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The Gifted: per la prima volta non convince pienamente – Recensione episodio 1.05

The Gifted

Arrivati a questo quinto episodio non si può fare a meno di notare come The Gifted sia un telefilm vecchio stile. Un telefilm che avrebbe potuto apparire benissimo sui nostri schermi un cinque anni fa senza stonare. Non voglio dire che sia datato, ma sicuramente gioca una partita tranquilla, raccontando una buona storia senza sbilanciarsi troppo, senza correre troppi rischi.

Intendiamoci, The Gifted è senza dubbio una delle migliori serie di questo autunno, ma bisogna anche dire che la concorrenza è un po’ scarsa. Una bella famiglia al centro della storia, dei ribelli dal cuore di panna che superano le incomprensioni e i contrasti interni senza troppo scalpore, dei “cattivi” che hanno storie strappalacrime che giustifica il loro accanimento e una polizia che è sempre minacciosa ma solo quel tanto che basta da creare qualche problema. Questi sono gli ingredienti.

È forse questo quinto episodio che per la prima volta lascia intravedere qualche smagliatura in questa storia molto ben equilibrata e dal passo sicuro. Dopo un quarto episodio che ci aveva emozionato con la fuga rocambolesca di Polaris e Reed, il dipanarsi più lento di questo boXed lascia spazio a qualche ingenuità.

La prima, come già menzionato, è senza dubbio la backstory strappalacrime di Jace, mastino incrollabile del Central Service, che ha visto morire per mano di mutanti arrabbiati la sua dolcissima bambina che andava sulla giostra con il suo adorabile coniglietto di peluche. Awwwww…

Ingenuità numero due la troviamo nella strana fuga di Eclipse e Polaris, che partendo dallo stesso punto di tutti gli altri e dovendo raggiungere lo stesso esatto rifugio, si ritrovano a vagare per assolate superstrade mentre gli altri in due secondi sono già al sicuro a casa. Dove stavano andando? Diritti diritti nelle grinfie della polizia che in pochi secondi aveva creato un perimetro vastissimo?

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Poi c’è tutta la situazione della diffidenza dei Mutanti nei confronti degli Strucker. Legittimo prendersela con Reed ex avvocato d’accusa, meno senso avercela con i suoi figli che in tante situazioni hanno aiutato tutto il gruppo di mutanti. Per ristabilire l’equilibrio tocca praticare un’operazione a panza aperta. Con una Cate infermiera che fruga con le mani tra le budella di un poveraccio in una stanza ben poco sterile e ben poco illuminata e poi ferma un’emorragia interna semplicemente ricucendo la pelle dell’addome a tutta velocità. A Grey’s Anatomy qualche tirocinante è morto.

Anche il piano di Reed per redimere se stesso fa un po’ storcere il naso considerato che è stato appena salvato a grave rischio di tutti e che viene affidato alle mani di uno che lo vedrebbe volentieri morto. Non un piano intelligentissimo.

E per finire, quello che secondo me è il problema maggiore e che piaga molti di questi telefilm che trattano di esseri con super poteri, la brutta gestione appunto di questi poteri. Partiamo da Blink: non avevamo stabilito che poteva aprire portali solo verso luoghi che poteva vedere? Come fa ad aprire un portale ed arrivare da Eclipse e Polaris senza neanche avere idea di dove siano effettivamente? E la storia che era un po’ stanca per aprire portali e due secondi dopo non lo era più?
E Polaris, con il suo potere strepitoso, perché non si limita ogni volta a far volare via le armi da fuoco impugnate dai poliziotti? Perché farlo solo ogni tanto? E quel che è peggio, perché la polizia si ostina ad affrontarla con armi da fuoco di metallo se sa benissimo che non servono a nulla, anzi, molto pericolose? E il tizio che diventava trasparente e che si è preso un proiettile, è una versione sfortunata del baffone che non solo fa scomparire perfettamente se stesso ma anche i mezzi di trasporto su cui viaggia?

Se però vogliamo salvare qualcosa dell’episodio possiamo farlo facilmente rivolgendoci alle scene tra Polaris ed Eclipse che insieme fanno scintille e ancora di più ne fanno quando combinano i loro poteri.

Insomma, questo episodio è costellato da un certo numero di leggerezze che culminano un po’ facilonamente in un volemose bene tra mutanti. Sicuramente il progetto Hound, in grado di convertire i mutanti e usarli come armi contro gli altri mutanti, potrà risultare molto interessante in episodi futuri, ma tutta la solidità narrativa di The Gifted potrebbe essere alla lunga minata da soluzioni sempliciotte come quelle usate in questo episodio. Speriamo si sia trattato solo di un passo falso.

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