Man in the high Castle (The)

The Man in the High Castle e l’ossessione per l’universo parallelo – Recensione della stagione 3

A due anni dalla fine della seconda stagione, The Man in the High Castle  3 è tornato su Amazon Prime Video e noi fan di Philip K. Dick non potevamo non buttarci a capofitto nei nuovi ed attesissimi episodi!
Bisogna essere dell’umore giusto per vedere questa serie TV e finalmente durante l’ultimo weekend, complice anche il tempo uggioso, siamo riusciti ad organizzare un binge-watch forsennato.
Ma ora che abbiamo divorato la terza stagione in soli tre giorni siamo in forte depressione perché ci siamo resi conto che l’attesa per il quarto capitolo, già confermato da Amazon, sarà purtroppo molto lunga.

The Man in the High Castle e l’ossessione per l’universo parallelo.

The Man in the High Castle:

The Man in the High Castle 3

Attendere due anni per i nuovi episodi ci ha creato non poche difficoltà. Dopo così tanto tempo non ci ricordavamo dettagliatamente quanto raccontato nelle prime stagioni, ma grazie a nostre vecchie recensioni e a clip riassuntive su YouTube abbiamo superato questo momento critico per immergerci con ansia e gioia nei nuovi episodi.

Grazie a diverse storyline, la prima stagione ci ha permesso di conoscere tutti i personaggi che, di episodio in episodio, ci hanno stregato e incollato allo schermo.
Un capitolo della saga che poteva indubbiamente esser realizzato meglio ma che ci ha aiutati a scoprire le misteriose pellicole con gli spezzoni di filmati girati dagli Alleati vittoriosi. Strani video che hanno iniziato a farci sorgere numerose domande sull’universo rappresentato nella serie TV e sulla provenienza di queste pellicole.

Leggi Anche: la recensione della prima stagione

Nella seconda stagione abbiamo scoperto finalmente l’esistenza dell’universo parallelo. Una realtà diversa da quella mostrata nei primi episodi di The Man in the high castle che ha contrapposto allegria, spensieratezza e gioa alla cupa, terrificante e distorta morale nazista che abbiamo conosciuto nei precedenti episodi. Per non dimenticare la scoperta della vera costante tra i due mondi, una donna con un potere infinito ancora tutto da svelare: Juliana Crain.

Leggi Anche: la recensione della seconda stagione

Con questa terza stagione le pellicole diventano indubbiamente le protagoniste assolute, ma soprattutto diventano più impressionanti gli effetti che questi spezzoni di filmato generano sulle persone che abbiamo conosciuto grazie ai precedenti episodi. Primo fra tutti John Smith che nel catalogare la vecchia collezione di Hitler, su ordine del Führer Heinrich Himmler (Kenneth Tigar), scopre improvvisamente l’esistenza di un clone di suo figlio. Un ragazzo totalmente identico a Thomas ma ancora vivo nel mondo parallelo. Ed è negli occhi dell’alto funzionario nazista che cresce il terrore verso l’improvvisa scoperta, ma soprattutto la speranza di poter un giorno riabbracciare nuovamente il figlio perduto.

“What you can’t conquer, you’ll just destroy” – Juliana Crain

Juliana Crain: il personaggio chiave della serie TV

Juliana Crain (interpretata da Alexa Davalos) continua ad essere ovviamente il personaggio chiave della serie TV, sia per quanto riguarda la Resistenza, sia per quanto riguarda la scoperta dell’universo parallelo. Una costante davvero misteriosa, non solo agli occhi dei co-protagonisti che la circondano, ma anche in quelli di noi spettatori che alcune volte troviamo le sue azioni difficili da comprendere.
Questa donna comunque non nasconde di avere fegato e coraggio anche in questa terza stagione, durante la quale giunge a compiere azioni che non avremmo mai pensato potesse fare…

The Man in the High Castle 3

Forse è inutile sottolinearlo, ma bisogna ammettere che il cast di supporto scelto sin dal pilot offre grandi soddisfazioni anche in questi nuovi episodi. La new entry della terza stagione, il mascalzone Wyatt Price interpretato da Jason O’Mara, è sicuramente un’aggiunta interessante e apprezzabile che porta freschezza nell’intera trama.

DJ Qualls e Brennan Brown continuano ad essere una certezza anche in questa terza stagione. Un duo bizzarro quello formato da Ed McCarthy e Robert Childan che riesce comunque a strapparci qua e là sorrisi inaspettati sebbene la trama che li circonda sia sempre più buia, tetra e alcune volte alquanto pesante…

L’aumento di grado di John Smith e il suo difficile passato legato al sacrificio del figlio portano The Man in the high castle a soffermarsi maggiormente anche su questo personaggio e sulla sua famiglia.

John Smith, il personaggio più convincente

Rufus Sewell, che interpreta l’ufficiale nazista John Smith, è sicuramente uno dei personaggi migliori di questo show. Il suo personaggio colpisce sin da subito, sia per la durezza del carattere e il suo forte credo politico, sia per la debolezza che, di episodio in episodio, sale in superficie rendendolo più umano di quanto si potesse immaginare. Il sacrificio del figlio lo ha eletto eroe nazista agli occhi del mondo, ma il suo sguardo ci fa capire come le scoperte fatte grazie alle pellicole e agli incontri con Juliana e gli altri membri della Resistenza stiano, a poco a poco, scalfendo la sua corazza e il suo credo, portando l‘uomo ad interrogarsi sul passato, presente e futuro. Non solo della sua famiglia ma dell’intera umanità.

“I love you John, but I was running away from you” – Helen Smith

Anche la moglie di John Smith, Helen (Chelah Horsdal), ottiene maggior visibilità in questa nuova stagione e l’attrice scelta riesce ad interpretare il ruolo in modo fantastico. In ogni episodio Chelah Horsdal trasmette infatti il crescente distaccamento verso il marito, ma soprattutto verso gli alti membri del Reich colpevoli della morte del figlio. Un comportamento, quello di Helen, volto ad infrangere numerose regole di etichetta e comportamento tipiche del Reich, ma che sottolineano il forte e profondo amore della donna per i suoi figli. Un amore così forte che neanche il terrore per il Reich potrà fermare.

The Man in the High Castle 3

The Man in the High Castle 3

“Keep the faith, spread the word” – Wyatt Price

The Man in the High Castle 3: colpi di scena che convincono lo spettatore

Grazie anche al risvolto sci-fi introdotto massicciamente in questa stagione, i nuovi episodi di The man in the high castle riescono ad incollare il telespettatore al piccolo schermo con sorprendenti colpi di scena e azioni assolutamente non previste, che promettono un nuovo ed interessante continuo con la quarta stagione. Siamo sicuri che, come Wyatt Price stesso ci ha detto a fine capitolo, la fede in un mondo migliore non morirà se la Resistenza terrà duro e diffonderà la conoscenza delle pellicole.

Sebbene la pubblicazione schizofrenica della serie TV e la lunga attesa per questi nuovi episodi dobbiamo ammettere dunque che The Man in the high castle 3 ci è piaciuto, ci è piaciuto molto. L’uscita di scena dello showrunner nella seconda stagione non ha infatti per nulla intaccato la trama della serie TV che si dimostra, ancora una volta, un bel prodotto da guardare, soprattutto per i fan di Philip k. Dick, l’autore dell’omonimo libro dal quale è stata tratta.

Leggi Anche: le differenze tra la serie tv ed il libro

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