100 (The)

The 100: la pagella dei personaggi della quarta stagione

The 100
IMDb

In attesa del season finale della quarta stagione di The 100, ossia quella serie che era tanto bella e interessante prima che a Rothemberg venisse in mente di scherzare col fuoco e bruciarsi con l’acqua, abbiamo pensato di fare qualcosa di diverso dal nostro solito. Non un riassunto/commento di quanto accaduto finora (per quello rimandiamo alla recensione del prossimo episodio), ma un elenco di voti ai diversi personaggi. Giudizio volutamente dato prima del finale perché non potrebbe bastare andare bene ad una sola interrogazione per salvare un anno intero. Oh, si fa per giocare, eh. Anzi, commentate dando i vostri!

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Promossi (ad un posto nel bunker)

Murphy – 7: uno dei pochi personaggi di The 100 rimasti coerenti con se stessi, mantenendo l’usuale atteggiamento oscillante tra il sano egoismo di un innamorato che prima di tutto vuole difendere la sua amata e l’altruismo rassegnato di chi alla fine non ce la fa a lasciare che tutto vada in malora, con il bonus aggiunto del giusto equilibrio tra ironia scherzosa e sarcasmo pungente.

Indra – 7: una cosa doveva fare e quella fa e pure bene, ossia salvare il suo clan scegliendo al momento giusto se fare la guerra o la pace in base alle forze in campo con il colpo da maestra durante il Conclave di dare la sua spada ad Octavia invece che al suo campione (scelto non si sa come visto che è il primo a morire), in modo che la sua figlioccia adottiva si ricordi di lei quando serve.

Raven – 6.5: la definizione vivente del maiunagioia con un susseguirsi ininterrotto di idee ragionevoli e soluzioni tecnologiche (pure troppe a dire il vero visto che pareva diventata onnisciente) per salvare la baracca, puntualmente mandate in malora dal resto dei compagni perchè, si sa, la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo e guarda sempre e solo lei.

Octavia – 6: elabora il lutto per la morte di Lincoln trasformandosi in una macchina da guerra col nome di battaglia Skairipa, che dice tutto e alla fine riesuma uno spirito comunitario in stile Lexa che ci fa chiudere un occhio sulla parentesi bucolica con Ilian (perché? ditemi il perché di Ilian!) e il tuffo alla Aragorn (anche se per perdonare questo dovremmo chiuderli tutti e due gli occhi).

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Rimandati (sull’Arca o dove volete)

Monty – 5.5: finisce per fare spesso la figura della copia rincretinita di Murphy con il suo volersi sacrificare sempre e solo per Harper, mentre altre volte mostra una testarda ottusità nel voler recuperare l’irrecuperabile Jasper, ma il personaggio è sempre stato affetto da un buonismo che sfocia nell’irrazionale per cui ce lo dobbiamo tenere così com’è.

Kane – 5: auto proclamatosi alfiere della pace e della comunione dei popoli passa questa stagione di The 100 a contraddire se stesso senza neanche accorgersene, continuando a promettere a destra e a manca che si stanno impegnando a trovare una soluzione per tutti e poi facendo esattamente l’opposto, ma almeno ci mette la buona volontà come quello studente che si applica ma ancora non ci arriva.

Bellamy – 5: rassegnatosi alla friendzone (roba che si sono inventati pure un sex interest di Clarke per Nylah pur di non dare soddisfazione ai Bellarke), vivacchia facendo il suo quando glielo chiedono, ma restando comunque bloccato tra i due comandamenti, aiutare Clarke (che in pratica non lo coinvolge in nessuna decisione) e difendere Octavia (che proprio non è che ne abbia tutto questo bisogno).

Emory – 5: la versione estrema di Murphy, con la differenza che non fa neanche ridere e troppo spesso le prende il ce l’hanno tutti con me, che però le permette di guadagnarsi il premio per la migliore truffa, quando si inventa la storia strappalacrime dello scavenger brutto e cattivo.

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Bocciati (e da arrostire con il Praimfaia)

Abby- 4.5: una stagione, questa di The 100, passata a riscrivere la scienza medica per inventarsi miracolose cure contro le radiazioni, salvo buttarle via un attimo dopo quando si ricorda che, alla fine, a lei importa giusto di Clarke e soprattutto di Kane (e siamo stati gentili perché, per buona parte della stagione, pareva dominata dal preciso intento di recuperare anni di castità forzata per cui proprio non poteva lasciare Marcus fuori dal bunker, semmai ci lasciava Clarke).

Jaha – 4: la versione del futuro del politico attaccato alla poltrona, che non è disposto a lasciare dovesse anche scatenare una guerra totale e ancora tutti qui si domandano per quale motivo continui a non azzeccarne una e, ciononostante, tutti gli vadano appresso come se fosse un novello messia (che pure in quel ruolo ha clamorosamente fallito).

Echo – 4: la buona volontà ce la mette pure, ma se dovresti essere la più fida alleata del tuo re e puntualmente te ne freghi di quello che ti dice di fare e, anzi, tenacemente fai di tutto per contraddirlo e metterlo in difficoltà, non puoi meravigliarti che alla fine nessuno si fidi di te, tranne quelli scoppiati che ti danno un posto nello spazio giusto per far partire una ship con Bellamy. Come se The 100 avesse bisogno di altre ship?

Roan – 3: aspetti una vita intera che arrivi la tua occasione di prendere il posto di tua madre, dimostrandoti un re saggio e potente e, quando hai la corona, passi tutto il tempo a credere ad ogni promessa che ti fa chiunque, a fare il garzone di bottega del primo che passa, ad andare avanti e indietro tra Clarke, Abby, Kane, Indra, Echo senza che nessuno pensi mai che una tua decisione non possa essere disattesa, neanche fossi l’ultimo dei pezzenti di Azgeda.

Luna – 3: ci ricorderemo la sua espressione costantemente scoglionata e infastidita oltre al pacifismo pro domo sua, che la porta prima a chiedere aiuto perché stanno morendo i suoi, poi a fare la cavia controvoglia perché chissenefrega di voi altri ed, infine, a diventare la portatrice di un nuovo concetto di pace intesa come fine di ogni conflitto per morte di tutti, belligeranti e non.

Clarke – 2: a chi è stato dato molto, molto sarà chiesto per cui, se sei la protagonista ed in ogni stagione ti sei sobbarcata il peso di decisioni difficili che hanno contribuito a rendere la serie interessante, e su di te che calerà la mannaia quando ci si rende conto che hai passato la stagione a cambiare idea ad ogni episodio, con il twist finale del io penso alla salvezza del genere umano e quindi tutti fuori il bunker è solo per gli Skicru e ciao ciao genere umano, seguita dall’altra brillante idea di tornare su quel che resta dell’Arca, senza sapere come scendere poi visto che, non solo manca il carburante lassù, ma anche il senno che ha perduto.

Jasper – 0: ci sono personaggi (di The 100 e non) che, col passare degli anni, subiscono un processo di evoluzione e maturazione e personaggi che vanno incontro ad una involuzione e poi c’è Jasper, ossia un essere tanto fastidioso nel suo desiderio di morire ad ogni costo (permettendosi anche di fare proseliti) che a confronto la proverbiale sabbia nelle mutande è un simpatico diversivo e un gatto appeso ai testicoli è una carezza vellutata.

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