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The Man in the High Castle: Luke Kleintank parla della stagione 2

Nei giorni scorsi ha debuttato su Amazon la seconda stagione di The Man in the High Castle, la serie televisiva tratta dal romanzo La svastica sul sole dello scrittore statunitense Philip K. Dick.

Ambientata in un futuro alternativo, The Man in the High Castle racconta un universo dove le potenze dell’Asse hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale e gli Stati Uniti d’America sono divisi tra Giappone che detiene la parte ovest con gli Stati Giapponesi del Pacifico, e la Germania che detiene la parte ad est attraverso il Grande Reich Nazista.

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I protagonisti della serie tv sono Juliana Crain (interpretata da Alexa Davalos), una giovane donna che decide di intraprendere un viaggio per scoprire la verità sulla morte della sorella e sull’autore di alcuni misteriosi film che mostrano un universo alternativo dove sono gli Alleati ad aver sconfitto la Germania e il Giappone, il fidanzato Frank Frink (interpretato da Rupert Evans), esperto di falsi del periodo pre-guerra, Joe Blake (interpretato da Luke Kleintank) un giovane nazista che si è infiltrato nella resistenza americana e si è innamorato di Juliana e Nobusuke Tagomi (interpretato da Cary-Hiroyuki Tagawa), ministro del commercio nel ministero giapponese di San Francisco.

La seconda stagione di The Man in the High Castle riprende dove la prima ci aveva lasciati ovvero con Juliana Crain (Alexa Davalos) che deve affrontare le conseguenze della sua scelta di tradire la Resistenza e consentire a Joe Blake (Luke Kleintank), un agente sospetto nazista, di fuggire con un film originariamente destinato a The Man in the High Castle, mentre Joe viene inviato a Berlino dall’Obergruppenführer John Smith (Rufus Sewell) per incontrare suo padre, nella speranza che quest’ultimo possa convincere il giovane a sposare definitivamente la causa nazista per la quale ha forti dubbi.

Nei giorni scorsi Parade.com ha incontrato proprio Luke Kleintank e ha avuto modo di intervistarlo in relazione ai nuovi episodi della seconda stagione attualmente disponibili su Amazon. Di seguito un estratto dell’intervista.

Credi che potresti essere una buona spia?

Non sono un grande fan delle menzogne, dunque probabilmente non lo sarei. Ma penso che lo farei se dovessi esser costretto a farlo.

Ho trovato tutta la parte dedicata ai film molto interessante perché ci ha fatto incontrare The Man in the High Castle e questi film dovrebbero essere in grado di predire il futuro. Qual è la tua opinione in proposito?

Onestamente, non so cosa pensare, perché stiamo ancora scoprendo ciò che questi film rappresentano. Sicuramente rappresentano qualcosa di diverso e sono tutti collegati tra loro in qualche modo. Credo che rendano il nostro mondo, l’intera storia, molto più interessante.

Perché pensi che la gente debba guardare The Man in the High Castle? Cosa insegna?

Penso che rappresenti uno specchio alla società in cui viviamo oggi, e penso che la gente potrebbe imparare molto da questo show. The Man in the High Castle rappresenta quello che il nostro mondo potrebbe diventare. È possibile vedere le somiglianze tra i due mondi, per questo la gente dovrebbe focalizzarsi sull’evitare che le cose accadano e cambiare le loro vite in quest’ottica. Nel fare ciò, la gente potrebbe cambiare il mondo e permette alle persone di crescere tutti insieme. Se questo non dovesse succedere, quel che vediamo nello show è quanto potrebbe realmente accadere in futuro.

L’intervista completa è reperibile a questo link mentre qui potete trovare la recensione completa della seconda stagione.

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