Posts filed under 'Seconda stagione virtuale'
LUOGO SCONOSCIUTO
Sloane era ancora scosso per tutto quello che era successo. La profezia di Rambaldi, Isabelle, la grande esplosione al monastero, i mesi di segregazione con Irina…
Non riusciva a pensare ad altro mentre l’autista lo guidava verso uno dei sui innumerevoli nascondigli.
La macchina si fermò, e Arvin Sloane scese immediatamente.
Quando aprì la porta della stanza in cui avrebbe passato la maggior parte del suo tempo, avvertì immediatamente la presenza della bambina vicino a sé.
Isabelle era cosciente, fortunatamente non abbastanza.
Arvin s’era allontanato per il tempo strettamente necessario a svolgere il suo compito. Il messaggio era stato inviato e ora doveva solo aspettare.
Isabelle era sdraiata nel suo letto, muoveva la testa in modo frenetico e cercava di divincolarsi dalla presa salda dei lacci che le tenevano le braccia e le gambe.
Continue Reading giugno 22nd, 2010
montanaro87
C.S.N. UFFICIO DI ROBERT LINDSEY
3 Anni prima
Christopher Anderson attendeva pazientemente il permesso di sedersi. Era la prima volta che il vice-direttore Lindsey lo convocava nel suo ufficio, e Christopher continuava guardarsi i piedi, impacciato come un ragazzino delle superiori nell’ufficio del preside. Non sapeva cosa aspettarsi dal suo superiore, un uomo ambizioso e spesso meschino, che fino a quel momento gli aveva a malapena rivolto la parola.
“Per quale motivo vuole vedermi, signore?” chiese educatamente, alzando lo sguardo e osservando la reazione del suo capo. Lindsey, stranamente, sembrava essere di buon umore. “Che cosa sa di Milo Rambaldi, agente Anderson?” lo interrogò.
“E’ la prima volta che lo sento nominare” rispose Christopher.
“E’ stato uno dei geni del Rinascimento. Era un inventore, come Leonardo da Vinci, ma anche un profeta, come Nostradamus” lo indottrinò Lindsey.
Continue Reading maggio 13th, 2010
MacSloane87
VIRGINIA – UN MAGAZZINO C.I.A.
L’agente Connor diede una rapida occhiata al monitor di fronte a sé. Attese che le immagini delle cinque telecamere fossero passate una dopo l’altra, mostrando il solito ambiente vuoto. Nessuna minaccia incombente, tutto sembrava tranquillo.
Il turno di notte era quello che preferiva perché gli consentiva di leggere indisturbato. Mentre il suo collega sonnecchiava al suo fianco, lui si immergeva fra le pagine scritte da Isaac Asimov, il suo autore preferito. Ogni tanto lasciava la lettura per controllare i monitor, ma erano dieci anni che tutto scorreva al solito modo: senza problemi.
Dalton si teneva su la testa con la mano destra chiusa a pugno, a stento riusciva a tenere aperti gli occhi.
“Dovresti andare a letto prima quando fai questo turno, Larry” gli sussurrò Connor.
“Fatti gli affari tuoi e continua a leggere, Charlie” rispose l’agente.
Connor fece un sorrisetto e l’occhio gli cadde sul monitor. L’immagine della camera di sorveglianza era appena cambiata, ma gli era parso di notare qualcosa di insolito in quella precedente. Forse era stato uno scherzo della sua immaginazione, ma aveva intravisto un’ombra muoversi di fronte all’ingresso della zona cinque, quella più importante che si trovava in quel magazzino.
Continue Reading gennaio 20th, 2010
montanaro87
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