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	<title>VirtuAlias - la prima stagione virtuale italiana di Alias!</title>
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	<description>Alias continua sul web!</description>
	<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 10:06:48 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>02&#215;03 Crisalide</title>
		<link>http://www.telefilm-central.org/virtualias/2008/09/04/02x03-crisalide/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 19:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montanaro87</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Seconda stagione virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>IL TEMPIO</strong>
Le dita scorrevano veloci sulla tastiera. Nel monitor solo uno sfondo nero e tante righe di comando. Qualsiasi cosa stesse facendo l’uomo seduto alla postazione, era qualcosa che solo in pochi erano in grado di fare. Premette invio, e lo schermo venne popolato da una stringa interminabile di caratteri senza senso. Le lettere scorrevano dal basso verso l’alto fino a quando tutta l’area dello schermo non ne fu piena. L’uomo digitò qualcosa, senza che nessuna interfaccia fosse aperta: subito dopo il serpente di caratteri si arrestò, e comparve a video il messaggio “Accesso effettuato”. Marshall provò un brivido per la propria vittoria e allo stesso tempo un timore per la scarsa sicurezza dei server della CIA.
Syd gli arrivò alle spalle quasi spaventandolo: “Allora, come andiamo?”
<img src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_01.jpg" alt="" title="02x03_01" width="140" height="129" style="float:left" />“Male direi” disse mostrando la schermata di accesso alla donna.
“Capisco… fai rapporto al direttore Anderson e cerca il modo di tappare la falla” gli sorrise Sydney.

 “Mi volevi vedere?” domandò poi all’agente Bristow.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TEMPIO</strong><br />
Le dita scorrevano veloci sulla tastiera. Nel monitor solo uno sfondo nero e tante righe di comando. Qualsiasi cosa stesse facendo l’uomo seduto alla postazione, era qualcosa che solo in pochi erano in grado di fare. Premette invio, e lo schermo venne popolato da una stringa interminabile di caratteri senza senso. Le lettere scorrevano dal basso verso l’alto fino a quando tutta l’area dello schermo non ne fu piena. L’uomo digitò qualcosa, senza che nessuna interfaccia fosse aperta: subito dopo il serpente di caratteri si arrestò, e comparve a video il messaggio “Accesso effettuato”. Marshall provò un brivido per la propria vittoria e allo stesso tempo un timore per la scarsa sicurezza dei server della CIA.<br />
Syd gli arrivò alle spalle quasi spaventandolo: “Allora, come andiamo?”<br />
<img style="float:left" title="02x03_01" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_01.jpg" alt="" width="140" height="129" />“Male direi” disse mostrando la schermata di accesso alla donna.<br />
“Capisco… fai rapporto al direttore Anderson e cerca il modo di tappare la falla” gli sorrise Sydney.</p>
<p>“Mi volevi vedere?” domandò poi all’agente Bristow.<br />
“Sì, il direttore Anderson ci vuole nel suo ufficio”<br />
Rachel vide con la coda dell’occhio che anche Sark stava entrando nell’ufficio di Christopher Anderson, e rivolse a Syd un’espressione contrariata.<br />
“Cosa c’è che non va?” le chiese l’agente Bristow.<br />
La donna si riprese, fece un sorriso e mentì: “Nulla, ero solo sovrappensiero”.<br />
<img style="float:right" title="02x03_02" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_02.jpg" alt="" width="140" height="114" />“Rachel, ora sono io responsabile delle vostre vite… e voi siete la mia squadra. Devo potermi fidare completamente di voi, e voi di me affinché nessuno rischi più del dovuto. Se c’è qualche incomprensione tra di voi che possa compromettere il lavoro di questo team io devo saperlo” le disse con comprensione.<br />
“E’ solo che…”<br />
“Cosa?”<br />
<img style="float:left" title="02x03_03" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_03.jpg" alt="" />“E’ solo che lui è un collaboratore della CIA…E ancora una volta sta lavorando per due fazioni contemporaneamente…”<br />
“Beh, in realtà questa volta è diverso…La CIA lo mantiene per avere informazioni, Anderson fa lo stesso…I suoi contatti del passato fanno troppa gola per non essere utilizzati…”<br />
“Quindi dovrei giustificarlo per non avermi detto niente?”<br />
Sydney non poteva credere alle parole che stava per pronunciare: “In fondo non sta facendo niente di illegale, il che è quasi un miracolo pensando che stiamo parlando di Julian Sark…”<br />
“Mi dà fastidio il fatto che mentre noi abbiamo dovuto subire il processo, lui lavorava per il Tempio…”<br />
<img style="float:left" title="02x03_04" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_04.jpg" alt="" />“Sark è troppo importante per la CIA, non avrebbero mai compromesso i rapporti con lui solo per avere un altro accusato…E poi avevano già deciso chi sarebbe stato il loro capro espiatorio…”<br />
Il pensiero delle due donne arrivò fino a Dixon. Syd notò il sospiro malinconico di Rachel, così le strinse il braccio: “Troveremo il modo di tirarlo fuori. Su, andiamo adesso, ci stanno aspettando”</p>
<p>Christopher Anderson era in piedi al capo di una tavola ellittica, in una delle quattro sedie disposte ai lati era già seduto Julian Sark. C’era qualcosa di familiare in quella scena, qualcosa che riportava alla memoria pensieri sepolti, oscuri, pensieri che non andrebbero ricordati. Syd ricordava i briefing all’SD-6 quando in piedi davanti ai monitor c’era Arvin Sloane.<br />
“Grazie per essere venuti con così poco anticipo” esordì il direttore Anderson.<br />
Spinse un tasto sul telecomando: “Come vi ho già accennato, il nostro obiettivo è il signor Francis McGarland, parlamentare inglese, e nel tempo libero trafficante di armi e droga.<br />
<img style="float:right" title="02x03_05" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_05.jpg" alt="" />“Come riesce a ricoprire la sua carica pubblica nonostante i suoi traffici?” domandò Rachel<br />
“Perché McGarland è una specie di fantasma. Dirige tutto tramite un gruppo di mercenari che non conoscono la sua identità. Sono loro che si occupano di ogni cosa, e finché McGarland avrà denaro da spendere questi uomini avranno sempre un padrone da servire fedelmente.”<br />
“Se è così attento come facciamo ad avere queste informazioni?” chiese ancora Rachel.<br />
<img style="float:left" title="02x03_06" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_06.jpg" alt="" />“Siamo riusciti ad inserire il signor Sark in quella che riteniamo sia la squadra di McGarland. La reputazione poco raccomandabile di Julian Sark ha fatto in modo che potesse essere preso in considerazione da questi criminali.”<br />
L’ex mercenario fece un cenno con la testa come avesse risposto ad un complimento appena ricevuto.<br />
Anderson si rivolse a Syd: “E’ anche il motivo principale per cui Sark fa parte di questa squadra. Finché manterrà fede al patto con la CIA gli saranno congelati tutti i procedimenti a suo carico, in attesa che una commissione studi il suo fascicolo. Ovviamente il signor Sark nel frattempo dovrà aver dimostrato di essersi lasciato alle spalle la sua vita precedente. E tutto ciò fa comodo al Tempio, che nel frattempo ottiene innumerevoli informazioni dai suoi contatti…”<br />
Syd lanciò uno sguardo a Rachel, come se quelle parole avessero dipanato alcuni dubbi. Si voltò di nuovo verso Anderson, cambiando discorso: “Come facciamo a sapere che questo gruppo lavora per conto di McGarland?” domandò Syd.<br />
<img style="float:left" title="02x03_07" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_07.jpg" alt="" />“Non lo sappiamo con certezza” ammise il direttore Anderson.<br />
“Perché la C.I.A. è interessati a lui? Perché noi? Voglio dire, di signori della morte come lui ce ne sono decine.” chiese ancora Syd.<br />
“Gira voce che la base militare di Leeds in Inghilterra, stia per essere attaccata. L’obiettivo dell’assalto è il deposito dove la CIA custodisce parte delle armi sequestrate a terroristi e trafficanti. Caso vuole che alcune informazioni riservate sulla struttura siano partite dai alcuni server di una commissione parlamentare istituita di recente. Trovate il modo di collegare McGarland a quella fuga di notizie ed avremo elementi sufficienti per tenerlo lontano dai riflettori per molto tempo.”<br />
Anderson guardò gli agenti uno ad uno: “bene, se non ci sono altre domande ci vediamo fra quattro ore per discutere i dettagli della missione.”<br />
<img style="float:right" title="02x03_08" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_08.jpg" alt="" />Lasciarono tutti la stanza eccetto il direttore, che aprì il fascicolo di McGarland. Sotto alla foto e ai dati anagrafici c’erano tutte le informazioni pubbliche inerenti quell’uomo. Girò pagina fino ad arrivare alle attività illegali del parlamentare inglese. Il direttore Anderson scorreva i documenti velocemente, come se sapesse molto di più su quell’uomo di quanto non avesse lasciato intendere. Guardò con la coda dell’occhio Sydney Bristow che usciva dalla sua vista, ignara di quel fascicolo.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="id" value="sigla" /><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="quality" value="high" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="src" value="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" /><embed id="sigla" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="270" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" bgcolor="#000000" quality="high" allowscriptaccess="sameDomain" align="middle"></embed></object></p>
<p><strong>Uffici della CIA</strong><br />
Michael Vaughn stava guardando i pulsanti del distributore di  bevande incastrato sull’angolo del corridoio che apriva sugli uffici. Li stava guardando già da molti secondi.<br />
“Sei più indeciso del solito o c’è qualcosa che ti preoccupa?” domandò Weiss arrivandogli alle spalle.<br />
Vaughn scrollo la testa e si stropicciò gli occhi come era solito fare quando era nervoso.<br />
“Non lo so…non sono sicuro di aver preso la decisione giusta”<br />
“C’è mai stata scelta?” rispose Eric di rimando, pensando di capire a cosa alludesse.<br />
“Certo che c’era!”<br />
“No amico, non c’era! Un budino al cioccolato o una ciambella, è una scelta. Una partita dei Kings o una cena con una donna, è una scelta. Ma tra tenersi un lavoro o farsi cacciare a calci, fidati, non c’è nessuna scelta!”<br />
“Non si tratta solo di lavoro” replicò lui quasi sussurrando.<br />
<img style="float:left" title="02x03_09" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_09.jpg" alt="" />“E di cosa allora?” chiese Weiss poggiandogli una mano sulla spalla.<br />
“Di mia moglie. Ho lasciato che tutto questo accadesse. Non ho lottato, non sono riuscito a farla ragionare. Ho solamente abbassato gli occhi e mi sono chiuso la porta alla spalle…”<br />
Weiss non sapeva che dire. In realtà era d’accordo con l’amico, ma non poteva dirglielo per non buttarlo ulteriormente giù di morale.<br />
“Sai…a volte credo che quel muro che si è alzato tra noi in realtà sia stato sempre lì. Forse non la conoscevo bene quanto credevo…” gli spiegò Michael.<br />
“Ora ti dico io una cosa. Sicuramente non conosco bene Sydney quanto te, ma se c’è una cosa che ho imparato di lei è che quando si mette in testa una cosa, non vuole sentire ragioni da nessuno! Sa essere una donna molto caparbia, Michael…Dalle solo del tempo per fare chiarezza. Sono sicuro che tutte le cose che può averti detto non le pensava veramente.”<br />
<img style="float:right" title="02x03_10" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_10.jpg" alt="" />“Spero sia come dici…” disse Michael provando a sorridere.<br />
“Certo che è così. Persino una persona tenace e scorbutica come Jack non è mai riuscita a tenerla a bada, e tu lo dovresti conoscere bene Jack…”<br />
Nel frattempo Jack Bristow era arrivato alle loro spalle.<br />
“Stavate parlando di me?” disse sorridendo col tono di chi li aveva colti in flagrante<br />
Michael scrollò le spalle, Weiss ritrasse la testa, portò le mani dietro la schiena e si alzò due volte sulle punte, come se non fosse successo nulla.<br />
Jack sorrise più apertamente, ne avevano viste troppe insieme perché si sentisse ferito da quelle parole. Una volta forse avrebbe risposto a tono, ma era passato tanto tempo da quando li aveva conosciuti, e nel frattempo avevano dimostrato di essere degni di fiducia e rispetto. Si sentiva quasi il loro angelo custode.<br />
“Malone vuole vederci nel suo ufficio…”<br />
<img style="float:right" title="02x03_11" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_11.jpg" alt="" />I due si incamminarono precedendo l’agente Bristow, ma Jack rimase indietro obbligandoli a voltarsi per vedere se li stava seguendo o meno.<br />
Jack non dovette nemmeno parlare, guardò Vaughn facendogli intuire che doveva parlare con lui. Weiss allora intervenne: “Vi raggiungo fra poco”.<br />
<img style="float:left" title="02x03_12" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_12.jpg" alt="" /> Michael annuì e si avvicinò a Jack per ascoltare ciò che aveva da dire.<br />
“Hai parlato con Sydney, di recente?”<br />
“Sì, qualche sera fa…Ma non sono riuscito a farla ragionare”<br />
“E dubito che ci riuscirai…Lei ha bisogno di stare da sola in questo momento, non si fida più di nessuno…Nemmeno di te”<br />
“A quanto ne so non solo il solo…” gli rispose Michael.<br />
Jack fece una delle sue classiche smorfie: “Io sono abituato al disprezzo da parte di mia figlia…Abbiamo vissuto interi periodi senza rivolgerci la parola perché non mi riteneva degno della sua fiducia…Probabilmente non ho mai fatto nulla per farle credere il contrario, ma ero convinto che fosse la cosa giusta…”<br />
Michael annuì, capendo intimamente cosa intendesse jack.<br />
<img style="float:right" title="02x03_13" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_13.jpg" alt="" />“Il problema è se <strong>tu</strong> riuscirai a sopportarlo…”<br />
Michael lo guardò facendo trasparire tutta la sua preoccupazione in merito, poi si diresse sulle orme di Weiss.<br />
“Un’ultima cosa prima… - lo bloccò Jack – “Non scoprite la guardia, state attenti alle parole che usate. Non mi fido di quell’uomo, e non dovreste farlo neanche voi.”</p>
<p><strong>Penitenziario Militare, Los Angeles </strong><br />
Marcus Dixon non dormiva da 48 ore. Più si ostinava a cercare di prendere sonno, meno ci riusciva. I suoi carcerieri gli avevano tolto ogni diritto: la parola, il rispetto, l’amore dei suoi figli, e ora persino il sonno.<br />
Nessuno era ancora andato a trovarlo. La sua condizione non lo consentiva.<br />
Nemmeno Hayden Chase, col suo grado elevato in agenzia e tutto l’amore che aveva nei suoi confronti, era riuscita ad ottenere un lasciapassare per fargli visita.<br />
Ma non appena Dixon sentì il vociare all’ingresso del corridoio che conduceva alla sua cella e il rumore di tacchi rimbombare per tutto l’ambiente, seppe che lei aveva trovato il modo di andare a trovarlo.<br />
Alzò lo sguardo speranzoso e la vide, di fronte alla cella. Dietro di lei due soldati che continuavano a riempirla di frasi di circostanza che dovevano in qualche modo illustrarle il comportamento da tenere col detenuto. Ma sul suo volto, Marcus poteva scorgere solamente quell’espressione che lasciava trasparire il suo senso di colpa.<br />
Gli uomini accanto a lei smisero di parlare, Sydney li aveva ignorati per tutto il tempo.<br />
<img style="float:left" title="02x03_14" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_14.jpg" alt="" />“Avete venti minuti. Non può passare né mostrare oggetti al detenuto”.<br />
Sydney annuì solo per fare contento il suo interlocutore. I due agenti se ne andarono, lasciando i due ex-colleghi da soli.<br />
<img style="float:right" title="02x03_15" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_15.jpg" alt="" />“Sydney…Ce ne hai messo di tempo” le disse Dixon, lasciandosi sfuggire un sorriso.</p>
<p><strong>Uffici CIA, Contemporaneamente</strong><br />
“Benvenuti agenti” disse Patrick Malone con tono cordiale ma autoritario mentre i tre uomini si sedevano intorno al tavolo.<br />
“Per la vostra prima missione in questa nuova squadra ho pensato a qualcosa di semplice, qualcosa che, viste le vostre indiscusse capacità, non dovrebbe impegnarvi oltremodo.”<br />
L’uomo consegnò i fascicoli a uno a uno come fossero dei menu. Aprì alla seconda pagina e aspettò che tutti gli altri facessero lo stesso.<br />
“Da qualche giorno stiamo tenendo d’occhio un traffico di informazioni. Si tratta di dati talmente riservati che nessuno dovrebbe esserne a conoscenza. Ci è ignota la fonte che diffonde le notizie, come ci è ignoto il destinatario delle informazioni. La nostra preoccupazione è il fatto di aver una talpa nei nostri uffici, visto che parte delle informazioni scambiate sono già in nostro possesso.”<br />
“Quindi cerchiamo una talpa?” domandò Vaughn che preferiva non fare intervenire Jack.<br />
<img style="float:left" title="02x03_16" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_16.jpg" alt="" />“Non necessariamente. La pista sembra partire dall’Europa, ma non escludiamo il fatto che possa essere un tentativo di depistaggio. Il vostro compito è quello di rintracciare la fonte e portarla negli Stati Uniti.”<br />
“E per quanto riguarda le informazioni intercettate?” chiese ancora Michael.<br />
“Sono un dettaglio di cui potete fare a meno. Finché riusciamo a compartimentare le notizie, sarà più facile trovare la persona che le diffonde.”<br />
“Da quando la C.I.A. ci tiene nascoste informazioni utili per una missione?” domandò indispettito Weiss.<br />
<img style="float:right" title="02x03_17" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_17.jpg" alt="" /><br />
“Da quando ha deciso di reintegrarvi nonostante la vostra condotta, agente Weiss!”, sbottò Malone.<br />
<img style="float:left" title="02x03_17bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_17bis.jpg" alt="" />Il vice-direttore colse l’occasione per chiarire la questione: “Se qualcuno di voi nel frattempo ci avesse ripensato, bene: quella è la porta! Ma una volta superata quella soglia direte definitivamente addio a questo mondo: se non vi è ancora chiaro questa è la vostra ultima possibilità, e se decidete di restare sappiate che qui si fa a modo mio, non a modo vostro, e se a qualcuno non piace il modo in cui dirigo questo ufficio… - Malone tirò fuori un foglio bianco e una penna stilografica dalla 24 ore, e li fece scivolare entrambi fino alla postazione di Eric Weiss - …che faccia un esposto alla commissione.”<br />
Weiss abbozzò una smorfia, quasi a dire <em>non volevo scatenare questa polemica, ma adesso che si è conclusa non ho nessuna voglia di giustificarmi</em>.<br />
“E’ tutto?” domandò Michael.<br />
“E’ tutto” rispose Malone.</p>
<p>I tre lasciarono la stanza, Jack davanti a tutti e Vaughn a chiudere la fila. Non dissero una parola e ognuno se ne andò per la sua strada. Patrick Malone aspettò che fossero tutti usciti e poi fece lo stesso. Non fece in tempo a girare l’angolo che una mano gli strinse il braccio e lo sbatté contro il muro.<br />
Jack gli era addosso: “Magari il suo atteggiamento da spaccone può funzionare con tutti gli altri, ma non con me. Dovrebbe immaginare che se sono ancora in servizio dopo tutti questi anni è perché è difficile darmela a bere. E se pensa che non abbia collegato quanto appena detto con le informazioni che voleva farmi recuperare in cambio della salvezza di Dixon, beh è proprio un ingenuo!”<br />
Malone lo lasciò sfogare.<br />
“Mi ascolti bene. Io ancora non so chi sia lei veramente, ma lo scoprirò presto. Le starò addosso finché non troverò qualcosa sul suo passato, e le garantisco che sono molto bravo in questo genere di cose.”<br />
<img style="float:left" title="02x03_18" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_18.jpg" alt="" />Malone sorrise compiaciuto.<br />
“La sua reazione non mi stupisce, oramai la sua fama la precede. Lei non è tipo da farsi mettere i piedi in testa, vero? Tuttavia le devo far notare che non ascolta con attenzione, signor Bristow. Questa commissione è in fermento, e quando non sai più se puoi fidarti di una persona cosa fai? La metti alla prova, Jack” disse il suo nome quasi in tono sprezzante, poi continuò.<br />
“Il suo era un test, un test per verificare se questo ufficio può veramente fidarsi di lei. E se stiamo affrontando faccia a faccia questa conversazione, sappiamo tutti e due cosa significa.”<br />
<img style="float:right" title="02x03_18-bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_18-bis.jpg" alt="" />Patrick Malone si liberò dalla presa e si aggiustò il colletto della giacca: “Immagino che con un agente dal suo curriculum sia superfluo precisare cose del tipo <em>farò finta che questa discussione non sia mai avvenuta</em>”<br />
Jack lo osservò in silenzio.<br />
<img style="float:left" title="02x03_19" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_19.jpg" alt="" />“Bene, perché non lo farò” concluse Malone.<br />
L’uomo riprese a camminare senza guardarsi indietro, mentre Jack era ancora appoggiato al muro a ripassare i conti di una equazione che non tornava.</p>
<p><strong>Penitenziario Militare, Los Angeles</strong><br />
Sydney era in piedi di fronte alla cella di Marcus. Stava cercando di sorridere nonostante la situazione glielo impedisse.<br />
“A quanto pare a qualcuno importa ancora di tutto quello che abbiamo fatto per il nostro paese…Mi è bastato ricordare alle persone giuste il nome di chi ha smantellato l’SD-6…Ed eccomi qua…”<br />
“Come stanno Robin e Steven?”<br />
“Bene…stanno con tua madre…Sono molto impauriti e arrabbiati perché non possono vederti”<br />
Dixon annuì, gli occhi lucidi per le lacrime.<br />
<img style="float:right" title="02x03_20" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_20.jpg" alt="" />“A volte mi chiedo…cosa penseranno di me, i miei figli? Come potranno vivere con il peso della vergogna?”<br />
“Di quale vergogna stai parlando?” gli chiese Sydney visibilmente scossa.<br />
“Un padre…incarcerato per aver tradito il suo paese…condannato all’ergastolo…e non sanno nemmeno perché…Cosa penseranno di me, Sydney?”<br />
Dixon si coprì il volto e non poté trattenere un pianto di sfogo.<br />
“Dixon…Guardami…”<br />
Syd fece per tendere la mano oltre le sbarre della cella, ma un allarme iniziò a suonare per tutto il corridoio. Ritrasse la mano velocemente e non poté fare a meno di piangere.<br />
“Stia indietro, signora Bristow” disse una voce dall’altoparlante.<br />
Syd si asciugò le lacrime e tornò a guardare Marcus sulla sua branda.<br />
“Robin mi ha chiesto come mai ti trovi qui…E io le ho detto che il motivo per cui sei rinchiuso, lontano da loro…E’ che tu sei un eroe…Un eroe che ha messo a rischio la sua intera vita per salvare quella di mia figlia…”<br />
Dixon alzò lo sguardo, commosso.<br />
“E sai cosa mi ha detto, Dixon? Robin mi ha guardata e mi ha detto di dirti che è tanto fiera di te, perché hai cercato di aiutarmi come io avevo fatto con lei…”<br />
<img style="float:right" title="02x03_21" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_21.jpg" alt="" />Ora era Sydney che piangeva a dirotto. C’erano molte cose non dette, nel suo pianto.<br />
“Syd…non ti incolpo per quello che è successo… - le disse con voce calma e profonda, in modo da cercare di consolarla – Tu avresti fatto lo stesso. Anzi…”<br />
<img style="float:left" title="02x03_22" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_22.jpg" alt="" />La guardò e riuscì a trovare la forza per sorriderle: “Lo hai fatto. Sempre…”<br />
Syd annuì asciugandosi le lacrime.</p>
<p><strong>Un edificio nell’Eastside, Los Angeles</strong><br />
“Vederlo in quello stato…così depresso e solo…Mi ha fatto sentire impotente e inutile”<br />
La dottoressa Barnett la guardava in silenzio. Aveva ascoltato il suo sfogo circa l’incontro che aveva avuto con il suo ex-collega senza dire una parola.<br />
“Si sente in colpa perché crede di essere responsabile del suo arresto?” chiese la donna rompendo il silenzio.<br />
<img style="float:left" title="02x03_23" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_23.jpg" alt="" />Sydney sollevò lo sguardo: “Ha cercato di proteggere mia figlia…E per questo è finito sotto inchiesta”<br />
“Anche lei una volta fece lo stesso per lui, rischiando la sua vita…”<br />
Sydney poteva sentire ancora il cinturino legatole al collo da Sark, se si sforzava di ricordare. Era una di quelle cose che non gli avrebbe mai perdonato, nonostante tutto.<br />
“Dixon ha agito d’impulso, usando l’unico mezzo che avrebbe bloccato l’azione di Cole…E per questo è stato condannato all’ergastolo. Crede che ricordare cosa ho fatto io in passato mi faccia sentire meno in colpa nei suoi confronti?”<br />
Sydney tacque. Sentiva di non poter più aggiungere altro riguardo a Marcus, e la Barnett lo capì immediatamente.<br />
“Erano alcuni giorni che non la sentivo, Sydney” disse la dottoressa.<br />
“E’ vero&#8230;Ho avuto molto da fare e&#8230;Ci sono stati alcuni cambiamenti&#8230;” le rispose sinceramente Sydney.<br />
<img style="float:right" title="02x03_24" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_24.jpg" alt="" />“In meglio?” domandò la donna col suo solito tono tenero.</p>
<p><em>“Potevi almeno avvisarmi del tuo nuovo incarico, Julian!” stava urlando Rachel a Sark.<br />
“E cosa avrei dovuto dirti, tesoro? Ehi Rachel, mi hanno reclutato per una nuova agenzia piena di ex-agenti, vuoi venire anche tu alla festa?”<br />
<img style="float:right" title="02x03_25" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_25.jpg" alt="" />Kane e Hall ascoltavano la conversazione senza fiatare, ma sul volto dell’uomo si poteva notare un sorriso compiaciuto.<br />
Rachel espirò contrariata: “Sto solo dicendo che non è questo che io chiamo fidarsi l’uno dell’altra”<br />
A Kane scappò un risolino, Hall alzò gli occhi al cielo. Sydney si trovò a passare davanti alla scena proprio in quel momento.<br />
“Hai qualche problema, gorilla?” gli domandò Sark.<br />
“No, biondino… - rispose lui alzandosi e sorridendo, lo stuzzicadenti che si muoveva nella sua bocca – Non ho proprio nessun problema”<br />
<img style="float:left" title="02x03_25-bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_25-bis.jpg" alt="" />“Bene, allora ti dispiace stare fuori dagli affari degli altri?” ringhiò Sark.<br />
“Lascia perdere, Sark, è un discorso fra noi due…Non trovare un pretesto per cambiare argomento”<br />
<img style="float:right" title="02x03_26" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_26.jpg" alt="" />“Sentito, biondino?” gli disse Kane.<br />
Sark si voltò per ritornare verso di Rachel.<br />
“Ascolta quello che dice quella bambolina della tua fidanzata”<br />
Sydney non fece in tempo a parlare prima che il braccio di Sark sferzasse l’aria e andasse a colpire il volto di Kane. Questi cadde a terra, il naso sanguinante. Hall si alzò e corse verso di lui, Sydney decise che era il momento adatto per intromettersi.<br />
“Sark…”<br />
<img style="float:left" title="02x03_27" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_27.jpg" alt="" />“Che fai ora, mi metti una nota di demerito come una brava maestrina?” le rispose lui.<br />
Rachel lo guardava incredula, Sydney alzò gli occhi al cielo e se ne andò.</em></p>
<p>“E’ difficile giudicare ora&#8230;Potrò farlo col tempo&#8230;” rispose Syd.<br />
“Come sta suo marito?”<br />
Sydney si rabbuiò improvvisamente. Pensare a Michael la faceva sentire male, a disagio. Non aveva mai la forza necessaria per parlare di lui.<br />
Alzò gli occhi lentamente per guardare la sua interlocutrice: “Mi stavo chiedendo se non sia il caso di…”<br />
La dottoressa la guardava in silenzio, attendendo che proseguisse.<br />
“Separarci&#8230;in via definitiva”<br />
“Lo desidera veramente?” domandò la donna, poco convinta. Una piccola statuina di cristallo la guardava dall’alto di una mensola, era la bomboniera del matrimonio di Sydney a cui aveva partecipato anni prima.<br />
“Sì&#8230;Credo sia la cosa migliore per tutti noi, per Jack e per&#8230;” si bloccò di scatto, sapendo perfettamente quanto fosse scettica la gente riguardo alle sue ricerche.<br />
<img style="float:left" title="02x03_28" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_28.jpg" alt="" />“Non mi aspetto che lei capisca”<br />
“Non sono qui per giudicarla, Sydney&#8230;”<br />
“Cercare Isabelle è il mio obiettivo principale! Ogni mattina quando apro gli occhi mi metto a setacciare ogni piccolo particolare dei documenti che ho raccolto, non devo nemmeno alzarmi dal letto perché sono lì vicino a me, dalla sera prima!” replicò infuriata.<br />
“Cosa vorrebbe dagli altri? Che l’aiutassero nella ricerca?”<br />
“Nessuno può aiutarmi&#8230;Nessuno mi crede. Nemmeno lei!”<br />
“Eppure&#8230;i suoi presentimenti si sono spesso rivelati esatti, così come le sue intuizioni&#8230;In passato più di una volta ha avuto ragione&#8230;riguardo alle persone che le stavano a fianco&#8230;”<br />
Sydney avvertì un tono di rammarico nella voce della dottoressa. Sapeva benissimo che si stava riferendo ad Arvin Sloane.<br />
“L’unica cosa che voglio&#8230;E’ la vendetta!” concluse con tutta la rabbia che aveva in corpo.<br />
“E un ipotetico divorzio&#8230;in tutto questo&#8230;Che priorità avrebbe per lei?”</p>
<p><em>Sydney marciava verso l’ascensore, ma una voce la bloccò improvvisamente:<br />
“Syd!” grido Michael.<br />
“Ho dimenticato qualcosa?” gli chiese lei.<br />
“Sì: me. Verro anch’io” le spiegò con la sua solita calma.<br />
“Mio padre ha cambiato i piani?” gli chiese preoccupata.<br />
“No, li ho cambiati io! Sto con te!” rispose lui quasi con rabbia.<br />
“Non servono due persone, mia madre mi darà le istruzioni sui collegamenti e disattiverò il congegno”<br />
“Ma non sfuggirai al muro d’acqua in cui si trasformerà quel congegno…”<br />
Nella sua voce poteva quasi sentire il rammarico nel ricordare di quando era toccata a lui quella sorte, a Taiwan.<br />
“E come mi aiuterai?” gli chiese lei, quasi facendogli notare la sua ingenuità.<br />
“Inventerò qualcosa…Ti farò correre più veloce!”<br />
Sydney sorrise: “Andrà tutto bene…Hanno bisogno di te, se non fermiamo Yelena…”<br />
“Syd…”<br />
“Non dire niente…Ci rivedremo tra poco…”<br />
Negli occhi di Michael avvertiva quella paura di perderla che aveva intravisto fin dai primi incontri che avevano avuto, quando cercavano di smantellare l’SD-6.</em></p>
<p><em>Ma non poteva rischiare anche la sua vita, doveva farcela da sola.<br />
“Va bene…” rispose infine Michael.<br />
Sydney fece per entrare nell’ascensore, gli occhi di Michael puntati su di lei. Si bloccò improvvisamente e tornò vicina a lui col fiatone.<br />
<img style="float:left" title="02x03_29" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_29.jpg" alt="" />“Sappi…che se in caso dovessi…sì!”<br />
“Sì?” domandò Michael sorridendo di nuovo, come se non l’avesse mai fatto in vita sua.<br />
“Voglio sposarti!”</em></p>
<p>“Assolutamente primaria, dottoressa Barnett” rispose la donna tornando improvvisamente alla realtà.<br />
“Eppure&#8230;indossa ancora la fede&#8230;” disse lei indicando il dito di Sydney.</p>
<p><em>Michael la baciò, tanto felice che avrebbe potuto urlarlo al mondo intero. Prese l’anello e Sydney se lo mise al dito.<br />
<img style="float:right" title="02x03_30" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_30.jpg" alt="" />“E’ perfetto…Proprio come te!”<br />
I due si baciarono nuovamente, sapendo entrambi che quella poteva essere l’ultima volta che lo facevano, come era accaduto in tante altre situazioni in cui avevano rischiato la vita.</em></p>
<p>Sydney si ricordava che in quel breve tragitto in ascensore, non aveva potuto fare altro che osservare quell’anello al suo dito.<br />
Non erano riusciti a sposarsi allora, lei e Michael. Avevano dovuto aspettare nuovamente per poter realizzare il loro sogno e vivere felici con i loro figli.<br />
Ma ormai quel sogno non esisteva più. Sydney si rese conto che quel piccolo oggetto pesava per la prima volta sul suo dito. In tutti quegli anni la sua presenza era stata talmente normale, che non si accorgeva nemmeno più di indossarlo.<br />
Tese la mano destra a congiungersi col freddo metallo dell’anello, poi lo estrasse dal suo anulare sinistro con estrema lentezza. Quel gesto le provocò più dolore della lite furibonda che aveva avuto con Michael quando se n’era andato di casa.<br />
“Come vede non ho alcun problema a slegarmi dal mio passato” rispose Syd.<br />
“Bene&#8230;Direi che abbiamo fatto&#8230;dei passi avanti!” disse la Barnett, considerando conclusa la seduta. Sydney la guardò un po’ sorpresa e si alzò, dirigendosi verso la porta.<br />
“Sydney&#8230;”<br />
<img style="float:right" title="02x03_31" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_31.jpg" alt="" />La voce la fece bloccare prima di toccare la maniglia.<br />
“Io non lavoro più per la CIA…Per quale motivo sente il bisogno di confidarsi ancora con me?” le chiese la donna.<br />
“Vede, dottoressa&#8230;Non è l’unica che non lavora più per la C.I.A.” rispose Sydney sorridendo.</p>
<p><strong>CLARION HOTEL, Dowtown, Los Angeles</strong><br />
“Renée?!”<br />
Michael aveva aperto la porta della stanza dell’albergo con la sua tessera, in mano un grosso pacco colmo di rifornimenti per sua sorella.<br />
“Michael, sei tu?” gridò una voce dal bagno.<br />
“Oui, c’est moi” <em>(Sì, sono io)</em> replicò lui in francese.<br />
Renée fece capolino dall’altra stanza. Era visibilmente compiaciuta di vederlo. Aveva un asciugamano sulle spalle e i capelli bagnati.<br />
“Che sta succedendo?” le chiese sorridendo.<br />
In bagno vide sua madre con in mano un pennellino sporco di una tinta rossastra.<br />
“Sto facendo la tinta…Così, per combattere la noia” spiegò Renée sorridendo.<br />
“Abbiamo finito, ormai…” disse sua madre.<br />
<img style="float:left" title="02x03_32" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_32.jpg" alt="" />“Non volevo interrompere questo tète à tète” disse Michael.<br />
“Oh, tanto dovevo andare comunque caro…” rispose sua madre. Appoggiò il pennello sul mobiletto, diede un bacio a entrambi i figli e lasciò l’appartamento salutando.<br />
Michael attese Renée sul divano, contemplando lo squallido appartamento in cui le toccava vivere. “Ho parlato con alcuni agenti a Langley, qualche giorno fa…”<br />
“Davvero? E hai saputo qualcosa?” gridò lei dal bagno.<br />
“Sembra che stiano valutando il mio rapporto, forse abbiamo qualche possibilità che tu venga scagionata e accettata negli Stati Uniti”<br />
“Non che sia il mio massimo desiderio – disse lei uscendo dal bagno con i capelli in disordine, ma puliti – Non sono sicura di amare la mia vita qui a Los Angeles…”<br />
“Ma ci siamo la mamma, ed io…”<br />
“E Sydney, e Jack” concluse lei.</p>
<p>Michael annuì poco convinto, poi si stropicciò gli occhi.<br />
“Come va fra voi? Si sono risolte le cose?”<br />
<img style="float:left" title="02x03_33" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_33.jpg" alt="" />Michael scosse la testa: “L’altra sera abbiamo litigato di nuovo…Cercavo di chiederle scusa, ma mi ha praticamente sbattuto la porta in faccia. È come se si fosse eretto un muro fra di noi”<br />
“Non puoi obbligarla a smettere di sperare…La vostra situazione è troppo complessa e lei ha preferito allontanarti per un po’…Non penso sappia davvero quello che vuole”<br />
“Ma tu le credi?”<br />
Renée lo guardò in silenzio.<br />
“Voglio dire…Credi che abbia ragione su…Isabelle?”<br />
<img style="float:right" title="02x03_34" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_34.jpg" alt="" /><br />
Renée alzò le spalle, ma il suo volto esprimeva un’altra opinione: “Penso che tutti abbiano il diritto di credere quello che vogliono…Ma in fondo…Tu mi credevi morta, ed eccomi qua”<br />
Michael la guardò incredulo: “E’ morta davanti ai miei occhi, Renée…E quel posto è saltato in aria…Non può essere in alcun modo sopravvissuta, anche se lo vorrei con tutte le mie forze” concluse in sussurro.<br />
Michael ora piangeva: “Mi manca così tanto…Ho bisogno di lei…”<br />
“Lo so – Renée gli pose un braccio sulle spalle – Ed è lo stesso per Sydney…Anche se ancora non lo sa…”</p>
<p><strong>Il Tempio</strong><br />
Sark camminava nel corridoio cercando di stare dietro al passo fermo e veloce di Rachel.<br />
“Rachel…Quante volte ancora credi che dovrò chiederti scusa?”<br />
“Fino a quando non mi sarà passata” rispose lei.<br />
Sark, ormai stufo del suo atteggiamento, la bloccò e le si parò davanti tenendola per le braccia.<br />
“Rachel, andiamo…Non potevo parlartene, altrimenti l’avrei fatto…Senza contare tutte le preoccupazioni che avevi per Dixon e Sydney…Ho pensato che non volessi altri problemi nella tua vita”<br />
<img style="float:left" title="02x03_35" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_35.jpg" alt="" />Rachel lo squadrò, con un misto di commozione e incredulità. Pensava veramente quello che le aveva appena detto o cercava solo di farsi perdonare?<br />
Sydney passò di lì in quell’istante e si fermò davanti a loro: “A raccolta fra cinque minuti, Anderson vuole illustrarci i dettagli della missione”<br />
Rachel e Sark annuirono, così Syd li lasciò nuovamente soli.<br />
“Diciamo che ti perdonerò Julian…”<br />
<img style="float:right" title="02x03_36" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_36.jpg" alt="" />“Finalmente” rispose lui sorridendo.<br />
“Ma non prima di domani mattina…”<br />
Rachel lasciò Sark sul posto, allontanandosi visibilmente compiaciuta di se stessa.<br />
“Bella e determinata…Quanto mi piace” sussurrò Sark fra sé e sé.</p>
<p><strong>Casa di Syd e Vaughn</strong><br />
“Sydney?! Syd sei in casa?”<br />
Michael chiuse la porta alle sue spalle e appoggiò le chiavi di casa sul mobiletto all’ingresso.<br />
“Sydney?” chiamò nuovamente la moglie.<br />
Nessuno rispose.<br />
Michael si diresse verso la camera di Jack, poi in bagno, ma non trovò nessuno e capì che Sydney doveva essere uscita. Un odore particolare lo avvolse quando raggiunse l’ingresso della camera da letto. Era il profumo di Sydney, lo metteva sempre prima di uscire, un’abitudine che non aveva mai perso.<br />
Michael seguì la scia del profumo fino in camera ed accese la luce, pensando che era un buon momento per prendere un po’ di vestiti da portare con sé. A casa di Weiss si stava bene, ma le giacche e i pantaloni non erano certamente della sua taglia.<br />
<img style="float:left" title="02x03_37" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_37.jpg" alt="" />Una volta in camera, tuttavia, la sua attenzione fu catturata da alcuni fogli giallastri buttati alla rinfusa sul letto. Si sedette sul bordo del materasso e cominciò ad osservarne uno. Sapeva esattamente di cosa si trattava, ma non riusciva a capire come Sydney ne fosse venuta in possesso. Fece per prendere un altro foglio quando una voce lo interruppe alle spalle.<br />
“Cosa ci fai qui?”<br />
Michael si voltò e vide Sydney sulla soglia della camera, in braccio Jack addormentato. Vaughn fece cadere il foglio sul letto e cercò una risposta plausibile: “Sono venuto a prendere Jack, ma non c’eravate…Così ho pensato di recuperare un po’ di vestiti…”<br />
“Cosa stavi facendo qui dentro?” domandò Syd. Si diresse verso l’altro lato della stanza, dove da qualche giorno aveva portato la culla di Jack. Si sentiva più vicina a lui, tenendolo a dormire in camera con sé.<br />
Michael voleva evitare la lite, ma il suo orgoglio era fin troppo ferito per rimanere in silenzio ancora una volta.<br />
<img style="float:right" title="02x03_38" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_38.jpg" alt="" />“Fino a prova contraria questa è anche casa mia – si alzò in piedi irritato – Ecco, vedi? Quello è il mio armadio, lo abbiamo scelto insieme! E lì dentro ci sono i miei vestiti, e che a te piaccia o no devo pur cambiarmi per andare al lavoro!”<br />
Sydney, colpita dal suo tono autoritario, non rispose. In cuor suo sperava di evitare domande che riguardassero i documenti sul suo letto, ma un attimo dopo le fu evidente che Michael non era del medesimo avviso.<br />
“Dove li hai presi, quelli?” le chiese.<br />
“Non sono affari che ti riguardano” rispose lei, la voce colma di odio.<br />
<img style="float:left" title="02x03_39" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_39.jpg" alt="" /><br />
“Sydney, non sono uno stupido…Anche se abbiamo dei problemi come moglie e marito vorrei almeno che mi rispettassi come tuo…”<br />
“Collega?” lo bloccò Sydney con cattiveria.<br />
Michael stette zitto, sperando che la donna si aprisse con lui, ma non poteva essere meno in sintonia con i suoi pensieri.<br />
“Sydney, te lo chiederò una sola volta…Per quale motivo hai in casa nostra i documenti vespertini?”<br />
La donna lo guardò, chiedendosi con quale diritto le ponesse quella domanda. La credeva davvero così ingenua da fidarsi nuovamente di lui? Lanciò uno sguardo a Jack, che stranamente non si era svegliato in mezzo a quel trambusto.<br />
“Questa non è più casa nostra”<br />
“Come?” le chiese Michael, ora allibito.<br />
<img style="float:right" title="02x03_40" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_40.jpg" alt="" />“Hai capito – rispose lei, le braccia conserte – Devi prendere tutte le tue cose e…ridarmi le chiavi di casa”<br />
“Sydney, sei impazzita?” le domandò Michael, gli occhi sgranati. Non poteva credere alle sue orecchie. Ma Sydney rimaneva ferma immobile, ferma sulle sue convinzioni.<br />
“Io pensavo che fosse un momento, che ci servisse stare un po’ lontani…Ma non credevo fossimo arrivati a questo punto! Dopodiché cosa mi chiederai, di andare da un avvocato?”<br />
Sydney lo guardò, seria e determinata.<br />
<img style="float:left" title="02x03_41" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_41.jpg" alt="" />Michael era sgomento. Si avvicinò alla culla di Jack e lo guardò. Non sapeva che cosa dirle, a questo punto.<br />
“Sappi che non puoi obbligarmi ad odiarti, ma ci stai riuscendo…Mi fai sentire in colpa per qualcosa che non ho fatto…E vuoi distruggere il nostro matrimonio solo per punirmi…Stai cercando di autoconvincerti di non amarmi più?”<br />
Syd scosse la testa: “Il nostro problema non è mai stato l’amore, ma la fiducia reciproca. E mi sembra chiaro che non posso più aspettarmi di averla, nei tuoi confronti”<br />
Disse queste parole freddamente. Si rese conto che non le stava pronunciando lei, ma il suo ego ferito. Era la voce di sua figlia che urlava dentro di sé, che la spingeva ad andare avanti da sola nella sua folle ricerca. Non poteva fidarsi di nessuno, solo di se stessa.<br />
Michael prese in braccio Jack, facendo attenzione a non farlo svegliare. Si mosse verso la porta, ma si voltò ancora una volta verso sua moglie.<br />
“Sono sempre stato paziente con te, Sydney…In ogni momento ti ho consolata, aiutata…Ho sopportato i tuoi umori e le tue pazzie, ti sono sempre stato vicino, a qualunque costo. Ma ora il prezzo sta diventando troppo alto. Non posso diventare un’altra persona. Non puoi chiedermi di non essere me stesso”<br />
Syd fece una smorfia quasi impercettibile: “Infatti non te lo sto chiedendo…”<br />
<img style="float:left" title="02x03_42" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_42.jpg" alt="" />Michael si voltò e lasciò Sydney da sola, convinto che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe avuto a che fare con lei. Una volta raggiunto il portone, fece per prendere in mano le chiavi di casa, ma la sua mano si bloccò a un palmo da esse.<br />
Sydney raggiunse la sala pochi attimi dopo, in tempo per vedere la porta chiudersi e il portachiavi di Michael appoggiato sul mobiletto.</p>
<p><strong>Uffici CIA - Palestra</strong><br />
Michael Vaughn in calzoncini e maglia a giro manica si muoveva per il campo facendo rimbalzare la palla a terra. Finse due smarcature e quindi cercò di infilare un tiro da tre. Sbagliò di poco, come ogni volta che era nervoso. Quando il pallone smise di rimbalzare Vaughn avvertì lo scoppiettio delle suole di Weiss, che si stava avvicinando.<br />
“Amico non sei proprio in forma, dà qua, fai provare un vero campione!” lo esortò Eric.<br />
Michael raccolse la palla e la passò verso Weiss, in direzione del petto, con un lancio piuttosto deciso, quasi a sfidarlo.<br />
Weiss fece due rimbalzi a terra, effettuò il terzo tempo e quindi lanciò la palla accompagnandola con un “hop” verbale. Il tiro finì di molto a lato del tabellone.<br />
“Quasi” sorrise Weiss.<br />
“Ho visto” sorrise Vaughn di rimando.<br />
“Allora? Com’è andata?” domandò Eric riferendosi all’incontro con Syd.<br />
Vaughn lo fissò stupito.<br />
<img style="float:left" title="02x03_43" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_43.jpg" alt="" />“Guardati, sembra che ce l’hai scritto in faccia: Ho parlato con Sydney. Avanti, com’è andata?”<br />
“Ti ricordi Nancy Lane?” Vaughn si riferiva ad un aneddoto che Weiss gli aveva raccontato una volta, riguardava una delle sue prime ragazze, e da allora quel nome aveva preso un altro significato.<br />
“Un disastro…” disse l’amico.<br />
“Già, non poteva andare peggio, sembra quasi che abbia accumulato tutte le tragedie che abbiamo vissuto e ora me le stia scaricando addosso. Comincio a pensare che non supereremo questo momento tanto facilmente…”<br />
Michael aveva il volto triste, sembrava depresso e stanco.<br />
Eric non sapeva che dire. Michael e Sydney erano la coppia migliore che conoscesse: bellissimi e felici. <em>Ma di storie bellissime che finiscono in un attimo, ne è pieno il mondo</em>, si trovò a pensare in quel momento.<br />
“C’è un’altra cosa…” continuò Michael, nel tono che aveva ogni volta che doveva aggiungere carne al fuoco.<br />
“Cosa?”<br />
“Ieri sera, mentre stavo in camera nostra…ho visto una cosa che non avrebbe dovuto trovarsi lì”<br />
“La mia maglietta preferita del college?” domandò sdrammatizzando l’amico.<br />
“I documenti vespertini” rispose Vaughn più serio, come dovesse convincerlo di una cosa non vera.<br />
“E che ci facevano lì?”<br />
<img style="float:right" title="02x03_44" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_44.jpg" alt="" />“Non lo so, non me lo ha voluto dire…”<br />
“Pensi che si sia cacciata nei guai?”<br />
“No, non credo…Syd magari è disperata, ma non è stupida. Probabilmente c’è una spiegazione razionale”<br />
“Del tipo che li ha comprati al mercato nero?”<br />
“No del tipo che magari collabora ancora con la C.I.A. …ma vuole tenerlo nascosto.”<br />
Weiss fece una smorfia di disaccordo.<br />
“Pensaci, con l’A.P.O. siamo stati nella stessa situazione per anni!” aggiunse Vaughn.<br />
“Sì, ma l’A.P.O. non esiste più, e tutti i suoi membri si sono separati. Michael, mi fa male dirtelo, ma alcune volte bisogna guarda in faccia alla realtà. Sydney adesso è una donna distrutta, impaurita e con la testa affollata di dubbi. Ha trovato il suo scopo, e sappiamo entrambi che non si fermerà davanti a nulla pur di raggiungerlo…”<br />
<img style="float:left" title="02x03_45" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_45.jpg" alt="" />Michael guardava negli occhi il suo amico e non trovava la forza di negare quanto aveva appena sentito. Weiss aveva ragione: Syd in quel momento era capace di tutto.</p>
<p><strong>Sull’Atlantico </strong><br />
Vaughn, Weiss e Jack erano seduti uno di fronte agli altri e organizzavano i dettagli della missione.<br />
“Dagli ultimi dati in nostro possesso, questa è l’area da cui possono essere state diffuse le informazioni” disse Jack facendo un cerchio sulla mappa che stavano osservando.<br />
“Ci vorrebbe una settimana per setacciare tutta quella zona” intervenne Michael.<br />
“Ma noi non ce l’abbiamo” rispose Jack quasi infastidito dall’affermazione scontata di Vaughn.<br />
“Come hai intenzione di procedere?” domandò poi Michael.<br />
“Ho un contatto a Dartford, magari ci può essere di aiuto”<br />
“Chi è?” domandò Weiss curioso.<br />
“L’ho conosciuto 20 anni fa, in una operazione coordinata tra Stati Uniti e Inghilterra per fermare un giro di riciclaggio che finanziava un traffico di armi dall’America. Da allora abbiamo continuato a scambiarci informazioni e altri tipi di aiuto…”<br />
“In che modo può esserci utile?” domandò Vaughn.<br />
Jack sorrise: “Lo capirete quando lo conoscerete.”</p>
<p><strong>Londra – Palazzo Westminster</strong><br />
Era scesa la notte già da qualche ora nella metropoli inglese. Westminster sembrava una skyline di cartone sopra il Tamigi. Le luci di colore arancione illuminavano la facciata e le torri del palazzo, tra le quali quella dell’orologio, che scandiva le 22.27. Il traffico sul ponte era quieto e ordinato nonostante la guida contromano. Intorno al palazzo era tutto calmo e piatto come le acque del fiume. L’auricolare di un poliziotto a guardia delle mura emise un impercettibile bip: “Nel settore ovest tutto regolare”.<br />
“Ricevuto” rispose la base operativa.</p>
<p>“Sono in posizione” disse Julian Sark tenendo d’occhio la guardia dalla piccola fessura che aveva aperto sollevando leggermente un tombino all’esterno del palazzo.<br />
“Bene, rimani in attesa di altre istruzioni”<br />
“Sai Agar? E’ incredibile come ogni volta che le nostre strade si incrociano io abbia tutto da perdere” disse Sark rivolgendosi a Sydney<br />
“Di cosa stiamo parlando precisamente?” chiese lei di rimando.<br />
“Di me che sgattaiolo sotto le fogne del palazzo del parlamento. Del mio vestito da 1.000 dollari  che dovrò derattizzare e delle mie scarpe da buttare…”<br />
<img style="float:left" title="02x03_46" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_46.jpg" alt="" />“Ti darò il numero di una buona lavanderia, quando sarà tutto finito” disse impassibile Sydney senza cedere alle provocazioni del ragazzo.<br />
“Sto parlando seriamente. Solo ieri ero io a dirigere la faccenda, e adesso mi ritrovo di nuovo ai tuoi ordini. Ogni volta è la stessa storia, ogni volta riparti con un passo di vantaggio!”<br />
“Facci l’abitudine, sarai sempre un passo dietro al mio” disse Syd racchiudendo in quella frase tutte le volte che le loro vite si erano scontrate. Le cacce all’uomo, i ricatti, gli accordi. Finora erano stati entrambi abbastanza fortunati da non averci lasciato la pelle.<br />
“Sono in posizione” li interruppe Rachel vestita completamente di nero. Solo gli occhi azzurri le uscivano dal cappuccio.<br />
“Bene, procedi con il piano” disse Syd controllando l’edificio dalla telecamera di sicurezza. Ricordava poche occasioni come quella. La supervisione alle azioni di solito era stata di Dixon, di Jack, di Vaughn; non immaginava come si sarebbe trovata in questo nuovo ruolo di direttrice. Era a capo di una agenzia ad un passo dalla clandestinità e dal potere pressoché illimitato, quando nella sua vita non era riuscita a prendere decisioni giuste neanche per sé stessa. Non era di Christopher Anderson che si preoccupava: ancora non era riuscita a capire cosa volesse veramente quell’uomo, ma adesso aveva tutte le risorse e il tempo per scoprirlo, nonostante non credesse veramente che quelle persone fossero così ingenue da lasciarla agire indisturbata. Pensava a Rachel e a Marshall, che dopo aver rinunciato alla loro vita per non scendere a compromessi, ne avevano accettati di più ingombranti solo per la fiducia che riponevano in lei. Aveva pensieri compassionevoli persino per Sark: per lo meno negli ultimi anni, aveva dimostrato che la sua parola valeva qualcosa.<br />
Rachel sparò l’arpione tra due torri lungo il perimetro, erano più basse rispetto a quelle più vistose nella stessa facciata, e distanti circa 10 metri tra loro. Erano collegate da un pezzo di tetto più rialzato rispetto a quello all’esterno delle torri. Strattonò il cavo più per abitudine che per controllare l’effettiva tenuta dall’appiglio e poi fissò il capo nel parapetto del palazzo dove si era appostata, proprio di fianco a quello del parlamento.<br />
“Sono pronta”<br />
“Bene - rispose Sydney - Serpente è il tuo turno” spiegò a Sark.<br />
“Solo un momento” precisò l’uomo<br />
“Cosa aspetti, obbedisci!” incalzò Syd<br />
Sark controllava l’orologio: “Cinque, quattro, tre, due, uno, e…”<br />
“Qui settore Ovest, nessun movimento”<br />
Appena la guardia finì di aggiornare la situazione Sark gli sparò due elettrodi nel petto e lo fece svenire a terra.<br />
“Sta attenta Agar, un giorno potresti perderla la tua posizione” le comunicò sorridendo Sark.<br />
Rachel aveva già montato l’imbracatura, e non appena ricevette la conferma dalla base avviò il motorino elettrico della carrucola fissata al cavo d’acciaio che la trasportò in un attimo sul tetto del palazzo. Si sfilò lo zaino, aprì la zip e lasciò cadere a terra gli abiti. Con un passo uscì fuori dal travestimento come una farfalla dal bozzolo. Indossava un abito da sera per nulla sgualcito dalle acrobazie e aveva i capelli color grano. Estrasse una bomboletta dalla tasca laterale dello zaino e la spruzzò sul vetro della prima finestra nella torre.</p>
<p><em>“Questo spray può sembrare uno smacchiatore istantaneo, sapete uno di quelli che mentre siete al ristorante basta pshhh…Simula la pressione sulla valvola, e magia, via la macchia. Io lo uso tutte le volte!” aveva detto Marshall sorridendo.<br />
<img style="float:left" title="02x03_47" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_47.jpg" alt="" />Rachel non poté trattenere un sorriso.<br />
“In realtà è un potente addensante. Basta spruzzarlo sulla superficie di un vetro per renderlo duro come una roccia all’interno, e morbido come la gomma fuori…”</em></p>
<p>La donna fece leva sul cavo col quale si era calata e diede un calcio sulla finestra, che cadde all’interno del palazzo senza frantumarsi e senza fare alcun rumore.<br />
Si infilò a fatica nella piccola finestra, una persona un po’ più robusta non sarebbe riuscita ad entrarci. Rachel pensò che Sydney doveva aver considerato anche quello.<br />
“Sono dentro” disse.<br />
<img style="float:right" title="02x03_48" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_48.jpg" alt="" />Sark intanto col favore della tenebra aveva preso il posto e la divisa della guardia che aveva steso qualche secondo prima. Doveva apparire tutto nella norma, sarebbe stata una missione semplice se nessuno si fosse accorto di loro.</p>
<p>”Ok Eva, come da programma, il tuo obiettivo si trova al piano di sotto, due stanze a nord rispetto alla tua posizione”<br />
Rachel oramai stavo perdendo quello stato di fibrillazione tipico di un’azione furtiva e pericolosa, ancora qualche secondo e sarebbe entrata perfettamente nei panni di una affascinante signora invitata nel palazzo.<br />
“Ok tutto pulito, sto scendendo le scale” disse portandosi una mano all’orecchio.<br />
<img style="float:left" title="02x03_49" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_49.jpg" alt="" />“Bene la stanza è libera, entra e recupera i dati nel laptop di McGarland”<br />
L’agente Gibson tirò fuori un piccolo astuccio scuro dalla borsetta ed estrarre un kit per forzare la serratura. Cinque secondi dopo era già dentro. La stanza era arredata da mobili antichi e da immensi tappeti annodati a mano. C’era una zona notte con un letto a metà della parete e un armadio all’angolo, dove una porta poco oltre probabilmente lasciava accedere al bagno.  Sull’altro lato invece c’era una scrivania di mogano e un minibar.</p>
<p>Rachel si aspettava di trovare il portatile sopra al tavolo, invece trovò una cassaforte nascosta nel mobile appoggiato a muro, proprio dietro la sedia della scrivania.</p>
<p>Sydney stava seguendo la scena dai monitor accatastati insieme ad altre attrezzature su un tavolo di metallo fissato contro una parete. La stanza sembrava molto piccola, quasi claustrofobica. Sark intanto aveva appena comunicato la sua posizione alle guardie ignare di tutto.</p>
<p>“Agar abbiamo un problema”.<br />
“Di che tipo?” domandò la donna<br />
“Una combinazione: è a protezione della cassaforte che custodisce il portatile di McGarland”<br />
“Descrivimela”<br />
“C’è un display  a cristalli liquidi e un tastierino numerico simile a quello dei cellulari”<br />
Rachel estrasse dalla borsa un sacchettino con alcuni strumenti. Spruzzò dello spray sopra la tastiera, e quindi versò la polvere celeste sopra i tasti, aspettò qualche secondo e poi  la soffiò via.<br />
“Agar, i numeri sono 24579”<br />
<img style="float:left" title="02x03_50" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_50.jpg" alt="" />“Ricevuto, vedo quello che posso fare”</p>
<p>Sark cercava di essere il più tranquillo possibile, ma quando sbucò una guardia per effettuare il controllo cominciò a temere per il peggio. La guardia non riconosceva il volto di Sark, così poggiò la mano sulla pistola nella fondina e cominciò a muoversi lentamente verso di lui, che, nel frattempo, manteneva la sua posizione per evitare altre reazioni.</p>
<p>“Ok, Eva, il computer sta stampando i risultati”<br />
“No, un momento - rispose Rachel guardando meglio le impronte nella tastiera - Sembra che alcuni numeri siano stati premuti più volte delle altre. Credo che sia il 2 e il 7 siano ripetuti,” se ne convinse. “Sì, e anche il 4”<br />
“Ricevuto, reintroduco i dati nel programma” rispose Sydney, lanciando poi uno sguardo sulla mappa termica dello stabile.<br />
“Eva stai per ricevere compagnia. Un uomo da sud, si avvicina alla tua posizione, probabilmente è il nostro uomo&#8230;”<br />
Syd quasi non riuscì a finire la frase che sentì battere due colpi sul retro del furgone allestito al volo come base operativa e dal quale stava coordinando la missione.<br />
Kane domandò a voce alta guardando lo specchietto retrovisore: “C’è qualche problema agente?”<br />
“Questa è una zona a presidio militare, non è possibile sostare qui” disse la guardia avvicinandosi e puntandogli fastidiosamente la torcia sugli occhi.<br />
“Mi dispiace agente, non lo sapevo. Mi sposto subito”<br />
<img style="float:right" title="02x03_50-bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_50-bis.jpg" alt="" />L’agente lo prese per un braccio mentre l’uomo stava per mettere in moto: “Un momento. Scenda dalla macchina per favore”.<br />
Syd dal retro aveva sentito tutto ma non sapeva cosa fare.<br />
“Non ce ne è bisogno agente, mi sposto immediatamente” provò a dire Kane.<br />
<img style="float:left" title="02x03_51" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_51.jpg" alt="" />Il poliziotto alzò l’arma: “Faccia come le ho detto e scenda lentamente dalla macchina.”</p>
<p>La guardia arrivò a tre passi da Sark: “Mi faccia vedere il suo tesserino per favore.”<br />
Julian sorrise fingendo sicurezza: “Ma certo, un momento, ce l’ho in tasca”<br />
“Lentamente!” esclamò la guardia puntandogli la pistola al petto, prima che Sark potesse estrarre qualche arma.<br />
Non avevano avuto abbastanza tempo per preparare un tesserino falso, così fece finta di cercare nelle tasche e poi provò a inventarsi una scusa.<br />
“Lo so che è imbarazzante come primo giorno, ma temo di aver dimenticato il tesserino nell’armadietto. Non è che potresti tenere la questione per te, non vorrei essere cacciato a calci ancora prima di cominciare&#8230;”<br />
<img style="float:left" title="02x03_52" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_52.jpg" alt="" />L’uomo non sembrava molto convinto.<br />
“E’ che mi hanno chiamato all’improvviso, Ethan si sentiva poco bene e l’ho dovuto sostituire in fretta e furia…”<br />
Sark sapeva, infatti, quali erano i turni delle guardie per quella notte. Per sua sfortuna quel giorno c’era stato un cambio tardivo, ma se ne accorse solo un momento dopo, quando una macchina, transitando, illuminò il petto della guardia di fronte a lui. Sul tesserino c’era scritto: Ethan Becker.<br />
Sark non riuscì a reggere il gioco oltre. La guardia portò la radiolina alla bocca: “Base, abbiamo un problema al settore Ovest”</p>
<p>Rachel stava ancora col naso sulla tastiera quando sentì le chiavi che entravano nella toppa della porta. Col cuore in gola si girò di scatto, giusto in tempo per vedere la porta cominciare ad aprirsi.</p>
<p><strong>Un capannone disabitato alla periferia di Dartford</strong><br />
Jack Bristow era in piedi davanti alla porta arrugginita, bussò 5 colpi con la mano. Dopo qualche secondo una voce rispose in lontananza: “Non ho bisogno di niente!”<br />
Jack sorrise ai suoi, e rispose: “Pensavo fossi interessato ad un paio di mutandoni della regina”<br />
Dall’interno si udirono alcuni rumori metallici e gli agenti videro la porta aprirsi come per magia: Jack fece il primo passo e gli altro lo seguirono.<br />
Alex Venkman accolse Jack con un sorriso e una stretta di mano.<br />
“Sei rimasto un po’ indietro, i mutandoni della regina non mi interessano più” esordì l’uomo.<br />
“Beh, scusami tanto se non ho avuto il tempo di aggiornarmi - rispose Jack sorridendo, e poi aggiunse - Adesso cos’è che ti interessa?”<br />
“Ora cerco il parrucchino del principe” replicò goliardicamente l’uomo provocando l’ilarità di tutte le persone presenti.<br />
“Allora? Come va la vita da civile?” domandò Jack.<br />
<img style="float:left" title="02x03_53" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_53.jpg" alt="" />“Non può esistere una vita normale per gente come noi. Non riesci mai a tirartene completamente fuori. Come vedi arriva sempre qualcuno che ha bisogno di qualcosa.”<br />
Michael si sentì straordinariamente toccato da quell’affermazione, ma cercò di non darlo a vedere.<br />
“Tu invece?  - continuò Venkman - Sempre al servizio di sua maestà? E questi ragazzi chi sono?”<br />
I due si presentarono all’uomo che li accolse calorosamente: “Gli amici di Jack sono anche amici miei. Di cosa avete bisogno?”<br />
Jack tirò fuori dalla giacca la cartina che avevano utilizzato durante il viaggio: “Il nostro obiettivo deve essere entro questi confini. L’intercettazione delle comunicazioni ci ha portato fino a qui, ma è impossibile rintracciare con precisione il computer che ha diffuso i file.”<br />
“Offuscamento del server?” domandò l’uomo.<br />
“Non solo, sembra che il file sia stato trasmesso contemporaneamente da più postazioni. Probabilmente solo un tentativo di depistaggio, ma ci metteremmo troppo per controllarle tutte.”<br />
“Avete una copia dei file di log?” domandò di nuovo Alex.<br />
<img style="float:right" title="02x03_53-bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_53-bis.jpg" alt="" />Jack estrasse una chiavetta dalla tasca della giacca: “Certamente”.<br />
Alex Venkman inserì la memoria nel computer e aspettò che i dati fossero trasferiti.<br />
Aprì un programma diviso in due finestre. A sinistra ce ne era una che mostrava un planisfero a tre dimensioni, il quale si spostò immediatamente verso l’Inghilterra, a destra invece c’era una lista di informazioni, numeri IP, orari e protocolli.<br />
“Interessante…” mormorò<br />
“Cosa?” domandò Vaughn curioso.<br />
<img style="float:left" title="02x03_54" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_54.jpg" alt="" />“I dati sono stati trasferiti effettivamente da più macchine”<br />
“E lo ha capito solo guardando quella mappa?” aggiunse Vaughn.<br />
“Basta avere il programma giusto” rispose l’uomo, quasi si sentisse in colpa per aver trovato subito la soluzione.<br />
Weiss intervenne per la prima volta: “Hey, ne vorrei uno anche io di questi affari!” esclamò indicando il monitor.<br />
“Vuoi dire che dobbiamo controllare ognuno di quei computer?” chiese Jack.<br />
“No, ho solo detto che i dati sono stati trasferiti da quelle macchine, ma non significa che quei computer avessero le informazioni…”<br />
“Non ti seguo”<br />
“Escludo che un gruppo di uomini si sia coordinato per diffondere in rete quei dati. Guardate gli orari, vedete? Combaciano perfettamente, se non per lo scarto di qualche secondo.”<br />
“Che significa?” chiese Weiss.<br />
<img style="float:right" title="02x03_55" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_55.jpg" alt="" /><br />
“Significa che i computer sono stati attivati automaticamente per trasmettere le informazioni inviate a loro volta da un’altra macchina. Immagina che io ti debba trasmettere una frase. Potrei portartela di persona, oppure spezzare la frase in tante parole e darne ognuna ad una persona, insieme alle istruzioni per ricomporre il messaggio. Così il messaggio non viaggia mai per intero e anche se fosse intercettato uno dei pacchetti sarebbe del tutto inutilizzabile, e io rimarrei pulito.”<br />
“Ho capito, ma come facciamo a trovare la fonte?”<br />
“Basta interrogare uno dei corrieri, non ti pare?”<br />
“Ok, ci muoviamo subito”</p>
<p>“Perché scomodarsi tanto quando possiamo farlo da qui…” sorrise Venkman.<br />
<img style="float:left" title="02x03_55-bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_55-bis.jpg" alt="" />L’uomo si collegò ad una delle macchine usate per trasmettere i dati, e controllò tutto il traffico di rete relativo all’ora dell’attacco.<br />
“Ecco vedete, questi sono i pacchetti in uscita, questa invece è la macchina che trasmetteva gli ordini. Se abbiamo fortuna riusciremo a rintracciarla.”<br />
La mappa sulla sinistra cominciò a tracciare delle frecce e dei cerchi sopra l’area di Londra, finché non si ingrandì sopra il palazzo del parlamento e comparve il messaggio:</p>
<p><em><strong>Location found</strong></em></p>
<p><strong>Londra – Palazzo Westminster</strong><br />
Kane scese dal posto di guida senza fare resistenza, mentre Sydney nel furgone stava pensando ad un modo per tirarsi fuori dai guai.<br />
“Favorisca i documenti per favore” intimò il poliziotto.<br />
L’uomo estrasse il passaporto e la patente di guida.<br />
“Signor Walter Livingstone lei è qui per vacanza?”<br />
“Per lavoro in verità. Ho un contratto di tre mesi, trasporto carne bovina, stavo riposando prima di rimettermi in marcia”.<br />
“Le dispiace se diamo un’occhiata sul retro?” Kane ingoiò la saliva senza farlo veramente.</p>
<p>Sark con uno scatto riuscì a strappare l’arma dalla mano della guardia non appena ebbe abbassato la difesa per parlare alla radio, un momento dopo gli era alle spalle con la pistola puntata alla testa.<br />
“Richiama la base e dì loro che è tutto a posto” intimò Sark.<br />
Il poliziotto pur temendo la pistola rifiutò l’ordine.<br />
“Ok, facciamola breve: conterò fino a tre” disse mentre faceva scattare il cane della pistola.<br />
“Uno… due…”<br />
“Ok ok, li chiamo”<br />
“Bene.”<br />
<img style="float:right" title="02x03_56" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_56.jpg" alt="" />La guardia portò la ricetrasmittente alla bocca, e premette sul bottone: “Falso allarme, Peter si era solamente allontanato dietro un cespuglio, sta tornando alla sua postazione proprio ora.<br />
“Sicuro che vada tutto bene lì?”<br />
“Sì, ripeto, tutto a posto”<br />
Sark colpì col calcio dell’arma la guardia che svenne a terra sopra l’erba bagnata di rugiada.</p>
<p>“Buon compleanno” esclamò entusiasta Rachel sdraiata sopra al letto e con le braccia alzate. L’uomo era troppo colpito dalla bellezza della bionda per accorgersi che era in affanno.<br />
“Ma oggi non è il mio compleanno”<br />
“Accidenti…ci deve essere stato un errore, me ne vado subito” aggiunse la donna fingendo imbarazzo.<br />
“No, ti prego, rimani. Non ho mai ricevuto un regalo così bello.”<br />
Rachel gli sorrise.<br />
“Allora, come si chiama, signorina?”<br />
<img style="float:left" title="02x03_57" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_57.jpg" alt="" />“Rebecca”.<br />
“Rebecca? Uno splendido nome per una splendida donna” la corteggiò McGarland con un baciamano.<br />
“Il suo nome invece qual è?” chiese Rachel mangiandolo con gli occhi.<br />
“Per gli amici sono Francis”<br />
“E noi siamo amici?” domandò la donna accarezzandogli i capelli dietro la nuca.<br />
“Credo proprio che lo diverremo presto,” rispose lui “immagino tu sia una…”<br />
“Consulente, esatto” prese la parola lei. “Che ne dice, lo vogliamo scartare questo regalo?”<br />
“Certo, ma prima un brindisi” sorrise lui.<br />
Mentre sorrideva a quell’uomo, Rachel si domandò cosa stesse succedendo dal lato di Sydney. Perché non la contattava più? Poteva contare ancora su di lei per il codice della cassaforte, oppure doveva improvvisare come già stava facendo?</p>
<p>Il poliziotto stava per aprire il portello del furgone. Syd all’interno stava già puntando l’arma ad altezza d’uomo. Non avrebbe sparato, ma non potevano perdere altro tempo. Se fosse stata abbastanza fortunata avrebbe disarmato la guardia e l’avrebbe trascinata nel furgone.<br />
<img style="float:right" title="02x03_58" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_58.jpg" alt="" />L’agente appoggiò la mano sulla maniglia e la fece girare completamente, Syd col cuore in gola si era messa sul lato della porta pronta ad assalire l’uomo.<br />
La radio dell’agente cominciò a gracchiare: “C’è stato un incidente nell’incrocio tra Victoria Street e Great Smith Street. Un camion ha invaso l’altra corsia e sta andando a fuoco, tutti gli agenti nelle vicinanze sul posto.”<br />
L’uomo con la mano sulla maniglia stava pensando se era ancora il caso di aprire quella porta: era curioso di vederne l’interno, ma era anche preoccupato di quello che ci avrebbe potuto trovare. L’incidente di cui aveva appena ricevuto notizia gli avrebbe fatto perdere l’intera notte. Non era più sicuro di volere altri problemi. Lasciò che la molla della maniglia richiudesse la serratura e guardando Kane dallo specchietto retrovisore gli ordinò di spostarsi. L’autista non se lo fece ripetere e accese il motore.<br />
Sydney, dal retro, parlò in cuffia: “Ottimo lavoro, Tamar”.<br />
<img style="float:left" title="02x03_58-bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_58-bis.jpg" alt="" />“Grazie, Agar” rispose Hall, appoggiando la radio della polizia sul cruscotto. Kane la guardò sorridente.<br />
Sydney respirò profondamente e appoggiò il dorso della mano sulla fronte. Ogni volta che puntava una pistola contro un agente di polizia si ricordava dei momenti passati nell’SD-6. Ora era diverso, ma neanche poi tanto. Kane stava facendo il giro dell’isola per poter riprende contatto con gli agenti, Syd si prese quel tempo per recuperare il controllo.<br />
“Eva, Serpente, ci siete?”<br />
“Dove diavolo ti eri cacciata, ci sono altri invitata alla festa” disse Sark in difficoltà.<br />
“Riprendiamo da dove eravamo rimasti?” chiese Rachel con un bicchiere in mano guardando McGarland, e riferendosi in verità a Syd.<br />
“Sono di nuovo operativa, possiamo procedere” rispose Sydney.<br />
L’agente Gibson era sollevata dal fatto di poter contare ancora sull’aiuto di Syd. Non ci pensò due volte a sbarazzarsi dell’inglese.<br />
“E’ l’ora di giocare” disse la donna tirando fuori un paio di manette dalla borsetta.<br />
“Non ho mai fatto questo gioco” disse lui visibilmente su di giri.<br />
“Vedrai, ti piacerà” aggiunse lei avvicinando la bocca a quella di McGarland: Rachel sapeva come far perdere la testa ad un uomo.<br />
Lo buttò sul letto, e quindi gli ammanettò le braccia alla testata.<br />
“Sembrano quasi vere” balbettò lui.<br />
“Sono una professionista” gli sussurrò all’orecchio lei. Dopodiché tornò alla cassaforte come niente fosse, lasciando l’uomo con i suoi bollori.<br />
<img style="float:right" title="02x03_59" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_59.jpg" alt="" />“Agar, sono in posizione. Ho bisogno della chiave”<br />
“Bene Eva, sto controllando i risultati, ma qua è pieno di parole, quanti caratteri può contenere il display della cassaforte?”<br />
A Rachel bastò guardarlo un istante: “10 caratteri”.<br />
“Non troverai mai il codice” urlò indignato McGarland ammanettato nel letto.<br />
“Va bene, abbiamo detto che la parola è composta da 5 lettere, e che 3 sono ripetute, quindi non può essere più corta di 8 lettere e più lunga di 10. Filtro i risultati.”<br />
Rachel nel frattempo guardava impotente la cassaforte, non poteva fare altro.<br />
“Ok, ho solo una parola, di nove caratteri”<br />
“Sono tutta orecchi”<br />
“Prova Chrysalis”<br />
Rachel portò l’indice sopra la tastiera.<br />
“La cassaforte è protetta, se sbagli il codice anche una sola volta cambierà automaticamente e sarà inutilizzabile” urlò McGarland.<br />
Rachel iniziò a digitare la sequenza: 2, 4, 7, poi appoggiò la fronte sopra il metallo freddo della cassetta e cancellò quanto aveva scritto.<br />
“E se mi sono sbagliata?” disse a Sydney.<br />
“Oramai è troppo tardi, non c’è più tempo!”<br />
Rachel si voltò verso McGarland il quale sorrise trovandola patetica: “Non l’aprirai mai!”<br />
“Perché <em>Crisalide</em>? Cosa significa?” domandò la bionda.<br />
<img style="float:left" title="02x03_60" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_60.jpg" alt="" /><br />
“Non significa nulla” rispose l’uomo con un ghigno in faccia.<br />
“Occhi a destra, hai mentito” concluse Rachel mettendolo nel sacco.<br />
L’agente Gibson digitò i numeri sulla tastiera, la cassaforte emise un piccolo tic e si aprì: “Ok, ha funzionato”.<br />
“Bene, copia i dati del computer e lascia la stanza.”<br />
“Ricevuto Agar ma…”<br />
“C’è qualche problema?”<br />
“McGarland mi ha visto, che ne facciamo?”<br />
“Avevamo un obiettivo preciso e l’abbiamo raggiunto, non preoccuparti di lui. Ci vediamo al punto di recupero”<br />
“D’accordo” rispose Rachel non del tutto convinta.<br />
Syd poi prese comunicazione con Sark: “Serpente, hai finito. Raggiungi la zona di recupero. Ottimo lavoro ragazzi, passo e chiudo.”</p>
<p><strong>Ingresso del palazzo Westminster</strong><br />
Gli agenti Bristow, Weiss e Vaughn entrarono dalla porta di servizio. Jack mostrò il cartellino alla guardia in segreteria.<br />
“Mi dispiace agenti, questo è territorio inglese, non posso lasciarvi passare.”<br />
“Risparmiamoci questa recita e scopriamo le carte. Da questo palazzo sono state inviate informazioni confidenziali che appartengono agli Stati Uniti. Dobbiamo procedere all’estradizione di Francis McGarland.”<br />
“Mi dispiace ma i miei ordini sono precisi, ho bisogno di vedere un mandato.”<br />
Jack guardò gli altri due: “Ci penso io qui, voi andate pure.”<br />
<img style="float:left" title="02x03_61" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_61.jpg" alt="" />Vaughn ebbe qualche esitazione e Jack dovette ripetersi minacciosamente: “Andate!”<br />
“Ehi, non potete!” urlò l’uomo dietro ai monitor, alzandosi.<br />
Jack strinse l’uomo per una spalla e lo rimise sulla sedia, dopodiché prese il telefono e glielo sbatté sotto il naso.<br />
“Questo è il mio tesserino, e questo è l’uomo che vogliamo. Ora chiami qualcuno che comanda e mi ci faccia parlare immediatamente!” disse Jack buttando tutto sulla scrivania.</p>
<p>Weiss e Vaughn erano già arrivati al piano correndo sulle scale due a due.<br />
“Rimani qui a controllare le uscite nel caso non fosse in camera, io vado a prenderlo” disse Vaughn a Weiss.<br />
“D’accordo” rispose Weiss controllando con un occhio il corridoio e con l’altro la tromba delle scale.<br />
Vaughn si mosse velocemente verso la stanza di McGarland; non estrasse la pistola, ma la tenne bene in pugno sulla fondina nel fianco destro.<br />
La porta era chiusa, ma non a chiave. Quando Vaughn girò la maniglia trovò Francis McGarland incatenato al letto.<br />
“Cos’è? Un altro regalo di compleanno?” domandò l’uomo ammanettato tra rassegnazione e ironia.<br />
“Perché, vedi la torta, il cappellino da festa e tutto il resto?” rispose Michael sorpreso ma pronto a cogliere la battuta. Cosa era successo in quella stanza?<br />
“Siete arrivati tardi. La ragazza ha già preso tutto”.<br />
<img style="float:right" title="02x03_62" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_62.jpg" alt="" />McGarland credeva di essere stato vittima di un furto, magari di una estorsione o di una rappresaglia, ma non poteva immaginare di essere stato preso di mira dai servizi segreti americani, dopotutto era sempre stato molto attento.<br />
“Quale ragazza?” domandò Vaughn.<br />
“La bionda…Rebecca” replicò Francis McGarland, comunque sicuro che quel nome fosse falso.</p>
<p><strong>Il Tempio</strong><br />
La missione era stata un successo, e Sydney lo sapeva. Nonostante avessero rischiato di venire scoperti, l’ottima iniziativa di Rachel li aveva portati ad ottenere le informazioni che servivano per incastrare McGarland.<br />
Dopo aver dormito sul volo di ritorno, lei, Sark e Rachel stavano entrando nella sede del Tempio, dove avrebbero consegnato i dati del computer che avevano prelevato a Londra.<br />
<img style="float:left" title="02x03_63" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_63.jpg" alt="" />I cinque agenti si mossero verso le loro scrivanie, Marshall li attendeva col suo solito fare maniacale: “Oh, Syd, finalmente siete arrivati…Qui è un inferno, non so mai cosa dire, fare…e poi non conosco nessuno…Certo il capo è belloccio, ma non è come quando eravamo…”<br />
“Marshall, abbiamo recuperato quei dati” lo bloccò lei porgendogli la piccola chiavetta nera che li conteneva.<br />
“Molto bene, mi metto subito al lavoro…”<br />
“Non ce ne sarà bisogno” li bloccò Anderson sbucando alle loro spalle.<br />
“Che significa?” domandò Rachel perplessa.<br />
“La C.I.A. ha preso in custodia Francis McGarland pochi minuti dopo che avete lasciato il suo ufficio”.<br />
<img style="float:right" title="02x03_64" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_64.jpg" alt="" />“La C.I.A.? – si intromise Sydney – Vuoi dire che sapevano dei suoi traffici?”<br />
“No, ma hanno seguito una fuga di notizie che li ha portati direttamente a lui…”<br />
“Beh mi sembra una buona notizia…Non era questo l’obiettivo della nostra missione?” chiese Rachel lanciando occhiate interrogative a Sark.<br />
Kane e Hall si guardarono meno convinti. Fu lui a prendere parola: “Bambola, qui è come a baseball: non puoi battere se prima ti rubano la base…”<br />
<img style="float:left" title="02x03_64bis" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_64bis.jpg" alt="" />“Intendi dire che ci hanno colti di sorpresa e hanno catturato McGarland prima di noi?” domandò Syd.<br />
Kane si limitò a sorridere e si spostò. Fu Anderson a continuare: “La nostra politica non è quella di consegnare le persone corrotte all’autorità non appena identificate, se fosse così avremmo messo McGarland dietro le sbarre da tempo”.<br />
<img style="float:right" title="02x03_65" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_65.jpg" alt="" />“Fantastico, a saperlo mi sarei evitato il giro turistico per le fogne di Londra. A che scopo tutto questo se la C.I.A. aveva già i mezzi per catturarlo?” chiese Sark. Stava al Tempio da più tempo di Syd e Rachel, ma nemmeno lui aveva avuto modo di comprenderne il funzionamento.<br />
“Raccogliamo più informazioni possibili…Per usarle a nostro vantaggio” concluse Anderson guardando intensamente Sydney. Lei fu costretta a voltare lo sguardo.<br />
“Significa che anche con le informazioni recuperate dall’hard disk non avreste mai fatto catturare McGarland?” chiese Rachel.<br />
“Significa che non è sufficiente ferire il mostro, bisogna per forza ucciderlo”<br />
<img style="float:left" title="02x03_66" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_66.jpg" alt="" />Sydney sollevò lo sguardo improvvisamente. Era come se guardasse Anderson per la prima volta. Quelle parole, quel discorso…Vaughn ne aveva fatto uno praticamente identico quando le aveva spiegato perché era così importante il suo lavoro come infiltrata all’SD-6.<br />
Capiva finalmente l’importanza del Tempio: tracciando i profili degli esponenti governativi corrotti, potevano scovare anche le falle all’interno della C.I.A..<br />
<img style="float:right" title="02x03_67" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_67.jpg" alt="" />“La nostra politica è semplice: teniamo sotto controllo i sospetti, recuperiamo più informazioni possibili che li colleghino ad altre persone, e solo allora li denunciamo alle autorità in forma anonima.”<br />
“Non potete fare tutto questo da soli…Deve esserci qualcuno con cui collaborate all’interno della C.I.A.”<br />
Anderson sorrise, il suo volto si illuminò: “Lei è molto intuitiva Sydney…Oggi vi ho già detto abbastanza…Abbiamo voluto voi perché sapevamo che eravate i migliori, ora ce ne avete dato la prova”<br />
“Dato che per questa volta le cose non sono andate come speravamo, inoltreremo i dati e le informazioni ricavate dall’hard disk alla C.I.A.” concluse Anderson.<br />
Rachel e Sark annuirono e si allontanarono, così come Marshall. Sydney invece continuò ad osservare Anderson. Sembrava sincero, ma qualcosa in lui non la convinceva.</p>
<p><strong>Uffici CIA</strong><br />
Jack Bristow stava aspettando che la cabina dell’ascensore arrivasse al piano. La missione era andata come previsto, ma avevano scoperto che c’era qualcun altro interessato alle attività di McGarland, e questa coincidenza lo spaventava. La porta dell’ascensore si aprì e finalmente vide quel complesso sotto un’altra luce. Fino all’ultima volta era stato solo qualcosa di temporaneo, qualcosa che doveva ancora trovare un significato, uno scopo. Ora era diventato il suo nuovo ufficio, il suo nuovo lavoro, e la sua seconda casa. Era una comunissima sezione della CIA: in un grande atrio erano disposte due file di scrivanie separate al centro da un passaggio aperto simile ad un corridoio. Anche al lato esterno delle scrivanie c’erano due passaggi, distanti un metro e mezzo dai muri che proteggevano altri uffici e laboratori più grandi e riservati. In fondo alla stanza, di fronte alla porta dell’ascensore, un’ampia vetrata bloccava l’accesso all’aula del briefing, quella dove Malone impartiva ordini alle squadre. Era tutto molto familiare, con le scrivanie di Vaughn e Weiss. Ma mancava la scrivania di sua figlia. E Sydney, ovviamente.<br />
Michael Vaughn raggiunse Jack appena uscito dalla cabina: “Niente male per il primo giorno di lavoro non ti pare?”<br />
“No, affatto”<br />
“Hai già scoperto qualcosa sul conto di Malone?” domandò a bassa voce Michael.<br />
“Non ancora, ci sto lavorando. A quanto pare è un uomo che sa quello che fa. Il suo curriculum è più pulito di quello di una suora.”<br />
<img style="float:left" title="02x03_68" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_68.jpg" alt="" />“E se ci stessimo sbagliando, se fosse veramente pulito?”<br />
“Allora non abbiamo nulla da temere” rispose Jack.<br />
“Ma se c’è una cosa che ho imparato dal nostro lavoro, è che tutti quelli che mentono prima o poi si tradiscono, basta avere la pazienza di aspettare…”<br />
“Già…E magari possiamo fare in modo che avvenga il prima possibile…” replicò Jack.<br />
“Cosa intendi?”<br />
<img style="float:right" title="02x03_69" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_69.jpg" alt="" />“Dobbiamo capire cos’è che vuole veramente, e poi utilizzarlo contro di lui per farlo venire allo scoperto” spiegò Jack.<br />
“E se non vuole nulla?” chiese Michael.<br />
“Tutti vogliono qualcosa…” rispose Jack con la consueta espressione di pietra.</p>
<p><strong>Il Tempio</strong><br />
Sydney osservava Chris appena fuori dal suo ufficio. Stava armeggiando con alcuni fogli di carta, li stava inserendo in una busta. Lo vide mentre metteva la stessa busta nel cassetto della scrivania, con fare troppo circospetto, per non essere notato.<br />
Senza aspettare oltre si mosse verso la porta e l’aprì, irrompendo nell’ufficio.<br />
“Sydney, cosa…?”<br />
“So tutto del tuo passato”<br />
“Che intende dire?” domandò lui senza intuire minimamente a cosa lei si riferisse.<br />
<img style="float:left" title="02x03_70" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_70.jpg" alt="" />“Smettila con questo fare educato, non credo che serva…Lavoravi per il Consiglio di Sicurezza Nazionale…Eri nella squadra di Lauren Reed!”<br />
L’uomo parve sorpreso, ma allo stesso tempo sorrideva: “Hai sottratto il mio fascicolo, Sydney?”<br />
“Non sei l’unico che ha contatti nella CIA…Mi credevi così stupida da fidarmi di uno che mi ha contattata facendomi rapire?”<br />
“Mi dispiace, ma era necessario” rispose lui voltandole le spalle.<br />
“Era necessaria anche la mia tortura a Camp Williams?”<br />
<img style="float:right" title="02x03_71" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_71.jpg" alt="" />Anderson sgranò gli occhi, ma Sydney non poteva vederlo. Era immobile, dietro di lui. L’uomo si voltò e stavolta parve avere uno sguardo pieno di commiserazione negli occhi.<br />
“Sydney…”<br />
“Prendesti parte alla squadra di Robert Lindsey…Insieme a Lauren Reed”<br />
“Non passa giorno senza che mi vergogni per quello che Lindsey ci obbligava a tenere segreto…Tu non hai idea di quanta gente abbia torturato solo per puro sadismo! Mi sembra ancora di sentire le loro voci…Non sono stati tutti fortunati come te…”<br />
“Tu sei stato collega di una criminale traditrice del suo paese!”<br />
“Non ne sono orgoglioso, se è questo che vuoi sentirti dire, ma non posso nemmeno cancellare gli sbagli del mio passato…E se hai qualche problema per il fatto che abbia lavorato con l’ex-moglie di tuo marito, sono problemi tuoi!”<br />
“Come fai a sapere…”<br />
L’uomo capì di aver detto troppo, ma ormai non poteva tirarsi indietro.<br />
“Ma certo… - continuò Sydney – Tu conoscevi Vaughn…Era suo marito…”<br />
“E’ sempre stato molto geloso del rapporto che avevo con lei…Nonostante fossi impegnato anche io con un’altra, all’epoca.”<br />
<img style="float:left" title="02x03_72" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_72.jpg" alt="" />Ora Anderson pareva quasi sorridere, mentre ripensava a quei momenti.<br />
“Non mi fiderò mai di un uomo che ha lavorato con Robert Lindsey e Lauren Reed”<br />
“Lasciai il mio posto al CSN pochi mesi dopo la morte di Lindsey…Solo allora trovai il coraggio di denunciarlo per le sue azioni…Mi dispiace, per quello che ti hanno fatto, Sydney”<br />
Fece per uscire dal suo stesso ufficio, ma Sydney lo bloccò nuovamente: “Ho visto il fascicolo che avete inviato alla C.I.A.”<br />
L’uomo ora la guardava di nuovo.<br />
“Quando ero in volo ho controllato i dati che abbiamo ricavato: erano 7,68 gigabyte per un ammontare di 23.679 files”<br />
L’uomo ora parve più sorpreso.<br />
“ Nel rapporto c’era scritto che abbiamo recuperato 7,60 gigabyte di dati, in tutto 23.000 files…”<br />
Anderson ora sembrava quasi sconvolto e non riusciva a risponderle.<br />
“Abbiamo perso qualche file nella strada dall’aeroporto a Los Angeles, mi pare.”<br />
<img style="float:right" title="02x03_73" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_73.jpg" alt="" />Anderson espirò, pensando a quanto quella donna l’avrebbe fatto impazzire nei mesi a seguire. Ma se voleva ottenere la sua fiducia, aveva bisogno di darle una piccola spinta.<br />
Si avvicinò alla scrivania e, aperto il cassetto, estrasse la busta che aveva inserito pochi attimi prima. Poi camminò verso Sydney.<br />
“Queste le avevo tenute da parte…Sono il vero motivo per cui abbiamo intrapreso questa missione…Gli affari di McGarland erano ormai evidenti, non mancava molto affinché la C.I.A. lo prendesse sotto custodia…Ma eravamo noi, a dover ottenere queste…”<br />
Syd prese in mano la busta e ne estrasse dei fogli. Erano una serie di pagine che dovevano essere studi genetici, analisi di laboratorio.<br />
“Di che si tratta?”<br />
“McGarland teneva d’occhio con un gruppo di genetisti. Stavano lavorando sotto copertura, denominati come Progetto Crisalide.”<br />
<img style="float:left" title="02x03_74" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_74.jpg" alt="" />Syd era quanto mai sorpresa da quella rivelazione: allora quella parola così particolare aveva un significato preciso!<br />
“Ma cosa c’entra con noi?”<br />
“Non riguarda il Tempio…Quei genetisti avevano un ben preciso genoma da studiare…”<br />
Sydney voltò le pagine rapidamente fino a scorgere un nome in calce ad una di esse:</p>
<p><em><strong>Isabelle Bristow Vaughn</strong></em></p>
<p>“Stavano studiando il DNA di tua figlia”<br />
“Come hai avuto queste informazioni?” chiese lei, quasi vicina alle lacrime.<br />
<img style="float:right" title="02x03_75" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_75.jpg" alt="" />“Abbiamo sorvegliato McGarland per molto tempo, te l’ho detto…Ma il punto è questo: ti ho dato queste informazioni per farti capire che puoi fidarti di me…”<br />
Sydney lo guardò intensamente, questa volta non poté fare a meno di annuire.</p>
<p><strong>Ufficio della dottoressa Barnett</strong><br />
La seduta era ufficialmente iniziata da 5 minuti, ma Sydney non aveva ancora detto una parola. Continuava a ripensare al colloquio che aveva avuto con Chris. Fidarsi di un uomo che conosceva appena, quando aveva accusato Michael di non ispirargliene più, la spaventava.<br />
“C’è qualcosa che la turba particolarmente?”<br />
“Non <strong>particolarmente</strong>, dottoressa. Solo al livello di tutte le cose che mi preoccupano in questo momento”<br />
La dottoressa sorrise: “Il suo umore è migliorato. Sta cercando di sistemare le cose con suo marito?”<br />
<img style="float:left" title="02x03_76" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_76.jpg" alt="" />Sydney fece scivolare lo sguardo verso la sua mano sinistra. La dottoressa seguì quel movimento e notò che la sua interlocutrice non indossava più la fede.<br />
“E’ difficile rinunciare a quella che è stata per tanto tempo una parte di me…Ma la donna che ero prima… - Sydney iniziò a scuotere la testa – Non esiste più…”<br />
“Di conseguenza è più facile eliminare quella che era una parte della sua…vecchia personalità?”<br />
Sydney adorava i colloqui con quella donna perché capiva ciò che provava anche senza doverglielo esplicitare. Era la migliore, nel suo lavoro.<br />
“Ha mai pensato di prendersi…una vacanza?”<br />
“Non lavoro più per la C.I.A., dottoressa…”<br />
“E quel nuovo impiego di cui mi ha parlato l’ultima volta?”<br />
Syd ripensò per un attimo al codice d’accesso che avevano dovuto estrapolare a Londra.<br />
“Mi impegna notevolmente…sono responsabile di tutti i miei sottoposti e non posso permettermi di sbagliare. Questo mi permette di…”<br />
“Distrarsi?” la interruppe la dottoressa.<br />
Sydney annuì mestamente: “A volte i fantasmi del mio passato mi perseguitano…Sembra che ritornino sotto forme diverse nel mio presente…Ogni giorno sono oppressa da parole quali codice, traditore, agente, crisalide…”<br />
<img style="float:right" title="02x03_77" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_77.jpg" alt="" />La dottoressa sembrò cambiare espressione, ma non parlò.<br />
“Il brutto, dottoressa…E’ che non conosco più il significato di queste parole…E soprattutto non mi riconosco più in esse! La verità è che continuo a lavorare solamente per poter rintracciare mia figlia, avere più informazioni possibili sulle persone che me l’hanno portata via…”<br />
La dottoressa inspirò profondamente e si alzò in piedi, voltando le spalle a Sydney. Quest’ultima fu notevolmente stupita da quel gesto di debolezza, soprattutto perché inspiegabile.<br />
“Dottoressa, va tutto bene?” le chiese Sydney, pensando a quanto fosse strano che fosse lei a porre una domanda simile in quel posto. La dottoressa si voltò di nuovo verso di lei, lo sguardo preoccupato.<br />
“Ha avuto veramente a che fare…con la parola crisalide?”<br />
“Sì…” le rispose Sydney chiedendosi dove volesse andare a parare.<br />
“Anni fa…mi capitò di sentire una conversazione telefonica di un uomo…Non capivo di cosa stesse parlando, anche perché mi parve strano il suo improvviso interesse per la biologia…Ma ricordo perfettamente che conversava con il suo interlocutore in merito ad un progetto…”<br />
Syd attendeva in silenzio, incapace di interrompere la dottoressa.<br />
“Il progetto crisalide” concluse la donna.<br />
<img style="float:left" title="02x03_78" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_78.jpg" alt="" />Sydney era sconvolta. Era stata colpita dalla scelta della password da parte di McGarland, per poi scoprire che quel termine non era solo una fissazione di uno svitato, ma addirittura il nome in codice di un progetto che stava studiando il dna di sua figlia. Per quale motivo la dottoressa ne aveva sentito parlare addirittura anni prima?<br />
“Chi era l’uomo, dottoressa?”<br />
<img style="float:right" title="02x03_79" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x03_79.jpg" alt="" />La donna parve più restia a rispondere a questa domanda, ma poi lo fece: “L’uomo con cui ebbi una relazione che si rivelò il più grande sbaglio commesso nella mia vita…Arvin Sloane”<br />
Sydney sgranò gli occhi, la bocca spalancata per lo stupore.</p>
<p style="text-align:right">
<p style="text-align:right">
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<p style="text-align:right">
<p style="text-align:right"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/73.doc">Scarica la puntata in formato .doc</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Episodio scritto da: Montanaro87, Alex64</strong></p>
<p style="text-align:right">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align:right">
<p><strong>CAST ARTISTICO:</strong><br />
<strong>Jennifer Garner</strong> - Sydney Bristow<br />
<strong>Michael Vartan</strong> - Michael Vaughn<br />
<strong>Carl Lumbly </strong>- Marcus Dixon<br />
<strong>Rachel Nichols</strong> - Rachel Gibson<br />
<strong>Kevin Weisman </strong>- Marshall J. Flinkman<br />
<strong>Greg Grunberg </strong>- Eric Weiss<br />
<strong>Victor Garber </strong>- Jack Bristow<br />
<strong>Patrick Dempsey</strong> - Christopher Anderson<br />
<strong>David Anders </strong>- Julian Sark<br />
<strong>Peter Weller </strong>- Patrick Malone<br />
<strong>Clea DuVall</strong> - Regina Hall<br />
<strong>Ryan Reynolds</strong> - Robert Kane</p>
<p><strong>GUEST STARS:</strong><br />
<strong>Malcom McDowell</strong> - Francis McGarland<br />
<strong>Patricia Wettig</strong> - Dottoressa Barnett<br />
<strong>Jesper Christensen</strong> - Alex Venkman</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>02&#215;02 Il tempio</title>
		<link>http://www.telefilm-central.org/virtualias/2008/07/20/02x02-il-tempio/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 17:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>montanaro87</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Seconda stagione virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: black;">ZANZIBAR, AEREOPORTO KISUANI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_1.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-686" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="02x02_1" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_1.jpg" alt="" width="102" height="100" /></a><span style="color: black;">Nella variegata folla che occupava il terminal dell’aeroporto, l’unico scalo internazionale dell’isola africana, Sydney Bristow spiccava come un granello di zucchero in una tazza di cacao. La donna indossava un paio di occhiali scuri e una maglietta senza maniche, tuttavia sembrava <span> </span>soffrire l’asfissiante caldo equatoriale che avvolgeva l’edificio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if gte vml 1]><v :shapetype  id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" o:spt="75" o:preferrelative="t"  path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"> <v :stroke joinstyle="miter" /> </v><v :formulas> <v :f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0" /> <v :f eqn="sum @0 1 0" /> <v :f eqn="sum 0 0 @1" /> <v :f eqn="prod @2 1 2" /> <v :f eqn="prod @3 21600 pixelWidth" /> <v :f eqn="prod @3 21600 pixelHeight" /> <v :f eqn="sum @0 0 1" /> <v :f eqn="prod @6 1 2" /> <v :f eqn="prod @7 21600 pixelWidth" /> <v :f eqn="sum @8 21600 0" /> <v :f eqn="prod @7 21600 pixelHeight" /> <v :f eqn="sum @10 21600 0" /> </v> <v :path o:extrusionok="f" gradientshapeok="t" o:connecttype="rect" /> <o :lock v:ext="edit" aspectratio="t" /> <v :shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" style='width:99pt;  height:98.25pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.jpg"   o:title="succession-336" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Con un gesto rapido si tolse gli occhiali per asciugare la fronte dal sudore, senza smettere di scrutare attentamente i passeggeri in partenza. Sydney strinse nervosamente le mani dopo essersi resa conto che la persona che stava aspettando non era ancora arrivata.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> “Scusi, mi potrebbe dire a che ora parte il volo 316 per Londra?” le domandò gentilmente una voce piuttosto profonda alle sue spalle. Girandosi di scatto, Sydney squadrò l’alto africano sulla quarantina che le aveva rivolto la parola. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“E’stato cancellato – rispose - Niente è peggio di uno sciopero delle hostess”.</span></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: black;">ZANZIBAR, AEREOPORTO KISUANI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_1.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-686" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="02x02_1" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_1.jpg" alt="" width="102" height="100" /></a><span style="color: black;">Nella variegata folla che occupava il terminal dell’aeroporto, l’unico scalo internazionale dell’isola africana, Sydney Bristow spiccava come un granello di zucchero in una tazza di cacao. La donna indossava un paio di occhiali scuri e una maglietta senza maniche, tuttavia sembrava <span> </span>soffrire l’asfissiante caldo equatoriale che avvolgeva l’edificio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if gte vml 1]><v :shapetype  id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" o:spt="75" o:preferrelative="t"  path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"> <v :stroke joinstyle="miter" /> </v><v :formulas> <v :f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0" /> <v :f eqn="sum @0 1 0" /> <v :f eqn="sum 0 0 @1" /> <v :f eqn="prod @2 1 2" /> <v :f eqn="prod @3 21600 pixelWidth" /> <v :f eqn="prod @3 21600 pixelHeight" /> <v :f eqn="sum @0 0 1" /> <v :f eqn="prod @6 1 2" /> <v :f eqn="prod @7 21600 pixelWidth" /> <v :f eqn="sum @8 21600 0" /> <v :f eqn="prod @7 21600 pixelHeight" /> <v :f eqn="sum @10 21600 0" /> </v> <v :path o:extrusionok="f" gradientshapeok="t" o:connecttype="rect" /> <o :lock v:ext="edit" aspectratio="t" /> <v :shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" style='width:99pt;  height:98.25pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.jpg"   o:title="succession-336" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Con un gesto rapido si tolse gli occhiali per asciugare la fronte dal sudore, senza smettere di scrutare attentamente i passeggeri in partenza. Sydney strinse nervosamente le mani dopo essersi resa conto che la persona che stava aspettando non era ancora arrivata.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> “Scusi, mi potrebbe dire a che ora parte il volo 316 per Londra?” le domandò gentilmente una voce piuttosto profonda alle sue spalle. Girandosi di scatto, Sydney squadrò l’alto africano sulla quarantina che le aveva rivolto la parola. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“E’stato cancellato – rispose - Niente è peggio di uno sciopero delle hostess”.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> “Sydney Bristow - la salutò l’uomo - E’ un piacere incontrarla” continuò chinando leggermente la testa in segno di rispetto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Altrettanto, Adebisi” gli fece eco Sydney, tradendo una certa impazienza.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Ha con sé le informazioni che le avevo richiesto?” </span><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-687 alignright" style="float: right;" title="02x02_2" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_2.jpg" alt="" width="110" height="100" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Quanta fretta - le rispose l’uomo, sorridendo - Voi della CIA siete sempre in ritardo per qualcosa quando </span><span style="color: black;">dovreste anticipare tutto…a proposito, come sta suo padre? Mi erano giunte voci riguardo la sua morte, ma…”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"><!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1026" type="#_x0000_t75"  style='width:102.75pt;height:96.75pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image003.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image003.jpg"   o:title="succession-294" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Purtroppo è vero” rispose Sydney, sapendo di mentire, ma con la speranza di accorciare la spiegazione di qualcosa che anche lei faceva ancora fatica ad accettare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> “Le mie condoglianze - rispose Adebisi, sollevando leggermente un crocefisso che portava al collo - dirò una preghiera anche per lui” </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Sydney annuì, indicando la sacca che l’informatore si trascinava alle spalle: “Sono là dentro?” domandò. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Sì - rispose Adebisi - Venti anni delle mie ricerche su Rambaldi. Venti anni della mia vita che ho sacrificato al servizio della verità e del Signore” </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Non c’è niente di divino in Rambaldi” sibilò Sydney, infastidita. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Adebisi scosse la testa: “Milo Rambaldi era un uomo di fede. La sua grande opera prevedeva che solo un animo puro e incorrotto potesse usarla senza distruggersi” Mordendosi le labbra, Sydney non rispose. Odiava qualsiasi cosa riguardasse quel maledetto profeta, ma se voleva ritrovare la sua bambina doveva saperne il più possibile. Gli archivi del DRS erano stati completamente secretati. Così aveva dovuto rivolgersi a Samuel Adebisi, ex-trafficante di droga ivoriano, convertitosi e diventato sacerdote dopo la lettura di un testo di Rambaldi, a quanto si diceva . Sicuramente il più grande esperto sul profeta italiano dopo Arvin Sloane.</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-688" title="02x02_3" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_3.jpg" alt="" width="153" height="102" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> <!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1027" type="#_x0000_t75"  style='width:153pt;height:102pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image005.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image005.jpg"   o:title="normal_questionmark153" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Adebisi si sedette su un lungo sgabello appena lasciato libero da una famiglia richiamata dalla partenza imminente del volo per Dar es Salaam. Sydney lo imitò, mostrandogli una piccola chiave e un pezzo di carta. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Come d’accordo: a questo indirizzo c’è una cassetta di sicurezza che contiene cinquantamila dollari americani. L’estratto del conto è nella busta che le ho spedito” </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Li donerò ai bisognosi della mia parrocchia” mormorò Adebisi, aprendo a sua volta la sacca e mostrando una serie di pagine giallastre ricolme di disegni anatomici. Il cuore di Sydney ebbe un salto: erano i documenti vespertini, quelli rubati da un deposito del DRS anni prima.</span><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-689 alignright" style="float: right;" title="02x02_4" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_4.jpg" alt="" width="133" height="129" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> <!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1028" type="#_x0000_t75"  style='width:123.75pt;height:126pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image007.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image007.jpg"   o:title="succession-297" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Si chiese per un attimo come Adebisi ne fosse venuto in possesso, ma scosse la testa rapidamente. Non la riguardava. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Riscatterò gli atti impuri commessi per ottenere queste pagine” mormorò Adebisi, accettando chiave e foglio di carta. Un flash improvviso alla destra di Sydney la fece trasalire. Un turista europeo o americano aveva appena scattato una foto ad una famiglia alle sue spalle…ma era veramente un turista? Sydney lo osservò per alcuni istanti, non molto convinta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Si era ritirata dalla CIA, ma questo non voleva dire che non sapesse più riconoscere un agente quando ne vedeva uno. E se quello era un agente, la aveva appena fotografata in compagnia di un ex-signore della coca, mentre scambiava con lui un pacco compromettente. Ce ne era abbastanza per incarcerarla…e lei non poteva permettersi di perdere tempo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">All’improvviso si voltò di scatto, individuando altri due bianchi vicino al bancone del check-in. Prendendo la mano destra di Adebisi con energia Sydney gli sussurrò all’orecchio: “Siamo circondati. Dirigiamoci lentamente verso l’uscita, e appena superiamo la porta esterna, ci mettiamo a correre”</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_5.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-690" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="02x02_5" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_5.jpg" alt="" width="153" height="123" /></a><span style="color: black;">Stupito, l’ex-trafficante annuì e si alzò dallo sgabello: “Mi scuserà se voglio controllare che il conto di cui mi ha parlato esista davvero” esclamò a voce alta Adebisi. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> <!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1029" type="#_x0000_t75"  style='width:149.25pt;height:120.75pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image009.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image009.jpg"   o:title="normal_questionmark159" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Naturalmente no. Non è molto distante da qui, lo possiamo verificare assieme” rispose a voce altrettanto alta Sydney, mentre i due si avviavano all’uscita. Con la coda dell’occhio Syd notò il turista che aveva visto poco prima avviarsi a sua volta dietro di loro: aveva visto giusto. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Le piccole strade della nostra città sono poco sicure - disse Adebisi - Un ladro con qualche amico potrebbe nascondercisi per anni” </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Sydney annuì, mentre apriva la porta d’uscita dall’aeroporto. Si voltò per qualche secondo, fermandosi quel tanto che bastava per fare avvicinare il falso turista, solo per chiudere con forza la porta sulla sua mano.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">L’uomo ululò dal dolore, mentre Adebisi scappava con una foga insospettabile per un uomo così calmo e Sydney colpiva il suo inseguitore con un calcio attraverso il vetro della porta. Gli altri due uomini che le erano alle costole estrassero delle pistole. Sydney afferrò uno sgabello di legno accanto all’entrata e lo lanciò verso di loro prima di mettersi a correre a perdifiato, svoltando rapidamente in un vicolo della caotica cittadina africana.</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_6.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-691" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="02x02_6" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_6.jpg" alt="" width="109" height="102" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"><!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1030" type="#_x0000_t75"  style='width:90pt;height:90.75pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image011.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image011.jpg"   o:title="succession-382" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Ci ha scoperto, servono subito rinforzi nella zona C!” urlò uno dei suoi inseguitori al telefono, mentre gli altri due - uno a terra, l’altro stordito dall’impatto con lo sgabello - mugolavano dal dolore.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Sydney proseguiva la sua corsa evitando per un pelo le bancarelle dei molti bazar che si svolgevano nella cittadina. Un mercante di pecore, a cui lei aveva spaventato il gregge, le lanciò delle maledizioni in swahili. Senza curarsene minimamente Sydney imboccò un secondo vicolo, schivando di poco un piccolo veicolo a tre ruote che trasportava gente diretta al mercato. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Alle sue spalle un’automobile scura tentava disperatamente di farsi largo fra la folla. L’autista, un uomo corpulento dai capelli biondi e che indossava un paio di occhiali scuri urlava con forza al mercante di pecore che stava radunando il suo gregge disperso. Sydney si concesse un mezzo sorriso voltandosi e osservando la scena.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Un’altra automobile nera le tagliò la strada all’uscita del vicolo. L’uomo alla guida uscì dal veicolo e le puntò un’arma addosso. Senza perdersi d’animo Sydney afferrò un vaso esposto su una bancarella alla sua destra e lo lanciò in testa all’uomo che, colpito, perse la mira e barcollò il tempo sufficiente a farla avvicinare e a permetterle di stenderlo con un calcio allo stomaco.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Accelerando la sua fuga nei vicoli Sydney si accorse di avere ancora tre uomini a piedi alle sue spalle. Svoltò </span><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_7.jpg"><img class="alignright alignnone size-full wp-image-692" style="float: right; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="02x02_7" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_7.jpg" alt="" width="155" height="102" /></a><span style="color: black;">rapidamente a sinistra sorpassando due bancarelle per poi sparire alla vista dei suoi inseguitori. Quando </span><span style="color: black;">questi voltarono l’angolo non c’ era traccia della donna.“Dove è andata?” sbottò il primo di questi, l’uomo biondo della prima </span><span style="color: black;">automobile. “Cerca sotto le bancarelle. Comincia da destra, io vado da sinistra” suggerì un rosso di capelli piuttosto alto e dal forte accento americano, iniziando a sua volta la ricerca assieme al terzo, un tipo calvo e atletico sulla trentina, fra le proteste di venditori e clienti.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"><!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1031" type="#_x0000_t75"  style='width:171pt;height:111.75pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image013.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image013.jpg"   o:title="zanzibar" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Dopo un paio di tentativi infruttuosi i tre si incontrarono di nuovo. “Non c’è” mormorò il biondo, stupefatto. “Non abbiamo cercato abbastanza” replicò l’uomo calvo, indicando un bagno turco sulla destra, dall’entrata coperta da diversi teli di stoffa. Annuendo, l’uomo biondo fece irruzione nel bagno turco puntando la pistola davanti a sé e urlando “Esci allo scoperto con le mani dietro la testa!”, subito seguito dagli altri due. Nessuno rispose: il bagno sembrava vuoto. Lentamente, i tre ispezionarono tutte le sale, finché l’uomo rosso di capelli individuò la porta chiusa di uno sgabuzzino, facendo cenno agli altri due di avvicinarsi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Lentamente i tre si avvicinarono alla porta…il biondo la aprì di scatto, ma ricevette un secchio di acqua bollente in faccia. L’uomo mugolò dal dolore. Sydney Bristow si era rintanata nello sgabuzzino, dove aveva accumulato una serie di armi improprie. Rapidamente Sydney sgambettò l’agente biondo, facendolo cadere nella vasca d’acqua calda al centro del bagno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">L’agente dai capelli rossi tentò goffamente di scavalcare il suo collega, ma Sydney lo colpì alla testa, facendolo cadere a terra a sua volta. Il terzo agente, abbandonando la pistola nel timore di colpire uno dei suoi colleghi afferrò Sydney alle spalle, ma la donna sollevò le gambe, fece forza contro la parete e lo mandò a cadere a sua volta nella vasca.</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_8.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-693" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="02x02_8" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_8.jpg" alt="" width="160" height="110" /></a><span style="color: black;">Uscendo rapidamente dal bagno turco Sydney quasi si scontrò con Adebisi. Sconcertata, aprì la bocca <span> </span>per iniziare una domanda, ma l’uomo la zittì con un gesto, afferrandole la mano e conducendola verso una porta che si aprì al loro arrivo.</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"><!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1032" type="#_x0000_t75"  style='width:180pt;height:2in'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image015.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image015.jpg"   o:title="succession-287" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> All’interno, quattro agenti vestiti di nero puntarono le loro armi alla testa di Sydney. Stupefatta, quest’ultima si girò verso Adebisi, che a sua volta le stava puntando contro un’arma.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> “In un’operazione congiunta con la polizia di Zanzibar e il governo della Tanzania, il governo degli Stati Uniti </span><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_9.jpg"><img class="alignright alignnone size-full wp-image-694" style="float: right; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="02x02_9" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_9.jpg" alt="" width="119" height="100" /></a><span style="color: black;">la dichiara in arresto” le disse con aria decisa uno dei quattro agenti che le puntavano le pistole addosso, </span><span style="color: black;">mentre un altro le afferrava i polsi e le infilava un paio di manette. Adebisi non toglieva gli occhi di dosso da Sydney, osservando ogni suo minimo movimento. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Non sei il vero Adebisi, non è così?” gli chiese duramente Sydney. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"><!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1033" type="#_x0000_t75"  style='width:98.25pt;height:95.25pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image017.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image017.jpg"   o:title="succession-383" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Naturalmente no. Lo abbiamo arrestato ieri. Mi chiamo Aderbal Annunja, sono dell’Interpol - rispose quest’ultimo - Ci hai presi di sorpresa con la tua fuga, pensavamo di seguirti fino ad identificare tutti quelli che lavoravano con te…” </span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_10.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-695 alignleft" style="float: left;" title="02x02_10" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_10.jpg" alt="" width="100" height="142" /></a><span style="color: black;">“Nessuno lavora con me” rispose sprezzante Sydney. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Vedremo” concluse sorridendo il falso Adebisi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> <!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1034" type="#_x0000_t75"  style='width:75pt;height:106.5pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image019.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image019.jpg"   o:title="1d0a5ffc-a09a-4ec0-9e59-277aacd90129_widec" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Ha il diritto di non parlare. Qualunque cosa dirai potrà essere usata contro di te. Hai il diritto ad un avvocato, se non potrai permetterne uno te ne sarà assegnato uno d’ufficio…” iniziò a recitare uno degli agenti, mentre Sydney chiudeva gli occhi e si mordeva il labbro inferiore.</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<div style="text-align:center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="id" value="sigla" /><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="quality" value="high" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="src" value="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" /><embed id="sigla" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="270" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/sigla.swf" bgcolor="#000000" quality="high" allowscriptaccess="sameDomain" align="middle"></embed></object></div>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: black;">UFFICI DELLA CIA-SEZIONE ANALISI CONTROSPIONAGGIO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color: black;">Sala d&#8217;aspetto<br />
</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Michael Vaughn sedeva in una stanza bianca e senza finestre, fissando il vuoto. Nulla sembrava avere più senso: sua figlia era morta, la sua sezione non esisteva più, e anche Sydney lo aveva abbandonato. Michael strinse gli occhi, riducendoli a fessure per evitare di piangere. Aveva voglia di scaraventare il suo portatile giù dalla finestra, mollare tutto e sparire. A bloccarlo erano solo la dolorosa consapevolezza della morte della figlia, e la volontà di passare più tempo possibile con Jack. Senza contare sua sorella, che aveva bisogno di lui per rimanere nascosta. </span><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-696 alignright" style="float: right;" title="02x02_11" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_11.jpg" alt="" width="180" height="116" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">No, non poteva andarsene.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"><!--[if gte vml 1]><v :shape id="_x0000_i1035" type="#_x0000_t75"  style='width:180pt;height:115.5pt'> <v :imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image020.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\Rossy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image020.jpg"   o:title="soitbegins-169" /> </v>< ![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]--> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Le parole di Sydney riecheggiavano nei suoi pensieri: si era sentito dare del debole e del vigliacco più volte, e ogni volta tutto questo gli bruciava come una ferita aperta. Si sentiva veramente un vigliacco, ma non per non avere creduto alla lucida follia di Sydney. Era un codardo perché non l’aveva fermata, perché non aveva saputo mettere da parte l’orgoglio e dimostrare a Sydney tutto l’amore che provava per lei.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Un rumore acuto lo riscosse dal suo torpore: era il suono del suo cercapersone. Lentamente, muovendo le braccia in maniera quasi meccanica, lo tolse dalla tasca destra dei suoi pantaloni e lo fissò. Era Weiss.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">Vaughn prese il suo telefonino dalla sua tasca sinistra e digitò stancamente il numero dell’amico.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: black;">“Ha un minuto?” lo interruppe la voce di Jack Bristow alle sue spalle. Stupito, Vaughn annuì e rimise il cellulare al suo posto. Jack si sedette al suo fianco.</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_12.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-697" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="02x02_12" src="http://www.telefilm-central.org/virtualias/wp-content/uploads/02x02_12.jpg" alt="" width="167" 