Interviste

The Vampire Diaries: Julie Plec difende la morte del final season

The Vampire Diaries

L’esatta definizione di “morte” è cambiata nel corso delle otto stagioni di The Vampire Diaries e nel finale della serie di venerdì scorso (qui la recensione), ha assunto un altro significato.

Come sapete dopo avere guardato il final season – e se non l’avete fatto, sappiate che questo articolo contiene SPOILER – la grande morte preannunciata era quella di Stefan Salvatore, che si è sacrificato per mandare Katherine all’inferno e salvare Mystic Falls.

Qui di seguito, il produttore esecutivo Julie Plec spiega a TVLine la maturazione della scelta dietro la morte di Stefan, così come cosa si intende per paradiso (o “pace”) nel mondo di The Vampire Diaries.

TVLINE: Prima di entrare nello specifico, perché qualcuno doveva morire?

E’ una lezione che ho imparato presto da Kevin Williamson, il quale pensa che questo tipo di storie devono avere veramente come posta in gioco la vita o di morte, e nessuno crederà che la posta in gioco era la morte se nessuno muore davvero. E’ una lezione da cui mi sono presa molte libertà nel corso degli anni – anche in questo finale, dal momento che vediamo [Stefan] in pace dopo la sua morte – ma è vero quando fai grandi mosse, portando i personaggi alla fine delle loro storie e dando una chiusura per tutti. La chiusura arriva tanto nel dire addio quanto nel dover andare avanti. Questo è stato ritenuto necessario.

TVLINE: Ad un certo punto, non hai pensato “Non possiamo fare questo a Stefan”? Lui e Caroline si erano appena sposati.

Stefan non era al primo posto per essere eliminato e anche noi abbiamo pensavamo che fosse così crudele. Ma quando siamo arrivati all’idea che Caroline doveva lasciarlo per proteggere la sua famiglia, e poi che lui doveva lasciarla andare per proteggere suo fratello, è sembrato come il risultato responsabile di una relazione responsabile.

TVLINE: Ho anche alcune domande su quel piano celeste, e la fine…

E la “pace”!

TVLINE: È come dovremmo fare riferimento ad essa?

Per me sì. Anche se abbiamo chiamato l’inferno “Hell” quest’anno, per me è sempre stato un inferno tra virgolette. Era la rappresentazione in The Vampire Diaries di quello che l’inferno deve essere. Per me, “pace” è la rappresentazione di The Vampire Diaries di ciò che potrebbe essere la vita dopo la morte.

TVLINE: Il modo in cui Matt ha detto “Penso che Viky ha trovato la pace – in qualche modo sembra che lei l’abbia fatto”, mi fa domandare: E’ vero, o è solo ciò che essi sperano sarà lì ad aspettarli dopo la morte?

Questo è aperto alla vostra personale interpretazione, probabilmente nello stesso modo in cui tutti noi interpretiamo il paradiso. E’ qualcosa che percepiamo, e crediamo che esista quando moriamo e basta? Oppure esso in realtà esiste? Oppure non crediamo in esso affatto? È la nostra pace come chiusura definitiva prima di passare oltre? Non è la domanda filosofica più difficile mai posta in televisione, ma è bello fare delicatamente questa domanda: Che cosa significa “pace” per voi?

TVLINE: E cosa succede quando due ex si imbattono l’uno nell’altro in “pace”?

[Ride] Dipende da quale ruolo sono ancora destinati a svolgere nella vita di ciascuno. Nella mia pace perfetta, ci potrebbero essere alcuni ex mancanti.

TVLINE: Ad esempio, cosa succede quando Alaric si imbatte in Jo e Jenna?

Oh, Dio, sì! Imbarazzante. Un triangolo amoroso nella vita ultraterrena.

TVLINE: E’ sembrato anche che Damon ed Elena si siano separati in “pace”. Non ogni singola persona ha il suo piccolo mondo lì?

Tu puoi chiederti invece: La “pace” è un’esperienza individuale, o è un’energia condivisa? Se il primo momento di Elena in “pace” è riunirsi con la famiglia che ha perduto e che è stata il punto di partenza di questo viaggio per lei, forse tutti si incontreranno al drive-in per un frullato con i fratelli Salvatore e chiunque altro sia in giro, e tutti guarderanno Scream sul grande schermo. O forse, dopo una vita che hai vissuto in pieno, la pace è trovare una chiusura con quelli che abbiamo perso.

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