Cinema

Gifted – Il Dono del Talento: Recensione del film con Chris Evans

gifted chris evans

Titolo: Gifted

Genere: Drammatico

Durata: 101 minuti

Anno: 2017

Regia e sceneggiatura: Marc Webb, Tom Flynn

Cast principale: Chris Evans, McKenna Gracce, Octavia Spencer, Lindsey Duncan

Per scelta propria o quella del pubblico è sempre più difficile per gli eroi della Marvel Cinematic Universe allontanarsi dai ruoli che li hanno resi più celebri. Quando accade i risultati possono essere del tutto deludenti o del tutto sorprendenti, tanto da far innamorare il pubblico nuovamente di loro o additarli come “quelli che oltre alla Marvel nulla sanno fare”.

Per fortuna Gifted – Il dono del Talento è per Chris Evans una prova con esito positivo. Un film che lo mette alla prova in un ruolo che non ha nulla a che vedere con i pugni o i combattimenti per salvare la Terra ma che, al contrario, focalizza l’attenzione sulla sua recitazione, pura e semplice, che ne fa fulcro di una storia dai tratti agrodolci guidata dalla regia di Marc Webb.

Una storia realistica, autentica ma imperfetta

gifted chris evans

Credits: Twentieth Century Fox Film Corporation

Marc Webb, che nella sua carriera ha alternato la gioia e il dolore, spesso mettendoli l’uno contro l’altra nelle sue pellicole, aveva già firmato 500 Giorni Insieme. Era anche stato il regista che aveva portato al cinema i due capitoli del poco riuscito remake di Spider-Man con Andrew Garfield, arrivato troppo presto per sostituire Tobey McGuire e perfetto capro espiatorio per quello che invece sarebbe stato lo Spiderman di Tom Holland di Jon Watts.

I sentimenti e la centralità del percorso psicologico dei suoi protagonisti, tematiche estremamente care a Webb, emergono così anche qui nella storia di Frank (Chris Evans) e della piccola Mary (McKenna Grace). Lui è uno zio che ha cercato di fare del suo meglio per la nipote della sorella, morta suicida. Lei è una bambina estremamente dotata, tanto da essere in grado di rivaleggiare con il talento matematico della madre che non ha mai conosciuto. Ma quando le circostanze costringono Frank a scegliere tra una scuola privata e una vita normale per la piccola, quella che pensava fosse una vita tranquilla viene capovolta e rivoltata. In parte anche a causa dell’arrivo della madre Evelyn, pronta a portarlo in tribunale e combattere per la custodia della piccola pur di farla studiare.

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Ciò che inizialmente può sembrare il remake del premio oscar Kramer vs Kramer in realtà non esplora tanto a fondo la drammaticità dei fatti quanto il modo in cui i personaggi li affrontano, ciascuno a modo proprio. Con particolare enfasi, naturalmente, sulla differenza delle scelte degli adulti nei confronti dei più piccoli e le scelte, più genuine e intuitive, dei bambini. Le colpe e l’assoluzione, ancora una volta, dentro e fuori un’aula di tribunale.

Scene statiche, buon ritmo e una sceneggiatura incalzante

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Credits: Twentieth Century Fox Film Corporation

Mentre i personaggi davvero coinvolti nella storia sono pochi, molti sono invece i temi affrontati. La famiglia, le priorità, le relazioni e il concetto di benessere, sia proprio che altrui. Il film potrebbe benissimo passare per uno spettacolo teatrale, in cui gli attori creano il pathos delle scene e non le scene stesse, che di per se sembrano avere poco valore. Sono le parole e la storia che raccontano a restare impressi nella mente dello spettatore.

Le scene, appunto, peccano di troppa semplicità o troppi “clichè”, se vogliamo, perfino più adatti ad un film tratto da qualche libro di Nicholas Sparks che non un drama familiare incentrato su tutt’altra tematica. I dialoghi, al contrario, sanno quando essere prolissi e quando invece peccare di avarizia. In questo lo sceneggiatore Tom Flynn fa un ottimo lavoro, distinguendo le scene “recitate” da quelle “parlate”, inclusi i monologhi – come quello di Evelyn in tribunale – o i confronti botta e risposta – come quello finale.

Octavia Spencer, il cui ruolo viene ampliamente pubblicizzato per Gifted –  Il dono del talento, non ritrova minimamente nella pellicola lo spazio o l’importanza che presumibilmente avrebbe dovuto avere. Brillano invece Chris Evans e la piccola McKenna Grace, che hanno un’affinità davvero tenera e autentica che li rende la vera ship di questa pellicola. Non meno interessante è infine la prova di Lindsey Duncan nei panni della nonna con priorità equivoche.

Una brillante prova per Chris Evans senza lo “scudo”

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Credits: Twentieth Century Fox Film Corporation

Era da molto tempo che non vedevamo Chris Evans su grande schermo senza uno scudo. La sua decisione di mettersi alla prova in una pellicola che ricorda molto le dinamiche di Push (con Dakota Fanning per la regia di Paul McGuigan) si dimostra senz’altro vincente. Vincente perché ne mette in risalto caratteristiche diverse da quelle di membro degli Avengers, che non ha bisogno di altri o una tuta per conquistare lo schermo e gli spettatori.

Bellissima la tematica affrontata, che Marc Webb riesce a raccontare con il suo tono malinconico ma mai eccessivamente pesante, rendendo una storia non facile sopportabilissima. Bella la chemistry dei due attori protagonisti e belli di dialoghi.

Gifted – Il dono del talento è un film in cui si ride e in cui si piange, restando comunque piacevolmente colpiti da una storia per niente scontata. Un film che, a mio avviso, è ideale per le serate di pioggia, sotto un plaid e con una cioccolata calda in mano. Possibilmente con qualcuno a cui volete tanto bene al vostro fianco.

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