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Twin Peaks riporta in scena David Bowie – Recensione dell’episodio 7.14

Showtime

La quattordicesima puntata di Twin Peaks è come la canzone finale di Lissie, Wild West (tra l’altro è di notevole caratura il livello delle canzoni scelte per chiudere le puntate): inizio piano, ma con un ritmo tambureggiante, e poi un’esplosione.

A Buckhorn finalmente ci viene spiegato l’origine del caso Blue Rose e il perché di questo nome: Cole e Phillip Jeffries (David Bowie) indagano sulla scomparsa di Lois Duffy. La ritrovano morente mentre dice ai detective di essere come la rosa blu, qualcosa che non esiste in natura. Accanto a lei una seconda Lois Duffy. La scena è collegata ad una delle sequenze più stranianti di Fuoco Cammina con Me, quando Jeffries, dopo anni di scomparsa, riappare negli uffici dell’FBI e, indicando Cooper, urla a Cole: “Chi pensi sia lui?”

Esistono una serie di storie attorno a Twin Peaks.

Le principali raccontano di come molte delle cose portate sullo schermo (ad esempio Bob o la stessa sordità di Cole) non fossero originariamente previste nella sceneggiatura, ma siano venute in mente a Lynch e Frost durante la lavorazione della serie, da episodi casuali. Personalmente ho sempre considerato questi racconti delle esagerazioni per elevare il mito attorno alla costruzione di Twin Peaks e alla figura dei suoi due creatori. Sia come sia, nella puntata 14 avviene un altro di questi eventi. È risaputo che Lynch e Frost volessero tornare a far recitare David Bowie nella loro serie, ma dopo la morte del duca bianco hanno dovuto far di necessità virtù, rispolverando quella vecchia scena che ben si collega col momento attuale del racconto: sempre per la teoria dello scorrere del tempo non lineare, Jeffries conosce già il destino di Cooper e di Evil Cooper e tenta di mettere in guardia il collega.

Contemporaneamente Cole entra in possesso dell’informazione del doppio Cooper contenuta nelle pagine mancanti del diario di Laura Palmer e ritorna indietro con la mente al caso Duffy e alla scena sopracitata. “Chi è il sognatore?” gli chiede Monica Bellucci durante il suo sogno ponendo una domanda dal significato molteplice, poiché rivolta a quel sognatore che ha creato tutto l’Universo di cui stiamo parlando e del quale sta annodando i fili insieme.

Allo stesso tempo, nel film prologo lo stesso Cooper tenta, inutilmente, di parlare a Cole di un sogno che ha fatto e di cui non capisce il significato. Il sogno, poi, (e il tema del doppio) è al centro della maggior parte della filmografia di Lynch, ma in particolare della trilogia Strade perduteMullholland DriveInland Empire, il filone di film che somiglia molto di più a The Return rispetto alla serie anni ’90. “Chi è il sognatore?” era la domanda fondamentale che lo spettatore si doveva porre per risolvere le storie portate da Lynch sul grande schermo. Una domanda che anche allora aveva una doppia risposta.

A proposito di doppio, un altro pezzo del puzzle che torna al suo posto è l’anello trovato nello stomaco del cadavere del Maggiore Briggs, l’anello che Dougie ha ricevuto dalla moglie Janey-E, ovvero la sorellastra di Diane, ovvero Naomi Watts, che Diane odia e che, al contrario di una rancorosa Diane (o almeno questo è quello che appare al sottoscritto), è riuscita a costruire una relazione con Cooper-Dougie.
La scena, oltre a contenere una sorta di spiegone (Albert che racconta a Tammy l’origine di Blue Rose), unica volta all’interno della filmografia di Lynch, ci riporta alla cultura tibetana, come la serie degli anni Novanta. La rosa blu viene definita una “tulpa”, un’entità incorporea creata attraverso particolari metodi meditativi sviluppati dai monaci, un’essere, che vive nel piano astrale, che può essere visualizzato sotto molteplici aspetti. Il riferimento alla cultura tibetana riporta ad un’altra delle scene più stranianti del mondo di Twin Peaks e forse anche una delle più famose (anche perché spesso citata da chi non vede di buon occhio la serie): nel secondo episodio, Cooper costringe gli agenti della polizia di Twin Peaks a cercare connessioni nel caso Laura Palmer lanciando sassi contro una bottiglia di vetro, ovvero lo zen applicato alla caccia di un serial killer. Allora come oggi, di fronte a scene di questo tipo, in un primo momento, si reagisce un po’ come Cole al dialogo iniziale con Lucy.

All’interno di tutta questa sequenza, infine, Monica Bellucci sembra avere la stessa funzione che ebbe a suo tempo Isabella Rossellini in Velluto Blu, cioè fungere da collegamento fra il mondo dei protagonisti e la realtà sottostante alle apparenze della cittadina di provincia. Mentre la Rossellini, in Velluto Blu, era un personaggio interno alla storia, qui la Bellucci è un personaggio totalmente esterno che parla al narratore (personaggio interno) del racconto, interpretando non un personaggio, ma sé stessa (come nella trilogia del sogno, dove i protagonisti incarnano un altro “io”).

Una delle difficoltà maggiori di questa puntata sono gli sforzi di memoria che essa richiede allo spettatore.

Detto della scena di Fuoco Cammina con Me, ci sono altri punti  nei quali si può essere entrati in difficoltà se non si segue la serie con una lente di ingrandimento: a parte Chad che viene arrestato per essere in combutta con Richard Horne, riappaiono sullo schermo Naido, la ragazza cinese senza occhi, comparsa a Cooper nel terzo episodio, nel suo viaggio fuori dalla Loggia Nera, e Freddie, il collega vigilante di James. Anche Freddie è già apparso in questo Ritorno, nel secondo episodio accompagnava James al Roadhouse e, visto che, in questa scena al Great Northern Hotel, James parla ancora una volta di andare al Roadhouse, di nuovo torniamo a chiederci se, quanto avviene ora, precede o segue gli eventi già mostratici, compresa l’esibizione canora dello stesso ex fidanzato (segreto) di Laura Palmer, che ha appassionato la bella Renee, di cui il centauro si è invaghito.

La coppia dei due vigilantes, contemporaneamente, apre nuove linee narrative e si ricollega ad altri plot che già ben conosciamo: ispezionando l’albergo, infatti, anche James sente quei rumori che stanno turbando Benjamin Horne; al contempo, Freddie spiega la propria presenza a Twin Peaks, il perché del guanto, della sua forza e le sue implicazioni con il Gigante.

Lo stesso Gigante da oggi in poi sembra poter trovare un vero nome oltre a quello affibbiatogli dai fan: Fireman, il vigile del fuoco chiamato a spegnere gli incendi del male nel mondo. Durante l’escursione di Truman, Hawk, Andy e Bobby nel bosco (identica a quella che 25 anni fa fecero Truman, il fratello, Hawk, Cooper e il dottor Hayward) al centro di ascolto del Maggiore Briggs e al palazzo di Jack Rabbit, i poliziotti trovano l’accesso alla Loggia Bianca seguendo le indicazioni del militare. È Andy, la purezza fatta persona, ad ottenere il permesso di entrare per poter osservare una serie di elementi che in parte conosciamo e in più qualcosa di nuovo: il mostro apparso nel primo episodio, il male diffusosi nell’episodio 8, la ragazza che corre nel pilot originale di Twin Peaks, una foto di Laura con due angeli pacchiani, la donna appena trovata nel bosco, Evil Cooper e Cooper nella Loggia Nera, il telefono della centrale che squilla, lo stesso Andy con Lucy, di nuovo Naido, il palo numero 6 con altri numeri sopra. Naido viene poi portata in una cella di sicurezza dove troviamo uno dei tanti personaggi inquietanti di questo racconto: un ubriaco, pestato pesantemente, che non fa altro che ripetere quanto viene detto in sua presenza. 


Inquietante è anche la scena di Sarah Palmer, conclusa con la morte del corteggiatore molesto. Come Laura, anche Sarah si toglie il volto, facendo vedere al proprio interno un’immagine orrorifica: una mano senza un dito e un ghigno malefico, là dove invece Laura aveva mostrato qualcosa di diametralmente opposto, fatto di luce. Questa porzione di racconto sembra quasi volerci dire come possa essere cambiata in tutti questi anni la vita della madre di Laura, che in un colpo solo ha perso marito, figlia e nipote, diventando, sembrerebbe, un contenitore per il male.

Infine si aggiunge un’altra puntata dell’intrigo di Audrey. Billy, l’uomo che lei cerca, è stato visto l’ultima volta da una ragazza e da sua madre, con la quale per altro Billy detiene una relazione segreta e clandestina, Tina, già nominata da Audrey nel suo dialogo sconnesso.

Mancano ancora quattro puntate alla conclusione e lo show procede spedito verso la sua conclusione riportando al pettine molti nodi, anche se non tutti, così da poter lasciare altra carne da cuocere nel forno. Ed ovviamente torna ad aprire nuovi sviluppi narrativi, perché non tutto in Lynch potrà raggiungere la sua completa spiegazione.

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