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The Walking Dead: va a finire che questa era la miglior puntata – Recensione episodio 8.05

The Walking Dead Negan
AMC

Sebbene mi sia addormentato per tre volte, mi sono sempre risvegliato con lo stesso dubbio: ma se questa fosse la miglior puntata di stagione di The Walkind Dead? Non lo so se lo sarà mai; se lo sarà, vorrà dire che per The Walking Dead la situazione sta diventando allarmante, considerata l’emorragia di spettatori registrata in questa ottava stagione. Eppure i presupposti per realizzare un puntatone c’erano tutti, peccato siano stati soffocati con scelte di cui non sapremo mai l’origine.

The Big Scary U (U sta per Unknown) è la classica puntata di respiro di The Walking Dead, dove non succede nulla per controbilanciare l’azione, forse troppa, degli episodi precedenti e, teoricamente dei successivi. Nella storia di The Walking Dead questi sono sempre stati episodi noiosissimi, senza senso, come se fossero fatti per riempire il minutaggio. Onestamente, The Big Scary U non infrange questa tradizione, però porta diversi elementi nuovi e presenta non pochi spunti che con poca attenzione avrebbero potuto elevare il tono del racconto di almeno dieci spanne.

La veloce baruffa fra Rick e Daryl.

Alla base c’è sempre la domanda tematica della serie: chi è il vero mostro, lo zombie o l’essere umano? In pratica, Daryl suggerisce a Rick di piazzare dell’esplosivo nel covo dei Salvatori e fare entrare così l’orda degli zombie e sterminare tutti, poco importa se potranno morire anche innocenti lavoratori al servizio di Negan. Per vincere la guerra, è necessario un sacrificio.

La domanda tematica viene quindi mutuata in una sua variante: hai un’arma che può porre fine alla guerra, ma usandola uccideresti molti innocenti, molti meno però delle persone che moriranno se il conflitto prosegue. Cosa fai? Usi o non usi l’arma? In pratica il dubbio che si trovarono di fronte gli americani con la bomba atomica, solo che qui il tormento etico viene risolto in pochi secondi, con una scazzottata fra amici e l’arma mandata letteralmente in fumo.

Un peccato che non ci si sia accorti del potenziale di questo conflitto, che finalmente avrebbe portato in scena originalità, sottraendo spazio a momenti superficiali dell’episodio (Gregory, ad esempio), dando la possibilità di affrontare sotto una nuova luce la lotta interiore che sta animando gli alleati nella battaglia contro i Salvatori. Al contrario ci si è ritrovati con una microsequenza che ricalca le dinamiche dei vecchi film di Natale di Boldi e De Sica, con i due protagonisti che litigano, se le danno e mentre si azzuffano si accorgono che stanno per soccombere a qualcosa più grande di loro e quindi si aiutano a scappare.

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The Walking Dead Rick Daryl

Ma l’aspetto che maggiormente fa incavolare è il trattamento del nodo centrale.

L’idea di rinchiudere Negan e Gabriel all’interno di un piccolo stabile circondato da zombie, poteva veramente essere una perla all’interno della serie. E invece…

Il conflitto era servito su un piatto d’argento, fin dal prologo di puntata: Gabriel che chiede a Dio di dargli una morte che non sia priva di senso. E questo cosa ti organizza? Ti rinchiude insieme all’uomo più spregevole che tu possa incontrare. Ad Hitler, tanto per capirci. Hai l’occasione di ammazzarlo e di porre fine al conflitto e alle morti. Sei però un incapace in combattimento e sai che nell’ucciderlo molto probabilmente saresti ucciso tu stesso. Ma anche in caso di sopravvivenza, la morte sarebbe il tuo destino, perché da quel capanno non uscirai mai vivo da solo. Per farcela avresti bisogno proprio di Hitler. E tu sei un codardo patologico. Quindi? Che fai?

Se si fosse sviluppata questa contrapposizione di intenti, non solo la puntata sarebbe risultata un piccolo capolavoro, ma finalmente si sarebbe dato un senso al personaggio di Gabriel. Eppure il conflitto c’è, viene chiaramente enunciato, ma chissà per quale motivo si decide di non affrontarlo. Si preferisce invece concentrarsi sulla “confessione” dei personaggi. E in una stagione che vuole appiccicarsi addosso il genere action, non c’è niente di peggio del “momento confessione” che distrugge in un attimo il ritmo. E non a caso due delle tre volte che mi sono addormentato sono avvenute in questo punto.

In più, la confessione di Gabriel non ha alcun senso. L’ha già fatta a Rick a suo tempo, perché fargliela rifare ora e perché poi a Negan? E Negan, dal canto suo, da cosa viene spinto a confessarsi? Va bene, scopriamo degli aspetti molto interessanti sul suo passato, la moglie, il suo lavoro. Ma perché ha parlato? Quale esigenza? Nessuna, se non la volontà degli autori di forzare la mano ai personaggi. Come per il piano di evacuazione.

Perché Negan lascia sopravvivere Gabriel? Non metto in dubbio che lo utilizzerà per un suo giochetto e che il prete tornerà ad avere uno scopo più avanti, così per giustificarne la sopravvivenza, ma avrebbe potuto avere uno scopo ben più grande in questo episodio. Per la fuga, infatti, Gabriel appare inutile. Negan sarebbe riuscito a cavarsela anche da solo. Non ce l’avrebbe fatta, invece, se fosse stato ferito seriamente durante la sparatoria. A quel punto entrambi sarebbero stati indispensabili l’uno per l’altro e l’alleanza fra Negan e Gabriel, il diavolo e l’acqua santa, avrebbe sottolineato come si è disposti a tutto per salvarsi la vita. Non solo ad uccidere. Purtroppo così non è stato e tutta la messa in scena è risuonata tremendamente fine a sé stessa.

The Walking Dead Negan

In conclusione, l’unica cosa utile di The Big Scary U rimane il tradimento di Dwight, i sospetti degli altri Salvatori e la “tensione” in attesa che la verità venga scoperta e qualche testa torni a saltare. L’elemento narrativo più importante, invece, lo portano i lavoratori al servizio di Negan: in poche parole lo venerano come una divinità, un reale salvatore che, ai loro occhi, li sta conducendo fuori dall’Apocalisse. Non solo innocenti, quindi, ma ignari, o disposti ad ignorare per ottenere la loro salvezza. Un aspetto non da poco all’interno della guerra e del ritratto di Negan, che entra in conflitto con la voglia di sterminio di molti componenti le truppe da battaglia dell’alleanza, come Daryl nel breve spezzone di Natale ad Alexandria. Un grosso carico sulle spalle, sul cui futuro però in pochi riserbano speranze. E quando perdi tutto non puoi che attaccarti ad un elicottero.

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