Recensioni

True Blood – 5.09 Everybody Wants To Rule The World

Ci lamentiamo spesso, quando parliamo di True Blood, delle numerose storyline a volte slegate.
E’ solito leggere opinioni discordanti sugli episodi di questa serie, molti mostrano un disinteresse  per alcuni archi narrativi che risultano inutili, vengono visti addirittura come minutaggio sprecato per altre trame, ci dimentichiamo, forse, e anche a me è successo, che True Blood nasce di fatto come una serie corale, quasi tutti i personaggi sono importanti nell’economia della storia generale, in Everybody Wants To Rule The World, il nono di questa stagione, vengono chiuse due archi narrativi abbastanza importanti e si iniziano a tirare le fila per la conclusione della stagione.
Haters gonna hate.
Alan Ball, quest’anno ha pensato di offrirci una storyline sui gruppi d’odio. In modo elegante e abbastanza velato, ci ha mostrato come Hoyt, innamorato rifiutato, abbia facilmente trasformato la sua rabbia verso Jessica in odio verso tutti gli esseri sovrannaturali, stessa cosa accaduta a Sweetie, l’amante del vecchio sceriffo, lasciata dal suo ex fidanzato per una shapeshifter e diventata il leader degli Obamas. Sookie e Hoyte imprigionati da questi frustati violenti, che vogliono fare piazza pulita di tutti gli esseri sovrannaturali, vengono salvati in extremis da Sam, Luna, Jason e Andy.
Nel frattempo, con la morte di Patrick per mano di Terry, viene chiuso anche l’arco narrativo che li coinvolgeva.
E’ stato abbastanza inquietante e un po’ inaspettato, il momento in cui Terry stabilisce di fare quello che è giusto ‘secondo coscienza’ come gli suggerisce la visione della donna irachena, e spara a Patrick che lo aveva implorato di risparmiarlo perché anche lui aveva una famiglia. Risoluzione tutt’altro che scontata a mio avviso.
Ma arriviamo al fulcro, alla storyline centrale: Salomè, Nora e i fondamentalisti di Lillith.

Il fanatismo religioso è arrivato a livelli preoccupanti; Salomè e Nora si sono rivelate per quello che erano sin dall’inizio: due invasate, Russell e Newlin vanno in giro a rubare cuccioli di lupo (leggi: Emma, m’immagino già la reazione di Luna) e cieligian sulla torta, Bill si  è convertito improvvisamente ai sanguinisti.
Ma parliamo di Eric, lui è il vampiro old fashion per eccellenza, l’ha sempre dimostrato dalla prima stagione. Mi è piaciuto, ma in questa stagione mi sta sorprendendo; il fatto che sia straziato, letteralmente, dalla strada che la sorella ha preso, l’ha reso ancora più interessante, umano nei sentimenti. Grazie anche alla storyline dello scorso anno, il personaggio ha avuto un’evoluzione importante senza che però fosse stravolto. Bill, invece è rimasto quasi identico, d’altronde non ha mai avuto Godric come padre ed è per questo anche più facilmente malleabile da un vampiro potente come Salomè.
Eric cerca, grazie all’aiuto di Molly, di fuggire dall’edificio dell’Autorità.
Chiede a Bill, ormai imbambolato e vaneggiante in piena conversione, di procurarsi il sangue di Salomè. Mentre lui rapisce Nora, Bill finisce a letto con Salomè (per procurarsi il sangue?) questo lo porta ad avere delle visioni di Sookie e Lillith che apparentemente lo confondono e lo convincono dell’esistenza di un Dio dei Vampiri.
Così nel momento di fuga, Bill tradisce Eric, e lo fa arrestare.
Ora, la domanda è: c’è o ci fa?
Cioè, Bill sta fingendo perché sa che da lì non possono uscire per il momento? Oppure gli è stato veramente fatto un vero lavaggio del cervello, grazie al sangue di Lillith e Salomè? Io spero per il suo bene che stia fingendo, non ci farebbe una bella figura: un vampiro vecchio come lui, che un tempo si faceva scrupoli di coscienza per il comportamento di Lorena, sua madre/creatrice.
Gli ultimi tre episodi si anticipano interessanti proprio per questa trama e per altre situazioni aperte:
le fabbriche del True Blood, per ordine dell’autorità, stanno finendo in fiamme. Vedremo i Vampiri cibarsi degli uomini agli angoli delle strade?  Questo porterà a un’involuzione dei diritti civili per i vampiri?
Eric è stato deposto come sceriffo della Louisiana. Un vampiro dark, con tutt’altre regole prende il suo posto ed elimina immediatamente il divieto di cibarsi in pubblico degli esseri umani.
Alcide ha una crisi di coscienza, ricordando la sua giovinezza e il giuramento fatto al padre di rimanere fedele al suo branco. Un lupo senza branco è un lupo debole, come lo è ormai suo padre: alcolizzato e dipendente dal gioco e esiliato dai suoi simili.

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