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Victoria: Recensione dell’episodio 1.01 Doll 123 e 1.02 Ladies in Waiting

victoria

I was awoke at 6 o’clock by Mamma, who told me the Archbishop of Canterbury and Lord Conyngham were here and wished to see me. I got out of bed and went into my sitting-room (only in my dressing gown) and alone, and saw them. Lord Conyngham then acquainted me that my poor Uncle, the King, was no more, and had expired at 12 minutes past 2 this morning, and consequently that I am Queen

 

Si parla di Victoria, serie di ITV, da oltre a un anno.

victoriaPrima l’annuncio della Coleman nel ruolo della protagonista, poi una fitta pubblicità tutta incentrata ad attirare il pubblico orfano di Downton Abbey, poi i primi trailer e finalmente il debutto.
Non voglio certo mettere le mani avanti, o forse un po’ sì, ma quando si carica gli spettatori di così tanta aspettativa e attesa, si corre il rischio di fare un gran buco nell’acqua, perché se anche si propone un prodotto di qualità sufficiente si avrà comunque mancato il bersaglio.
Victoria patisce proprio di questo, ma fa di più: un prodotto che sulla carta doveva essere il “successore di Downton Abbey” con tutto quello che ne consegue, risulta invece, da questi primi due episodi, niente altro che una fiction in costume che sfiora la mediocrità.
A non convincere è tutto il comparto tecnico di questa serie. La fotografia appare sin da subito poco curata, così come la regia, ma è soprattutto il montaggio a essere veramente scadente: tagli che si susseguono mal fatti e che rendono la narrazione veramente poco fluida; non si salva, purtroppo, neanche la sceneggiatura che ci racconta in modo poco elegante e quasi svogliato la storia di questa giovane regina.

VictoriaE pensare che la storia della Regina Victoria è avvincente e interessante soprattutto per la personalità della giovane regnante. Se nel pilot non si capisce bene dove si voglia andare a parare e ci viene raccontata la storia di lady Flora per sottolineare l’inesperienza di Victoria nella gestione del regno, diventata regina in giovane età e senza la dovuta preparazione, il secondo episodio si concentra di più sulla trama politica, rendendo la storia più interessante e fluida.
Il controllo asfissiante subito da Victoria da parte della madre e di Sir. John, appare ben descritto e sebbene con poca finezza, la vita soffocante in cui è costretta a regnare la giovane regina  ci permette, almeno nel secondo episodio, di empatizzare con lei. I ricordi della solitudine vissuta da Victoria durante l’infanzia e la giovinezza a Kensington, dove la Duchessa di Ken la teneva isolata da tutti, sono lo spunto per narrare della Bedchamber Crisis e del rifiuto di Robert  Peel di sottostare alle restrizioni imposte dalla giovane regina che non vuole venire meno alle sue uniche alleate: le dame di compagnia. Ma è un capriccio di una giovane donna che non vuole perdere il suo amato primo ministro o c’è un disegno di una mente politica, dietro?
Per ora non c’è dato sapere, sicuramente è probabile che sia l’unione delle due.
Victoria101-04Jenna Coleman, appare convincente, ma anche la sua interpretazione guadagna d’intensità e convinzione solo nel secondo episodio; buona l’alchimia con Rufus Sewell e la sceneggiatura, infatti, punta molte carte sulla chemistry tra i due attori e la relazione tra Victoria e Lord Melbourne,  figura importante per tutta la giovinezza della regina vittoria, fino al matrimonio.

In conclusione la serie poteva sicuramente essere maggiormente curata, mi aspettavo qualcosa di decisamente più ricercato da tutti i punti di vista; inoltre, sebbene le vicende storiche siano narrate abbastanza coerentemente, non ci vuole un esperto per accorgersi che i rapporti tra uomo e donna, i rapporti tra nobiltà e servitù sono esageratamente disinvolti e infatti, per alcuni aspetti, sembra una serie ambientata 50 anni dopo il periodo in cui effettivamente è ambientata. Senza contare che trovo superflua, anzi fastidiosa, tutta la trama dedicata alla servitù, volta ovviamente a ricreare quelle dinamiche upstairs-downstairs tanto care agli inglesi, ma decisamente ormai troppo inflazionate.

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