Gifted (the)

The Gifted: convivere con la paura – Recensione episodio 1.03

The Gifted

Tutti i fan Marvel conoscono bene gli accordi di Socovia. Sono quelli che hanno portato alla Civil War tra Cap e Ironman, quelli di cui si sono sentite le ripercussioni in SHIELD. Questi accordi prevedono la registrazione e la catalogazione dei Mutanti in base alla loro pericolosità.
Pur avendone sentito parlare molto in entrambi questi due casi il punto di vista era in un certo modo distaccato. Negli Avengers si trattava di litigi su questioni di principio tra prime donne, nello SHIELD il punto di vista era quello di una squadra speciale, principalmente composta da umani, che lottava per garantire il rispetto e la sicurezza degli Inumani. Mentre in The Gifted?

Forse per la prima volta con The Gifted ci sporchiamo davvero le mani. Ci caliamo nei panni di mutanti “comuni” che si ritrovano ad essere braccati, registrati e sbattuti in carcere se ritenuti troppo pericolosi. Non hanno super tute alla moda, stilose scuole privilegiate, modernissimi aerei da combattimento; non hanno neanche la forza o i numeri o la volontà di combattere una guerra contro il resto del genere umano.

Il loro primo imperativo è quello di sopravvivere e il modo più semplice di farlo è quello di nascondersi, di mettersi in fuga. Perchè in The gifted vediamo quali sono gli effetti di tali provvedimenti sulla società, sulle comunità, sul semplice cittadino. Quando la paura si sparge e viene legittimata dalle decisioni prese dalle istituzioni, le ripercussioni diventano pericolose e spesso inaspettate. E’ la caccia al diverso, al non conosciuto, senza se e senza ma.

E così c’è chi decide di sostituirsi alla legge, come il gruppo di esaltati che si presenta davanti alla casa del fratello di Kate per linciare i mutanti. Kate che ancora si illude di poter risolvere un problema straordinario con dei metodi ordinari, che crede ancora nella buona fede delle istituzioni, nella giustezza del sistema. E non si rende ancora conto che la semplice comparsa del gene X ha sconvolto l’intero tessuto della società e le vecchie regole sono ormai andata a farsi benedire. Quello che resta è la solidarietà tra gli oppressi, un senso di comunione tra chi è braccato che si stringe agli altri per farsi coraggio, per trovare quella comprensione che nessuno offre.

The Gifted
LEGGI ANCHE: Arrow: cosa resta all’alba della sesta stagione – Recensione 6.01

Non è arrivata inaspettata la fuga di Reed (Moyer sempre bravo) che alla fine decide di rivelare se stesso come spia e non condannare un largo gruppo di persone solo per mettere al sicuro la sua famiglia. Forse un gesto fin troppo altruistico, ma quella mamma e quella bambina così innocenti e indifese, perfettamente scelte dagli autori (fin troppo), avrebbero fatto cambiare idea anche ai peggiori cuori di pietra. Mentre all’orizzonte si profila un nemico forse ancora peggiore della polizia e dell’FBI, quel Roderick Campbell di una compagnia privata che ha dimostrato un agghiacciante interesse verso due fratelli mutanti senza che ancora sia chiaro per quali scopi.

E intanto la cerchia dei mutanti si amplia e scopriamo nuovi poteri come quello di Dreamer (Elena Satine) in grado di impiantare ricordi fasulli nel cervello delle persone, di modificarne la mente e quindi il modo di sentire e di agire. E approfondiamo la conoscenza dei protagonisti con la bella e particolarmente romantica scena tra Lorna e Marco dove i poteri non sono visti solo come delle armi di difesa e di attacco, ma anche come una gioia ed una ricchezza personale. E quell’aurora boreale è stata un tocco magico!

Altro sviluppo interessante a livello di personaggi è quello di Andy che, come aveva già mostrato in passato, sta sviluppando una rabbia verso la situazione e in generale verso gli altri umani che minaccia di diventare incontrollabile e pericolosa, soprattutto considerati i suoi poteri. E’ un elemento che sicuramente matuerà con il procedere della storia e offrirà un punto di vista un po’ più intransigente all’interno di un gruppo di personaggi che per ora si è dimostrato decisamente propenso alla moderazione.

Insomma, The Gifted procede a passo sicuro mischiando la giusta dosa di azione e una parte più riflessiva. Consolidando i suoi protagonisti (Lorna convince sempre di più anche con pochissime scene) e continuando a mostrarci il mondo tramite gli occhi dei mutanti braccati. Forse per alcune cose è un po’ conservativo e potrebbe osare di più, ma in generale è decisamente un buon intrattenimento.

n attesa del prossimo episodio e delle prossime recensioni ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema. Per rimanere sempre aggiornato su The Gifted, ti consigliamo di visitare la pagina facebook The Gifted italia a questo link.

Comments
To Top