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The Tomorrow People: Recensione dell’episodio 1.06 – Sorry for your loss

Siamo ancora qui a vedere Laggente di domani e in attesa che si facciano venire un idea per dare una trama a questo insieme di non-sense o che si decidano su cosa la gente di domani, ma pure quella di oggi, può fare o non fare, ci propinano un ennesimo racconto di disagio esistenziale, visto che ci sono, pure doppio e, signore e signori, si vogliono rovinare, mettiamoci dentro pure il triangolo a tutti gli effetti.

In una normale serata in cui sono tutti rinchiusi nell’inviolabile bunker sotterraneo, tranne un paio che escono a bere birra e giocare a biliardo, con una patetica scusa uscita così out of the blue (tipo: eh! non hai detto che dovevamo pagare il campus estivo di footbal a tuo fratello?), il ragazzo che doveva inventare scuse per un ritardo di cinque minuti e che ora sta fuori tutta la notte e nessuno gliene frega, insieme al simpatico giullare asiatico incontrano per caso una bella gnocca con le tre T (e no, non è di Bologna) per cui, dopo l’idea di spennarla e quella di provarci, cercano di fare…. non è dato sapere.

Sorry For Your Loss

L’unica cosa data a sapere è che in questo telefilm alla prima volta che dicono ad una persona di domani “siamo come te” iniziano a volare cartoni, alla seconda volta diventa un “siamo come te, sta arrivando gli Ultras a prenderti” i cartoni non volano più ed è subito un “sono subito da voi…”

Tornati al rifugio assistiamo alla solita amena discussione che ci propinano da un mese e mezzo in qua, farcita di “dobbiamo salvarla” “non sono cazzi nostri” “ma è come noi” “ma se usciamo ci sparano” “chissene se non venite voi ci vado io” “Sono Cara, ti dico di no, ma poi vengo e visto che ci sono te la do”.

Nel frattempo, essendoci già giocati i casi umani di tutti gli altri protagonisti e pure di qualche comparsa, è il turno di Russell, che non era povero povero come gli altri, ma per rientrare nella categoria del disagio, è dovuto passare attraverso la brutta riedizione del film Shine, con un padre dispotico che lo faceva allenare al piano ben 6 ore al giorno e 8 nel weekend (cit. !) e soprattutto non era un padre che incoraggiava il figlio, ma lo rimproverava sempre (povero bambino dall’età indefinita) e non gli dava l’affetto che tutti i bambini americani, anche se di origine asiatica, si meritano. Però era perché lui era asiatico, quindi con una cultura strana, mica america-hamburger-birra-gioca a baseball col bambino, però in fondo c’aveva un cuore d’oro e si fa pure prendere a martellate sulla mano in una scena di un trash infinito. Oltretutto, Russell nei flashback di 7 anni prima era praticamente identico, ma senza i baffi. Geniali.

tomorrow people 106eMorto il detto padre, Russell, preso dai sensi di colpa vuole andare al funerale, ma John lo accompagna (perché?), così tra un on the road senza strada e una rissa da bar a caso, vediamo che i nostri ragazzi di domani potrebbero tranquillamente prendere e con dei bei balzi di teletrasporto andarsene a vivere lontano migliaia di miglia dai cattivissimi Ultras, ma non lo fanno perché New York li attira, ma non sanno bene perché…. perché siete degli idioti e vi piace vivere in uno scantinato a 20 metri da gente che vi spara? Probabile.

E poi, come avvengono questi teletrasporti? Devono teletrasportasi a vista? Direi di no. In posti che conoscono? Perché ogni tanto qualcuno segue un altro che si teleporta e ogni tanto no? Quali regole valgono? Quelle che di volta in volta fanno più comodo agli sceneggiatori? Tant’è, alla fine assistiamo alla pacchianissima cerimonia funebre in cui, chiaramente, Russell ritorna a suonare ancora una volta il piano, mentre John, manco ad un funerale si può tenere la giacca su, perché ha la camicia bianca e fa più figo.

tomorrow people 106cBack to New York. Che succede intanto a Cara (stripper with the C name) e Stephen? Provano a salvare l’ennesima ragazza di domani sperduta e nel frattempo si scambiano un paio di limoni duri. Tutta la parte newyorchese affonda nel delirio più puro. Comunicano telepaticamente alla tizia (e i 3T che lavorano per il nemico non li sentono?) di muoversi a piedi per la piazza, correre e stare bassa, ma un “teleportati sul tetto” no? Scoperto che è la sorella della sua partner all’Ultra, il futuro Papa Stephen (quasi mi commuove a bontà, sto ragazzo, quasi) decide di riunire le sorelle e, come sempre, entra nella sede di Ultra e molla giù frasi che farebbero sgamare come un infiltrato anche James Bond dall’ultimo dei cretini, ma chiaramente da lì a sospettare di lui, ce ne vuole, quindi, tutti all’appuntamento nel famoso bar (nostro posto tranquillo che non vogliamo gli Ultras ci mettano piede) e non appena vengono raggiunti dai cattivi e decidono (dopo un imbarazzante conversazione di 30 secondi) di andarsene, che fanno? si teleportano? Macché, via a piedi in parcheggio, nascosti dietro ad un furgone e l’agente Ultra nemmeno quando ha mitra su mitra puntati contro decide di teleportarsi via. Meglio morire sul selciato.

Sorry For Your Loss

Ma in tutto questo ci è scappato il limone duro tra Padre Stephen e la stripper Cora, perché, quando siete circondati e non volete che vi vedano, che fate? Tirate una limonata coi fiocchi alla vostra vicina… che ci vuole? Ci sarebbe anche da ridere se non venisse fuori da qui il tanto atteso quanto triste triangolo tra protagonisti, immancabile in casa CW (penso non ordinino nemmeno i pilot se non sono previsti triangoli nel prosieguo).

Insomma, a parte questo simpatico excursus nell’episodio di settimana, The Tomorrow People si conferma mal scritto e sciatto. La sospensione d’incredulità funziona nel senso che io accetto di credere che esistano i poteri e i mutanti, non nel senso che io debba accettare buchi di sceneggiatura, trame melense e trite e poteri usati come trucchi da sceneggiatori pigri che incasinano e risolvono situazioni con l’arbitrio di poteri che a volte funzionano e altre no, che non hanno nessuna regola o coerenza, tra episodio ed episodio e tra scena e scena. Insomma, purtroppo per me questo è il definitivo Grande No che mi fa staccare la spina a questo show che non ha trovato sceneggiatori adeguati.

Ci lasciamo con il grosso plot twist di settimana: il cattivissimo Jedikiah si fa una donna di domani. Fa molto Radici con il cattivo negriero che si fa la schiavetta di nascosto. Noia.

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