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The Man in the High Castle: 5 motivi per recuperare la serie tv

The Man in the High Castle

E’ la prima volta che mi capita di recensire uno show targato Amazon Studios. Mi ci sono imbattuta per caso, incuriosita più per la sua origine letteraria che per la casa di produzione o per gli attori che ne hanno fatto parte. Adoro Phillip K. Dick e appena ho scoperto che Amazon aveva prodotto una serie TV tratta da uno dei suoi romanzi, mi son detta: “non devo assolutamente perdermi questo show!“.
Ci è voluto un anno prima che potessi avere l’opportunità di vederlo, ma devo ammettere che l’attesa ha solamente aiutato ad aumentare le aspettative e a farmi apprezzare maggiormente ogni sua singola scena. Perchè The Man in the High Castle è un gioiellino, sia per i fan di Philip K. Dick, sia per i telefilm maniacs che adorano i drama noir basati su futuri apocalittici e universi paralleli.

Tratta dal romanzo The Man in the High Castle – La svastica sul sole, la serie televisiva è ambientata in un universo alternativo dove le potenze dell’Asse hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale sganciando una bomba atomica su Washington D.C. e ora dominano la maggior parte del mondo. La Germania nazista e il Giappone comandano l’America, con il Giappone che controlla la costa Ovest attraverso gli Stati Giapponesi del Pacifico e la Germania la costa Est dove sorge il Grande Reich Nazista. Nel mezzo, nella regione delle Montagne Rocciose c’è una zona neutrale, una regione cuscinetto libera da qualsiasi controllo.

La protagonista della serie tv è Juliana Crain (interpretata da Alexa Davalos), una giovane e coraggiosa donna che, dopo aver assistito alla brutale uccisione di sua sorella da parte della polizia giapponese e aver visto una pellicola che mostra la vittoria delle forze Alleate, decide di lasciare San Francisco per raggiungere il Colorado nell’ottica di scoprire qalcosa di più sul misterioso autore del reportage che mostra un mondo alternativo e più pacifico: The Man in the High Castle.
Dopo aver lasciato a casa il fedele fidanzato Frank (Rupert Evans), Juliana intraprende dunque un viaggio in solitaria verso la zona neutrale dove incontrerà il misterioso Joe Blake (Luke Kleintank), un affascinante uomo che dice di lavorare per la Resistenza ma che in realtà ha obiettivi più ambiziosi.

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Ideata da Frank Spotnitz (The X-Files) e prodotta da Ridley Scott, la prima stagione è composta da 10 episodi ed è stata distribuita in America da Amazon Prime nel 2015.

Devo ammettere che The Man in the High Castle mi ha stregata sin dal pilot tanto da avermi spinto a vedere la serie tv tutta d’un fiato, in perfetto stile binge-watch. Proprio per questo eccomi qui a consigliarvi la visione di della prima stagione di questa serie tv, se non l’avete ancora fatto, e lo faccio elencandovi come sempre cinque buoni motivi.

The Man in the High Castle è perfetta per gli amanti del genere fantascientifico e ucronistico.

The Man in the High Castle è un drama in stile classic noir, assolutamente perfetto per gli amanti del genere fantascientifico e ucronistico. La sua visione alternativa del passato e conseguentemente del futuro porta la trama a mescolare fantapolitica e fantascienza, in un susseguirsi di scene drammatiche, piene di suspense e d’alto e terrificante impatto. In poche parole quando meno te l’aspetti in The Man in the High Castle accadono eventi drammatici, imprevedibili e spesso brutali che ti mozzano il fiato e ti lasciano realmente a bocca aperta per l’angoscia che ne consegue.
Volete un esempio e sapere qual è la scena più terrificante e noir che mi ha terrificato durante questa prima stagione? Quella che vede Joe fermo vicino a un campo di grano che si domanda come mai dal cielo cadano piccoli fiocchi bianchi che sembrano neve, ma non lo sono… Dopo cinque secondi e la sensazione di calma e poesia che ci trasmette questa strana nevicata, gli sceneggiatori ci sbattono in faccia l’intero orrore di un mondo dominato da tiranni, dove la libertà è negata sino alla fine. L’uomo si trova infatti vicino ad un ospedale ed è martedì. Lì “il martedì bruciano gli storpi, i malati terminali”…

Vede la partecipazione di un ottimo Rufus Sewell.

Rufus Sewell (A Knight’s Tale, The Illusionist, Tristan and Isolde) partecipa a The Man in the High Castle nei panni di uno spietato obergruppenführer che cerca in tutti i modi di sgominare la resistenza, ed è assolutamente perfetto nei panni di questo personaggio. Un uomo autoritario, terribile, maestro della tortura che non sembra dubitare mai del grande volere supremo. Ma anche il più sicuro e duro degli uomini del führer può avere un suo punto debole, rendendolo così a tratti inaspettatamente umano… Una performance impeccabile che rende questo attore uno dei motivi principali per recuperare questa serie tv.

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Ha una sigla che ti sorprende e cattura sin dal suo inizio.

Per una serie televisiva come The Man in the High Castle non ci si aspetterebbe una sigla con Edelweiss come main song. Se siete appassionati di cinema, non potete non ricordare Edelweiss dal film Tutti Insieme Appassionatamente – The Sound of Music. La canzone icona di questo film drammatico / romantico venne infatti scritta alla fine degli anni 50 da Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II proprio per il Capitano Von Trapp, per permettere al suo personaggio di mostrare la tristezza e la nostalgia nel dover lasciare l’Austria in mano ai Nazisti. Questa canzone folk austriaca è sempre stata il simbolo di Tutti Insieme Appassionatamente – The Sound of Music, una canzone che ha trasmesso al mondo intero l’amore del protagonista maschile del film per la famiglia, per la patria ma anche un simbolo della resistenza all’avanzare dei Nazisti. La scelta di usare questa canzone per introdurre il telespettatore al mondo distorto e terrificante di The Man in the High Castle è stata onestamente una scoperta disarmante, soprattutto per la scelta di non usarla nella sua versione originale bensì nella performance della cantante svedese Jeanette Olsson. La sua gelida versione, accentuata nella pronuncia con un sibilo terrificante per sottolineare il finale della parola “Edelweiss“, raggela veramente il sangue del telespettatore, sottolineando maggiormente la drammaticità delle immagini che la accompagnano: il Monte Rushmore, la Statua della Libertà, Manhattan…. Tutte location familiari ma terribilmente diverse, cambiate a seguito della vittoria dell’Asse.

Ha un aspetto romantico adatto agli amanti dello shipping.

Juliana Crain ha una vita all’apparenza felice al fianco del fidanzato Frank Frink (interpretato da Rupert Evans). Frank è il classico compagno perfetto: ha un buon lavoro presso una fabbrica di falsi oggetti vintage relativi al periodo pre-guerra, e nel tempo libero una passione per i gioielli moderni, tanto da produrne e regalarne alla fidanzata in segno del suo amore.
Durante il suo viaggio verso il terreno cuscinetto, la donna si lascia alle spalle (anche se momentaneamente) Frank e incontra Joe Blake (interpretato da Luke Kleintank), un uomo misterioso che proprio grazie a questo aspetto riesce subito ad intrigare il telespettatore. Un uomo diverso da Frank e allo stesso tempo coinvolgente, per la sua gentilezza, la continua attenzione verso Juliana e il suo sorriso dolce e sincero. Ma Joe farà veramente parte della resistenza come egli stesso dice e dunque dei buoni oppure è una spia nazista infiltrata nell’organizzazione per porgli fine dal suo interno?

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Ti fa scoprire attori giapponesi di grande talento.

La maggior parte di noi probabilmente non si è mai soffermata molto sulla bravura degli attori asiatici perché purtroppo molto spesso non ricoprono ruoli di grande rilievo nelle serie tv europee e americane. Ma con The Man in the High Castle si ha l’opportunità di osservare attori asiatici di grande talento nei panni di personaggi di grande importanza per la trama principale dello show. Cito ad esempio Cary-Hiroyuki Tagawa, attore giapponese-americano famoso ai più per aver partecipato in passato a Heroes (2007) e Star Trek: The Next Generation (1987) che nella serie tv veste i panni di Nobusuke Tagomi, Ministro del Commercio degli Stati Pacifici d’America. Oppure Arnold Chun, attore americano di origine coreana, che presta il volto a Kotomichi, assistente di Tagomi.
Tutti attori di grande talento che, ammetto, non ho mai seguito con grande attenzione in precedenza.

La seconda stagione debutterà in America su Amazon Prime il prossimo 16 dicembre, se non avete ancora avuto l’occasione di vedere il primo capitolo di The Man in the High Castle vi consigliamo dunque di farlo, e immediatamente! Vi ricordiamo infine che a questo link potete trovare la recensione della prima stagione mentre in quest’altra pagina l’elenco delle differenze tra il libro e la serie tv.

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