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Supernatural: Recensione dell’undicesima stagione

Supernatural

Quando una serie giunge alla sua undicesima stagione (con una dodicesima in arrivo) dovrebbe esser chiaro che il network produttore punta più a mantenere costantemente incollati davanti al televisione quella grossa fetta di spettatori che ogni anno fedelmente seguono lo show piuttosto che cercare spunti narrativi qualitativi. Nel caso di Supernatural, la qualità s’era persa per strada a partire dalla sesta stagione: ovvero da quando il creatore della serie Eric Kripke aveva abbandonato lo show, imitando la sua versione fittizia di Dio che nel mondo di Supernatural aveva abbandonato il paradiso.Supernatural

Da allora, Supernatural ha tenuto botta proponendo sempre gli stessi schemi: i due fratelli uniti (qualche volta divisi) per combattere i vari cattivoni che nel corso del tempo hanno rotto le scatole alla terra e per tenere a bada mostri che turbavano la tranquillità quotidiana delle cittadine d’America. Ogni anno un arco narrativo che si sviluppava tra inizio e fine della stagione con tantissimi, troppi episodi filler senza capo né coda ma che agli americani a quanto pare piacciono e tanto è bastato per mandare avanti la serie fino ad oggi, fino a domani quando vedrà la luce anche la dodicesima stagione. Eppure le idee già iniziavano a scarseggiare circa un anno fa, quando la decima stagione anziché concludersi col botto (magari la morte di uno dei fratelli) ha portato alla morte di Morte. Dopo questo bisognava per forza passare ad un livello successivo: il ritorno a quella mitologia biblica che aveva caratterizzato le migliori stagioni. Un cosa che, in realtà, è stata chiesta a gran voce dai fan nel corso degli ultimi anni e che soltanto in questa undicesima stagione si è concretizzata. E dunque ecco Amara, The Darkness, la sorella di Dio imprigionata all’alba dei tempi. Ecco dunque una forza primordiale talmente superiore a qualsiasi altro personaggio mai apparso nella serie da risultare invincibile. Per circa metà stagione abbiamo assistito alla trasformazione di una bambina spaesata in una “donna” che cercava vendetta, prima di scoprire che in realtà non voleva fare altro che riconciliarsi con suo fratello, Dio.

In fondo, Supernatural è un’unica grande storia sui legami familiari: e questo altro non è che il ritrovarsi di due fratelli perduti, Dio e Oscurità. Non ha sorpreso, quindi, che nell’episodio finale non ci sia stata una vera e propria resa dei conti con uno scontro tra forze titaniche che era quasi impossibile riprodurre con mezzi televisivi, se si pensa al semplice fatto che Dio, mica un pugile qualsiasi, avrebbe dovuto lottare. Amara non ha fatto altro che cercare di nuovo l’amicizia di suo fratello comportandosi come una qualsiasi donna gelosa che disprezza ma in realtà vuol comprare. In tutto questo, supernatural-season-11-lucifer mark pellegrinogli autori hanno piazzato tutto ciò che i fan da tantissimi anni chiedevano.

Andiamo in ordine: il ritorno di Mark Pellegrino nei panni di Lucifero è stato esaltante negli episodi 9 e 10. Il Lucifero di Pellegrino è stato un personaggio chiave dell’epoca d’oro della serie, e rivederlo agguerrito e astuto più che mai per uscire dalla gabbia in cui era rinchiuso è stato soddisfacente. Ma il tutto è stato distrutto in mille pezzi dall’idea di trasferire Lucifero in Castiel: personalmente non ho apprezzato Misha Collins interpretare il vero re degli inferi, mi è sembrata una terribile caricatura di Pellegrino. Da quel momento in poi, il personaggio ha perso tutta la sua tensione emotiva che lo caratterizzava, ed è stato trattato alla stregua di un qualsiasi altro personaggio.

Il ritorno di Metatron è stato un po’ confusionario per quanto io abbia apprezzato la sua uscita di scena come uno dei “buoni” (con il suo voler essere scrittore e dio, e anche con la sua fisicità, mi è sembrato di vedere Baricco), ma in fondo Metraton è stato reintrodotto perchè era l’unico che poteva presentare degnamente colui il quale a gran voce è stato pregato e di cui è stata richiesta la sua presenza: Dio. L’apparizione di Dio, i cui ultimi segnali inequivocabili risalgono alla quinta stagione (ricordate il guardiano del giardino? L’amuleto? La luce abbagliante nel quinto season finale?) era diventata necessaria. E certamente non si poteva non far incarnare Dio in uno dei personaggi più amati e popolari, Chuck.supernatural rob benedict chuck

Che egli fosse Dio da prima che venisse detto in questa undicesima stagione, è probabile perchè numerosi sono stati i riferimenti alla ambigua natura di quello che diceva di essere un semplice profeta del Signore. E a tutte queste cose è stato dedicato addirittura un intero episodio, il ventesimo, dove Dio incontra per la prima volta i fratelli Winchester. Sicuramente è stato esaltante ed emozionante, per chi come me ancora sperava che questo ritorno alle origini fosse qualitativamente alto come nei tempi d’oro, ma non posso non ammettere che si poteva fare di più. Dopo aver giustificato la sua assenza, Dio si butta all’inseguimento di sua sorella e nel fare ciò ecco un’altra bella dose di fanservice: tutti quanti, cattivi e non, riuniti sotto un’unica bandiera per fermare il male incarnato. Una cosa è stata la prospettiva, l’idea stessa, di vedere Dio, Lucifero, Crowley, Rowena e i Winchester combattere contro una forza così grande che l’Apocalisse è roba per poveretti; un’altra cosa è stato guardarli nel penultimo episodio mentre si azzuffavano regolarmente senza nessuna scena degna di nota. Senza contare che agli autori non è costato fatica unire tutti questi personaggi, mentre ci sarebbe potuto e dovuto soffermare di più, se proprio non se ne poteva fare altrimenti.Supernatural

Insomma, l’undicesima stagione di Supernatural ha attirato tutti i fan storici della serie con i suoi proclami di ritorno alle origini e con la messa in scena di personaggi che mancavano da parecchio (o da sempre). La parte finale è stata comunque una delle parti migliori dai tempi di Supernatural post quinta stagione ma, se da una parte tutti noi volevamo assolutamente rivedere Chuck nei panni di Dio oppure il ritorno di Lucifero, non possiamo non ammettere che qualcosina in più si poteva fare. Se Supernatural non ha soddisfatto tutti finora, come potrà ancora andare avanti dopo che si è giocato anche la carta di Dio?

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