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The Crown: Michael C. Hall parla di Kennedy e dell’abuso di droghe

Michael C. Hall

Michael C. Hall, che interpreta il famoso presidente americano nella seconda stagione di The Crown, ci racconta dettagli della sua interpretazione.

La seconda stagione di The Crown ci ha permesso di conoscere più a fondo sia la Regina che il suo consorte, regalandoci una versione decisamente più “umana” di ciò che si nasconde dietro la corona e la scintillante vita di Buckingham Palace. Ma oltre a puntare la lente sulla vita personale dei reali, abbiamo anche avuto modo di osservare il complesso contesto internazionale dell’epoca, con i suoi eventi e personaggi cardine, le cui azioni hanno di fatto (trattandosi di storia recente) delineato il mondo in cui viviamo oggi.

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Tra essi, l’impatto più forte viene sicuramente dalla coppia Kennedy, sia per l’importanza e la notorietà mondiale che essi rivestono, sia per il modo peculiare in cui è stato scelto di rappresentarli in The Crown. La presenza dei Kennedy è tanto fugace quanto incisiva: alla coppia Elizabeth (Claire Foy)/ Philip (Matt Smith), loro malgrado incastrati nei rigidi meccanismi della vita da reali, si contrappongono i più apparentemente rilassati John F. Kennedy (Michael C. Hall) e la moglie Jackie (Jodie Balfour), con la loro mancanza di protocollo e la loro immagine “glamour”.

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Michael C. Hall e Jodie Balfour Credits: Netflix

 

Tuttavia, la serie decide di mostrarci un aspetto della coppia decisamente diverso dall’immagine quasi mitica che ne abbiamo nella cultura di oggi (anche in conseguenza al successivo assassinio di Kennedy). Scopriamo così la dipendenza del presidente degli Stati Uniti da sostanze stupefacenti e la sostanziale infelicità della moglie all’interno di un matrimonio e di una vita pubblica che non lascia spazio a passi falsi.

Hall (già più che noto ai fan di Dexter) non si è rivelato affatto preoccupato all’idea di interpretare un personaggio così famoso in una luce così controversa. Da un lato, un carismatico leader capace con i suoi discorsi di ispirare una nazione intera. Dall’altro un uomo geloso e calcolatore, a cui non piacere condividere l’attenzione del mondo e che fa (ab)uso di droghe.

In un’intervista rilasciata su Entertainment Weekly, Michael C. Hall ha parlato del ruolo e delle sfide che ha presentato. Ecco l’intervista:

 

QUAL È LA PRIMA COSA A CUI HAI PENSATO QUANDO TI HANNO OFFERTO IL RUOLO?

Sapevo che lo show aveva una buona fama, ma non lo avevo ancora visto. Il pensiero di dar vita a un personaggio così importante a cui tanti altri prima di te hanno già dato vita è ovviamente qualcosa che intimidisce. Ma era anche un’idea emozionante. E quando ho dato un’occhiata al copione ho pensato che la presentazione [di Kennedy] fosse abbastanza ampia. È praticamente uno sketch del personaggio – sono una figura di passaggio – ma ha comportato dei rischi, specialmente in quello che viene detto e nel modo in cui viene rappresentato. Ero anche entusiasta all’idea di fare un discorso che molti americani vorrebbero sentire dal loro leader ai giorni nostri.

È UNO DEI PRESIDENTI PIÙ RAPPRESENTATI NELLA STORIA DI HOLLYWOOD. QUESTO FATTO HA AUMENTATO LA PRESSIONE?

Ovvio! Non è facile. Non puoi ignorare l’ubiquità di questo personaggio e della sua voce. Devi in qualche modo riuscire a fare onore a tutto questo senza limitarti a imitarlo. È una vera e propria sfida, so che nello show incoraggiano l’idea di rendere omaggio quanto più possibile al personaggio che si sta interpretando, senza però scadere in una mera imitazione. Quindi mi sono sentito un po’ più libero. C’è però quell’accento che è quasi unico per i Kennedy e quella cadenza che non puoi eliminare se vuoi dare un senso del personaggio. Ho ascoltato molte delle sue registrazioni ma se mi fossi limitato semplicemente a imitarlo, sarebbe sembrata una parodia. Parte della sfida era proprio capire quale fosse la linea da non superare.

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THE CROWN HA CORSO UNA SERIE DI RISCHI. KENNEDY VIENE RAPPRESENTATO COME UN UOMO, UN TOSSICODIPENDENTE MEGLIO, IMPULSIVO E A TRATTI VIOLENTO. QUESTO FATTO DI HA PREOCCUPATO?

No, affatto. Non in base a quello che so di lui. All’inizio faceva uso di steroidi per contrastare la deficienza autoimmune di cui soffriva e che risultava in un deciso deterioramento osseo. Per sopportare questo, i suoi medici hanno cominciato a dargli antidolorifici. Ma questi a loro volta lo rendevano lento e fiacco e quindi ha cominciato a usare anfetamine per ovviare alla cosa. Ovviamente, hai bisogno di essere al massimo se sei il Presidente. Quindi sì, era un tossicodipendente funzionale, all’inizio per necessità, poi per gestirne gli effetti collaterali. Anche le sue diverse relazioni erano sicuramente tenute segrete all’epoca, ma sono una cosa interessante da rivelare ed esaminare adesso.

COS’HA AVUTO DI UNICO QUEST’ESPERIENZA RISPETTO AD ALTRI PROGETTO SU CUI HAI LAVORATO?

È stato incredibile. Lo show è sontuoso e le location sono così realistiche. Non sei su un set, sei in un palazzo. È un set incredibile. Tutti quanti hanno fatto il loro lavoro splendidamente, Claire e Matt sono stati fantastici. Durante il secondo giorno di riprese, ho cominciato a guardare la serie sul telefono mentre ero in macchina e viaggiavo verso la location. Ho capito quanto fosse alta la qualità dello show. Ho cercato di essere all’altezza del compito. E Jodi è un’attrice fantastica, conoscerla e lavorare con lei è stata una sorpresa.

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