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The Flash e il segreto di Pulcinella – Recensione quarta stagione

The Flash quarta stagione Jessica Parker Kennedy in The Flash

A Napoli il segreto di Pulcinella è un qualcosa che tutti sanno. Segreto solo di nome quindi, perché di fatto tutti, pur nel massimo riserbo, sanno quello di cui non dovrebbero essere a conoscenza.
Il finale della quarta stagione di The Flash è stata un insieme di cose prevedibili che non sono riuscite ad entusiasmare quanto avrebbero dovuto, e il suo segreto di Pulcinella si chiama Nora West Allen. L’identità della Ragazza Misteriosa che i fan della serie hanno smascherato fin dall’episodio crossover non era assolutamente un mistero essendo Jessica Parker Kennedy la scelta perfetta per incarnare la figlia di Iris e Barry.

Jessica Parker Kennedy in The Flash: una perfetta Nora West-Allen

Nell’episodio finale We Are The Flash c’è stato un picco di hype nel momento in cui la ragazza, senza essere mostrata, sfreccia insieme a Barry per distruggere il satellite che altrimenti avrebbe sottratto la vita al supereroe scarlatto, ma la tensione si è sciolta solo qualche minuto dopo quando tutti i nostri sospetti sono stati confermati. Sospetti che riguardano in primis le motivazioni della sua apparizione: anche se è tutto lasciato in sospeso e rimandato alla prima della quinta stagione, non ci vuole un genio per capire che Nora è figlia di suo padre. Ovvero, che ha fatto un casino con la linea temporale tornando indietro nel tempo per salvare la vita di Barry, che sarebbe dovuto morire. Si vede che adesso c’è qualche minaccia spazio-temporale in arrivo a Central City. Comunque, apprezzo tantissimo la scelta della Max di Black Sails: non credo che ci sia stato un casting più azzeccato di quello di Jessica Parker Kennedy nel ruolo di Nora.

The Flash quarta stagione

The Flash quarta stagione

The Flash quarta stagione: il giudizio non è positivo

Ecco, lo diciamo: se a Ottobre, col ritorno della serie, tutto dovesse confermarsi esattamente così come ipotizziamo, l’aggettivo che ne uscirebbe fuori sarebbe quello che descrive questa quarta stagione. Prevedibile. C’è però un piccolo “ma” che si erge in alto per voler instillare ancora la speranza che tutto non sarà così prevedibile: finora tra un finale e un inizio di stagione c’è sempre stato un salto temporale. In questa situazione, però, sarebbe del tutto fuoriluogo.

È una speranza flebile che nasce soprattutto dalla voglia di vedere qualcosa di inaspettato. La battaglia con DeVoe, nel suo complesso, è stata interessante ma gestita male. È stato dato più spazio al villain nel corso degli episodi con scontri più frequenti tra il team dei buoni e dei cattivi, e questo è stato un pregio. Eppure ad un certo punto si è notato uno schema statico e ripetitivo: ogni meta-umano di quel bus andava trovato prima di DeVoe, recuperato, perso e compianto. Niente di diverso. Per non parlare poi dell’introduzione di Ralph Dibny: è un personaggio piacevole, con una storyline non banale, ma con lui si è voluta inserire tutta una linea comica che non avrebbe potuto digerire neppure il buon Renè Ferretti. I primi episodi di questa stagione hanno dei quadretti comici al limite dell’imbarazzante. Si tratta del punto più basso della serie, punto che speriamo non sarà mai più toccato.

Neil Sandilands in The Flash quarta stagione

The Flash quarta stagione

Tornando a DeVoe, sicuramente azzeccata l’idea di un nemico a cui della velocità non potesse fregare di meno. Ma tutta l’accozzaglia di poteri che ha ottenuto è stata una lama a doppio taglio soprattutto in questo episodio finale. La sua sconfitta è ai limiti dell’assurdo. Davvero per metterlo fuori gioco bastava semplicemente uscire da un tunnel, sconfiggere dei cloni più deboli di quelli di Naruto e il gioco era fatto? No, non ci siamo.

Una sceneggiatura che ha buchi da tutte le parti

La minaccia del reset mentale è standard, così come il conto alla rovescia e l’immancabile happy ending. Ancora una volta, tutto privo di sorprese. Si è provato ad enfatizzare il rapporto tra i tanti personaggi del Team per estendere quel “We are the Flash” di Barry e Iris a tutti, ma il risultato è stato scarso proprio come i tentativi di renderci simpatico il personaggio di Candice Patton. Soltanto l’addio a Harrison Wells si salva: ma anche qui è da dire, sarà davvero tale? Finora tutto quello marchiato con una fine in The Flash è tornato inevitabilmente ai nastri di partenza.

Infine, volendo ampliare il discorso a tutte le serie CW rinnovate in blocco anche per un’altra stagione (Arrow, Legends, Supergirl, Supernatural ecc.) la sensazione generale è che a qualcuno dei produttori la qualità abbia rotto un po’ le scatole. Il prodotto intrattiene, genera audience, lo spazio pubblicitario si vende e allora tutto quel che si può rinnovare va rinnovato. Qualche idea buona viene data ogni anno solo a qualche show (l’anno scorso ottimo Arrow, quest’anno Supernatural ha sorprendentemente fatto bene nonostante l’età sul groppone) e tutte le idee mediocri vanno a finire negli show restanti. The Flash quest’anno, nonostante numerosissimi spunti interessanti, non è riuscito a rendersi memorabile come aveva fatto almeno nella sua prima stagione.

Recensione quarta stagione The Flash
  • Prevedibile e priva di emozioni
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