News Serie TV

Timeless, Travelers, Frequency e l’invasione dei viaggi nel tempo

Timeless

Il mio professore di sceneggiatura era solito parlarci di una ruota dei generi. Una sorta di schema ciclico che poteva spiegare e prevedere il ripetersi di temi e generi narrativi nel susseguirsi degli anni, dove mode apparentemente diverse, si ripetevano sempre uguali ad intervalli più o meno fissi.
Questa ruota poteva quindi spiegare il ripetersi degli stessi temi e generi in libri, film e telefilm che sembravano sempre spuntare tutti insieme.

E’ forse per questo che in questa stagione telefilmica 2016-2017 ci siamo ritrovati assediati dai telefilm sui viaggi nel tempo? O, più semplicemente, è l’originalità che è ormai defunta? O peggio ancora solo le case di produzione che si spiano e copiano senza alcun pudore?

Un panorama che vedeva già presenti telefilm come 12 Mokeys e Legends of Tomorrow, Outlander e The Flash, si è così ampliato di ben altri cinque elementi:

Timeless: dove un team improbabile viene mandato indietro nel tempo all’inseguimento di un losco individuo che spera di cambiare il presente, sabotando il passato.

LEGGI ANCHE: Timeless: un’avventura attraverso la storia, recensione della prima stagione

Timeless

Frequency: dove padre e figlia, divisi dal tempo, ma uniti da una sorta di radio magica, indagano insieme su un crimine nel tentativo, cambiando il passato, di modificarne il tragico risultato.

Travelers: dove degli umani del futuro vengono downloadati in persone dei nostri giorni allo scopo modificare alcuni eventi che porteranno nel futuro alla distruzione quasi totale della razza umana.

Time After Time: dove Jack lo squartatore ruba una macchina nel tempo e arriva nei giorni nostri per fare su larga scala quello che già faceva nel passato (chi si è inventata questa roba è davvero perso).

Making History: una commedia dove tre amici viaggiano nel tempo infilandosi in una grossa borsa da ginnastica, in un continuo confronto tra la vita moderna e quella passata.

Perché questo affollamento? Qual è il fascino dei viaggi nel tempo? Se volessimo trovare una spiegazione affascinante potremmo considerare il fatto che i viaggi nel passato possono rappresentare una fuga da un presente tutt’altro che piacevole, da una modernità che si rivolta contro di noi e ci spaventa e che continua a sorprenderci in negativo… pensiamo solo alla situazione politica americana attuale. Il passato, spesso in modo semplicistico, ci appare più semplice e puro del presente, soprattutto se corredato di corsetti e gonne lunghe.

Un altro aspetto interessante dei viaggi nel tempo è la possibilità di porre rimedio ai propri errori passati, con il compiere da capo alcune scelte per modificarne il risultato. Rivisitare la propria storia, poi, ha anche un carattere educativo e auto celebrativo che non è da sottovalutare. Ma forse, più semplicemente, i viaggi nel tempo sono divertenti. Mantengono ancora quelle caratteristiche più pure del genere avventuroso, come l’addentrarsi in luoghi (tempi) che, seppur conosciuti, restano in larga parte inesplorati. Ed allo stesso tempo, poiché non esiste una legge scientifica che regoli i viaggi nel tempo, agli sceneggiatori è permesso di scatenare la propria creatività e di inventarsi i confini più adatti alla loro narrazione, dando origine a degli universi tutti loro in cui è possibile raccontare storie di qualsiasi genere.

LEGGI ANCHE: Travelers: recensione dello sci-fi con Eric McCormack

The Flash 3x15 3x16
Tutti aspetti positivi, insomma? Non proprio. Proprio questa libertà di azione e questa mancanza di regole fisse, sfocia a volte in vera e propria approssimazione. In una libertà così ampia che, nel rendere possibile ogni cosa, toglie peso e validità agli avvenimenti (ciao Flash, sto pensando a te). Regole più rigorose e complesse, d’altra parte, corrono invece il rischio di diventare troppo cervellotiche e di far spaventare lo spettatore occasionale che potrebbe trovare la narrazione troppo impegnativa da seguire. Ed è proprio questo voler bilanciare le sue cose ha dato spesso origine a prodotti ibridi (con casi della settimana tenuti insieme da una mitologia abbozzata) che finiscono a non soddisfare nessuno.

LEGGI ANCHE: Frequency: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Sarà questo il motivo, oltre alla ovvia saturazione del mercato, per cui abbiamo visto fallire miseramente gran parte delle proposte di questa stagione? Sia Frequency che che Time After Time sono stati cancellati prematuramente e lo stesso Timeless, che ha comunque saputo raccogliere attorno a sé un piccolo gruppo di fedelissimi, si ritrova con ben poche possibilità di essere rinnovato per una seconda stagione. Possiamo quindi definire questo fiorente trend dei viaggi del tempo un quasi totale fallimento?

E voi? Avete seguito qualcuno di questi telefilm? Quale vi ha convinto di più e quale di meno? Dove hanno sbagliato?

Comments
To Top