Interviste

The Leftovers: Damon Lindelof risponde ad alcune domande sul secondo episodio

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Dopo una première dedicata quasi interamente alla nuova location e ai suoi abitanti, il secondo episodio della nuova stagione di The Leftovers ci riporta a Mapleton e ci racconta come e perché i Garvey hanno deciso di trasferirsi. La puntata si concentra soprattutto su Kevin e sull’impatto che ha avuto ed ha ancora su di lui il suicidio di Patti.
leftoversDamon Lindelof ha risposto ad alcune domande di TVLine sul ritorno della leader dei Colpevoli Sopravvissuti. Sul suo essere reale o meno Lindelof ha affermato che è una domanda che lui e Perrotta vogliono che il pubblico si chieda. “Se questo show non partisse da determinate premesse, ci sarebbe una sola spiegazione ragionevole, ossia che Kevin è affetto da malattia mentale. Ma nel corso della prima stagione, suo padre ha sostenuto di sentire le voci e ora afferma che se ne sono andate perché ha iniziato a fare quello che gli dicevano di fare. Quindi c’è una possibilità che questa voce che Kevin sente sia reale. Ma penso che il problema più grande per lui sia «Che cosa devo fare per sbarazzarmene? Come faccio a farla smettere? Perché non posso vivere la mia vita con Patti che mi segue in giro dicendomi cosa fare.» ”
Riguardo alla scena in cui Patti spinge Kevin contro i fornelli, Lindelof ha ribadito che può essere una prova del suo essere fisicamente reale ma che non dobbiamo dimenticare che in altre serie, o film come Fight Club, abbiamo visto dei personaggi essere feriti da altri per poi scoprire che si stavano procurando del male da soli.

Nella puntata Noradurst_leftoversNora riesce a vendere la sua casa ad alcuni studenti dell’MIT ad una cifra superiore quattro volte al suo valore di mercato. Il gruppo spiega alla donna che quel posto rappresenta un’anomalia e che studiandolo potrebbero finalmente giungere ad una spiegazione scientifica della dipartita. Lindelof ha ribadito che non è loro intenzione dare al pubblico delle risposte ma che al tempo stesso non avere all’interno dello show nessun personaggio che si fa queste domande sarebbe stato un po’ come barare. Nella vita reale “noi non riusciamo mai a rispondere alla domanda «Cosa accade dopo la morte?». Lo stesso vale per la Dipartita. Ma questo non significa che le persone passino tutta la loro vita ad indagare su ciò che accade o ad adottare un sistema di credenze. Così i ragazzi dell’MIT hanno deciso di approcciare la questione da un punto di vista scientifico. E anche se i dati dovessero avvalorare la loro tesi, non potranno comunque rispondere alla domanda sul dove sono finiti. Potranno solo sapere il perché.”

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