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The Brave, Seal Team e Valor: chi vince la medaglia?

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Avendo già visto e recensito The Brave e Valor, ho deciso di recuperare anche Seal Team per affermarmi come esperta indiscussa dei telefilm militareschi che questa stagione hanno invaso con furore i network e potervi così dire quale dei tre meriti di ricevere una medaglia e quindi di essere effettivamente visto.
Per fare questo andremo ad analizzare temi e caratteristiche dei tre condenti e confrontandoli con accuratezza e rigore individueremo alla fine un vincitore indiscusso.

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Il realismo

Siccome parliamo di telefilm su squadre speciali e azioni militari, credo che uno degli aspetti fondamentali da analizzare sia la credibilità dell’azione, delle ambientazioni e un certo realismo nel rappresentare l’esercito e come effettivamente operi. Ora, io non sono certo un’esperta, ma non mi è difficile individuare tra i tre contendenti quello che risulti più credibile.
Seal Team, forse anche per una maggiore disponibilità economica, spicca per ambientazioni realistiche ed effetti speciali che rendono l’azione intensa e credibile. Prima di ogni operazione c’è un’analisi tattica, c’è una preparazione logistica e un’organizzazione pratica. Le missioni sono sostenute da squadre di appoggio e non sembrano delle semplici sfide disperate alla Rambo dei buoni contro i cattivi. E anche se alla fine risultano tali, non lo sono mai con troppa leggerezza. Cosa che invece succede in The Brave dove le missioni sono molto lasciate all’improvvisazione e all’eroismo dei soldati. Dove in quattro gatti ci si arrangia come si può per salvare il mondo, con più fortuna che merito e alla fine quando i cattivi esplodono si stappa una birra. Due approcci diversi, forse il primo più ingessato, ma decisamente più credibile. Valor non lo tiro neanche in ballo perchè tra effetti speciali patetici e una rappresentazione dell’esercito davvero poco credibile è meglio stendere un velo pietoso.

Le quote rosa

Poichè siamo delle persone moderne e poichè io sono una femmina, la partecipazione femminile all’interno di un telefilm ha un certo peso. In questo caso chi conduce è Valor che presenta una protagonista donna che pilota elicotteri da guerra. The Brave piazza una soldatessa all’interno della sua squadra speciale che è al pari dei suoi colleghi maschi e poi si aggiudica una donna al comando a dirigere le missioni. Seal Team, forse volendo mantenere una vena di realismo, relega le donne alle operazioni tattiche e di preparazione delle missioni, ma promette di approfondirle in modo non del tutto scontato superando anche il test di Bechdel.

I protagonisti

E’ un po’ presto per definire i personaggi con appena una manciata di episodi, ma diciamo che nessuno dei tre brilla particolarmente. Sia The Brave che Team Seal mettono in campo eorici capi compagnia e all’interno delle squadre ce n’è un po’ per tutti i gusti. The Brave smista subito i ruoli con diligenza, coprendo equamente etnie, religioni e caratteri. Seal Team si appoggia invece principalmente su David Boreanaz e lo fa saggiamente perchè, pure con non moltissimo materiale, il protagonista offre abbastanza sfumature di carattere da risultare interessante. Valor da parte sua brilla in modo particolarmente negativo mettendo in campo personaggi bellocci piuttosto bidimensionali e degli attori non straordinari.

Seal Team

La struttura narrativa

In due casi su tre, parliamo di procedurali (Brave e Seal) che quindi presentano una missione ad episodio. The Brave è il più rigoroso in questo, mentre Seal mette in campo anche una storyline parallela con la giovane recluta che vuole distinguersi; dimostra poi di voler portare avanti una trama più orizzontale legata alla morte in missione di un membro del team. Valor è l’unico che presenta una forte trama orizzontale con al suo interno una cospirazione governativa, purtroppo però non ha la forza e il talento per reggerla e per renderla credibile.

Il coinvolgimento emotivo

Se The Brave mira ad un coinvolgimento più diretto, fatto di pura azione e di atti di eroismo spropositati (che necessitano una certa sospensione dalla realtà), Seal con il suo realismo sobrio riesce a portare lo spettatore in mezzo all’azione e ad affascinarlo  mettendo in scena anche una parte tattica di pianificazione delle missioni (evviva i modellini!). Valor purtroppo con i suoi protagonisti piatti e una rappresentazione sommaria delle operazioni di guerra al massimo riesce a strappare un sopracciglio inarcato e uno sbadiglio.

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I cani

Lo so, una categoria un po’ strana. Ma tra le tante somiglianze tra The Brave e Seal (partono entrambi dalla morte di un compagno di squadra) c’è anche la presenza di due cani piuttosto simili. Se in The Brave il cane è solo un fido amico che aspetta a casa, in Team Seal il cane è uno dei membri della squadra tanto che si paracaduta con la sua maschera dell’ossigeno personale direttamente nell’azione. Questo per me vale un sacco di punti!

The Brave

E quindi la medaglia al valore va…

Lo avrete ormai capito da voi, chi vince qui in mezzo è decisamente Seal Team che si avvale di una produzione migliore e un cast di maggiore esperienza e cerca di essere il più fedele possibile alla realtà, cosa che gli fa parecchio onore. The Brave ne esce un po’ sbracione, mirando più all’effetto immediato che ad una costruzione intelligente. Valor arriva decisamente ultimo toppando in tutto, mostrando coraggio nello scegliere una protagonista femminile, ma rovinando tutto senza sapere dare valore a tale scelta.

E voi a chi dareste la medaglia?

 

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