando Sark e Rachel ad alzarsi in piedi.<br />
“Non se vengono segnalati dei terroristi!” rispose Rachel.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_10.jpg"><img class="size-full wp-image-1696" title="02x12_10" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_10.jpg" alt="02x12_10" width="100" height="110" align="right" /></a><br />
Il rumore di un’automobile li fece trasalire. Altri quattro poliziotti erano scesi da una volante a pochi metri da loro e si erano messi in posizione di tiro. Sydney e i suoi erano circondati.<br />
Sydney ricaricò la sua arma e fece a pezzi i finestrini della macchina con una serie di colpi precisi, mentre Sark e Rachel impegnavano gli agenti in un frenetico corpo a corpo. Rachel riuscì a immobilizzare un suo avversario, sbattendo la testa dell’agente sul cofano, mentre Sark si liberò di un nemico chiudendo la portiera sulla sua mano destra. Sydney si tuffò all’interno dell’abitacolo e strappò le chiavi a un agente ferito seduto al posto di guida, disarmandolo con facilità.<br />
“Se vuoi vivere, scappa!” lo minacciò in tedesco. L’uomo annuì debolmente e si lasciò lanciare all’esterno. Sark e Rachel salirono in auto, sparando i loro ultimi colpi per aprirsi una via di fuga. Sydney accese il motore e accelerò all’impazzata.<br />
Una serie di colpi alle gomme la costrinse a bloccarsi.<br />
“Avete ancora delle munizioni?” chiese a Sark e Rachel. La donna abbandonò la sua pistola.<br />
“Scarica” commentò.<br />
Sark scambiò la sua arma con una pistola abbandonata sul sedile posteriore.<br />
“Andiamo” ordinò Sydney, uscendo dall’auto e usando i suoi ultimi proiettili per proteggere la fuga di Rachel e Sark. Un latrato la fece rabbrividire: i poliziotti avevano liberato quattro robusti pastori tedeschi; uno era a pochi metri.<br />
Sark fece fuoco, abbattendo due degli animali: “Non ce la possiamo fare!” commentò, gettando la sua pistola a terra.<br />
“Non ho più proiettili!” Sydney imprecò a bassa voce.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_11.jpg"><img class="size-full wp-image-1697" title="02x12_11" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_11.jpg" alt="02x12_11" width="110" height="77" align="left" /></a>Il rumore del motore di un elicottero spaventò i due ultimi cani. Sydney alzò la testa e sorrise: alla guida dell’elicottero c’era Kane, che faceva penzolare una scaletta di corda pochi centimetri sopra la loro teste.<br />
“Rachel, Sark, la scala!” urlò Sydney.<br />
Alcuni tedeschi si erano fatti più vicini e tempestavano di colpi l’elicottero di Kane, senza successo. Kane rispose al fuoco, disperdendo i poliziotti a colpi di mitragliatrice. Sydney afferrò la scaletta: Sark e Rachel erano già rientrati e a bordo.<br />
“Devo salire, o riusciranno a colpire i serbatoi!” gridò Kane.<br />
“No, Sydney non è ancora a bordo!” rispose Rachel.<br />
Una serie di colpi fece scattare un allarme.<br />
“Ci hanno colpiti, o mi alzo ora o precipiteremo tutti!” commentò Kane, spingendo la cloche in avanti.<br />
Sydney si trovò in pochi secondi a diversi metri da terra. Una pallottola le sfiorò il viso e tagliò una corda, e si trovò a penzolare nel vuoto, aggrappata a una sola corda che minacciava di spezzarsi.<br />
“Prendi la mia mano!” urlò Sark, sporgendosi dall’elicottero. Sydney si lasciò dondolare per un secondo prima di lanciarsi, afferrando la mano di Sark. Rachel la aiutò a entrare nell’abitacolo.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_11_bis.jpg"><img class="size-full wp-image-1698" title="02x12_11_bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_11_bis.jpg" alt="02x12_11_bis" width="60" height="92" align="right" /></a><br />
“Ce l’hai fatta?” chiese Sydney, respirando a pieni polmoni.<br />
“Credo di sì” rispose Rachel, mostrandole una polaroid di un uomo sulla sessantina: “La voce corrispondeva, purtroppo mi hanno trovata subito”<br />
Sydney annuì debolmente, mentre l’elicottero si alzava in volo verso la frontiera francese.</p>
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<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>“Grazie alla missione degli agenti Kane, Sark, Gibson e Bristow &#8211; iniziò Marie Keller, rivolgendo un cenno di approvazione a Sydney &#8211; siamo riusciti a identificare il volto dell’uomo in contatto con Irina Derevko. L’agente Flinkman ha scoperto la sua identità”<br />
Marshall si alzò in piedi, accendendo uno schermo che visualizzava la polaroid di Rachel.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_12.jpg"><img class="size-full wp-image-1699" title="02x12_12" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_12.jpg" alt="02x12_12" width="81" height="110" align="left" /></a>“Allora, il nostro uomo era proprio difficile da trovare: non è negli archivi di nessuna polizia del mondo, non è mai stato fotografato prima da nessuna rivista, insomma è un po’ come un fantasma. Ma… &#8211; aggiunse, con un sorriso soddisfatto &#8211; Io non ho mai creduto ai fantasmi, e grazie al mio infallibile programma di analisi del volto, un po’ di fortuna e un pizzico di ingrediente segreto Flinkman… &#8211; continuò, mentre una serie di linee rosse si sovrapponeva alla foto – Voilà! Si era rifatto la faccia e aveva cambiato identità, ma nessuno è al sicuro dal potere di Super Marshall! Ecco a voi Oleg Penticoff, alias Nikolas Smolin, virologo russo dato per morto due anni fa. Buffo, perché a me sembra tutto tranne che morto, eh eh…” concluse, sedendosi con aria soddisfatta.<br />
“Prima della sua presunta morte, Penticoff ha lavorato per alcuni anni per il KGB, proprio nel periodo dell’attività di Irina Derevko. Tutto combacia” annunciò Marie.<br />
“Sembra che fingersi morti sia la moda del momento &#8211; commentò Kane &#8211; Ma che c’entra un virologo con Rambaldi e tutta quella paccottiglia New Age?”<br />
“Quella paccottiglia New Age può creare un siero che rende le persone degli zombie &#8211; spiegò Sydney, trovandosi a pensare a sua sorella &#8211; quindi direi che ci può essere un legame”<br />
Kane ammutolì, stupefatto.<br />
“Useremo tutte le risorse del Tempio per localizzare Penticoff e la ricercata numero uno &#8211; concluse Marie &#8211; Se non ci sono altre domande…”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_13.jpg"><img class="size-full wp-image-1700" title="02x12_13" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_13.jpg" alt="02x12_13" width="92" height="103" align="right" /></a><br />
“Veramente penso che tutti qui vogliano chiederle solo una cosa &#8211; commentò Rachel &#8211; Che fine ha fatto Christopher Anderson?”<br />
Marie Keller le scoccò un’occhiata carica di rimprovero: “E’ stato trasferito ad un altro incarico. E ora direi che potete andare”<br />
Sark e Rachel si scambiarono uno sguardo preoccupato, mentre Kane tempestava Marshall di domande su Rambaldi e i virus.<br />
“Non se ne vada, agente Bristow &#8211; ordinò a Sydney &#8211; Le devo parlare”.<br />
Sydney alzò le sopracciglia e cercò di indovinare il motivo di quella richiesta: “La ascolto” annunciò.<br />
“Prima di tutto, le volevo porgere le mie scuse. Non avevamo il diritto di mettere in discussione i suoi rapporti personali. Le tensioni del nostro lavoro renderebbero la vita difficile per chiunque, figuriamoci per una donna nella sua condizione.”<br />
“La ringrazio &#8211; rispose Sydney &#8211; Purtroppo ho l’impressione che queste scuse nascondano un bel <em>ma</em>…”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_13_bis.jpg"><img class="size-full wp-image-1701" title="02x12_13_bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_13_bis.jpg" alt="02x12_13_bis" width="100" height="93" align="left" /></a>“Non c’è un <em>ma </em>- replicò Marie &#8211; diciamo che c’è un <em>se</em>. Se lei si prendesse alcuni giorni di riposo…”<br />
“E’ un suggerimento o un ordine?” chiese Sydney in tono asciutto.<br />
“E’ un consiglio da una donna che ha conosciuto sua madre. Come ci ha ricordato lei, Irina è una manipolatrice. E’ sicura di poterla affrontare, specialmente adesso?”<br />
Sydney non rispose alla domanda: “Voglio vedere Christopher Anderson” chiese dopo un secondo di silenzio.<br />
“Anderson è stato sospeso dal caso &#8211; rispose la Keller in tono brusco &#8211; Si sentiva coinvolto personalmente, e questo offuscava la sua capacità di giudizio.”<br />
“Quindi lei ha paura che il fatto di essere figlia di Irina offuschi la mia capacità di giudizio? Sentiamo, <a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_14.jpg"><img class="size-full wp-image-1702" title="02x12_14" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_14.jpg" alt="02x12_14" width="97" height="95" align="right" /></a>cosa crede, che la lascerei andare solo perché è stata la donna che mi ha messa al mondo?” sbottò Sydney.<br />
“Credo che il coinvolgimento della Derevko sia la goccia che potrebbe far traboccare il vaso. Suo marito, sua figlia, suo padre…c’è troppa emotività nelle sue missioni. Suo marito ha rischiato di compromettere la sua copertura, e di conseguenza quella del Tempio. E’ chiaro che il suo giudizio è già offuscato”<br />
“Vaughn non è un rischio per la sicurezza del Tempio!” si infuriò Sydney.<br />
“Fino a quando non smetterà di lavorare per Patrick Malone, Michael Vaughn sarà sempre un rischio &#8211; rispose la Keller, glaciale &#8211; E la sua reazione non fa che dare forza ai miei dubbi. Vada a casa, agente Bristow, lei non è in grado di dare la caccia alla Derevko. E questa volta è un ordine”<br />
Sydney uscì dalla sala riunioni e si chiuse rabbiosamente la porta alle spalle, senza rispondere.</p>
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<p><strong>C.I.A. – UFFICIO DI PATRICK MALONE</strong></p>
<p>Malone era uscito dall’ufficio e aveva lasciato Jack e Vaughn da soli. Tuttavia come precauzione ulteriore aveva lasciato i quattro agenti fuori dalla porta, con l’ordine di bloccarli nel caso in cui tentassero di uscire, e aveva sequestrato i loro cellulari. Erano soli e senza speranza.<br />
“Jack deve pur esserci un modo per avvisarla!” disse Vaughn, noncurante del chip presente nel braccio di Jack e che permetteva a Malone di sentire ogni cosa.<br />
“Purtroppo lei è sola, Vaughn…Dobbiamo solo sperare che se la cavi anche senza il nostro aiuto. Sa badare a se stessa” replicò Jack.<br />
Michael non era convinto: se Malone diceva sul serio, Sydney non avrebbe potuto fronteggiare da sola un team di una decina di uomini, armati e con l’ordine di portarla via di casa a ogni costo.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_14_bis.jpg"><img class="size-full wp-image-1761" title="02x12_14_bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_14_bis.jpg" alt="02x12_14_bis" width="96" height="85" align="left" /></a>“Se Sydney opponesse resistenza…”<br />
Jack bloccò Michael: “Se la caverà”<br />
Michael annuì mestamente, convinto che non avrebbe più rivisto Sydney viva. Se la conosceva bene, avrebbe cercato in ogni modo di fuggire da quell’assalto, condannandosi a morte da sola.</p>
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<p><strong>CLARION HOTEL &#8211; Downtown, Los Angeles</strong></p>
<p>Renée stava componendo nuovamente il numero di suo fratello. Appoggiò il telefono all’orecchio destro e attese di <a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_15.jpg"><img class="size-full wp-image-1703" title="02x12_15" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_15.jpg" alt="02x12_15" width="110" height="101" align="right" /></a>sentire suonare dall’altra parte, ma ancora una volta ricevette la voce dell’operatore come risposta. Erano due ore che tentava di contattare Michael, ma il telefono sembrava spento. E la cosa non era assolutamente normale.<br />
Renée contattava Vaughn ogni giorno alla stessa ora con un messaggio al quale lui rispondeva o con un altro messaggio o con uno squillo, o con una telefonata.<br />
Da quando si trovava stabilmente in quel motel non c’era stato giorno nel quale non avesse visto o sentito suo fratello per assicurarlo che tutto andasse bene. Fino a quel momento.<br />
Sua madre sedeva sul divano con in braccio JJ, gli stava leggendo un libro.<br />
“Non riesco a capire, mamma…Dove può essere?”<br />
“Non ti è passato per la mente che magari lui e Sydney abbiano bisogno di stare un po’ soli, visto che finalmente sembrano essersi riappacificati?”<br />
“Michael risponde sempre ai miei contatti, ci deve essere qualcosa che non va, sono molto preoccupata per lui”<br />
“E se fosse in missione e non potesse risponderti?”<br />
“Le sue missioni non durano più due ore, trova sempre un momento per rispondermi anche quando è via…”<br />
“Fossi in te non starei lì a pensarci troppo, Renée…Sono certa che fra poco ti contatterà” concluse Lauren, sorridendo allo sguardo divertito di JJ.</p>
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<p><strong>CASA DI SYDNEY</strong></p>
<p>Syd rincasò stanca e assonnata. Il viaggio in Germania l’aveva decisamente spossata, portandola a chiedersi se avesse ancora il fisico per certe missioni. Appoggiò la borsa sul divano, poi andò in camera sua per cambiarsi. Voleva mettersi in abiti comodi per poi andare a prendere suo figlio, con il quale avrebbe passato una serata tranquilla e serena.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_17.jpg"><img class="size-full wp-image-1705" title="02x12_17" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_17.jpg" alt="02x12_17" width="102" height="110" align="left" /></a>Mentre si toglieva gli stivali si guardò intorno e vide la bella foto di JJ scattata da Michael al suo primo compleanno. Lui non appariva nell’immagine, ovviamente.<br />
Sydney si chiese cosa stesse facendo lui in quel momento. Era strano che avesse tanta voglia di vederlo e che improvvisamente il suo battito fosse accelerato, nel vedere quella foto?<br />
Sarebbe passata a casa di Eric una volta preso JJ, forse Vaughn avrebbe avuto voglia di cenare con lei…<br />
Infilò le scarpe da ginnastica e si legò i capelli, poi si alzò e cambiò la maglietta. Proprio mentre si guardava allo specchio per vedere che aspetto avesse, sentì un rumore provenire dal salotto.<br />
Senza attendere un secondo di più, aprì il cassettone con il vano segreto in cui custodiva le armi; prese la sua Beretta PX4 Storm fra le mani e si mosse con circospezione verso il soggiorno.<br />
Guardò a destra e a sinistra prima di puntare l’arma verso il salotto, dove non c’era nessuno. Sentì nuovamente quel rumore e si voltò spaventata dall’altra parte: si trattava della finestra in cucina che sbatteva perché era aperta. Sydney si avvicinò a essa e la chiuse, sapendo perfettamente che chiudeva sempre tutto prima di uscire di casa.<br />
Si volse nuovamente e fu allora che un uomo vestito di nero e con il passamontagna l’aggredì. Sydney si scostò ed evitò il suo colpo, che finì dritto sull’armadietto in vetro, rompendone l’anta.<br />
Riuscì ad avere la meglio su di lui e lo fece cadere a terra con un calcio al ventre, per poi vedersi accerchiata da altri tre uomini. Sorpresa e impaurita, Sydney prese il cassetto delle posate e lo tolse dal suo vano, gettandolo contro di essi per farli separare. Poi corse contro di loro e ne stese un secondo con una gomitata e un calcio al volto. Guardandosi intorno capì di essere praticamente circondata: c’erano altri cinque uomini che ora non sembravano più tanto restii all’uso delle armi. Quando vide il primo caricare il suo M16 si lasciò sfuggire un gemito e corse verso il bagno, proprio mentre una prima raffica arrivava in quella direzione. Lì dentro prese una nuova pistola che teneva nascosta dietro <a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_16.jpg"><img class="size-full wp-image-1704" title="02x12_16" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_16.jpg" alt="02x12_16" width="110" height="70" align="right" /></a>l’armadietto più in alto, in modo che JJ non ci potesse arrivare. Attese che i colpi cessassero, poi fece sporgere il braccio dallo stipite e cominciò a sparare all’impazzata, non sapendo chi o cosa avrebbe colpito. Sentì l’urlo di un uomo, seguito dal suo tonfo, poi si ritrasse dietro il muro mentre gli altri le sparavano nuovamente addosso.<br />
Come avrebbe potuto scappare? La finestra del bagno era chiusa dalle sbarre, non c’era una via di fuga. Non poteva far altro che continuare a difendersi finché non sarebbero finiti i colpi.<br />
Stava per scaricare una nuova raffica in salotto, quando udì il suono inconfondibile di una granata dalla quale si toglie la spoletta; pochi istanti dopo udì un’esplosione in salotto e le urla di alcuni uomini. Una figura coperta in viso corse verso di lei mentre il fumo si spargeva nella casa e le porse una maschera antigas. Seguì il suo inatteso salvatore fuori dalla casa, mentre gli uomini che l’avevano attaccata giacevano a terra senza poter respirare. Sydney fu colta da un momento di apprensione per la loro sorte, ma poi udì scattare l’allarme antincendio che avrebbe fatto “piovere” in casa e avrebbe diradato il fumo. Salì in macchina con l’uomo che l’aveva liberata, poi lo vide scattare verso l’incrocio e correre via a velocità elevata. Solo quando Sydney si fu convinta che non la stavano inseguendo si tolse la maschera, facendolo praticamente insieme all’autista.<br />
“Renée!?” gridò sorpresa.<br />
“Ciao Sydney” replicò lei, sorridendo.<br />
“Come facevi a sapere dell’attacco?”<br />
“Non ne avevo idea, ma Michael non ha risposto ai miei contatti oggi, così mi sono insospettita e sono passata da te sperando di trovarlo qui…A quanto pare il mio intervento è stato provvidenziale”<br />
“Sei stata molto sciocca a metterti allo scoperto, ma grazie per avermi salvata”<br />
“Non c’è di che…Anche tu l’hai fatto con me, una volta”<br />
Sydney avrebbe voluto dirle che non era vero, dato che aveva salvato la vita del suo clone, non la sua. Ma non le sembrava quello il momento di sottilizzare.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_18.jpg"><img class="size-full wp-image-1706" title="02x12_18" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_18.jpg" alt="02x12_18" width="88" height="93" align="left" /></a>“Cosa hai intenzione di fare ora?” chiese a Renée.<br />
“Portarti in un luogo sicuro dove potremo scoprire cosa è successo a mio fratello. Dobbiamo presupporre che sia in pericolo anche lui…”<br />
Sydney si sentì avvampare all’idea. Possibile che fosse stata lei, con le sue confidenze in merito al Tempio, ad aver messo in pericolo la vita dell’uomo che amava?<br />
No, i mandanti dovevano essere altri: forse Beth Luciani e Sorrentano, oppure…<br />
L’idea le balenò per il cervello un istante: M16, divisa nera, passamontagna. Dovevano essere agenti C.I.A. inviati da Patrick Malone. Cosa aveva scoperto? Doveva raggiungere immediatamente il Tempio.<br />
“So io dove andare…” sussurrò a Renée.</p>
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<p><strong>LUOGO SCONOSCIUTO</strong></p>
<p>Il vestito da sera nero appoggiato alla sedia di mogano contrastava con le pareti grigie della stanza. Sdraiata su un letto spartano e avvolta in una veste da camera dal taglio orientale, Irina Derevko sembrava assaporare la musica di Beethoven che riempiva la stanza male arredata, ma la sua mente vagava fra i ricordi.<br />
Irina chiuse gli occhi, per lasciarsi cullare dalle note. Le sembrava di fluttuare in un mare di immagini e di volti noti. Un instante prima era con suo padre che le proibiva di mangiare il cioccolato, l’attimo successivo stava raccontando a Jack della sua tesi. Buffo, non si ricordava più cosa avesse fatto ridere suo marito: uno scherzo sul suo lavoro, probabilmente. Qualcosa sul fatto di servire sempre due padroni.<br />
Irina riaprì gli occhi. Era passato molto tempo dall’ultima volta che aveva sentito una risata sincera di Jack. Certo, il loro rapporto, dopo che era sta scoperta, non era cambiato, almeno in superficie, ma Irina si era sempre accorta  di come le risate di Jack, negli ultimi mesi della loro convivenza, suonassero false, non autentiche. Jack era un buon bugiardo, ma anche lei era in grado di mentire e di capire chi stava mentendo.<br />
Lasciandosi trascinare dalla musica, Irina si ricordò dei suggerimenti del suo istruttore. Non recitare, le avevano detto. Crea una nuova persona, dalle un nome. Era stata lei a volersi chiamare Laura, come la donna di quel famoso poeta italiano, il Petrarca. Irina adorava la poesia: non era stato difficile fingere di essere una studiosa di letteratura. Si chiese se, a furia di fingere la sua morte, non avesse creato anche una nuova Irina, una donna che non esisteva. A volte le sembrava che non avesse la minima importanza.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_19.jpg"><img class="size-full wp-image-1707" title="02x12_19" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_19.jpg" alt="02x12_19" width="102" height="110" align="right" /></a><br />
Si alzò in piedi. Non doveva perdersi nella ragnatela dei ricordi e delle emozioni: non poteva permetterselo, non ora che era così vicina al suo scopo. Ma più cercava di scacciare i pensieri su Jack, più la sua mente sembrava rifiutarsi di abbandonare quella parte della sua esistenza. O di una delle sue molte esistenze. Si domandò se Jack aveva sofferto, quando aveva creduto di ucciderla per salvare Sydney. Un’altra domanda senza risposta. Irina sorrise. Sapeva che anche se avesse sofferto, Jack non lo avrebbe mai ammesso, specialmente a sé stesso.</p>
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<p>La fine della melodia la riportò alla realtà. Aveva commesso degli errori, era sta scoperta. Sydney stava cercando Isabelle, ed era arrivata a lei. Non doveva mai sottovalutare sua figlia: dopotutto, con un padre come Jack e un marito discendente da Rambaldi, Sydney non era destinata a rimanere nell’ombra, nella mediocrità che avvolgeva le agenzie e i loro schemi politici. Irina detestava i giochi di potere, specialmente quelli dei meschini burocrati senza qualità che credevano di potere dominare il mondo con la carta bollata e la paura. Irina aveva sempre cercato di essere libera dalla paura dell’autorità.<br />
Il periodo nel KGB le aveva insegnato il valore della disciplina, certo, ma Irina ricordava benissimo la frustrazione del vedersi comandare da degli incompetenti che sfogavano sui loro sottoposti la rabbia e il risentimento che la loro mediocrità impediva di trasformare in ambizione.<br />
Rambaldi era stato la sua ancora di salvezza. Quello scienziato aveva osato sfidare le regole dell’universo, andare oltre il mistero della vita e della morte. Leggere gli appunti di quel genio era elettrizzante, le faceva sentire il profumo della libertà da ogni vincolo, umano e divino. La grande opera di Rambaldi era la vita stessa, la libertà suprema, la fine di ogni miseria e stupida meschinità. Era per questo che i bigotti lo chiamavano pazzo. Compresa sua figlia. Irina fece una smorfia: Sydney era intelligente, forte, ma era anche incredibilmente testarda e incapace di vedere oltre all’orizzonte limitato della sua morale. Irina aveva delle regole, ma era disposta a infrangerle per amore: amore della libertà, della conoscenza, di Rambaldi. Certo, anche per amore di Sydney, o di sua nipote, ma quei due aspetti non erano distinti: Sydney era la Prescelta, e Isabelle il Quinto Profeta.  Era destino che fosse così.</p>
<p>Scrollando le spalle, Irina si alzò in piedi. Si era persa nei corridoi della sua mente per troppo tempo: era ora di gestire i suoi contatti. Irina sollevò la cornetta del suo interfono e compose un numero. Le rispose la voce squillante di Natasha.<br />
“Signora Derevko, è un piacere. Non è ancora uscito dalla camera, ma…”<br />
“Non importa &#8211; spiegò Irina &#8211; fra due giorni mi arriveranno i risultati delle analisi di Penticoff. Pensi che sarà in grado di aiutarci?”<br />
“Migliora sempre di più, penso proprio di sì” rispose Natasha.<br />
“Devo avvisare il signor Sorrentano?”<br />
“Lo farò io di persona, grazie” concluse Irina.<br />
Era ora di dare inizio alla seconda fase del suo piano.</p>
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<p><strong>C.I.A. – UFFICIO DI PATRICK MALONE</strong></p>
<p>La porta sbatté contro il muro quando Malone, infuriato come non mai, apparve nel suo stesso ufficio. Jack e Vaughn lo attendevano da ore, pronti a ricevere le peggiori delle notizie. Eppure la sua apparizione così teatrale poteva significare solo una cosa…<br />
“Sydney Bristow è fuggita!” gridò ai due agenti.<br />
Michael sospirò chiudendo gli occhi: nonostante tutto ce l’aveva fatta, l’avrebbe rivista ancora.<br />
Jack, invece, si lasciò scappare un sorriso che, date le circostanze, non poteva essere più fuori luogo.<br />
“La cosa ti sembra buffa, Jack? Aspetta di vedere quanto sarà buffo stare in una prigione federale per il resto della tua vita!”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_20.jpg"><img class="size-full wp-image-1708" title="02x12_20" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_20.jpg" alt="02x12_20" width="87" height="110" align="left" /></a>“Scoprirai che non è facile mettere al muro un agente Bristow”<br />
Malone replicò al limite della pazienza: “Voglio sapere come avete fatto ad avvertirla!”<br />
“Se pensi che possiamo averlo fatto noi, sei meno furbo di quanto tu stesso pensassi…” rispose Jack.<br />
“Ora basta, sbatterò in cella voi due, gli agenti Dixon e Weiss e tutti i vostri sottoposti!”<br />
“Dubito che lo farà…” disse una voce alle spalle di Jack e Vaughn.<br />
Malone osservò attentamente l’uomo che era apparso sulla porta. Lo conosceva da troppi anni per non capire immediatamente chi fosse.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_21.jpg"><img class="size-full wp-image-1709" title="02x12_21" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_21.jpg" alt="02x12_21" width="101" height="100" align="right" /></a><br />
“Direttore Kendall!” disse Vaughn alzandosi. Nonostante i dissapori avuti in passato con quell’uomo, era l’unico direttore esterno che avesse mai rispettato.<br />
“Lei non ha autorità al di fuori del D.R.S., quindi esca dal mio ufficio!” ringhiò Malone, alzandosi a sua volta.<br />
“Le cose sono cambiate: assumiamo il controllo delle indagini” spiegò Kendall porgendogli un foglio.<br />
“Da chi viene quest’ordine?” domandò Malone, attonito.<br />
“Non la riguarda. Le basti sapere che è stato firmato dal presidente in persona. Da questo momento il D.R.S. è a capo delle indagini sul Progetto Crisalide, ponendo fine alla sua egemonia su questa task force.”<br />
“Lei non ha l’autorità per sollevarmi dal mio incarico!” gridò Malone.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_22.jpg"><img class="size-full wp-image-1710" title="02x12_22" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_22.jpg" alt="02x12_22" width="88" height="103" align="left" /></a>“Ne ho abbastanza per mettermi temporaneamente a capo del suo gruppo di collaboratori…Lei dovrà fare quello che dico io finché non verremo a conoscenza di tutto ciò che riguarda il Progetto Crisalide. Le indagini da questo momento in poi sono top secret anche per lei agente Malone.”<br />
Malone non sapeva cosa rispondere. Si chiedeva come Kendall avesse scoperto i suoi veri obiettivi, dato che era stato così attento a nasconderglieli. Certo, aveva mandato Jack Bristow alla sede del Progetto Black Hole con la scusa di fargli effettuare delle ricerche sul Progetto Crisalide, ma quella era stata una necessità per ottenere informazioni molto più preziose.<br />
“Bene. Spero che vorrete uscire tutti dal mio ufficio allora, ho cose molto più importanti di cui occuparmi”<br />
Certo, pensò Jack, come uccidere mia figlia.<br />
Kendall, Vaughn e Jack si ritrovarono nell’atrio. Per i due agenti fu una soddisfazione poter respirare aria pulita non contaminata dal rivoltante profumo dell’egocentrismo di Malone.<br />
“Direttore Kendall, vorrei che si occupasse dello status di Sydney: Malone ha cercato di farla catturare, ma a quanto pare gli è scappata…”<br />
“Lo so. Da questo momento in poi non dovrà più preoccuparsi per la sorte della sua ex-moglie” spiegò Kendall.<br />
“Cosa significa, coma fa a sapere tutte queste cose?” domandò Michael.<br />
“Le mie fonti sono secretate, agente Vaughn…” replicò Kendall facendo per andarsene.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_23.jpg"><img class="size-full wp-image-1711" title="02x12_23" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_23.jpg" alt="02x12_23" width="99" height="98" align="right" /></a><br />
“Kendall! – lo bloccò Jack – Cosa significa tutto questo? Per quale motivo sei intervenuto per aiutarci?”<br />
Kendall sorrise: “Hai sempre il vizio di fare troppe domande, Jack…”<br />
E, detto questo, lasciò Michael e Jack a interrogarsi sull’accaduto.</p>
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<p><strong>CONTEA DI KERN – FUORI DALLA SEDE DEL TEMPIO</strong></p>
<p>Sydney e Renée erano arrivate da poco meno di un minuto. La macchina era spenta e stavano controllando tutte le macchine che passavano per essere sicure che nessuna di esse fosse guidata da inseguitori.<br />
“Me lo vuoi dire dove siamo, ora?” domandò Renée.<br />
Sydney si voltò e la guardò intensamente. Non se la sentiva di mentirle dopo ciò che aveva fatto per lei, ma doveva farlo.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_24.jpg"><img class="size-full wp-image-1712" title="02x12_24" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_24.jpg" alt="02x12_24" width="110" height="102" align="left" /></a>“Renée…Ti ringrazio per avermi salvata, ma ora devi lasciarmi qui e andartene”<br />
“Sydney non ho intenzione di lasciarti sola, non dopo che hanno tentato di ucciderti”<br />
“Non ho bisogno di protezione Renée, credimi”<br />
“Davvero? A me sembrava tutt’altro, poco fa…”<br />
Sydney sorrise ironicamente e scese dalla macchina, ignorandola. Renée fece lo stesso e iniziò a seguirla.<br />
“Ti ho già vista una volta venire in questo posto…”<br />
“Che intendi dire?” chiese Sydney.<br />
“Michael mi aveva chiesto di seguirti e io l’ho fatto…E ti ho vista venire qui, anche se ero poco convinta che fossi diventata improvvisamente religiosa…”<br />
Sydney si sentì offesa dal fatto che Michael l’aveva fatta seguire, ma del resto l’aveva già intuito quando aveva scoperto il suo coinvolgimento con Anderson. Non gliene faceva più una colpa.<br />
La donna si bloccò, Renée fece lo stesso al suo fianco.<br />
“Renée…Torna a casa e resta con mio figlio&#8230;E’ l’unica cosa di cui ho bisogno ora…Sapere che lui è in buone mani…”<br />
Renée la guardò perplessa, poi annuì: “Promettimi che starai molto attenta”<br />
Sydney le fece un cenno con la testa e si assicurò che la sua macchina fosse sparita, prima di entrare in chiesa.</p>
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<p>“Si rende conto di quanto sia grave quello che è appena accaduto?”<br />
Sydney era seduta al tavolo delle riunioni insieme a Sark, Rachel, Kane e Marshall. Marie Keller aveva preso il posto di Anderson e stava in piedi, vicino a loro.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_25.jpg"><img class="size-full wp-image-1713" title="02x12_25" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_25.jpg" alt="02x12_25" width="105" height="110" align="right" /></a><br />
“Con tutto il rispetto, signora Keller, cosa avrebbe fatto nei miei panni? Se non fossi fuggita forse non sarei stata qui a raccontarglielo!”<br />
“Per colpa del suo modo di comportarsi abbiamo la C.I.A. alle calcagna, senza contare che la sorella del suo ex-marito conosce l’ubicazione della nostra base!”<br />
Sydney ora era furiosa: “Signora Keller, mi rifiuto di continuare questa discussione. Forse lei non è mai stata operativa in passato, ma ci sono delle condizioni in cui la lealtà non è la prima cosa che ti viene in mente e francamente questa è stata una di quelle situazioni!”<br />
La Keller fece per parlare, ma Sydney la bloccò nuovamente: “Voglio vedere immediatamente Christopher Anderson, che lei ha allontanato senza l’approvazione della sua squadra!”<br />
Marie Keller diede un occhio ai colleghi di Sydney. Nessuno osava fiatare, ma sembrava ovvio che anch’essi la pensassero allo stesso modo riguardo alla sparizione di Anderson.<br />
Così la donna fece un cenno verso la telecamera più vicina e in meno di due minuti la porta della sala riunioni si aprì. Ad entrare fu proprio Anderson.<br />
Sydney lo guardò stupita: “Che significa tutto questo?”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_26.jpg"><img class="size-full wp-image-1714" title="02x12_26" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_26.jpg" alt="02x12_26" width="110" height="110" align="left" /></a>“Non me ne sono mai andato, Sydney…Ma non posso più rischiare di compromettere la sicurezza del Tempio con la mia presenza…”<br />
Sark, silenzioso fino a quel momento, intervenne: “Non mi sembra che le cose andassero male finché non siamo stati costretti a liberare Sydney durante l’attentato…E’ vero, forse ci siamo esposti, ma senza di noi probabilmente le cose si sarebbero messe molto male per tutti…”<br />
“Il problema è la mia capacità di giudizio, che attualmente è offuscata dai miei sentimenti personali”<br />
Marie Keller osservò a lungo Anderson, senza aprire bocca. Sapeva benissimo di cosa stesse parlando, forse era l’unica in quella stanza che avesse capito realmente cosa gli stava causando problemi.<br />
Al contrario, Sydney si sentì immediatamente presa in considerazione: “Quindi la tua sparizione è una sorta di punizione nei miei confronti?”<br />
“Non si tratta affatto di questo, è solo che la mia permanenza qui mi sembrava fuori luogo…” spiegò Anderson.<br />
“Ehm, forse dovremmo lasciarvi un attimo…”<br />
“Non c’è problema, Marshall… &#8211; riprese parola Sydney – Forse il mio riavvicinamento a Michael può averti ferito, mi dispiace per essermi fatta trascinare, ma credevo che tu avessi capito le mie intenzioni…”<br />
“Io ho capito benissimo le tue intenzioni!” ringhiò lui in risposta.<br />
“Ti ricordo che sei stato tu a reclutarmi, ora dovrei andarmene anche io per soddisfare il tuo orgoglio maschile?”<br />
“Non è questo il problema!” urlò Anderson.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_27.jpg"><img class="size-full wp-image-1715" title="02x12_27" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_27.jpg" alt="02x12_27" width="97" height="110" align="right" /></a>“Ora basta!” abbaiò una terza voce, quella di Kane.<br />
Tutti si voltarono verso di lui: Rachel e Sark, allibiti e senza parole; Marshall, che si mangiava le unghie per il nervoso; persino Syd e Anderson, insieme alla direttrice Keller.<br />
“Ora abbiamo ben altri problemi di cui preoccuparci! Da mesi siamo sulle tracce dei mandanti del Progetto Crisalide, abbiamo perso anche un’agente per raggiungere il nostro obiettivo! Ora grazie a Michael Vaughn sappiamo che Patrick Malone è una pedina fondamentale del gioco, dobbiamo occuparci di lui e di Irina Derevko e smetterla di perderci in inutili battibecchi!”<br />
Sydney era molto colpita dalle parole di Kane e si vergognò fortemente della discussione avuta con Anderson poco prima.<br />
Marie Keller non se la sentì di svelare che in realtà sapeva del coinvolgimento di Malone da molto tempo, grazie al contatto con suo marito.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_28.jpg"><img class="size-full wp-image-1716" title="02x12_28" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_28.jpg" alt="02x12_28" width="110" height="89" align="left" /></a>“Mi dispiace…Avete ragione, sono stata una sciocca…”<br />
Rachel intervenne: “Io e Julian abbiamo elaborato un piano per recuperare i Documenti Vespertini…Abbiamo scoperto dove sono nascosti”<br />
“Molto bene, mi aggiornerete immediatamente…Ma prima voglio che lei mi garantisca che da questo momento Chris Anderson tornerà a capo di questa task force. Abbiamo bisogno di lui”<br />
Anderson scambiò uno sguardo con Marie Keller. Cosa dovevano fare?<br />
“Se non tornerà tutto come prima…Perderete anche la mia supervisione delle operazioni tattiche” concluse Sydney, unendo le mani, appoggiate sul tavolo.<br />
“Perderete anche la mia lista di contatti” intervenne Sark.<br />
“Io seguirò Sydney, qualunque cosa faccia” disse Rachel.<br />
“Beh io ehm…avrei dei figli da mandare al college, questo lavoro mi serve…ma…Anche io sono con Sydney” sussurrò Marshall, deglutendo.<br />
“La mia opinione già la conoscete” concluse Kane.<br />
Marie Keller lanciò uno sguardo a tutti i presenti, concludendo con Anderson. Sembrava quasi commosso dalle parole dei suoi agenti.<br />
“Bene. Allora è deciso. Voglio un rapporto sul piano d’azione fra un’ora!” concluse la donna, uscendo dalla sala riunioni.</p>
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<p><strong>LUOGO SCONOSCIUTO</strong></p>
<p>Nella sua vita Johnny Sorrentano aveva lavorato per moltissimi capi, molto diversi fra loro. Tutti, al primo incontro, avevano cercato di studiarlo, di capire come controllarlo. Irina Derevko non lo aveva fatto: aveva subito iniziato a dargli degli ordini, e Sorrentano si era trovato ad eseguirli senza discussioni. Più tardi aveva capito che a Irina era bastato uno sguardo per capirlo. Non lo avrebbe confessato nemmeno sotto tortura, ma quella donna riusciva a spaventarlo.</p>
<p><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_29.jpg"><img class="size-full wp-image-1718" title="02x12_29" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_29.jpg" alt="02x12_29" width="108" height="110" align="right" /></a>“Sono delusa, signor Sorrentano, molto delusa. Ho dovuto farla portare al mio rifugio, e come lei sa, questa è una perdita di tempo e risorse”<br />
Sorrentano annuì: si era fatto dieci ore di aereo e cinque d’auto, a occhi bendati per non memorizzare la strada.<br />
“Purtroppo, ci sono delle cose che non si possono dire via telefono. I telefoni possono sempre essere intercettati, e i codici decifrati.”<br />
“Mi dispiace che sia delusa &#8211; rispose Sorrentano, fingendo una sicurezza che non possedeva &#8211; Ma non vedo come possa risolvere i suoi problemi con una sgridata. E’ vero, ho commesso i miei errori, ma…”<br />
Irina lo fermò con un cenno della mano: “I suoi errori sono già stati discussi, e sono riuscita a rimediare. Il problema è la sua partner, Beth Luciani. Lei le ha mostrato una mia foto”<br />
Sorrentano iniziò a sudare freddo. Come faceva a saperlo? Facendo appello a tutto il suo autocontrollo, si limitò ad alzare le sopracciglia, come se la rivelazione non lo riguardasse.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_30.jpg"><img class="size-full wp-image-1719" title="02x12_30" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_30.jpg" alt="02x12_30" width="100" height="110" align="left" /></a>“Sa, mio nonno sapeva sempre tutto sul mio conto. Non ho mai capito come, ma se facevo qualcosa che lui non approvava in qualche modo lo veniva a sapere. Ma questo non mi ha impedito di fare ciò che volevo” spiegò in tono asciutto.<br />
“E’ stato un errore. Se ho deciso di non incontrare la sua partner di persona c’è un motivo. Non voglio che il mio nome sia legato a voi due” rispose Irina.<br />
“A quanto ne so, sua figlia è già sulle sue tracce &#8211; si difese Sorrentano &#8211; Dovevo ottenere la fiducia della mia partner, non era possibile che i nostri avversari sapessero di più su di lei di quanto ne sapesse Beth”<br />
Irina fece una smorfia insoddisfatta.<br />
“Si ricordi che la osservo sempre. D’ora in poi non voglio nessuna iniziativa personale: lei eseguirà i miei ordini senza protestare.”<br />
Sorrentano preferì evitare di rispondere.<br />
“I documenti vespertini sono già stati recapitati a Penticoff &#8211; continuò Irina &#8211; Dovremmo avere i risultati delle analisi in pochi giorni. Come lei sa, i vespertini sono la chiave del nostro progetto, e i risultati di Penticoff non devono assolutamente cadere nelle mani sbagliate. Non mi deluda di nuovo”<br />
Sorrentano si morse la lingua: meglio non contraddire Irina Derevko in quel momento.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_30_bis.jpg"><img class="size-full wp-image-1720" title="02x12_30_bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_30_bis.jpg" alt="02x12_30_bis" width="84" height="98" align="right" /></a>Uscito dalla stanza di Irina fu preso in consegna da Natasha, che gli porse una benda scura.<br />
“Non esce mai dalla camera?” chiese Sorrentano, indicando una porta a pochi passi da quella di Irina.<br />
“Questo non la riguarda &#8211; rispose Natasha &#8211; Si metta la benda e potrò fare a meno di drogarla”.<br />
Sorrentano obbedì, chiedendosi se davvero aveva fatto l’affare della sua vita quando aveva iniziato a lavorare per la Derevko. Non ne era più molto convinto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>C.I.A. – UFFICIO DI PATRICK MALONE</strong></p>
<p>Malone osservava orgoglioso un foglio ricevuto tramite fax pochi minuti prima. Attendeva l’arrivo di Kendall da un momento all’altro, dato che l’aveva fatto convocare con la massima urgenza.<br />
Quando questi bussò alla porta, non si disturbò nemmeno a dirgli di entrare; del resto Kendall aprì senza aspettare di sentire le classiche parole di benvenuto.<br />
“Questo è appena arrivato da Washington. Firmato dal ministro alla difesa in persona, sigillato dal Gabinetto Presidenziale”<br />
Questa volta fu Kendall a ricevere il foglio da Malone. Non era una lettera molto lunga, ma decisamente esaustiva. Alzò gli occhi verso colui che aveva sperato, per un breve momento di poter controllare.<br />
“Come vede non è l’unico che ha agganci alla Casa Bianca” disse fra i denti Malone.<br />
Kendall lo guardò sprezzante, poi uscì dal suo ufficio sbattendo la porta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Weiss, Dixon e Vaughn stavano ancora cercando di contattare Sydney, ma a casa non rispondeva e i suoi numeri personali erano ancora irraggiungibili.<br />
“Spero che stia bene” sussurrò Michael, dopo l’ennesima chiamata a vuoto.<br />
In quel momento Michael si ricordò che Sydney non era l’unica persona che avrebbe dovuto contattare quel giorno.<br />
“Renée!” disse ad alta voce, dirigendosi rapidamente al computer.<br />
“Cosa?” domandò Eric.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_31.jpg"><img class="size-full wp-image-1721" title="02x12_31" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_31.jpg" alt="02x12_31" width="95" height="95" align="left" /></a>“Abbiamo un protocollo di contatto, lei mi contatta ogni giorno e io devo risponderle per darle conferma. Una precauzione nel caso qualcuno la stia cercando” spiegò Michael, digitando le sue credenziali di accesso alla posta elettronica. Vaughn si rese conto di non aver nemmeno controllato il cellulare dedicato alla sorella, che aveva un numero irrintracciabile e le frequenze schermate.<br />
Chiaramente Renée l’aveva cercato tutto il giorno, dato che non appena aprì la casella di posta trovò cinque e-mail. Tutte provenivano da diversi enti pubblici: un’agenzia di viaggi di San Francisco, una banca di Los Angeles, tre erano messaggi pubblicitari che qualunque altro account avrebbe cestinato come spam.<br />
Vaughn aprì l’ultimo, l’orario indicato risaliva a solo venti minuti prima.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_32.jpg"><img class="size-full wp-image-1722" title="02x12_32" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_32.jpg" alt="02x12_32" width="88" height="88" align="right" /></a>“Da quando ti interessano le sfilate di moda?” domandò Dixon.<br />
“E’ un messaggio in codice, l’abbiamo inventato io e Renée. Dice che Sydney è al sicuro…”<br />
Michael sospirò e si accasciò più rilassato nella sedia, Eric gli diede una pacca amichevole sulla spalla e Dixon sorrise.<br />
“Ha bisogno di parlarmi…Come posso fare ad andarmene di qua?”<br />
Dixon stava per rispondere, quando apparve Kendall alle loro spalle.<br />
“Abbiamo un problema – disse il direttore, l’espressione preoccupata – Malone ha fatto dichiarare Sydney Bristow nemica dello stato”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_33.jpg"><img class="size-full wp-image-1723" title="02x12_33" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_33.jpg" alt="02x12_33" width="89" height="92" align="left" /></a><br />
“Cosa?” gridò Eric alzandosi. Michael strappò il fax dalle mani di Kendall, leggendolo avidamente.<br />
“Come c’è riuscito?”<br />
“Come ben sapete il suo potere è ampio, nemmeno io posso contrastare una cosa del genere, non senza destare sospetti sulla mia integrità professionale. Anche io tengo a Sydney, ma non possiamo fare nulla per lei ora…Se quello che pensate è vero, che lavora per un’altra agenzia, loro le forniranno la protezione necessaria”<br />
“Forse lei non può fare nulla, ma io sì – intervenne Michael – Deve fare in modo di farmi uscire da questo ufficio. Posso mettermi in contatto con lei e informarla dell’accaduto!”<br />
“Questo non è necessario: ho i miei metodi di divulgazione, agente Vaughn” rispose Kendall, pensando al messaggio che aveva inviato poco prima a sua moglie.<br />
“Non mi importa niente dei suoi metodi…Ho bisogno di parlare con lei” concluse Michael, risoluto.<br />
Kendall sospirò, ricordando la testardaggine del suo ex-agente.<br />
“D’accordo…Le assegnerò una missione non ufficiale…Un suo contatto in Colombia che ha bisogno di parlare con lei”<br />
“Grazie”<br />
“Voi vi occuperete della copertura: carta d’imbarco, passaporto…tutto deve sembrare in regola. Si presenti all’aeroporto fra mezz’ora”<br />
Michael annuì e fece un cenno d’intesa agli amici, prima di lasciare la stanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CLARION HOTEL &#8211; Downtown, Los Angeles</strong></p>
<p>“Come sarebbe a dire che l’hai lasciata andare?” gridò Michael.<br />
“Shh, JJ s’è appena addormentato…” rispose Renée.<br />
“Sì, scusa…Senti non è prudente lasciare Sydney da sola…Malone l’ha messa nella lista dei ricercati della C.I.A., è stata dichiarata nemica dello stato”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_34.jpg"><img class="size-full wp-image-1724" title="02x12_34" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_34.jpg" alt="02x12_34" width="100" height="98" align="right" /></a>“Questo non lo sapevo…Ma Sydney sa badare a se stessa…E poi abbiamo una piccola garanzia che ci consentirà di saperne di più”<br />
“Cioè?”<br />
Renée si avvicinò al computer e digitò alcuni comandi alla tastiera; apparve l’immagine di una videocamera che riprendeva una chiesa. Michael guardò la sorella sorpreso.<br />
“Quando ho lasciato Sydney mi ha chiesto di andarmene, ma io sono tornata e ho piazzato una telecamera per sapere quando uscirà da lì. È lo stesso posto dove l’avevo seguita qualche settimana fa, credo si tratti della sua base operativa”<br />
“Ottimo lavoro Renée…” disse Michael.<br />
“Grazie. Mi fa piacere rendermi utile, non so fare solo la babysitter”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_35.jpg"><img class="size-full wp-image-1725" title="02x12_35" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_35.jpg" alt="02x12_35" width="96" height="94" align="left" /></a><br />
“Hai scoperto qualcosa su quel posto?”<br />
“Non ho voluto fare mosse azzardate, sono stata molto attenta a non farmi vedere, ma non ho visto guardie o sistemi di sorveglianza. Chiunque siano vogliono passare inosservati…questo spiegherebbe perché la loro copertura sia una chiesa”<br />
Michael annuì: “Come pensi che dovrei procedere?”<br />
“Non appena vedremo Sydney o chiunque altro uscire da quel posto, noi la seguiremo”<br />
Michael stavolta scosse la testa: “Non ho intenzione di seguirla di nuovo, mi fido di lei…E non voglio rischiare di compromettere il nostro rapporto, ora che le cose cominciano ad andare di nuovo bene”<br />
“Non hai altra scelta, Michael…Dobbiamo saperne di più per il suo bene: se qualcun altro è sulle sue tracce, potrebbe aver bisogno di noi!”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VENEZIA – PALAZZO DI PENTICOFF</strong></p>
<p>L’elegante salone era illuminato a giorno da grandi lampadari in vetro di murano. Una piccola orchestra suonava brani di Strauss allietando le coppie che ballavano al centro della sala. Gli invitati riflettevano i loro passi su un pavimento di marmo nero tirato a lucido per l’occasione.<br />
Una donna vestita di rosso si muoveva elegantemente tra gli ospiti della festa, cercando con gli occhi la sua preda.<br />
“L’ho trovato…Sta bevendo dello champagne in fondo alla sala…”<br />
“Ricevuto, procedi con la fase uno” rispose il suo collega in cuffia.<br />
Renée annuì più per se stessa che per rispondere a Michael, poi si diresse verso Penticoff.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_36.jpg"><img class="size-full wp-image-1726" title="02x12_36" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_36.jpg" alt="02x12_36" width="99" height="92" align="right" /></a></em><em>“Non sappiamo dove stiano andando, hai intenzione di seguirli anche se prenderanno un aereo per una destinazione a noi ignota?” gridò Michael, mentre sedeva alla destra di Renée in una macchina che seguiva quella di Sydney.<br />
Proprio in quel momento il cellulare dell’uomo vibrò: aveva ricevuto un messaggio.</em><br />
<span style="color: #0000ff;">Parto per Venezia, è tutto sotto controllo.<br />
Siamo sulle tracce dell’uomo che ha rubato i Documenti Vespertini.<br />
Mi terrò in contatto.</span><br />
<em>“E’ Sydney!” disse ad alta voce Michael.<br />
“Ti ha detto qualcosa di importante?” chiese Renée, senza smettere di guardare la strada.<br />
Michael attese un attimo, poi rispose: “Partiamo per Venezia”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Michael si chiedeva ancora come mai Malone non avesse saputo del furto dei Documenti dal magazzino. La ragione più plausibile, in realtà, era che lo sapesse ma non avesse riferito nulla a lui e Jack.<br />
Nel frattempo Renée si avvicinò a Penticoff, e sfoderando tutto il suo fascino, con un sorriso smagliante, gli porse la mano per invitarlo a ballare.<br />
“Sono davvero onorata di fare la sua conoscenza, ammiro molto il suo operato signor Penticoff”<br />
L’uomo le sorrise, facendole fare una giravolta.<br />
“Mi piacerebbe parlare in privato dei miei progetti con una donna come lei” rispose con sguardo ammirato. Renée scoppiò in una risatina forzata.<br />
In quel momento uno dei suoi collaboratori lo raggiunse e gli toccò una spalla, portando lui e Renée a fermarsi. “Signore, una telefonata urgente per lei”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_36_bis.jpg"><img class="size-full wp-image-1727" title="02x12_36_bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_36_bis.jpg" alt="02x12_36_bis" width="75" height="96" align="left" /></a>“Mi perdoni mia cara, spero di avere del tempo da dedicarle più tardi…”<br />
La donna, congedandosi con un sorriso si avviò speditamente verso la toelette delle signore.<br />
Poi aprì la minuscola borsetta da cui tirò fuori un portacipria che nascondeva un riproduttore di impronte digitali. Premette l’impronta del pollice di Penticoff che era rimasta sulla pellicola trasparente che ricopriva la sua mano, poi attese che il dispositivo avesse effettuato la copia.<br />
Una volta ricevuta conferma, gettò via la pellicola dalle sue mani, mise via il dispositivo e raggiunse nuovamente il salone.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_37.jpg"><img class="size-full wp-image-1728" title="02x12_37" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_37.jpg" alt="02x12_37" width="96" height="90" align="right" /></a><br />
“Sto portando il pacco, rendez-vous fra venti secondi” disse in cuffia.<br />
Michael raggiunse Renée, che stava già bevendo un drink; senza dare nell’occhio, la donna infilò il dispositivo nella tasca della giacca di Vaughn.<br />
“Buona fortuna” sussurrò poi.<br />
Michael abbozzo un sorriso mentre guardava la sorella che si allontanava confondendosi tra gli invitati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sark era appoggiato al banco del buffet e stava sorseggiando dello champagne, mentre scrutava la sala senza lasciarsi scappare un particolare di tutto ciò che lo circondava.<br />
“Ne passerebbe un bicchiere anche a me?” disse una voce femminile dal forte accento francese, che lo distrasse dai suoi pensieri.<br />
Julian si voltò lentamente e la prima cosa che notò furono i sandali rossi dentro i quali erano infilate delle caviglie sottili che sorreggevano due lunghe gambe snelle. La donna indossava un abito rosso come le scarpe, il quale le lasciava la schiena completamente scoperta e faceva risaltare i suoi capelli neri con vistose meche rossastre.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_38.jpg"><img class="size-full wp-image-1729" title="02x12_38" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_38.jpg" alt="02x12_38" width="94" height="98" align="left" /></a>“Molto volentieri” rispose Sark allungandole un flute di champagne. Fra tutte le persone che si sarebbe aspettato di incontrare in quel luogo, l’ultima di esse era la sorella di Michael Vaughn. Lei, tuttavia, non l’aveva mai visto e non sapeva chi fosse. O almeno così si trovò a sperare Sark.<br />
“Dovrebbe provarlo con queste” continuò poi, indicandole un vassoio sul tavolo.<br />
Renée prese un’ostrica e l’assaggiò. Poco lontano, Michael notò la scena e quasi fece cadere il bicchiere che aveva in mano per lo spavento. Sydney e Sark erano già arrivati, ma dove era lei?<br />
“Sono deliziose…”<br />
“Gliel’avevo detto… &#8211; rispose Julian, sorridendo – Nonostante il cibo di qualità ottima e la perfetta scelta delle bevande, queste feste mi annoiano…”<br />
Renée riprese: “Non sempre, a volte si possono fare incontri interessanti”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_39.jpg"><img class="size-full wp-image-1730" title="02x12_39" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_39.jpg" alt="02x12_39" width="85" height="110" align="right" /></a><br />
“Renée, piantala di perderti in convenevoli con lui, è Julian Sark! Dobbiamo arrivare ai Documenti prima di lui e Sydney!” gracchiò Michael in cuffia.<br />
Renée probabilmente mostrò la sua sorpresa, perché Sark intervenne: “Qualcosa non va?”<br />
“Credo che lo champagne e l’ostrica abbiano avuto un effetto indesiderato…Mi scusi” sussurrò, fingendo di stare male e allontanandosi da lui.<br />
Vaughn guardò l’orologio sospirando. Lui e Renée avevano ripassato il piano decine di volte, ma questo non cancellava il rischio che correvano agendo da soli. Sarebbe salito al piano superiore durante il discorso di Penticoff e avrebbe preso i Documenti Vespertini, sempre che non ci arrivasse prima Sydney.<br />
Sark, finalmente solo, poté intervenire e informare i suoi colleghi: “Agar, Abramo, abbiamo compagnia…Meglio che entriate in scena in fretta, dovremo muoverci prima di loro”<br />
“Di chi?” domandò Sydney in cuffia.<br />
“Tuo marito e sua sorella” rispose Sark.<br />
Sydney guardò Anderson quasi a scusarsi: “Muoviamoci”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Michael stava attendendo che iniziasse il discorso di Penticoff con il secondo cocktail della serata. Improvvisamente la sua attenzione fu catturata dall’elegantissima coppia che aveva fatto il suo ingresso nella sala. Il suo cuore si fermò per un secondo, mentre guardava Sydney. Era straordinariamente bella, con i capelli raccolti e l’abito da sera blu notte che lasciava le spalle scoperte e scendeva morbido fino ai piedi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Serpente sei in posizione?” chiese Anderson nell’auricolare.<br />
“Certamente e sono in buona compagnia…” rispose sorridendo. Sydney gli lanciò un’occhiata e lo vide con l’ennesimo bicchiere di champagne.<br />
“Questo tizio non si fa mancare nulla…E questa festa è in pomposo stile russo”<br />
Anderson le passò un bicchiere e Sydney bevve rapidamente il suo cocktail, iniziando a scrutare la sala alla ricerca di Vaughn. Poi guardò l’orologio: “Manca poco ormai…Manteniamo il piano A, Serpente, tu occupati di Vaughn e Renée. Salirò al piano di sopra non appena comincerà il discorso”<br />
“Ricevuto, Agar”<br />
Più Sydney si sforzava di scorgere Michael tra la folla, meno ci riusciva. Poi sentì la mano di Anderson sfiorarle la spalla per chiamarla: “C’è ancora un po’ di tempo e la situazione sembra sotto controllo&#8230;perché non approfittarne?” concluse, porgendole la mano.<br />
“Cosa?” chiese Syd con aria leggermente smarrita.<br />
“Mi concedi questo ballo?”<br />
Sydney fece per replicare, ma Christopher le prese la mano e la guidò verso il centro della sala.<br />
“Non credo sia il momento più adatto…” disse Syd esitante, ma Anderson la strinse a sé e iniziò a condurre.<br />
“Dobbiamo avvalorare le apparenze, non credi?”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_40.jpg"><img class="size-full wp-image-1731" title="02x12_40" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_40.jpg" alt="02x12_40" width="68" height="110" align="left" /></a>Sydney sorrise e si lasciò portare nel ballo. Erano passati talmente tanti anni da quando lei e Michael si erano ritrovati a danzare in mezzo alla stazione, affollata di gente…<br />
“Christopher, mi dispiace per tutto quello che è accaduto…Non volevo ferirti” sussurrò Sydney.<br />
“Lo so…Credimi, non è stata colpa tua…E non ti biasimo affatto”<br />
“Dici sul serio?” chiese Sydney, sorridendo.<br />
“L’ho sempre saputo che questa situazione era solo temporanea…Sono stato io ad approfittarne, cercavo solo di esserti vicino”<br />
“L’hai fatto…”<br />
Anderson annuì e la fece vorticare più rapidamente, portandola a sorridere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vaughn dalla sua postazione aveva osservato tutta la scena. Con un gesto di rabbia guardò l’orologio. Se voleva arrivare al piano superiore prima di lei, questo era il momento ideale.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_41.jpg"><img class="size-full wp-image-1732" title="02x12_41" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_41.jpg" alt="02x12_41" width="85" height="95" align="right" /></a><br />
Non poteva stare un secondo di più a guardare.<br />
Senza sapere se fossero la strategia o la gelosia a muoverlo, Michael si diresse verso le scale.<br />
“Renée, cambio di programma: mi muovo adesso”<br />
Renée intravide il fratello e disse: “Non puoi! Non è ancora iniziato il discorso!”<br />
“Non importa! Se mi muovo ora avremo un vantaggio su di loro!” replicò, incamminandosi verso l’ascensore di servizio che portava al piano superiore.<br />
Renée intravide Sydney ballare con Anderson e sospirò: ecco cosa aveva spinto Michael a cambiare il piano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vaughn salì in ascensore, guardandosi intorno per essere sicuro di non essere seguito. Premette il pulsante per salire mentre con l’altra mano stringeva il dispositivo duplicante che stava nella sua tasca. Il cuore gli martellava nel petto e non per il rischio che stava correndo. Continuava a rivedere nella sua mente l’immagine di Sydney che danzava felice in mezzo alla sala.<br />
La porta dell’ascensore si aprì e lo distolse dai suoi pensieri. La terza porta a destra, ripassò mentalmente, prendendo fiato per ritrovare la calma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel frattempo Sark si guardava intorno. Si rese conto che aveva perso di vista Michael, ma non Renée. La seguì con lo sguardo mentre si dirigeva all’ascensore.<br />
“Agar, a quanto pare i nostri ospiti si stanno muovendo”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_42.jpg"><img class="size-full wp-image-1733" title="02x12_42" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_42.jpg" alt="02x12_42" width="65" height="110" align="left" /></a>“Prima del discorso? E’ una mossa imprudente” disse Anderson in cuffia.<br />
“Non importa, credo sia il momento di entrare in azione” replicò Sydney.<br />
“Va bene &#8211; annuì Anderson &#8211; Ma stai attenta e non sottovalutare tuo marito!” aggiunse con aria preoccupata.<br />
Syd corse verso l’ascensore, notando che Renée vi stava entrando e schiacciava il pulsante del piano. La porta le si chiuse davanti. Se avesse aspettato avrebbe perso troppo tempo: si diresse verso le scale di servizio, si infilò rapidamente nella porta che dava verso l’esterno della sala e cominciò a salirle il più rapidamente possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Michael prese in mano il dispositivo e lo mise di fronte al piccolo schermo che serviva a rilevare le impronte digitali. L’impronta venne riconosciuta e la porta si aprì di scatto.<br />
Michael entrò nell’ufficio di Penticoff e chiuse la porta alle sue spalle.<br />
Lo studio era arredato con mobili moderni e Michael notò l’enorme piano di cristallo che faceva da scrivania; sotto di esso c’era una cassettiera con una serratura a combinazione elettronica.<br />
“Renée tocca a te!” sussurrò in cuffia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La donna si trovava nella stanza privata di Penticoff e lui le stava facendo ammirare la collezione di quadri di Mondrian. Non appena sentì l’invito di Michael, Renée stese l’uomo a terra con un calcio e gli puntò una pistola addosso.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_43.jpg"><img class="size-full wp-image-1734" title="02x12_43" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_43.jpg" alt="02x12_43" width="87" height="99" align="right" /></a><br />
“Non mi è mai piaciuta l’arte moderna – gli disse – Il codice della tua cassettiera”<br />
“No!” rispose l’uomo con rabbia.<br />
Renée non si fece intimidire e gli sparò un colpo alla coscia sinistra. L’uomo gridò dal dolore e iniziò a stringersi la gamba, cercando di indietreggiare.<br />
“Sei pazza…” sussurrò a denti stretti.<br />
“Dammela subito o il prossimo sarà più doloroso!” disse Renée, piegandosi e puntandogli la pistola alla testa.<br />
L’uomo trovò la forza di rispondere: “4…5…7…9…2”<br />
Renée gli diede un colpo al volto con la pistola e lo fece svenire, mentre Michael premeva i tasti con la combinazione. Attese che la luce diventasse verde, poi aprì la cassettiera.<br />
Come si aspettava, i Documenti si trovavano in un piccolo contenitore marroncino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Syd stava ancora correndo quando spalancò la porta che dava sul corridoio al piano superiore; continuò a muoversi rapidamente nel corridoio, col rumore dei suoi tacchi che veniva attutito dal lussuoso tappeto.<br />
“Serpente, muoviti e blocca Renée! Io penserò a Michael”<br />
“Negativo, Abramo ti sta raggiungendo con l’ascensore” rispose Sark in cuffia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vaughn alzò la testa di colpo non tanto per la porta che si era spalancata davanti a lui, quanto per lo scatto della pistola che Syd gli stava puntando addosso.<br />
“Come sei entrata?”<br />
Sydney lanciò un piccolo aggeggio sul pavimento: “Non sei l’unico ad avere giocattoli interessanti…Questo rileva le impronte del pollice lasciate sul vetro”<br />
“Ingegnoso” rispose Michael alzandosi, con in mano il plico marrone.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_44.jpg"><img class="size-full wp-image-1735" title="02x12_44" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_44.jpg" alt="02x12_44" width="83" height="95" align="left" /></a>“Vaughn…Dalli a me…”<br />
“Altrimenti? Mi spari?”<br />
“Vaughn per favore non rendere tutto più difficile, dammi quei Documenti” le mani di Sydney tremavano, e la pistola che stava puntando addosso a suo marito le sembrava pesantissima.<br />
Cosa stava facendo?<br />
“Syd non posso permettere che queste informazioni finiscano nelle mani sbagliate e sono sicuro che non lo vuoi nemmeno tu!”<br />
Sydney abbassò l’arma in un gesto istintivo: “Li ha rubati mia madre…Da un magazzino della C.I.A. in cui erano custoditi…In questo momento mi fido più di me stessa, che di voi…”<br />
“Intendi dire che non ti fidi di me?”<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_45.jpg"><img class="size-full wp-image-1736" title="02x12_45" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_45.jpg" alt="02x12_45" width="87" height="101" align="right" /></a><br />
“No… &#8211; sospirò lei &#8211; Sono stata io a dirti dove si trovavano, ricordi?”<br />
“Sì, e poi sei venuta qui a prenderli insieme a quell’uomo…”<br />
Vaughn la guardava serio e lei avvertiva il risentimento nella sua voce. Li aveva visti ballare? Cosa aveva pensato?<br />
“Non avevo scelta…Se mia madre li ha rubati, significa che sono importanti per lei e devo scoprire perché!” disse lei, avvicinandosi a Michael.<br />
“Allora lascia perdere Anderson e vieni via con me! Dobbiamo lavorare insieme, non possiamo più farci la guerra a vicenda…Tocca a noi scoprire la verità riguardo a nostra figlia…”<br />
Gli occhi di lei si riempirono di lacrime: davvero lui era disposto a lasciare tutto per andarsene con lei? Ma Sydney non ebbe il tempo di rispondergli: una pallottola fischiò vicino all’orecchio di Vaughn, costringendolo a spostarsi per evitarla.<br />
Syd si voltò di scatto: Anderson puntava la pistola su Vaughn.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_46.jpg"><img class="size-full wp-image-1737" title="02x12_46" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_46.jpg" alt="02x12_46" width="75" height="82" align="left" /></a>“Coraggio Vaughn…Dacci quei Documenti, se tieni veramente a tua figlia…”<br />
Syd preoccupata guardava alternativamente l’uno e l’altro, sapendo che Michael non avrebbe mollato facilmente.<br />
Lui sembrava valutare la situazione e cercò di prendere tempo “Prima voglio sapere esattamente cosa farai per aiutare Sydney”<br />
Anderson lo guardò rabbioso: “Molto più di quanto abbia fatto tu!”<br />
Michael rispose al suo sguardo con un’espressione di odio. Quell’uomo stava vicino a Sydney, dove avrebbe dovuto trovarsi lui.<br />
Syd non sapeva cosa fare. Sapeva perfettamente che Christopher non poteva fare del male a Michael, ma voleva riprendersi quei Documenti.<br />
In quel momento sul vano della porta si stagliò una figura femminile che puntava una pistola addosso ad Anderson: “Metti giù la pistola!” intimò Renée.<br />
Nessuno disse una parola. Anderson, sorpreso ma divertito, buttò a terra l’arma e lanciò uno sguardo a Vaughn: “A <a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_47.jpg"><img class="size-full wp-image-1738" title="02x12_47" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_47.jpg" alt="02x12_47" width="93" height="93" align="right" /></a>quanto pare avete vinto voi…”<br />
“E’ un’abitudine ormai…” replicò lui, sorridendo. Poi lanciò uno sguardo di disapprovazione a Sydney.<br />
“Michael forza, dobbiamo andarcene” disse Renée.<br />
Syd aveva il cuore in tumulto e gli occhi lucidi, ma non reagì. Non voleva in alcun modo compromettere la fuga di suo marito.<br />
“Solo una cosa… &#8211; disse Renée, piazzando un congegno sulla serratura &#8211; Non vi conviene provare a uscire di qui prima che siano trascorsi dieci minuti”<br />
Michael pensò a quanto fosse ingegnosa sua sorella, poi si ricordò che era stata per troppo tempo una delle maggiori ricercate in America.<br />
“Mi dispiace per come è andata” sussurrò, rivolto a Sydney. Poi lui e Renée sparirono dalla sua vista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I due si diressero all’ascensore e lo chiamarono. Quell’attesa di pochi secondi parve quasi infinita, ma infine le porte si spalancarono.<br />
Davanti ai due fratelli comparve Julian Sark, che puntava una pistola contro di loro.<br />
“Ma che sorpresa – esclamò – Vaughn, non sapevo che tua sorella fosse così brava…”<br />
Renée guardò Michael. Possibile che fossero stati così vicini a farcela e tutto dovesse fallire per colpa di Sark?<br />
Julian abbassò l’arma e sorrise: “Coraggio, filatevela!”<br />
Entrambi lo guardarono sorpresi.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_48.jpg"><img class="size-full wp-image-1739" title="02x12_48" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_48.jpg" alt="02x12_48" width="98" height="84" align="left" /></a>“Ma sia chiaro che non lo faccio per te, Michael…Lo faccio per Sydney”.<br />
I due uomini incrociarono i loro sguardi e Vaughn sorrise, facendo a Sark un cenno d’intesa.<br />
Poi le porte dell’ascensore si richiusero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Come ha fatto Vaughn a sapere della nostra operazione?” domandò Anderson battendo un pugno di rabbia contro la porta.<br />
Syd era ferma al centro della stanza ancora troppo sorpresa dall’accaduto. Ma trovò in sé il coraggio per dire la verità al collega: “L’ho informato io”<br />
“Cosa?”<br />
“Gli ho promesso che l’avrei tenuto informato, ma non immaginavo che si sarebbe comportato in questo modo…”<br />
Anderson sospirò, guardando il suo orologio: “Sydney, tu mi hai voluto di nuovo a capo del Tempio e ti ringrazio per questo…Non dirò alla Keller che hai passato tu l’informazione a Vaughn…”<br />
Sydney lo guardò sorpresa.<br />
“Se pensi che lui possa aiutarci nelle nostre indagini…Che collaborare con lui sia la mossa migliore…Io ti appoggerò”<br />
Syd stava per ringraziarlo quando apparve Julian Sark sulla porta, proprio mentre il congegno messo da Renée si disattivava.<br />
“Non sono riuscito a fermarli…” disse Sark guardandoli alternativamente<br />
“Non importa… &#8211; intervenne Sydney &#8211; Ora dobbiamo andarcene”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LANGLEY, VIRGINIA – SEDE DELLA C.I.A.</strong></p>
<p>L’atmosfera era molto tesa. Nessuno voleva trovarsi fra le mani la patata bollente delle indagini sulla possibile talpa. L’omicidio di Philips e le dichiarazioni di Malone avevano suscitato un vespaio e una serie di cacce alle streghe in tutte le agenzie di sicurezza, e nessuno dei presenti, direttori, vice direttori, o direttori di task force antispionaggio, voleva che fosse la sua agenzia ad addossarsi la colpa. Fra F.B.I.,C.I.A., D.I.A., D.R.S., C.S.N. e Servizi della Marina, c’erano almeno trenta pezzi grossi nella sala, più una quarantina di quadri intermedi, e tutti cercavano una buona scusa per giustificarsi, nel caso il traditore fosse uno dei loro sottoposti.</p>
<p>“Se un terrorista bombardasse questo edificio, gli Stati Uniti perderebbero tutti i capi dei loro Servizi Segreti” mormorò Jack, sedendosi vicino a Malone, che scrutava la platea con l’aria di un gatto davanti a un gruppo di topi particolarmente grassi.<br />
“Sarebbe una vera disgrazia &#8211; commentò Malone in tono sarcastico &#8211; Guardali. Pensano solo a salvarsi il posto” continuò<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_50.jpg"><img class="size-full wp-image-1741" title="02x12_50" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_50.jpg" alt="02x12_50" width="110" height="97" align="right" /></a>.<br />
“Niente a che vedere con te e con me &#8211; Jack lo guardò con disprezzo &#8211; Potrei urlare il nome dell’assassino di Yaeger e Philips proprio qui, adesso…Sarebbe divertente”.<br />
Malone si limitò a sorridere: “Provaci pure, Jack. Ma ricorda che sarei io a ridere…”<br />
Gli ultimi ritardatari si sistemarono ai loro posti. Malone si schiarì la voce e salì sul palco, facendo cenno a Jack di seguirlo. Sistemandosi gli occhiali, Malone appoggiò alcuni fogli su un leggio.<br />
“Signori direttori e vicedirettori, come direttore della task force anti spionaggio della C.I.A. e direttore ad interim dell’N.S.A., sono stato incaricato di svolgere delle indagini sulla fuga di notizie che ha portato all’omicidio di Yaeger e Philips. I risultati che ho ottenuto sono stai a dir poco… sorprendenti”<br />
Un mormorio di ansia percorse il pubblico. Jack squadrò Malone, stupefatto. Che cosa stava dicendo? A lui aveva detto di volere torchiare i vari pezzi grossi. Se annunciava subito un capro espiatorio, Malone si bruciava l’opportunità di controllare tutti i Servizi Segreti degli USA. Jack si chiese quale fosse il vero piano di Malone. Quell’uomo era realmente imprevedibile.<br />
“Le indagini sono state brevi. Ho subito escluso che potesse essere uno degli agenti di grado più basso: le informazioni erano troppo dettagliate. Ho quindi limitato le mie indagini ai presenti in questa stanza”.<br />
Le parole di Malone scatenarono un caos di lamentele,reazioni indignate e accuse reciproche. Jack era sempre più perplesso. A che gioco stava giocando Malone? Accusare un pari grado era un suicidio politico.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_51.jpg"><img class="size-full wp-image-1742" title="02x12_51" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_51.jpg" alt="02x12_51" width="84" height="110" align="left" /></a>“Signori, vi prego, calmatevi &#8211; ordinò Malone &#8211; Calmatevi” urlò, facendo tacere il vice direttore del C.S.N., Ray Cheung, che continuava a insultare l’ammiraglio Minsky di avere sparso false notizie sulla sua relazione con una segretaria.<br />
Per un secondo Jack vide l’ombra di un sorriso soddisfatto sulle labbra di Malone: evidentemente, stava ottenendo la reazione desiderata.<br />
“Vi assicuro, signori, che la cosa ha sconcertato anche me. L’idea che un mio collega possa essere un traditore mi riempie di rabbia e indignazione. Purtroppo questa è la direzione che hanno preso le mie indagini” continuò Malone.<br />
Jack fece una smorfia di disgusto: l’ipocrisia di quell’uomo era rivoltante.<br />
“Ho esaminato attentamente i vostri profili, e sono giunto a una conclusione. Solo sei persone, me compreso, potevano avere accesso ai file su Yaeger e Philips. Tra queste sei persone, una ha usato i fondi della sua agenzia per dei finanziamenti illeciti a una non meglio identificata attività di servizi”.<br />
Per quanto nauseato da Malone su un piano morale, Jack non poteva fare a meno di ammirare la strategia del suo discorso: era riuscito a mettere i burocrati uno contro l’altro, e ora avrebbero tutti accettato il capro espiatorio con un sospiro di sollievo.<br />
Tre agenti della C.I.A. entrarono nella stanza in quel momento. La tensione era altissima. “Direttore Kendall &#8211; annunciò Malone, fra lo stupore della sala &#8211; Come giustifica questi finanziamenti?”<br />
Kendall divenne improvvisamente il centro dell’attenzione. Senza rispondere, Kendall si alzò in piedi<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_52.jpg"><img class="size-full wp-image-1743" title="02x12_52" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_52.jpg" alt="02x12_52" width="110" height="90" align="right" /></a> e si avvicinò agli agenti: “La responsabilità di quei finanziamenti è solamente mia, ma spiegherò la destinazione di quei fondi durante un regolare processo, non in questa farsa, Malone. E ora arrestami pure, se vuoi” concluse, affrontando lo sguardo del suo avversario.<br />
Malone fece un cenno ai suoi uomini, che ammanettarono Kendall senza troppe cerimonie.<br />
“Joseph Henry Kendall, la dichiaro in arresto per sospetto tradimento” annunciò in tono trionfale.<br />
Senza perdere nulla della sua dignità, Kendall si avviò verso l’uscita, scortato dagli agenti.<br />
“La verità verrà a galla &#8211; sussurrò mentre passava davanti a Jack &#8211; Tu tieniti fuori”.<br />
Jack annuì, senza perdere di vista Kendall mentre gli agenti di Malone lo scortavano verso la sua cella.</p>
<p>La sala, che fino a un secondo prima era stata silenziosa come un cimitero, esplose in un boato di domande e proteste. Malone era visibilmente soddisfatto e sorrise a Jack, sfidandolo a reagire. Jack si limitò a prendere il microfono di Malone e a urlare.<br />
“Silenzio, per favore!”<br />
Le urla si attenuarono in pochi secondi, fino a svanire.<br />
“Sono completamente d’accordo con il direttore Malone &#8211; annunciò Jack, tra la sorpresa generale. Persino Malone rimase sorpreso &#8211; Al momento la cosa giusta da fare è tenere il direttore Kendall sotto custodia fino al suo processo. Tuttavia, alcuni indizi suggeriscono che ci sia una testimone chiave, un’ ex agente della C.I.A. che è rimasta in contatto con Kendall: mia figlia, Sydney Bristow”<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_53.jpg"><img class="size-full wp-image-1744" title="02x12_53" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_53.jpg" alt="02x12_53" width="97" height="95" align="left" /></a>Jack si fermò: stava per rispondere alla sfida di Malone con un bluff magistrale.<br />
“Dato che si è appurato che le responsabilità di mia figlia sono marginali, chiedo che venga ritirato il suo mandato di cattura come nemica dello stato e che mi venga affidata l’autorità di rintracciarla personalmente”.<br />
Malone si rese conto della mossa di Jack solo in quel momento: “Che cosa stai facendo?” sussurrò a Jack.<br />
“Ti sto aiutando &#8211; rispose Jack &#8211; E sto cercando l’aiuto di mia figlia. Siamo tutti due patrioti interessati alla verità, non è vero?” concluse.<br />
Gli altri dirigenti dei servizi segreti mormorarono il loro assenso: Malone fu costretto a annuire e a porgere la mano a Jack.<br />
“Non finisce qui” mormorò Malone a denti stretti.<br />
“Ci puoi scommettere” rispose Jack, stringendogli la mano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>AEROPORTO LAX</strong></p>
<p>Sydney e il resto della squadra del Tempio viaggiavano spesso sullo stesso volo civile, ma con alias sempre diversi, su sedili separati e anche in classi diverse. Il viaggio di ritorno da Venezia non era stato diverso: Rachel e Sark si erano seduti in business class, Sydney vicino alla coda e Anderson in classe turistica. Sembravano tutti turisti al ritorno da una vacanza in Italia.<br />
Poco fuori dall’aeroporto li avrebbe attesi Kane, seduto al volante di un fuoristrada rosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sydney, una volta superati i cancelli, svoltò in sala d’aspetto. Il protocollo del Tempio era di attendere che gli altri componenti della squadra avessero superato i controlli quindi dirigersi verso l’automobile di Kane uno alla volta. Sydney prese una rivista e iniziò a sfogliarla distrattamente mentre teneva d’occhio l’entrata della sala d’aspetto.<br />
“Ha perso questa, signora?” le chiese una voce familiare.<br />
Sydney si voltò e vide Vaughn, in piedi davanti a lei, che le stava porgendo una valigetta. Portava degli occhiali da sole nonostante fosse sera e non indossava più lo smoking che aveva alla festa, ma una giacca scura, una camicia blu e dei jeans scuri. Sydney aveva sempre trovato il suo modo di vestire impeccabile.<br />
Soffocando la sorpresa e l’istinto di chiamarlo per nome o di fargli domande, Sydney annuì.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_54.jpg"><img class="size-full wp-image-1745" title="02x12_54" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_54.jpg" alt="02x12_54" width="96" height="95" align="right" /></a><br />
“Grazie, non me ne ero accorta” rispose, come se stesse parlando ad un estraneo.<br />
“In realtà è abbastanza pesante, vuole che gliela porti fino alla sua macchina?” chiese Michael, quasi speranzoso di ottenere una risposta positiva.<br />
Proprio in quel momento Anderson fece il suo ingresso in sala d’aspetto. Dopo un attimo di confusione, si limitò a rimanere nascosto dietro a un muro, a distanza da Vaughn e Sydney.<br />
Compose rapidamente il numero di telefono di Sark, che rispose rapidamente: “Che c’è?”<br />
“Serpente, Eva, non entrate nella sala &#8211; mormorò Anderson all’apparecchio &#8211; Ripeto, non entrate nella sala. C’è Agar con il suo ex marito, lui…le sta consegnando il pacco.”<br />
Anderson quasi non ci credeva. Per quale motivo aveva fatto tutta quella fatica per sottrarre i Documenti prima di loro, per poi consegnarli nelle mani di Sydney? Che fosse una tattica per accaparrarsi la sua fiducia?<br />
Vaughn e Sydney si alzarono in piedi, dirigendosi verso l’uscita. Chi li avesse guardati avrebbe visto solo un uomo che cercava di corteggiare una bella donna.<br />
“Che diavolo ci fai qui? &#8211; sussurrò Sydney non appena furono a distanza di sicurezza dalle telecamere &#8211; Pensavo che tu e Renée…“<br />
“Se tu ti fidi di quelle persone, Sydney, anche io mi fido. Noi non abbiamo l’attrezzatura per analizzare quei documenti, voi invece siete già pronti a farlo…” rispose Vaughn.<br />
Avevano ormai raggiunto l’esterno dell’aeroporto e Michael seguiva Sydney alla cieca, senza sapere dove si stesse dirigendo. Si tolse gli occhiali da sole e continuò di fianco a lei.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_55.jpg"><img class="size-full wp-image-1746" title="02x12_55" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_55.jpg" alt="02x12_55" width="75" height="97" align="left" /></a>“Ma allora…perché ce li hai rubati a Venezia? Potevi lasciare che fossimo noi a prenderli…”<br />
Michael sorrise: “Devi ammettere…Che così è stato molto più divertente…”<br />
Anche lei sorrise, guardando Michael sotto una nuova veste. Non era mai stato capace di agire contro di lei, e questa volta non era andata diversamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Non so cosa tu abbia in mente, ma ti conviene lasciarci quella valigetta” mormorò alle loro spalle Anderson, che li aveva ormai raggiunti.<br />
“E’ proprio quello che ho intenzione di fare, Christopher” rispose Vaughn, senza voltarsi.<br />
I tre arrivarono all’automobile di Kane: Sark e Rachel erano già a bordo.<br />
“Ma che diavolo?” chiese Kane, uscendo dal fuoristrada.<br />
“Rilassati, Kane, è con noi” gli rispose Sydney, lanciando uno sguardo ad Anderson per cercare conferma di quanto aveva appena detto.<br />
Christopher sembrò riflettere per alcuni secondi prima di annuire. Sark e Rachel si scambiarono uno sguardo divertito nella macchina.<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_56.jpg"><img class="size-full wp-image-1747" title="02x12_56" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_56.jpg" alt="02x12_56" width="92" height="101" align="right" /></a><br />
“Posso avere la valigetta, ora?” chiese Anderson.<br />
Vaughn annuì e porse la valigia all’uomo: “Credo che possiate veramente aiutare Sydney” commentò.<br />
“Lo credo anche io &#8211; rispose Anderson, porgendo la valigetta a Kane – Presumo di doverti ringraziare”<br />
Michael fece una smorfia di soddisfazione: “Non c’è di che” rispose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All’improvviso tre automobili della polizia circondarono il fuoristrada.<br />
“Mani dietro la testa! Tu, butta la tua pistola! Tutti fuori dalla macchina!” urlò un sergente dai capelli rossi, puntando una pistola alla testa di Sydney.<br />
“Che diavolo succede?” chiese Sydney.<br />
“Siete in arresto &#8211; aggiunse una donna poliziotto, che celava il suo volto con un passamontagna nero &#8211; Per traffico di droga. Ora passateci la valigetta, lentamente”<br />
“Chi diavolo vi ha passato questa informazione? E chi è lei? Perché ha quel passamontagna?” chiese Anderson, passando la valigetta a un terzo agente, un afroamericano.<br />
“Mani sulla testa! Alla prima mossa vi sparo” ordinò la donna, che sembrava il capo del gruppo.<br />
Gli altri due agenti ammanettarono, uno a uno, tutti i presenti.<br />
<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_57.jpg"><img class="size-full wp-image-1748" title="02x12_57" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_57.jpg" alt="02x12_57" width="101" height="82" align="left" /></a>Michael lanciò delle rapide occhiate ai suoi vicini: sapeva del coinvolgimento di Sark, non aveva mai visto il terzo uomo, anche se la sua voce sembrava quella dell’agente con cui aveva avuto un diverbio il giorno dell’attentato…Ma si sorprese parecchio di vedere Rachel. Allora anche lei faceva parte dell’agenzia per cui lavorava Sydney. Sentendo fastidio ai polsi per colpa delle manette, decise di intervenire: “Senta, ci deve essere un grosso equivoco…Io sono un agente federale, se vuole vedere il mio distintivo…“<br />
“Salga in macchina, spiegherà tutto in centrale &#8211; ordinò la donna &#8211; Il biondo e la ragazza con Malley” proseguì, indicando il sergente dai capelli rossi.<br />
“Il barbuto e l’agente C.I.A., con Simms” concluse, riferendosi all’agente afroamericano.<br />
“Voi due con me”.<br />
Sydney scosse la testa: “Non siete veri poliziotti”<br />
“Può darsi, ma se non entri in macchina subito, ti troverai con una terza narice” rispose la donna con il passamontagna.<br />
“Sbrigatevi!” gridò Simms.<br />
Anderson e Sydney furono costretti a obbedire. Sark, Rachel, Kane e Vaughn vennero fatti salire sulle altre volanti.<br />
“Farete un bel viaggio se non tentate di fare gli eroi” annunciò la donna. Le tre auto svoltarono a destra in un parcheggio abbandonato. Una dozzina di uomini, vestiti da camionisti, circondavano un camion con rimorchio.<br />
“Scendete…Alla prima mossa siete morti” ordinò la falsa poliziotta.<br />
Gli agenti del Tempio vennero condotti, sempre ammanettati, all’interno del rimorchio.<br />
“Partiamo!” annunciò la donna, saltando nel rimorchio.</p>
<p>“State comodi? Perché dovrete fare un bel viaggio” commentò la donna.<br />
“Puoi anche toglierti quel coso, ti ho riconosciuta” rispose Sydney in tono di sfida.<br />
Togliendosi il passamontagna, la donna rivelò immediatamente la sua identità. Sydney guardò con odio Beth Luciani, quella donna che da troppo tempo riusciva sempre a sfuggirle.<br />
“Allora non siete del tutto stupidi… &#8211; commentò Beth sorridendo &#8211; Detto fra noi, avrei preferito non <a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_58.jpg"><img class="size-full wp-image-1749" title="02x12_58" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x12_58.jpg" alt="02x12_58" width="98" height="90" align="right" /></a>metterlo, fa talmente caldo. Ma poi ho pensato che avreste apprezzato una piccola sorpresa”.<br />
“Va all’inferno, Beth” rispose Anderson, caricando di odio la sua voce.<br />
Sydney spalancò gli occhi, sbalordita.<br />
“A quanto pare non sei riuscito a dimenticarti di me” rispose Beth, divertita.<br />
Christopher sembrava colmo di rabbia, Sydney non l’aveva mai visto così.<br />
“E’ stato bello finché è durato, Chris…”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Episodio scritto da: MacSloane87, Montanaro87<br />
<span style="color: #008000;">Vorremmo sottolineare la collaborazione della nostra lettrice Roberta, che ci ha fornito la bellissima scena d&#8217;azione ambientata a Venezia. Grazie!</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><a title="Episodio 2x12 - Qualcosa di personale" href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/12_corretta.2.doc" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Scarica l’episodio in formato .doc</strong></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CAST ARTISTICO:</strong><br />
<strong>Jennifer Garner</strong> &#8211; Sydney Bristow<br />
<strong>Michael Vartan</strong> &#8211; Michael Vaughn<br />
<strong>Rachel Nichols</strong> &#8211; Rachel Gibson<br />
<strong>Carl Lumbly</strong> &#8211; Marcus Dixon<br />
<strong>Kevin Weisman</strong> &#8211; Marshall J. Flinkman<br />
<strong>Greg Grunberg</strong> &#8211; Eric Weiss<br />
<strong>Victor Garber</strong> &#8211; Jack Bristow<br />
<strong>Patrick Dempsey</strong> &#8211; Christopher Anderson<br />
<strong>David Anders</strong> &#8211; Julian Sark<br />
<strong>Ryan Reynolds</strong> &#8211; Robert Kane<br />
<strong>Peter Weller</strong> &#8211; Patrick Malone<br />
<strong>Amy Jo Johnson</strong> &#8211; Beth Luciani<br />
<strong>Edward Norton</strong> &#8211; Johnny Sorrentano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GUEST STARS:</strong><br />
<strong>Alberta Watson</strong> &#8211; Marie Keller<br />
<strong>Élodie Bouchez</strong> &#8211; Renée Rienne<br />
<strong>Judie Dench</strong> &#8211; Lauren Vaughn<br />
<strong>Terry O’Quinn</strong> &#8211; Director Kendall<br />
<strong>Lena Olin</strong> &#8211; Irina Derevko<br />
<strong>David Strathairn</strong> &#8211; Oleg Penticoff<br />
<strong>Richard Schiff</strong> &#8211; Gregg Philips<br />
<strong>Margarita Levieva</strong> &#8211; Natasha<br />
<strong>Josh Duhamel</strong> &#8211; Agente Connor<br />
<strong>Patrick Fischler</strong> &#8211; Agente Dalton</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Episodio 2&#215;12 in fase di elaborazione</title>
		<link>http://www.telefilm-central.org/virtualias/2010/01/13/episodio-2x12-in-fase-di-elaborazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 18:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montanaro87</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/Typing.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1670" title="Typing" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/Typing-200x300.jpg" alt="Typing" width="150" height="250" align="left" /></a>

Sappiamo che tutti voi attendete con trepidazione il prossimo episodio.
Vi promettiamo che lo vedrete pubblicato a breve, e sarà degno di tutte le aspettative.

Nel frattempo vi segnaliamo due canali di youtube sui quali potrete trovare moltissimi video su Alias: scene inedite, cernita dei momenti più belli, e molto altro. Il tutto in lingua inglese, cosa che vi permetterà di ascoltare le versioni originali (e credeteci, ne vale la pena nel caso di Alias).

<a href="http://www.youtube.com/user/beerok23">http://www.youtube.com/user/beerok23</a>

<a href="http://www.youtube.com/user/icewitch99">http://www.youtube.com/user/icewitch99</a>

A presto, anzi...prestissimo!

Gli autori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/Typing.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1670" title="Typing" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/Typing-200x300.jpg" alt="Typing" width="150" height="250" align="left" /></a></p>
<p>Sappiamo che tutti voi attendete con trepidazione il prossimo episodio.<br />
Vi promettiamo che lo vedrete pubblicato a breve, e sarà degno di tutte le aspettative.</p>
<p>Nel frattempo vi segnaliamo due canali di youtube sui quali potrete trovare moltissimi video su Alias: scene inedite, cernita dei momenti più belli, e molto altro. Il tutto in lingua inglese, cosa che vi permetterà di ascoltare le versioni originali (e credeteci, ne vale la pena nel caso di Alias).</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/user/beerok23">http://www.youtube.com/user/beerok23</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/user/icewitch99">http://www.youtube.com/user/icewitch99</a></p>
<p>A presto, anzi&#8230;prestissimo!</p>
<p>Gli autori.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>2&#215;11 4 LUGLIO</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 10:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montanaro87</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seconda stagione virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Michael guardava sconsolato in direzione di Sydney, mentre avvertiva il metallo dell’ M16 puntato alla sua nuca. Le sue mani premevano sulla testa, poteva sentire pulsare il sangue nei polsi, tanto il suo cuore batteva all’impazzata. Inspirava ed espirava velocemente, cercando di calmarsi.
Dopo tutto quello che avevano fatto, non poteva finire così.
Sydney sentiva quel peso farsi sempre più insistente nella sua mente. Anche lei, con le mani dietro la testa, stringeva più che poteva per cercare di limitare quel dolore lancinante.
“Tieni a questa donna, agente Vaughn?” chiese il terrorista.
<img class="size-full wp-image-1515" title="02x11_01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_01.jpg" alt="02x11_01" width="120" height="102" align="left" />Michael strinse gli occhi, voleva capire per quanto ancora avrebbe retto Sydney, quanto mancava alla detonazione. La donna, intuendo immediatamente cosa stava pensando Vaughn, gli lanciò uno sguardo pieno d’affetto e dolcezza, cercando di ignorare le pulsazioni nella sua testa.
“E’ tutta la mia vita” rispose Michael.
Il terrorista sorrise fra sé e sé: “E’ divertente, agente Vaughn. Lei è tutta la tua vita…Ma la <strong>sua </strong>vita sta per finire. E così anche la tua…”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Michael guardava sconsolato in direzione di Sydney, mentre avvertiva il metallo dell’ M16 puntato alla sua nuca. Le sue mani premevano sulla testa, poteva sentire pulsare il sangue nei polsi, tanto il suo cuore batteva all’impazzata. Inspirava ed espirava velocemente, cercando di calmarsi.<br />
Dopo tutto quello che avevano fatto, non poteva finire così.<br />
Sydney sentiva quel peso farsi sempre più insistente nella sua mente. Anche lei, con le mani dietro la testa, stringeva più che poteva per cercare di limitare quel dolore lancinante.<br />
“Tieni a questa donna, agente Vaughn?” chiese il terrorista.<br />
<img class="size-full wp-image-1515" title="02x11_01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_01.jpg" alt="02x11_01" width="120" height="102" align="left" />Michael strinse gli occhi, voleva capire per quanto ancora avrebbe retto Sydney, quanto mancava alla detonazione. La donna, intuendo immediatamente cosa stava pensando Vaughn, gli lanciò uno sguardo pieno d’affetto e dolcezza, cercando di ignorare le pulsazioni nella sua testa.<br />
“E’ tutta la mia vita” rispose Michael.<br />
Il terrorista sorrise fra sé e sé: “E’ divertente, agente Vaughn. Lei è tutta la tua vita…Ma la <strong>sua </strong>vita sta per finire. E così anche la tua…”<br />
Michael guardò un’ultima volta Sydney, contemplandone ogni lineamento. Non l’aveva mai vista così spaventata. Sembrava veramente che non ci fosse più nulla da fare. La gente intorno a loro sembrava non esistere più, ormai erano rimasti solo loro due.<img class="size-full wp-image-1516" title="02x11_02" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_02.jpg" alt="02x11_02" width="120" height="95" align="right" /><br />
Sydney sospirò e cominciò a muovere le labbra senza nemmeno accorgersene. Non poteva morire senza prima avergli detto la verità. La sue corde vocali sembravano non rispondere più, ma quando aprì la bocca per parlare, ne uscì un tono fievole e sommesso, che tuttavia non proibì a Michael di capire quello che la donna gli stava dicendo.<br />
“Ci ritroveremo…sempre”<br />
Michael abbozzò un sorriso e annuì, vedendo Sydney sorridere a sua volta.<br />
Poi sentirono l’inconfondibile fischio che precede una detonazione.<br />
Syd chiuse gli occhi, stringendoli forte, ormai pronta alla fine.</p>
<p><object id="sigla" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="quality" value="high" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="src" value="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" /><embed id="sigla" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="270" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" bgcolor="#000000" quality="high" allowscriptaccess="sameDomain" align="middle"></embed></object></p>
<p><strong>Tre ore prima<br />
CASA DI WEISS</strong></p>
<p>Michael ed Eric aspettavano l’arrivo di Marcus da un momento all’altro. Stavano festeggiando in modo strano il loro 4 luglio, seduti sul divano, davanti ai rispettivi computer e in cerca di informazioni. Fuori si sentiva un gran vociare di persone, tutti stavano andando in centro dove si sarebbe tenuta la parata ufficiale per festeggiare il giorno di festa nazionale, ma loro non riuscivano a pensare ad altro che Malone, Sydney e tutti i problemi che avevano col lavoro.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1517" title="02x11_03" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_03.jpg" alt="02x11_03" width="100" height="130" align="left" />“Vuoi dell’altra birra?” chiese Eric a Michael, notando che la sua bottiglia era vuota.<br />
“No, credo che preparerò del caffè” rispose lui, alzandosi dal divano e strizzando gli occhi.<br />
Eric lo guardò preoccupato: “Hai dormito stanotte?”<br />
“Un po’ meno di ieri” replicò lui. Sapeva che Weiss era solo in pensiero per lui, ma non gli andava di iniziare una stupida discussione sul fatto che doveva dormire di più. Ogni mattina era sempre la stessa storia da più di due settimane ormai: Eric si alzava e trovava Michael già sveglio, al computer, e quando gli chiedeva se avesse dormito veniva fuori che aveva passato gran parte della notte sveglio.<br />
Proprio mentre Michael si dirigeva in cucina, si sentì bussare alla porta. Sapendo perfettamente che si trattava di Marcus, Eric corse ad aprire senza nemmeno chiedere chi fosse.<br />
Fu molto stupito di trovarsi di fronte Jack Bristow.<br />
“Jack…Cosa ci fai qui?” chiese Eric, iniziando a temere di dover tornare al lavoro per qualche emergenza.<br />
“Ho parlato con Malone e ho scoperto che vi ha dato un giorno di permesso!” spiegò, mostrando un sorriso talmente ampio da far capire a Eric che era finto.<br />
“Ehm…sì, dato che non avevamo nuovi elementi su cui indagare ci ha concesso la giornata libera per il 4 luglio” rispose lui. Michael fece capolino dalla cucina con una tazza di caffè in mano.<br />
“Jack, come mai sei qui?” domandò cercando di mantenere il tono di voce controllato.<br />
Sapevano tutti e tre che Jack era sotto controllo e non potevano tradirsi.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1518" title="02x11_04" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_04.jpg" alt="02x11_04" width="112" height="130" align="right" />“Volevo solo chiedervi se avete intenzione di andare a vedere la parata in centro…Sarebbe un buon modo per distrarvi un po’…” continuò Jack.<br />
“In realtà stavamo pensando di vederla in tv, fra poco arriverà anche Marcus” rispose Michael.<br />
Non capiva dove Jack volesse arrivare.<br />
“Ieri sono stato a trovare Sydney…Non è stata molto cordiale, come puoi immaginare”<br />
Michael si stupì che Jack parlasse apertamente di sua figlia sapendo di essere controllato.<br />
“Ha preparato il tacchino per oggi &#8211; continuò Jack, causando un sorriso sul volto di Vaughn – Sfortunatamente non è mai stata capace di preparare il ripieno…mi ha detto che avrebbe portato JJ da tua madre questa mattina e si sarebbe fatta consigliare da lei”<br />
Vaughn annuì mestamente, Eric spostava il suo sguardo dall’amico a Jack senza capire appieno le sue parole. Poi Jack decise che era ora di andarsene: “Ci vediamo domani, allora!”<br />
“A domani” replicò Weiss, accompagnandolo alla porta e chiudendola dietro di lui.<br />
Osservò per un attimo dalla finestra la sagoma di Jack che si allontanava, poi si voltò verso Vaughn.<br />
“Cosa significherebbe quindi questa discussione brillante?”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1519" title="02x11_05" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_05.jpg" alt="02x11_05" width="120" height="96" align="left" />“E’ riuscito a parlare con Sydney, ma non ha scoperto nulla” spiegò Michael.<br />
“Ah chiaro…E la storia di JJ e di tua madre?”<br />
“Quella è vera, mi ha chiamato prima dicendomi che JJ era da lei e che lo porterà in città a vedere la parata”<br />
In quel momento bussarono nuovamente alla porta, questa volta si trattava effettivamente di Dixon.<br />
Weiss lo fece entrare e lui si sedette sul divano, appoggiando i piedi sul tavolino.<br />
“Allora, è iniziata la parata?” chiese, appoggiando le braccia sullo schienale del sofà.<br />
Eric e Michael lo guardarono male.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1520" title="02x11_06" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_06.jpg" alt="02x11_06" width="101" height="130" align="right" />“Che c’è? Stavo scherzando…Ho visto Jack allontanarsi da qui, ci sono novità?”<br />
“Niente di interessante: Sydney non ha voluto collaborare con Jack” spiegò Michael.<br />
“Allora cosa pensi di fare ora?” domandò Dixon.<br />
“Con le indagini siamo a un punto morto e io ho interrogato decine di contatti che non mi sono stati di alcun aiuto”<br />
“Come noi del resto” continuò Weiss.<br />
“C’è solo un modo per scoprire cosa fanno in realtà Sydney e Anderson: chiederlo a lei”<br />
“Vaughn…Non credo che sia una buona idea – intervenne Marcus – Potresti anche dirle delle scoperte che hai fatto su vostra figlia, ma la conosci, sai bene quanto è testarda…”<br />
“Non potrà fare a meno di ascoltarmi quando le dirò che ho informazioni su nostra figlia, ma è giunto il momento di farle mostrare le sue carte”<br />
“Credi che lei ti dirà tutto?” domandò Eric, poco convinto.<br />
“Non avrà altra scelta”</p>
<p><strong>CASA DI SYDNEY</strong><br />
Sydney rientrò in casa giusto in tempo per sentire il telefono che squillava. Appoggiò le chiavi della macchina sul mobile e corse a rispondere.<br />
“Pronto?”<br />
“Stavo per riattaccare, credevo non rispondessi più…” disse la voce di Michael dall’altro capo dell’apparecchio.<br />
“Che cosa vuoi?” chiese, leggermente irritata. Era molto tempo che non parlava con lui e, nonostante l’avesse visto in Texas durante un’azione, non era stato di certo un incontro piacevole. Era certa che Michael l’avesse riconosciuta, l’aveva persino chiamata per nome. Era forse per quello che la stava cercando?<br />
In quel momento iniziò a squillare il suo cellulare. Con la cornetta del telefono in mano si avviò verso la borsa per prenderlo, mentre Michael riprendeva a parlare.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1521" title="02x11_07" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_07.jpg" alt="02x11_07" width="120" height="104" align="left" />“So che è molto che non ci vediamo, ma&#8230;”<br />
Il display del cellulare ritraeva il mittente della chiamata: Anderson.<br />
“Scusa Michael, devo lasciarti!” sbottò Sydney.<br />
Sebbene l’essere chiamato per nome da lei gli facesse piacere, non altrettanto si poteva dire per la sua reazione: “Sydney!”<br />
“JJ sta piangendo, richiamami fra cinque minuti”<br />
E riattaccò.</p>
<p>“Allora?” domandò Weiss.<br />
“Ha riattaccato dicendo che JJ stava piangendo…”<br />
“Ma non hai detto che l’ha portato da tua madre?” domandò Eric.<br />
“Infatti…” replicò Vaughn.</p>
<p>“Che c’è?” chiese Sydney rispondendo al cellulare.<br />
“Scusami se ti chiamo anche oggi che è il 4 luglio, ma devo darti una brutta notizia”<img class="alignnone size-full wp-image-1522" title="02x11_08" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_08.jpg" alt="02x11_08" width="120" height="119" align="right" /><br />
Trattenendo il respiro e aspettandosi già il peggio, Sydney deglutì.<br />
“Ho incontrato la Keller e mi ha dato l’ordine di farti riconsegnare i Documenti Vespertini”<br />
Sydney sgranò gli occhi: “Cosa? Perché?”<br />
“Non lo so, non me l’ha detto. La documentazione deve essere riconsegnata, ma le motivazioni sono top secret anche per me”<br />
“E’ stata proprio la Keller a consentirmi l’accesso a quei documenti, è stato il motivo principale che mi ha spinto a lavorare per il Tempio…A che gioco sta giocando?”<br />
“Credimi Sydney, non lo so…Ma ti prometto che troveremo una soluzione”<br />
Pentendosi amaramente di aver lasciato la telefonata con Michael per rispondere a quella, Sydney attaccò in malo modo e si diresse verso la camera da letto.<br />
I Documenti Vespertini erano chiusi in un cassetto. Erano circa due settimane che non li sfogliava, da quando avevano fallito la missione per recuperare il contenuto del furgone in Texas. Lo stesso contenuto che ora era presumibilmente nelle mani della C.I.A. Li conosceva a memoria oramai. Ogni codice, ogni sbavatura, ogni crepa sul foglio logorato e ingiallito dal tempo. Si rese conto che in effetti non le servivano più, anzi, che forse non le erano mai serviti. E si rese conto che il rapporto che aveva con Michael era diventato logoro e ingiallito come quei documenti.<br />
Forse parlare con lui non era una cattiva idea.<br />
Prese in mano il faldone dei documenti e li mise in una busta, poi tornò in salotto in tempo per sentire il telefono che squillava di nuovo. Sicura che si trattasse di Vaughn, rispose a tono.<br />
“Allora, cosa c’è?”<br />
“Ho bisogno di vederti” annunciò Michael con convinzione.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1523" title="02x11_09" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_09.jpg" alt="02x11_09" width="120" height="127" align="left" />“Perché?”<br />
“E’ una faccenda importante e delicata, non possiamo discuterne al telefono” rispose lui.<br />
Convinta che si trattasse di Isabelle, Sydney capì che era il momento migliore per vedersi.<br />
“Dove?”<br />
“Alla stazione, alle undici”<br />
“Ci sarò” concluse.<br />
Appoggiò la cornetta all’apparecchio e si guardò intorno, trovando la busta coi documenti appoggiata sul tavolo. L’avrebbe portata in ufficio dopo aver visto Michael.</p>
<p><strong>LOS ANGELES – LUOGO SCONOSCIUTO</strong></p>
<p>Un uomo sulla quarantina stava in piedi in una stanza troppo piccola per accogliere tutte le persone che vi erano dentro. Sette uomini in tutto, equipaggiati e pronti.<br />
Stavano solo aspettando il segnale convenuto. L’uomo guardava i suoi sottoposti e scorgeva la tensione sui loro volti. Stavano per intraprendere un’azione complessa e pericolosa, che però avrebbe fruttato loro un bel mucchio di soldi.<br />
Il telefono dell’uomo squillò, facendo trasalire tutti i presenti. Lo prese in mano e rispose alla chiamata.<br />
“Lange” disse, identificandosi.<br />
I suoi uomini lo guardavano, prendendo dalle sue labbra.<br />
“Tutto secondo i piani. Ma prima di muoverci stiamo aspettando l’accredito che avevamo concordato”<br />
Poi Lange annuì e uno dei suoi uomini iniziò a digitare sulla tastiera del suo computer effettuando un rapido check del conto bancario. Dopo pochi istanti i suoi occhi si illuminarono e sorrise al suo capo.<br />
“Molto bene. Ci muoviamo fra un’ora”</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>Marshall stava muovendo il suo personaggio nei meandri di una palude. In giorni come quello, in cui non aveva nulla da fare, l’unica cosa che gli faceva passare il tempo era fare giochi di ruolo fantasy. Tuttavia era fin troppo semplice per lui modificare i codice dei programmi e ottenere rapidamente punti vita, forza e carisma.<br />
“Non sei un po’ grande per giocare con le fate, Marshall?” chiese Sark sbucando alle sue spalle insieme a Rachel.<br />
Marshall, preso alla sprovvista, si voltò così rapidamente da far cadere a terra buona parte degli oggetti presenti sulla sua scrivania.<img class="alignnone size-full wp-image-1524" title="02x11_10" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_10.jpg" alt="02x11_10" width="120" height="122" align="right" /><br />
“Oh, ehm, ecco io stavo solo testando una variante…”<br />
“Lascialo perdere, Marshall…Anche a me piacciono” gli diede man forte Rachel, togliendolo dall’imbarazzo.<br />
Marshall chiuse rapidamente il programma mentre Rachel raccoglieva le cose che erano cadute.<br />
“Cosa posso fare per voi?”<br />
“E’ stato intercettato questo dispaccio dalla C.I.A., si tratta di una comunicazione fra un terrorista tedesco di nome Thomas Lange con qualcuno in merito al suo arrivo a Los Angeles”<br />
“E perché ci interessa?” chiese Marshall prendendo il mano il foglio che Sark gli porgeva.<br />
“Anderson crede che fosse al servizio degli stessi uomini che finanziavano il lavoro di Claire Lang, dato che il suo nome è venuto fuori da precedenti indagini” spiegò Sark.<br />
“Il server delle Barbados?” chiese Marshall.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1525" title="02x11_11" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_11.jpg" alt="02x11_11" width="120" height="106" align="left" />“Esatto, alcuni dei pagamenti erano destinati proprio a Lange…Quindi Anderson ha chiesto di controllare i suoi spostamenti e scoprire come mai si trova a Los Angeles” concluse Rachel.<br />
“Bene, vedrò cosa posso fare…Certo che…Siamo gli unici a lavorare il 4 luglio, non trovate che sia un po’…ingiusto?”<br />
Rachel e Sark si guardarono, sorridendo sotto i baffi.<br />
“Fra poco avrete compagnia, sta per raggiungerci Sydney” annunciò Anderson, facendo capolino dal suo ufficio.<br />
“Non aveva chiesto un giorno di permesso?” chiese Rachel, pensando che Sydney ne aveva davvero bisogno.<br />
“Già, ma i piani sono cambiati…Deve fare una consegna importante. Nel frattempo voi due vi occuperete dei finanziatori di Claire Lang. Forse la comparsa di Lange in città è collegata alla sua sparizione…”<img class="alignnone size-full wp-image-1526" title="02x11_12" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_12.jpg" alt="02x11_12" width="120" height="116" align="right" /><br />
“A proposito, dove si trova ora?” domandò Sark, curioso.<br />
“In Australia, con una nuova identità. Le abbiamo trovato lavoro presso un istituto scientifico sotto controllo della C.I.A.” sorrise Anderson.<br />
Rachel sorrise fra sé e sé. Sapere quella donna il più lontano possibile da lei e Julian la faceva stare più tranquilla.</p>
<p><strong>CASA DI WEISS</strong></p>
<p>“Allora io vado…Se vi servo, sai dove trovarmi” annunciò Vaughn, dirigendosi verso la porta di casa.<br />
“Vai all’appuntamento con Sydney…vestito così?” chiese Eric, notando che indossava gli abiti che metteva di solito per andare a correre.<br />
Dixon sorrise e scosse leggermente la testa.<br />
“Qual è il problema?” domandò lui, mollando la maniglia della porta.<br />
“Il primo incontro con Sydney da tanto tempo e tu ci vai conciato così?”<br />
“Non è certo un appuntamento galante che richiede la cravatta, Weiss” replicò lui.<br />
“Già, e poi deve scaricare la tensione, Eric” continuò Dixon.<br />
Weiss iniziò a ridacchiare, mentre Michael li mandava al diavolo e usciva di casa.</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>Sydney strinse la borsa sulla sua spalla e iniziò a guardarsi intorno non appena ebbe messo piede in stazione. Strano posto per incontrarci, aveva pensato dopo aver concluso la conversazione con Michael. Ma la parte meno razionale di sé sapeva benissimo perché aveva voluto vederla lì. Prima di tutto erano lontani da occhi e orecchie indiscreti, in secondo luogo era un posto che aveva significato molto per la loro relazione. Syd ricordava perfettamente la notte in cui Vaughn l’aveva cercata lì per dirle che l’avrebbe aiutata a trovare Will. Era stato poche ore prima che lui sparisse, investito da una montagna d’acqua, al di là di una porta che lei non era riuscita ad aprire.<br />
Ripensando a quegli avvenimenti si rese conto che appartenevano a un’altra vita.<br />
Sapendo perfettamente dove dirigersi, Sydney si diresse nella zona d’attesa, dove un mucchio di persone sedevano sulle panchine per riposarsi e aspettare il proprio treno. Di fianco a lei c’erano le classiche famigliole dirette a New York per festeggiare il 4 luglio, soldati che tornavano a casa in licenza, scolaresche che arrivavano a Los Angeles per fare un tour della città, giapponesi che fotografavano ogni cosa che capitasse a portata del loro obiettivo.<br />
Dopo pochi passi, Sydney visualizzò Michael: era seduto su una panchina; forse, sedendosi a sua volta, si sarebbe resa conto che era proprio quella che aveva ricordato pochi istanti prima.<br />
Strinse nuovamente la borsa, quasi pensando al suo contenuto così prezioso, e riprese a camminare, prendendo poi posto vicino all’ex-marito. Michael era venuto chiaramente correndo: indossava un paio di pantaloni corti e una canottiera ed era sudato. Sydney non potè fare a meno di notare che, per la prima volta, Michael non portava la fede. <img class="alignnone size-full wp-image-1527" title="02x11_13" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_13.jpg" alt="02x11_13" width="104" height="111" align="left" />Considerando che nemmeno lei la indossava, cercò di non accusare troppo il colpo.<br />
“Ciao” sussurrò. Voleva evitare i toni polemici, soprattutto aveva bisogno di capire se il loro rapporto era ancora recuperabile, nonostante tutto ciò che stava succedendo. Non se la sentiva più di escluderlo dalla sua vita, accusandolo ingiustamente della morte di Isabelle.<br />
Michael la guardò e sorrise: “Sono felice che tu abbia accettato di venire”<br />
Sydney annuì: “Credo sia giunto il momento di comportarsi da adulti” rispose lei, cercando di sentirsi matura e ragionevole. Michael era d’accordo, non aveva più la forza per litigare con lei. L’unica cosa che avrebbe voluto fare in quel momento era abbracciarla.<br />
“So che hai incontrato tuo padre” esordì.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1528" title="02x11_14" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_14.jpg" alt="02x11_14" width="102" height="130" align="right" />“Sì, non è stato un incontro piacevole…Ma mi è parso di intuire che ora voi due andate molto d’accordo”<br />
“Credo che abbia riversato su di me la tua mancanza, non mi ha mai apprezzato tanto come ora”. Michael sorrise, strappando una risatina anche a Sydney. Era bello poter ridere di nuovo insieme a lei.<br />
“Allora, perché siamo qui?” domandò Sydney.<br />
Michael non sapeva quanto spingersi oltre: sapeva benissimo di aver visto Sydney in Texas, sapeva che lavorava per un’associazione clandestina. Ma lei era pronta a confidarsi con lui?<br />
“Dobbiamo parlare di nostra figlia”<br />
“Credevo che questo argomento potesse essere solo una fonte di discussione, per noi” replicò lei. Non capiva dove volesse arrivare, dato che era sempre stato distante e freddo ogni volta che aveva tentato di parlare di Isabelle.<br />
“Ci sono degli sviluppi di cui devo metterti al corrente”</p>
<p><strong>LOS ANGELES – Un furgone nei dintorni della stazione</strong></p>
<p>Il furgone era appostato in un vicolo vicino alla stazione dei treni. Thomas Lange stava spiegando per l’ultima volta cosa dovevano fare una volta all’interno.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1529" title="02x11_15" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_15.jpg" alt="02x11_15" width="104" height="109" align="left" />“Saremo solo noi sette, quindi dovremo muoverci sempre contemporaneamente, non sono ammessi errori perché se uno di noi sbaglia, il piano fallisce”<br />
Gli uomini stavano finendo di caricare le armi. Indossavano divise da soldati americani e portavano le classiche piastrine al collo. Ma non erano altro che dei mercenari tedeschi, agli ordini di chi li pagava meglio.<br />
“Sapete tutti cosa dovete fare, ci prepariamo per questo colpo da una settimana. Mi aspetto il meglio da ognuno di voi. E quando avremo finito, ci aspetteranno la seconda parte del pagamento e una vita di rendita…”<br />
Gli uomini ringhiarono alcune frasi di incoraggiamento, poi scesero dal furgone. Erano diretti alla Union Station.</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>Sydney aveva ascoltato attentamente Michael mentre le spiegava tutto riguardo al campione prelevato dal furgone e al fatto che il suo nuovo capo, Patrick Malone, era parso troppo orgoglioso e realizzato dal successo di quella missione.<br />
“Mi è sembrato quasi invasato, parlava con una strana luce negli occhi, come se avesse trovato qualcosa che aveva sempre cercato.”</p>
<p><em>Malone stava cercando di spiegare a Vaughn il significato del campione prelevato dal furgone in Texas.<br />
“E’ la risposta ad una infinità di interrogativi dell’uomo. Chi siamo? Dove andiamo? E’ il vaso di pandora che custodisce i segreti del cervello umano. Che ne usiamo la minima parte è una cosa risaputa, le sue potenzialità invece sono solo congetture…o meglio lo erano fino a ora.<br />
Stiamo parlando di telepatia, preveggenza, e persino di vita eterna. Stiamo parlando di scendere ad un livello più profondo di coscienza. Rambaldi aveva riservato tutto questo alla figlia della prescelta e del suo sangue che tuttavia non è riuscita a sopravvivere a tale potere. Il Progetto Crisalide è riuscito a sintetizzare un campione stabile grazie alla manipolazione del DNA di Isabelle. E ora, grazie alla vostra operazione è nelle nostre mani, e non in quelle delle frange terroristiche. Il potere del Quinto Profeta va oltre ogni immaginazione. Non possiamo permetterci che venga usato in maniera sbagliata”</em></p>
<p>“Ho visto solo un uomo con quella luce fanatica negli occhi, prima di lui…” Michael si bloccò.<br />
“Sloane?” continuò Sydney.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1530" title="02x11_16" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_16.jpg" alt="02x11_16" width="120" height="99" align="right" />Michael annuì: “Sono preoccupato…So che ho sempre voluto ignorare l’ipotesi che nostra figlia fosse viva, ma dopo questo…Non ne sono più tanto sicuro…”<br />
Sydney aprì leggermente la bocca, sgomenta. Come era possibile che proprio nel momento in cui lei iniziava a fare retro front, lui cominciasse ad andare nella direzione da cui lei stava fuggendo?<br />
“Sono stato io a non volerti credere, sempre io a considerarti una visionaria che non riusciva ad accettare la verità…Ma ora capisco che non ho dato la giusta considerazione alle tue opinioni…E forse se l’avessi fatto ora non staremmo discutendo qui, ma a casa nostra, insieme…”<br />
Sydney sentì gli occhi diventare lucidi. Strinse le palpebre per cercare di bloccare un pianto che sarebbe quasi sicuramente sgorgato.<br />
“Perché ci hai messo così tanto a cambiare idea?” chiese, risentita.<br />
“Tu lo sai come sono…Non ero in grado di aggrapparmi a una speranza tanto remota, ero sconvolto…”<br />
Le lacrime che Sydney aveva represso stavano iniziando ad apparire sul suo viso: “E pensare che proprio in questo periodo stavo iniziando a pensare che forse avevi ragione tu…” sussurrò.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1531" title="02x11_17" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_17.jpg" alt="02x11_17" width="102" height="107" align="left" />Non voleva dirlo ad alta voce, solo pensarlo, ma le parole erano sgorgate senza che lei potesse trattenerle.<br />
“Cosa?”<br />
“E’ così…Ho scoperto delle cose che…”<br />
Sydney si bloccò, ma ormai il danno era fatto. Si mise le mani sulla fronte e si coprì il volto. Michael si piegò verso di lei e le prese le mani nelle sue.<br />
“Sydney ormai ho capito che non potresti mai agire contro la C.I.A., contro i tuoi amici…Contro di me…Perché non vuoi dirmi per chi lavori? Ti sei sempre fidata di me…”<br />
“Non posso…Ho delle responsabilità che non puoi immaginare”<br />
“Non puoi, o non vuoi? &#8211; replicò lui – O la distinzione è irrilevante?”<br />
Sydney aveva smesso di piangere, e ora riacquistava un po’ di sicurezza: “Sei tu che continui a mettermi in questa posizione: per colpa tua e della tua testardaggine ho rischiato più volte di scoprirmi”<br />
“Ma scoprire chi? E cosa? Forse Christopher Anderson? Ti ha contattata lui e stai agendo per conto del C.S.N.?”<br />
“Sei molto più lontano dalla verità di quanto immagini…”<br />
Michael si allontanò di nuovo: “Lo stai coprendo? Anche con me?”<br />
“Mio Dio, Vaughn, non puoi tirarlo in ballo ogni volta, non stiamo parlando di lui!”<br />
Anche se sentirle pronunciare il suo nome come faceva prima che si lasciassero lo aveva fatto segretamente gioire come un bambino, non voleva darlo a vedere: “Sì che stiamo parlando di lui, perché mi avete fatto credere di lavorare per una società di antifurti, quando non era così…”<br />
Sydney non seppe più cosa rispondere. Non poteva più nascondersi, ormai.<br />
Michael, dal suo canto, poteva giocarsi solo un’ultima carta.<br />
“Ti ho vista, in Texas…” disse Michael.<br />
“Non siamo mai stati in Texas insieme…”<br />
“Io ero lì, su quel furgone. Ma c’eri anche tu. Sappiamo entrambi come sono andate le cose”</p>
<p><em>Sydney e Michael si ritrovarono sbilanciati, ma lui riuscì ad aggrapparsi su un corrimano e, lasciando andare la pistola, offrì il braccio a Sydney, che stava scivolando fuori. La donna si afferrò con tutte e due le braccia alla mano del marito, ma era troppo stanca per resistere a lungo.<br />
Michael guardò attentamente il volto della ladra. In quel momento si accorse che conosceva quegli occhi meglio di qualunque altra cosa al mondo.<br />
“Sydney!” gridò. La donna, dal canto suo, non riuscì a nascondere il volto, intenta com’era a cercare di non perdere la presa, e non perse nemmeno tempo a rispondere a Vaughn. Capendo che non ce l’avrebbe mai fatta, perse il contatto con la mano di Michael e si lasciò cadere, sentendo un urlo da parte dell’uomo.</em></p>
<p>“E allora perché non mi consegni alla C.I.A., se credi che sia una traditrice?” replicò lei, irritata.<br />
“Perché non risolveremmo niente. Se sono qui oggi è perché dobbiamo unire le nostre forze una volta per tutte. Non so se Isabelle sia davvero viva, ma se c’è anche una sola possibilità di ritrovarla, potremo farlo solo insieme, uniti”<br />
Sydney lo guardava indecisa. Tutto ciò che diceva aveva perfettamente senso.<img class="alignnone size-full wp-image-1532" title="02x11_18" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_18.jpg" alt="02x11_18" width="120" height="101" align="right" /><br />
“Ti ho raccontato tutto quello che ho scoperto, ora sai con chi abbiamo a che fare ogni giorno alla C.I.A. e come mai tuo padre è venuto a cercarti…Ti stiamo proteggendo da Malone, ma non potremo farlo ancora per molto se non ti decidi a dirmi tutta la verità su te, Anderson, Sark o chiunque ci sia dietro…”<br />
Sydney inspirò profondamente e si guardò intorno. Un gruppetto di soldati stava camminando verso il tabellone luminoso degli arrivi e delle partenze.<br />
Tornò a guardare Michael e si sentì rispondergli: “D’accordo”</p>
<p>Il gruppetto di soldati si posizionò sotto al tabellone. A quanto pare il treno che attendevano era in orario e stava arrivando al binario proprio in quel momento.<br />
“Sapete cosa fare” disse Lange.<br />
Gli altri annuirono e presero posizione.</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>“Scoperto qualcosa su Lange, Marshall?” chiese Anderson, che da qualche minuto osservava fremente l’orologio. Sydney non era ancora arrivata.<br />
Marshall stava masticando un enorme boccone della sua ciambella: “Oh…Per il momento mi sono limitato a mandare una foto segnaletica a tutti gli aeroporti e alle stazioni ferroviarie, magari riusciremo a scoprire qualcosa di più sul suo arrivo” rispose lui, cercando di parlare il meglio possibile con la bocca piena.<br />
“D’accordo, contattami non appena scopri qualcosa” rispose Anderson dandogli una pacca amichevole sulla spalla.</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>Everett Donovan non era felice di trovarsi al lavoro quel giorno. Aveva promesso alla sua fidanzata che avrebbero passato il pomeriggio insieme e invece, all’ultimo secondo, il suo capo l’aveva costretto a rimanere al lavoro perché era l’unico disponibile. Così si trovava a controllare le telecamere di sorveglianza dal suo piccolo ufficio, e si annoiava a morte. Continuava a guardare l’orologio, non vedeva l’ora che finisse il suo turno.<br />
Stava ancora sonnecchiando davanti agli schermi, quando il fax si illuminò annunciando che stava per arrivare un documento. Everett si alzò in piedi e si diresse di fronte ad esso, pronto a prendere il foglio trasmesso. Si trattava di una semplice foto segnaletica di un mercenario tedesco che si trovava a Los Angeles e si spiegava ai responsabili della sicurezza di avvisare la C.I.A. nel caso in cui qualcuno ne sapesse qualcosa.<br />
Everett tenne in mano il foglio e si sedette nuovamente al suo posto, riprendendo ad osservare i passeggeri che, per un motivo o per un altro, si muovevano in quell’enorme stazione.<br />
Non poté credere ai suoi occhi quando, improvvisamente, notò che il soldato fermo in piedi al binario 14 era proprio la persona ritratta dal fax appena arrivato.<br />
“Non posso crederci! Ma tutte a me devono capitare? E per giunta il 4 luglio…”<br />
Si alzò in piedi e si diresse verso l’ufficio della polizia della stazione.</p>
<p>“E’ vero, io e Anderson lavoriamo insieme. Ma non siamo al servizio del C.S.N. come credi tu, Christopher ha lasciato l’agenzia qualche anno fa, così come io ho lasciato la C.I.A.”<br />
“Chi altro c’entra? Sark?”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1533" title="02x11_19" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_19.jpg" alt="02x11_19" width="103" height="109" align="left" />“Sark lavora per noi. È un contatto della nostra agenzia, molto prezioso per il nostro lavoro”<br />
“Quindi il tuo rapimento, il fatto che ci fosse anche lui…La presenza di Toni Cummings…”<br />
“Eravamo insieme, sì. Sark è dei nostri”<br />
Michael scosse la testa. Non poteva crederci nemmeno ora che Sydney glielo stava confessando.<br />
“Chi siete?”<br />
“Non posso dirtelo, si tratta di un’agenzia segreta, nessuno sa della sua esistenza”<br />
“E’ una sezione occulta della C.I.A.?” domandò Michael, sempre più curioso.</p>
<p><em>Anderson spiegava a Sydney gli scopi per cui era nato il Tempio.<br />
“Per questo ci siamo riuniti qui &#8211; le annunciò Anderson, aprendo la porta del box di vetro &#8211; Per difendere gli Stati Uniti senza che corruzione, burocrazia e trattati internazionali ci leghino le mani”<br />
“Siete un’agenzia fuorilegge” commentò Sydney, scuotendo la testa.<br />
“Siamo dei patrioti. E non credo di sbagliarmi se penso che lei sia più simile a noi di quanto creda.”</em></p>
<p>“No, è indipendente da tutto, ma ci occupiamo di supervisionare l’operato della C.I.A.”<br />
Michael annuì, sentendosi quasi un inetto. Anche loro della C.I.A. erano degli agenti, non avevano bisogno di essere controllati da nessuno.<img class="alignnone size-full wp-image-1534" title="02x11_20" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_20.jpg" alt="02x11_20" width="79" height="109" align="right" /><br />
“Chi finanzia questa agenzia?”<br />
“Me lo sono chiesta anche io, ma non lo so. Noi agenti sappiamo solo che hanno dei contatti con la C.I.A., qualcuno all’interno che passa le informazioni”<br />
“Una talpa?” gridò Michael, attirando l’attenzione dei passanti.<br />
“No, non è una talpa…La nostra società collabora con la C.I.A., solamente i più alti in grado sanno di questa cooperazione. E passerò dei guai quando scopriranno che te l’ho detto…Devi giurarmi di non svelare la mia copertura, Vaughn!”</p>
<p>Thomas Lange vide i suoi uomini appostati di fronte alle varie carrozze del treno in arrivo. Ognuno di loro aveva il compito di controllare le persone che scendevano per individuare il loro obiettivo.<br />
Sapevano solamente quale fosse il suo aspetto fisico, ma non sapevano quale posto occupasse sul treno.<br />
“Attenzione, le porte si aprono, state pronti ad accorrere non appena avremo acquisito l’obiettivo” disse Lange agli altri in cuffia.</p>
<p>“E così laggiù in Texas stavate cercando anche voi il campione del Quinto Profeta…Come avete avuto l’informazione? Cosa sapete del Progetto Crisalide?” chiese Michael, avido di risposte.<br />
“Ci stiamo lavorando da quando sono arrivata all’agenzia. Il nostro obiettivo principale è acquisire informazioni su Isabelle…”<br />
“Perché?” Vaughn non credeva alla bontà del prossimo, ognuno ha un secondo fine a questo mondo.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1535" title="02x11_21" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_21.jpg" alt="02x11_21" width="99" height="93" align="left" />“Il progetto è stato creato da Sloane, poi passò di mano in mano ed è stato sempre finanziato nel corso degli anni…Il loro scopo non era solo cercare di riprodurre il genoma di Isabelle, ma di stabilizzarne il potere…L’unica cosa che sapevamo era che qualcuno all’interno della C.I.A. aveva a sua volta avuto a che fare con il progetto…E ora grazie a te potremmo avere la chiave per capire chi c’è dietro…”<br />
“Patrick Malone” concluse Michael.<br />
Sydney annuì.</p>
<p>Thomas Lange si trovava al limite del binario, dove il marciapiede si ricongiungeva al resto della stazione. Osservava i passanti e vedeva ogni sorta di passeggero cercare di guadagnare l’uscita della stazione. Improvvisamente uno dei suoi uomini parlò: “Obiettivo acquisito, viene verso di te”<br />
Lange allungò lo sguardo e lo vide, camminare tranquillamente verso di lui.<br />
“Ottimo lavoro Fischer. Seguitelo e aspettiamo, come stabilito”<br />
Proprio in quel momento Everett Donovan avvistò Lange sul binario e, insieme al gruppetto di poliziotti che aveva convocato, si diresse verso di lui. Lo indicò agli uomini e cercarono di incamminarsi senza dare nell’occhio.<br />
Lange, a sua volta, non poté fare a meno di notare quello strano movimento di poliziotti. Tre uomini armati e uno, più giovane, davanti a loro.<br />
“Cambio di programma, ci hanno identificato, passiamo al piano B!” gridò Lange in cuffia.<br />
I suoi uomini non attesero un momento di più: due di essi sbucarono alle sue spalle e, imbracciato il proprio M-16, freddarono senza pietà i 4 uomini che li avevano avvistati.<br />
La gente, impaurita, cominciò a correre in ogni direzione e a gridare, senza comprendere ciò che stava succedendo. Iniziò a suonare un allarme assordante e Lange si guardò intorno per capire chi l’avesse attivato. Nell’ufficio di polizia erano rimasti ancora cinque uomini.<br />
Con i suoi al seguito, corsero verso di esso e trucidarono coloro che potevano intralciare la loro strada. Dopodiché Lange e Fischer corsero verso il loro obiettivo, il quale stava scappando come tutte le altre persone, la ventiquattr’ore saldamente legata al suo polso con delle manette.</p>
<p>“Che diavolo sta succedendo?” gridò Michael non appena sentì gli spari.<br />
La gente correva loro intorno senza logica, ognuno cercava un riparo. L’allarme fece scattare i meccanismi di sicurezza della stazione e tutte le porte d’uscita si sigillarono nel giro di pochi secondi, bloccando tutti all’interno della stazione.<br />
“Un attentato!”<br />
“Sparano, sparano!”<br />
Sydney guardò Michael e in un secondo capirono che non c’era tempo da perdere. La donna estrasse la sua arma dalla <img class="alignnone size-full wp-image-1536" title="02x11_22" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_22.jpg" alt="02x11_22" width="95" height="98" align="right" />borsa e insieme si diressero verso il bagno delle donne, dal quale avrebbero avuto una visuale di ciò che stava succedendo.<br />
“Quanti caricatori hai?” chiese Michael.<br />
“Solo questo…Tu non hai la pistola?” domandò lei.<br />
Lui fece una smorfia, quasi a rendersi conto di quanto fosse stato stupido da parte sua non portarla.<br />
“Buon 4 luglio…” rispose lei, ironicamente.</p>
<p>Lange e Fischer avevano ormai raggiunto il loro uomo e lo bloccarono, mentre gli altri uomini iniziavano a sparare dei colpi in aria e a prendere il controllo della situazione.<br />
“State tutti fermi! Tutti a terra” gridò uno di essi.<br />
La gente si bloccò improvvisamente, gettandosi sul pavimento e mettendo le mani sopra la testa. I cinque uomini iniziarono a far calmare le persone agitate e a gettarle tutte a terra.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1537" title="02x11_23" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_23.jpg" alt="02x11_23" width="70" height="101" align="left" />Lange guardò in faccia l’uomo per il quale avevano fatto tanto fatica quel giorno: “Buongiorno, signor Adebisi. Lei ha qualcosa che ci interessa…”<br />
L’uomo si guardò intorno. Doveva essere uno scambio sicuro, e invece era stato scoperto. Ma non poteva rivelare la propria identità. Avrebbe mantenuto fede al suo impegno, fingendo di essere Adebisi come aveva fatto altre volte.</p>
<p><strong>UFFICI C.I.A.</strong><br />
Jack era seduto alla sua scrivania e osservava la foto nella cornice che raffigurava Sydney, Isabelle e Jack. Vaughn gli aveva regalato quella foto per permettergli di portare sempre con sé le persone che amava. Quel pomeriggio nemmeno Malone riusciva a preoccuparlo più di sua figlia. Vederla in quello stato pietoso, ubriaca e senza speranza, l’aveva fatto sentire profondamente in colpa.<br />
Era successo tutto a causa sua, avrebbe potuto gestire meglio la situazione, invece non ne aveva avuto la forza o la capacità.<img class="alignnone size-full wp-image-1538" title="02x11_24" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_24.jpg" alt="02x11_24" width="92" height="102" align="right" /><br />
“Jack!” lo interruppe Hugh Collins, un agente del loro reparto.<br />
“Sì?” chiese, noncurante.<br />
“Non hai sentito niente?”<br />
“Cosa è successo?” domandò, ora più curioso.<br />
L’uomo gli fece cenno di seguirlo e Jack obbedì, giungendo al centro del loro ufficio, di fronte alla televisione. Tutti gli agenti di quel reparto erano in piedi e osservavano attentamente lo schermo, preoccupati e addirittura angosciati.<br />
La televisione trasmetteva le immagini di un attentato alla stazione di Los Angeles.<br />
“Alcuni sono entrati travestiti da soldati americani e hanno preso il controllo della stazione. Non si conoscono ancora le loro richieste, ma si stima che vi siano più di trecento persone sotto il loro controllo” disse l’annunciatrice.<br />
Jack osservava le immagini costernato.</p>
<p><strong>CASA DI WEISS<br />
Contemporaneamente</strong></p>
<p>“Interrompiamo le trasmissioni per un’edizione speciale del nostro telegiornale”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1539" title="02x11_25" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_25.jpg" alt="02x11_25" width="82" height="91" align="left" />“No, perché, ora che iniziava la parata!” gridò Eric.<br />
Marcus si sporse, incuriosito e preoccupato.<br />
“Un piccolo manipolo di uomini armati ha preso sotto controllo la Union Station di Los Angeles e a quanto pare detiene più di trecento ostaggi. Le autorità hanno confermato che i poliziotti all’interno della stazione non si sono messi in contatto e che presumibilmente sono anch’essi ostaggi dei terroristi. Non si conoscono ancora le intenzioni…”<br />
“O mio dio, Vaughn e Sydney! Dovevano incontrarsi là!” gridò Weiss.<br />
Dixon sgranò gli occhi, mentre l’annunciatore continuava a parlare.<br />
“Cosa facciamo?” chiese Eric.<br />
“Andiamo in ufficio immediatamente, dobbiamo trovare Jack!”</p>
<p><strong>IL TEMPIO<br />
Contemporaneamente</strong></p>
<p>“Signore, signore!” gridò Marshall, entrando nell’ufficio di Anderson senza bussare.<br />
“Che succede, Marshall? Notizie interessanti?” chiese lui, senza capire la fretta del suo agente.<br />
“Si tratta di Lange signore…Ha assaltato la Union Station di Los Angeles con un gruppo di terroristi!”<img class="alignnone size-full wp-image-1540" title="02x11_26" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_26.jpg" alt="02x11_26" width="82" height="94" align="right" /><br />
“Quando?” gridò Anderson alzandosi.<br />
“In questo momento” rispose Sark, entrando anch’egli nell’ufficio.<br />
“Cosa? E che sta succedendo, cosa diavolo vuole?” gridò Christopher.<br />
“Non lo sappiamo ancora, i telegiornali non dicono niente e non ci sono richieste di riscatto”<br />
“Maledizione…Cercate subito Sydney al telefono, la voglio qui immediatamente!”<br />
Sark e Marshall annuirono, tornando alle loro occupazioni.</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>Sydney e Vaughn stavano spiando quanto accadeva fuori dalla porta, che era rimasta socchiusa. A quanto pare gli uomini non avevano ancora pensato a controllare i bagni e gli uffici.<br />
“Chi sono quegli uomini?” domandò Vaughn.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1541" title="02x11_27" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_27.jpg" alt="02x11_27" width="87" height="95" align="left" />“Non ne ho idea…Ma di certo non sono in città per salire sul carro degli ufficiali statunitensi” replicò Sydney.<br />
“Che facciamo?”<br />
Sydney non ne aveva idea. Erano chiusi lì dentro, senza munizioni e con solo 15 colpi a disposizione, non potevano farcela da soli.<br />
“Dobbiamo scoprire cosa vogliono, dopodiché potremo agire di conseguenza”<br />
“Come quella volta all’SD-6…” annuì Michael.<br />
“Sì, ma senza la complicazione del C4 piantato nelle fondamenta dell’edificio”</p>
<p>Lange aprì la porta della piccola postazione di vedetta incastrata tra la parete della stazione  e un sottoscala. All’interno, rannicchiato in un angolo l’addetto alla sicurezza vestito di blu.<br />
I due si guardarono per un attimo. Lange alzò la pistola.<br />
“Ti prego non…” un sibilo interruppe le parole dell’uomo.<br />
“Sparare?”</p>
<p>Oltre il vetro una moltitudine di gente che gridava e scappava impazzita come scarafaggi dalla luce. Il terrorista prese in mano il microfono e schiacciò il pulsante di comunicazione.<br />
“Signore e signori, un attimo di calma per favore” la frase uscì dagli altoparlanti accompagnata da un fischio di distorsione e un’eco metallica.<br />
Ma la folla continuava a correre<br />
“Signore e signori, per favore” ripete con un tono più minaccioso.<br />
Le persone cominciarono a fermarsi a una a una, e a guardare verso la fonte di quelle parole. La stazione sembrava aver ritrovato il suo ritmo consueto.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1542" title="02x11_28" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_28.jpg" alt="02x11_28" width="84" height="96" align="right" />“Bene, vi ringrazio &#8211; disse l’altoparlante, e continuò &#8211; Mi rendo conto che la situazione possa essere fastidiosa per molti, ma non c’è niente da temere. Abbiamo già quello che ci interessa, per cui fra qualche minuto questa storia sarà finita e potrete tornare tutti dalle vostre famiglie a festeggiare…ah, a proposito, buon 4 luglio a tutti! Allora, stavo dicendo…mantenete la calma e rimanete ai vostri posti mentre noi sbrighiamo un’altra piccola cosuccia. Un’ultima cosa…nel caso ci fosse qualche poliziotto tra voi che vuole fare l’eroe. Abbiamo riempito la stazione di esplosivi, così giusto per precauzione. Non fate gli stupidi e tutto andrà liscio. Oggi è il giorno della libertà, fuori c’è un sole stupendo, è una giornata troppo bella per morire.”<br />
L’uomo chiuse la comunicazione, e vide che le persone erano rimaste esattamente ferme come erano. Uno ad uno cominciarono a sedersi tutti sul pavimento in attesa che quella pericolosa faccenda si risolvesse.</p>
<p>“Dicevi? &#8211; disse Michael a Sidney &#8211; Proprio come un tempo, quando andavano insieme in missione?!”<br />
Michael trovò la forza di sorridere e controllò nuovamente l’esterno. In quel momento il telefono di Sydney squillò e, nel silenzio generale, arrivò fino alle orecchie dei terroristi all’esterno.<br />
“Fischer, vai a controllare. Vogel, Dietrich voi pensate al resto degli uffici e dei bagni. Io mi occuperò del signor Adebisi…”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1543" title="02x11_28bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_28bis.jpg" alt="02x11_28bis" width="87" height="94" align="left" />Fischer arrivò in un attimo al bagno delle donne, il telefono di Sydney stava ancora squillando, appoggiato vicino ai lavandini. L’uomo controllò che non ci fosse nessuno all’interno dei cubicoli, poi prese il cellulare e lo spense. Senza sapere che farne, lo riappoggiò dove l’aveva trovato e uscì, gridando: “Tutto a posto, solo un cellulare”.<br />
Sydney e Michael avevano osservato la scena dall’alto, nascosti all’interno dei condotti dell’aria.<br />
Lentamente Sydney aprì nuovamente la grata che li separava dal bagno e cercò di ridiscendere senza fare rumore. Maledicendo i suoi tacchi, si appoggiò sui lavandini e prese il cellulare; poi, con l’aiuto di Michael, risalì nuovamente e si ritrovò vicino a lui in quello spazio angusto e freddo.<br />
“Cosa vuoi fare?”<br />
“Quante tacche ha il tuo cellulare?” chiese lei.<img class="alignnone size-full wp-image-1544" title="02x11_29" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_29.jpg" alt="02x11_29" width="140" height="88" align="right" /><br />
Michael prese con difficoltà il telefono dalla tasca e controllò: aveva solamente una tacca, si era dimenticato di caricarlo quella notte.<br />
“Una…Ma Weiss e Dixon sapevano che venivo qui…Ci tireranno fuori, tranquilla”<br />
“Il mio ne ha tre, penso che sarà meglio usare i miei di contatti…Non possiamo fare molto, ma dobbiamo salvare quelle persone, oltre che noi stessi”<br />
Sydney iniziò a comporre il numero che l’aveva appena chiamata.<br />
“Cosa intendi per <em>tuoi contatti</em>?”</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>“Il telefono prima era libero, ma Sydney non ha risposto. Poi ho provato a richiamare ed era spento…” spiegò Marshall a Rachel, sempre più in apprensione per le sorti dell’amica.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1546" title="02x11_30" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_30.jpg" alt="02x11_30" width="99" height="88" align="left" />“Cosa aspetti a chiamare di nuovo?” domandò Kane, arrivato in ufficio dopo la chiamata ansiosa di Anderson, che voleva tutti i migliori agenti pronti a muoversi.<br />
“Hai ragione, scusa!” rispose Marshall.<br />
In quel mentre squillò il telefono e l’uomo si apprestò a rispondere, mettendo il vivavoce in modo che tutti i presenti potessero ascoltare.<br />
“Agar, indicaci la tua posizione!” disse Anderson, la voce tremolante per la tensione.<br />
“Sono alla Union Station, un gruppo di persone ha isolato l’edificio e tiene la folla in ostaggio”<br />
“Lo sappiamo, ma tu che diavolo ci fai lì? &#8211; tuonò Anderson &#8211; Ti avevo detto di riconsegnare i documenti all’agenzia”<br />
“Lo stavo facendo infatti, ma prima dovevo sbrigare una cosa” sbottò lei contro con un tono acido, quasi dovesse scaricare su di lui la cattiveria che non usava più con Michael.<br />
“Ok, d’accordo, dove sei precisamente?” domandò il direttore cercando di stemperare i toni.<img class="alignnone size-full wp-image-1574" title="02x11_31" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_31.jpg" alt="02x11_31" width="94" height="110" align="right" /><br />
“In questo momento sono nascosta nei condotti dell’aria, non sono sola”<br />
“Chi c’è con te?” chiese Sark, iniziando a sentire puzza di guai.<br />
Sydney guardò di sbieco di fianco a sé, la sagoma di Michael era l’unica cosa che poteva vedere. Quello che stava per dire un po’ la divertiva, trovava che tutta quella situazione avesse preso una piega assurdamente ironica. Si sentiva una scolaretta beccata a baciarsi con il primo fidanzatino.<br />
“Sono con Vaughn”<br />
Anderson si lasciò andare a una smorfia di disapprovazione, seguita da un sorrisetto ironico di Sark.<br />
“Agar, dicci come possiamo aiutarvi”<br />
“Non abbiamo visuale da qui, abbiamo solo un’arma e un unico caricatore…Gli uomini devono essere sei o sette, non di più…Uno di loro è un certo Fischer, accento tedesco”<br />
Marshall iniziò a digitare rapidamente le informazioni sulla tastiera, sullo schermo apparve l’immagine di un uomo schedato come Immanuel Fischer, noto per le sue collaborazioni con Lange.<br />
“Agar, sono dei terroristi tedeschi su cui stavamo indagando proprio questa mattina. Il loro capo è un certo Lange, era elencato fra le persone che hanno ricevuto un bonifico dai finanziatori del progetto Crisalide”<br />
Michael cominciava ad innervosirsi: Sydney non diceva i nomi delle persone con cui stava parlando, ma immaginava di chi si trattasse. Non gli faceva piacere saperla al telefono con Anderson. Tuttavia la vide sgranare gli occhi, così capì che stava scoprendo qualcosa di interessante.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1575" title="02x11_32" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_32.jpg" alt="02x11_32" width="100" height="105" align="left" />“Cosa vogliono? Perché tenere in ostaggio tutta questa gente?” domandò preoccupata.<br />
“Non lo sappiamo – spiegò Sark – Ma non ci sono informazioni in merito ad attentati, e non ci sono richieste per ora”<br />
“Forse dovevano incontrare qualcuno ma sono stati scoperti” ipotizzò Sydney, sempre sussurrando.<br />
“O forse aspettavano qualcuno, un passeggero di un treno…” intervenne Rachel.<br />
“Controlleremo le liste passeggeri di ogni treno che sia arrivato in stazione all’ora dell’attentato, voi cercate di rimanere nascosti senza fare mosse avventate, Agar!” ordinò Anderson.<br />
Sydney sorrise: “Non mi conosci troppo bene, Chris”. Detto ciò chiuse la telefonata e ripose il cellulare nella borsa, assicurandosi di avere inserito la vibrazione e tolto la suoneria.<br />
“Scoperto qualcosa?” chiese Michael, con il sopracciglio corrucciato e visibilmente irritato.</p>
<p><strong>UFFICI C.I.A.</strong><br />
Eric e Dixon avevano fatto il più in fretta possibile. Come volevasi dimostrare, l’ufficio era completamente paralizzato, tutti seguivano i telegiornali che parlavano dell’attentato, persino Jack pareva più interessato alla tv che in qualunque altro caso. Ma c’era un piccolo problema: lui non sapeva ancora che Vaughn e Sydney si trovavano alla stazione insieme agli altri ostaggi. Così avevano preparato un foglio che spiegava la situazione. Una volta raggiuntolo, Weiss gli si avvicinò e gli mise il foglietto in mano con molta circospezione, mentre Dixon controllava che nessuno facesse caso a loro.</p>
<p><em>Syd e Vaughn alla Stazione<br />
Ancora nessuna notizia</em></p>
<p>Jack assunse l’espressione più normale e quotidiana della sua vita. Guardò intensamente i due uomini e si mosse verso il bagno, seguito da Eric e Marcus.<img class="alignnone size-full wp-image-1576" title="02x11_33" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_33.jpg" alt="02x11_33" width="91" height="108" align="right" /><br />
Aprirono tutti i rubinetti e si avvicinarono il più possibile ai getti d’acqua; poi Jack iniziò a sussurrare ai due colleghi: “Non possiamo gestire questa cosa da soli, non così in fretta, dobbiamo dirlo a Malone”<br />
“Stai scherzando? Appena saprà che Vaughn ha voluto vedere Sydney vorrà la sua testa!” replicò Dixon.<br />
“Malone non dovrà…mai sapere…che c’è anche Sydney in quella stazione” sussurrando come mai aveva fatto nella sua vita.<br />
Weiss e Dixon annuirono.</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>Michael e Sydney avevano percorso alcuni metri nei cubicoli dell’aria condizionata, facendo attenzione a fare meno rumore possibile. In questo modo si erano portati al di sopra dell’enorme complesso ferroviario. Michael stava dietro e vedeva sgambettare Syd mentre cercava di strisciare per le pareti metalliche. Con la poca luce che filtrava dalla bocca del condotto, Michael intuiva le linee delle gambe  di Syd. Si era quasi scordato di quanto fosse perfetto il corpo di quella donna. Per un attimo si ritrovò a desiderare una donna che una volta era sua.<br />
Syd arrestò la sua avanzata. Dalla sua posizione vedeva gli ostaggi e cinque uomini armati che li tenevano sotto osservazione costante da diverse posizioni.<br />
Due di essi, tuttavia, stavano parlando con un uomo ed erano separati dagli altri.<br />
“Ecco il loro obiettivo…” sussurrò Sydney.<br />
“Riesci a vederlo?” domandò Michael.<br />
“No…Se solo quel soldato si spostasse un po’…Ecco!” gridò.<br />
La sorpresa di Sydney fu enorme quando riconobbe in quell’uomo l’agente dell’interpol che si era finto Adebisi con lei e che aveva portato al suo finto arresto. In realtà era in seguito stata contattata da Chris Anderson, così non aveva più nemmeno pensato a lui.<br />
“Mio Dio, io quell’uomo lo conosco” sussurrò.<br />
“Chi è?”</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-1577" title="02x11_34" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_34.jpg" alt="02x11_34" width="74" height="105" align="left" /></em><em>Sydney era rimasta molto delusa nello scoprire che l’uomo che credeva un trafficante di oggetti di Rambaldi era in realtà un agente incaricato di arrestarla.<br />
“Non sei il vero Adebisi, non è così?” gli chiese duramente Sydney.<br />
“Naturalmente no. Lo abbiamo arrestato ieri. Mi chiamo Aderbal Annunja, sono dell’Interpol &#8211; rispose quest’ultimo &#8211; Ci hai presi di sorpresa con la tua fuga, pensavamo di seguirti fino ad identificare tutti quelli che lavoravano con te…”</em></p>
<p>“Quando cercavo i Documenti Vespertini, ha finto di essere l’uomo che li possedeva per incontrarmi. In realtà è un agente dell’interpol” spiegò a Vaughn.<br />
“E cosa vogliono da lui?”</p>
<p>Lange stava in piedi di fronte all’uomo che credeva essere Adebisi, al suo fianco Fischer gli puntava il mitra addosso.<br />
“Lei non sta collaborando, signor Adebisi. Voglio la combinazione della sua valigetta, altrimenti diventerò più…insistente ”<br />
L’agente dell’interpol sorrise: “All’interno della valigetta è situata una piccola carica esplosiva che si innescherà nel caso in cui si inserisca un codice scorretto. E dato che io non ho alcuna intenzione di dirle la combinazione esatta, credo che farà prima a uccidermi, perché non otterrà niente da me!”<br />
Lange non aveva previsto questa complicazione; gli era stato detto che si trattava di un trasporto di routine da parte di un fanatico religioso, non di una consegna protetta effettuata da una persona accorta e attenta ai dettagli. Diede un’occhiata di sbieco a Fischer, che ricambiò lo sguardo glaciale.<br />
“Lei ha ragione, signor Adebisi. Farei prima a ucciderla. Ma io conosco molti modi per convincere un uomo a collaborare. Le darò ancora qualche minuto…per riflettere”</p>
<p>“Penso di sapere cosa stanno cercando…” sussurrò Sydney a Vaughn.<br />
“Sarebbe?”<br />
“Questa mattina mi è stato ordinato di restituire i Documenti all’agenzia…Li avevo ancora io…E ora sono nella mia borsa”<img class="alignnone size-full wp-image-1578" title="02x11_35" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_35.jpg" alt="02x11_35" width="120" height="89" align="right" /><br />
Michael sgranò gli occhi, sorpreso della coincidenza: “E tu credi che lui fosse il nuovo destinatario?”<br />
“No…Io penso che lui stia impersonando nuovamente Adebisi…Ha una valigetta incatenata al polso, scommetto che al suo interno ha dei documenti falsi, gli stessi che ha usato per incastrarmi! Suppongo che sia stata un’esca per deviare l’attenzione dal vero trasporto nel caso in cui…”<br />
“Qualcuno li cercasse…Cos’hanno di così prezioso? La C.I.A. li ha studiati un milione di volte e non ne ha cavato nulla. Anche Jerome Bakir li voleva da te quando ti ha rapita…”</p>
<p><em>Bakir stava urlando minacciosamente contro Sydney: “Avanti parla! Dove si trovano i Documenti Vespertini?” esclamò.<br />
“Tre, due, nove”<br />
“Cos’è?” domandò l’uomo.<br />
“E’ la cassetta di sicurezza che contiene quello che cercate &#8211; rispose Syd accettando la sconfitta &#8211; si trova nella filiale di Philadelphia della Phoenix Bank. La parola d’ordine è… isabelle”<br />
“Bene” aggiunse soddisfatto Bakir.</em></p>
<p>“Esatto, e nemmeno lui sapeva che ne ero in possesso io…Ho mentito perché avevo intuito che Sark in realtà stava fingendo di aiutarlo…”<br />
Ricordando quel momento in cui loro due si erano trovati insieme, legati e in pericolo di vita, senza sapere cosa sarebbe accaduto, Michael si sentì avvampare. Era stato in quel frangente che aveva capito che Sydney lo amava ancora, anche se poi lei gli aveva dimostrato il contrario, mentendo spudoratamente in merito al suo lavoro e a Christopher Anderson.<br />
“Sono stufo di tutte queste pagliacciate su Rambaldi” sussurrò.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1579" title="02x11_36" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_36.jpg" alt="02x11_36" width="92" height="98" align="left" />“Quei Documenti racchiudono alcuni segreti riguardanti il Quinto Profeta…Sono tutti convinti che al loro interno vi sia la chiave per scoprirne il potere…Io invece speravo di trovarci delle informazioni che mi aiutassero a trovarla” spiegò Sydney, con gli occhi lucidi.<br />
“Ora non sei più sola…Ti aiuterò io e se è davvero ancora viva, insieme la troveremo…” rispose lui, facendole capire che voleva sinceramente tornare a lavorare insieme a lei per cercare Isabelle.<br />
Sydney ora stava quasi per piangere: “Io non ne sono più così convinta, Vaughn…”<br />
“Che intendi dire?”<br />
“Qualche giorno fa abbiamo trovato una dottoressa che si è occupata di studiare il sangue di Isabelle per conto della Quatermass International, una società di facciata del Progetto Crisalide…Lei ci ha spiegato che i loro studi erano volti a stabilizzare il sangue del Quinto Profeta per riprodurre i suoi poteri in altri individui…Non ha mai saputo niente di Isabelle, ma è chiaro che chiunque l’abbia incaricata non avrebbe mai avuto bisogno di farlo se la nostra bambina fosse ancora viva!”<br />
Sydney aveva parlato tutto d’un fiato, cercando di non farsi bloccare dalle lacrime. Michael l’aveva ascoltata senza fiatare, e non era per niente convinto delle sue parole: “Se mi avessi detto tutto questo due mesi fa, ti avrei fatto notare che avevo ragione, che non c’era alcuna speranza”<br />
Sydney annuì, trattenendo il pianto.<br />
In quel momento si sentì urlare dalla stanza sotto di loro. Quello che doveva essere il capo dei terroristi si avvicinò nuovamente ad Annunja, questa volta minacciosamente.</p>
<p>“Allora, ha deciso che cosa fare, signor Adebisi?”<br />
“Non avevo bisogno di pensarci – rispose Annunja – Non collaborerò con lei”<br />
Lange lanciò un’occhiata a Fischer, che sorrise.<br />
“Molto bene”.<br />
Fischer si avvicinò al gruppo degli ostaggi e afferrò per il braccio un ragazzo che non poteva avere più di sedici anni. Lo trascinò vicino a Lange e lo fece riappoggiare per terra, mentre la gente iniziava a mormorare per la paura.</p>
<p>“Mio dio, cosa vuol fare?” chiese Sydney a Michael.<br />
“Temo di saperlo…Dobbiamo fare qualcosa, e in fretta!” replicò lui.<br />
Sydney annuì e si mossero per il condotto.</p>
<p>“Quanti anni hai ragazzo?” domandò Lange all’ostaggio.<br />
“Di &#8211; Diciassette oggi” rispose lui, tremando per la paura.<br />
“Oh, addirittura il tuo compleanno, tanti auguri!” gridò Lange sorridendo. Annunja lo guardava, contemplando la sua follia. Poi Lange estrasse una pistola dalla fodera e la puntò contro il ragazzo.<img class="alignnone size-full wp-image-1580" title="02x11_37" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_37.jpg" alt="02x11_37" width="104" height="84" align="right" /><br />
“Allora signor Adebisi, vuole avere sulla coscienza la vita del nostro festeggiato…O preferisce darmi la chiave per aprire quella valigetta?”<br />
Annunja ora era nel panico. Come doveva comportarsi? Sapeva che doveva mantenere la sua parte fino in fondo. Che non avrebbe mai dovuto aprire quella valigetta, ma non poteva lasciare che quel terrorista uccidesse un ragazzo per causa sua. Aveva una sola possibilità.</p>
<p>Sydney e Michael, nel frattempo, avevano conquistato i condotti che davano su un piccolo ufficio al primo piano. Dopo aver controllato che all’interno non ci fosse nessuno, aprirono la grata e scesero nella stanza, Michael che puntava la pistola verso la porta.<br />
Si trovavano nell’ufficio che aveva occupato fino a pochi istanti prima Everett Donovan, e avevano una visuale perfetta grazie agli schermi che trasmettevano le immagini ritratte dalle videocamere di sorveglianza. Il finto Adebisi immobile, il ragazzo in ginocchio e la pistola alla nuca.<br />
“Che cosa facciamo?” chiese Michael.<br />
Sydney strizzò gli occhi come se dovesse mettere a fuoco la situazione.<br />
“Dobbiamo distrarre le guardie…” disse.<br />
“E come?” domandò lui senza neanche chiedere il motivo.<br />
La donna si guardò intorno: poco più avanti, uscendo dalla sala di controllo si vedevano le vetrate di un negozio di abiti femminili. Dal poco che si riusciva a vedere sembrava vuoto, probabilmente i terroristi lo avevano già sgombrato.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1581" title="02x11_38" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_38.jpg" alt="02x11_38" width="96" height="105" align="left" />“Dammi il tuo telefono” disse Syd.<br />
Sì infilò l’apparecchio sulla tasca posteriore destra dei jeans neri come la pece, e sgattaiolò fuori dalla porta approfittando della distrazione delle guardie, dopodiché entrò nel negozio di lingerie senza farsi notare.<br />
Il telefono di Vaughn prese a squillare, e la guardia più vicino rizzò le orecchie.<br />
Si avvicinò con circospezione all’ingresso del negozio, dall’altra parte rispetto a quello utilizzato da Syd.<br />
Seguì il suono del telefono con la pistola spianata di fronte al petto. Era come se il suono fosse attutito, come se fosse <strong>dietro </strong>a qualcosa. Il terrorista ebbe un lampo di genio. Il camerino…Chiunque fosse, era dietro alla tenda del camerino.<br />
I camerini erano disposti sulle pareti formando due file opposte, cinque da una parte e cinque dall’altra. Tra le file, una corsia larga poco più di un metro. Se non fosse stato per le tende che chiudevano i box, gli specchi si sarebbero riflessi tra loro all’infinito. Come infinita sembrava l’attesa che stava provando Sydney, appesa sul box con le mani aggrappate sul bordo superiore delle pareti tremolanti, i piedi a fare leva sulle stesse pareti, e tra le labbra i legacci dei sandali col tacco alto.<br />
L’uomo si chinò a terra, sbirciando sotto le tende dei camerini. Non vedeva nessuno, nemmeno un’ombra, ma il telefono continuava a squillare. Si avvicinò con diffidenza, come un topo che ha visto il formaggio ma ha paura della trappola. Ora il suono si udiva distintamente, veniva del secondo box di destra.<br />
Anche Syd aggrappata con tutta la sua forza e la saliva che cominciava a scendergli dalla bocca sentiva l’uomo che ora le stava proprio di fronte.<br />
E il terrorista quando il telefono smetteva di squillare poteva sentire il respiro affannato della donna, e le pareti di lamiera che emettevano qualche piccolo scricchiolio.</p>
<p>L’uomo sorrise…e aprì di scatto la tenda.<img class="alignnone size-full wp-image-1582" title="02x11_39" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_39.jpg" alt="02x11_39" width="82" height="99" align="right" /><br />
Nessuno, non c’era nessuno. Di colpo, però, Syd gli piombò alle spalle, lo circondò con gli avambracci al collo, e continuò a stringere cercando di far svenire l’uomo, che continuava dimenarsi. Syd gli assestò con i piedi scalzi due colpi sul polpaccio facendolo cadere in ginocchio. Adesso era più facile controllarlo e strinse finché l’uomo non si lasciò andare a terra.<br />
Syd raccolse il telefono di Michael che aveva lasciato nel camerino di fronte al quale si era nascosta.<br />
Tornò al centro del negozio senza farsi vedere dal resto del gruppo e fece cenno a Vaughn di raggiungerla nel negozio.</p>
<p><strong>C.I.A. – UFFICIO DI PATRICK MALONE<br />
Contemporaneamente</strong></p>
<p>Jack era entrato con un groppo in gola nell’ufficio di Malone. Sua figlia in pericolo era l’unica cosa che riusciva a metterlo in quello stato. Lo era da sempre.<br />
Come poteva gestire quella situazione? Come avrebbe fatto a tirare fuori Syd e Vaughn dai guai tenendo all’oscuro il direttore? Quello che aveva in mente era un ingranaggio che avrebbe funzionato solo se tutti i pezzi sarebbero restati al loro posto. Praticamente impossibile.<br />
Per prima cosa, però, doveva dire a Patrick Malone che i due erano in pericolo, anzi che Vaughn era in pericolo. Doveva ottenere carta bianca, e forse era per questo che aveva in volto un’aria stranamente innocua, un’espressione che mai gli era appartenuta.<br />
“Cosa la preoccupa agente Bristow?” disse il direttore distogliendolo da quel labirinto di preoccupazioni.<br />
“Vaughn…” Jack fece una pausa come avesse perso di bocca le parole che stava per dire.<br />
“Sì?”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1583" title="02x11_40" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_40.jpg" alt="02x11_40" width="89" height="90" align="left" />La tasca della giacca di Jack prese a tremare..<br />
“Beh l’agente Vaughn…” disse mentre leggeva il messaggio appena arrivato al suo cercapersone.<br />
“Continui”<br />
“…mi ha pregato di informarla che si è preso la giornata libera”<br />
“Grazie della premura agente Bristow, ma ne ero già al corrente” gli rispose sorridendo.<br />
Nella mente di Jack veleggiava ancora il messaggio che aveva appena letto.<br />
“Bene, è tutto qui” disse Jack cercando di non mostrare altre sensazioni.<br />
“Visto che si è scomodato tanto, ho io qualcosa da dirle”.<br />
“Di che si tratta?” domandò Jack.<br />
Malone chiuse il fascicolo che stava esaminando e posò le braccia sulla scrivania, proprio davanti al petto. Le mani una sull’altra.<img class="alignnone size-full wp-image-1584" title="02x11_41" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_41.jpg" alt="02x11_41" width="90" height="92" align="right" /><br />
“Gradirei che la prossima volta che ha contatti con sua figlia eviti di interferire con gli apparecchi di ricezione”<br />
Jack aveva già perso quell’area inoffensiva, e ora i suoi occhi dicevano l’opposto.<br />
“Posso tollerare che mi faccia registrare, posso tollerare che sia controllato come un topo da laboratorio, ma quello che dico e faccio con mia figlia, sono affari miei!”<br />
“Non finché non abbiamo chiarito la posizione della donna…” aggiunse Malone.<br />
“E’ tutto?” domandò Jack visibilmente toccato da quella faccenda.<br />
“E’ tutto” rispose il direttore.</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>Il finto Adebisi guardava la pistola puntata alla nuca del ragazzo, proprio mentre gli stava scivolando una goccia di sudore giù dalla tempia.<br />
Lange premete l’arma contro i capelli dell’ostaggio: “Non farmi perdere tempo. Sappiamo tutti e due che mi darai quelle informazioni, quindi vedi di aprire quella valigetta e di farlo alla svelta”<br />
Adebisi non riusciva a togliere gli occhi di dosso da quelli del ragazzo, chiusi in una espressione contrita. Sembrava stesse chiedendo scusa per tutte le volte che aveva sbagliato e di dargli ancora una possibilità, perché non era pronto a morire. Sulle guance, rivoli di lacrime silenziose.<br />
Una copertura valeva la vita di un ragazzo? Non per l’agente dell’Interpol che stava impersonando Adebisi. L’operazione sarebbe saltata, ma avrebbe preferito che sparassero a lui piuttosto che a quell’innocente ragazzino che forse era in quella stazione per andare a trovare la fidanzatina.<br />
“E va bene, l’aprirò” disse con tono fermo l’uomo.</p>
<p>Sydney usciva dal negozio con le mani dietro la testa. Ad un passo da lei l’uomo di Lange che aveva appena steso le stava puntando una pistola alla schiena.<br />
“Avanti cammina, in fila con gli altri” disse l’uomo senza perderla un attimo di vista, con il suo inglese minato da accento tedesco.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1585" title="02x11_42" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_42.jpg" alt="02x11_42" width="82" height="115" align="left" />Di Michael, nemmeno l’ombra.<br />
Lange vide il suo uomo che stava riportando la donna nel gruppo e urlò: “Qualche problema?”<br />
“No, solamente una donna che ha frequentato troppi corsi di autodifesa” rispose la guardia.<br />
Sydney continuò a camminare a strattoni esortata dall’ostinazione della pistola.<br />
L’attenzione del gruppo tornò di nuovo su Adebisi: “Dove eravamo rimasti?”<br />
Nel frattempo, proprio quando i due erano coperti da alcune decorazioni floreali, spuntò dal cappuccio della guardia il sorriso di Michael Vaughn. E anche questa è fatta.</p>
<p>L’agente dell’Interpol inserì una chiave elettronica sotto la maniglia della valigia, e digitò il codice segreto sul tastierino. I suoi movimenti erano lenti, prima di far scattare la serratura passarono inesorabili secondi. Aspettava qualcosa che non sarebbe mai potuto succedere. La cavalleria, qualcuno che lo tirasse fuori dai guai, qualcuno che avrebbe evitato le conseguenze di quello che stava per fare. Ma sapeva che non ci sarebbe stato nessuno, sapeva di essere solo. Però aspettava. Si aspetta sempre in certi casi.<br />
Alla fine la serratura fece click, e anche Thomas Lange scattò verso il contenuto della valigetta.<br />
Raccolse i documenti con tutta la premura che poteva per non danneggiarli, sembrava stesse raccogliendo un neonato dalle mani della ostetrica.<br />
Li passò all’uomo alla sua sinistra, che indossò immediatamente un monocolo. Mise a fuoco la lente, guardò per qualche secondo le carte ingiallite e poi diede il responso: “E’ un falso”.<br />
La pistola che da qualche secondo s’era staccata dalla nuca del ragazzino che nel frattempo era stato allontanato, si posò minacciosamente sulla fronte di Adebisi.<br />
L’agente ingoiò il blocco di saliva che gli si era appena formato in gola, non era più tanto sicuro di voler prendere il posto del ragazzo.<br />
“Dove sono i documenti?”<br />
Adebisi non rispondeva<br />
“Dove sono i documenti!” gli abbaiò contro Lange, mollandogli nel contempo un ceffone col dorso che teneva stretta l’arma.<br />
“Non lo so!” rispose l‘agente visibilmente insicuro.<br />
“Non mi hai convinto” replicò Lange<br />
“Non lo so. Non li ho mai avuti io. Era tutta una messa in scena, possibile che ancora non lo hai capito? Non ci sono mai stati i documenti, questa farsa serviva solo per depistarvi.”<br />
Lange ci pensò un secondo…<br />
“Ok, mi hai convinto” disse il mercenario in procinto di premere il grilletto.</p>
<p>“Fermo!” gridò Syd con i documenti in mano.<br />
“E tu chi saresti?” domandò Lange.<br />
“E tu che ci fai qui?” disse l’agente dell’Interpol sovrapponendosi a quella del mercenario. L’agente Bristow non doveva trovarsi lì, doveva consegnare i documenti all’agenzia. Adesso le cose si erano messe davvero male.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1586" title="02x11_43" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_43.jpg" alt="02x11_43" width="83" height="109" align="right" />“Abbassa quell’arma se vuoi che non li strappi” disse la donna impugnando le carte con due mani.<br />
“Non lo farai” disse l’uomo sfidandola.<br />
“Oh sì che lo farò” rispose la donna veramente convinta di quello che stava dicendo<br />
Lange la guardò per un momento: “Sentiamo…”<br />
“Adebisi per i documenti” disse senza perdere tempo Syd.<br />
“E’una proposta allettante, davvero. Non saprei che farmene di lui, ma… &#8211; fece un gesto alzando l’indice della mano destra per puntualizzare &#8211; io ne ho una migliore…”<br />
Con l’altra mano fece cenno ai suoi. Li contò rapidamente.<br />
“La tua vita per i documenti” e mentre le parole finivano di diffondersi per la stanza un proiettile colpì alla gamba Sydney che cadde a terra.<br />
Lange si avvicinò mirando alla testa, ancora mancava uno dei suoi: “Se non vuoi che la uccida vieni fuori, so che ci sei!”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1587" title="02x11_44" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_44.jpg" alt="02x11_44" width="83" height="101" align="left" />Michael uscì da dietro la colonna, si tolse il cappuccio mostrando una espressione da bandiera bianca. Stavolta era finita.<br />
Lange guidò Michael con la punta della pistola, fino a farlo inginocchiare di fianco alla donna.<br />
“E così stavate cercando di fregarmi, vero?”<br />
I due abbassarono gli occhi, conoscevano già la prossima domanda.<br />
“Per chi lavorate?”<br />
Ma i due continuavano a non parlare.<br />
“Ok, non me lo dite, e a essere sinceri non mi interessa saperlo”.<br />
Lange guardò l’orologio, aveva ancora un po’ di tempo.<img class="alignnone size-full wp-image-1588" title="02x11_45" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_45.jpg" alt="02x11_45" width="86" height="97" align="right" /><br />
“Ve la voglio dire io, invece, una cosa. Cercherò di essere il più conciso possibile in modo da non annoiarvi”<br />
Syd alzò gli occhi per prima.<br />
“Tanto tempo fa progettammo un colpo a un portavalori, eravamo degli sbarbatelli appena usciti dall’accademia militare, uno dei nostri primi colpi quando ancora il futuro era annebbiato e il mercato non offriva chissà quali prospettive. Eravamo io, Erich, Jann, e Gerd. Avevamo studiato un piano eccezionale, nulla poteva andare storto, e infatti filò tutto liscio. E oh, tra l’altro ammazzammo solo una guardia. A quei tempi ancora ci facevamo scrupoli, io soprattutto. Ah…Rimpiango quei tempi…Comunque, le guardie erano disarmate, il furgone sventrato e le borse non aspettavano altro che essere riempite di Benjamin. Avevamo due macchine per la fuga, tre sacche per macchina, per un ammontare di circa tre milioni per vettura. Io e Erich guidammo verso est, Jann e Gerd al contrario verso ovest. Ci saremmo ritrovati, se tutto fosse filato liscio fino al magazzino. Loro non arrivavano però…e noi non vedevamo l’ora di mettere le mani su quelle banconote da cento. Al diavolo pensammo, peggio per loro. Aprimmo le sacche, non immagini la sorpresa nel vedere che erano pieno di cartacce. Ci avevano fregato. Il punto era capire chi dei due fosse stato. Chi non si accontentava di un milione e mezzo di dollari, non si sarebbe accontentato neanche di tre, se ne poteva avere sei.”<br />
Syd e Michael ascoltavano quasi rapiti dalla storia.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1589" title="02x11_46" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_46.JPG" alt="02x11_46" width="86" height="94" align="left" />“Ripercorremmo tutta la strada al contrario, il semaforo, la banca, il fastfood, e poi via fino all’incrocio con il portavalori. Era arrivata la polizia intanto. Imboccammo l’altra strada, quella che avevano preso Gerd e Jann prima di noi. <em>E se continuo ad andare così veloce li supero</em>, pensavo. Poco dopo trovammo un cadavere sul bordo del marciapiede. Aveva il sangue che gli grondava sulla faccia, probabilmente era morto a forza di ruzzolare, o forse aveva sbattuto la testa da qualche parte. Gerd era morto. Jann, era lui che ci aveva fregato.<br />
Impiegammo un’intera settimana a trovarlo. Lo conoscevo bene, e alla fine lo ritrovai in una baita decrepita. Era già in disuso quando andavamo a giocarci da piccoli, ora sembrava dovesse crollare da un momento all’altro. Ma Jann non sembrava curarsene e ci si era rintanato aspettando che si calmassero le acque. Fu sorpreso nel rivedermi, o forse era più sorpreso nel vedere la pistola che avevo in una mano. Credo stesse cercando di dire qualcosa ma dopo la prima parola aveva già un buco in fronte. Mi ricordo ancora le parole incredule di Erich, come fosse accaduto ieri: “Hai ucciso tuo fratello…”. E poi…Chi si accontenterebbe di tre milioni di dollari quando ne può avere sei? Così gli risposi: “Sì, e ora ucciderò anche te”. Avevo appena sparato a mio fratello, che volete che contasse ora Erich? Solo lo sforzo di premere il grilletto e il rinculo della pistola.<br />
Da quel giorno non mi sono fatto più scrupoli a uccidere nessuno che mi ostacolasse…”<br />
Ora Syd e Michael erano veramente terrorizzati, se quello che aveva appena detto Lange era vero, non se la sarebbero cavata tanto facilmente.<br />
“Ora vi lascerò qualche minuto per riflettere…Dato che è il 4 luglio mi sento più buono del solito”<br />
Fischer fece un sorrisetto, alla destra del suo capo.<br />
“Se vorrete dirmi per chi lavorate, cercherò di capire se mi potreste valere di più come merce di scambio o come cibo per i pesci…Altrimenti…”<br />
Lange si voltò e sparò un colpo, colpendo Adebisi al ginocchio sinistro, facendolo urlare dal dolore e sussultare Sydney.<br />
“La prossima pallottola sarà nella sua bella testolina”</p>
<p><strong>UFFICI C.I.A.</strong></p>
<p>Weiss e Dixon attendevano il ritorno di Jack col fiato mozzato per la tensione. Si aspettavano di dover entrare in gioco da un momento all’altro.<br />
Insieme agli altri agenti, osservavano lo schermo della sala in attesa di notizie positive che giungessero dalla Union Station, ma non ce n’erano.<br />
Così, quando Jack apparve dietro di loro, Dixon e Weiss si alzarono rapidamente e lo seguirono, convinti di andare in un posto più appartato per discutere, ma Jack si bloccò a pochi metri dal gruppo di colleghi che non staccavano per un attimo gli occhi dalla televisione.<img class="alignnone size-full wp-image-1590" title="02x11_47" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_47.jpg" alt="02x11_47" width="97" height="83" align="right" /><br />
“Ho parlato con Malone, gli ho detto che Michael si è preso la giornata libera”<br />
Dixon e Weiss si guardarono stupefatti.<br />
“Stranamente, mi è parso più accondiscendete del solito” continuò Jack.<br />
Poi lasciò i due, colpiti e meravigliati.<br />
“Perché ha deciso di non intervenire?” domandò Weiss a voce bassa, ancora incredulo.<br />
“Avrà avuto i suoi buoni motivi…Conosci Jack – rispose Dixon, annuendo verso l’amico – Spero solo che sappia quello fa!”</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>“A che punto siamo?” domandò Anderson a Marshall, che stava gestendo l’intera squadra.<br />
Rachel, Sark e Kane erano andati sul posto, Chris Anderson avrebbe preferito mandare altri agenti, ma la situazione era delicata. Il fatto che Vaughn si ritrovasse ad avere una parte in quella faccenda poteva mettere in pericolo gli esili equilibri del Tempio. Doveva fare in modo che nessuno, al di fuori dei coinvolti, venisse a conoscenza di quella storia. Anche per questo aveva comunicato a Sydney di fare in modo di non fare intervenire la squadra operativa di Michael Vaughn. Era sicuro che Jack Bristow non se ne sarebbe stato con le mani in mano, sapendo del coinvolgimento della figlia, e meno persone sapevano di quella storia, meglio era, per tutti.<br />
Kane stava finendo di installare dei sensori termici, con quelli speravano di poter avere almeno occhi in quella situazione. Rachel dall’altro lato stava facendo la stessa cosa.<br />
Sark invece stava parlando con il comandante della polizia. Il distretto di polizia aveva dispiegato tutte le proprie forze, presidiando l’esterno della stazione, e bloccando tutte le strade in modo che né curiosi né fanatici intralciassero le operazioni.<br />
Erano una bella risorsa che sarebbe tornata utile al Tempio. Si presentarono come agenti C.I.A.. Al comandante dell’operazione avevano solamente detto che non era in pericolo la sicurezza nazionale, ma che non potevano dire altro. Tutta l’operazione era coperta da segreto di stato.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1591" title="02x11_48" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_48.jpg" alt="02x11_48" width="83" height="89" align="left" />Sark stava chiedendo il modo più semplice per entrare dentro la stazione, il comandante l’aveva rimbalzato all’ingegnere che aveva progettato il sistema di sicurezza.<br />
William Hardin era un uomo sui cinquanta, ma la sua vitalità gli toglieva almeno una decina d’anni. Era come se i suoi occhi scoprissero cose nuove ad ogni sguardo.<br />
Julian Sark aveva appena fatto la sua domanda.<br />
“Che tipo di risorse abbiamo a disposizione?” chiese a sua volta l’ingegnere.<br />
“Risorse quante ne vogliamo, è il tempo che ci manca” rispose Sark sorridendo.</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>Sydney non capiva bene cosa stesse succedendo. Sapeva solo la gamba le faceva male da morire, che sia lei che Annunja avevano bisogno di vedere un medico se non volevano morire dissanguati e che Lange si era allontanato per fare una chiamata. Non voleva orecchie indiscrete neanche tra i suoi.<br />
Non poteva sprecare il poco tempo che aveva.<br />
Stava per cominciare a parlare, ma fu Michael a intervenire.<br />
“Non usciremo vivi di qui”<br />
Sydney sorrise: “L’hai già detto altre volte”. Pensava a quando erano rimasti prigionieri in Corea e alla fine se l’erano cavata, anche quando ogni speranza sembrava svanita.<br />
Michael sorrise a sua volta: “Sydney, prima che accada l’inevitabile…”<img class="alignnone size-full wp-image-1592" title="02x11_49" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_49.jpg" alt="02x11_49" width="86" height="100" align="right" /><br />
“Ce la faranno Vaughn, ci salveranno…Sono in gamba” rispose Sydney, sapendo di mentire a se stessa. Nonostante avesse piena fiducia nei suoi collaboratori, sapeva che in quella situazione doveva accadere un miracolo perché nessuno si facesse male.<br />
“Prima, mentre parlavamo…Hai detto che il progetto Crisalide fu creato da Sloane anni fa…Che volevano stabilizzare il potere del Quinto Profeta…”<br />
Sydney scosse la testa, con la gamba dolorante: “Non ha più importanza, ormai…”<br />
“Sì invece…Non credi che quella cerimonia a cui abbiamo assistito…Non pensi che Sloane stesse cercando di fare lo stesso con Isabelle?”<br />
Sydney cercò di ricordare quei momenti drammatici. In quella stanza segreta dove Sloane aveva ucciso sua figlia sparandole, l’unica cosa che balzava all’occhio era quella vasca colma di un liquido rossastro. Sydney l’aveva visto solo in un’altra occasione, prima. E anche in quell’occasione avevano trovato Irina a collaborare con Arvin. Insieme, uniti nella loro folle volontà di compiere le profezie di Rambaldi.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1593" title="02x11_50" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_50.jpg" alt="02x11_50" width="103" height="90" align="left" />Sydney fu riportata alla terribile realtà da Michael, che continuava a parlare: “Io credo che Sloane abbia simulato la morte di Isabelle per godere dei poteri del Quinto Profeta…Avrebbe avuto tutto il tempo di uscire da quella stanza, da una stanza secondaria, o dall’uscita principale…Io e tuo padre eravamo troppo preoccupati per te, non ci siamo guardati alle spalle una volta fuori di lì”<br />
“Michael…tu ci credi veramente a quello che stai dicendo? Ne abbiamo viste tante nella nostra vita, ma anche mio padre ci aveva detto che…”<br />
“Ci aveva detto che nostra figlia sembrava fuori di sé, che parlava come un’invasata visionaria, che era convinto che con il suo potere stesse cercando di ucciderlo…”<br />
Jack aveva raccontato loro come erano andate le cose prima che Sydney decidesse di continuare le sue ricerche – e la sua vita – per conto suo…</p>
<p><em>Irina non voleva, ma la sua mano aveva cercato la pistola infilata nei pantaloni dietro la schiena.<br />
“Irina metti giù quella pistola, non te lo ripeterò due volte” aveva gridato Jack.<br />
“Vattene Jack, scappa! Non capisco cosa sta succedendo, non riesco a controllarmi!” aveva detto lei, terrorizzata per quello che le stava accadendo.<br />
“Irina se non abbassi la pistola sarò costretto a spararti, davanti a nostra nipote!”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1594" title="02x11_51" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_51.jpg" alt="02x11_51" width="99" height="103" align="right" />“Non posso Jack, non ci riesco!”<br />
Irina era prossima a premere il grilletto, ma Jack aveva sparato per primo. Un colpo ad un fianco che aveva fatto accasciare la donna contro il muro.<br />
“Mi spiace Jack, non è così che doveva andare” aveva detto la donna premendosi forte la mano sulla ferita.<br />
“Andiamo Isabelle, tua madre ti sta aspettando” aveva detto Jack cercando di riprendere il controllo della situazione. Ma Isabelle non voleva saperne: “Ancora non hai capito? Sei scettico, tale e quale a tua figlia!”<br />
Jack si era meravigliato  delle espressioni usate dalla piccola, dopotutto era solo una bambina!<br />
Isabelle aveva fissato minacciosamente suo nonno. Poi il braccio di Jack aveva cominciato a piegarsi. L’uomo faceva resistenza, come se stesse combattendo contro la sua volontà. Ma non poteva fermare quella forza che lo stava governando. Il suo braccio stava puntando la pistola alla sua tempia. E Isabelle non smetteva di guardarlo soddisfatta.</em></p>
<p>“Tu pensi che Arvin Sloane avrebbe mai rinunciato a un potere simile?”<br />
“Eri tu a dirmi che non dovevo farmi illusioni” replicò lei, ormai in lacrime.<br />
“Mi dispiace di essere stato così ingenuo…Non mi ero soffermato a pensare razionalmente, ero sconvolto dal dolore, forse ho preferito ignorare tutta questa storia per dimenticarla in fretta invece di soffrire in eterno…Ma ora tutto sembra prendere forma…Sloane, Irina, nostra figlia…Credo che fosse tutto programmato. Il modo migliore che avevano per agire indisturbati, era sparire dalla circolazione facendosi credere morti!”<br />
Sydney trasalì notando che Lange stava ritornando dal corridoio con il telefono in mano. Guardò Annunja, in preda agli spasimi causati dalla ferita al ginocchio. Non avrebbe retto ancora molto, come del resto anche lei. Continuava a pregare che i suoi colleghi entrassero in azione per salvarli, ma ormai non sapeva più in cosa sperare.<br />
“Mi dispiace di averti invitato qui, stamattina…” sussurrò Michael, lasciandosi scappare un sorriso.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1595" title="02x11_52" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_52.jpg" alt="02x11_52" width="95" height="100" align="left" />Sydney non riuscì a non trovare l’ironia della situazione: “Tua madre mi aveva invitato per il pranzo…Avevo quasi deciso di accettare il suo invito, sarebbe stata un’occasione per stare un po’ insieme con nostro figlio…Invece ho ricevuto la tua chiamata…”<br />
Lange era ormai a pochi metri da loro, stava discutendo con Fischer e gli altri uomini, probabilmente delle istruzioni appena ricevute.<br />
Michael lo guardò con la coda dell’occhio.<br />
“Volevo dirti che mi dispiaceva di tutto…Che avrei dovuto crederti e che sono stata una stupida a mandare all’aria l’unica cosa buona che avevo costruito nella vita, il nostro matrimonio…”<br />
“Sydney…”<br />
Michael stava per spiegarle che non gli importava più niente di quello che era stato, che avrebbero ricominciato, insieme. Ma Lange era dinanzi a loro. Aveva certamente udito l’ultima parte del discorso: “Bene, signori…Mi dispiace interrompere questo tenero quadretto…Ma mi sembra di avervi lasciato fin troppo tempo per pensare. Cosa avete deciso?”<br />
Syd e Vaughn si guardarono, sfoderando il poco orgoglio che era rimasto loro.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1596" title="02x11_53" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_53.jpg" alt="02x11_53" width="120" height="92" align="right" />“Spero che tu abbia un piano per uscire di qui, perché noi non ti aiuteremo a farlo. Non potrai usarci come merce per barattare una fuga…” spiegò Michael.<br />
Per un attimo l’espressione sadica di Lange vacillò.<br />
“Se non lo sapessi, in casi come questi gli Stati Uniti mobilitano tutte le forze che possono mettere in gioco…” rincarò la dose Sydney.<br />
Lange lanciò un’occhiata a Fischer. Non avevano più pensato al problema fuga, si erano quasi dimenticati di aver preso in ostaggio centinaia di persone in una stazione dei treni. Poi gli venne l’idea migliore che potesse avere. In certe occasioni sapeva essere talmente brillante da stupire persino se stesso.<br />
“Invece sarai proprio tu a fornirmi il mio lasciapassare…Sydney” sussurrò, il suo viso a pochi centimetri da quello di Sydney, mentre un telefono in sala controllo cominciava a squillare&#8230;</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>“Bene serpente, i sensori sono attivi e funzionano perfettamente” disse Marshall<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1597" title="02x11_54" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_54.jpg" alt="02x11_54" width="105" height="87" align="left" />“E cosa vedete?” chiese Sark curioso<br />
“Un mucchio di puntini rossi” aggiunse lo scienziato<br />
Anderson invece aveva già inquadrato la situazione. Da un lato c’erano tutti gli ostaggi, erano facili da riconoscere, tutti ammucchiati uno sopra l’altro. Un po’ più distante c’era un altro gruppo di uomini. Alcuni sembravano piantonare l’area, qualcun altro si muoveva lento intorno al gruppo. Forse erano le persone al comando.<br />
In mezzo a quel cerchio di uomini c’e ne erano altri due, in ginocchio, Syd e Vaughn, pensava Anderson.<br />
“Li vedo – disse – sono stati catturati, dobbiamo trovare il modo di tirarli fuori di lì senza che ci lascino le penne”</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>I pompieri intanto stavano finendo di alzare una scala fin sopra al tetto della stazione, secondo l’ingegnere era il punto più critico nella sicurezza.<br />
“Vedo che si può fare” disse Sark cominciando ad arrampicarsi.<br />
Arrivarono in cima, Sark, davanti a tutti, gli sembrava che il vento gli si congelasse sul sudore della fronte e del collo, e vide che anche Rachel e Kane avevano la stessa sensazione. Solo l’ingegner Hardin era fresco come una rosa. Sark si sentiva tutto il peso della situazione addosso, gli diede un po’ di sostegno solo il sorriso di Rachel.<img class="alignnone size-full wp-image-1598" title="02x11_55" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_55.jpg" alt="02x11_55" width="101" height="91" align="right" /><br />
In quel momento Sark ricevette una chiamata e rispose in cuffia: “Che c’è?”<br />
“Ha risposto al telefono” spiegò una voce dall’altra parte.<br />
Sark prese la linea tramite la sua auricolare e si trovò a parlare al telefono con Thomas Lange.<br />
“Con chi parlo?” chiese Sark, fingendo di non saperlo.<br />
“Chi sono non ha importanza…Quello che deve interessarla è chi si trova qui con me…”</p>
<p>Al Tempio, Anderson e Marshall ascoltavano la conversazione tramite l’auricolare di Sark, presumendo entrambi di chi stesse parlando Lange.</p>
<p>“Voglio due elicotteri blindati e non rintracciabili fuori dalla stazione entro venti minuti”<br />
Sark guardò l’orologio, doveva temporeggiare: “Non possiamo ottenerli in così poco tempo”<br />
“Come li otterrete non è un mio problema, agente…Se non saranno qui pronti alle dodici in punto, inizierò a diventare ansioso, e ucciderò un ostaggio al minuto…”<br />
Sark ammutolì all’istante.<br />
“A cominciare dalla graziosa Sydney che ha cercato di mettermi i bastoni fra le ruote…” concluse Lange, riattaccando il telefono.<br />
Sark cercò di rispondere, invano. Guardò i suoi colleghi e si rivolse sia a loro che alla base, dove Anderson e Marshall avevano ascoltato la conversazione.<br />
“Abbiamo venti minuti, dopodiché ucciderà Sydney” sussurrò, senza nemmeno pensare ad usare il suo nome in codice. Hardin lo guardava perplesso: cosa gli nascondevano quei tre?<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1599" title="02x11_56" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_56.jpg" alt="02x11_56" width="91" height="108" align="left" />“Come ha scoperto chi è?” chiese Rachel.<br />
“Non importa – intervenne Anderson – Datevi da fare, non c’è più tempo…Noi vedremo come ottenere  quegli elicotteri…”<br />
Sark guardò l’ingegnere Hardin e cercò di riprendere il controllo di sé: “Come procediamo?”<br />
“Se riuscite a calarvi dai condotti potete raggiungere il pianterreno&#8230;Di recente sono state fatte alcune modifiche all’impianto e le grate sono state rinforzate. Non riuscirete mai a passare di lì.”<br />
disse Hardin mentre camminava sopra al tetto seguito dagli agenti.<br />
“Il modo migliore è la tromba dell’ascensore” continuò mentre apriva il grande sportello metallico sul pavimento<br />
Il pesante lucchetto sulla rete di protezione sembrava molto più sicuro della protezione stessa.<br />
Kane si mise al lavoro accendendo una piccola bombola di gas; Rachel, con uno strattone, posò la grata a terra.<br />
“E adesso genio?” domandò Sark.<br />
“Queste grosse travi qua in basso reggono tutta la struttura. Se riuscite a scendere di qualche metro e a scavalcarle troverete un piano agibile, lo usano gli operai per la manutenzione dei motori. Da lì dovrete scendere di circa 3 metri. Sulla parete a ovest potrete vedere la grata del condotto d’aria, verrà via con un niente.”<img class="alignnone size-full wp-image-1600" title="02x11_57" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_57.jpg" alt="02x11_57" width="84" height="105" align="right" /><br />
“E poi?” domandò Rachel.<br />
William Hardin si scostò dalla botola e si srotolò il progetto mostrandolo agli agenti.<br />
“Poi seguendo queste indicazioni dovrete raggiungere il piano terra” disse mentre gli agenti si avvicinavano.<br />
“Ecco, qui è da dove entrerete… &#8211; spiegò, seguendo col dito tutto il tragitto -&#8230;E qui invece sarà dove uscirete. E’ la cucina del fastfood. A parte l’odore di grasso e qualche topo, direi che è il posto più sicuro.”</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>Marshall aveva sistemato la ricezione e ora sullo schermo si riuscivano a distinguere le sagome termiche delle persone; improvvisamente due di esse si avvicinarono di nuovo ai prigionieri.<br />
“Cosa stanno facendo?” sussurrò tra se e se Anderson, vedendo che i due stavano iniziando a trascinare quella che doveva essere Sydney. La sua sagoma venne sollevata da terra e, mentre si dimenava, venne condotta vicino a una delle guardie. Nel frattempo, altre due guardie trattennero la sagoma di Michael lontana da lei. La guardia libera avvicinò le mani a Sydney e fece un gesto evidente.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1601" title="02x11_58" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_58.jpg" alt="02x11_58" width="83" height="83" align="left" />“Ecco, ha visto?” domandò Marshall allarmato.<br />
“Ho visto…Cos’era secondo te?”<br />
“Non lo so…sembra quasi che…sembra che le abbiano iniettato qualcosa…”<br />
“Una droga?” chiese Anderson.<br />
“Non saprei” rispose Marshall, troppo impaurito per avere risposte.</p>
<p><strong>L’INTERNO DI LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>Sydney aveva ascoltato la conversazione di Lange e ora sedeva nuovamente in ginocchio, a braccia incrociate sopra la testa. Non aveva idea di cosa le avessero iniettato, ma non poteva venire nulla di buono da un folle come Lange.<br />
Sapeva che non avrebbe ceduto tanto facilmente. Si chiedeva cosa avessero deciso di fare i poliziotti, là fuori.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1602" title="02x11_58bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_58bis.jpg" alt="02x11_58bis" width="93" height="99" align="right" />Fischer stava lavorando al computer da un po’, quando alzò il volto sorridente e chiamò a sé Lange, soddisfatto di aver ottenuto il suo scopo: “Ho scoperto per chi lavorano”<br />
“Molto bene, Fischer…Vediamo un po’…” disse l’uomo, nuovamente sorridente.<br />
Sydney e Vaughn si guardarono sorpresi.<br />
“Agente Michael Vaughn e Sydney Bristow…Addirittura due pezzi grossi della C.I.A.! Si sono scomodati per noi, vuol dire che siamo importanti!”<br />
“La donna non lavora più per la C.I.A.” spiegò Fischer.<br />
“Non importa…Faranno di tutto per riprenderseli…”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1603" title="02x11_59" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_59.jpg" alt="02x11_59" width="97" height="101" align="left" />“Dimmi una cosa…Perché ti interessano tanto i Documenti Vespertini?” domandò Vaughn, cercando di prendere tempo.<br />
Lange lo guardò: “Come sei ingenuo, agente Vaughn…Noi siamo mercenari, non idealisti. Il nostro agire è dettato da chi paga di più. E il mio finanziatore è uno di quelli speciali…Uno che farebbe di tutto per ottenere quei documenti…Chissà poi perché…” concluse Lange, lanciando un’occhiata a quel gruppo di fogli antichi e ingialliti, scritti in una lingua che non conosceva.<br />
Poi tornò a guardare Sydney: “Scommetto che ti stai chiedendo cosa ti ho iniettato”<br />
Syd non rispose, mantenendo la sua espressione seria e contrita. Qualunque droga o siero ci fosse in circolo nel suo sangue, lei era capace di resistervi.<img class="alignnone size-full wp-image-1573" title="02x11_60" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_60.jpg" alt="02x11_60" width="81" height="103" align="right" /><br />
Lange estrasse un piccolo oggetto da una valigetta appoggiata su un tavolino, poi lo mostrò a Sydney: “Si tratta di una piccola ma potente carica esplosiva, un’arma di nuova generazione…Va per la maggiore fra i terroristi…”<br />
Michael sgranò gli occhi, Sydney aprì la bocca e non poté far altro che sussurrare: “Figlio di puttana!”<br />
Lange sorrise. Gli piaceva vedere la sofferenza prendere il posto della speranza negli occhi dei suoi prigionieri.</p>
<p>“Serpente abbiamo bisogno di voi” tuonò Anderson alla trasmittente.<br />
“Siamo pronti” rispose Sark.<br />
I tre estrassero le corde dagli zaini, l’ingegnere invece ripiegò a cilindro il progetto.<br />
“Ecco prendete” disse mentre lo porgeva a Rachel.<br />
Kane si girò inavvertitamente e colpì il braccio di Hardin proprio mentre stava consegnando gli schemi. Gli caddero dalla mano e presero a rotolare verso la botola.<br />
Sark si gettò a terra allungandosi per prendere il rotolo prima che potesse cadere. Il documento si fermò un momento sul bordo della botola e la mano la raggiunse in un attimo, mentre oramai stava cadendo.<br />
Sark strinse gli occhi mentre teneva la sua mano nascosta dentro la botola.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1609" title="02x11_61" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_61.jpg" alt="02x11_61" width="103" height="99" align="left" />“Preso?” chiese Rachel<br />
“No…”<br />
“Ho imparato a memoria la parte di sinistra&#8230;”<br />
Sark rotolò di lato e la guardò con un mezzo sorriso: “Io quella di destra…”<br />
Kane, quasi fosse di troppo, si intromise: “Io invece tutta”</p>
<p>Agganciarono i moschettoni e cominciarono a calarsi nelle tromba. Prima si appoggiarono sulle travi e poi scesero più giù. Sark arrivò al livello della grata. Allungò una mano e vide che mancavano almeno un metro e mezzo.<br />
Guardò in basso, vedeva solo nero. Poi guardò in alto, e il cavo che lo reggeva gli sembrava così esile. Trovò il coraggio di dondolarsi, prima piano e poi sempre più forte, ma la parete era comunque troppo lontana, e anche se l’avesse raggiunta non sarebbe mai riuscito a rimanerci aggrappato per svitare le viti.<br />
“Abbiamo un problema” disse sconsolato.<br />
Kane e Rachel raggiunsero Sark e provarono a guardarsi intorno.<br />
“Se ci appoggiamo l’uno con l’altro potremmo arrivarci” disse Kane<br />
“Buona idea” disse Rachel che aggiunse: “Serpente passa dietro, vengo io al tuo posto, sono più leggera.<br />
Facendo leva tra loro e con qualche difficoltà, riuscirono a sistemare Kane contro la parete opposta. Si teneva in equilibrio con le gambe appoggiate e la corda che lo tratteneva sulla vita. Sark poggiò i piedi sulle spalle di Kane e fece lo stesso.<br />
Ora toccava a Rachel appoggiarsi su Sark, e doveva farlo molto delicatamente se non voleva che fossero costretti a ricominciare da capo.<br />
“Qua non si sta molto comodi” esclamò Kane con la voce tremolante.<br />
“Un attimo ho quasi fatto” disse l’agente Gibson concentrata sul suo equilibrio.<br />
“Fatto” disse mentre si aggrappava con le dita alle leggere sbarre di lamiera della grata.<br />
Estrasse il cacciavite elettrico dalla tasca e cominciò a svitare.<br />
A ogni vite controllava dietro che fosse tutto a posto.<br />
“Che hai da sorridere?” domandò divertita Rachel.<br />
“Niente…rimpiango il fatto che tu non abbia messo una gonna” rispose Julian guardando dritto davanti a sé, ossia sul fondoschiena di Rachel.<br />
La donna allentò l’ultima vite, ma perse dalla mani la grata che rimbombò sbattendo sulla parete dell’ascensore.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1610" title="02x11_62" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_62.jpg" alt="02x11_62" width="100" height="88" align="right" />Kane la seguì con gli occhi finché poté: “Oggi il caro vecchio Newton non è dalla nostra” commentò sempre con la voce tremante.<br />
“Riuscite ad allungarvi?” domandò Rachel.<br />
Gli uomini si tesero completamente cercando di aiutare Rachel ad entrare nella conduttura. Il busto era tutto dentro. Tagliò il cavo che la sorreggeva e sbatte sul bordo del canale, cominciò a scivolare pericolosamente indietro, ma fu abbastanza agile da ancorarsi con le mani e a ritratte le ginocchia, finché non si trascinò completamente all’interno del condotto.<br />
Sì infilò una torcia in bocca, poco più avanti c’era una deviazione a T, era perfetta per potersi girare.<br />
Tornò ad allungare una mano ai compagni. Sark si dondolò sul cavo guardando ogni tanto l’appiglio al quale si era legato. Raggiunse la mano di Rachel, e dopo qualche secondo era riuscito ad intrufolarsi nel condotto.<br />
Ripeterono la procedura, stavolta era Sark a tendere la mano al compagno. Rachel si era inoltrata più avanti studiando il percorso.</p>
<p>I cavi tesi dell’ascensore fecero un sobbalzo, e la cabina si mise in moto.<br />
“Dannazione &#8211; esclamò Sark – Muoviti, non hai molto tempo!”<br />
Kane si perse per un tempo che sembrava infinito a guardare la cabina che saliva lentamente dall’oscurità. Una goccia di sudore si staccò dalla fronte, cadendo giù per la tromba, e perdendosi nel buio prima di raggiungere la cabina.<br />
Kane si destò come se anche lui si fosse schiantato sulla cabina insieme alla sua goccia di sudore.<br />
Cominciò a dondolarsi. Riuscì finalmente ad aggrapparsi al braccio teso di Sark.<br />
La cabina dell’ascensore era ormai prossima, e sebbene scivolasse dolce sulle sue guide, il suo sibilo sembrava letale come quello di un serpente.<br />
Sark lo aveva afferrato per le spalle e lo stava tirando a se, Kane non aveva occhi che per la cabina.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1611" title="02x11_63" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_63.jpg" alt="02x11_63" width="104" height="80" align="left" />“Non ce la faremo mai, devi lasciarmi!”<br />
“No, ce la possiamo fare invece” disse Sark.<br />
“Non fare l’idiota. Devi lasciarmi, ora” urlò Kane tentando di svincolarsi dalla presa. Sark invece stava facendo di tutto per trascinarlo dentro.<br />
Quando la corsa imperterrita dell’ascensore stava trascinando l’agente Robert Kane, Sark s’affrettò a ritirare le braccia.<br />
Batté i pugni sulla cabina che stava salendo: “Kane” urlò.<br />
Robert Kane si rigirò sulla cabina, guardava le travi sul soffitto, quel soffitto che si stava avvicinando sempre di più.<br />
Protese gli avambracci davanti al busto e si preparò ad urlare, ma la cabina si arrestò molto prima che si potesse correre alcun pericolo.<br />
Sark aveva rimesso la testa di fuori dal condotto, ora la cabina era appesa al soffitto: deglutì<br />
Kane fece un grosso sospiro, batté col palmo della mano sulla cabina sulla quale era steso e confermò: “Sto bene, andate ora!”</p>
<p>“Ok Eva, sembra che ce la dovremo cavare da soli, fa strada…” disse Sark.<br />
Una decina di deviazioni dopo, Rachel esitò davanti ad un bivio.<img class="alignnone size-full wp-image-1612" title="02x11_64" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_64.jpg" alt="02x11_64" width="97" height="87" align="right" /><br />
“A destra” urlò da dietro Sark.<br />
“Io credo che sia a sinistra invece” replicò l’agente Gibson.<br />
“Ti sbagli, ne sono sicuro, è a destra!”<br />
L’espressione di Rachel sembrava più scocciata che convinta: “E va bene, mi voglio fidare”<br />
Sark sorrise: “Dovresti farlo più spesso”</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>“Ci sono! &#8211; esultò Marshall, cercando l’espressione del capo &#8211; Grazie ai sensori che abbiamo installato rilevo un segnale di 23Ghz”<br />
“Quindi?”<br />
“Beh, quella è una frequenza su cui non lavorano né le apparecchiature di servizio delle stazioni, né quelle della polizia, né tantomeno i comuni apparecchi elettronici!”<br />
“Allora cos’è?”<br />
“E’ un segnale sconosciuto. Scommetto che lo sta inviando un dispositivo controllato dal commando che ha assaltato la stazione”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1613" title="02x11_65" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_65.jpg" alt="02x11_65" width="90" height="105" align="left" />“Potrebbe avere a che fare con quello che hanno iniettato a Syd?”<br />
“Potrebbe… &#8211; rispose Marshall mordendosi le unghie – se fosse una bomba controllata a distanza…”<br />
Il corpo di Christopher Anderson si irrigidì come una lastra di marmo.<br />
“Puoi fare qualcosa?”<br />
“Beh…potrei provare a interferire con il segnale. Se il dispositivo non è schermato potremmo riuscire a inibire la detonazione.<br />
“Di cosa hai bisogno”<br />
“Di un’antenna sul posto e di… &#8211; Marshall si guardò &#8211; di carta e penna…”</p>
<p>Anderson prese immediatamente il telefono.<br />
“Agente Speciale Cristopher Anderson, identificativo numero 357 1113 1737”<br />
“Mi dica agente, cosa posso fare per lei”<br />
“Ho bisogno di parlare con Marie Keller, immediatamente!”<br />
“La direttrice è impegnata in una riunione”<br />
“Se non viene subito a rispondere al telefono, verrò a trascinarcela di persona!” urlò.<br />
Marshall era perso nei suoi calcoli, che scriveva frettolosamente sotto i grafici che aveva disegnato. Si aiutava agitando le dita come se stesse spostando un pallottoliere. Sottovoce bisbigliava “23&#215;2, 23&#215;3, 23&#215;4…se calcolo il fattoriale di 23 e divido per….” e altre cose comprensibili solo a lui.<br />
“Cosa stai calcolando?” domandò Anderson in attesa.<br />
“Non possiamo inviare un segnale di 23Ghz, rischieremmo di attivare la detonazione. La cosa migliore è calcolare le armoniche principali e inviare solo quelle. Se riesco a trovare l’ampiezza esatta forse riusciamo a disturbare il segnale del detonatore!”</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION &#8211; TAVOLA CALDA</strong></p>
<p>Rachel staccò la grata dal condotto, la piegò e la passò a Sark per evitare il chiasso della sua caduta. Uscì dal condotto fino alla vita, e poi si lasciò andare giù. Come un gatto concluse con una capriola e si rialzò in piedi senza neanche rumore. Sark non ne sarebbe stato capace, ma per sua fortuna c’era Rachel, ora, che poteva aiutarlo a scendere.<br />
Sì accostarono tutti e due accucciati contro la parete dove venivano serviti i piatti.<br />
“E adesso che si fa?” domandò Rachel.<br />
Sark stava armando la sua pistola con un caricatore.<br />
“Adesso si fa a modo mio”<br />
“Anderson non te lo perdonerà mai…” disse Rachel fingendo rigore, ma in realtà sollevata dal fatto che fosse stato lui il primo a tirare fuori le armi.<img class="alignnone size-full wp-image-1614" title="02x11_66" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_66.jpg" alt="02x11_66" width="92" height="80" align="right" /><br />
“Lo so…ma Anderson non è qui. Ci siamo solo io e te. E di là Sidney e Vaughn. Ho creato già troppi problemi a quei due per sentirmi altre colpe sulle spalle.”<br />
Julian stava infilando granate di luce e fumogeni in tutte le tasche della tuta. Sorrise e ne tese un paio a Rachel.<br />
Attivò la ricetrasmittente: “Base, stiamo per scendere in pista. Chiudo il contatto radio per qualche minuto”<br />
Anderson non aveva avuto il tempo di rispondere che Sark già si era tolto l’auricolare lasciandolo a penzoloni sul suo filo.</p>
<p>“Ecco cosa faremo. Strisceremo lungo il muro. Poi dietro le colonne. Quando saremo abbastanza vicini li accecheremo con un paio di queste e li stordiremo con queste. Non avranno né occhi né orecchie. Sono in superiorità numerica, ma non sanno di noi. Saremo dei fantasmi.”<br />
I due si scambiarono un’occhiata di intesa.<br />
“Sei pronta?” domandò Sark.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1640" title="02x11_67" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_67.jpg" alt="02x11_67" width="99" height="92" align="left" />“Pronta!”<br />
La donna scattò in ginocchio verso la parete opposta.<br />
“Aspetta aspetta aspetta!” disse Sark trattenendola per un braccio.<br />
“Che c’è?” domandò lei sorpresa.<br />
“Stai attenta” le disse baciandola.</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>Michael guardava sconsolato in direzione di Sydney, mentre avvertiva il metallo dell’ M16 puntato alla sua nuca. Le sue mani premevano sulla testa, poteva sentire il sangue pulsare nei polsi, tanto il suo cuore batteva all’impazzata. Inspirava ed espirava velocemente, cercando di calmarsi.<br />
Dopo tutto quello che avevano fatto, non poteva finire così.<br />
Sydney sentiva quel peso farsi sempre più insistente nella sua testa. Anche lei, con le mani dietro la testa, stringeva più che poteva per cercare di limitare quel dolore lancinante.<br />
“Tieni a questa donna, agente Vaughn?” chiese il terrorista.<br />
Michael strinse gli occhi, voleva capire per quanto ancora avrebbe retto Sydney, quanto mancava alla detonazione. La donna, intuendo immediatamente cosa stava pensando Vaughn, gli lanciò uno sguardo pieno d’affetto e dolcezza, <img class="alignnone size-full wp-image-1615" title="02x11_68" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_68.jpg" alt="02x11_68" width="120" height="96" align="right" />cercando di ignorare le pulsazioni nella sua testa.<br />
“E’ tutta la mia vita” rispose Michael.<br />
Il terrorista sorrise fra sé e sé: “E’ divertente, agente Vaughn. Lei è tutta la tua vita…Ma la <strong>sua </strong>vita sta per finire. E così anche la tua…”<br />
Michael guardò un’ultima volta Sydney, contemplandone ogni lineamento. Non l’aveva mai vista così spaventata. Sembrava veramente che non ci fosse più nulla da fare. La gente intorno a loro sembrava non esistere più, ormai erano rimasti solo loro due.<br />
Sydney sospirò e, cominciò a muovere le labbra senza nemmeno accorgersene. Non poteva morire senza prima avergli detto la verità. La sue corde vocali sembravano non rispondere più, ma quando aprì la bocca per parlare, ne uscì un tono fievole e sommesso, che tuttavia non proibì a Michael di capire quello che la donna gli stava dicendo.<br />
“Ci ritroveremo…sempre”<br />
Michael abbozzò un sorriso nei suoi confronti e annuì, vedendo Sydney sorridere a sua volta.<br />
Poi sentirono l’inconfondibile fischio che precede una detonazione.<br />
Syd chiuse gli occhi, stringendoli forte, ormai pronta alla fine.</p>
<p><strong>LOS ANGELES UNION STATION</strong></p>
<p>“Cos’è questo sibilo?” chiese Rachel.<br />
“Sarà meglio muoverci” si limitò a rispondere Sark. I due si infilarono in fretta il passamontagna e si mossero nello stesso momento.<br />
Lanciarono le granate stordenti. Il gruppo di sequestratori non era al completo, ma quelli che stavano tenendo di guardia i due ostaggi si tapparono le orecchie e si piegarono sulle ginocchia.<br />
Anche Michael e Syd furono colpiti dalla granate, ma per loro significava solamente essere più storditi di quanto già non fossero.<br />
Sark sparò un paio di colpi, Rachel fece altrettanto. I terroristi erano a terra senza vita.<br />
Presero Syd e Vaughn per un braccio e li trascinarono al sicuro, mentre ancora erano coperti dalla coltre di fumo.<br />
“Ne dovrebbero essere rimasti due” disse Sark.<br />
“I documenti” disse Syd tra un colpo di tosse e l’altro.<br />
“Cosa?” domandò Sark<br />
“I documenti, ce li hanno loro, dovete recuperarli”<br />
Rachel e Julian tornarono a muoversi nella sala, mentre Michael si avvicinò a Sydney.<br />
“Stai bene?” le chiese.<br />
“Sì…La bomba?” sussurrò lei, toccandosi la testa che sembrava non pulsare più.<br />
Michael scosse la testa, non aveva idea di cosa fosse accaduto, né di dove fosse Lange.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1616" title="02x11_69" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_69.jpg" alt="02x11_69" width="140" height="101" align="left" /></p>
<p>Si limitò a trascinare Syd verso di sé e ad abbracciarla.</p>
<p>Julian e Rachel stavano controllando l’enorme sala. Il fumo nel frattempo si era diradato. Quasi si accorsero solo ora della folla in ginocchio, ordinata e ligia come una mandria di buoi in un macello.<br />
I due agenti si facevano segno con le mani per coprirsi l’un l’altro mentre svoltavano gli angoli.<br />
Si allontanavano sempre di più, e intanto non vedevano e sentivano niente. Anzi no, ora che era tornata la calma, riuscivano a sentire di nuovo quel sibilo. Entrava nelle orecchie, era quasi insopportabile.<br />
Di colpo Sark sentì partire un colpo, e un istante dopo il rumore di un uomo cadere a terra, proprio alle sue spalle. Teneva ancora la pistola in mano e il dito sul grilletto.<br />
Rachel gli fece un cenno con la testa, ma proprio in quel momento una mano spuntò da dietro l’angolo, e le puntò una pistola alla tempia. Lange era riuscita a catturarla, e ora la usava come scudo. Con la mano libera della pistola, le sfilò il passamontagna.<br />
“Getta la pistola!” gridò.<br />
“E tu chi saresti?” domandò invece Sark, facendo qualche passo verso di loro.<img class="alignnone size-full wp-image-1617" title="02x11_70" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_70.jpg" alt="02x11_70" width="86" height="103" align="right" /><br />
“Sono quello che sta per ammazzarvi tutti…e… &#8211; gettò con la sinistra un piccolo telecomando a terra &#8211;  Visto che ogni tanto la tecnologia dà forfait, lo faremo alla vecchia maniera, come piace a me…Con un bel proiettile in testa!”<br />
Lange premette la canna contro la testa di Rachel e fece scattare il cane.<br />
“Getta la pistola o il gioco finirà presto”<br />
Ma la pistola, Sark, continuava a tenerla puntata contro Lange.<br />
“Rachel, ti fidi di me?” disse mentre si ruotava il collo per allentare i muscoli.<br />
“Cosa?” disse lei quasi in lacrime.<br />
“Ho bisogno di sapere se ti fidi di me”<br />
“S…sì”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1618" title="02x11_71" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_71.jpg" alt="02x11_71" width="108" height="89" align="left" />Rachel non fece in tempo a finire la parola che Sark con un colpo centrò Lange in mezzo agli occhi.<br />
Il sangue schizzò sulla faccia dei lei. Si passò le mani sulle guance, e rabbrividì alla vista del sangue.<br />
“Sei impazzito? potevi ammazzarmi!” gridò risentita, tornando in sé.<br />
Sark si tolse a sua volta il passamontagna e la strinse in un abbraccio: “Vieni qui piccola, è tutto finito. Non permetterei mai che ti accadesse nulla di male”</p>
<p>Sark e Rachel tornarono verso gli ostaggi, nuovamente incappucciati. Fecero un cenno d’intesa a Sydney, per farle capire che era tutto finito.<img class="alignnone size-full wp-image-1619" title="02x11_72" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_72.jpg" alt="02x11_72" width="89" height="100" align="right" /><br />
Sark rimise l’auricolare, pronto a sentire le ire di Anderson per il modo in cui aveva gestito l’operazione.<br />
“Qui Serpente, la situazione è nuovamente sotto controllo! Avvisate le autorità”<br />
Anderson era indeciso sul da farsi. Sapeva benissimo quanto Sark fosse incline all’insubordinazione, ma in quel momento si sentiva di dirgli solo due parole: “Ottimo lavoro”<br />
Sark sorrise fra sé e sé, mentre Sydney gridava agli ostaggi che ora potevano andarsene, che era tutto finito.</p>
<p><strong>UFFICI C.I.A.</strong><br />
L’annunciatrice sembrava in preda a una crisi isterica. Non sapeva più come intrattenere il pubblico, davanti all’ingresso principale della stazione.<br />
“Le autorità non ci hanno ancora confermato nulla, ma sembra che un commando di agenti scelti sia entrato nell’edificio per tentare un salvataggio…Aspettate un momento!”<br />
La telecamera si mosse dalla donna alle porte della stazione, che si stavano aprendo. Alcune persone iniziarono ad uscirne, chi correndo, chi camminando. Alcuni ostaggi si trascinavano a vicenda, altri erano in lacrime.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1620" title="02x11_73" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_73.jpg" alt="02x11_73" width="101" height="105" align="left" />Jack Bristow sussultò, come tutti i colleghi seduti vicino a lui. La giornalista tornò a parlare per commentare le scene.<br />
“Abbiamo la conferma, gli ostaggi stanno uscendo dalla stazione…Fonti non accertate ci dicono che non ci sarebbero vittime fra i civili, sembra che gli unici rimasti uccisi siano gli attentatori stessi”<br />
Il piccolo pubblico della C.I.A. scoppiò in un applauso distensivo, ma Eric e Dixon mantennero la cautela: Sydney e Vaughn non erano proprio dei civili e finché non li avessero visti coi loro occhi, non potevano essere sicuri che stessero bene anche loro.</p>
<p>Sydney era ancora sconvolta, ma cedere non faceva parte del suo carattere. Dopo aver aiutato alcune signore ad alzarsi e raggiungere l’uscita, si mosse verso Annunja e lo liberò dalla sedia a cui era legato. Stava molto male, il colpo doveva aver causato più danni a lui che a lei.<br />
“L’ambulanza è arrivata…Sei stato molto coraggioso, agente Annunja…Non eri costretto a fingerti Adebisi fino alla fine”<br />
“Grazie Sydney…Mi dispiace averti ingannata, non ho mai avuto occasione di dirtelo” replicò lui, con le poche forze rimastegli.<br />
“Direi che ora siamo pari” rispose lei, pensando al modo in cui aveva salvato il ragazzo rischiando la propria vita.<br />
Michael si avvicinò ai Documenti Vespertini, ancora appoggiati nella valigetta aperta sul tavolino. Fece per prenderli quando uno degli agenti sopraggiunti sul posto, anch’egli col volto coperto, lo bloccò: “Si allontani immediatamente, signore”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1621" title="02x11_74" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_74.jpg" alt="02x11_74" width="98" height="94" align="right" />“Sono un agente della C.I.A., questi Documenti devono…”<br />
“Lo sappiamo, signore, ma non ha l’autorizzazione per vederli. Ce ne occuperemo noi”<br />
“Come sarebbe, chi ha dato quest’ordine? Lei chi è?”<br />
“Mi dispiace signore, ma ora deve allontanarsi” replicò l’uomo, sfiorando il suo M-16 con la mano.<br />
Michael, ancora disarmato, fece una smorfia contrariata e lasciò che l’uomo portasse via la valigetta. Poi un altro agente gli si avvicinò. Era vestito come quello con cui aveva appena parlato, anch’egli col viso coperto. Michael lo riconobbe come uno dei due che li avevano salvati.<br />
“Mi dispiace, agente Vaughn…Ma li dobbiamo prendere in consegna noi” disse.<br />
Michael conosceva fin troppo bene quella voce. Attese, mentre l’uomo si toglieva il passamontagna per lasciare intravedere il suo volto.<br />
“Sark…Ovviamente” disse.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1622" title="02x11_75" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_75.jpg" alt="02x11_75" width="84" height="106" align="left" />“Senza rancore, Michael?”<br />
Sark, ovviamente, si riferiva al fatto che l’aveva preso in giro quando Vaughn aveva chiesto il suo aiuto per scoprire cosa facesse realmente Sydney.<br />
Michael si trovò a stringergli la mano, poi sorrise e lo guardò allontanarsi insieme all’altro agente. Di tutte le poche certezze che aveva ancora nella sua vita, era assurdo che Sark fosse una di esse.<br />
Poi vide Sydney, allontanarsi con Annunja e dirigersi verso l’esterno, dove li attendeva un’ambulanza. La donna non poté dirgli nulla, e Michael lasciò che fossero gli occhi a parlare per lui.</p>
<p><strong>UFFICI C.I.A.</strong></p>
<p>Weiss e Dixon attendevano l’arrivo di Michael con impazienza. Nessuno degli altri era a conoscenza del suo impegno per liberare la stazione assediata. Per i due amici, vederlo arrivare sano e salvo, fu quasi un’apparizione.<br />
“La prossima volta che vuoi vedere Sydney, vai semplicemente a casa vostra!” disse Weiss.<br />
Michael sorrise, era tornato in giacca e cravatta, il solito Vaughn di sempre.<img class="alignnone size-full wp-image-1623" title="02x11_76" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_76.jpg" alt="02x11_76" width="100" height="114" align="right" /><br />
“Sei riuscito a parlare con Sydney, in tutto quel trambusto?” domandò Marcus.<br />
“Sì…Ci sono alcune cose che devo dirvi…Voi cosa avete fatto?”<br />
“Volevamo intervenire, ma Jack ha cambiato i piani e ha detto a Malone che avevi preso un giorno di ferie…” spiegò Marcus.<br />
“Non capisco perché l’abbia fatto, eravamo già pronti a preparare una squadra d’azione”<br />
“Gliel’ho detto io” spiegò Michael, trovando la sorpresa nei suoi amici.<br />
“Come sarebbe?”</p>
<p><em>Il cercapersone di Sydney iniziò a vibrare mentre Michael si cambiava e indossava gli abiti della guardia di Lange.<br />
“Sei sicura che funzionerà?” le chiese lui.<br />
“Non abbiamo scelta…” rispose lei, prendendo in mano il cercapersone e leggendo il contenuto del messaggio. Era del Tempio e le dava un ordine ben preciso.<br />
</em><em><img class="alignnone size-full wp-image-1624" title="02x11_77" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_77.jpg" alt="02x11_77" width="98" height="109" align="left" /></em><em>“Vaughn dammi il tuo cercapersone!”<br />
“Perché?” domandò lui, lanciandolo verso di lei.<br />
“La C.I.A. non può intervenire in questa faccenda, non possono scoprire che noi due siamo in contatto!”<br />
“E cosa pensi di fare allora?” gridò lui di rimando, iniziando a trascinare la guardia.<br />
“Ci pensiamo noi” concluse Sydney.</em></p>
<p>“Quindi ha scritto un messaggio a Jack col tuo cercapersone?” domandò Dixon, sorpreso ancora una volta dalla sagacia di Sydney.</p>
<p><em>La tasca della giacca di Jack prese a tremare..<br />
“Beh l’agente Vaughn…” disse mentre leggeva il messaggio appena arrivato al suo cercapersone.<br />
“Continui”<br />
“…mi ha pregato di informarla che si è preso la giornata libera”<br />
“Grazie della premura agente Bristow, ma ne ero già al corrente” gli rispose sorridendo.<br />
Nella mente di Jack veleggiava ancora il messaggio che aveva appena letto:<br />
NON VENITE, ABBIAMO APPOGGIO. COPRI VAUGHN.</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1625" title="02x11_78" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_78.jpg" alt="02x11_78" width="94" height="85" align="right" />“Quindi sono stati quelli di Sydney a organizzare il blitz?” chiese Marcus.<br />
“Già…Ho anche rivisto Sark” replicò lui, ironicamente.<br />
“Sappiamo di chi si tratti?”<br />
“Non mi ha detto tutto, ma ho scoperto delle cose interessanti…Però non possiamo più agire senza Jack, abbiamo bisogno di lui. Dobbiamo riuscire a privarlo del controllo di Malone”<br />
Weiss e Dixon annuirono.</p>
<p><strong>IL TEMPIO</strong></p>
<p>Sydney aveva la gamba fasciata. L’operazione era stata rapida, anche perché il proiettile aveva forato la gamba entrando e uscendo immediatamente. Tuttavia sarebbe stata lontana dalle azioni per un mese, per riprendersi da colpo.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1626" title="02x11_79" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_79.jpg" alt="02x11_79" width="100" height="100" align="left" />Seduti in sala riunione vicino a lei, c’erano tutti i suoi colleghi, coloro che l’avevano salvata da una morte certa.<br />
“Prima di tutto volevo ringraziarvi per quello che avete fatto per me e per Vaughn…Ce la siamo vista brutta…Avete disinnescato voi la bomba?”<br />
Marshall sorrise, annuendo.</p>
<p><em>“Agente Anderson, spero per lei che sia importante!” tuonò Marie Keller al telefono.<br />
“L’agente Bristow è uno degli ostaggi della stazione, il suo ex-marito, l’agente Vaughn, è con lei! Inoltre abbiamo motivo di credere che vi sia un ordigno pronto a esplodere… ” spiegò rapidamente, tralasciando il dettaglio che la bomba si trovava nella testa di Sydney.<br />
Marie Keller si sedette, colpita dalla notizia ed esasperata allo stesso tempo. Quella donna stava provocando più guai di quanti ne risolvesse.<br />
“Cosa facciamo?” gli chiese, deglutendo.<br />
“Per il momento dobbiamo disinnescare la bomba, ma abbiamo bisogno di una cosa…”<br />
Marshall si voltò verso di lui, intimandolo ad accelerare la pratica: i suoi calcoli erano finiti.</em></p>
<p>A differenza di Marshall, che sorrideva come un bambino, fiero del suo operato e della brillante idea che aveva avuto, e degli altri che annuivano sogghignando per la sua genialità, Anderson non si smosse dalla sua espressione autorevole.<br />
“Ho bisogno di un tuo rapporto, dobbiamo sapere esattamente cosa hai detto a Michael Vaughn, e soprattutto dobbiamo scoprire chi finanziava Thomas Lange e i suoi”<br />
Sydney lo guardò seria: “Non gli ho detto niente che non avesse già capito da solo…Questa guerra fra Tempio e C.I.A. mina fortemente il nostro lavoro, sono convinta che se collaborassimo…”<img class="alignnone size-full wp-image-1627" title="02x11_80" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_80.jpg" alt="02x11_80" width="92" height="92" align="right" /><br />
“Ciò di cui sei convinta tu, è irrilevante – la bloccò Anderson, gelando la stanza – Il Tempio esiste come organismo di supervisione all’operato della C.I.A., non potrà <strong>mai </strong>collaborare con essa”<br />
Sydney ingoiò il colpo e si zittì: “Avrai il mio rapporto domani mattina. Ora, se non ti dispiace, vorrei andare a casa da mio figlio…”<br />
Anderson tornò calmo e guardò anche gli altri agenti, sinceramente colpiti dal suo atteggiamento.<br />
“Marshall, a che punto è la decifrazione dei file contenuti nel computer di Fischer?”<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1628" title="02x11_81" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_81.jpg" alt="02x11_81" width="85" height="102" align="left" />Sydney era già in piedi, gli altri aspettavano il congedo di Anderson.<br />
“Oh, ehm…Dovrei impiegarci ancora qualche ora, poi avrete tutte le informazioni che vi servono, e sto cercando anche di analizzare il contenuto spettrale della telefonata di Lange con il suo finanziatore per…”<br />
“Molto bene, ci aggiorniamo…Siete in libera uscita fino a domani” concluse lui. Precedette rapidamente Sydney e uscì dalla sala riunioni, diretto al suo ufficio.<br />
Gli altri, invece, si mossero verso l’uscita tutti insieme.<br />
“Dove sono i Documenti, ora?” domandò Syd a Sark.<br />
“In viaggio verso un luogo sicuro…Anderson non è stato molto disponibile, è tutto il giorno che si comporta stranamente…Immagino che la presenza del tuo ex-marito al tuo fianco in questa odissea non gli abbia fatto molto piacere” spiegò Julian, lanciando un’occhiata a Rachel.<br />
“Michael non è una minaccia per il Tempio” replicò lei, difendendolo.<img class="alignnone size-full wp-image-1629" title="02x11_82" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_82.jpg" alt="02x11_82" width="90" height="103" align="right" /><br />
“Forse…la considera una minaccia per lui” le disse Sark. Lasciò passare un secondo, poi sorrise.<br />
“Noi andiamo… &#8211; si intromise Rachel – Mi hai promesso che avremmo visto i fuochi, no?”<br />
I due si allontanarono e Sydney poté udire Sark che le rispondeva: “Di certo non ti aspetterai di passare una serata romantica in barca sul mare, agente Gibson?”<br />
Kane era ancora lì davanti a lei, Marshall aveva già raggiunto l’uscita.<br />
“Come passerai il 4 luglio?” le chiese, sorridendo.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1630" title="02x11_83" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_83.jpg" alt="02x11_83" width="90" height="96" align="left" />“Non lo so…Immagino che starò a casa mia a mangiare qualche piatto precotto…E tu?”<br />
“Devo andare a trovare un’amica…” rispose Kane. Poi la salutò con un cenno e fece per allontanarsi. Sydney stava per prendere la sua borsa dalla scrivania, quando Kane si voltò di nuovo: “E’ in gamba il tuo ex-marito”.<br />
Sydney lo guardò colpita, e rispose: “E’ il migliore…”<br />
“Già, mi è sembrato uno a posto” replicò Kane, sorridendo e andandosene veramente, questa volta.</p>
<p><strong>CASA DI LAUREN VAUGHN</strong></p>
<p>Michael stava aiutando sua sorella ad apparecchiare la tavola, mentre sua madre si godeva il suo nipotino coccolandolo sulle sue gambe.<br />
“Da quando ha iniziato a parlare dice spesso cose senza senso” spiegò a suo figlio.<img class="alignnone size-full wp-image-1631" title="02x11_84" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x11_84.jpg" alt="02x11_84" width="120" height="102" align="right" /><br />
“Già…Sembra che abbia preso da me in questo” sorrise lui.<br />
Renée stava mettendo in tavola i piatti, Michael le posate. Si rese conto che la sorella aveva messo un piatto in più.<br />
“Perché apparecchi per quattro? Non mi sembra che JJ riesca già a mangiare da solo…”<br />
“Aspettiamo un ospite” spiegò Renée.<br />
“Non dirmi che hai invitato Eric…Mi aveva detto che ci avrebbe lasciato in pace, almeno per questa sera!” disse Michael, provocando una risata di sua sorella.<br />
Proprio in quel momento suonò il citofono e Renée lanciò un’occhiata a sua madre, mentr