American Crime Story

The Assassination of Gianni Versace: tutto tranne che ordinario, recensione episodio 2.06

darren criss. the assassination of gianni versace
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The Assassination of Gianni Versace continua a inanellare episodi senza sbagliare un colpo. Come già detto nelle precedenti recensioni, il titolo è un grande specchio per le allodole per chi si aspetta di curiosare nei retroscena della famiglia Versace. Qui il protagonista è solo Andrew Cunanan, il machiavellico assassino di Gianni.

A molti potrebbe non piacere questa serie molto visiva e apparentemente poco ritmata, ma per gli amanti delle performance psicologiche si tratta di una vera e propria perla.

Descent è il titolo dell’episodio di questa settimana, e non potrebbe essere più azzeccato. Nei 47 minuti di visione assistiamo alla personale caduta di Icaro di Cunanan, lo vediamo raggiungere la vetta più alta del successo e poi scendere giù negli inferi. Akmè e oltretomba.

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Gli eventi della prima parte della puntata si svolgono a La Jolla, in California, nel 1996, esattamente un anno prima degli omicidi commessi da Cunanan.

Andrew condivide una splendida villa con Norman Blachford, un multimilionario che ha lavorato sodo, interpretato da uno splendido Michael Nouri. I due sono amanti, ufficiosamente compagni, da circa un anno e mezzo. Norman ha da poco perso il suo storico compagno e ha trovato consolazione nel bel visino di Andrew ma, a differenza di altri, ha capito perfettamente con chi ha a che fare.

Andrew prosegue imperterrito nella sua farsa.

Interpreta la vita di qualcun altro. Organizza una sontuosa festa di compleanno nella villa di Norman e finge di essere chi non è. Tra soldi, lusso sfrenato, bei vestiti, Andrew chiede addirittura ai suoi amici di recitare una parte. Fa indossare al suo amico Jeff scarpe costosissime e si fa regalare da lui pacchetti già preparati.

Tutto per fare colpo su David Madson, il ragazzo di cui crede di essere follemente innamorato e che ucciderà un anno dopo.

Dopo i rifiuti di Norman alle richieste di un sussidio economico più elevato, una macchina costosa, biglietti di prima classe, volontà di essere nominato unico erede del patrimonio e altri benefits di vario genere, Andrew decide di lasciare la California e Norman. Spera però in un ritorno di fiamma.

Da lì in poi la sua vita comincerà ad andare lentamente in pezzi. Oltre ad attuare le solite pazzie sconsiderate come mandare cartoline ambigue al padre di Jeff, Andrew si ostina a voler conquistare David a tutti i costi, nella maniera più sbagliata possibile. Gli paga un viaggio in prima classe a Los Angeles e lo ospita in un hotel lussuosissimo per un weekend stellare che non può permettersi. Tutto solo per stupirlo, per esagerare, per il gusto di fare cose belle. Ma David è diverso, e alla sua richiesta di dire la verità, Andrew fallisce ancora. È fisiologicamente incapace di amare e ed essere sé stesso.

darren criss. the assassination of gianni versace

La storia di una persona che mente a sé stessa in questo modo potrebbe sembrare diseducativa e ai limiti della follia per molti, ma ad una più attenta analisi ci accorgiamo che Andrew rispecchia alcuni lati di noi. Parlo di dei lati più subdoli e nascosti e, forse, nelle sue esagerazioni ci siamo ritrovati anche noi tutte le volte che abbiamo chiesto indirettamente di essere amati.

Ma Andrew non conosce limiti e fa tutto senza filtri, senza educazione, senza freni.

Dopo aver fallito su tutta la linea, lo smarrimento è totale. Cunanan tocca il fondo facendo uso di metanfetamine potentissime che gli procurano visioni di un parossistico dialogo con Gianni Versace come effetto collaterale.

Andrew non è di certo nuovo all’uso di droghe, ma quest’esperienza ai limiti del normale lo fa tornare suoi suoi passi. Torna quindi a casa, dove lo aspetta sua madre. La madre di Andrew non è neanche lontanamente quella da lui descritta nelle sue storie di fantasia. È una donna semplice che ama suo figlio di un amore puro, non conoscendo purtroppo ciò di cui è capace.

Tornare a casa equivale a morire per Andrew. Si tratta del suo fallimento più grande ma è anche ciò che gli dà la spinta per tornare alla sua vita di eccessi, inseguendo una sempre più inaccessibile chimera.

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Dotato di grandissima inventiva e grande talento, Cunanan è sicuramente un insicuro.

Spregiudicato, scaltro, calcolatore, opportunista, Andrew è l’esempio lampante di una grande intelligenza usata male, o forse fin troppo bene. Sa tenere una conversazione, sa decifrare una lista di vini e potrebbe tenere banco a un convegno delle Nazioni Unite così come a una sfilata di moda senza alcun problema, ma è limitato dal suo dolore.  È logorato dal rancore, distrutto dal rammarico per ciò che non ha: l’amore.

The Assassination of Gianni Versace ancora una volta ci dà grandi lezioni di vita e, per gli amanti del genere, continua a deliziarci con sottigliezze di microposicologia. Chi frequenta l’universo moda, amerà le fantastiche location, i bei vestiti e la fotografia curatissima, godendosi ogni minuto.

Il giusto connubio tra bello e sporco è senza dubbio ciò che rende The Assassination of Gianni Versace l’evento televisivo dell’anno.

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