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The Tomorrow People: Recensione dell’episodio 1.09 – Death’s Door

“Optimism is the obstinacy of maintaining that everything is best when it is worst.”

Questo scriveva Voltaire, qualche annetto fa, e questo io ripropongo oggi per quest’episodio decisamente sopra le righe della nostra Gente del Domani. Perché, diciamocelo, se essere ottimisti è illudersi, qui essere ottimisti è esattamente ciò che ti porta a sopravvivere – paradossalmente e totalmente insensata teoria – mentre tutte le idee meno brillanti trovano conferma in esuberanti successi. Il ttp109_2pathos è qualcosa di indissolubile dalla buona riuscita di una trama, come ci hanno insegnato le tragedie greche, mentre qui mi sembra che il dolore non esista e qualsiasi parvenza di sofferenza dei personaggi non è altro che una presa in giro ed un inganno, che portano inevitabilmente ad un happy ending con i controfiocchi. Lo ammetto, avevo e continuo ad avere grandissime speranze per questo show ma non con queste basi e queste premesse, che lo porteranno inevitabilmente a fare una fine poco degna e prematura. Ma vediamo nel dettaglio la sconvolgente sequenza di successi di questa mid-season finale.

Lo scorso episodio abbiamo visto John incatenato, picchiato a sangue e trascinato nel covo degli Ultra, dove un temibile Fondatore (la cui storia sono veramente curiosa di scoprire, a questo punto!) cerca di piegarlo per scoprire ttp109_4l’ubicazione del covo della sua gente. Con un tempismo perfetto, Cara riesce a rintracciare la fidanzata di Jedikiah, usandola come leva contro di lui perché rilasci al più presto John. Così, con gli sforzi uniti di Stephen e Jedikiah – nessuno dei quali viene compromesso, mi sembra doveroso sottolinearlo, malgrado aiutino a fuggire il nemico pubblico numero uno! – John torna a casa sano e salvo (Successo numero 1). Ovviamente nessuno pare notare che Cara non avrebbe mai il fegato di far fuori qualcuno (o la predisposizione genetica, ma sono dettagli), soprattutto visto che sembra amare più il proprio riflesso allo specchio, di recente, dello stesso John. Cosa che degenera, ovviamente, quando Stephen costringe quest’ultimo a confessare alla (loro) amata che papà Jameson non è vivo e vegeto bensì morto stecchito proprio grazie a lui. Inutile aggiungere quanto alla leggera possa Cara prendere la cosa. Il rapporto tra i due mi è sempre piaciuto, non lo nascondo, perché avevo quest’idea di loro due che riuscivano a supportarsi a vicenda e ad aiutarsi a far fronte ai rispettivi demoni. Si scopre ora che non solo i demoni di John fossero e sono tutt’ora molto più gravi di quelli della mora ma, paradossalmente, lei non ne era neppure a conoscenza. So che bisogna sorvolare su molte cose in un rapporto (almeno, immagino sia così anche per quelli con dei superpoteri) ma  ridicolo vedere Stephen spingere Cara tra le braccia di John poco prima di morire, come un’ultima buona azione da bravo samaritano. Quei due hanno tanti di quei problemi senza che Stephen debba mettersi in mezzo a complicarli ulteriormente. Per non parlare di come – o me ne sono accorta davvero solo io? – John era intento a squadrare e sorridere ttp109_3ad Astrid alla festa di addio (alla vita?) di Stephen? Avrei voluto gridare “Prendetevi una camera, ragazzi!”.

Il premio per il bamboccione dell’episodio va a Stephen (premio che si è meritato da parecchi episodi a questa parte, se proprio non ricordo male!). Quando non è intento a piangere, è intento a frignare; quando non è intento a frignare tenta di uccidersi; quando non ha istinti suicidi, gioca a fare lo psicologo di coppia e, se proprio non riesce a trovare il certificato di laurea, è intento a organizzare feste clandestine con mamma e i suoi amici con superpoteri. Diciamocelo, Stephen non potrebbe toccare un fondo più abissale di questo. Non capisco le sue scelte (anche se sembrano avere senso per tutti) e non mi affiderei ciecamente a questa sua idea di essere predestinato a trovare suo padre. Certo, pare proprio che ci sia riuscito ma chiunque sano di mente non si farebbe fermare il cuore per un capriccio! O no?

ttp109_5Il premio per genio della situazione, inevitabilmente e assolutamente meritato, va invece a Jedikiah. Quatto quatto, se ci pensate bene, è quello che riesce ad ottenere proprio tutto ciò che vuole – e questo senza andare fuori di testa. Riesce a salvare la ragazza che ama inscenando la sua morte (e mettendo quindi la sua sicurezza davanti ai propri sentimenti e al dolore di non poterla, probabilmente, rivedere mai più) , riesce a far evadere John, al quale è evidente che tenga moltissimo anche dopo tutto questo tempo, senza farsi scoprire, e riesce perfino a tenere Stephen all’interno degli Ultra, malgrado lo coinvolga nel suo piano di fuga. Ora, non sono una che riesce a stabilire facilmente chi abbia successo e chi no ma, se mi permettete, quest’uomo è davvero brillante. Sottovalutarlo bollandolo semplicemente come il “cattivo della situazione” mi sembra riduttivo. Credo, invece, che sia un personaggio (uno dei pochi, comunque) costruito realmente bene. Speriamo solo che non si perda per strada come il nipote!

In conclusione, tanti cliché e tantissimi eventi concentrati in poco tempo, che lasciano senza importanza certi eventi (come la morte del dottore, al quale Stephen tiene, dopo averlo conosciuto per una manciata di minuti, come allo stesso padre!) e invece ne risaltano altri che forse avrebbero potuto essere meno rilevanti. In sostanza, l’unica cosa che mi interessa sapere, ora come ora, è se Astrid e John finiranno con il concludere e se Stephen troverà il padre. Il resto, banale ma vero, non ha alcun potere su di me! Ci rivediamo nel 2014!

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