Flash (The)

The Flash: Recensione dell’episodio 3.17 – Duet

The CW

Arriva un momento in tutte le serie TV di dover sfoderare la puntata atipica. Vuoi perché gli sceneggiatori non sanno più cosa inventarsi o semplicemente perché alla scintilla della follia non v’è rimedio che non sia l’esplosione. Così per alcune serie c’è la puntata dedicata alla mosca, per altre arriva il turno della realtà alternativa e infine per altri prodotti arriva il momento del battesimo musicale.

La puntata Musical è sempre un momento molto importante per una serie TV. Da un lato gli amanti delle pellicole canterine non vedono l’ora di cimentarsi in un duetto virtuale con i propri beniamini. Dall’altro troviamo i più rigorosi, già con il sacchetto in mano e gli occhi rivolti al cielo all’idea di doversi sorbire una puntata sprecata nel nome della musica. Al di là della vostra affiliazione bisogna riconoscere che non sempre la puntata musical di una serie è un fallimento, alcune sono stati dei veri e propri successi – pensiamo a Scrubs o a Buffy – mentre in altri casi una vera e propria tragedia (Grey’s Anatomy sto guardando te). Ma bando alle ciance e veniamo a noi, cosa è stata questa puntata musical e cross-over per The Flash? 

Partiamo dal presupposto che poteva essere benissimo un tappabuchi e non lo è stato. Gli sceneggiatori, seppur semplicisticamente come ci hanno ormai abituato, hanno colto l’occasione per sistemare delle faccende di cuore che avevano lasciate sospese nelle varie serie. Se infatti nella scorsa puntata di Supergirl vedevamo Kara e Mon-El lasciarsi e i fan di The Flash erano impegnati a gioire per il break-up di Barry ed Iris Duet ha sistemato tutto. Il potere dell’amore, qui manifestatosi come divinità assoluta e indiscussa, ha travolto tutti riavvicinando le rispettive coppie canon della serie. Cosa non ha funzionato però?

Flash

Innanzitutto partiamo dal cattivo di turno. Music Meister (il buon Darren Criss qui comparso per far battere il cuore dei fan di Glee) non ha convinto molto. Personaggio originato nella serie animata Batman: The Brave and the Bold come semplice metaumano in grado di indurre la percezione di vivere in un musical tramite l’ipnosi viene qui presentato come se fosse una sorta di dio. Compare dal nulla, conosce tutte le petecchie amorose dei rispettivi protagonisti, li fa quasi ammazzare per fargli capire il nome dell’amore, semina zizzania e poi quando tutto è finito se ne va. Insomma, se il suo potere poteva essere perfetto per giustificare la puntata musical la sua comparsa e scomparsa rendono il personaggio debole e piegato alla necessità di creare un cross-over senza un vero motivo.

Veniamo ora al musical in sé. Niente da dire sulle esibizioni musicali, il cast era indubbiamente capace e le canzoni originali erano sufficientemente orecchiabili da essere apprezzate al primo ascolto (in particolare l’ultima) però la componente musicale era quantitativamente carente. Dopo un’apertura canora da parte della splendida Benoist abbiamo avuto trenta minuti di silenzio per poi avere un concentrato di balletti alla fine. Decisamente una scelta poco equilibrata che ammazza pure l’ambientazione da musical ancora prima di riuscire a crearla.

The Flash

Che dire della sinossi dell’episodio? Tolta la trama orizzontale delle serie, che pur frettolosamente abbiamo sistemato, il vero punto debole della puntata è stata la la storia nella storia. L’universo in cui si svegliano Barry e Kara ha una trama veramente inconsistente. I due “rinascono” cantanti di un locale il cui proprietario è Malcolm Merlyn in versione malavitosa. Egli è coinvolto in uno scontro tra gang contro Martin e Joe West, qui presentati come coppia omosessuale. A questo quadretto si aggiungono i figli dei boss delle gang rivali (Iris e Mon-El), innamorati fra loro e quindi destinati ad un amore proibito.

Carina l’idea di riprendere West Side Story/Romeo e Giulietta ma è allucinante il modo in cui la cosa si risolve. Iris e Mon-El dichiarano l’amore ai propri padri, questi lo accettano senza battere ciglio per poi andare ad ammazzarsi a vicenda. Fine. E in tutto questo Kara e Barry fanno da spettatori in balia degli eventi.

Insomma cara CW, che dire? Riconosciamo che la parte musicale della puntata non è stata affatto tragica, le canzoni erano belle e il cast era veramente capace e all’altezza. Ma tutto il resto? Un villain troppo comodo, una trama debole a sostenere il musical e un lieto fine troppo facilone sicuramente non rendono onore a un cross-over ancora una volta fallimentare – in questo caso pure forzato ma chiudiamo un occhio perché vi servivano i cantanti – che rispecchia a pieno i difetti delle serie da cui è tratto.

E anche questo giro ci riproviamo la prossima volta!

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