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The Gifted e la famiglia – Recensione dell’episodio 1.02 – rX

The Gifted

La famiglia. Cellula minima della società civile. Totem adorato dalle mamme di un certo sud da commedia caciarona. Riferimento sacro delle prediche ecclesiastiche che vagheggiano un ideale troppe volte astratto. Specchietto per le allodole agitato da politici in cerca della facile approvazione che ci si può guadagnare cianciando di mirabolanti aiuti da darle. Ma che cos’è davvero una famiglia? In tanti lo hanno detto in tv; ci prova a modo suo, anche The Gifted.

The Gifted Da Lilo e Stich a Marcus e Caitlin

La lista di citazioni sulla famiglia è tanto lunga che riempirebbe facilmente un sostanzioso volume, ma quella che più si adatta a The Gifted viene stranamente da un cartone animato. In uno degli episodi di Lilo e Stich, si sente dire che famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato. Buonismo in puro stile Disney, ma paradossalmente è proprio questo il mantra non detto che muove le azioni dei diversi personaggi in questo secondo episodio della nuova serie Fox – Marvel su un gruppo di mutanti alternativo ai più famosi X – Men.

La rocambolesca fuga con cui si era chiusa la premiere ha separato gli Strucker con Reed nelle mani delle Sentinelle anti mutanti e il resto della famiglia nel quartier generale dell’organizzazione clandestina gestita da Marcus e John. Lo sforzo fatto per aprire un portale a tanta distanza ha fiaccato le forze di Blink al punto da rendere critiche le sue condizioni di salute che necessitano di un aiuto medico immediato che sarà Caitlin a fornire dopo una rischiosa missione in un ospedale dove lei e Marcus ruberanno le medicine necessarie. Intanto, è John con il fondamentale aiuto di Lauren e la partecipazione inesperta di Andy a dover gestire i continui pericoli causati dai portali aperti in modo incontrollato da una Blink quasi moribonda. Tutto finirà bene perché è ovvio che così debba andare, ma quello che conta in questo caso è il come si arrivi al prevedibile happy ending.

Se la premiere aveva mostrato lo stupore e la paura di scoprire la vera natura di Lauren e Andy, questo secondo capitolo sottolinea ancora di più quella che è la natura della serie. Ci sarà sicuramente molta azione e tanta avventura, ma The Gifted intende essere prima di tutto un family drama. Lo è perché è proprio la famiglia a dare forza ai diversi protagonisti. È la volontà di proteggere i suoi figli che convince Caitlin a fidarsi di Marcus e a inventarsi ladra di medicinali e guaritrice di mutanti (in maniera forse anche troppo semplicistica). È il desiderio di riunirsi alla sua famiglia rappresenta da Lorna che spinge Eclipse a puntare tutto su quelli che dopotutto sono degli sconosciuti come gli Strucker. È la ferma convinzione di dover proteggere la sua famiglia fatta dai mutanti salvati che tiene incollato John a Blink per controllare che nessun nemico scopra la loro base, ma anche per non lasciare sola l’ultima arrivata. Perché non basta dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato. Bisogna farlo davvero e in The Gifted tutti sono pronti a dimostrare di credere davvero nelle parole di Lilo e Stitch.

The GiftedIl mondo al contrario di The Gifted

L’universo narrativo di The Gifted è idealmente legato a quello cinematografico degli X – Men, ma ne è quasi completamente autonomo. Un possibile legame potrebbe essere trovato con Giorni di un futuro passato (in cui, fra l’altro, compare proprio Blink) dove si immagina un futuro remoto in cui i mutanti sono quasi estinti a causa dei robot sentinelle diventati autonomi. Da questo punto di vista, The Gifted potrebbe essere ambientato nel passato di quel mondo quando ancora erano solo i mutanti ad essere i nemici da eliminare.

Sebbene questa identificazione possa essere intrigante, lo stesso Bryan Singer ha chiarito che The Gifted va considerato come un mondo a parte. Sia gli X – Men del professor Xavier che la Fratellanza di Magneto sono esistiti e forse esistono ancora, ma restano poco più che citazioni riferite ad un passato imprecisato. Il presente, invece, è un insolito tentativo di creare una distopia del mondo dei fumetti. Una società immaginaria che sovverte le regole di un’altra società essa stessa immaginaria, ma con caratteristiche ben note al pubblico di appassionati. E quindi i mutanti in The Gifted non sono più i salvatori su cui fare affidamento, i prodigi della natura da ammirare, le rarità da preservare. Al contrario, un incidente ancora ignoto ha cambiato radicalmente il modo di guardare a questi insoliti X – Men portando ad un mondo che gira al contrario.

I mutanti ora sono i nemici pubblici numero uno, le vittime di un razzismo immotivato, gli oppressi a cui sono negati i diritti più elementari, i paria di una società che li deride ed isola in ogni contesto. Se ne accorge Lauren con l’episodio al bowling. Lo capisce Caitlin dall’atteggiamento del dottore in ospedale. Deve farci i conti nella maniera più cruda Lorna che in carcere viene subito presa di mira dalle altre detenute. Non è un caso che decida di presentarsi come Polaris come a sottolineare con orgoglio la sua condizione. E non è un caso che non trovi sostegno immediato neanche dall’altra mutante in prigione che si tiene lontana da lei come appunto succede alle vittime che hanno troppa paura di subire di peggio per poter solidarizzare con chi sta per scoprire un nuovo inferno.

The GiftedTutti per due o uno per tre?

Modificare un poco l’iconico motto dei tre moschettieri permette di adattare la famosa frase a quella che sembra essere una possibile dicotomia tra Caitlin e Reed. Se, infatti, la prima è ormai saldamente decisa ad unirsi con i due figli alla causa mutante impegnando le forze di tutti per salvare subito Reed e Lorna, opposta sembra essere la strategia adottata dal pater familias degli Strucker. L’ex procuratore propone, infatti, un accordo al suo carceriere per garantire l’immunità e la libertà ai figli consegnando però il resto dei mutanti. Una operazione solitaria per salvare solo i propri cari confermando il sospetto di Marcus che, in realtà, agli umani interessa solo di sé stessi.

Eppure, l’atteggiamento egoistico di Reed è coerente con il tema che pervade tutto l’episodio riportandoci ancora una volta all’importanza della famiglia. Come ripetuto allo sfinimento già fin dai trailer della serie, Reed farebbe di tutto per il bene della moglie e dei figli. E questo tutto va inteso nel suo senso più estremo che può arrivare fino a diventare uno dei cattivi se farne parte significa punire ingiustamente i molti innocenti pur di impedire il male per i suoi unici cari. Probabile che la serie giochi almeno per un poco su questo dualismo, ma difficile onestamente pronosticare un personaggio che non si redima ad un certo punto unendosi al fronte comune pro mutanti.

Il secondo episodio di The Gifted svolge bene un lavoro apparentemente semplice, ma in realtà dannatamente importante: confermare che la rondine della premiere ha fatto primavera. Benvenuti in una nuova famiglia.

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