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This Is Us sa come toccare le corde giuste. Recensione episodi 2.01 e 2.02

this is us milo ventimiglia

Ci sono delle leggi immutabili nell’universo. C’è la legge della forza di gravità, quella della relatività, quella della diffusione del calore. E poi c’è quella legge di This Is Us – o “legge della lacrima” – secondo la quale è matematicamente provato che in uno o più punti di un episodio della serie tv lo spettatore piangerà anche l’anima. Il merito è, come abbiamo ripetuto più e più volte, di trame e storyline minuziosamente studiate per appellarsi ai punti deboli di uno spettatore alla ricerca di umanità ed emozioni facili.

Non si guarda This Is Us nella speranza di godere di qualche poliziesco da quattro soldi o di scene d’azione sanguinose. Lo si guarda consapevolmente per immergersi in una vasca di sofferenza, dolore e nostalgia. Lo si guarda per la dolcezza di Jack nei confronti della sua famiglia, dei ricordi di Rebecca e della sua devozione verso i propri figli. Lo si guarda per le differenze con cui Kate, Kevin e Randall affrontano la vita, senza mai dimenticare la forza del rapporto che li unisce.

E’ quella stessa forza di unità e di amore che introduce la nuova stagione della serie tv con Milo Ventimiglia e Mandy Moore. In particolare ponendo l’accento su quella domanda che ci aveva ossessionato per buona parte della stagione precedente: come e perché è morto Jack Pearson?

Jack Pearson e il mistero della sua morte finalmente svelato

this is us family

Credits: NBC

Non esiste This Is Us senza il suo pater familias: non esiste This Is Us senza Jack Pearson e senza Milo Ventimiglia. E’ qualcosa con cui la serie tv ha dovuto fare i conti molto più duramente di quanto forse gli stessi sceneggiatori si aspettassero. Quando è stato chiaro che la vita dei giovani Pearson era proseguita senza il padre, morto quando erano ancora adolescenti, è stato altrettanto chiaro che la morte di Jack sarebbe stata un evento immobile, impronunciabile, qualcosa da temere e, al tempo stesso, guardare con reverenza.

Il primo episodio della nuova stagione rassicura da un lato per demolire completamente quelle stesse, lievi e sottili speranze quasi un istante più tardi. Lo fa prima mostrando una vulnerabilità nel rapporto di Jack e Rebecca, quella dell’alcolismo nuovamente entrato in gioco. Un problema che sappiamo che sono entrambi in grado di affrontare, sia come coppia che come persone indipendenti. Ma neppure la forza di volontà può nulla contro il destino o l’universo, che è quello che in fin dei conti ha il potere di veto su qualsivoglia decisione nella nostra vita.

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Sappiamo dunque che Jack morirà in un incendio. Sappiamo che la sua sarà una morte che sconvolgerà non soltanto i suoi figli, ma anche e soprattutto sua moglie. E’ Rebecca infatti a parlare a Randall, in una discussione circa l’adozione di un nuovo bambino a cui lui e sua moglie stanno pensando, di quanto suo padre fosse quanto di più vicino ci sia alla perfezione in un uomo. Una verità ancor più complessa e dolorosa alla luce di quello che sappiamo stare per accadere nel passato ed essere già accaduto anni prima nel presente.

Randall, ricordi che perseguitano il presente e scelte complesse

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Credits: NBC

Randall è, ancora una volta, tra i personaggi più complessi e meglio delineati dell’episodio, stavolta secondo soltanto a Kate. La centralità del suo desiderio di adottare un bambino è influenzata naturalmente dalla morte prematura di un padre appena ritrovato e, al contempo, un tentativo di onorare la sua memoria insieme a quella del padre che l’ha cresciuto, Jack. E’ questo che guida con così tanta energia Randall, questo a spingerlo addirittura a entrare in conflitto con Beth in maniera quasi innaturale.

Il compromesso a cui arrivano, benchè ragionevole, sembra essere comunque troppo drammatico per non sconvolgere, poco o tanto, l’equilibrio della loro famiglia. Adottare un bambino non più piccolo, ma più grande, qualcuno che non soltanto potrebbero amare, ma farlo nella consapevolezza che nessun altro potrebbe farlo mai.

In assenza di William, la storyline dell’adozione sembra per ora uno spunto interessante per la parentesi Randall – Beth. Si tratta ovviamente di un punto interrogativo il cui esito non potrà che trasparire completamente all’arrivo o non-arrivo di un nuovo membro nella famiglia di Randall. L’attore giusto potrebbe fare tutta la differenza, ma anche l’assenza di un nuovo figlio sarebbe una giustificazione da esplorare. Insomma, per ora gli assi sono ancora tutti nel mazzo.

Kate, l’ombra di una madre migliore in tutto, ed il ritorno del “Manny”

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Credits: NBC

La vera protagonista del secondo episodio, tuttavia, malgrado la trama dell’adozione sempre presente, è quella che vede al centro Kate ed il suo bisogno di essere all’altezza di una madre praticamente perfetta. Più e più volte avevamo visto in passato come Rebecca, anche se involontariamente, avesse creato in Kate un bisogno di competizione, di raggiungere un ideale rappresentato proprio da una mamma angelica e ideale. Stavolta il punto di non ritorno è il canto. Se per Kate il suo primo ingaggio è qualcosa di unico e indimenticabile, sua madre non perde occasione per spostare l’attenzione su di sé, benchè non lo faccia con cattiveria.

Lo scontro tra le due è inevitabile e la scritta “drama” lampeggia con insistenza sul terzetto composto da Rebecca, Kate e Toby. A lui va il merito di difendere la sua posizione di “team Kate” ad ogni costo, facendosi finalmente apprezzare da una futura suocera che non ne era certo entusiasta.

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Ed è nel passato che il momento più intenso del personaggio di Kate ci viene svelato. Quel momento in cui vediamo come il vero legame della bambina-Kate non fosse con la madre bensì con il padre. Un padre che rappresentava per lei molto più di quanto, purtroppo, possa rappresentare sua madre.

Meno significativo è il passaggio dedicato a Kevin, che però avrà senz’altro una propria storyline nel corso della stagione – benchè al momento si fatichi a intravederla.

Un incipit lacrimoso, doloroso per This Is Us, ma non di meno bellissimo

Si tratta quindi di un ritorno in pieno stile This Is Us. Ci sono momenti in cui non possiamo trattenerci dal ridere, altri in cui piangiamo senza sosta. Tutte cose a cui questa serie tv ci ha ormai abituato e che dovrebbero essere una normalità e non un’eccezione.

I flashback continuano a costituire un punto fondamentale della narrazione, importanti forse anche più del presente. Arriverà un momento in cui i flashback toccheranno momenti senza Jack Pearson e la sua figura paterna? E’ possibile, anche se speriamo non arrivino mai.

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