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Sirene : Il trash onesto di Rai 1 – Recensione del primo episodio

Sirene

Diretta da Davide Marengo e sceneggiata da Ivan Cotroneo (Tutti pazzi per Amore, Una mamma imperfetta), Sirene debutta su Rai1 dopo la fine di Provaci Ancora Prof, andando a riempire il giovedì sera degli italiani.

Il tema delle Sirene sembra destinato a sostituire quello dei tenebrosi vampiri negli anni a venire, nonostante ci siano già stati prodotti con protagoniste squamose (ricordate l’australiano H2O?) in passato, Rai decide di creare la sua prima serie “fantasy” attorno a questo tema e Freeform ha già in cantiere Siren, teen drama dedicato alle donne metà pesce.

Che sia una moda, un clichè o un modo di rivisitare la triste storia di Andersen poco importa, purché in tv sia possibile vedere cose nuove e diverse. Ed è qui che si annida il vero punto di forza di Sirene, nel fattore novità.

Sirene è un formato originale italiano

Sirene

Cotroneo ha donato alla tv italiana alcuni dei prodotti più innovativi degli ultimi anni, uno su tutti La mamma imperfetta, striscia quotidiana di Rai2 capace di raccontare le donne molto meglio di tante fiction biografiche della rete ammiraglia. Con Sirene lo sceneggiatore e scrittore italiano Ivan Cotroneo conferma il suo talento e la voglia di scrivere cose nuove e diverse.

Sirene non è un format, non è stato adattato per la nostra tv ma è un prodotto originale, di cui va premiato il coraggio e la voglia di rompere gli schemi della prima serata. Una serie tv fumettosa, che fa largo uso della musica e del sonoro per sottolineare gli avvenimenti di una scena o lo stato d’animo dei personaggi, in cui è presente dell’animazione sempre made in Italy e che vuole mostrare una Napoli diversa, via i neo melodici e largo agli assoli di tromba, via i babà e spazio al pesce fresco. Insomma Sirene si diverte a raccontare una storia semplice in una cornice graziosa e surreale, che incredibilmente funziona.

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Sirene è consapevole della sua natura

Sirene

La storia di una sirena che insieme alla sua famiglia lascia le gambe alla ricerca del fidanzato scappato sulla terra poteva essere gestita in modi assurdi e non prometteva niente di buono. In realtà il primo episodio, passando sopra al personaggio irritante della sorella più piccola e alla stupidità di alcuni dialoghi, è divertente e scorre in fretta senza annoiare.

Sirene è una serie che sa di essere trash, è consapevole di non poter essere qualcosa di più che una comedy fantasy colorata e decide di esagerare l’esagerabile e limitare le scene più drammatiche e pesanti. Sirene dunque funziona perché sa prendersi in giro, perché i comprimari funzionano e perché prende in giro un po’ tutto.

Abbiamo una parodia divertente delle telenovelas argentine, la presa in giro della donna ossessionata dalla moda ma cafona, degli adolescenti meno stereotipati del solito, una fresca risata sul femminismo estremo, e non la solita storia d’amore strappa lacrime e senza senso. Nonostante la sua prevedibilità e la storia già abbastanza delineata, il primo episodio risulta leggero, divertente e capace di non far addormentare sul divano.

Presentata come la prima serie fantasy della Rai, influenzata un po’ dalla tv asiatica, Sirene mantiene le promesse e si candida ad essere la novità trash dell’autunno da tenere d’occhio. Non guardatela aspettandovi un prodotto diverso da quello che propone e non pensate di essere davanti a un capolavoro, ogni tanto è necessaria anche la tv senza impegno.

Good Luck!

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