Recensioni

True Blood – 5.12 Save yourself (season finale)

Un’ occasione in parte sprecata per Alan Ball per dare uno spettacolare finale alla sua avventura con True Blood. Certo, per alcune caratteristiche è il True Blood nella sua declinazione trash, caciarona, insensata e volutamente appariscente, aspetti che molti fans di True Blood idolatrano fino alla follia, ma andando oltre a questo oceano di paillette e corpi che esplodono, la scrittura a volte latita e prende alcune strade a volte eccessivamente forzose.

Bum, pronti, via, addio Russell Edginton. Il miglior villan ever di True Blood, riciclato dopo una quarta stagione confusa dello show, ci abbandona ancor prima che la nostra attenzione si sia ancora fissata sull’episodio. Sicuramente uno shock e sicuramente controtendenza; mi sarei aspettato di vedere Russell come una parte fondamentale dell’episodio finale, invece, via, dentro un altro. Sicuramente, vista la marea di cose da raccontare e per non rubare la scena con la sua capacità istrionica ad un finale tutto Bill Compton, era sensato levarlo subito di mezzo, ma la domanda è, perché riciclarlo, per usarlo come simpatico folletto e poi farlo fuori in mezzo secondo? E non sarebbe stato più interessante vedere più Russell che qualche minuto di storyline lupi mannari, che tra l’altro si risolve anche questa con una faciloneria d’acchitto, con il bell Alsiiid che beve un po’ di V, fa a pugni e fa pure fuori il cattivo vecchio capobranco in una ventina di secondi, ok storia finita?

Mi tolgo subito il peso, prima di passare alla parte principale: la fata Maurella e il parto multiplo. Anche qui entriamo in un territorio duplice. All’occhio del amante del trash e delle esagerazioni Trubloddiane, sicuramente la scena è apparsa divertente e pazza, oltre a dare sicuramente il la a una nuova storyline per la sesta stagione. Vista con un occhio esterno, la sequenza è un’altra conclusione affrettata e confusa di una storyline decisamente priva di rilevanza.

Ora siamo all’authority e al troncone principale di questa stagione. Facciamo una premessa: l’Authority s’era effettivamente presentata come una delle cose più fighe che si vedevano in True Blood da anni, questo misto di potere e religione, questo concetto che aleggiava ma rimaneva un mistero di fondo, più volte nominato ma mai affrontato, e sicuramente nella prima parte di stagione il tutto aveva retto l’impatto, ma a partire da “In the Beginning” l’Autorità inizia a sciogliersi come un vampiro al sole, trasformandosi in una congrega di studenti strafatti e non facendo più trasparire quel senso di potere e gestione del mondo vampiresco che la permeava prima. Da quel punto in poi, danno decisamente l’impressione di allegri alcolizzati. Ma l’insieme, nonostante questa perdita di fascino, si è mantenuto tutto sommato scorrevole, anzi, insieme alla storyline delle fate e quando le due cose hanno iniziato a convergere, si sono dimostrati il pilastro piacevole della narrazione.

Ed è stato sostanzialmente così anche in questo episodio finale, perché alla fine True Blood quando è compatto e non si distrae in mille rivoli dà il meglio di se, quantomeno come piacevolezza nel guardarlo. Altro discorso è sicuramente come dare una fine alla storia che stai raccontando e l’autoeliminiazione sostanziale dell’Autorità per questa faida intestina è stata una scelta quantomeno discutibile. Una delle note liete, soprattutto per il LOL, è sempre Jason, che nella sua schizofrenia, questa volta forse procurata anche dalla bella botta che ha preso, si ritrasforma nel Rambo anti vampiri e vederlo vestito di nero con occhiali tattici che spara a tutto quello che si muove è assolutamente spassoso, quasi quanto sentirlo abbozzare discorsi seri e profondi nel viaggio in macchina con Sookie.

La forza di True Blood è spesso in alcune delle sue figure, a volte comiche, a volte sarcastiche, come la sempre impagabile Pam, che anche in questo episodio ci regala perle di saggezza, soprattutto anti Sookie, anche se, devo dire sinceramente, la romance Pam-Tara, mi ha decisamente disturbato; non l’ho trovata assolutamente necessaria, anzi decisamente eccessiva. Il rapporto tra Pam maker e Tara figlia mi era piaciuto molto, sia perché rivalutava la figura di Tara, sia perché esprimeva quel rapporto di maternità e affetto mancato che aveva contraddistinto la vita di Tara e forse anche la mancanza di affetti di Pam, se si esclude Eric. Buttarla in un lesbo soft, mi sembra proprio sia un buttarlo in vacca. Preciso, a scanso di equivoci, la mia affermazione precedente non è omofoba, mai cosa più lontanta da me, avrei solo trovato più sensato lo sviluppo del rapporto “madre-figlia”.

Poi arriva il finale, con la trasformazione di Bill nella divinità malvagia e nel probabile big villan della prossima stagione (senza scordarci che abbiamo anche un Warlow che si aggira chissaddove).

Ho pensato fino all’ultimo che in qualche modo avrebbero salvato Bill, con qualche vaccata immonda come “t’ho sempre amato, ce la facciamo”, invece qui Ball fa una scelta decisamente coraggiosa e controcorrente e questo va apprezzato.

Ci lasciamo con le solite tante porte aperte e le solite tante storyline imbastite, con una stagione sicuramente migliore della precedente e con la parte di True Blood più trash sicuramente in gran spolvero, ma con anche alcune scelte e facilonerie narrative che potrebbero essere evitate. Ci lasciamo comunque con uno show che resta un must dell’estate.

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