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Star Wars – The Last Jedi: intervista al regista Rian Johnson

Star Wars The Last Jedi - Rian Johnson

The Last Jedi ha suscitato pareri contrastanti: pur ottenendo un successo di critica notevole, ad alcuni fan non è proprio piaciuto e la loro reazione si è fatta sentire. Se volete sapere la mia, il regista e scrittore Rian Johnson ha fatto un grande lavoro ed è riuscito a distillare in un episodio difficile in una trilogia – quello di mezzo – molto di quello che ha reso Star Wars unico ed affascinante. E’ un film perfetto? Certamente no, ma io l’ho trovato divertente ed avvincente… tanto che ho amato pure i Porg! Ed è da loro che inizia questa intervista al regista comparsa in versione integrale sul sito ufficiale di Star Wars.

StarWars.com: Quando hai scritto la parola “porg” per la prima volta…

Rian Johnson: [ride]

StarWars.com: …avevi idea di cosa avresti scatenanto nel mondo?

Rian Johnson: [ride] No. È davvero divertente. La chiara consapevolezza che i porgs avrebbero avuto un impatto in un senso o nell’altro, e possibilmente in entrambi contemporaneamente [Ride], ha iniziato a farsi strada sul set – quando li abbiamo portati sul set e ho potuto vedere le reazioni della troupe. Tutto il lavoro sul set si è fermato quando abbiamo portato fuori i pupazzi dei porg. C’era chi semplicemente li adorava e chi li guardava malissimo. [Ride] E lì ho capito: “Ok, questo è un piccolo microcosmo che mostra quale che sarà la reazione dei fan.” Ma in verità non saprei, a me sembra che stiano bene in Star Wars. Se il film fosse porg-centrico [risate], potremmo avere una diversa chiacchierata.

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StarWars.com: Hai potuto mettere in scena quello che sarebbe accaduto dopo l’incontro tra Rey e Luke. Hai avuto subito l’idea giusta quando hai visto il primo film o hai dovuto lavorarci molto?

Rian Johnson: Ho avuto un’intuizione di dove volevo che andasse la storia, ma stavo soprattutto cercando di entrare veramente nella testa dei personaggi di episodio VII. Ho fatto una lista di tutte le cose che sapevo su tutti i personaggi, incluso Luke. Perché, ovviamente, non impari molto su Luke nel precedente episodio, ma impari molto sulle circostanze in cui ha preso questa decisione di tirarsi fuori dalla lotta. Quindi il mio obiettivo era in realtà solo quello di creare qualcosa che potesse continuare la linea già tracciata e che avesse senso per me. Piuttosto che inventare qualcosa di pazzo su cosa sarebbe successo e trovare il modo di arrivarci, ho solo cercato di continuare la linea in un modo che avesse senso. Dato che sono stato io ad elaborarlo, ho fatto delle scelte che non necessariamente qualcun altro avrebbe fatto. Ma stavo solo cercando di rendere logiche le scelte, in modo che avessero senso emotivamente.
Star Wars - Gli Ultimi Jedi

StarWars.com: l’ombra di Luke incombe su The Last Jedi e, in un certo senso, su The Force Awakens. Come vedi Luke Skywalker – il Luke Skywalker di adesso?

Rian Johnson: Prima di tutto le mie scelte sono state guidate dal fatto che fosse stato stabilito che Luke si fosse autoesiliato. E inoltre, la storia di Luke in questo film, in una certa misura, è a servizio della storia di Rey. Quindi questo era l’altro elemento da tenere presente. Ovunque andasse e qualunque cosa stesse per attraversare, non potevo agire in totale libertà. Questa trilogia non è solo la storia di Luke. Alla fine della giornata, è Rey che ci sta portando attraverso tutta questa avventura. Quindi dovevo pensare a lui in relazione a Rey. Ed è stato fantastico, anche perché questo significava pensare a lui in rapporto a me stesso, me stesso come fan, cresciuto con la leggenda di Luke, che portavo con me una serie di aspettative. Proprio come nel caso di Rey.

StarWars.com: Com’è stato lavorare con Mark in The Last Jedi?

Rian Johnson: Insomma, è stato fenomenale. È stata un’esperienza di lavoro davvero intensa, anche perché durante la preparazione e durante le prove abbiamo avuto un sacco di conversazioni tipo questa. Un sacco di conversazioni sul personaggio. E abbiamo collaborato e abbiamo discusso.

Con Mark è stato meraviglioso lavorare sul set. Si è fidato di me completamente, nonostante le divergenze. Soprattutto con questo personaggio che significa così tanto per lui, si è fidato e si è messo nelle mie mani… io che sono solo un pivellino. Non riesco ancora a credere che abbia avuto la grazia e la fiducia per farlo. Ma è stata un’esperienza meravigliosa.

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StarWars.com: volevo chiederti di Carrie Fisher. Ovviamente, questo è il lato triste di tutta questa avventura con The Last Jedi, il fatto che lei non sia qui adesso. Stavo pensando a come lei fosse consapevole dell’eredità del personaggio di Leia. Com’era sul set e quali erano i suoi pensieri su come interpretare Leia?

Rian Johnson: Sì, era molto consapevole di ciò che Leia significasse per i fan, e in particolare per le fan di sesso femminile. Era qualcosa di cui si sentiva responsabile. Quindi ci si concentrava molto nell’affrontare la sua storia e le varie scene. E sul set era una delizia. Carrie ha regalato una bellissima performance a questo film, ed emotivamente affronta cose che Leia non aveva mai affrontato in film precedenti. E sul set cantava pezzi di musical e ballava con membri della troupe. Era adorabile.

Star Wars

StarWars.com: Per quanto riguarda i nuovi personaggi di questa trilogia cosa puoi dirci?

Rian Johnson: Mi piace molto la parte del film dedicata a Finn, che affronta un lato meno spirituale delle cose e si deve confrontare con la guerra vera e propria. Ha disertato dal Primo Ordine, ma non si è mai realmente unito alla Resistenza. Anche in The Force Awakens, con questo grande atto eroico alla fine, prima di tornare alla Base Starkiller, dice apertamente: “Non so come potrei fare per aiutare la Resistenza. Sono qui solo per aiutare Rey.” E alla fine quando prende quella spada laser, è per proteggere Rey. Non è che sia un difetto di carattere o altro. Mi sono reso conto che agisce per motivazione personale, non per motivazione ideologica. In un certo senso questo è molto bello. Ma in questo film si trova anche nel bel mezzo di una guerra e l’idea di metterlo in una situazione in cui avrebbe dovuto fare delle scelte più grandi è stato molto interessante per me.

StarWars.com: Mark Hamill ha parlato del suo ritorno sul Falcon e di quanto lo abbia colpito emotivamente. Hai avuto dei momenti che ti hanno colto di sorpresa – che ti hanno colpito emotivamente, che non ti aspettavi?

Rian Johnson: Sì, aggirarmi per il Falcon. Stranamente, sembra essere un’emozione universale. Ovviamente, Mark ha tutta una diversa storia con il Falcon. Ma anche per me, gli amici e la famiglia… il mio atteggiamento con tutti è stato: “Chiunque può venire qui a visitarci sul set di The Last Jedi, per favore, venga a trovarci [Ride], perché questa è un’occasione che capita una volta nella vita.” Ho quindi avuto così tanti amici e parenti che sono venuti a visitare il set. La visita al set del Falcon era universalmente il momento più magico per tutti. Ma poi  ogni giorno c’era qualcosa di magico. Che si trattasse di inquadrare C-3PO in uno scatto o di voltarsi per cercare un posto dove posare il caffè e rendermi conto che ero proprio accanto ad Artoo. Non ho postato il mio caffè su Artoo, tranquilli, non lo farei mai.

StarWars.com: La nuova trilogia che è stata annunciata: cosa puoi dirci?

Rian Johnson: Siamo solo all’inizio. Ed è nato come progetto perché ci siamo divertiti tanto girando The Last Jedi, non solo con la produzione, ma Kathy, Ram [Bergman] il mio produttore, e io, siamo tutti andati così d’accordo. Tutta la gente della Lucasfilm, ci è piaciuta. Ci siamo divertiti molto con Bob Iger, Alan Horn e Alan Bergman. Abbiamo davvero avuto una grande esperienza con tutti. Quando stavamo arrivando alla fine di The Last Jedi ci siamo detti “Come possiamo continuare a lavorare insieme? È stata una bella esperienza.” Al di là dell’amare Star Wars, adoro queste persone, come possiamo continuare a lavorare?” Così ho tirato fuori l’idea: “Beh, possiamo parlare di un film indipendente o qualcosa del genere, ma la cosa che più mi interesserebbe è l’idea di una nuova trilogia e una nuova storia raccontata su tre film.” Il mio discorso è stato fondamentalmente: “Partiamo da un cielo blu, chiaro, aperto. Diciamo che possiamo impostare la storia ovunque, e non avremo a che fare con i personaggi che abbiamo già creato. Creiamo un intero nuovo gruppo di persone, una nuova serie di circostanze, e andiamo in nuovi posti e creiamo una storia di Star Wars mitica, bella, emozionante e divertente in tre film “.

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StarWars.com: È emozionante!

Rian Johnson: È eccitante, vero? E così l’ho detto e Kathy era molto emozionata all’idea. Quindi in questo modo saremo in grado di prolungare la nostra presenza nella famiglia. [Ride]

StarWars.com: per concludere, per le vacanze, ogni membro della famiglia riceverà un porg?

Rian Johnson: [ride] Spero che ne abbiano già uno, o non sono parte della mia famiglia!

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