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The Flash: il trionfo del buonismo. Recensione del finale della terza stagione

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Sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta. Dopo mesi e mesi di speculazioni, scommesse in denaro, fioretti improbabili e quant’altra forma di scaramanzia vi possa saltare in mente siamo arrivati alla fine della terza stagione di The Flash. Sicuramente questo ciclo narrativo non rimarrà stampato nelle menti dei fan per la sua qualità, però non ci sono dubbi che l’odissea del salvataggio di Iris West verrà a tormentare i nostri sogni per molto tempo a venire.

Ne parlavamo la pochi giorni fa qui sull’importanza della scelta degli sceneggiatori in questo finale di stagione. La morte di Iris o il suo salvataggio avrebbero infatti decretato il destino di The Flash, dimostrando se la serie sul velocista scarlatto sarebbe stata in grado di fare una mossa azzardata e di carattere o semplicemente si sarebbe lasciata trascinare dalla faciloneria e dal buonismo. In realtà a posteriori risulta difficile tracciare un netto confine sulle conseguenze del finale di stagione perché il quadro si è rivelato più complicato del previsto.

TRICK OR TREAT?

La scorsa settimana avevamo assistito alla morte di Iris per mano di Savitar. Dopo esserci lasciati avvolgere dallo sconforto (o dalla gioia a seconda dei gustiil nostro primo pensiero è stato rivolto alle conseguenze di tale evento. Come reagiranno gli altri protagonisti? Che ne sarà di Barry? Cosa farà Joe?

In realtà non c’è neanche stato il tempo di finire la formulazione di queste domande che la tragedia era stata risolta. Dopo uno scambio di corpi al nascondiglio di Savitar scopriamo che a venire ucciso è HR con le sembianze di Iris, che giace sana e salva sul tetto vicino a Joe e ai suoi amici del team Flash. In fondo è un bene sapere che la serie non prenderà una svolta troppo drammatica (e di difficile gestione per le semplici menti degli sceneggiatori) però la risoluzione è stata veramente troppo comoda.

Difficile dire se un mapazzone temporale sarebbe stato un escamotage più spettacolare per giustificare il salvataggio della ragazza però tenerci sulle spine per metà stagione e risolvere la cosa con uno scherzetto da scuola elementare pare un po’ troppo eccessivo. Soprattutto considerando che a sacrificarsi sia stato proprio il personaggio più inutile della stagione. Che coincidenza!

The Flash

IL MIO CUORE È NEL POSTO GIUSTO

Tuttavia non c’è neanche il tempo di piangere HR (ammesso ci fosse qualche lacrima da versare) che bisogna subito sbarazzarsi di Savitar. L’antagonista non ha infatti più una causa che giustifichi la sua esistenza e ha poche ore per diventare una divinità prima di venire cancellato del tutto. Barry decide quindi di dare una seconda chance al suo doppelganger sulla convinzione che il suo lato buono possa ritornare a galla.

Il discorso tra i due è stucchevole e forzato però rappresenta il cuore della serie e del protagonista stesso. Per quanto a volte ci appaia troppo ingenuo ed emotivo Barry in fondo è un buono e tale deve rimanere. Non può pensare di uccidere il cattivo perché non è nella sua natura e quindi davanti a Savitar non può che porgere una mano di aiuto invece di dargli la spinta fatale.

Le conseguenze si scrivono da sole ma fa piacere sapere che almeno l’indole di Barry è rimasta inalterata dopo tutte queste peripezie e che gli sceneggiatori – soprattutto – se ne siano ricordati.

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ALLA RICERCA DEL LIETO FINE PERDUTO

In men che non si dica arriviamo al tanto atteso scontro finale. L’arnese progettato da Tracy per imprigionare Savitar viene modificato da Cisco in modo tale da liberare Jay Garrick dalla speed force ed è nei boschi che le due fazioni portano a risoluzione il conflitto. Da un lato abbiamo Kid Flash, Flash e Jay che si scontrano con Savitar, dall’altro Gypsy e Cisco contro Killer Frost. Tra raggi gelati, distorsioni temporali e un CGI in perfetto stile CW il cattivone viene eliminato da Iris.

Si, da Iris avete letto bene. Ora forse le leggi temporali non sono il mio pezzo forte ma non si poteva catturare Savitar e aspettare che se lo venisse a prendere la speed force o che semplicemente scomparisse? Perché farlo uccidere da Iris che fino a cinque minuti prima sembrava pronta a un matrimonio a tre con Barry e il suo doppelganger cattivo? Perché in questa serie i personaggi si riempiono continuamente di belle parole per fare tutt’altro (leggasi i cavoli propri)?

Ma Iris non è l’unica a subire il maltrattamento del personaggio. Anche Caitlin pare un po’ confusa nel finale di stagione. Dopo aver passato mezz’ora a congelare tutti i suoi best friends nel momento in cui Savitar viene sconfitto Killer Frost abbandona la nave e Caitlin è nuovamente in controllo del suo corpo. Che per l’amor del cielo questo prima o poi sarebbe dovuto succedere ma magari ci mettiamo vicino un minimo di sviluppo del personaggio giusto per dare peso alle scelte degli sceneggiatori. Che dite?

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QUANDO THE FLASH INCONTRA TOLKIEN

La puntata si chiude con il funerale di HR (si può seppellire uno che è nato su un altro pianeta? L’anagrafe che ne pensa?) dove Iris per alleggerirsi la coscienza tira fuori un pippone rubato probabilmente alla De Filippi mentre Caitlin assiste al tutto da lontano. La ragazza infatti non è più Caitlin ma nemmeno Killer Frost. Tale scelta va interpretata con “non vogliamo che Caitlin perda i poteri perché così rimane un personaggio figo però Killer Frost non la sappiamo gestire“. In realtà tale sviluppo per quanto prevedibile è condivisibile per il semplice fatto che non è eccessivamente buonista, insomma Caitlin che prende la cura e torna buona come il pane sarebbe stato veramente nauseabondo.

Ma non c’è neanche il tempo di finire di mandare gli inviti per il matrimonio di Barry ed Iris che arriva il colpo di scena finale. La speed force dopo la liberazione di Barry è rimasta senza il suo prigioniero ed è venuto a riprendersi con una tempesta di fulmini lo speedster causa di tutto il macello temporale. Così come Frodo va a Valinor dopo aver distrutto l’anello anche Barry, accompagnato dalla madre (quanto non era anni ’80 sta comparsata materna?) dopo aver sconfitto Savitar se ne va verso la speed force salutando tutti quanti.

Plot-twist carino, molto utile per rendere ulteriormente eroico Barry che da bravo protagonista buono si fa carico delle sue colpe per espiarle se non fosse che a metà della prossima puntata sarà già tornato nei panni di The Flash. Vi ricorda qualcosa questo sviluppo narrativo? Tipo finale della terza stagione di Arrow con Oliver che va a vivere con Felicity altrove?

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BUONISMO SI, BUONISMO NO, BUONISMO GNAMME

Arrivati alla fine viene però difficile bocciare su tutta la linea il finale di The Flash. Sicuramente considerato l’andamento di questa stagione poteva andare decisamente peggio e il fatto che Iris si sia salvata tramite uno stratagemma mentale e non tramite un garbuglio temporale ha evitato di danneggiare ulteriormente la timeline indebolendo anche le sue potenzialità narrative.

Resta il fatto che alcuni personaggi sono stati totalmente danneggiati in questi episodi, tra un Cisco depresso o una Caitlin gestita malissimo per non dimenticarci di Tom Felton, unica occasione di pepe in un branco di teneroni che è diventato più buono di Maria Teresa di Calcutta dopo metà stagione senza un motivo apparente.

Ha funzionato invece Barry che con la sua determinazione è riuscito a coinvolgerci nelle fasi finali del salvataggio di Iris. Pure HR nella sua inutilità è riuscito a rimanere fedele a se stesso fino alla fine, avvenimento che in quanto raro va sicuramente apprezzato. Viene invece da chiedersi se non sia necessario un approfondimento riguardante Wally ed Iris, personaggi ormai macchietta troppo in balia dagli eventi e appiattiti dalle varie circostanze.

Insomma, le cose da sistemare sono ancora molte però la serie non ha perso il suo cuore. The Flash deve essere qualcosa di leggero, divertente e che sappia intrattenere a sforzo zero e forse in questo finale l’ha dimostrato pur attingendo troppo al buonismo e cadendo nella faciloneria.

All’anno prossimo!

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