Da recuperare

The Vampire Diaries: 5 motivi +1 per recuperare la serie.

Contiamo oramai le ore che ci separano dalla Convention Italiana di The Vampire Diaries, giunta al terzo anno con un notevole parterre: Ian Somerhalder, Michael Malarkey, Michael Trevino, Paul Wesley e Rick Cosnett (sostituto dell’ultima ora di Chris Wood) sono gli ospiti della Convention Love&Blood ItaCon 3D; ed i fortunati che sono riusciti ad accaparrarsi un pass potranno vederli di persona. Questo evento ci fornisce un’ottima occasione per fare un veloce ripasso della serie hit della CW. Eccovi i 5 motivi per cui vale la pena di recuperarla!

1 – Al timone c’è (meglio c’era) Kevin Williamson:

Sapere che il creatore della serie è Kevin Williamson, già è garanzia di buona qualità dello show. Williamson, infatti, è il papà dei successi degli anni ’90, Scream e Dawson’s Creek, e sebbene all’inizio non fosse molto convinto del progetto perché gli sembrava qualcosa di simile alle altre storie di vampiri raccontate da Buffy The Vampire Slayer e Twilight, poi per fortuna cambiò idea realizzando un prodotto diverso ed originale. Sin dalla visione del pilot, che fece registrare al network quasi 5 milioni di telespettatori, possiamo scorgere l’impronta di Williamson: l’ambientazione cupa, delle morti sospette ed una cittadina all’apparenza tranquilla ma che nasconde al suo interno un mucchio di segreti, mescolando sapientemente le tematiche amorose con quelle horror. Sebbene Williamson si sia allontanato dallo show, perché impegnato con The Following, gli ingredienti perché la storia funzioni ci sono ancora tutti: un cattivo di turno ad inizio stagione che viene sostituito a fine stagione da un altro, peggiore del predecessore; lovestory tra teenager che però col passare delle season crescono (ringraziando il cielo). La presa sul pubblico rimane infatti sempre alta, ne è una prova l’incetta di premi che lo show ha accumulato negli anni ai People’s Choice Awards ed ai Teen Choice Award.

the-vampire-diaries-pilot

2 – La Damon Dance:

La Damon Dance è uno stile unico che Ian Somerhalder ha consacrato quando ha mostrato per la prima volta sulla scena tutte le sue doti…. Indimenticabile il ballo sfrenato e liberatorio che Damon intrattiene con Vicki nell’ep. 1.06 sulle note della cover dei Depeche Mode, ‘Enjoy the Silence’. Nell’arco delle sei stagioni Damon continuerà a regalarci altri numerosi balli seducenti (facendo a volte delle dimostrazioni dal vivo anche fuori dal set), merito dell’interprete che oltre ad essere un bravo ballerino (come ama definirsi lui stesso) non si sottrae a balli sensuali apportando alle relative scene tutta la sua carica sexy che finisce col bucare lo schermo (oltre ai nostri cuori).

damon-dancing-it-out

3 – Tre personaggi in cerca di… un’attrice:

Nel corso delle 6 stagioni conosceremo tre diverse ragazze, provenienti da altrettanti epoche storiche, tutte aventi caratteristiche proprie che le rendono uniche: la compassionevole ed altruista Elena, la manipolatrice ed egoista Katherine, la delirante e smarrita Amara; tutte e tre magistralmente interpretate da Nina Dobrev che ha saputo sempre focalizzare l’attenzione sui particolari e i dettagli delle tre giovani per distinguerle l’una dall’altra. Questa abilità recitativa può cogliersi in misura maggiore da chi segue la serie in lingua originale, dove si comprende come l’attrice bulgara, affianco ai diversi atteggiamenti esteriori, moduli diversamente la propria voce a seconda del personaggio che interpreta sulla scena. Uno sforzo di enorme bravura per una giovane star emergente, che suscita tutto il nostro apprezzamento.

tvd-doppelganger

4 – La soundtrack è notevole:

Sin dal pilot ci è chiaro che sarà pure un teen-drama soprannaturale, ma la sua colonna sonora è davvero eccezionale! Dai più conosciuti Placebo, The Fray, One Repablic, ai promettenti Sara Bareilles, Birdy, Ed Sheeran; tantissimi artisti pop/rock sono passati dalla immaginaria cittadina della Virginia con le loro suggestive canzoni. Sappiamo quanto potente possa essere la forza evocativa della giusta canzone in una determinata scena (sapientemente abbinate dagli autori… nulla è mai lasciato al caso), e così emergeranno automaticamente nella nostra mente le scene e le sensazioni, legate a quella determinata canzone. Finiremo ben presto col fare podcast dei brani che più ci hanno emozionato ed a cui il nostro cuore (di ship) batte sempre ascoltandole, facendoci sognare.

5 – Cambia pelle di continuo (e non ha paura di farlo):

Per seguire questo show bisogna essere consapevoli di due cose: nulla è come sembra e mai affezionarsi a nessuno! Infatti, durante le sei stagioni, assisteremo ad un enorme via vai di personaggi (tra protagonisti e comprimari) che calcano la scena per poi andare via (il che equivale a morire, ahimè), ma non importa se ci abbiano fatto compagnia per un solo episodio o per più, o addirittura per diverse stagioni, perché state certi che lasceranno un segno nel vostro cuore (merito degli sceneggiatori che, salvo rare eccezioni –vedi April, chi?– assegnano a ciascun personaggio una connotazione particolare destinata a radicarlo nella nostra memoria per sempre). Per nostra fortuna, essendo un serial fantasy, non mancheranno occasioni per rivedere i personaggi scomparsi e condividere con loro episodi speciali o di semplice transizione.

A ciò si aggiunga che la maggior parte degli episodi finisce il più delle volte con un colpo di scena che porta da tutt’altra parte la storia principale, lasciando il pubblico completamente stupefatto. Bisogna quindi armarsi di pazienza, perché in alcuni frangenti della serie (soprattutto nelle prime 4 stagioni) è stato davvero difficile aspettare l’episodio successivo… una settimana sembrava un mese e le pause sembravano penitenze da scontare per i telespettatori. Insomma per chi è in cerca di suspense e svolte scioccanti, questo è un prodotto da non perdere; uno show che scommette sui continui rimaneggiamenti di cast e che non teme la fisiologica flessione di share sopraggiunta col tempo, anche avventurandosi in vie impervie, come quella di rinunciare alla protagonista femminile senza per questo far calare il sipario sul telefilm.

alaric_damon_3x20_1_by_kwiku001-d4xu9pa

**BONUS** La casa delle SHIP:

Tranquilli, non ho dimenticato il tema ship. Un teen-drama è per antonomasia il luogo dove proliferano le ship, e The Vampire Diaries non è da meno. Il triangolo sarà la parte centrale per ben 6 stagioni, mantenuto sempre vivo da cambiamenti imprevisti. Tuttavia vi sono due correnti di pensiero in proposito: per una il triangolo è la linfa vitale dello show perché sarebbe insito nel suo dna, alimentandolo nel corso delle stagioni; mentre per un’altra è la sua zavorra che invece lo avrebbe fatto arenare, causando il declino degli ascolti. Ma che siate Stelena o Delena, poco importa perché una volta saliti su quella ship non potrete più scendere e troverete un modo per difendere la vostra coppia per tutte le sei stagioni. Quindi lascio a voi la scelta se aggiungerlo come motivo per vedere la serie oppure se seguirla malgrado le ship, e lasciarvi catturare invece dal complesso rapporto tra i fratelli Salvatore sullo sfondo di avventure adrenaliniche con risvolti sorprendenti, che avranno l’unico scopo di consolidare il Defan, unica vera ship all’orizzonte della settima stagione.

3087907049_1_9_yQNEk6Ga

Comments
To Top