01×08 Black Crow 01×10.1 L’ultima profezia

01×09 Omnia Tempus Habent

25 Settembre 2007 MacSloane87

FRANCIA

007-missagliola-monastero-d.jpg
Il buio troneggiava su un paesaggio sinistro. Un monastero sorgeva in cima ad una piccola collina e una figura avvolta in un cappotto nero si avvicinava lentamente all’ingresso dell’antica struttura.
Il portone dell’edificio era chiuso, ma non a chiave, e alla sconosciuta bastò una piccola spinta per poter entrare. Si guardò attorno: i muri erano alti, grigi e spogli; nessuna opera d’arte era stata regalata a quel triste luogo. Un altare sorgeva in fondo al grande salone e, inginocchiata davanti ad esso, una suora pregava.
chiesa02.jpg“Tu est venue pour te confesser”(Sei venuta a confessarti?) chiese la figura inginocchiata senza girarsi.
“Tu ne devrais pas laisser la porte ouverte” (Non dovresti lasciare il portone aperto) ribatté l’altra.
“Je savais que tu viendrais, je laissée ouverte pour toi. Alors, cet aveu?” (Sapevo che saresti venuta,l’ho lasciato aperto per te. Allora, questa confessione?)
“In ne me suffirait pas une vie, tu le sais bien” (Non mi basterebbe una vita, lo sai bene).
Finalmente la suora si alzò dal suo giaciglio e si voltò verso la sua interlocutrice. Il suo viso era pallido e magro e sotto i suoi occhi si vedevano profonde occhiaie.
“Non essere troppo dura con te stessa.. Irina..” disse abbandonando la sua lingua madre e sorridendo, poi continuò “in fondo se sono ancora viva lo devo a te. Tu mi hai salvata.” concluse sedendosi su una delle panche e facendo segno con la mano ad Irina di fare altrettanto.
“Il tempo è giunto mia cara Reneè” disse Irina sedendosi accanto a lei e guardando l’espressione preoccupata nei suoi occhi. “Ti vedo stanca” .

5×13-608.jpg“E’ vero, non ne posso più” disse sconsolata chiudendo gli occhi e volgendo il viso verso l’alto.
“NON ORA” disse Irina a voce sostenuta alzandosi in piedi “non è il momento di mollare, siamo giunti all’epilogo e ora più che mai devi rimanere lucida” concluse risedendosi e prendendole la mano per poi continuare “riceverai una visita tra qualche giorno, a loro dovrai confidare i nostri segreti, a loro dovrai affidare te stessaenemy-008.jpg
“Io mi fido solo di te” disse stringendole la mano.
“E allora fidati, sarai felice di vedere le persone che verranno” e dopo un momento di pausa “soprattutto una” concluse sorridendole per poi alzarsi e sparire nel buio, come faceva sempre.

LOS ANGELES-UFFICI DELLA CIA-SEZIONE APO

La porta dell’ufficio di Marcus Dixon si aprì lentamente.
Il direttore della sezione alzò lo sguardo dai documenti che stava leggendo e commentando in chat, e incontrò lo sguardo di una donna sulla trentina, attraente, dai capelli bruni, che gli sorrideva in maniera disarmante.2336.jpg
“Lei è il Vice Direttore Dixon? Molto piacere, sono l’agente Beth Luciani, del DSR” . Notando lo sguardo leggermente sorpreso dell’agente della CIA, Beth aggiunse “Le avevamo mandato una email criptata con i miei dati. Il DSR è stato molto sorpreso dalle scoperte di questa sezione sul caso Rambaldi. Così hanno deciso di creare un canale diretto di collegamento fra le nostre agenzie, e lo hanno affidato a me”.
“Ma certo” rispose Dixon, in tono di scusa,riponendo però rapidamente i documenti in un cassetto. “Mi perdoni se non la ho accolta subito, ma dalle informazioni che mi avevate inviato non mi aspettavo il suo arrivo così presto.
“Amo cominciare il lavoro in anticipo” commentò l’agente Luciani, sempre sorridendo amichevolmente.
“Benvenuta alla nostra sezione, allora” la accolse Dixon.
5×02-646.jpg
“Grazie. Mi scusi se glielo chiedo subito,ma potrei parlare con l’agente Sydney Bristow?” gli domandò Beth.
“Purtroppo no, attualmente non è qui” le rispose Dixon “Ma se vuole partecipare al briefing che si terrà fra cinque minuti nella sala riunioni, potrà ricevere delle informazioni più dettagliate.
“La ringrazio” replicò l’agente del DSR.
Mentre quest’ultima si voltava,Dixon chiuse rapidamente la conversazione sul suo computer,controllando con la coda dell’occhio quello che la agente stava facendo. Si rilassò solamente quando la vide uscire dalla porta del suo ufficio per dirigersi verso la sala riunioni.

SALA RIUNIONI

Marshall, Weiss e Rachel finirono di ascoltare la presentazione di Beth fatta da Dixon ,ciascuno mostrando una diversa emozione: Marshall sembrava molto curioso, Rachel aveva subito rivolto un sorriso amichevole alla nuova collega, mentre Weiss appariva decisamente interessato e sorrideva cordialmente.
“… e quindi mi aspetto la massima collaborazione,in qualunque campo, con l’agente Luciani.”
“Sicuramente” rispose Weiss, offrendo con un gesto il posto vicino al suo a Beth quando quest’ultima decise di sedersi.
L’agente del DSR accettò con uno dei suoi sorrisi che avrebbero scongelato un iceberg.
“Come sapete tutti, le recenti scoperte di questa sezioni hanno gettato nuova luce sulle opere di Milo Giacomo Rambaldi” continuò Dixon,articolando lentamente il nome del profeta, e accendendo lo schermo del computer dell’agenzia. Sullo schermo cominciarono a sfilare le immagini della annotazione tipiche del genio rinascimentale.
rambaldi1.jpg
“Per quelli di voi che non ne sono a conoscenza, è necessario che vi spieghi che uno degli scopi più importanti delle sue opere è il miglioramento della coscienza collettiva fra gli esseri umani, grazie all’estratto di un’orchidea riportata dalle Indie da Marco Polo. Pensavamo che si trattasse di un piano fallito,dato che gli avvenimenti di Sovogda di alcuni anni fa avevano dimostrato che il suo uso produceva solamente disastri. Tuttavia, in seguito a informazioni riservate, recentemente ci siamo convinti che, in qualche modo, il suo piano per il controllo degli istinti umani tramite l’estratto dell’orchidea fosse volutamente incompleto. Sembra che la sostanza alla quale il signor Sark è stato esposto, la Chioma di Berenice, sia coinvolta in questo processo,non sappiamo come o perché. L’agente Flinkman ha terminato una ricerca su questo argomento che ha portato a delle conclusioni interessanti. Marshall, esponi le tue riflessioni” concluse.
“Ehm.. sapete quando state giocando a Tetris, e un pezzo che scende dall’alto -cioè,non è che scenda veramente,ma…avete capito- si incastra solo se lo girate?” iniziò il genio,scrutando i volti non molto convinti dei presenti “Bene, abbiamo fatto (io e Carrie) una cosa del genere, abbiamo riprodotto in 3-D la molecola base della Chioma di Berenice e poi quella dell’estratto di orchidea che il signor Sloane aveva usato anni fa, le abbiamo girate –cioè,non veramente, abbiamo usato le loro forme levogire -insomma, combaciano. Formano un legame stabilissimo,anche se per ora non sappiamo a cosa serva la molecola ottenuta…”
countdown-159.jpg“Avete provato a sintetizzarla?” chiese gentilmente Beth.
“No, signorina Luciani, ehm,Beth? A proposito, ma è vero che al DSR custodite una navicella aliena? Perché si dicono tante cose… “gli rispose l’agente Flinkman.
“Marshall, lasciamo gli alieni a dopo” lo interruppe Weiss con un sospiro profondo “Spiegaci in pratica come facciamo a capire a cosa serve tutto questo”
“Certo, Eric.. allora non la abbiamo sintetizzata perché ci manca un elemento chiave.. dobbiamo analizzare il sangue del signor Sark…” concluse Marshall .
“Oh, facile chiederglielo, ora che si trova probabilmente in una struttura della Seconda Convenzione” commentò sarcastico Weiss.
“Ehm, Eric, qui entra in gioco il mio genio… Quando abbiamo curato il signor Sark, ho conservato un campione del suo sangue. Pensavo che sarebbe stato beh… interessante da studiare”.
“ L’analisi durerà alcune ore. Nel frattempo, Rachel e Weiss, voi due lavorerete con l’agente Luciani sugli sviluppi del caso Rambaldi: i possibili bersagli di una strategia impostata su queste basi, le aziende che avrebbero potuto fornire materiale utile, i movimenti di merce sospetta. . Mi aspetto un rapporto preliminare per stasera.” chiosò Dixon. “E’ tutto”.
c93_cont_alias.jpgMentre stavano uscendo dalla sala riunioni, Rachel tese una mano alla nuova collega,sorridendole “Ciao,il mio nome è Rachel Gibson. Sono certa che ti ambienterai bene fra noi”
“Molto piacere, Rachel. Chiamami Beth.” le ripose l’agente del DSR.
“Ehilà! Mi stavate dimenticando?” intervenne Weiss ,con un sorriso stampato sulle labbra.
“Certo che no” commentò Rachel “Beth, lui è Eric Weiss. Lavora qui da due volte il tempo che ci lavoro io”.
“Molto piacere” si presentò Weiss, tendendo la mano a Beth e stringendogliela saldamente. “Se hai bisogno di aiuto per qualsiasi motivo,se ti senti disorientata,rivolgiti pure a me”
“Ma certo” rispose Beth. “Bene,cominciamo.”
Weiss annuì,con un sorriso soddisfatto sulle labbra.
greg_sd122048_150×200.jpg
Il signor Sark a cui accennava il vostro tecnico è il terrorista internazionale Julian Lazarey Sark,non è vero?” chiese Beth,leggermente preoccupata.
Rachel si rabbuiò “Proprio lui. Lo avevamo in custodia e lo utilizzavamo per le nostre missioni”continuò con un sospiro “ma purtroppo ce lo siamo fatti scappare”.
amyjo1.jpg Beth le scoccò un’occhiata dubbiosa. La reazione della sua nuova collega sembrava troppo personale.
“Ehi, ma perché parliamo solo dei nostri fallimenti? “ chiese Weiss, cercando di alleggerire l’atmosfera. “La nostra nuova collega vorrà certamente un aggiornamento sulle nuove scoperte su Rambaldi. E prima, perché non ci prendiamo un bel caffé?”
“Ma certo,un ottima idea” rispose Beth, ritornando a sorridere e lanciando a Rachel uno sguardo comprensivo.
CASA VAUGHN

Sydney stava ripulendo la cucina: Vaughn era uscito per andare al lavoro, e lei si sentiva inutile. Aveva perso Sark e ora non poteva nemmeno rimediare al suo errore. Dixon era stato chiaro: non doveva farsi vedere in agenzia per un po’ dopo l’ultima missione.
“Renée è viva” sussurrò senza accorgersene.
5-caps-152.jpg
“Chi è Renée, mamma?” chiese Isabelle seduta sul pavimento della cucina intenta a giocare con il fratello.
“Nessuno, tesoro, solo una persona che pensavo di conoscere” disse Syd sorridendole.
“E non è così?” chiese perplessa la piccola.
“Già” disse Syd “Posso parlarti di una cosa?” chiese poi alla figlia, cercando di cambiare argomento.In quel momento il campanello della porta suonò. Sydney guardò dalla finestra, per capire di chi si trattasse, ma si rilassò riconoscendo il postino.
“Vado io, vado io, vado io” urlò, correndo verso la porta, la bambina. Ritornando tutta felice con una busta in mano le disse“è per te”.
“Grazie” disse perplessa, aprendo la busta.
“Cos’è?” chiese la piccola curiosa.
“Solo lavoro” rispose Syd distratta, sedendosi sul divano mentre esaminava il contenuto della lettera che aveva ricevuto.

«Ciao Sydney.
So che odi quando ti faccio i complimenti,
ma sei stata brava in Alaska.Il tempo è arrivato….Decodifica le informazioni dal sito [che ti metto a piè di pagina] e trova .. la verità! Mamma www.lvrt.com»

Syd continuava ad osservare quella lettera, scioccata. Non poteva essere vero…sua madre la aveva contatta per passarle delle informazioni! Un brivido le attraversò il corpo. Cosa doveva fare?
“Mamma?” una voce la riportò alla realtà.
“Mamma” ripeté Sydney, senza accorgersene, leccandosi le labbra.
5×11-150.jpg
“Tutto bene?” le chiese Isabelle preoccupata.
“Si, si… tutto ok, devo fare una ricerca per il lavoro. Dai un occhio a Jack, faccio presto”. Mentre le diceva queste parole decise di usare le informazioni che aveva ricevuto. Per quanto assurdo potesse essere, sua madre, una donna che lei aveva creduta morta per molto tempo,che l’aveva tradita in ogni modo possibile, era l’unico mezzo per riuscire a capire qualcosa di quello che la circondava.
“Certo” rispose la bambina,più tranquilla.
Scuotendo la testa, Syd accese il computer e entrò nel sito che sua madre le aveva mandato .La pagina era piena di numeri e lettere sparse a caso. “Criptata , ma è ovvio niente è facile con mammina” sussurrò. Cominciò a battere sulla tastiera cercando un modo per decodificarla: era più complicato del previsto. Dovevano essere informazioni importanti vista la cura con cui sua madre le aveva nascoste .
5×17-001.jpg Isabelle, senza che Syd se ne accorgesse, la osservava incuriosita dalla cucina.

Vide il viso di sua madre riempirsi prima di soddisfazione, poi un misto di sorpresa e preoccupazione. Dopo pochi secondi la vide afferrare il telefono e comporre un numero.
“Penso di sapere dov’è Renée, ti aspetto a casa.” disse. Dopo di che chiuse la conversazione e compose un altro numero.
“Ciao, domani sei libera? Avremmo bisogno che tu venga, dobbiamo partire urgentemente per lavoro, staremo via solo un giorno… Perfetto allora domani alla solita ora” concluse Syd.
“Ve ne andate ancora?” chiese triste Isabelle.
“Si ma solo per un giorno, e ti prometto che presto tutto questo finirà e torneremo a vivere una vita normale, come quella di prima” le rispose sua madre abbracciandola.
“Di cosa mi volevi parlare prima?” chiese sua figlia,seria.
Syd rimase un momento spiazzata ,poi ricordò “Nulla di importante, ne parleremo al mio ritorno.”le rispose.
“NO” disse Isabelle a voce tanto alta da spaventare Jack che cominciò a piangere.
5×17-739.jpg Syd si alzò e prese Jack tra le braccia e poi dopo averlo calmato si rivolse alla figlia “Si può sapere perché hai urlato così?” le domandò in tono serio.
“Perché voglio che tu mi parli, non parliamo più ormai, prima parlavamo tanto, perché non lo fai più?” le rispose la bambina, triste.
5×17-135.jpg“Perdonami tesoro, è solo che ultimamente ho lavorato tanto” le disse, con un tono più dolce Syd “Ok, parliamo della cosa di prima”.
“Sono pronta” disse Isabelle soddisfatta sedendosi sul divano.
“Ti ricordi il giorno che zio Dixon è venuto a trovarci?”
“Certo è stato da quel momento che tu e papà siete diventati strani” rispose triste la bambina.
“Già, aveva bisogno di aiuto per un lavoro” disse sorridendo Syd, notando che in quei pochi mesi sua figlia era davvero maturata. “Dopo che se ne è andato” riprese “ ho controllato nella tua stanza e tu ovviamente non avevi ancora sistemato i giochi come ti avevo detto” la rimproverò bonariamente, facendola sorridere “ho notato anche che sul tuo letto c’era un mio vecchio gioco, un puzzle di legno, te lo ricordi?”
5×17-730.jpg “Ah, si…. ma dove è finito? Non l’ho più visto…” chiese Isabelle, ma senza aspettare la risposta continuò “comunque non importa ci ho messo trenta secondi a farlo, era una cosa da bambini piccoli, lo avrei lasciato a Jack” dichiarò, fiera di se stessa.

Syd spalancò gli occhi, non era stata addestrata eppure aveva composto il puzzle senza alcun problema.

FLASHBACK

“Non hai mai pensato al vero motivo per cui tua figlia dovrebbe essere in pericolo? Quel manufatto era una sorta di completamento della profezia della pagina 47”.

PRESENTE

5×17-130.jpg“Uno ancora più grande ne riceverà il compenso” disse a voce alta, ma scosse la testa non poteva essere, aprì gli occhi e vide la bambina che la guardava perplessa.
“Che compenso?” le chiese Isabelle.
“Niente tesoro, stavo solo pensando a voce alta”le rispose e continuò “cosa hai provato quando hai costruito il puzzle?”
“Una sensazione di..” la bambina chiuse gli occhi per pensare alla parola “non so descriverla bene, come se potessi fare qualunque cosa” concluse sorridendo fiera alla madre.
Già” disse Syd,che conosceva molto bene quella sensazione “allora domani io e papà partiamo torniamo in serata quindi voglio che tu mi prometta di comportarti bene con la babysitter” concluse alleggerendo la conversazione.
“Agli ordini” disse scherzando la bimba alzandosi in piedi e facendo il saluto militare.
“Ti voglio bene, tesoro.” le disse abbracciandola.
“Anch’io, mamma.”le rispose Isabelle, abbracciandola a sua volta e stando attenta a non schiacciare troppo il fratellino che dormiva in braccio a Syd.

LOS ANGELES –SEDE DELLA CIA-SEZIONE APO

Rachel, Weiss e la nuova agente parlavano e sorridevano, camminando per i corridoi della sezione.
Mentre si avvivano verso la macchinetta del caffé,Beth commentò: “Da come parla il vostro direttore sembra che la vostra squadra sia nata anni fa, ma le strutture qui sono nuovissime. Vi siete trasferiti da poco qui?”
amy_jo_johnson.jpg
“Non da moltissimo, in effetti. La vecchia sezione è andata distrutta in un attentato terroristico,anni fa” commentò Weiss, mentre lo sguardo di Rachel si rabbuiò al pensiero dell’attacco e della morte di Tom. Accorgendosi della gaffe, Weiss preferì non approfondire questo aspetto e continuò: “Quando il vice-direttore Dixon ha deciso di rifondare la sezione, Langley ci ha assegnato questo spazio all’interno della sede centrale della CIA. Ma per tutti rimaniamo ancora la sezione APO”.
Beth annuì,preferendo non insistere sull’argomento, dato che aveva notato anche lei l’improvvisa tristezza della collega.

CONVENTO IN FRANCIA

Era già notte fonda quando Sidney e Michael arrivarono nel luogo che Irina aveva loro indicato grazie ad una mappa criptata inserita nel sito internet. Ma non potevano aspettare:
volevano delle risposte,e le volevano subito.
Syd, dopo uno sguardo di intesa col marito, si avvicinò all’enorme portone di ingresso del convento e bussò con forza per tre volte:quello era il segnale per farsi riconoscere da chi li stava aspettando.
salvation-253.jpgI due sentirono dei passi avvicinarsi rapidamente verso di loro. Videro la piccola grata della porta aprirsi…tutto quello che riuscivano a scorgere dalla fessura erano i lineamenti di un volto femminile, nella penombra, illuminato solo da un leggero bagliore che proveniva dall’interno del grosso edificio.
La donna cominciò a parlare “Et quid amabo nisi quod rerum enigma est?” (E che cosa amerò se non l’enigma delle cose?).
Quella era la parola d’ordine che i due coniugi stavano attendendo…Sidney rispose prontamente “Omnia tempus habent” (ogni cosa richiede tempo).
A quel punto, come se avesse pronunciato un magico “apriti sesamo”, l’enorme portone del convento si aprì cigolando fragorosamente. Adesso Syd e Michael potevano vedere per intero la donna che era al di là del portone. Una suora, sulla sessantina, dall’aspetto austero e stanco, stava di fronte a loro, tenendo in mano una candela accesa.
sisteract852.jpg
“Nous étions en train de vous attendre (Vi stavamo aspettando)” sentenziò senza dare troppa confidenza ai due nuovi arrivati “Suivez-moi, je vous mènerai d’elle (Seguitemi, vi condurrò da lei…)” Senza aggiungere altro cominciò a camminare in direzione di un corridoio buio ed angusto. La donna si fermò solo dopo essere arrivata di fronte ad una piccola porta. Fece cenno di aspettare ai suoi ospiti, poi bussò. Una voce femminile rispose dall’interno “Entrez, je vous en prie, Mère Rolande (Entrate pure Madre Rolande)”. A questo invito la monaca aprì la porta, fermandosi sull’ingesso della stanza, sussurrando verso l’interno “Il y a des visites pour toi (Ci sono visite per te)”.
“ Faites-les passer(Li faccia pure passare.)” rispose la voce dall’interno “et…merci beaucoup, Mère Rolande (e….grazie di tutto Madre Roland)”.
La monaca indicò a Syd e Michael la stanza facendo loro cenno di entrare, poi si allontanò nella direzione da cui erano venuti.
Nella stanza li attendeva una donna, vestita anche lei da suora, seduta su una enorme poltrona, girata di spalle. Nonostante tutti gli anni passati, non appena lei si voltò Michael non fece difficoltà a riconoscerla. “Renèe!”. La donna si alzò andando incontro all’uomo, gettandogli le braccia al collo, per poi stringerlo in un abbraccio, subito contraccambiato. “Mi sei mancato Michael..”
“Ti credevo morta Renèe”
“Anche io credevo che tu fossi morto,per mano dei sicari del Prophet Five eppure sei qua, sei vivo! Come vedi le cose non sono mai come appaiono!”
“Lo vedo benissim:guardati,sei vestita da suora.Non vorrai dirmi che…”
“No…non ho preso i voti se è questo che intendi…questo è un travestimento…per nascondermi meglio”disse sorridendo la francese.
p4751.jpgPoi si girò verso Syd, guardandola come se non l’avesse notata prima “Tu devi essere Sidney! Sei esattamente come Michael ti ha sempre descritta”. Il volto di Syd cambiò di un tratto espressione…dal momento che aveva scoperto che Renèe era stata clonata un dubbio le si era fatto strada nella mente…e le parole della francese non facevano che confermarglielo….”No, non abbiamo mai avuto il piacere di conoscerci prima” disse la francese come se fossa stata capace di leggere nel pensiero di Sidney. “La donna che hai incontrato anni fa non ero io…sono stata clonata prima che tu venissi a cercarmi”
“Perché Irina avrebbe dovuto clonarti? Tu eri d’accordo con lei? E dove sei stata tutto questo tempo?” La interruppe Vaughn ansioso di trovare delle risposte alle sue mille domande.
“Come ho detto le cose non sono mai come appaiono” rispose Renèe…non è stata Irina a clonarmi…chi è dietro a tutto questo ha tentato di depistarvi…e come vedo ci è riuscito…”
“E chi ci sarebbe dietro tutto questo?” proruppe Syd.
“Calma, calma! Avrete le vostre risposte” sentenziò Reneè “ma…vi conviene sedervi. Credo che ci vorrà del tempo…abbiamo molte cose da dirci…”.

LOS ANGELES –SEDE DELLA CIA-SEZIONE APO- PIU’ TARDI

Rachel e Beth stavano lavorando ad un progetto di collegamento fra le varie pagine di Rambaldi,per verificare eventuali messaggi nascosti.
Weiss era seduto ad un altro tavolo,e di tanto in tanto alzava gli occhi dalle carte su cui stava lavorando e lanciava uno sguardo soddisfatto o un sorriso alla collega, che rispondeva sorridendogli divertita.
Dopo qualche minuto, Beth si accorse che la sua collega era decisamente sovrappensiero.
Spostò leggermente la sua sedia in modo da poterle parlare più facilmente, si schiarì la voce e le chiese con estrema gentilezza “Tutto bene,Rachel?”
mini_amy-jo_johnson_1.jpg
Scuotendosi, come se la domanda della collega la riportasse nel mondo reale,Rachel le sorrise e le rispose “Certo,scusami,stavo solamente cercando di concentrarmi”.
Con un sorriso comprensivo, Beth le domandò “Forse la tua difficoltà a concentrarti dipende da un attaccamento personale al caso?”
La sua collega la scrutò per un attimo,poi si convinse a parlarle. “Non è nulla di significativo.. mi stavo semplicemente come ho potuto essere,cioè come abbiamo potuto essere “si corresse mordendosi le labbra “così ingenui da non capire che Sark ci avrebbe tradito di nuovo,e non riuscire a evitarlo. Come abbiamo potuto permetterlo?”
5×08-107.jpg“Ti capisco,Rachel…” le rispose l’agente del DSR “anche io ero nella tua stessa situazione,tempo fa. Una persona di cui mi fidavo mi aveva dimostrato di essere esattamente l’opposto di come la avevo sempre immaginata. Mi sentivo impotente e stupida,come se non fossi in grado di completare il mio lavoro. Avrei voluto che i miei sentimenti non avessero interferito con quello che stavo facendo per il mio paese…ma studiando Rambaldi ho capito una cosa: ci sono degli eventi inevitabili,non possiamo controllare tutto con le nostre scelte…a volte è semplicemente il destino che ci guida…”
A queste parole Rachel annuì “Il destino o anche le nostre emozioni…” sussurrò tra se,mentre Beth le rivolgeva un nuovo sorriso,esortandola a continuare.
amy2.jpg
Rachel inspirò.“Sai,anche io una volta mi sono lasciata coinvolgere sentimentalmente da una persona che non lo meritava ” inspirando nuovamente aggiunse “E ora e mi sento in colpa.”
Beth le appoggiò una mano sulla spalla.
“Non serve, Rachel. Il senso di colpa non risolve nulla. L’unico modo in cui puoi ritrovare la stima in te stessa è completare il tuo lavoro. E sono sicura che ci riusciremo,insieme”.
“Grazie” le rispose la collega con un sorriso.

UFFICIO DI DIXON

reunion-702.jpg“ e queste sono le coordinate che cercavi” concluse nel suo messaggio via internet il direttore, appoggiando la testa sulle mani strette a pugno mentre osservava lo schermo,in attesa di una risposta.
Dopo un attimo una frase si mostrò ai suoi occhi “Perfetto. Mi terrò in contatto”.
La schermata che racchiudeva la conversazione si chiuse, e Dixon si concesse un sospiro di sollievo.
Si alzò dalla sedia dietro alla scrivania e osservò a lungo attraverso la vetrata i suoi agenti al lavoro nella stanza vicina. Il suo sguardo era indecifrabile.
CONVENTO IN FRANCIA

Dopo aver fatto accomodare i due ospiti, Renèe cominciò il suo racconto “Mentre indagavo sulla morte di mio padre” Subito si interruppe per un attimo, come se dei ricordi dolorosi affiorassero alla mente, riprendendo il discorso poco dopo “Mentre indagavo sulla morte di mio padre qualcuno mi ha rapita. Non sapevo dove fossi, ne tanto meno perché fossi stata rapita.Sono stata tenuta segregata in una cella buia e umida per così tanto tempo che credo di aver perso il conto dei giorni, dei mesi.”
“Mi dispiace così tanto Renèe.Come ho fatto ad essere così cieco? Avrei dovuto capire che la donna che collaborava con me non eri più tu.” sospirò Michael.
reunion-685.jpg
“Non devi sentirti in colpa” continuò la francese, intuendo i sentimenti dell’amico “Il clone era stato creato proprio per depistare chi mi stava accanto, per impedire che qualcuno mi cercasse: doveva comportarsi come me, agire come me. Era stato “creato” per non destare il minimo sospetto”
“Ma nel cadavere del clone è stata ritrovata la metà del chip che tuo padre e il padre di Vaughn avevano impiantato addosso a voi due perché nessuno lo trovasse: come è possibile?” chiese Syd.
“Niente di più semplice: lo hanno tolto da me per impiantarlo nel clone. Penso addirittura che abbia subito un delicato intervento al cervello in modo che fosse convinto di essere realmente me. Chi mi aveva rapita voleva rendere la cosa il più credibile possibile”.
“Lo stesso procedimento che hanno usato per “Arvin Clone” ” pensò a voce alta Syd.
5×14-104.jpg“Credo proprio di si” rispose Renèe “Durante la prigionia mi sono stati fatti un sacco di test e di esami anche se, sul momento non riuscivo a capire perché e nessuno sembrava volermi dare una spiegazione. E anche la mandataria del mio sequestro mi ha tenuta sempre all’oscuro di tutto.”
“Mandataria?” la interruppe esclamando Syd “quindi vuol dire che si tratta di una donna?”
“Si, e non una qualsiasi” spiegò Renèe “ una donna che tu conosci molto bene Sidney..sono stata rapita nello stesso periodo di tua madre,e come lei sono stata clonata da Yelena: c’era lei dietro tutto questo Syd,era lei che aveva architettato tutto!” Vaughn e Syd furono sconvolti nel sentire pronunciare un nome che mai avrebbero pensato di udire nuovamente. “Ancora lei. Perché non ci abbiamo pensato prima?” si interrogò Syd , quasi urlando.
image204.jpg
“Ogni tanto Yelena entrava nella mia cella.Mi guardava in modo strano, come se cercasse qualcosa da me. Continuava a ripetermi di tenermi pronta, che il mio momento stava per arrivare e che il mio destino stava per compiersi. Ho scoperto solo molto dopo cosa intendeva con quelle parole, e a cosa erano serviti tutti quei test su di me, oltre ovviamente a studiare il mio patrimonio genetico per duplicarmi. Anche dopo la morte di Yelena mi hanno continuato a tenere prigioniera. Lei era solo il boss del gruppo. Altri l’avevano sostituita al comando dopo la sua dipartita ma l’organizzazione che aveva creato era ormai così potente che sembrava che nessuno potesse fermarla, nemmeno la morte del proprio leader.” “La sua organizzazione? A cosa ti riferisci Reneè?” la incalzò Michael.
“Il prophet Five, Michel” Rispose la francese “ E’ stata Yelena a ricreare questa organizzazione”.
“C’era Yelena dietro il prophet five? Non ne abbiamo mai saputo niente” disse sorpresa Syd. “La cosa non mi sorprende” affermo Reneè “quando la CIA ha scoperto che questa organizzazione era stata ricreata, Yelena era già morta, e altri avevano preso il suo posto.”
“Ma se ti hanno tenuta prigioniera anche dopo la morte di Yelena, come hai fatto a fuggire?” chiese Michael. nightingale-061.jpg
“Qualcuno mi ha liberato” Renèe si interruppe per un istante, voltandosi verso Sidney, per guardarla direttamente negli occhi “ E’ stata tua madre a liberarmi qualche mese dopo:aveva saputo che Yelena teneva prigioniera pure me ed è tornata indietro.E’ sempre stata lei a farmi fuggire e a nascondermi in questo monastero.” Si poteva leggere nel viso di Syd quanto fosse sconvolta:non solo sua madre non aveva clonato Renèe,ma era stata proprio lei a liberarla.

Renèe continuò il suo racconto “Ed è stata sempre lei a rivelarmi perché fossi stata rapita.Yelena era convinta che io fossi legata in qualche modo a Rambaldi.”
“Rambaldi!!” a sentire questo nome Syd proruppe in un grido “la cosa non mi stupisce affatto,ed ora si spiega perché qualcuno si è fatto clonare per sostituirsi a te! La “fede” di quella gente fanatica non ha limite! Basta pensare che qualcuno si è fatto uccidere da mio padre al posto di mia madre pur di portare a termine il “disegno” di Rambaldi!!”
“Esattamente” continuò la francese “dopo il “Diluvio” gli unici a sopravvivere sarebbe dovuti essere gli eletti della stirpe di Rambaldi.Una volta compiuto questo massacro, il quinto profeta avrebbe dovuto guidarli verso la nuova era.” si interruppe per un attimo “e Yelena credeva che il quinto profeta fossi io,ma si sbagliava: infatti tutti i suoi tentativi di risvegliare qualcosa di “profondo” in me sono falliti.Che peccato, non è vero?” concluse ironica.
“Perché Yelena pensava che fossi tu la prescelta per guidare la nuova stirpe di Rambaldi?” la interrogò Vaughn.
dead-drop-066.jpg
“Non lo so” tagliò corto Reneè, cercando di cambiare argomento, come se non volesse rispondere a questa domanda “Ci sono cose molto più importanti che tu devi sapere adesso.Io e Irina abbiamo parlato anche di te Michael dopo la mia fuga.”
“Durante la missione a Sovogda Irina mi aveva fatto capire che era a conoscenza delle nostre ricerche sul Prophet Five:ora mi spiego come faceva a sapere.” proruppe Vaughn.
La donna francese sorrise, poi continuò nelle sue rivelazioni “Michael, poco prima di essere rapita da Yelena, Irina aveva scoperto alcune cose su di te,cose molto importanti”.
“I volti dei due coniugi si fecero scuri, come se intuissero che un nuovo uragano si stava per abbattere sulle loro vite. Renèe si alzò dalla sua poltrona dirigendosi lentamente verso una delle pareti della stanza. Solo a quel punto Syd e Michael notarono il vecchio arazzo che si trovava sulla parete, un arazzo risalente con buona probabilità alla fine del quindicesimo secolo.
250px-isabella_di_aragona_as_mona_lisa.jpg
La voce di Renèe si fece seria “La donna raffigurata in questo arazzo è Isabella D’Aragona, duchessa di Milano e di Bari, educata proprio in questo collegio. Ebbe l’occasione di conoscere, durante un suo soggiorno a Roma, proprio Rambaldi. Rimase a tal punto affascinata da lui da diventare una delle sue prime adepte. A quanto pare neanche lei era indifferente al suo mentore, e, nonostante tra i due corressero quasi 30 anni di differenza, intrecciarono una relazione. Quando il padre di Isabella scoprì che la figlia era incinta decise di farla partorire in segreto, in modo da nascondere per sempre l’esistenza del bambino e della relazione della figlia. Isabella diede alla luce una bambina, Angelica, che fu subito affidata alle cure delle suore di questo convento, mentre lei fu costretta dal padre a trasferirsi a Milano e a sposare il duca Gian Galeazzo Sforza.”
A questo punto Michael la interruppe “Bella storia Renèe,ma cosa c’entra tutto questo con me?”
“C’entra più di quanto tu possa lontanamente immaginare Michael” rispose sibillina la donna “questo monastero custodisce da secoli uno dei più grandi segreti di Rambaldi.” Così dicendo stappò dal muro l’arazzo di Isabella, mostrando ciò che vi era nascosto sotto. Syd e Michael notarono subito, in alto sulla parete, un cerchio con le parentesi arcuate ai lati, e, subito sotto, un nome scritto a caratteri d’oro: Milo Rambaldi. Più in basso il nome Angelica, seguito a sua volta dai suoi discendenti.
“E’ l’albero genealogico di Rambaldi” esclamò sconvolta Syd.
nocturne-pre10.jpg“Esatto Syd” rispose la francese “le suore di questo convento lo hanno sempre tenuto opportunamente aggiornato,ma….Michael,fossi in te io guarderei l’ultimo nome della lista.”
Sidney e Michael abbassarono lo sguardo verso il fondo della parete. Il cuore di Syd batteva forte come se si aspettasse quello che stava per leggere:chiuse per un secondo gli occhi, ispirò profondamente e lesse:Andrè Michaux.
Ecco l’ultimo nome della lista, ecco l’ultimo discendente di Rambaldi.
La prima reazione di Michael fu di incredulità. “E’ impossibile. Io non ci credo.Non posso credere a una cosa del genere”. Era come se il mondo gli fosse crollato addosso.
nocturne-pre13.jpg
“Non puoi crederci…o non vuoi crederci?” sentenziò Renèe “Quale motivo avrei di mentirti,se non sbaglio anni fa la CIA aveva trovato una scatola contenente il DNA di Milo Rambaldi:se vuoi una conferma basta che confronti quel DNA col tuo e vedrai che ti dico la verità”.
Syd era rimasta in silenzio, devastata da questa rivelazione “Rambaldi…ancora Rambaldi…credo che non ci libereremo mai di lui!”.
“Lo credo anche io” ironizzò Renèe “dato che ne hai sposato l’erede! Ad ogni modo, perché adesso non tornate a casa, da vostra figlia? E’ anche per questo che Irina mi ha liberato,per aiutarvi a vegliare su Isabelle”.
“Che cosa vuoi dire?” chiese Syd con un filo di voce.
“Tua figlia è una bambina molto speciale Sidney” rispose la francese “credo che tu te ne sia accorta. In fondo in lei scorre il sangue di Rambaldi e della prescelta.Proprio come era scritto nella profezia della pagina 47. Non ti ricordi? La prima Convenzione ti aveva prelevato degli ovuli per unirli al DNA di Rambaldi al fine di avere l’erede dalla prescelta. Avevano sottovalutato la potenza della profezia di Rambaldi,in un modo o nell’altro essa era destinata ad avverarsi.Non si può sfuggire al proprio destino Sidney…”
repercussions-390.jpg “Io credo ancora nel libero arbitrio” rispose sconvolta Syd “E comunque nessuno toccherà mia figlia!”
“Non permetterò che le venga fatto del male!” La donna si voltò verso il marito:per quel giorno ne aveva avuto già abbastanza di verità e rivelazioni: l’unica cosa che desiderava in quel momento era tornare a casa e riabbracciare i suoi figli.

Michael capì immediatamente il desiderio della moglie “E’ ora per me e mia moglie di tornare a casa,Renèe.”
“E’ la cosa migliore” rispose la francese “e poi ho la sensazione che ci rivedremo molto presto”.
Syd e Michael salutarono Renèe e uscirono dalla stanza.
dead-drop-216.jpg Appena furono soli Syd domandò al marito “hai notato anche tu qualcosa di strano?Insomma ho l’impressione che Reneè ci abbia nascosto qualcosa:che non ci abbia detto proprio tutta la verità…”
“Renèe è una donna moooolto enigmatica!” cerco di minimizzare l’uomo “Su, andiamo al punto di recupero:non vedo l’ora di essere a casa dai nostri figli”.
Sidney sorrise al marito: il pensiero che presto avrebbe riabbracciato i suoi bambini le fece tornare il buon umore.
LUOGO SCONOSCIUTO

Julian Sark non amava il freddo:era evidente da come si soffiava sui polsi e si stringeva addosso la giacca di camoscio da mille dollari che si era comprato non appena aveva potuto prendere possesso di alcuni suoi conti segreti.
Al contrario, il suo compagno, Sorrentano,sembrava particolarmente a suo agio, e sorrideva sarcasticamente ai tentativi di ripararsi dal gelo del “collega”.
“Non sei mezzo russo? Se la genetica non sbaglia, dovresti sopportare il freddo meglio di me” lo apostrofò ,sempre sogghignando.
normal_cap038.jpg“Se tutto fosse una semplice questione di genetica, caro collega, tu dovresti avere il dono del canto, come i tuoi parenti, e invece hai al massimo il dono di fare cantare…gli altri” rispose il biondino, leggermente infastidito dalle arie beffarde dell’agente che doveva aiutarlo e controllarlo per ordine della Seconda Convenzione.
“Touchè” ammise Sorrentano, annuendo, divertito dall’esasperazione del suo “protetto”.
Proprio in quel momento il telefono cellulare di Sark si mise a squillare. Lo fece per tre volte: era il segnale convenuto di “via libera”.
blowback-228.jpg
“Procediamo” ordinò all’agente italo-americano, che ,annuendo, inserì il caricatore nella sua mitraglietta.
I due uscirono dall’angolo esposto al vento in cui si erano riparati e fecero irruzione in un edificio lì vicino.
Al centro della stanza, circondato da decine di documenti ingialliti c’era Arvin Sloane. Estremamente magro e dalla barba e i capelli scompigliati, era lo spettro di ciò che era stato un tempo, ma nel suo sguardo febbricitante scorreva ancora la sua incrollabile fede in Rambaldi, la sua unica residua forza vitale.
thedecent151.jpgImpressionato dalla vista del suo ex-capo in quelle condizioni, Julian Sark si schiarì la gola e si rivolse a Sloane con un tono di rispetto nella sua voce che usava solo nei confronti di chi temeva e ammirava:
“Signor Sloane, ci segua. Ora è sotto la nostra tutela, abbiamo bisogno del suo aiuto.”
Il vecchio lo guardava come se non capisse. Sbuffando leggermente, Sorrentano chiese al biondino “Sei sicuro che ci sarà di qualche utilità? A me sembra un vecchio pazzo”
Scrutando attentamente fra i documenti appoggiati sul tavolo, Sark scrollò la testa e gli rispose. “Oh, sì, ci sarà utile. Molto più di quanto immagini”, concluse, mentre un sorriso soddisfatto si faceva strada sul suo volto.

CASA VAUGHN

L’auto entrò piano nel vialetto di casa e si arrestò. Sydney ne scese lentamente, stiracchiandosi: era stato un viaggio faticoso. Si avvio verso il portone di casa, mentre Vaughn si attardava in macchina: la sua mente non riusciva a smettere di pensare a Reneé e alle sue sconcertanti rivelazioni . Lui era un discendente di Rambaldi: proprio lui da sempre scettico verso quel pazzo inventore.
5-caps-002.jpgSyd infilò la chiave e aprì la porta ,senza fretta. “Sono a casa” annunciò con voce sostenuta, aspettandosi di vedere Isabelle correrle incontro. Nessuno rispose.
Vaughn scese dall’auto, schiacciò il pulsante della chiusura centralizzata e si avviò verso casa: anche lui era stanco non vedeva l’ora di abbracciare i suoi bambini, farsi una doccia e dormire un po’.

INTERNO DELLA CASA

Syd avanzò verso il salotto, sentì uno scricchiolio sotto i suoi piedi e abbassò lo sguardo. La foto della sua famiglia era a terra e il vetro che la ricopriva era sparso in mille pezzi tutto intorno. Senti una morsa al petto, il cuore cominciò ad accelerare, la paura le impediva di respirare.
snap003687.jpg“Syd” chiamò Vaughn entrando in casa tranquillamente, vedendo sua moglie ferma immobile all’entrata del salotto.
“Syd” sentì rimbombare nella sua testa, ma non gli diede peso. Strinse i pugni lungo i fianchi e alzò lo sguardo. Una lacrima scese dai suoi occhi spalancati.
Vaughn la raggiunse e le mise una mano sulla spalla, sentì la sua rigidità e senza pensarci diresse lo sguardo oltre le sue spalle. “O mio Dio” sussurrò incredulo.
Il divano era scaraventato a terra, i cassetti aperti, libri e oggetti riversati sul pavimento. Il computer di Syd era a terra sul tappeto e una grossa macchia di sangue ricopriva il pavimento. La babysitter era a terra ancora legata alla sedia, tumefatta in viso.
Vaughn cercò di mantenere la calma e si avvicinò al corpo della donna, poggiando due dita sulla sua gola. Syd era impietrita.
“E’ morta” sentenziò suo marito, scuotendo la testa.
5-caps-183.jpg
“ISABELLEEEEEEEEEEE” Syd urlò il nome di sua figlia come svegliandosi da un letargo e corse nella sua stanza. Vuota. Bambole e altri giochi erano sparsi sul pavimento, il letto era disfatto come dopo un incubo: sua figlia si era difesa.
enemy-a131.jpg
Un pianto disperato riempì la casa, Syd guardò Vaughn che l’aveva raggiunta. “Jack” dissero insieme.
“Jack, Jack” continuava ad urlare Syd aprendo le porte delle sua casa con disperazione.
“Syd ,è qui” urlò suo marito. Si precipitò nel bagno, Vaughn aveva già il bambino in braccio e lo stringeva forte, cercando di calmarlo.
Sydney prese il bambino e lo strinse forte. Tra le braccia della madre il piccolo si calmò.
Dopo pochi secondi Sydney si volse verso il marito“Non la trovo, Vaughn, ho guardato ovunque” gli disse con uno sguardo disperato.
L’uomo scattò in piedi e cominciò a urlare il nome della figlia correndo da una stanza all’altra: la calma che aveva mantenuto fino a quel momento era sparita. Sydney lo seguì e si ritrovarono uno di fronte all’altro in mezzo al salotto. Si guardavano negli occhi, immobili: nessuno dei due riusciva a dire nulla. Jack si stringeva al collo di sua madre come se nulla fosse successo.
5-caps-147.jpg Dopo qualche secondo Syd si riscosse da quella specie di torpore che li aveva avvolti, afferrò il cellulare e compose un numero in automatico.

“Dixon” le rispose una voce secca.
“Hanno rapito Isabelle” disse d’un fiato Syd,con un tono incerto, come se ancora non riuscisse davvero a credere a quello che stava dicendo.

UN’ORA DOPO

Casa Vaughn era invasa da agenti CIA: gli uomini della sezione scientifica stavano minuziosamente cercando indizi sui rapitori, cercando impronte, analizzando i mobili rovesciati e scattando fotografie.
Syd e Vaughn erano seduti sulle scale di legno della loro veranda di fronte al mare: non riuscivano nemmeno a guardarsi. Dixon li raggiunse dopo pochi secondi.
5×11-057.jpg
“Dalle prime analisi sembra davvero un lavoro fatto da professionisti, niente impronte rilevanti o oggetti che possano identificare i rapitori, ma questo non significa che non li troveremo” disse loro cercando di dar forza ai due ragazzi.
“Sono stato uno stupido, non sarei mai dovuto ritornare alla CIA e tanto meno avrei dovuto interessarmi di nuovo di quel pazzo di Rambaldi” disse Vaughn, con rabbia, alzandosi e stringendo tra le mani il corrimano delle scalette della veranda.
“Vaughn, la troveremo” ripeté Dixon mettendogli una mano sulla spalla.
enemy-1151.jpg L’agente lo fissò, disperato. Mentre la scientifica lasciva la casa, i due continuarono a fissarsi l’un l’altro. “Devo andare, devo organizzare le ricerche, vi terrò informati su ogni novità” lo informò Dixon avviandosi verso la porta d’uscita.
“Si, grazie” rispose mestamente Vaughn, accompagnandolo.
Sydney invece rimase seduta sulle scale, con Jack in braccio, immobile,chiusa nel suo mondo.
“Isabelle…” sussurrò,
“La troveremo” esclamò una voce famigliare distogliendola dei suoi incubi.
“Papà.” rispose Syd senza muoversi.
FLASHBACK

Jack si era allontanato dal rifugio che condivideva con Sloane, non ne poteva più di stare fermo con le mani in mano mentre sua figlia si avvicinava sempre più alla verità, alla triste verità.
“Che fai, lasci il bambino solo? Non è così che fa una brava babysitter” disse una voce dietro di lui.
Il suo passo si bloccò, quella voce, così famigliare, l’avrebbe riconosciuta fra mille.
“Irina” disse senza nemmeno voltarsi a guardare la sua interlocutrice.
Ciao Jack” sussurrò la donna guardando negli occhi l’uomo che nel frattempo si era voltato.
Jack non rispose, la guardava solamente, avrebbe dovuto odiarla, ma il primo pensiero che gli sfiorò la mente fu “bellissima, nonostante gli anni riesce ancora a togliermi il respiro”. Scacciò quel pensiero e il suo viso si indurì.
“Hai un bel coraggio.” disse rabbioso “che diavolo vuoi?”
5×11-430.jpg“Devo dire che hai mantenuto il tuo bel caratterino nonostante” aggiunse, dopo un secondo di pausa “la morte”.
“Sono felice che tu sia vivo” concluse sorridendo.
“Non posso dire lo stesso di te, ma non devo sorprendermi, nessuno trattiene Irina Derevko a lungo, nemmeno l’inferno” concluse sarcastico.
“Secondo me mi sopravvaluti” disse sarcastica mentre si avvicinava ad una panchina a pochi passi da loro “Devo parlarti” concluse sedendosi e incrociando le gambe fasciate dai suoi soliti pantaloni di pelle nera.
“Non ho nulla da dirti” le rispose Jack senza muoversi.
“Ma io si” riprese Irina.“E’ giunto il tempo che tu sappia la verità”
“La verità richiede tempo, il tuo motto preferito per giustificare tutte le tue malefatte” disse sempre più sarcastico “ ma ormai non attacca più, sta diventando solo ripetitivo e noioso mia cara”
“L’ultimo atto della profezia di Rambaldi è arrivato Jack” disse senza dare peso alla frase del marito “è ora che tu sappia alcune cose per poter aiutare Syd e..” dopo una pausa “nostra nipote”.
Jack si sedette senza forze di fianco alla moglie.
“Nostra nipote” sussurrò Irina “credevo non te ne importasse nulla, come non ti è mai importato nulla di me e di Syd”

“L’ho fatta nascere io Jack, lei è parte di me, come lo è anche Syd” e continuando a guardare nel vuoto “e anche tu” concluse voltandosi per guardarlo in faccia.
Jack perse la sua aria sarcastica e il suo viso si incupì.

“So che non mi credi, ma ora non è questo che conta” tagliò corto e continuò “tempo fa ho incontrato Isabelle sai?”.
Jack continuava a non parlare “E’ diventata grande” disse poi all’improvviso addolcendo il suo sguardo e il suo tono di voce.

“E’ speciale .. come sua madre” continuò con tono preoccupato Jack.
5×11-120.jpg
“Si, speciale, ma non come sua madre” guardò negli occhi il padre di sua figlia e continuò “Isabelle è diversa Jack, lei è il fine ultimo di Rambaldi” concluse seria
“Perché ne sei così sicura?” rispose Jack, un po’ sorpreso da quella rivelazione.
“Perché ho analizzato il suo sangue.. nelle sue vene scorre la discendenza di Rambaldi” lo informò Irina, mentre metteva nelle sue mani il fascicolo su Isabelle “la convenzione non sa nulla di queste mie ricerche… ma dobbiamo affrettarci, non ci metteranno molto a capire che nostra nipote è necessaria per i loro piani.”
“Cosa devo fare?” chiese Jack, sempre più preoccupato.
5×11-097.jpg“Devi dire a Sydney di indagare Reneè Rienne”
“Reneé Rienne” ripeté incredulo “forse ti sei persa un passaggio, ma la ragazza in questione è morta.”
“Io non perdo mai passaggi Jack, dovresti saperlo” disse alzandosi di scatto per andarsene ma una mano afferrò la sua trattenendola.
Si guardarono in silenzio per alcuni secondi e poi il silenzio si ruppe.
“Perché?” disse Jack continuando a stringerle la mano.
Irina guardava suo marito, quella domanda poteva avere tante interpretazioni, ma quello era il tempo per una soltanto:
“Perché lei è la chiave”
Jack lasciò la sua mano.
“Credevo lavorassi per la seconda Convenzione… No, è vero, tu lavori sempre e solo per te stessa, giusto?”

Irina lo guardò e sorrise ma non proferì parola.
“Come hai fatto a sapere di me?” continuò Jack
“Dopo che ho liberato Sloane, ho capito molte cose sull’immortalità di Rambaldi, quindi se lui non era morto non dovevi esserlo nemmeno tu, dovevo solo trovarti” gli rispose Irina risedendosi “e qual era l’esca migliore?” continuò sorridendo.
devil_set19.jpg
“Sloane..” concluse Jack.
“Esatto, l’ho lasciato incustodito apposta su quella macchina, se tu eri vivo avresti ripreso il tuo caro vecchio amico e io avrei ritrovato te”
“Perché ti sei fatta viva solo ora?”
“Perché la ver….” si interruppe, vedendo lo sguardo torvo di Jack “ perché era giunto il momento” aggiunse sorridendo. “non dire a Sloane che vi ho trovato, per il momento e sopratutto non dirgli nulla di Isabelle, non mi fido ancora di lui, ho commesso questo errore una volta e l’ho pagato con la morte di mia figlia” si rialzò e senza voltarsi aggiunse “ ti contatto tramite la solita email” poi girandosi e sorridendo di nuovo “questa volta risponderò”.
devil_set20.jpg
Si infilò il casco e sparì sulla sua moto.
“Reneè Rienne” ripeté Jack a voce bassa, poi si alzò e riprese il cammino verso il luogo che l’avrebbe ricondotto a sua figlia.

DAVANTI A CASA VAUGHN

Jack rispose al laconico saluto di Sydney con un cenno del capo.
5-caps-530.jpgSi avvicinò alla figlia e si sedette davanti a lei.
5×11-088.jpg Senza parlare le strinse la mano. Solo allora sua figlia scoppiò in lacrime e si appoggiò alla sua spalla.

Jack continuò a tenere la mano della sua Sydney fra le sue, come faceva molti anni prima, quando la sua bambina si svegliava di notte, piangendo e chiamando sua madre.
Lo sguardo risoluto sul suo volto non lasciava dubbi: chiunque fosse il responsabile di queste nuove sofferenze avrebbe pagato. E sarebbe stato un conto molto salato.

LOS ANGELES –UFFICI DELLA CIA-SEZIONE APO-UFFICIO DI MARCUS DIXON

Lo schermo del computer portatile di Dixon era acceso,nonostante fosse notte fonda, e una figura stava scrutando attentamente dei documenti .
D’improvviso la figura si alzò in piedi, prese qualcosa da una tasca e lo portò all’orecchio: si trattava di un telefono cellulare. Con voce soffocata, la figura annunciò “Talpa.”
Dall’apparecchio giunse il suono di una voce di donna anziana. “Talpa, qui Madre Terra. Il pacco è stato recapitato. Ora il suo incarico è quello di non permettere di risalire al vero mittente delle informazioni.”

INTERCUT – LUOGO SCONOSCIUTO

Olivia Reed stava comunicando le sue istruzioni all’apparecchio, il suo sguardo soddisfatto fisso su di una figura minuta che singhiozzava leggermente in un angolo : Isabelle.
frame-146.jpg “Mi raccomando, mi fido della sua lunga esperienza, Talpa. Non mi deluda” concluse, chiudendo la conversazione. Con un sorriso trionfante,si avvicinò alla bambina prigioniera. “Ciao Isabelle. “ la salutò “Mi chiamo Olivia. Faremo grandi cose insieme.”

“Voglio mia mamma” annunciò la piccola, spaventata ma determinata.
“Tua mamma non può assistere.” annunciò Olivia. “Ma non preoccuparti,arriverà. Arriveranno tutti, e, se farai la brava bambina ubbidiente, non dovremo avere più paura di nulla. Neanche dei litigi. I tuoi genitori litigano,vero?”concluse, sempre sorridendo.
“Qualche volta” ammise Isabelle, guardandola sorpresa e inquieta.
250px-isabelle.jpg“E non ti piace, vero?” le chiese Olivia.
“No” rispose Isabelle con forza.
“Bene, tu puoi fare in modo che non avvenga più. Mai più. Devi solo aiutarmi un po’” le rispose la Reed.
Sconcertata e dubbiosa la bambina scrutava i lineamenti della donna di mezza età che la aveva fatta rapire,come per cercare di indovinare se stesse mentendo o meno.
“Facciamo un gioco, vuoi?” le chiese la madre di Lauren. “Prendi questa cuffia e mettitela in testa.”
“No” rispose Isabelle con forza.”La mamma mi ha sempre detto di non giocare con gli sconosciuti”
“Ma io non sono sconosciuta: ti ho detto il mio nome. E poi guarda” le disse, poggiandosi la cuffia sulla testa” non fa male”.
Isabelle le lanciò un altro sguardo dubbioso e infilò la cuffia ,che ,vista da vicino,si rivelava composta da un insieme di piccoli tubi di un materiale trasparente.
“Pizzica” si lamentò.
“Solo all’inizio, Isabelle. Poi ti ci abituerai.” replicò la Reed.
frame-343.jpg
frame-147.jpg “Ora” le disse poi “vedi quel topolino in gabbia, là dietro? Chiedigli di salire sulla ruota.”
“Ma non può capirmi, è un topo” le rispose scettica la bambina
“Se glielo chiedi con la mente capirà” le spiegò la sua rapitrice. “E’ una specie di magia”.
Sempre dubbiosa, Isabelle si concentrò, e dopo, un attimo, il topo smise di correre disordinatamente nella gabbia e,come in trance, si bloccò e salì sulla ruota.
“Allora è vero” commentò stupita la bambina.
“Brava Isabelle. Davvero bravissima” le rispose Olivia Reed, con un largo sorriso di trionfo scolpito sul volto dai lineamenti duri.
LOS ANGELES –UFFICI DELLA CIA-SEZIONE APO-UFFICIO DI MARCUS DIXON

amy5.jpgLa figura, dopo che la conversazione era terminata, si riavvicinò allo schermo. Alla debole luce emanata dallo stesso i tratti del suo volto divennero più chiari: si trattava di Beth, il cui sguardo non rifletteva più compassione o simpatia, ma solamente una determinazione glaciale.

Rapidamente cancellò alcuni file per sostituirli con altri, e al termine dell’operazione si concesse un sorriso compiaciuto.
“E con questo, il caro vice-direttore Dixon è sistemato” sussurrò tra sé.

CONVENTO IN FRANCIA

Reneè Rienne ,dopo la fine della conversazione con Sydney e Vaughn, si era ritirata per un attimo nella sua cella, a meditare,o almeno così aveva detto alle consorelle.
Aperta la porta della piccola stanza, si trovò davanti un volto non inaspettato,almeno da parte sua.
“Irina” la salutò. “Reneè” rispose Irina. “Hai parlato con loro?” le chiese.
“Sì, ho detto loro quello che dovevano sentire” rispose Reneè.
trust-me-a225.jpg “Non hai fatto parola del fatto più importante,non è vero?” domandò ancora la madre di Sydney.
“No. Sei sicura che dobbiamo tenerli all’oscuro? Ho sentito una grande ansia dentro di Micheal…e ora so che è aumentata a dismisura. La verità è importante per loro, Irina””le rispose la francese.
“Un giorno saprà,e non sarà fra molto. Pazienta ancora per un poco.” commentò Irina, con uno dei sorrisi enigmatici per i quali era famosa. Con uno sguardo di trionfo, concluse:“Tutto procede come previsto,allora.”.
Episodio scritto da MacSloane87 , Sarax e Irina xx83

Categoria: Prima stagione virtuale

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 4 out of 5)

5 Comments Add your own

  • 1. sarax  |  26 Settembre 2007 at 9:40 am

    Eccolo…. il frutto del nostro duro lavoro ;-)

    Grande Mc… e Grande Irina per avuto l’idea di Isabella d’aragona e aver trovato una foto di renee suora :-)

    E ora ultima super puntata…

  • 2. Ary  |  26 Settembre 2007 at 12:05 pm

    Mamma mia ci avviciniamo alla fine!!
    Grande episodio!
    spiega molte cose ed introduce sempre nuovi enigmi!

    L’unica pecca che ho trovato è stata in alcune frasi in francese…
    ci sono degli errori grammaticali.

    Ma nonostante tutto, ottimo lavoro!! :)

  • 3. montanaro87  |  26 Settembre 2007 at 1:25 pm

    E si che vi avevo detto di correggere…:-S
    Bello bello bello…:-D

  • 4. Alex  |  26 Settembre 2007 at 3:36 pm

    Bello bello. Ora gran finale! :D

  • 5. sarax  |  27 Settembre 2007 at 9:24 am

    Doveva correggere Mc… io il francese l’ho abbandonato in 3 superiore e dopo 14 anni che non lo pratico non sono in grado di correggerlo… ;-)
    Al massimo Montanaro se tu sai cosa correggere dillo a Mc così corregge il testo… thanx

    Altra cosa… che ci mette la sigla?.. admin… help :-)

Lascia un commento

Obbligatorio

Obbligatorio, nascosto

Some HTML allowed:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Calendario

Settembre 2007
L M M G V S D
« Ago   Nov »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

Articoli recenti

Site Meter

Online dal 11/12/2006