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The Vampire Diaries: recensione dell’ottava e ultima stagione

The Vampire Diaries

“Per più di un secolo ho vissuto nel segreto, nascosto nell’ombra, solo al mondo, fino ad ora. Sono un vampiro, e questa è la mia storia”.

Sono passati otto lunghi anni da quando Stefan Salvatore pronunciò questa fatidica frase con cui ebbe inizio uno dei teendrama più avvincenti degli ultimi tempi, che avrebbe fatto appassionare alle sue vicende tantissimi fan in tutto il mondo e che oggi volge al termine. Julie Plec e Kevin Williamson – tornato per la stagione finale – hanno deciso di realizzare un’ottava e ultima stagione di 16 episodi per concludere le storie dei ragazzi (oramai cresciuti) di Mystic Falls.

Vediamo se l’impresa di terminare degnamente le vicende di vampiri e umani dell’immaginaria cittadina della Virginia sia stata positivamente raggiunta.

LA STORYLINE DELLA STAGIONE 8

Il cattivo dell’ultima stagione è il male in persona, il Diavolo, preceduto dalle sue discepole, le sirene Sybil e Seline. Come nella mitologia greca, le due donne hanno il potere di leggere il pensiero e controllare la mente tramite il loro canto ammaliante, oltre a nutrirsi di anime malvagie da spedire all’inferno, dimensione creata da Cade aka il Diavolo quando secoli prima venne bruciato sul rogo a causa del suo essere sensitivo.

Mentre Alaric scopre all’Armony dei reperti antichi, riconducibili agli antenati di Matt Donovan, in grado di sconfiggere le sirene, vengono assemblati i pezzi di una campana mistica che tuttavia ha l’opposto effetto di aprire un varco con l’inferno. Intanto Stefan e Damon finiscono col servire il Diavolo stesso. Stefan, di nuovo Ripper, uccide Enzo sotto gli occhi sgomenti di Bonnie, la quale per difendersi somministrerà la cura al minore dei Salvatore e con un urlo straziante genererà un’altra dimensione in cui finirà Enzo. Uccidere Cade, però, non determinerà l’eliminazione dell’inferno, che anzi passerà sotto il comando della stronza più malvagia di tutte, Katherine. Neppure il matrimonio tra Caroline e Stefan riuscirà a stanarla, perché le sue emissarie sono intenzionate a fare risuonare la campana per scatenare l’inferno sulla terra.

E quindi arriviamo all’ultimo attesissimo episodio, quello che finalmente riporta sul set Nina Dobrev (anche se Elena ritorna solo negli ultimi 10 minuti), per il resto dell’episodio l’attrice bulgara darà il volto alla manipolatrice Katherine che ha rubato il corpo della sua doppolganger, imprigionandola con un incantesimo all’interno del liceo. Mentre i cittadini di Mystic Falls abbandonano la città, Bonnie usa la sua ritrovata energia mistica per distruggere l’inferno, convogliando nei tunnel il fuoco che deve travolgere pure Katherine. Perché il piano funzioni, quindi, qualcuno dovrà sacrificarsi. E’ una gara di eroismo tra i fratelli Salvatore, ma alla fine è Stefan che – iniettata la cura al fratello – si sacrifica assicurando a tutti un lieto fine dolceamaro. Per fortuna di Damon, Bonnie spezza poco dopo l’incantesimo su Elena riunendo i Delena che possono invecchiare insieme.

COSA HA FUNZIONATO E COSA INVECE NO

Il pregevole tocco di Kevin Williamson, tornato per quest’ultima stagione, è palesemente evidente. Grazie alle ambientazioni più cupe e quasi da horror – con il mattatoio, le vittime infilzate agli uncini e le vasche di acqua rosso rubino – restituisce alla serie il suo stile originario. Come al solito The Vampire Diaries non delude chi vuole molte storie messe insieme con annessi colpi di scena. Il problema, però, è proprio quello: avere concentrato tanto nel calderone di soli 16 episodi ha generato necessariamente soluzioni veloci e poco complete.

La storia è intricata ma non intrigante. Manca una trama ben costruita che si dipani in maniera lineare pur mantenendo costante l’attenzione del telespettatore tramite i twist di fine puntata. I cattivi di turno non hanno quello spessore e quella caratura tale da incutere paura.  Cade, che strizza l’occhio al Primo dell’ultima stagione di Buffy, fa apparizioni in cui blatera senza agire, e viene ucciso da Stefan umano con disarmante naturalezza. Anche la tanto temuta Katherine passa l’ultima puntata a venire ripetutamente uccisa da Damon e non si oppone alla forza di un debole Stefan.

I cimeli antichi e i cifrari spuntano come fagioli magici quando bisogna dare una svolta alla storia, a scapito di una costruzione logica degli episodi. L’inferno è un posto superaffollato, dove ci finiscono in tanti, forse troppi, come la mamma di Matt che non sarà stata un esempio di virtù per i figli, ma davvero questo basta per andare all’inferno?! Elena si sveglia perché Bonnie si è messa finalmente a studiare? La ragionevolezza viene messa in secondo piano per privilegiare la speditezza.

I personaggi sono cresciuti nel corso degli anni ma a volte sembrano un po’ infantili e i loro dialoghi rispecchiano tale contraddizione, come nel momento BFF in cui Caroline deve rassicurare Bonnie preda della gelosia, trascurando entrambe che nella stanza accanto Sarah Salvatore moriva dissanguata.

L’effetto nostalgia: la Plec aveva anticipato l’estate scorsa che questa stagione sarebbe stata improntata sulla nostalgia, con richiami disseminati quà e là ai tempi d’oro della serie e con ritorni di vecchie facce familiari. Peccato che l’effetto sia riuscito solo a metà. Gli autori hanno fatto una sorta auto-plagio, e questo avrebbe dovuto essergli vietato. La nebbia che avvolge la coppia di vittime, Damon che corruccia lo sguardo prima di pronunciare ‘Hello Brother’o legge ‘Cinquanta sfumature’ (siamo solo al primo episodio) è l’esempio di una sceneggiatura priva di idee originali, che si aggrappa al passato non per celebrarlo ma per sfruttare la forza evocativa dei ricordi.

La nostalgia è invece premiata laddove emerge pur restando sotto traccia, come nell’apparizione di Viky nel mondo mentale di Damon con sottofondo ‘Enjoy the Silence’ dei Depeche Mode, che faceva da colonna sonora al famoso ballo tra Viky e Damon della prima stagione. Oppure nella scena di intensa drammaticità dell’ultimo saluto di Stefan ad Elena in cui sentire ‘Never say never’, che rappresentò l’inizio degli Stelena, fa letteralmente venire i brividi.

I ritorni sono puro fanservice, sparsi negli episodi senza essere apparentemente funzionali alla trama. Così Tyler torna solo per farsi uccidere da Damon, e Kai appare per raggirare Damon ed essere rispedito nel mondo prigione. Laddove invece i ritorni hanno avuto un forte impatto emozionale ed hanno meritato il loro spazio è stato nel final season! Qui solo assolvono in pieno alla loro funzione allegorica, quella di ricordarci che non siamo veramente soli sulla terra perché i nostri cari vegliano sempre su di noi.

I Was Feeling Epic è la chiusura del cerchio, per riaffermare il significato portante di questa serie, che usando il registro della soprannaturalità ha sempre decantato il valore degli affetti personali come fil rouge delle stagioni, chiudendo in bellezza il suo lungo percorso. Ecco allora che il finale alla Lost serve a chiarire che felicità e completezza sono due concetti affini ma differenti: si può essere felici insieme ma completi solo con le persone che più ci amano. Così si spiega perché nel momento futuro della morte le mani di Damon ed Elena si separino, per poter permettere ai due protagonisti di trovare “pace” rivedendo i propri cari, e con il toccante abbraccio tra i fratelli Salvatore si chiude il cerchio e cala il sipario.

DELENA, STELENA, STEROLINE, BONENZO, BAMON, DEFAN, ETC…

Le ship sono state il tema centrale dello show, ma negli anni hanno perso importanza e nell’ultima stagione si registra una svolta nel segno del perdono e delle redenzione. I personaggi che escono vincitori sono Stefan, che nel sacrificio trova il gesto salvifico che gli darà “pace”, e Damon, che perdona il fratello per averlo reso ciò che è e a sua volta si riappacifica con Caroline e con lo sceriffo Matt.

Il messaggio finale non sarà più chi hai amato bensì chi è riuscito ad amare te, a vedere oltre le apparenze. E come l’amore ti ha cambiato in meglio. Un messaggio di speranza e di fiducia per l’individuo. Le scene che hanno avuto un forte senso emotivo sono, allora, quelle dei fratelli Salvatore, con il Defan che batte pure il Delena, ritornato pallido e privo di passione.

La morte di Stefan sembra avere un senso pure nella prospettiva di un Klaroline all’orizzonte, con la lettera di Klaus indirizzata al “College Salvatore” gestito da Alaric e Caroline, ma anche questa è una scelta di fanservice di cui potevamo fare a meno, visto che nella quarta stagione di The Originals, che è già stata girata e probabilmente sarà anche l’ultima, non apparirà Candice Accola.

GOODBYE MYSTIC FALLS ∞ TVD FOREVER

The Vampire Diaries, basata sull’omonima serie di libri di Lisa Jane Smith dal titolo Il diario del vampiro, ha avuto tutte le carte in regola per essere una fonte di successo: un buon cast ed un’ottima trama che migliorava di anno in anno, dialoghi pungenti e sarcastici, una sceneggiatura graffiante che ha saputo catturare fan di tutte le fasce di età, ha persino generato uno spin-off. Ma si sa gli anni passano per tutti e così anche la serie creata da Julie Plec e Kevin Williamson incorre nelle inevitabili ripetizioni della trama, nel rimaneggiamento del cast, oltre a subire la pressione dal fronte supereroi/fumetti che ha scalzato il genere sovrannaturale, determinando un calo di qualità dello show. Nella serie hit della CW pian piano avanza una costante drammaticità che soffoca le vite dei personaggi e di conseguenza l’esistenza stessa dello show. Le fratture tra alcuni protagonisti causano rimodellamenti della storia, ne è una prova l’ultima apparizione dei Delena, che sullo schermo sembrano quasi due estranei e privano di emozione quei pochi fotogrammi che devono condividere. Le ultime stagioni, compresa l’ottava, soffrono una storyline poco interessante ed a tratti ripetitiva. 

Ma l’idea di base è e resterà sempre unica: raccontare storie vere in forma diversa, quella soprannaturale, lanciando il messaggio che qualsiasi difficoltà può essere superata. La serie, che ha inchiodato alla TV sin dal suo pilot oltre 4 milioni di telespettatori e raggiunto il traguardo delle 8 stagioni mai ottenuto da nessuna serie sui vampiri, ha creato un legame profondo tra tutti i personaggi ed i fan ed ha ricevuto negli anni diversi premi, vincendo 5 People’s Choiche Awards e 28 Teen Choiche Awards, oltre ad aver spopolato su Tumblr con gif sensazionali. Ma, soprattutto, ha occupato un posto speciale nell’universo telefilmico con le sue storie emozionanti e le musiche suggestive e lascerà un vuoto nei nostri cuori che solo gli show ben riusciti riescono a fare. Elena, Stefan, Damon, Caroline, Matt, Alaric, Bonnie ed Enzo ci mancherete. Goodbye.

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