Posts filed under 'Seconda stagione virtuale'
VIRGINIA – UN MAGAZZINO C.I.A.
L’agente Connor diede una rapida occhiata al monitor di fronte a sé. Attese che le immagini delle cinque telecamere fossero passate una dopo l’altra, mostrando il solito ambiente vuoto. Nessuna minaccia incombente, tutto sembrava tranquillo.
Il turno di notte era quello che preferiva perché gli consentiva di leggere indisturbato. Mentre il suo collega sonnecchiava al suo fianco, lui si immergeva fra le pagine scritte da Isaac Asimov, il suo autore preferito. Ogni tanto lasciava la lettura per controllare i monitor, ma erano dieci anni che tutto scorreva al solito modo: senza problemi.
Dalton si teneva su la testa con la mano destra chiusa a pugno, a stento riusciva a tenere aperti gli occhi.
“Dovresti andare a letto prima quando fai questo turno, Larry” gli sussurrò Connor.
“Fatti gli affari tuoi e continua a leggere, Charlie” rispose l’agente.
Connor fece un sorrisetto e l’occhio gli cadde sul monitor. L’immagine della camera di sorveglianza era appena cambiata, ma gli era parso di notare qualcosa di insolito in quella precedente. Forse era stato uno scherzo della sua immaginazione, ma aveva intravisto un’ombra muoversi di fronte all’ingresso della zona cinque, quella più importante che si trovava in quel magazzino.
Continue Reading gennaio 20th, 2010
montanaro87
Michael guardava sconsolato in direzione di Sydney, mentre avvertiva il metallo dell’ M16 puntato alla sua nuca. Le sue mani premevano sulla testa, poteva sentire pulsare il sangue nei polsi, tanto il suo cuore batteva all’impazzata. Inspirava ed espirava velocemente, cercando di calmarsi.
Dopo tutto quello che avevano fatto, non poteva finire così.
Sydney sentiva quel peso farsi sempre più insistente nella sua mente. Anche lei, con le mani dietro la testa, stringeva più che poteva per cercare di limitare quel dolore lancinante.
“Tieni a questa donna, agente Vaughn?” chiese il terrorista.
Michael strinse gli occhi, voleva capire per quanto ancora avrebbe retto Sydney, quanto mancava alla detonazione. La donna, intuendo immediatamente cosa stava pensando Vaughn, gli lanciò uno sguardo pieno d’affetto e dolcezza, cercando di ignorare le pulsazioni nella sua testa.
“E’ tutta la mia vita” rispose Michael.
Il terrorista sorrise fra sé e sé: “E’ divertente, agente Vaughn. Lei è tutta la tua vita…Ma la sua vita sta per finire. E così anche la tua…”
Continue Reading ottobre 19th, 2009
montanaro87
SAN JOSE’, COSTARICA
La luce della luna illuminò un furgone nero, che svoltò rapidamente nel vicolo, evitando un paracarro. L’uomo che stava fuggendo dal furgone si voltò e lanciò una bestemmia in spagnolo, tuffandosi in un porticato alla sua destra. “L’obiettivo è nell’area C, chiudete tutte le vie d’accesso al mercato” annunciò l’uomo alla guida del furgone, un afroamericano dai tratti decisi. Il tono deciso con cui parlava faceva capire chiaramente che si trattava del leader del gruppo. “Ricevuto” risposero altri due uomini, appostati in un’automobile grigia dall’altro lato del portico. Il fuggitivo evitò per un pelo di scontrarsi con l’automobile e fu costretto a tornare rapidamente sui suoi passi.
Due colpi di pistola esplosero a pochi centimetri dalle sue gambe, costringendolo a ripararsi dietro una colonna. L’uomo in fuga si guardò attorno: tre commando vestiti di nero stavano uscendo dal furgone, puntando le loro pistole su di lui. “Fermati adesso e potrai portare a casa la tua carcassa ancora intera” gli ordinò il leader del team, alzando un braccio per chiedere ai suoi di sospendere il fuoco. L’unica risposta fu un colpo di pistola. “E va bene. Se quel bastardo ha deciso di giocare duro, noi non saremo da meno” sibilò tra i denti il leader del team, facendo cenno ai suoi di sparpagliarsi.
Continue Reading settembre 17th, 2009
montanaro87
Previous Posts