Cinema

Tutti i Soldi del Mondo: Recensione del film di Ridley Scott con Michelle Williams

tutti i soldi del mondo

Titolo: Tutti i Soldi del Mondo (All the Money in the World)

Anno: 2017

Durata: 132 minuti

Genere: Drammatico, biografico

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: David Scarpa

Cast principale: Michelle Williams, Christopher Plummer, Charlie Plummer, Mark Wahlberg, Romain Duris

Non importa se in positivo o in negativo: basta che se ne parli. Dovrebbe essere la legge d’oro di Hollywood e, per molti aspetti, lo è davvero. La pubblicità fa la metà del lavoro nella promozione e negli incassi di un film. Se poi la pubblicità coinvolge il fattore “molestie”, che ormai è ben oltre qualsivoglia controllo da parte dei media o dei diretti interessati, questa pubblicità è ancor più incisiva. Per un film come Tutti i Soldi del Mondo, se mi è permesso, è forse addirittura l’unica speranza di successo.

Perché Ridley Scott ci prova anche a regalare al pubblico un bel film, è evidente. Purtroppo pecca di superbia e invece di adattarsi alla storia, come avrebbe dovuto, finisce con il plasmarla e piegarla, fino a renderla irriconoscibile. I suoi ritmi, i suoi tempi, i suoi attori e le sue scelte artistiche subentrano in maniera troppo invadente nella pellicola. Senza contare che un film come questo può funzionare ovunque tranne che in Italia: è palesemente l’americanata di turno che ha per ambientazione Roma. Se non sapete di che parlo, la scena della Fontana di Trevi, più simile a Times Square che non alla capitale nostrana, dovrebbe darvene un’idea ben specifica.

Tutti i Soldi del Mondo e ancora non è abbastanza (nemmeno lontanamente)

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10 luglio 1973. In una Roma di stelle del cinema e prosperità, John Paul Getty III (Charlie Plummer) viene sequestrato da alcuni membri della ‘ndrangheta. Nipote dell’uomo più ricco del mondo, John Paul Getty (Christopher Plummer), i rapitori sperano che il fondatore della Getty Oil possa pagare un riscatto generoso per il nipote. Mentre il nonno sembra tutt’altro che propenso a pagare, sarà la madre di Paul, Abigail (Michelle Williams), con l’aiuto dell’ex agende dell’FBI Fletcher Chace (Mark Wahlberg), a combattere per il ritorno del figlio e per la sua vita.

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In se la storia, proprio in quanto vera, aveva delle sfumature che erano necessariamente interessante. Tutti i Soldi del Mondo aveva una sceneggiatura, scritta da David Scarpa, molto promettente. Il suo primo difetto è tuttavia l’eccessiva lunghezza. La durata del film, che preme volontariamente sulla lunga durata della prigionia del protagonista, annoia ben presto, riscuotendo così l’opposto dell’effetto desiderato. La lunghezza non riesca nemmeno a creare il pathos desiderato, facendo scadere buona parte delle scene in un insensato giro di parole e azioni. Uno degli esempi è l’intero siparietto della statuina si-e-no con Michelle Williams: di questo, come di tante altre scene, non c’era davvero bisogno.

La profondità mai raggiunta e il coinvolgimento non pervenuto

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Niente musica epica, niente introspezione dei personaggi: per più di due ore sembra di guardare un servizio di telegiornale raccontato da un giornalista alle prime armi. I personaggi, proprio perché tanti, non riescono a entrare davvero nel cuore dello spettatore – eccezion fatta per Michelle Williams. Il personaggio del ragazzino rapito è si, drammatico, e alcune scene sono davvero macabre (anche in quel caso, siamo sicuri che ce ne fosse davvero bisogno, nel tono del film?) ma il suo personaggio non riesce ad essere empatico. Proprio come Paul Getty senior, la cui figura da Grinch spilorcio è sì fastidiosa ma talmente marginale da far dubitare, in alcuni punti, che faccia davvero parte del cast.

Problema delle riprese aggiuntive e della sostituzione di Kevin Spacey? Assolutamente no. Christopher Plummer è perfetto nel suo ruolo di Getty, molto più adatto di quanto Kevin Spacey avrebbe mai potuto essere. Eppure la sua totale assenza di empatia non sconvolge o impressiona. Non fa presa e basta.

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Diverso è il discorso per Michelle Williams e per Romain Duris (che interpreta Cinquanta). La madre del ragazzo rapito e il suo rapitore sono gli unici due personaggi che si ricordano davvero, alla fine della visione. La prima brilla in un ruolo, come lo stesso Ridley Scott aveva più volte affermato, che sembra esserle stato cucito addosso. Il secondo impressiona per un’interpretazione non dissimile, in cui il desiderio di arricchirsi passa in secondo piano davanti al nascere di quel rapporto non esclusivo che si crea in cattività tra due individui, in qualche modo, entrambi in trappola. Romain Duris mi ha ricordato Barkhad Abdi in Captain Phillips, che a sua volta aveva saputo imporsi come attore straordinario accanto al protagonista Tom Hanks.

Un buco nell’acqua per Ridley Scott

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Come accennavo prima, Tutti i Soldi del Mondo è purtroppo un film che riesce male, anche ad un regista con tanti anni di successi alle spalle come Ridley Scott. L’Italia ha un suo modo di essere vissuta e raccontata, un suo modo di esprimersi che purtroppo il regista non coglie a pieno. Si sforza di far combaciare lo stile americano con un paese che di americano ha molto poco, purtroppo.

La lunghezza eccessiva della pellicola non solo ne pregiudica la buona riuscita ma ne determina un calo di interesse che porta a chiedersi se davvero la sceneggiatura non potesse subire ulteriori tagli, prima di essere montana e girata per il grande schermo. La colonna sonora? Al momento credo non sia ancora pervenuta. Scordatevi le epiche melodie di Hans Zimmer con Massimo Decimo Meridio a cavallo o quelle di Harry Gregson-Williams in The Martian. Dirò di più: una colonna sonora come si deve avrebbe forse reso meno noiose moltissime scene, rendendo meno duro anche l’affrontare un minutaggio così lungo.

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Unica scelta davvero sublime, lo confesso, è stato l’utilizzo della luce e delle scenografie. Le scene che coinvolgono Paul Getty senior sono tutte scure, con riprese in controluce e una tonalità di colori pesante e gravosa. A differenza delle scene che riguardano il giovane Getty, sempre circondato da un’aureola di colori più caldi e portatori di speranza.

Una condanna fatta a cuor “pesante”

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Non è facile dire che Tutti i Soldi del Mondo non mi sia affatto piaciuto. Un peccato sia perché ritengo che Ridley Scott sia un regista davvero capace sia perché avevo grandi aspettative per la pellicola, considerata la storia che racconta e considerato l’iter del film in se. Purtroppo non c’è molto da consigliare in questo film, se non appunto l’interpretazione di Michelle Williams, davvero straordinaria dall’inizio alla fine. La lunghezza è eccessiva, la colonna sonora inesistente, lo spessore dei personaggi non è pervenuto, proprio come una caratterizzazione della vicenda che riesce a renderla più concreta e meno astratta.

Non resta quindi che rassegnarsi e domandarsi: è tutta una questione di pubblicità, alla fine dei conti? A quanto pare con Tutti i soldi del Mondo è davvero così.

Tutti i soldi del mondo
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
2.5

Riassunto

Un buco nell’acqua.

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