01×01 Un nuovo inizio
19 gennaio 2007 Francesca
Freddo, sentiva tanto freddo….
Iniziò ad alzarsi piano. Aveva un gran mal di testa, dolori dappertutto. Sentiva ancora i pezzi di vetro sotto di lei.
Era morta, lo sapeva. Era già pronta per la sua strada, quando sentì un immenso calore. Il suo cuore batteva ancora.
Ma perchè?! Come era possibile dopo tutto quello che aveva fatto?!
Dopo alcuni anni….
“Michael, fai tu il bagnetto a Jack?” aveva appena finito di dire Sydney.
Quella mattina si sentiva molto strana. Durante la notte aveva sognato sua madre. Spesso, dopo il loro combattimento, aveva pensato a lei. Rabbia e dolore erano le prime emozioni che la dominavano. Si era svegliata di colpo dal sonno, piangendo.
Ripensava a quello che si erano dette. Come poteva una madre essere così?!
Pensare solo al potere, alla carriera e non alla famiglia. Adesso Irina sarebbe stata anche nonna. Allora perchè schierarsi contro sua figlia?! Erano interrogativi che Sydney non poteva fare a meno di porsi quella mattina, mentre beveva il caffé dalla sua tazza preferita, quella che le aveva regalato papà Jack. Lui quanto le mancava. Appena aveva saputo che aspettava un secondo bambino aveva subito pensato di chiamarlo Jack. Il loro rapporto era sempre stato complicato, ma alla fine si erano riusciti a dire tutto, a dire quanto si volevano bene: peccato che sia finita così.
Sydney aveva iniziato a preparare la colazione per la piccola Isabelle, ripensava a quando lei e suo padre montarono la culla della piccola, di quando Jack la tenne in braccio per la prima volta, di quante volte suo padre aveva rischiato la vita per lei, come anche l’ultima volta.
“Ah, quanto darei per rivederti ancora papà!” sussurrò Sydney.
Michael entrò in cucina con in braccio il piccolo Jack e notò lo stato pensieroso della moglie.
“Sydney, va tutto bene?” disse.
Sydney annuì, scrollò dalla mente quei ricordi e si immerse nella nuova giornata che stava iniziando.
Dal suo sguardo, Michael aveva intuito a cosa lei stesse pensando.
Terminarono assieme la colazione, Vaughn andò al lavoro – aveva di nuovo una cattedra come insegnante di francese – e Sydney accompagnò Isabelle a scuola. Al ritorno si fermò con Jack in uno splendido scorcio di spiaggia ad osservare le onde del mare e a riflettere…
Il giorno prima Dixon aveva fatto visita a Michael e Sydney per chiedere nuovamente il loro intervento in una operazione a basso rischio.
Pochi mesi dopo la nascita di Jack, avevano accettato di tornare sul campo per missioni di semplice risoluzione ma questa volta era diverso: si trattava di Sark. Era lui il criminale da rintracciare e fermare per impedire che i dati rubati da un centro di ricerca di Parigi finissero nelle mani sbagliate.
Sark ricordava a Sydney le tragiche vicende legate a Sloane, alla madre e alla profezia di Rambaldi.
E aveva paura di scoprire che in qualche modo Sark facesse ancora parte di quel “mondo” e che riportasse l’incubo nella propria vita.
Ma chi meglio di lei e Michael per fermare Sark? Conoscevano bene lui e il suo modo di agire, questo Dixon lo sapeva bene e contava perciò sul loro intervento.
Entro sera li avrebbe ricontattati per sapere se i due agenti erano pronti a tornare sulle tracce di Sark, aveva concesso loro qualche ora per pensarci.
Anche Vaughn, in un momento di pausa durante il lavoro stava pensando al caso di Sark.
Stordita e accecata dalle luci notturne della città, riuscì ad alzarsi finalmente.
Non c’era più nessuno.
Decise di uscire da quel palazzo.
Non aveva la forza di fare niente, ma la sua esperienza di spia la guidava.
Doveva assolutamente cambiarsi. Ma meglio non contattare qualcuno. Ora tutti credevano che lei fosse morta. “Lasciamoli pensare così” si ripetè. Avrebbe avuto il tempo di riflettere e forse avrebbe riparato ad alcuni dei suoi tanti errori.
Appena arrivata in strada, gira l’angolo a sinistra e trova davanti a sé un locale. Il miglior posto per cambiarsi e non essere notata tra la folla.
Entra in bagno.
Per fortuna c’è una persona, potrà prendere quello che lei indossa.
Aspetta che apra la porta…. E prontamente le sbatte quest’ultima in faccia stordendola. Era fatta!
Los Angeles – Sede della CIA
“ Rachel….Rachel….mi senti?? E’ Dixon che ti parla…Abbandona subito la missione. E’ saltato tutto. Sanno di te!” urlò nell’auricolare il direttore Dixon. Al suo fianco c’era immancabile Marshall. Il genio informatico aveva notato subito un tentativo di sabotaggio dei computer della CIA un mese fa.
Dopo varie ricerche avevano identificato l’hacker responsabile. Il suo nome era Sergej Vakulincuk, ex agente del KGB, adesso lavorava come freelancer al servizio della Seconda Convenzione.
Sark aveva ricostituito insieme a McKenas Cole l’associazione terroristica, meglio conosciuta adesso come Seconda Convenzione. Certo, l’originalità non era il loro forte.
Ma stavano diventando un serio problema per la CIA.
Così, grazie anche all’aiuto di Weiss, Dixon era riuscito a sapere dove si trovava Vakulincuk.
Costui è un gran Don Giovanni, ama corteggiare donne molto avvenenti e provocanti. Chi meglio di Rachel poteva assolvere a questo compito e scoprire qualcosa sulla Seconda Convenzione?
Arrivata a Mosca, Rachel è in grande agitazione, ma sa di dover fare in fretta. Deve stare attenta, nessuno deve scoprirla. Vakulincuk soggiorna all’Hotel Metropol. Rachel aveva affittato una camera proprio sullo stesso piano dell’hacker. Alle 17.00 Vakulincuk è solito andare a bere al bar ciò che più preferisce, un Martini.
“Va bene Rachel. Come stabilito tu dovrai farti trovare fuori alla stanza di Vakulicuk. E insomma….
È una cosa un po’ imbarazzante da dire….eh, sì…davvero. Sto sudando!..Ehm, dovrai sedurlo”. Disse goffamente e tutto agitato Marshall.
“ Non ti preoccupare Marshall. So come fare. E’ da un bel po’ che non sono più vergine. Ho dimestichezza con il sesso”.
“Ah, sì. Va bene. Se lo dici tu”.
Los Angeles – UCLA (Universitità della California)
Era lì nel giardino dell’università. C’era un gruppo di ragazzi davanti a lui. Scherzavano allegramente. Quanto avrebbe voluto godere per qualche istante di quella spensieratezza. Michael era dovuto crescere in fretta. Suo padre era morto quando lui era ancora un bambino. Mentre gli altri si concedevano feste e follie con gli amici, lui era a lavorare per mantenere sé stesso e sua madre.
Ripercorse in un lampo tutta la sua adolescenza fino alla maturità. Certo, aveva fatto tanti sacrifici. Ma era arrivato sin dove voleva. Era sempre stato un ragazzo responsabile e con sani principi morali.
Il suo desiderio più grande: seguire le orme di suo padre. Avere una missione da compiere, combattere contro i cattivi erano le sue prerogative. Ma soprattutto il suo chiodo fisso era quello di consegnare alla giustizia l’assassino di suo padre: Irina Derevko. E per uno strano caso del destino Michael si era innamorato proprio della figlia di quell’agente del KGB da lui sempre odiato.
Sydney era speciale e lui lo sapeva bene.
Adesso sapeva di dover avere un’altra missione da compiere. Le preoccupazioni erano aumentate. Bisognava pensare ad Isabelle e al piccolo Jack, alla loro sicurezza. Ma proprio per questo era meglio tenere a bada un tipo come Sark e soprattutto la Seconda Convenzione.
La vecchia organizzazione aveva rubato due anni di vita a Sydney. Togliendole tutto: l’affetto dei suoi cari, la sua identità, la sua casa, il suo lavoro. Inoltre, considerando Sydney importante in quanto la prescelta di Rambaldi, le avevano strappato gli ovuli.
Non poteva permettere che le fosse fatto nuovamente del male.
Si sarebbe sentito morire!
Mosca
In un piccolo appartamento nella città di Mosca, un camino era acceso e una donna guardava fuori dalla finestra la neve cadere.
Distolse a fatica lo sguardo dal paesaggio innevato, guardò il suo piccolo rifugio e un lampo le attraversò la mente, era romantico, si lo era, troppo per una persona sola. Ma ormai era tardi per recriminare, l’uomo che amava non c’era più. Era stato a causa di questa notizia che aveva deciso di tornare in madrepatria, nessuno la tratteneva più negli Stati Uniti.
Si sentiva sola, sì, sola più che mai, nessuno l’avrebbe più cercata, nè per catturarla nè per amarla.
Los Angeles – casa di Sydney e Vaughn
Era quasi ora di cena quando Vaughn rientrò a casa, era pensieroso. Anche Sydney lo era, la cena era pronta, la tavola imbandita, ma la sua mente era lontana anni luce.
SARK ecco il nome che affollava le loro menti.
Vaughn entrò in cucina e guardò sua moglie con ormai una certezza nello sguardo, Sydney ricambiò lo sguardo e sorrise….
In coro dissero : “ si torna in pista”!
La decisione era presa, avrebbero aiutato Dixon a fermare Sark.
Sydney, seduta al tavolo guardava la sua bella famiglia, unita e felice. Si soffermò sulla piccola Isabelle, che stava trivellando le orecchie di suo padre a forza di parlare e si rivide. Rivide lei stessa a 6 anni, con lo stesso sguardo sereno negli occhi, seduta al tavolo da pranzo e al suo fianco la persona a cui lei trivellava le orecchie … sua madre. Sì, era lei quella che le era sempre vicina a quel tempo. Il padre era spesso via per lavoro. Con lei faceva tutto. Le aveva insegnato a leggere e scrivere quando aveva 4 anni, la portava al parco, si facevano lunghe passeggiate insieme mangiando il suo adorato gelato, come le piaceva tanto, così freddo e dolce allo stesso tempo.
Si ricordava ancora perfettamente del giorno in cui le aveva insegnato a pattinare sul ghiaccio. Era domenica mattina, Jack come spesso succedeva, era partito all’ultimo minuto per lavoro e lei era triste. Sua madre se ne rese conto subito, la guardò, le fece uno dei suo bellissimi sorrisi e le disse: “ho un regalo per te”.
La portò in questa grande struttura, le mise quegli strani pattini con le lame e tenendola sempre per mano la fece scivolare su quella lastra liscia e ghiacciata. Come si era divertita. Sua madre sapeva davvero farle dimenticare la tristezza.
Come erano cambiate le cose, da piccola pur adorando suo padre, il suo punto di riferimento era quella donna alta che aveva i suoi occhi e il suo sorriso, poi tutto si era capovolto, da adulta aveva, con grande gioia, ritrovato suo padre, ma perso dolorosamente sua madre. Come avrebbe voluto avere una famiglia normale, unita…. proprio come la sua.
Venne distolta dai suoi pensieri dalla voce di sua figlia… “mamma hai sentito?”
Sydney tornò alla sua bella realtà e incontrò gli occhioni interrogativi di Isabelle che la guardavano, e si ripromise che sua figlia avrebbe avuto una famiglia davvero unita.
Il passato era passato, ora aveva una famiglia felice, questo contava, e avrebbe difeso questa cosa con le unghie e con i denti. Avrebbe fermato Sark e poi la loro vita sarebbe tornata alla normalità. Era una promessa!
Mosca – stesso momento – Hotel Metropol
Rachel era nella sua stanza, si stava preparando per il rendez-vouz con Vakulicuk.
Era in un bellissimo hotel, estremamente lussuoso e di prestigio situato di fianco alla Piazza Rossa e al Cremlino, “certo che i criminali hanno gusto” pensò abbozzando un sorrisino.
Tutto era pronto per l’abbordamento.
Marshal: “Rachel, Vakulicuk sta salendo ora con l’ascensore, entra in azione”.
Rachel: “Ok sono pronta”
Vakulicuk uscì dall’ascensore e si avviò verso la sua stanza, e si sorprese di quello che vide. Una bella ragazza, dai lunghi capelli biondi e un vestito mozzafiato stava appoggiata alla sua porta guardandolo in modo suadente. “il mio giorno fortunato” pensò.
Rachel: “Buona sera, lei ha degli amici affezionati….”
Vakulicuk: “Quindi sei un regalo?…. devo ammettere che i miei amici conoscono bene le mie debolezze… e anche i miei gusti”… disse avvicinandosi a Rachel e accarezzandole il viso.
Aprì la porta della stanza e la fece entrare prendendola per mano.
Vakulicuk: “vuoi bere qualcosa bellezza?”
Rachel: “un Martini… grazie!”
Vakulicuk : “il Martini non manca mai in camera mia…. Mettiti comoda e lasciati servire.”
Però, criminale ma gentiluomo pensò Rachel.
Doveva stare attenta e scegliere il momento giusto per estorcergli le informazioni necessarie… si guardò attorno e individuò il computer portatile sulla scrivania. Perfetto! Doveva trovare solo il modo di avvicinarsi e attaccare la nuova invenzione di Marshall.
Vakulicuk tornò con due bicchieri di Martini distogliendola dai suoi pensieri. Si sedette vicino a lei… molto vicino… troppo vicino. Sorseggiarono il dolce liquido guardandosi negli occhi e l’uomo bramoso di lei cominciò a baciarle il collo. Dopo qualche minuto di preliminari, Rachel prendendo Vakulicuk per la cravatta si alzo trascinando l’uomo lentamente verso la scrivania, notò in lui lo sguardo sorpreso, allora sorridendo disse: “adoro le superfici.. dure”…. Il criminale sorrise sornione e si fece trascinare alla scrivania…..
Si appoggiarono piano e Rachel riuscì, allungando velocemente il braccio, ad attaccare il microchip di Marshall al computer…. Seconda fase del piano completata, ora doveva solo liberarsi da quella imbarazzante situazione…. come fare senza creare sospetti?
Accidenti a te Sark, pensò….
Ma un altro pensiero le balenò alla mente… aveva conosciuto anche Sark in hotel, ma quella volta era lui che aveva sedotto lei, accidenti perché quel delinquente riusciva a farla sentire così, un misto di rabbia e passione.
Marshall nel frattempo, ricevuto il segnale dal dispositivo collegato al computer, iniziò la copia del contenuto dell’hard-disk.
Driiiiiiiiin!
Il cellulare di Vakulicuk suonò. L’uomo imprecò per essere stato disturbato proprio in quel momento ma il progetto che la Seconda Convenzione aveva in ballo era troppo delicato per permettersi di non rispondere. Fece spostare Rachel e prese il cellulare.
“Chi parla?”
“voci indistinte all’altro capo della linea”
“Arrivo subito”
Rachel nel frattempo si era posizionata in modo da nascondere il PC con il microchip collegato.
La conversazione fu breve e non appena terminata Vakulicuk rozzamente disse:
“Mi dispiace ragazza ma ti è andata male. Non avrai il piacere di passare la notte con me. Ma conto di rimediare prima o poi e allora vedrai…”
Rachel tra sè e sè si chiese come avesse potuto anche per un secondo pensare che quello fosse un “criminale gentiluomo”, sfoggiò un sorriso malizioso e prima di andarsene finse un’ultima effusione d’addio e mentre baciava Vakulicuk lo trascinò verso il PC giusto il tempo di riuscire a riprendere il microchip.
Los Angeles – Sede della CIA
Il microchip risultava correttamente disattivato e Dixon insieme a Marshall stava aspettando notizie da Rachel.
Era preoccupato, con quei delinquenti non si scherza, e pur essendo una ragazza in gamba, lei non era Sydney.
In quel momento suonò il telefono.
“Dixon”, rispose meccanicamente.
Dopo un minuto di silenzio, sorrise…. E disse: “ben tornati a bordo ragazzi”.
Il mattino seguente Sydney e Vaughn raggiunsero la sede della CIA, arrivò anche Rachel di ritorno da Mosca.
I dati raccolti dal PC di Vakulicuk avevano portato a scoprire che l’intrusione nei sistemi della CIA serviva a tenere sotto controllo gli sviluppi delle indagini riguardanti il furto delle informazioni dal centro di ricerca parigino.
Mentre avveniva il trasferimento dati, Marshall aveva inserito nel PC un virus che avrebbe fatto il suo effetto solo due giorni dopo, per cercare di sviare i sospetti da Rachel, danneggiando il contenuto dell’hard disk.
Poche ore dopo…
“Oh, Syd..è una gioia avervi ancora qui con noi!” disse colmo di entusiasmo Dixon e continuò: “Allora, domani pomeriggio Sark dovrebbe incontrare una persona, non l’abbiamo ancora identificata dalle intercettazioni telefoniche che ci sono pervenute. Comunque sarà nostro compito intervenire! Obiettivo: la cattura di Sark.
So che non vi chiedo una cosa semplice, ma solo voi potete farcela”
“Non ti preoccupare, la vita da mamma voglio continuare a farla per molto ancora. Quindi , mi impegnerò per avere ancora molto tempo libero”. Intervenne Sydney.
Tutti risero.
Nel frattempo a Mosca…
“Signor Cole, c’è stato un imprevisto! La CIA sa del nostro incontro. Vediamoci fra tre ore. Grazie” furono le parole di Sark alla segreteria telefonica del cellulare di quell’uomo così spietato con cui i nostri eroi avevano avuto tante volte a che fare.
3 ore dopo…
Sark aspettava impassibile il Sig. Cole seduto su una panchina vicino alla Piazza Rossa. Era tarda sera, buio e a causa del grande freddo il luogo era praticamente deserto, “Perfetto per un incontro segreto” pensò formando con la bocca un piccolo sorrisino.
Divenne subito serio non appena sentì dei passi avvicinarsi e in modo lento alzò appena la visiera del cappello che aveva ben calato sulla faccia e disse in un sussurro: “Sig. Cole… è in ritardo…si gela qui fuori”
Cole prestò poca attenzione alla finta irritazione di Sark, era preoccupato, non era il momento di scherzare.
“E così la CIA si mette sempre tra i piedi è?… come ha fatto a sapere del nostro incontro?” disse seccato Cole
“Ancora non lo so, ma sicuramente i nostri avversari non sono da sottovalutare, c’è gente in gamba…” disse pensando per un momento a Rachel, al suo viso e alla volta che anni prima gli aveva salvato la vita “ comunque il nostro contatto è sicuro, hanno scoperto del nostro incontro, non credo che sappiano altro per ora”
“E nient’altro dovranno scoprire” disse Cole sempre più seccato. “trovi un modo per depistarli non voglio più contrattempi sono stato chiaro? Questa volta la Convenzione deve vincere”
Sark si alzò in piedi e guardando verso l’uomo disse: “lei continui a pagarmi come si deve e la vittoria sarà vostra”
“Sarà meglio per lei, mio caro Sig. Sark, mi tenga aggiornato sugli sviluppi” disse Cole girandosi e sparendo nel buio della città.
“Continui a fare il mercenario, eh ragazzo?…
Sark si impietrì, sentendo quella voce.
Una voce così famigliare, no non era possibile non poteva essere lei. Si girò piano e spalancò i suoi occhi blu …
Una donna alta, fasciata in uno spesso cappotto e dal cappello di pelliccia uscivano meravigliosi capelli castani lunghi e mossi. Si avvicinò per vedere meglio nell’oscurità, non poteva crederci era davvero lei, ritornata dalle tenebre…
“Irina” disse sussurrando questo nome che credeva non avrebbe più pronunciato.
Episodio scritto da Sarax, Lena87 e Francesca
CAST
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Jennifer Garner Sydney Bristow |
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Michael Vartan Michael Vaughn |
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Carl Lumbly Marcus Dixon |
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Rachel Nichols Rachel Gibson |
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Kevin Weisman Marshal J. Flinkman |
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David Anders Mr. Sark |
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Lena Olin Irina Derevko |
GUEST STAR
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Greg Grunberg Eric Weiss |
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Quentin Tarantino McKenas Cole |
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Craig Robert Young Mr. Vakulicuk |
Categoria: Prima stagione virtuale












25 Comments Add your own
1. Alessandro Maiucchi | 19 gennaio 2007 at 10:19 pm
Annotazioni
Prologo: Syd mostra sempre quello che sente, quindi dovete mostrare quel calore, non parlarne da narratori.
Dopo alcuni anni: “Ripensò a quello che si erano dette”, in Alias ci sono continui flashback, metteteli in corsivo ma mostrateci il dialogo…
papà Jack è in una foto che lei osserva mentre beve, a quel punto potete dire che gliela ha regalata, non prima.
Isabelle quanto ha? Che tipo di colazione fa?
“Stato pensieroso” è veramente penoso ;-)
Cattedra di francese, dobbiamo saperlo da un breve dialogo, magari lei lo prende in giro…
Mettete le sovraimpressioni per i flashback ;-)
Vediamo la riunione in uno dei flashback.
LA, CIA: Vakulincuk sembra una canzone degli Squallor, cercatene uno vero tra gli ex calciatori ;-)
McKenas, facciamo McKane e neanche questo mi piace troppo… cercate un ex calciatore scozzese ;-)
Tagliate la frase sulla dimestichezza, ridondante.
Mi fermo qui: aggiornate tutto il racconto seguendo queste indicazioni (se vi piacciono), poi lo rileggo. A dopo :-)
2. Lena87 | 20 gennaio 2007 at 11:15 am
Innanzitutto ti ringrazio dell’intervento. Oltre a queste indicazioni e a darci delle dritte mi sarebbe piaciuto tu avessi commentato il tutto, gli sviluppi della trama, le emozioni che ti ha trasmesso il racconto. Comunque noi non siamo scrittrici, quindi ci siamo cimentate con estrema umiltà in questa “avventura” e siamo ben felici delle tue indicazioni.
Ti vorrei motivare alcune scelte da te citate:
1)McKenas Cole è un reale personaggio di Alias, non credo che possiamo chiamarlo in modo diverso come un calciatore.
2) Vakulincuk non è una canzone degli Squallor, bensì il personaggio della “Corazzata Potemkin” di Ejsenstein, regista rivoluzionario del cinema sovietico degli anni 20. Questo era solo un omaggio.
3) A proposito di jack non abbiamo parlato di nessuna foto.
4) Per il discorso su Syd in effetti t dò ragione.
5) Non abbiamo precisato tantissime cose, pensando potessero essere spunti per i successivi gruppi di scrittura.
3. Alessandro Maiucchi | 20 gennaio 2007 at 5:26 pm
Grazie a voi per l’opportunità.
Pensavo che vi facesse piacere avere qualcosa che non potreste avere dal lettore “casuale”, quindi non avevo messo un commento alla storia. Il fatto che non vi sentiate scrittrici non significa che non possiate indossarne i panni: scrivendo in modo più “accurato”, ovvero seguendo semplici regole che a me vengono dall’essere un forte lettore, prima che dall’essere una persona che scrive, potete dare un prodotto più completo e godibile a chi legge le vostre storie.
La mia memoria fa acqua da tutte le parti, non ricordo i nomi dei personaggi di Alias, fuori da quelli principali… ho un problema proprio di nomi in generale ;-) Se quel Mc è in Alias, lasciatelo :-)))
Non ho mai letto la Corazzata Potemkin, ho diverse lacune sui classici perchè ho fatto ragioneria… lasciate pure questo. Sembravano inventati, tutto qui :-)
La foto di Jack io la avrei inserita, lo so che non ne avete parlato. Immaginate un vero episodio di Alias, immaginate di farne una novelization… Syd guarda la foto e pensa al padre, non è che le leggete nel pensiero ;-) il tf è pieno di agganci del genere…
Ovvio che non dovete precisare cose che portano avanti la storia, ma dovete dare di più al lettore la sensazione di trovarsi in quella stanza con voi… ok? :-)
Ora il commento.
La storia è carina, molto simile a una tipica puntata di Alias. I dialoghi sono costruiti piuttosto bene, tuttavia nell’ottica di un prodotto che deve essere più simile a una sceneggiatura o una novelization piuttosto che a un romanzo o a un racconto, alcune sezioni descrittive andrebbero cambiate (nei tf i personaggi non pensano mai, ma il loro pensiero viene affidato agli oggetti e alle persone che guardano, e alle espressioni facciali dei protagonisti).
Ultimo appunto: il mercato della fan-fiction è vasto, se farete bene il vostro lavoro un domani potreste vederlo pubblicato, o usato come sceneggiatura per un fumetto… perchè non tirare fuori il meglio? :-)
Ciao
4. Lena87 | 20 gennaio 2007 at 7:08 pm
Grazie!!! Un commento del genere effettivamente era quello che cercavo. Sono contenta delle tue precisazioni.
Noi ci siamo un pò improvvisate scrittrici e ci siamo divertite nel farlo. Adesso per motivi personali (esami all’università per me e lavoro per le altre) non credo ci sia il tempo di rivedere tutto. Comunque al più presto utilizzeremo le tue dritte.
Lo prendo come un impegno, perchè mi piace in tutto ciò che faccio di fare bene.
5. Dj | 21 gennaio 2007 at 3:37 pm
bella complimenti… solo una cosa… ci sn descrizioni trp lunghe sugli stati d’animo, in una fanfiction è bello leggere dialoghi lunghi e emozionanti ke riportino il vero spirito del telefilm. cmq complimenti è bello leggere di nuovo qualcosa su alias!! nn vedo l’ora di leggere la prossima! e siete dei grandi perkè sark nn dovrebbe mancare mai!!!!!!!!!!!!!!
6. Stella | 21 gennaio 2007 at 4:13 pm
BELLOOOOOO!!!!!! troppo bello leggere di nuovo qualcosa su Alias! poterlo immaginare e creare il telefilm nella nostra mente.
belle le riprese sulla puntata finale, il fatto che abbiate messo in evidenza l’amore per Irina da parte di syd e nello stesso tempo la delusione avuta.
forse ci vorrebbe, nei racconti delle missioni, un pò più di frenesia come la si aveva negli episodi reali.
per il resto, a parer mio, è fatto molto bene. spero riusciate a creare una bella storia con vari colpi di scena come solo alias poteva dare.
di nuovo complimenti! e alla prossima ;)
7. Francesca | 22 gennaio 2007 at 3:20 pm
Wow!! sono molto felice di leggere i vostri commenti!
E’ stato divertente scrivere questo episodio :D grazie a Lena87 e a Sarax!!
In futuro spero di riuscire ad infilarmi in un altro episodio, tempo permettendo!
Grazie ad Alessandro per gli utili consigli. Come già gli ho anticipato privatamente, questo episodio rimane così perchè l’idea di coinvolgere Alessandro ci è venuta quando ormai l’episodio era concluso ed è il caso di procedere subito con il secondo così da mantenere un ritmo veloce. Dal prossimo episodio il suo ruolo di editor avrà una “tempistica” più precisa, la stiamo definendo.
8. Stella | 22 gennaio 2007 at 4:07 pm
I consigli di Maiucchi sono preziosissimi ma anche senza quelli il primo episodio per me è perfetto così
spero a fine gennaio di riuscire a trovare un pò di tempo per arruolarmi nel gruppo di produzione :)
non vedo l’ora di leggere il prossimo…vi prego non fate come la rai che ci fa aspettare settimane !!!!!!!!!! :P
per chi ancora non l’avesse capito sono jazzista del forum
bacioni e di nuovo BRAVISSIMISSIMEEEEEE!!!!!
Stella
9. Sarax | 22 gennaio 2007 at 5:52 pm
Eccomi qui…..
Che bello vedere il ns episodio sul sito…. e grazie a tutti per i commenti e i suggerimenti.
Come diceva Lena87 non siamo scrittrici, ma solo grandi appassionate di questo meraviglioso telefilm e dei suoi stupendi personaggi…. però grazie ai consigli di chi ne sa di più possiamo migliorare….
Tornerò a cimentarmi nella scrittura al terzo episodio, terrò i vs consigli a mente….
Grazie besos
Sarax
10. Lena87 | 22 gennaio 2007 at 7:37 pm
Grazie a tutti davvero!!!
Sono molto contenta!!! ;-)
11. ksgg | 23 gennaio 2007 at 4:03 pm
Salve a tutti!Vorrei farvi i complimenti innanzitutto per la bella idea (dato che ormai sono passati 5 lunghi mesi dalla fine di Alias è bello poter riviverne le emozioni non solo riguardando le puntate) e poi per la prima puntata:mi è sembrata molto carina anche se magari manca un pò di azione,ma essendo la prima si può sorvolare.Comunque Maiucchi ha ragione su una cosa:in Alias di solito non si sapeva cosa pensassero i protagonisti,ma lo si capiva o almeno si cercava di capirlo tramite l’espressione del volto o lo sguardo.Secondo me dovreste giocare di piu’ su questo aspetto.Ma comunque ancora complimenti e non vedo l’ora di leggere la seconda puntata!Ciao Ciao!!
12. Sarax | 23 gennaio 2007 at 6:00 pm
Vi chiedo una cosa.
Dite che in Alias si capivano le cose dall’espressione del volto o dallo sguardo…. ma qui non ci sono immagini… quindi è ovvio che dobbiamo descrivere con le parole quello che loro sentono…. a meno chè qualcuno non fumetti il racconto…. hi hi… però sarebbe anche una bella idea!!! ;-)
Il vs suggerimento è descrivere il viso e non raccontare il pensiero?…
es. invece di direi Sy era preoccupata… dire i suoi occhi erano assenti e il suo viso teso?… in questo senso?
13. ksgg | 24 gennaio 2007 at 5:44 pm
Ciao a tutti!Mi dispiace,ma forse mi sono spiegata male…volevo intendere quello che ha detto Sarax:è normale che dovete descrivere a parole le sensazioni provate,dico solo di rendere l’idea come veniva resa nel telefilm e cioè descrivendo il viso,lo sguardo,ecc…piccoli particolari che,senza raccontare i pensieri,vengono interpretati dal lettore,così si potrebbe creare piu’ mistero dato che un’espressione può essere interpretata in 1000 maniere differenti.Questo non vuole che essere un semplice suggerimento da lettrice.A presto!
14. Angy91 | 24 gennaio 2007 at 9:47 pm
Complimenti ragazzi! Avete fatto 1 bel lavoro considerato il fatto ke nn siete scrittori!!!! Ancora complimenti!!!! E poi sono molto felice ke abbiate fatto ritornare Irina…..senza d lei Alias nn esiste!!!!! M raccomando lasciatele molto spazio…..qst xsonaggio è grandioso!!!!!
grazie x qst bella idea!!! baci
15. AlexMai | 25 gennaio 2007 at 3:59 pm
Nei miei ormai 12 anni su internet ho avuto come nickname Demonfly e Alexmai. Il prossimo che mi chiama Maiucchi come a scuola verrà mandato in missione in Siberia indossando un bikini in boa di struzzo (anche i maschietti!)
Ciao :-)
16. Francesca | 25 gennaio 2007 at 4:13 pm
…potrebbe essere un’idea perla guest-star di un episodio! LOL
17. stefi | 7 febbraio 2007 at 4:13 pm
alias is back!grande idea che non poteva che nascere da veri fan.come ua delle moderatrici del forum di antonio non posso che farvi i complimenti. io non penso che potrò unirmi a voi nella scrittura per mancanza di tempo, veramente, però sicuramente continuerò a leggervi con tanto entusiasmo!grazie ciao stefi
18. Marlo | 10 febbraio 2007 at 10:49 pm
Molto bello ragazze! Avete fatto un bel raccontino in stile fanfic. E vedendo i commenti di AlexMai mi son ricordato dove l’ho già incontrato su altri forum….non aggiungo altro se non che sono consternato. Bah.
19. Sarax | 12 febbraio 2007 at 12:30 pm
Consternato??????
20. Freelancer | 23 febbraio 2007 at 2:12 pm
Ho iniziato a leggere solo oggi gli episodi fin qui scritti!!Sono davvero contentissima, Leggere questo episodio è stato come ritornare indietro nel tempo, è stato bellissimo come se fossi davanti alla TV a vedere il nostro telefim preferito! Complimenti perciò alle scrittrici sieite state davvere bravissime
21. Chicca.983 | 21 novembre 2007 at 11:43 pm
Ciao!Che bella questa idea dei nuovi episodi!Trovo che quello che ho letto sia scritto benissimo, anche i dialoghi sembrano proprio quelli del vero alias!Io cmq per risolvere i problemi sollevati farei tornare will tippin, a me era molto simpatico e in più potrebbe essere un aiuto: incontra Syd e lei gli racconta i suoi stati d’animo e le ultime vicende.Così si fa anche una specie di “dove eravamo rimasti”, che ne dite?
Cmq ragazzi facciamo qualcosa,sarebbe bellissimo avere una sesta serie..Mi manca alias!
22. Star | 23 novembre 2007 at 1:17 pm
ragazze che dire WAAAOOOO!!!
mi avete fatto emozionare e mi avete tolto un po’ della tristezza che ancora ho quando ripensoa quell’assurdo orribile finale….
Grazie per aver fatto rivivere Irina!!!
aspetto con ansia il 2′ episdio…siate Bravissime!!!
p.s.
Sare’…Lena…sono Stella… ;-)
23. sarax | 26 novembre 2007 at 4:04 pm
Starrrrr mitica…. ci tenevo che leggessi la nuova serie .. ci serviva un pò di giustizia per la nostra amata Irina…. ;-)
Siamo già arrivati quasi alla fine di questa serie… dobbiamo postare la seconda parte della 10 puntata… quindi non dovrai aspettare molto per continuare la lettura .. è tutto a tua disposizione…
Chicca.. grazie per i complimenti e i suggerimenti ma come dicevo a Star abbiamo già quasi finito la serie quindi almeno per ora Will non sarà inserito… ma chissà in futuro…. :-)
24. Elena | 11 ottobre 2008 at 4:07 pm
Bello bello bello!!!!!!!
25. montanaro87 | 14 ottobre 2008 at 10:10 am
Elena se ti è piaciuto questo dovresti andare avanti…Abbiamo scritto un’intera serie e ora stiamo lavorando alla seconda, senza contare che le iscrizioni come autori sono sempre gradite…In ogni caso mi aspetto molti altri tuoi commenti per gli altri episodi!!
Un bacione
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