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Suits: la settima stagione è un disastro- Recensione episodi 7.05/7.06

Suits
imdb

La settima stagione di Suits sembra non riuscire a decollare, traghettando la serie sempre più in basso nella disperata ricerca di un ritmo che non c’è più.

Se non fosse che è dalla sua prima messa in onda che Suits viene trasmessa d’estate, potremmo imputare al caldo e alla voglia di vacanza questo disarmante calo di livello della stagione in corso. Come abbiamo ripetuto nelle recensioni precedenti, Suits sembra sempre più una soap legale di qualche canale generalista, di quelle trasmesse all’ora di cena giusto per fare compagnia, ben lontano quindi dai tempi della quinta stagione, che aveva saputo emozionare lo spettatore con episodi memorabili.

I MOTIVI DEL DECLINO DI SUITS

Ma perché Suits quest’estate non riesce più a coinvolgere e emozionare come in passato? Per rispondere a questa domanda è giusto ricordare che ogni serie tv ha una sua scadenza già dalla messa in onda del pilot, perché la trama e i personaggi sono destinati a avere un’evoluzione che inizia e finisce, a meno che non si tratti di serie antologiche o con episodi autoconclusivi.

La scadenza di Suits era la risoluzione del segreto di Mike, una volta arrivati a questo punto, Korsh avrebbe dovuto comprendere di essere alla fine della sua storia e sceglie il percorso migliore per chiudere definitivamente lo show, percorso che poteva durare anche due stagioni se fosse stato interessante.

La prima motivazione dietro questa settima stagione imbarazzante è l’eredità di una sbagliata e sconclusionata chiusura della trama orizzontale della serie che Korsh ha affrettato e gestito tramite la “fantascienza legale”. Ma i presupposti per un recupero c’erano, nonostante sia poco credibile che Mike dopo essere uscito di prigione da un mese per frode eserciti e sia creduto da un giudice, la questione dello studio e dei casi pro-bono poteva essere la vera svolta dello show e invece tutto è buttato alle ortiche per cercare di replicare schemi già visti.  Ed è questa la seconda ragione dietro l’abisso di niente che è Suits in questo momento, Korsh e gli sceneggiatori stanno continuando ad applicare le stesse dinamiche del passato, nella speranza che ritorni anche il ritmo spensierato delle prime stagioni, senza comprendere che così come i personaggi si sono evoluti dovrebbe farlo anche la trama.

I DARVEY POSSONO SALVARE LA STAGIONE?

Personaggio simbolo di questa ripetizione schematica è Louis che, nonostante sette stagioni, continua ad avere la stessa storyline di emarginato sociale alla disperata ricerca dell’approvazione di Harvey e sempre circondato da liquidi marroni, siano essi fanghi o frullati di prugne. Poteva essere di maggiore aiuto ad Harvey ora che devono gestire lo studio in due? Poteva avere una sua storia personale felice? Poteva allearsi con Mike sui pro bono? No, è molto più divertente vederlo fare battute sui gatti e urlare allo psichiatra.

Mike di certo non è da meno, incastrato nuovamente in un segreto che viene rivelato e lo fa sprofondare nei dubbi già visti tra l’avvocatura e la morale, e il rapporto con Rachel sempre più inutile e banale. Serve a poco affiancargli un avvocato inesperto per replicare le scene di insegnamento fatte nelle prime stagioni da Harvey, ed è anche poco interessante il caso della prigione che deve seguire. Ed infine Harvey, che gestisce lo studio consultandosi con tutti e non sapendo dove sbattere la testa, che cade nelle bugie di Mike come un novellino qualsiasi e non riesce a gestire la cosa, arrabbiandosi prima con Mike e poi tornando sui suoi passi; possibile che l’Harvey delle prime stagioni di Suits fosse più leader di quello di ora?

Korsh inoltre ha sbandierato a mari e monti come novità assoluta l’introduzione del personaggio della psicologa, indicandola come svolta della vita di Harvey Specter. Il vero problema è che Paula Agard è un personaggio che allo spettatore non interessa, perché troppo mielosa, troppo perfetta e talmente finta che sembra messa lì di proposito per far avvicinare Harvey e Donna, come dimostra questo ultimo episodio. Quale donna direbbe al proprio uomo di aver mentito sull’essere stata tradita perché pensa di non essere “amabile”? Quale donna sarebbe così serena nel gestire una “rivale” come Donna Paulsen? A causa della sua introduzione, Suits ha assunto ancora di più le tinte di un drama romantico da quattro soldi, in cui il protagonista non è pervenuto, e se anche Korsh avesse messo in piedi tutto questo castello per far finire insieme Donna e Harvey è tutto troppo palese e fittizio, perché lo spettatore non può rispecchiarsi nel personaggio di Paula e quindi la percepisce come un fantoccio di carta.

Suits sta affondando come una nave il cui equipaggio è già per metà sulle scialuppe diretto verso il pianeta “Tempesta d’Amore”, per recuperare una settima stagione così mal scritta sarebbe necessario inanellare almeno quattro episodi al cardiopalma che cambino drasticamente la direzione della storia, ma sembra proprio che non accadrà.

A questo punto caro pubblico la domanda è: siete ancora disposti a dargli fiducia?

Good Luck!

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