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The Sinner: confermarsi senza ripetersi – Recensione dell’episodio 2.01

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Agosto è per definizione un mese vacanziero dove tutto va in pausa ed anche la TV rifiata prima della ricca stagione autunnale. Un mese che ogni appassionato usa per recuperare qualche serie TV che avrebbe tanto voluto vedere, ma c’era la vita vera là fuori a richiedere il suo giusto obolo. Eppure, è proprio ad Agosto di un anno fa che su USA Network una serie di soli otto episodi con Jessica Biel e Bill Pullman, due nomi che raramente sono stati sinonimi di alta qualità televisiva. E invece The Sinner si rivelò una delle più felici sorprese della stagione 2017. Un successo di critica e pubblico confermato anche dalle due candidature ai Golden Globe (miglior miniserie e migliore attrice protagonista) non trasformatesi in premi solo per la concorrenza monstre della serie all star Big Little Lies.

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The Sinner 2 – una scena della premiere

The Sinner 2: ricominciare ex novo

Torna Agosto e torna anche The Sinner 2 con una premiere della seconda stagione che ha il difficilissimo compito di convincere fin da subito lo spettatore che quanto visto un anno fa non era un caso fortuito e irripetibile. Il 2018 è stato un anno di seconde stagioni non sempre soddisfacenti (si veda il disastro di 13 Reasons Why, la delusione della brasiliana 3%  e i rischi corsi da The Handmaid’s Tale) per cui era forte il timore che anche una rivelazione come The Sinner finisse per deludere la trepidante attesa di chi era rimasto tanto piacevolmente colpito dal sorprendente debutto.

Pur senza lasciarsi andare in troppi facili entusiasmi dato che di un singolo episodio si tratta, la premiere della seconda stagione di The Sinner pianta i semi di un albero che promette di dare frutti altrettanto saporiti di quelli del primo  raccolto. Perché lo spartito di questi primi quarantacinque minuti contiene le stesse felici armonie della prima stagione e le affida ad una orchestra sinfonica che si pregia di una nuova solista di indubbio valore. Soprattutto, la serie evita il rischio primario di ogni seconda stagione: voler continuare ad ogni costo una storia già chiusa pur di non rinunciare ai personaggi che erano stati più amati.

La vicenda di Cora aveva avuto il suo finale perfetto e solo una malsana volontà di tenere ancora in scena una ottima Jessica Biel avrebbe potuto forzare gli autori a inventarsi un seguito quale che sia. Invece, The Sinner fa la scelta più logica: diventa una serie antologica ripartendo ex novo e lasciando il detective Harry Ambrose di Bill Pullman a fare da coerente trait d’union con la passata stagione. Ad affiancarlo un cast completamente rinnovato in cui brilla la stella di Carrie Coon che con The Leftovers e Fargo ha dimostrato di essere una delle più valide attrici televisive.

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The Sinner 2 – una scena della premiere

Che tutto cambi perché tutto resti uguale

Memore della gattopardesca lezione del principe Salina, The Sinner ripropone lo stesso intelligente schema della prima stagione, ma mutando completamente lo scenario. Harry è di nuovo chiamato a risolvere un caso atipico in cui l’assassino è noto fin da subito, ma questa inoppugnabile verità complica tremendamente il lavoro degli investigatori invece che renderlo un immediato successo. Perché ad uccidere quella che sembrava una coppia in un felice idillio vacanziero è un ragazzino che inizialmente sembra essere loro figlio. Perché quel ragazzino alterna momenti di spaventato mutismo ad ansimanti attimi di ansia.

Perché quella figura ignota che gli suggerisce di non chiudere fuori da sé quell’altro sé stesso che ogni tanto viene a bussare non è chiaro da subito cosa voglia dire. E perché la scena finale ci mostra che il terzetto composto dalle due vittime e dal bambino forse non era neanche una vera famiglia diretta alle Cascate del Niagara per una gita spensierata, ma qualcosa di molto peggio e molto meno innocente.

Una storia diversa nella forma, ma con gli stessi ingredienti che avevano decretato il successo della prima stagione. E persino più inquietante per la scelta di affidare ad un bambino il difficile ruolo di vittima e carnefice. Decisione tanto coraggiosa quanto rischiosa dato che affida al giovanissimo Elisha Henig buona parte della credibilità di questa stagione. Compito che, almeno da questa premiere, sembra in grado di svolgere con discreta diligenza grazie ad una espressività intensa e ad una caratterizzazione convinta del misterioso Julian.

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The Sinner 2 – una scena della premiere con Carrie Coon

Una nuova città per un vecchio dramma

Altrettanto coraggioso e intelligente è il cambio di location che porta Ambrose nella piccola cittadina di Keller dove ha vissuto in passato allontanandosene poi per motivi ancora ignoti. Uno spostamento di ambientazione che si conferma coerente con la scelta di non portarsi dietro personaggi della prima stagione che abbiano già finito di dare il proprio contributo alla vicenda personale di Harry. Niente Fay e Sharon, quindi. Perché Harry ha ormai smesso di provare a riaprire il rapporto finito con la ex moglie ed ha finito di aver bisogno di una dominatrice per punirsi fisicamente.

Intelligentemente gli autori di The Sinner non rinunciano a descrivere un detective tormentato, ma spostano i drammi personali di Harry nel passato lasciando intuire che l’aiuto offerto all’inesperta e volenterosa Heather è quasi il modo di ripagare un debito nei confronti del padre Jack. E quella donna in una casa in fiamme che Harry rivede in continuazione sarà forse il motivo di quel debito.

Per replicare pienamente lo schema della passata stagione manca finora un personaggio che sia per Harry ciò che era stata Cora. Proprio l’interazione, infatti, con la travagliata ragazza interpretata da Jessica Biel aveva permesso al detective Ambrose di trovare quella forza necessaria ad affrontare i suoi problemi e ripartire verso una nuova serenità. Difficile che a svolgere questo ruolo sia Julian, mentre è molto più probabile che sarà il personaggio interpretato da Carrie Coon ad essere lo specchio in cui Harry dovrà guardarsi per risolvere il nuovo caso e i suoi vecchi traumi che stanno tornando a galla.

L’atteggiamento misto tra fermezza e tenerezza che la Coon mostra nei pochi momenti in cui la vediamo parlare con Julian e la sicurezza con cui si dichiara sua madre nel finale dell’episodio lasciano intendere che The Sinner ha inteso alzare l’asticella della qualità scegliendo una interprete di livello superiore le cui eccelse capacità esalteranno sicuramente una scrittura che fin qui si è dimostrata accurata e intelligente.

Con la premiere della seconda stagione The Sinner intende dimostrare che sarà pur vero che una rondine non fa primavera e quindi non basta una sola stagione a guadagnarsi una fiducia incondizionata. Ma siamo già in estate e The Sinner 2 vuole splendere come questo sole cocente di Agosto bruciando con la forza di una confermarsi senza ripetersi addosso.

The Sinner - 2.01
  • Confermarsi senza ripetersi ma provando ad alzare l'asticella della qualità
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