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Sex Education: il corso che non abbiamo mai avuto – Recensione della serie Netflix con Asa Butterfield e Gillian Anderson

Sex Education - prima stagione
IMDb

Probabile che sia difficile trovare un argomento tante volte citato e additato come di vitale importanza e altrettante volte caduto nel nulla di fatto. Eppure, a scorrere l’orario delle lezioni di una qualunque scuola superiore o a leggere gli argomenti svolti in classe non si riesce proprio a trovarlo. Un corso di educazione sessuale. Doveva pensarci Netflix con Sex Education?

Sex Education - prima stagione

Il sesso ai tempi del liceo

Interpretata dal giovane ma già esperto Asa Butterfield e dalla veterana, ma sempre in forma Gillian Anderson, Sex Education si propone di essere proprio quel che il suo titolo esplicitamente annuncia. Un’occasione per parlare di sesso senza nascondere nulla, senza porsi limiti, senza farsi fermare da nessun taboo. E senza aver paura di mostrare alcunché. Anzi. Perché in Sex Education si vedono adolescenti fare sesso, masturbarsi, mostrare pubblicamente il proprio pene, invitare il partner a pratiche sessuali esplicite, avere rapporti omosessuali, disegnare fumetti porno. Il tutto messo in scena senza censure e senza spostare pudicamente l’occhio della videocamera da quello che altre serie si vietano di inquadrare. Perché nella realtà non ci si gira dall’altra parte proprio per niente.

Un’esposizione esplicita che non scade mai in alcuna pruderie fuori luogo perché ognuno di questi momenti è funzionale al racconto e allo sviluppo di una storia che ha bisogno di un corpo per mostrare la sua anima. Soprattutto perché quella carnalità manifesta è il modo migliore per togliere quell’aura di proibito che troppo spesso mistifica il sesso degli adolescenti impedendo di vederlo per quello che dopotutto è. Un passaggio obbligato in una crescita irrimandabile. Un momento ricco di dubbi che ci si vergogna di esporre, di domande che non si riescono a porre, di paure che non si sa come scacciare.

È questo che fa Otis: ascoltare e rispondere. Non importa quale sia il problema di chi Maeve porta alla sua clinica improvvisata. E non importa dopotutto neanche se la risposta sia più o meno giusta. Quel che conta è che finalmente chi aveva una domanda ha trovato qualcuno a cui porla e ne ha potuto parlare.

Ed è questo che fa di Sex Education il corso di educazione sessuale che avremmo dovuto seguire e che mai avremo (almeno in Italia).

Sex Education - prima stagione

Un arcobaleno di emozioni

I toni scanzonati e la vivacità di scene e colori potrebbero far pensare che Sex Education è una teen comedy. E lo è sicuramente grazie all’abbondanza di personaggi e situazioni che volutamente tendono a ridicolizzare sé stessi e quello che stanno vivendo. I dialoghi frizzanti e il ritmo veloce sostengono ogni episodio accompagnando lo spettatore alla fine dell’ora di durata senza che quasi se ne renda conto.

Ma Sex Education riesce ad essere molto di più senza appesantirsi o risultare fastidiosamente saccente. Perché la serie sa scrivere dei personaggi che rispettano i ruoli tipici di ogni teen comedy senza però essere monodimensionali o superficiali. E questa caratteristica dona loro uno spessore che permette agli autori di affrontare anche argomenti difficili come l’aborto, il bullismo, l’omofobia, la separazione dei genitori. Non c’è la drammaticità di 13 Reasons Why, ma non manca la profondità e la delicatezza di mostrare i sentimenti di chi si trova ad affrontare drammi che normalmente non troverebbero posto in una serie comedy.

Sex Education vive, allora, non grazie alle idee divertenti, ma ai suoi protagonisti. Nutrendosi della saggezza prematura e delle paure nascoste di Otis. Sfamandosi con la complessità poliedrica e il costante senso d’inadeguatezza di Maeve. Facendosi forte dell’esplosività incontenibile e dei rapporti conflittuali in famiglia di Eric. Appoggiandosi alla perfezione da copertina e all’oscurità nascosta di Jackson. Arricchendosi di una galleria di personaggi che non sono solo quello che dovrebbero essere, ma molto di più.

Così Aimee non è solo l’oca giuliva che tutti possono sfruttare, ma anche l’amica sincera che nonostante tutto ci prova ad esserci. Adam si comporta come il più classico dei bulli, ma è una vittima incolpevole del più perfido dei bulli. Ruby, Olivia e Anwar rappresentano il trio tanto esteticamente perfetto quanto odiosamente perfido che ogni liceo annovera, ma hanno ognuno il loro momento di difficoltà a ricordarci come la loro sia solo una messa in scena. Ed anche la stralunata Lily alla fine è molto più che una nerd ossessionata dal sesso, ma piuttosto l’uguale ed opposto che serve a Otis per capire sé stesso.

Grazie a questo ricco calembour di personaggi, Sex Education è più di una teen comedy. È piuttosto un arcobaleno dove tanti colori si fondono in una fantastica armonia.

Sex Education - prima stagione

Una ventata di freschezza

La varietà e novità degli argomenti e soprattutto il modo originale in cui vengono esposti fa di Sex Education una folata di aria fresca da cui ci si lascia volentieri accarezzare. Merito anche di un cast di giovanissimi quasi tutti alla prima esperienza significativa. Unica eccezione tra i ragazzi è Asa Butterfield che vanta già un ricco e prestigioso curriculum cinematografico (Il bambino con il pigiama a righe, Ender’s Game, Hugo Cabret, Miss Peregrine). La sua interpretazione di Otis sfiora la perfezione risultando credibile nel suo continuo alternare sicurezza e imbarazzo, spigliatezza e timidezza, voglia di esserci e paura di provarci. Vera e propria rivelazione è invece il quasi esordiente Ncuti Gatwa abile nel donare la giusta profondità al momento opportuno ad un Eric che è un inno alla gioia.

La freschezza di Sex Education contagia anche una veterana come Gillian Anderson nei panni di una madre che vuole essere moderna e anticonformista. Solo che Jean è in realtà ancora più chioccia di una madre del profondo sud finendo per essere invadente e inopportuna senza neanche rendersene conto. Al tempo stesso, anche Jean verrà trascinata nel vortice adolescenziale comportandosi come una sedicenne innamorata con Jakob. Che è ovviamente un idraulico come giusto omaggio ad un cliché da barzelletta sconcia.

Sex Education si chiude con un happy ending anomalo che non soddisfa quella che sarebbe sembrata la ship più ovvia, ma sceglie un approccio più realistico e coerente con lo spirito della serie. Un season – finale che lascia la porta aperta ad una seconda stagione che sicuramente merita. Perché anche da un corso di educazione sessuale non si finisce mai di imparare.

Sex Education - la recensione
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