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Stranger Things: cosa significa la scena finale della seconda stagione? Intervista agli ideatori della serie tv

Stranger Things

Prima di tutto una nota importante: questa intervista esclusiva pubblicata da Hollywood Reporter contiene numerosi spoiler sulla seconda stagione di Stranger Things. Se siete fan della serie tv di Netfix e non avete ancora finito il binge-watch, ovvero non avete ancora divorato tutti gli episodi del secondo capitolo, vi consigliamo vivamente di non leggere questa intervista.

Finalmente la seconda stagione di Stranger Things è arrivata e i fan hanno potuto divorarla con felicità, ma anche con grande ansia e curiosità. Arrivati all’episodio nove e alla scena finale sono ovviamente sorti numerosi quesiti ai quali i fratelli Duffer, ovvero Matt e Ross Duffer, hanno cercato di dare risposta in un’intervista esclusiva a Hollywood Reporter.

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Se non avete ancora concluso la seconda stagione di Stranger Things, vi invitiamo a salvarvi questo link e tornare a leggere il tutto più avanti, una volta giunti ai titoli di coda del nono episodio. Se invece siete già arrivati alla fine del secondo capitolo, ecco quanto confessato dai due ideatori della serie tv alla stampa americana.

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Bene, se siete qui e state continuando a leggere l’articolo vuol dire che avete finito di vedere la seconda stagione e volete analizzare anche voi la scena finale. Ovviamente non poteva mancare un cliffhager che ci tenesse incollati allo schermo e desiderosi di avere presto nuovi episodi. Ma andiamo con ordine e vediamo com’è terminato questo nuovo capitolo…

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La seconda stagione e il nono episodio finiscono con il party tematico organizzato alla Hawkins High per festeggiare Snow Ball. Finalmente le love stories che ci hanno accompagnato durante tutta la stagione trovano il loro culmine con il ballo; Michael “Mike” Wheeler (Finn Wolfhard) riesce infatti finalmente a riabbracciare (e baciare) la sua amata Eleven/Undici/Jane Ives (Millie Bobby Brown), Lucas (Caleb McLaughlin) conquista definitivamente il cuore di Max (Sadie Sink) e William “Will” Byers (Noah Schnapp) grazie alla sua fama non ha problemi a trovare una compagna con la quale ballare. L’unico fermo al palo rimane Dustin (Gaten Matarazzo), ma davvero per poco perchè gli giunge in soccorso Nancy (Natalia Dyer) che lo invita a ballare un lento e a fregarsene di tutte le ragazze che quella sera gli hanno rifilato “il 2 di picche”. Un finale tranquillo e felice, ma Stranger Things non poteva darci un happy ending senza mostrarci l’universo parallelo ovvero l’Upside Down. Perchè quell’universo c’è sempre, sebbene la chiusura del “gate” da parte di Eleven e c’è ancora l’ombra nel cielo, il Mind Flayer come l’hanno soprannominato i ragazzi durante questa stagione.

Ma perchè questo finale così oscuro?

Perchè non lasciare, almeno per questa volta, un happy ending? A rispondere a questa domanda sono stati i fratelli Duffer, ideatori della serie tv intervistati in esclusiva da Hollywood Reporter.

Senza tener conto della scena finale, perchè avete deciso di chiudere la stagione due con una nota felice ovvero il ballo?

Matt Duffer: Abbiamo sempre avuto questo fiale in mente. Dopo meno di una settimana di lavoro, sapevamo che avremmo finito il secondo capitolo con uno Snow Ball e avevamo deciso che Nancy doveva ballare con Dustin. Volevamo dare alla storia un senso di chiusura. Volevamo fare un sequel con un proprio inizio, una sua metà e una fine. L’anno scorso, abbiamo avuto un sacco di cliffhanger alla fine della stagione. Non volevamo fare ancora la stessa cosa. Volevamo essere in grado di iniziare la stagione tre con una storia più lineare e pulita.

Parliamo della scena finale ovvero del Mind Flayer che incombe sulla scuola nell’Upside Down. Cosa avete voluto dire ai telespettatori con questa immagine? Chiaramente è un segno che ci sono ancora problemi all’orizzonte, ma come dovrebbero realmente interpretarlo i fan?

Ross Duffer: Sì, non abbiamo finito il capitolo con un finale totalmente felice, vero? Ci sono state numerose discussioni su questo finale, ma poi ci siamo detti: “No, dobbiamo dare qualche indizio su quel che arriverà”. La speranza è che la gente veda la stagione e capisca che quella cosa è ancora là fuori. Il portale è stato chiuso ma il Mind Flayer è ancora lì nell’Upside Down. Sa dell’esistenza dei ragazzi e sa in particolare di Eleven. Non l’aveva incontrata prima e non aveva neanche visto i suoi poteri prima dell’episodio finale. Ora che l’ha vista, sa che lei è ancora là fuori. Volevamo concludere la stagione con una nota un po’ minacciosa.

La seconda stagione si svolge un anno dopo il primo capitolo. Dato che abbiamo visto il Mind Flayer incombere sulla scuola nel finale del nono episodio, dobbiamo aspettarci un nuovo e simile salto temporale per la prossima stagione?

Matt Duffer: Anche se avessimo voluto buttarci subito nell’azione, non avremmo potuto farlo. I nostri ragazzi stanno invecchiando. A noi non resta che scrivere e produrre la serie tv velocemente, ma tutti saranno un anno più vecchi quando inizieremo a girare la terza stagione. Questo ci porta ad affrontare alcune sfide, non possiamo iniziare la terza stagione senza salti temporali, siamo costretti a farlo. Ma quello che mi piace di questo è che ci obbliga a far evolvere la serie tv. Ci obbliga a cambiare, perchè i ragazzi stanno cambiando. Comunque tutto questo è cool perchè anche il pubblico è chiamato a guardare questi ragazzi cambiare e crescere di anno in anno. Un esempio simile a Stranger Things è Harry Potter. Guardare quei ragazzi e quegli attori crescere davanti alla telecamera è stato per me molto bello, un qualcosa davvero molto potente. Voglio dire, non ero un ragazzino quando l’ho visto e posso solo immaginare quello che avrei vissuto e visto se fossi stato in quel momento un ragazzo della loro età. Vedere Harry Potter alla loro età e vedere i personaggi crescere sarebbe stato ancora più potente. Ecco questo è quello che mi piace. Insomma, una risposta lunga per ammettere che sì, faremo un altro salto temporale.

Le regole e la natura dell’Upside Down restano ancora enigmatiche anche dopo il finale della seconda stagione. Sappiamo che il mondo si sta espandendo, e sappiamo che ci sono i “Demodogs” nel mix. Ma molto rimane ancora oscuro.

Ross Duffer: È tutto una questione di equilibrio. Se diciamo troppo, lo show perde un po’ di quel mistero che lo caratterizza. Ovviamente faremo più luce sull’Upside Down a mano a mano che andremo avanti, ma vogliamo farlo un po’ alla volta. Anche alla fine, non credo che risponderemo a tutte queste domande e non credo neppure che dovremo necessariamente farlo. Stiamo raccontando questa storia dal punto di vista di personaggi umani. I personaggi non possano i alcun modo capire veramente quel luogo e neanche quel che sta accadendo. Abbiamo il nostro documento sull’Upside Down che descrive le sue regole e la sua mitologia nel dettaglio, ma credo che andremo ad esaminarlo lentamente e probabilmente non lo faremo neanche completamente. Quel che ci piace di questo show è che sono i personaggi, specialmente i ragazzi, che analizzano il Mind Flayer e cercano di capire come funziona o cosa vuole basandosi solamente su giochi con i quali hanno sempre giocato. Non lo conoscono e non c’è alcun modo per loro di comprenderlo appieno. Nella vita reale non saresti in grado di comprendere totalmente questa entità visto che proviene da un altro luogo. Non potresti mai comprendere appieno le sue motivazioni. Questo, per noi, è più spaventoso che sapere esattamente quello che questa creatura vuole.

Fonte: The Hollywood Reporter

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