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The Walking Dead: ecco la lettera d’addio di Andrew Lincoln ai fan della serie

Andrew Lincoln The Walking Dead

Andrew Lincoln sta per lasciare The Walking Dead. La notizia è stata già largamente diffusa da AMC nei mesi precedenti alla messa in onda della nona stagione della serie zombie più amata/odiata della storia. Ora che manca meno di una settimana al suo ultimo episodio nei panni di Rick Grimes (il prossimo 4 novembre) è tempo di dirsi addio. L‘attore lo ha fatto con una lettera dedicata a tutti gli appassionati dello show che lo hanno seguito nel corso di questi nove anni. Da quando Rick si è risvegliato in un letto d’ospedale, riemergendo dalle tenebre di un coma, fino alla conquista della tanto agognata pace. Una pace che non sembra per niente duratura e il cui destino, a quanto pare, non sarà deciso da Rick Grimes.

La lettera di addio di Andrew Lincoln ai fan della serie

La lettera è indirizzata anche ai media che hanno supportato lo show in tutto questo tempo, ringraziandoli di essere rimasti accanto al suo personaggio nonostante gli alti e i bassi: ‘Grazie per aver fatto insieme questo viaggio. Per questi nove anni di paura, mal di testa, rabbia e, diciamolo, fegato per essere rimasti con noi per oltre 115 episodi‘.

Ringraziamenti anche per gli spettatori, elogiati per aver compreso e supportato lo show nella sua fase di transizione da “uomini Vs zombie” a “uomini Vs uomini in un mondo di zombie”: ‘Nonostante l’altissimo numero di non morti, questa è una storia su cosa significa essere vivi. Una storia di speranza, di famiglia e amicizia. Persone che non hanno nulla in comune che scoprono di avere tutto in comune. Uniti nella loro ricerca per una umanità e un posto da chiamare casa. Una storia che oggi ha più rilevanza rispetto all’inizio‘.

Un pensiero va anche al suo personaggio, Rick Grimes, definito da Andrew Lincoln come il personaggio più eccitante e soddisfacente da interpretare tra tutti quelli della sua carriera. E se ciò è stato possibile, dice l’attore, è anche merito degli amici trovati sul set della serie che lo hanno accompagnato sullo schermo (e fuori) in tutti questi anni, fino alla nona stagione: ‘La stagione che più di tutte assomiglia a quelle che mi hanno fatto innamorare di questa serie. Siamo nel mondo a cui puntavamo sin dal primo episodio‘.

Conclude la lunga lettera con un semplice: ‘Grazie a tutti, per tutto. Per quel che è venuto bene, per quel che è venuto male e anche per quel che è brutto e basta.’

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Ecco tutta la lettera:

Grazie…
Per essere stati con noi in questo viaggio. Per i nove anni di paura, angoscia, rabbia e, diciamocelo, fegato che avete mostrato seguendoci in questi 115 episodi e passa. E per i servizi dei giornalisti che vanno ben al di là dei livelli civilizzati di resistenza umana.
Per aver compreso che, nonostante l’elevato volume di non morti, questa è in realtà una storia su ciò che significa essere vivi. Una storia di speranza, famiglia e amicizia. Persone senza nulla in comune che scoprono di avere tutto in comune. Uniti nella loro ricerca di umanità e un posto da chiamare casa. Una storia che ha forse ancora più rilevanza ora di quando abbiamo iniziato.
È stato il ruolo più eccitante, stimolante e soddisfacente della mia carriera – e per la parte migliore di un decennio, la più grande avventura della mia vita professionale. Questa stagione sembra lo show di cui mi sono innamorato tutti quegli anni fa, e il mondo a cui eravamo sempre diretti quando abbiamo avvolto l’episodio pilota.
Con il mio conto approssimativo, ho ucciso oltre 400 zombi durante l’apocalisse. Perso un cavallo, trovato un cavallo. Perso una ragazza … non è andata bene. Mangiato un cane una volta, indossato un poncho di carne due volte. Fuggito da un gruppo di cannibali hipster. Per non parlare del fatto che mi hanno sparato due volte, battuto da una mazza di baseball, pugnalato tre volte, morso la gola di un uomo (mi dispiace – era strano – e sembrava pollo), e ho risuolato i miei stivali da cowboy 12 volte.
Abbiamo iniziato come un film indipendente e anni dopo è diventato un acronimo di tre lettere (wtf?). E lungo la strada, abbiamo avuto il piacere unico di incontrare gli appassionati di zombie in tutto il nostro bellissimo pianeta blu. Da Tokyo a Trinidad, le persone sono state unite dal loro amore per questa storia di sopravvivenza e dai capelli straordinariamente succulenti di Norman Reedus.
È stata una corsa sfrenata, modellata dal rapporto tra lo spettacolo e i fan dello spettacolo, e in non piccola parte da brava gente della stampa.
Non vedo l’ora di seguire la i prossimi episodi dello show e dei miei amici ad Atlanta per le stagioni a venire – quello che hanno pianificato è abbastanza incredibile.
Quindi grazie.
Per tutto questo.
Per il bene, il cattivo e, naturalmente, non saremmo una stampa libera senza il brutto.
Fino a quando le nostre strade si incroceranno di nuovo.
Mantienete la calma e portate un machete rosso.
Andrew Lincoln.

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