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Uno degli scrittori di Tru Calling, Doris Egan, ha rivelato alcuni
dettagli circa la fine dell'arco della seconda stagione e sulla mitologia della
serie. Tutto ciò che sarebbe successo, quindi, se la serie non fosse stata cancellata! Dopo averli tradotti, ve li riporto di seguito in esclusiva. Non potete
postare queste informazioni da nessuna parte senza il mio
permesso!
Si, c’èrano più di tre episodi, e l’ultimo che è andato in onda ha lasciato
tutto in sospeso. Questo è il brutto della televisione; un romanzo finisce dove
è stato supposto che finisca, ma i prodotti televisivi dipendono da così tanti
diversi giudizi sugli affari, i guadagni, gli inidici di ascolto. Ma sono sicuro
che lo sapete già.
Normalmente non avrei svelato come la storia sarebbe andata avanti, ma
normalmente ci stava un’altra mezza stagione nella quale l’arco si sarebbe
completato. So che molte persone si erano appassionato alla seconda stagione e
siete stati lasciati così, senza alcuna spiegazione.
Così, solo per voi, inizio a parlare degli “spoilers”, se così possono essere
chiamati visto che il telefilm è finito.
Innanzi tutto mi sono unito alla crew di Tru Calling verso la fine della prima
stagione, quando l’idea di Jack era già stata introdotta. Ho pensato “Bene,
inizio quando il divertimento è già cominciato”. Abbiamo continuato la storia
fino al mio episodio, “Two Pair” dove, alla fine, al pubblico era chiaro che Tru
aveva un nemico, qualcuno che lavorava contro di lei per mantenere la linea del
tempo originale, senza alcun cambiamento. L’idea, in realtà, non è mai stata
quella di Jack come un vero e proprio “Cattivo”: era solo qualcuno che aveva una
visione differente di ciò che rappresenta il “bene” e ciò che rappresenta il
“male”. Il resto della stagione esplorava il rapporto-scontro tra i due.
Qui è dove inizia la mitologia che non avreste avuto modo di conoscere, visto
che lo show è scomparso. Certamente potrebbe sembrare noioso visto che è stato
solamente scritto, così continuate a vostro piacimento. Immaginiamo che Tru stia
tentando di salvare una donna che sta per morire e incrocia Jack che tenta di
fermarla.
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JACK: Non puoi farlo solo perché hai il potere. E’ sbagliato
TRU: Sto salvando la vita di quella donna! Cosa c’è di sbagliato?
JACK: Chi diavolo sei per decidere che puoi cambiare il bilancio dell’universo?
Ogni cosa che facciamo ha delle conseguenze, Tru. Ogni cosa. Tu salvi una
persona, e cosa accade?
TRU (con il suo migliore sarcasmo): Che lei viva. Vedo quale problema potrebbe
essere.
JACK: Potrebbe (essere un problema) perché c’è un piano nel fare il nostro
lavoro più grande della comprensione di ognuno. Questa donna vive, e di quel
piano non rimane traccia. Lei è a casa quando il suo vicino avrà un attacco di
cuore; lo porta all’ospedale. Sopravvive, e torna a casa per abusare dei suoi
due figli. Uno di loro cresce e diventa il prossimo Una bomber. L’altra sposa un
uomo che era destinato originariamente a qualcun’altra, che sarebbe stato il suo
partner nello scoprire una cura contro il cancro..
TRU: Non puoi saperlo!
JACK: So che c’è un piano, e so che tu lo stai distruggendo, come un bambino con
capisce perché la madre non gli permette di scarabocchiare sul muro.
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Uno degli obiettivi della seconda stagione era quello di iniziare ad abbozzare
l’arco della mitologia per il pubblico televisivo. Ci sono state diverse
discussioni su questo all’inizio dell’anno. Secondo me gli autori devono avere
in mente un’idea chiara della mitologia della serie, anche quando non hanno
intenzione di giocare tutte le carte subito poiché il pubblico se ne accorge
quando qualcosa “rispetta” un grande piano e si sentono maggiormente rapiti
dalla storia.
Inizierò con il “grande disegno”: ci sono due poteri grandiosi nell’universo che
interessano il destino dell’ umanità. La mitologia ha presentato il destino
sotto diverse forme, con le Parche ad esempio, ma per il momento interpretate
questi “Poteri” per come sono – singole forze, gruppi, religiosi, non religiosi.
Ma poiché, chiaramente, la chiamata di Jack è di fermare Tru le due forse sono
opposte, e pronte a scontrarsi.
Il primo potere appartiene al piano originale che la Terra ha seguito per
millenni, se fino alla fine, non lo possiamo sapere (secondo la prospettiva di
Jack è il suo potere che segue un piano che, per il bene del futuro, deve andare
rispettato e mantenuto intatto). In seguito un secondo potere, ribelle, emerse
pronto ad intervenire per cambiare le cose. Per “Migliorare” le cose, correndo
il rischio di rovinare il piano originale (il che sarebbe stato spiegato meglio,
nel tempo, col continuare della serie). Il potere ribelle – e qui sospetto che
sono stato influenzato leggermente dalla “rivolta contro il paradiso” di Philip
Pullman – è espressione del libero arbitrio e della scelta individuale. Ecco
cosa fanno:
Quando una persona muore chi ha la possibilità di cambiare il destino
interviene, qualcuno che ha la capacità di influenzare il Destino. Questo
Potere…apre una porta, potremmo dire. E viene offerta a questa persona una
scelta: attraversare la porta o no, tornando a finire la propria vita. Nel
secondo caso, se lo vuoi veramente, chiedilo.
Ogni volta che Tru salva qualcuno che le chiede aiuto, modifica “leggermente” il
destino e il suo piano originario, allontanandosi, leggermente, da quello che –
definiamoli editori – avevano prestabilito. Sarebbe interessante se questi piani
finissero da qualche parte, in un luogo arido e dove non si trova la razza
umana. Ma quale?
Quello che abbiamo sono due destini competitivi, che si battono per il controllo
dell’umanità.
E adesso torniamo ai processi del gruppo.
Avremmo imparato che uno dei vantaggi di Jack su Tru è il suo mentore, il padre
di Tru, che è vivo e che può insegnargli ciò che i suoi predecessori hanno
insegnato, in precedenza, a lui. Il mentore di Tru sarebbe stata sua madre, ma è
morta inaspettatamente; l’episodio che stavo scrivendo quando lo show è stato
cancellato avrebbe preso luogo durante una rapina in banca mentre suo padre
stava consultando il diario segreto della madre lasciato in deposito sicuro.
Quando il giorno si ripete Jack non dice al padre di Tru della rapina perché
Richard deve trovarsi lì per decidere quale degli ostaggi deve essere sparato,
poiché era stato, nel Giorno Uno, costretto a farlo da uno dei rapinatori. E,
naturalmente, non dice a Tru del diario, evitando così che possa scoprire più
del dovuto. (E Jack deve intervenire nella situazione degli ostaggi per
assicurarsi che a morire sia la stessa esatta persona anche nel Secondo Giorno).
Ecco il “Grande Disegno”. E adesso arriviamo all’arco specifico interrotto nel
bel mezzo dalla cancellazione di Tru Calling. Le conseguenze di cosa succede
quando Tru usa il suo dono per rispettare il sua piano, a parte ciò che è
scritto nel destino; quando salva un amico che non gli ha chiesto aiuto.
Nella seconda stagione di Tru – forse a causa della sua doppia parentela – la
linea tra vita e morte è divenuta molto più sottile. In un periodo di grande
sofferenza emotiva, quando inizia a mettere tutto in discussione, avevamo
pensato di farle incontrare in sogno la madre, così da farle parlare
direttamente, oppure che Tru, esausta, una volta sedutasi ad una solitaria
stazione degli autobus, iniziasse una conversazione con uno sconosciuto che
finisce con l’individuare la sua preoccupazione. Solo dopo ci si rende conto che
lo sconosciuto è morto, e che possa essere qualcuno con un interesse speciale
verso di lei – forse un amico della madre, qualcuno che abbia avuto il “potere”
prima di lei. C’è stato un momento che ho pensato che potesse essere
interessante dare una parziale “risposta” a Tru, in modo da farle dimenticare
ogni preoccupazione che lei potesse agire, invece che nel bene, nel male.
Così se i Destini non danno a Tru o Jack ordini specifici, come fanno a sapere
cosa fare? Con Tru questa domanda non è difficile: anche se non è a conoscenza
di tutto sa che può salvare le vite e lo fa. Sebbene Tru cambi un futuro per uno
che non sa, è impossibile per lei, che è un’eroina, stare ferma e vedere
qualcuno morire.
Più problematico è Jack: se non ha una conoscenza di “tutto”, perché sosterrebbe
che salvare la vita è una cosa cattiva? La risposta è che lui sa più di quanto
dice. Non del corso del futuro (o almeno non specificamente) ma ha accesso alla
sapienza dei suoi predecessori che gli hanno tramandato, partendo dai “Primi”. E
ha avuto un’esperienza vicina alla morte, con alcuni momenti speciale.
Ricordato che io ho detto che c’èra una differenza qualitativa tra il potere
primario, che deve mantenere le cose come stanno e quello ribelle che vuole,
invece, cambiare il piano. Mentre Tru ha scoperto, per caso, il suo dono e ha
deciso di seguire la sua “chiamata” Jack è stato clinicamente morto, e la sua
esperienza vicina alla morte, l’ha messo faccia a faccia con qualcosa che può
ricordare interamente e gli è stato detto che, se avesse scelto di tornare in
vita, avrebbe dovuto lavorare per “Loro”.
(Che ci porta alla domanda. Se Jack è stato riportato in vita per lavorare per
“Loro”, cosa accadrebbe se Jack decidesse di non rispettare il patto? E si, ciò
sarebbe stato esplorato nell’arco della seconda e delle successive stagioni).
Una volta che Jack è tornato in vita, non era sicuro di cosa fare. E poi, un
giorno, ha iniziato a rivivere le giornate – nello stesso momento in cui Tru
l’ha fatto, sebbene lui non avesse una coscienza dell’accaduto. Per questo
motivo è finito in un ospedale psichiatrico dove è stato trovato dal suo
mentore, il padre di Tru. Richard non aspettava altro che uno come Jack
apparisse e le sue ricerche si estendevano soprattutto all’interno degli
ospedali psichiatrici e non appena sentì qualcuno che affermava di rivivere le
giornate, l’aveva trovato. Così andò da Jack e disse “So esattamente cosa stai
passando e so cosa ti è successo quando eri clinicamente deceduto. E so molte
altre cose che avrai bisogno di sapere. Ti consiglio di ascoltarmi”.
Attraverso il padre di Tru, Jack ha accesso alla conoscenza di generazioni di
suoi predecessori. La madre di Tru avrebbe svolto lo stesso compito per Tru, ma
è morta quando Tru era troppo giovane, e tutto ciò che le aveva lasciato,
scrivendolo su un diario, è stato confiscato da suo marito. Ma quello tra la
madre e il padre di Tru è un caso: i due “campioni del destino” non sono
destinati a sposarsi. Ciò vorrebbe dire annullare il gioco.
Circa l’arco che avrebbe coinvolto il personaggio di Jensen.
Quando Jensen muore non chiede l’aiuto di Tru. Forse non ha avuto la possibilità
di “attraversare la porta” (vedi prima parte, ndr) o non ha voluto lasciando
andare la sua anima nel posto a cui sono destinate.
Ma una volta che il giorno si ripete Tru lo salva lo stesso. Quando il corpo
morto di Jensen le giace di fronte Tru non conosce la verità, che è già andato –
sebbene lei ha qualche sospetto di compiere un’azione sbagliata o pericolosa – e
decide di salvarlo, nonostante l’avvertimento di Davis, perché è stanca di
perdere le persone che ama e di “riarrangiare” la sua vita per un potere che non
riesce a capire. Poiché Jensen non gli chiede aiuto, Tru è pronta ad accettare
la richiesta di qualcun altro per poi salvarli entrambi.
Ma la sua anima è già stata “impegnata”, cioè ha già raggiunto il posto che le
anime devono raggiungere, e non può tornare ma il suo corpo, i suoi ricordi, e
le abitudini della sua personalità continuano dopo la sua morte. L’idea era
quella che, mentre l’arco si sarebbe sviluppato, avremo visto anomalie nello
sviluppo del personaggio: la personalità di Jensen sarebbe iniziata a cambiare e
il ragazzo avrebbe iniziato ad avere un innaturale interesse verso la morte.
Avrebbe iniziato ad incutere timore, anche in Tru, che inizia ad essergli sempre
maggiormente legata. Jane Espenson (una delle autrici) ha scritto una bellissima
scena “disturbata” che sono spiacente non avrete mai la possibilità di vedere –
Tru e Jensen che parlano sul divano, guardando un film.
Come la storia si evolve ci accorgeremo che le cose che per Jensen contavano
qualcosa – come il bisogno di ottenere il rispetto del padre – non saranno più
delle sue vulnerabilità. Avremo visto scene in cui Jensen sarebbe stato
implicato in atti violenti, seppur in modo ambiguo, tanto che nemmeno Tru
sarebbe riuscita ad accorgersene fino al momento in cui Tru, durante una
normalissima giornata, riceve la richiesta di aiuto dal padre di Jensen, e il
giorno si ripete. Ma prima che la giornata si ripete Tru si rende conto che
questo non è l’unico omicidio commesso da Jensen, ma che è il’uomo dietro ad
un’altra serie di terribili omicidi. E, quando il giorno ricomincia, Tru si
sveglia al fianco di Jensen: ora sa che è diventato un mostro.
E che l’ha creato lei. Una volta era un ragazzo che l’aveva conquistata con la
sua generosità e intelligenza, il suo senso dell’umore e la sua dolcezza. Ora è
ancora intelligente: non c’è alcuna prova contro di lui. E ucciderà altre
persone, iniziando con suo padre nel giorno che si ripete a meno che lei non si
prenda la responsabilità di determinare la sua fine. Così è costretta a chiedere
aiuto alla persona con esperienza nel far finire le vite umane: Jack.
Ecco l’arco, che si sarebbe concluso a metà stagione. C’è anche l’arco della
seconda metà della seconda stagione ma, visto che non siete stati interrotti nel
bel mezzo (come invece con l’arco della prima parte) non c’è nessuna urgenza.
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