Last Ship (The)

The Last Ship e una quarta stagione da dimenticare. La Recensione

the last ship eric dane

The Last Ship ci ha insegnato che salvare il mondo non è un mestiere impossibile. Certo, richiede una buona dose di piani geniali elaborati all’ultimo secondo (pena, in alternativa, la loro non-riuscita), addominali scolpiti e potenza di fuoco non indifferente. Richiede altresì cattivi dal background affascinante e spesso scontato, morti in apparenza drastiche ma in realtà dimenticabili (finchè non toccano la rosa dei regular/protagonisti) e, perché no, sguardi truci di Eric Dane che fissa l’orizzonte.

E’ con queste premesse che la Nathan James solca i mari da ormai quattro stagioni. L’ultima ha visto il primo vero distaccamento dalla trama originale che l’aveva elevata alla fama: il virus che minacciava di distruggere la quasi interezza della popolazione mondiale e la conseguente ricerca della cura. Dopo la dipartita della dott.ssa Scott (riposi in pace e sempre sia lodata), il virus era l’unica cosa che legava ancora Tom Chandler (Eric Dane) alla Nathan James.

In parte era anche l’unica cosa che legasse lo spettatore alla serie tv. Insomma, dopo un po’ i motivi per salvare il mondo dovrebbero esaurirsi, non è così? No, la risposta è proprio “non è così”.

Il nuovo nemico è Italo-Greco (o simili) e usa la scienza come arma

the last ship vellek

Credits: TNT

La quarta, dimenticabilissima stagione di The Last Ship può essere divisa in due momenti distinti. Una prima parte, decisamente noiosa e introduttiva, in cui il capitano Chandler si gode la sua pensione in Grecia, con tanto di insalate, boss della mafia greca (esiste? Sembra proprio di si!) e qualche scazzottata vecchio stile. Che qualche capello grigio in testa al capitano ci sia non è un mistero, ma era davvero necessario lasciare la Nathan James nelle capacissime mani di Slattery (Adam Baldwin) e andare a prendere a pugni gli dei dell’Olimpo? D’accordo che ad un paio di bicchierini di Ouzo non si dice mai di no, ma così diventa un po’ troppo.

Soprattutto se casualmente l’isola greca scelta per la pensione è anche quella che include gli illeciti traffici nel tenebroso Giorgio (Jackson Rathbone) e della bellissima Lucia (Sibylla Deen). Che poi sono casualmente i figli del mega scienziato-pazzo Paul Vellek (Peter Veller) che vuole eliminare la violenza nel mondo. Insomma, ci sarà un limite alle coincidenze che possono essere elencate in un solo punto geografico, no?

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Ebbene no, perché a metà stagione casualmente la Nathan James è alle calcagna di Vellek e trova Tom Chandler sulla sua strada, riassegnandogli il suo legittimo ruolo di capitano. Ed era ora! Sei episodi sono fin troppi per essere introduttivi!

The Last Ship si riprende nella coda della stagione

the last ship bridget regan

Credits: TNT

Grazie al cielo non sentiamo più parlare di pensione o di viaggi spirituali dal sesto episodio in poi. La seconda parte della quarta stagione è infatti interamente dedicata a battaglie navali vecchio stile, contro-spionaggio (ciao ciao Fletcher!) ed esplosioni un po’ a caso che giustificano la produzione ancora una volta firmata da Michael Bay. Se c’è una cosa che una serie tv come The Last Ship dovrebbe aver imparato è che funziona soltanto se non esce dai binari della norma. Non ci interessa una trama che sia vagamente originale o un cattivo che non abbia sull’agenda la distruzione del mondo.

Ci interessano sparatorie, uomini della marina americana che salvano il mondo con i loro addominali scolpiti al chiaro di luna e storie d’amore impossibili. Un po’ come era quella di Danny (Travis van Winckle) e Kara (Marissa Neitling) ai bei tempi andati della prima stagione. O come lo era quella tra Tom e la dott.ssa Scott. Nulla da obiettare alla meravigliosa Sasha (Bridget Regan) ma il tira e molla è interessante soltanto se sei una serie tv della CW e devi spacciare la ship come il centro del tuo mondo. In una serie del genere una storia d’amore travagliata interessa solo fino ad un certo punto. Poi o muori o ti arrendi al fascino di Tom Chandler: aut aut, tertium non datur.

Una trama troppo elaborata l’errore più grande

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Credits: TNT

Il peggior difetto di questa quarta stagione lo si ritrova in una trama con tanti buchi quanti quelli di uno scolapasta. Inizialmente ci viene fatto credere che la mente diabolica sia Giorgio, poi che sia suo padre. Alla fine si scopre che l’unica con un po’ di sale in zucca è Lucia mentre Vellek non è altro che lo scienziato pazzo con le allucinazioni. 10 episodi sono pochi per talmente tanti sottintesi e decisamente insufficienti per delineare una famiglia di pazzi come quella dei Vellek.

Nemmeno i nuovi arrivi sulla Nathan James riescono nel compito di conquistare il pubblico, come invece era successo con Tex (ci manchi, tanto!). La figlia di Tex che esista o non esista non se ne accorgerebbe nemmeno un delfino, mentre Azima (Jodie Turner-Smith) si cala fin troppo nei panni della femme fatale per darci la possibilità di capire se sia una mera facciata o davvero la sua personalità. Sorprende invece Gator (Michael Curran-Dorsano) che, mansueto e silenzioso, è il primario artefice del salvataggio finale. Sasha, esclusa, ovviamente.

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Colpisce anche il povero Fletcher (Jonathan Howard) per il suo accento british e per la mezza tresca con Sasha. Il suo tradimento, benchè giustificato, rende la sua conseguente morte un mezzo necessario per spianare la strada a Sasha e Tom, naturalmente. Un finale scontato, poco necessario e decisamente affrettato. Ci sarebbe piaciuto vedere più del personaggio di Jonathan Howard in una futura stagione (già confermata).

Cosa riserva il futuro alla Nathan James?

Malgrado gli evidenti segni di cedimento e malgrado la comunicazione di poco più di un mese fa dell’incerto destino di The Last Ship da parte della TNT, scopriamo che la quinta stagione non soltanto ci sarà ma è stata già (parzialmente?) girata. La scelta di dare fiducia alla serie tv è in realtà l’ennesima conferma del fatto che, quando rimane nella sua safety zone la serie tv funziona. Funziona quando non si inalbera in strani filler e non allontana Tom Chandler dalla sua nave.

Parentesi rinnovo a parte, la quarta stagione di The Last Ship lascia comunque a desiderare. Diverte nella sua ultima parte, appassiona proprio perché da prova di saper ancora essere “esplosiva”, ma con una ripresa sempre e comunque troppo tardiva. Speriamo che la nuova stagione ritorni agli albori e che ci faccia nuovamente innamorare della Nathan James. Chissà, magari potrebbero far scoppiare un’altra epidemia? Anche se la vedo dura, io tengo le dita incrociate.

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